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i MS Word 97 come Reporl Generator
» La pubblica amministrazione su Internet
» Parole crociate crittografate
» Il futuro della computer grafica interattiva
>OS2: network computing con server affidabili
» Mainslay VIP Basic e VIP C per Mac
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L'AGP arriva sul Socket 7
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Indice degli Inserzionisti
38
Editoriale di Paolo Nuti
46
Posta a cura di Rino Nicotra
50
Annuario del Software Didattico
58
News a cura di Rino Nicotra e Fabio Della Vecchia
104
Mac Corner
di Paolo Cognetti
115
Recensioni Libri
Applicazioni e tecnologie di sviluppo Web nei manuali della McGraw-Hill
di Andrea Montesi
118
Attualità
CD-ROM e Teatro di Bologna di Francesco Pelroni
130
128
124
Anteprima
Pioneer CD-ROM drive Super 32x di Andrea Montesi
L’esacromia vola a 1.440... di Andrea de Prisco
HP Windows CE 2.0 di Marco Marinacci e Leo Sorge
132
Informatica & Società
La Pubblica Amministrazione si lancia su Internet di Manlio Cammarata
144
Arte & Informatica
Universo sonoro elettronico di Ida Gerosa
166
Playworld di Francesco Carlà
156
Intelligiochi
Storie di vita... artificiale di Corrado Giustozzi
160
164
Informatica & Architettura
a cura di Paolo Martegani e Riccardo Montenegro
Un complesso residenziale tra memoria storica e computer
di Riccardo Montenegro
Architettura on CD di Paolo Martegani
166
Altri Tempi
Ci vorrebbe un Amiga di Raffaello De Masi
170
Avvisi ai Naviganti
Andiamo al cinema di Raffaello De Masi
172
Tecnica
L'AGP arriva sul Socket 7 di Luca Angelelli
176
182
188
196
200
206
212
Prove
Notebook Enface 66 di Bruno Rosati
Toshiba Tecra 750DVD di Andrea de Prisco
Unidata Planet 5000 P5630/FS di Andrea Montesi
Pentium HCR Smart 300 di Bruno Rosati
Software per lo Psion 5 di Andrea de Prisco
Macromedia Dreamweaver di Francesco Petrom
Visual Page per Windows 95 e NT versione 1.0 di Raffaello De Masi
218
OverView
Traxdata CDRW4260 EL Pro di Luca Angelelli
4
MCmicrocomputer n. 182 - (numerazione editoriale)
marzo 1998
220 Programmi di utilità dì Dino Jorìs
226 DVD-ROM Hitachi GD-2000 di Fabrizio Dell'Orso
230 Football ori thè Web dì Alessandro Rette
232 E-Mail 97 di Alessandro Pette
236 ViewSonic GT 775 di Andrea Montesi
240 Asus SCD-S340 di Bruno Rosati
242 Magix Music Studio 3.0 Deluxe di Bruno Rosati
246
Digital Imaging
Aztec DPD-200 di Luca Angelelli
252
ABC
Signori, accendete i vostri motori (seconda parte) di Raffaello De Masi
256
Prodotti Multimediali
Nel cuore della repubblica di Dino Joris
268
Computer & Video
Audio, video e vari effetti di Bruno Rosati
274
Realtà Virtuale
Il futuro della computer grafica interattiva di Gaetano Di Stasìo
280
Telematica
L'attualità sulla Rete di Sergio Pillon
286
HTML
Dynamic HTML (terza parte) di Giuliano Boschi
294
Mathematica
Parole Crociate Crittografate di Francesco Romani e Alessandro Celli
300
Desktop Publishing
Quark Xpress 4.0: finalmente di Mauro Gandmi
306
Grafica
Pensare in tre dimensioni: dalla teoria alla pratica
di Francesco Petrom e Aldo Azzari
310
Office
MS Word 97 come report generator: 5 esercizi di Francesco Petrom
316
Workgroup
MS SNA Server: il componente MS BackOffice per l'accesso ai grossi
sistemi di C Petroni e L. Sandulli
322
Client Computing
Auto PC, CE nell'auto di Leo Sorge
326
330
OS/2
Networking Computing con server affidabili di Giuseppe Casarano
PD Software - Utility per tutti i gusti a cura del Team OS/2 Italia
334
342
Macintosh
Mainstay VIP Basic e Vip C di Raffaello De Masi
PD Software - Suoni di primavera di Valter Di Dio
346
Amiga
Amiga F/X. Il ray-tracing: limiti e inefficienze di Massimiliano Marras
351
Moduli per abbonamenti, arretrati, annunci
ISSN 1123-2714
marzo 1998
5
Indice Inserzionisti
Inserto A.R. COMPUTER SRL Via Emma Perodi 2-00168 ROMA
11 AASHIMA ITALIA SRL Via dei Pignattari 174 - BL.37
40050 CENTERGROSS FUNO BO
61 ACCA Software SRL Via Michelangelo Cianciulli 41
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93 ACER ITALY SRL Via Paracelso 12 - Pal.PERSEO
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229 AIR ONE SPA Via Sardegna 14 - 00187 ROMA
239 ALLESTIMENTI SABATINI SPA Via Bruno Buozzi 25
40057 CADRIANO GRANAROLO BO
187 ANTEA SHD SNC Via Piazzi 54/L -10129 TORINO
101 ARTEC SRL Via degli Aldobrandeschl 47 - 00163 ROMA
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79 CANON ITALIA SPA Palazzo L - Strada 6
20089 ROZZANO MILANOFIORI MI
69 CEBIT AUSLAND Deutsche Messe AG Messegelande
00000 30521 HANNOVER
293 COFAX TELEMATICA SRL V ie dei Colli Porluens. 110/A
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127 COMEX SPA Via G.S. Bondi 12-Z Bassotte
48100 RAVENNA
40-41 COMPAQ COMPUTER SPA Milanofion Strada 7 Pai. R
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267 CREATIVE LABS SRL Strada 4 Edificio A3
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147 DHI SRL Via Di Casal Morena 19/A - 00040 ROMA
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235 EDITRICE REFLEX SRL Via di Villa Sevenni 54
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217 EPSON ITALIA SPA Via F ili Casiraghi 427
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16-17 ERGO ITALIA SRL Via Della Nocella 109 -00164 ROMA
65 F.C.H. SRL Via Cimarosa 18 - 57124 LIVORNO
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113-114 FACAL PRODUCTS SRL Via Silicella 84 - 00169 ROMA
54-55-56
57-181 FINSON SRL Via Cavalcanti 5 - 20127 MILANO
121 FRAEL ITALI A SRL Via del Roseto 50
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22 FULL SCREEN SRL Via al Ouarto Miglio 40/A
00178 ROMA
99 HARPAX SNC Via Fontanella 55
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3-77 IBM ITALIA ASPA Via Tolmezzo 15 -20132 MILANO
71-353 INFORMEDIA Via Giovanni Penta 51 - 00157 ROMA
225 INFOWARE SRL Via M Boldetti 27/29 - 00162 ROMA
34 ITALSEL SRL Via Lugo 1/A - 40128 BOLOGNA
211 JEPSSEN ITALIA SRL Via Raddusa sn - 94011 AGIRA EN
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13-14-15 LOGIC SRL S.S. dei Giovi 34
20030 BOVISIO M ASC IAGO MI
39 LOGITECH ITALIA SRL Centro Dir.colleom Pai Andromeda 3
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354 MATROX GRAPHICS INC. 1025 Saint-Regis H9P 2T4
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24 MAVIAN LABS SRL Via Modena 50-00184 ROMA
95-97 MCPERSON SRL Via Fontane 13 - 33170 PORDENONE
91 MEDIA DIRECT SRL Viale Asiago 83/A
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42-43 MICROLINK SRL Via Sestese 61 - 50141 FIRENZE
75 MICROSOFT SPA Centro Direzionale S.Felice Pai A
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103 MIND SRL Via G. Peslalozzi 4 -20143 MILANO
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precedente (EDO o Fast Page), riducendo
quindi a zero il periodo che il processore deve
attendere per scrivere o leggere da una cella
di memoria. Questo fatto consente una modalità
di lavoro appunto “sincrona" tra bus di
comunicazione e RAM con un incremento reale
di prestazioni (rispetto alle già veloci EDO RAM)
di almeno il 15%.
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di trasferimento dati (transfer rate) fino a poco
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necessita di un controller apposito per essere
sfruttata. Oggi sulle macchine equipaggiate col
Processore Pentium® Il soltanto il ChipSet Intel
440 LX (e non il 440 FX o i precedenti) è in
grado di gestirla. La tecnologia Ultra DMA
permette quindi, in pratica, di raddoppiare la
velocita di trasferimento dati dell'hard disk fino
ad un incredibile massimo di 33MB/sec.
E' importante ricordare che un hard disk Ultra
DMA abbinato ad una main board che non
disponga di ChipSet Intel 440 LX, perde
completamente il vantaggio dell ultra DMA:
l'hard disk viene in questo caso utilizzato come
un normale disco a tecnologia EIDE.
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AGP significa Accelerated Graphic Port, uno
speciale bus sulla Main Board dedicato
esclusivamente alle potentissime schede video
che supportano questo standard. Tutte le
principali aziende produttrici di schede video
hanno già prodotto modelli AGP che permettono
un colloquio ad elevatissima velocità con la
memoria ed il processore. In questo modo viene
risolto il problema principale delle schede video
precedenti: la limitatezza della portata del bus
PCI che non consentiva l'enorme flusso di dati
necessario alle moderne applicazioni di grafica
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L
Editoriale
Bon Ton ed educazione informatica
L l'opinione che sia "segno di pessima educazione inviare su dischetto o per E-mail
testi, presentazioni o fogli elettronici salvati esclusivamente nell'ultima versione di
• un programma", ha riscosso un consenso molto ampio.
Non mi stupisco: i problemi generati dalla scelta dell'industria informatica di basa¬
re il proprio sviluppo sulla obsolescenza artificiale di hardware non sono più solo di ordi¬
ne economico (obbligo alla spesa) e culturale (curva di innovazione che supera ampia¬
mente quella di apprendimento), ma sociale.
Con molta fatica e ritardo la Scuola ha finalmente realizzato che "saper usare il compu¬
ter" non significa studiare informatica, ma semplicemente abituarsi ad usare il computer
(e con esso la videoscrittura ed il foglio elettronico) per le attività di tutti i giorni Esatta¬
mente come il saper scrivere implica il saper usare la penna, non il progettarla o co¬
struirla.
Di proposito, delle 5 applicazioni standard che oggi compongono una "suite" (videoscrit-
tura, foglio elettronico, database, presentazioni e agenda) cito solo le prime due. E' in¬
fatti tutto da dimostrare che una agenda elettronica sia sempre di consultazione e ma¬
nutenzione più rapida di una agenda cartacea. Saper utilizzare un data base non è poi
molto diverso dall'usare un foglio elettronico, mentre creare e gestire un database ri¬
chiede effettivamente una preparazione specifica al punto che di un database sarebbe
opportuno nominare un responsabile: e quindi si ricade più nel caso del saper progettare
che del saper usare.
Quanto al programma di presentazione, delle belle "slide" a colori, magari con un po' di
animazione, possono essere particolarmente efficaci; e chi deve fare la sua bella figura
fa bene a spendere il tempo ed il denaro necessari Peraltro l'esperienza insegna che,
da un lato, preparare delle presentazioni veramente "professionali" è un lavoro che ri¬
chiede degli specialisti, dall'altro molte "presentazioni" artigianali potrebbero essere so¬
stituite da un appunto di tre paragrafi sintatticamente organici.
Per inciso, se proprio mi serve una presentazione, debbo ricordarmi che se la salvo con
PowerPoint di Office 97 (che presenta l'enorme vantaggio di comprimere automatica¬
mente il file), non posso sperare di aprirla su un 'vecchio' PowerPoint 7 di Office 95. In¬
vece di cercare di salvarmi in corner "scusandomi" con II mio interlocutore spiegando
che la mia presentazione non si apre sulla sua macchina perché lui non ha ancora la ver¬
sione nuova di PP. dimostrerei molto più bon ton e competenza informatica se girassi
una presentazione salvata nel "formato precedente" e "zippata". In definitiva la lunghezza
del file sarebbe più o meno la stessa e l'operazione di scompattamento richiede ben po¬
ca fatica. Queste sono le semplici cose che dobbiamo imparare per difenderci.
Il problema, come dicevo, è di carattere sociale, prima ancora che economico e cultura¬
le Nel momento in cui si cerca di colmare il gap tra chi sa usare "carta e penna informa¬
tica" e chi rischia di non trovare lavoro perché non sa scrivere con la tasttera, bisogna
preoccuparsi anche di non creare una differenziazione di censo tra coloro che possono
permettersi il lusso di aggiornare la propria penna almeno una volta l'anno e quanti si de¬
vono accontentare di scrivere sulla carta straccia con una penna scarica
Diciamolo più chiaramente: se la scuola si fa doverosamente carico di insegnare a leg¬
gere e scrivere con il computer, occorre che vengano insegnate prima di tutto le basi
del Bon Ton informatico salvare e trasmettere il lavoro in formati universali e non legati
al marketing di un particolare produttore di software.
Sotto il profilo sociale, la scuola, e chi ne ha la possibilità, deve battersi contro il circolo
vizioso di applicazioni inutilmente pesanti che richiedono computer inutilmente potenti e
generano file inutilmente grandi. Non significa che dobbiamo rinunciare allo sviluppo del-
ITT (Information Technology), ma puntare ad uno sviluppo informato e più vicino alla cur¬
va media di apprendimento. Bisogna avere II coraggio di distinguere tra progressi reali e
progressi fittizi. Per esempio: tra qualche mese varrà la pena di cambiare computer per
iniziare ad utilizzare l'USB. L'Umversal Serial Bus è un progresso reale perché semplifica
sostanzialmente la connessione e l'installazione delle periferiche. Del bus AGP si poteva
invece fare a meno: per accelerare ulteriormente la grafica sarebbe potuto bastare un
upgrade del bus PCI.
Si, sogno uno sviluppo ecologico dell'information technology, nel quale le risorse vengo¬
no impiegate per vantaggi reali, la crescita del mercato segue la curva fisiologica di ap¬
prendimento. la banda passante non viene sprecata per emulare nel settore delle tele¬
comunicazioni lo stesso meccanismo sin qui vincente nel mercato informatico
Chi manda 2 Megabyte di attach per un documento .doc di 10 righe (magari completo di
macro-virus. ) deve essere caldamente invitato a usare il formato txt o al massimo rtf
Spiegategli pazientemente che, poveretto, è vittima del marketing, che solo la sua ine¬
sperienza informatica fa perdonare il suo scarso Bon Ton e che la buona creanza infor¬
matica e telematica si traduce in un risparmio di tempo e denaro non solo per il suo cor¬
rispondente, ma anche per lui.
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alle persone di competenza, per cui vi consigliamo di indirizzarvi alla casella della redazione piuttosto che a
quella dei singoli redattoti che comunque, come al sdito, trovate qui sotto E' piu semplice per voi e. anche
se sembra sitano, per noi E' difficile che riusciamo a fornire risposte private (quindi non inviate francobolli
o buste affrancate!, per le e-mail qualche volta succede Voi provate, basta che non vi offendiate se non vi ri¬
spondiamo Vi assicuriamo comunque che leggiamo tutta la corrispondenza e teniamo nella massima con¬
siderazione ciO che ci viene segnalato
rum.
Nominativo
su MC-link
su Internet
Andrea de Prisco
MC0258
3dp@mcimk,i|
Corrado Giustozzi
MC0006
c cilustozz'fgmclir
Marco Marinacci
MC0009
Rino Nicotra
MC9781
icotra@ menni.
Paolo Nuli
MC0002
■ .• u ■■ un. |
Luca Angelelli
MC6647
anqeieiiiW'mciinK il
Giuliano Boschi
MC9706
juscnr'/'mi i
Manlio Cammarata
MC2918
Team Tarata#”
cimi il
Francesco Carlà
-
;i
Giuseppe Casarano
MCI 754
tasaranowmcnnK
1
Francesco Fulvio Castellano
ME5130
i:asteuano@mr.
-,k ,|
Cesare Cittadini (Team OS/2)
MC2934
:.cittanini@mclinl
Paolo Cognetti
MC4408
3 cognetti<©mcnnk il
Raffaello De Masi
MCI 468
■ ne masiwmciink
Valter Di Dio
MC0008
/m moMmciinie il
Gaetano Di Stasio
MC7400
g d tsiasiowmcur
rn
Enrico Ferrari
MC0012
arerranmmcnnk
Mauro Gandim
MC0452
; ga-.Li • rg :i |
Gerardo Greco
MC4720
:jreco<@mciink.i|
Dino Joris
MC9745
7 ■ ■ ' 1
Massimiliano Marras
MCI 606
n marras@mrlinl
H3
Massimo Novelli
MC4397
n nnvplliWmclink >1
Francesco Petrom
MC8689
1 peironi@mciink |
Sergio Pillon
MC2434
Dillon#mclink i|
Francesco Romani
-
omani@di.unipi i
Bruno Rosati
MC4200
rosatiWmclink i
Leo Sorge
MC6750
eo.sorge@mclink
J
Andrea Suatoni
MC2741
=<nri@mrlink il
Team OS/2 Italia
MD1652
ieamosZit@mr.hnk. il
Ancora sulla riga
del Sony
1 1 mese scorso questo spazio ha ospi¬
tato l’intervento di un lettore che si la¬
mentava della sottile riga orizzontale a 6
centimetri dalla base dei monitor Sony
da 15 pollici, trovandolo un difetto intol¬
lerabile. che definiva "un bel fiasco" e
che lo avrebbe allontanato da acquisti di
prodotti di questa marca.
Dalle reazioni di alcuni lettori, che rin¬
grazio per il loro intervento, prendo atto
di non avere, evidentemente, calibrato
nel modo migliore la risposta. Sostan¬
zialmente, ho scritto che "anche io ho
un monitor Sony (anzi due) e anche io
mi sono stupito quando ho visto la riga e
ho saputo che è normale", augurandomi
che la Sony "risolva il problema della ri¬
ga nera se è possibile". Mi pareva di
aver detto chiaramente che non ritengo
la righina un limite cosi grave da far ri¬
nunciare all'acquisto né tantomeno ca¬
pace di far bollare la Sony come casa
poco seria, cosi come non è il caso di
concludere che la Mercedes non sa fare
le automobili per il non superamento del
famigerato test dell’alce da parte della
Classe A (il parallelo era portato dallo
stesso lettore).
Non sono entrato nel merito tecnico,
rimandando la cosa ad un intervento con
la partecipazione della Sony, ma proba¬
bilmente, visti i rimproveri, sarebbe sta¬
to meglio dare qualche anticipazione
(anche se forse ha un po' esagerato chi
ha deciso che per questo siamo poco
seri, disinformati, eccetera): a questo
punto, riassumo usando le parole di uno
di essi, Nicola Galante, che ricorda che
nel manuale del monitor "è scritto chia¬
ramente in un paragrafo con tanto di
schema esplicativo che le cosiddette ri¬
ghe sono dei cavi di smorzamento per la
griglia di apertura del tubo Trinitron Vit¬
torio Zuccotti parla invece di cavi "tendi-
griglia", e di "calore dissipato sulla ma¬
schera che, essendo formata da sottili
fili verticali, tende a deformarsi. Per ov¬
viare a questo inconveniente la Sony ha
sempre inserito questo cavo Idue cavi
dai 17" in sul, che serve anche ad evita¬
re alcune deformazioni dovute ai campi
magnetici esterni". Il commento di Bep¬
pe Ferrerò è "certo un difetto, ma un di¬
fetto congenito di una tecnologia che of¬
fre in cambio altri vantaggi". Ma sulla
possibilità di eliminazione delle righe do¬
vute ai cavi, "la soluzione sarebbe quella
di renderli più sottili ma questo compor¬
ta che diventano più fragili e di conse¬
guenza si dovrebbero utilizzare opportu¬
ne tecnologie Iovviamente più costose),
ma potrebbero esserci anche altri pro¬
blemi a me non noti per cui il problema
non è stato risolto", dice invece Massi¬
mo D’Antoni.
Proprio da questi interventi, però, si
evince che vale tutto considerato la pe¬
na di andare al di là delle poche e laconi¬
che righe offerte dal manuale, che in so¬
stanza (come gli interventi dei lettori) si
limita a dire che i cavi ci sono e ci devo¬
no essere. Una comunicazione interes¬
sante, anche se non tecnica, fa parte
della lettera di Vittorio Zuccotti, che ri¬
corda che "all'uscita di Windows, la
Sony diffuse un comunicato in cui si di¬
ce che il cavo è sempre esistito e che
nessuno se ne era mai accorto perché
gli sfondi bianchi (vuoti) non andavano
molto di moda
In conclusione, e per sdrammatizzare
la portata del "caso", riporto integral¬
mente l'ultimo messaggio che ho rice¬
vuto al proposito, e che proviene da Lu¬
ciano Cucurma "ho letto sull'ultimo nu¬
mero di MC che i monitor Sony hanno
una fastidiosa striscia centrale, lo pos¬
siedo un Multiscan 15SFII della suddet¬
ta, ma non ho mai notato tale difetto"
Ecco, appunto, ridimensioniamo la cosa
e teniamoci la righine (che, a monitor
ben regolato, è appena percettibile).
In ogni caso, contiamo effettivamente
(e a maggior ragione, a questo punto) di
dare spazio tecnicamente "per davvero"
all'argomento, come nelle nostre abitu¬
dini. Siamo contenti di avere, fra i nostri
lettori, giudici cosi severi...
Marco Marinacci
continua a Pag 52
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
46
Disponibile connessione X2 (senza sovrapprezzo) e ISDN da:
Metraggio (CO), Como, Milano, Pavia, Bologna, Castelnuovo di Garfagnana (LU), Roma, Livorno,
Napoli, Galatina (LE), Lecce, Ciro Marina (KR), Catania, Palermo.
Internet
_pi ir» orni
UlIL dilli
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Duri.
ABRUZZO Chieti L'Aquila Pescara Teramo BASILICATA Matera Potenza CALABRIA Catanzaro Cirò Marina Cosenza Reggio Calabria CAMPANIA Avellino Be¬
nevento Caserta Napoli Salerno EMILIA ROMAGNA Bologna Ferrara Porli Modena Parma Piacenza Ravenna Reggio Emilia FRIULI VENEZIA GIULIA Gorizia
Pordenone Trieste Udine LAZIO Frosinone Latina Rieti Roma Viterbo LIGURIA Genova Imperia La Spezia Savona LOMBARDIA Bergamo Brescia Cremona
Como Mantova Menaggio Milano Pavia Sondrio Varese MARCHE Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro MOLISE Campobasso Isernia PIEMONTE
Alessandria Asti Cuneo Novara Torino Vercelli PUGLIA Bari Brindisi Foggia Galatina Lecce Taranto SARDEGNA Cagliari Nuoro Oristano Sassari SICILIA
Agrigento Caltanissetta Catania Marsala Messina Palermo Ragusa Siracusa TOSCANA
Arezzo C. di Garfagnana Firenze Grosseto Livorno Lucca Massa Carrara Pisa Pistoia
Prato Siena TRENTINO ALTO ADIGE Bolzano Trento UMBRIA Perugia Terni VALLE
D'AOSTA Aosta VENETO Belluno Padova Rovigo Treviso Venezia Verona Vicenza.
Da dove collegarsi
Nodi che supportano anche le tecnologie X2 e ISDN in via di attivazione:
Colleferro (RM). Cossato (Bl). Foligno, Gallipoli (LE). Genova, Mantova. San Giorgio di Piano (BO), Vallemosso (Bl), Verona.
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ABRUZZO L'Aquila H.D. Sistemi via Monte Velino 32/a tei. 411317 BASILICATA Potenza Tape
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Office via Mattia Preti 37-39 tei 5784607 - Net Point via Mattia Preti 35 tei. 5561333 - Prosoft Italia via Andrea d Isernia 28 tei 665959 Napoli Porto Tec-
nosoft P ie Pisacane tei. 5547135 Portici Media Work via della Salute 19 tei. 7763084 S. Giorgio a Cremano Archimedia via Pittore 105 tei 5746582
EMILIA ROMAGNA Bologna Compagnia Italiana Computer via Emilia Ponente 56 tei. 383851 Forlì Neri Punto Games piazzale della Vittoria 13 tei. 401115
Modena Compagnia Italiana Computer via Bellinzona, 49 tei. 366966 Parma Radio Emilia via lnzani,29 tei. 228172 Piacenza Futura informatica srl via Sca-
labrini 128a tei. 334104 - Pseha computer viale D Alighieri 100 tei 334455 Ravenna Computer Fiouse via Trieste 132 tei 423837 FRIULI VENEZIA GIULIA
Colugna (UD) I.D.A via Patrioti 13 tei. 41416 LAZIO Colleferro (RM) Infolandia via Fontana dell'Oste 20 tei. 9701481 Fiumicino (RM) Laserlido via Foce
Micina 58 tei. 6507345 Latina M&C Latina via Pierluigi Nervi 204/a tei. 604781 Pomezia (RM) Giva Informatica via Metastasio 19-21 tei. 91601046 Rieti
ELI Sa. via Picerli 35-37 tei. 497142 Roma AnyWare via Cinigiano. 57 tei. 8123001 - Book & Byte viale della Civiltà del Lavoro 120 tei. 5913595 - Copy
Fax via degli Ontani 45/f tei 23234183 - Dataland via Lorenzo il Magnifico 123 - Digitron via Lucio Elio Seiano 13 tei. 71510040 - Elettronica Minerva piazza
della Pigna. 5/a tei. 6783253 - Emi Informatica Corso Francia 216 tei. 36306393 - FP Computer via Mario Musco 42/a tei. 54224779 - Garman Grecia Via
Boezio 6a/c tei. 6832251 - Infoservice via F. Galeotti, 44 tei 6640010 - Itaca Multimedia via delle fosse di Castello 8 tei 6861464 - Laserlido via Nemo-
rense 23/C tei. 8411259 - Lion's Computers via Mondovi, 12 tei. 7017642 - M&C via Centuripe, 23 tei. 7802345- Ma.Na elaboratori elettronici via Eleo¬
nora D'Arborea 13 tei. 44251148 - MacPro via Monte delle Gioie 22 tei. 86211092 - Mega Service via G. Miam 13 tei. 5745945 - Multisoft Pro via Giolitti
345 tei 4457556 - Musical Cherubini via Tiburtina 360 tei. 436971 - Ottica Moderna vìa Tomacelli, 129 tei. 6878364 - PCA Italia viale Lina Cavalieri 94/b
tei 8801835 - PCC Computer House vìa Casilina 283/d tei. 2147260 - Plaìnform via Ugo de Carolis 97/c tei. 35403442 - Redwood vie Tirreno, 227 tei
88642132 - Robymax via Varvariana 14 tei 20427234 - Selection Components via Giuseppe De Leva 9 tei. 7840118 - Sinergie Roma vìa Australia 2 tei
5920804 ■ Strategia e Tattica vìa Cavour 250 tei 4824684 - TMT via M.U. Guattari 38 tei. 24419669 - Uniware Sistemi p.zza Casalmaggiore. 12 tei. 7024544
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A Celesia 77 tei 7454034 - A.S.A.S. via Cipro 4/3 tei. 581935 LOMBARDIA Busto Arsizio (VA) MGR via Rimembranze 1 Cinisello Balsamo (MI) Or Me
System via Oggioni 63 tei. 66017161 Parma Como Immobiliare Altolarlo via Dante, 31 tei. 307356 Corsico (MI) Aketon via Salma 33/35 tei. 45109125
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380828 Menaggio (CO) Immobiliare Altolario p.zza T Grossi, 8 tei, 31888 Milano CRP Computer via Palestrina 1 tei 66716035 - Edimatica via Sac-
cliini 20, tei. 29514937 - MacPoint viale Certosa 182 tei. 38002943 - Newel Shop via Mac Mahon 75 lei. 33000036 - Selected Audio Components via
Ferruccio Busoni 12 tei. 55187073 - Sicres vìa Carmagnola 8 tei. 66801980 - Super Games via Vitruvio 37 tei 29536144 Monza(MI) I.R.I.S. vìa Galileo
Galilei 36 tei. 2028092 Travacò Siccomario (PV) S.a.G.e. via Po 86 tei. 569186 MARCHE Ancona Compagnia Italiana Computer via De Gasperi 78 tei.
2801081 Massafermana (Ap) MiGamma vìa Castellano tei, 760741 PIEMONTE San Martino Curino (Bl) WWW New Media Cantori Gianadda, 3 tei.
958922 PUGLIA Foggia S.G Sistemi Globali piazza Cavalieri di V Veneto 1 tei 614614 - Galatina (LE) World Network via Carlo Mauro, 7 tei 167-
258550 - Lecce World Network via Petraglione, ti tei. 167-258550 - Taviano (LE) WNK Internet Club via Immacolata, 89 tei. 167-258550 SARDEGNA
Cagliari Micro & Drive via Logudoro 30 tei. 653227 Nuoro Granara vìa Mughina 41 tei 36211 SICILIA Catania General Network via M Ricci. 16 tei.
7126841 - Studio Marcedone via Cosenza, 6 tei. 502322 Marsala Cls Informatica via dello sbarco 96 tei 713043 - Infotrend via dello sbarco 96 tei
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I piglili di merito 1997
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mento anche a BYTE Italia, mantenendo la
stessa data di scadenza, e usufruire dell'of¬
ferta speciale cumulativa Pagherà solo la
quota parte relativa al numero di mesi tesi
dui Gli abbonati riceveranno una comunica¬
zione al propno domicilio, ma chi vuole può
naturalmente contattare subno il nostro uffi¬
cio (tei. 06-41892.477).
«rpfSSi Istituto per le Tecnologie C
(JllUJ Consiglio Nazionale delle
l(‘t-i11 lilllClliil MCmicrocompulor Software anno 7 numero 51 mensile ottobre 1997
L'Annuario del Software Didattico è la versione su CD ROM della banca dati
della Biblioteca del Software Didattico (BSD) dell'Istituto per le Tecnologie
L Annuario del
Software Didattico
e a cura di Lucia Ferfino
e Micnela Ott
dell'Istituto
per le Tecnologie
Didattiche del CNR
NOTA: l'obiettivo della
BSD del CNR. e quindi
dell'Annuario del
Sotlware Didattico, e
quello di Includere lutti I
software educativi in Ita¬
liano In commercio, più I
prodotti maggiormente
signillcativi Ira quelli
della produzione Interna
rionale La catalogano
ne avviene non sulla
baso di materiale illustra¬
tivo. ma esclusivamente
visionando singolarmen¬
te ciascun programma,
la non Inclusione di un
prodotto In questa odi
none deriva quindi dalla
non disponibilità del prò
dolio slesso I produltori
o distributori di soltware
educativo in italiano
eventualmente non indù
so in quesla edizione'
sono invitati a contattare
l'editore o direttamente
l'Istituto Tecnologie
Didattiche del CNR (Via
De Manni 6,
Torre di Francia.
16149 Genova
tei (01016475 I).
1997 Prodotto su
licenza CNR
Consiglio Nazionale
delle Ricerche
J
2C0
'tìW
Didattiche (ITD) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), con sede a
Genova.
Nata nel 1985, la BSD del CNR svolge attività di raccolta, catalogazione e valu¬
tazione del software didattico ed ha come scopo primario quello di supportare la
ricerca educativa nel settore delle Tecnologie Didattiche. L'Annuario del
Software Didattico ha essenzialmente lo scopo di rendere disponibile al
largo pubblico informazioni acquisite dal mondo della ricerca.
L’Annuario è costituito da due CD-ROM (formato Windows): uno con¬
tiene la banca dati, mentre sull'altro sono disponibili le versioni dimo¬
strative di oltre 200 programmi. La maggior parte dei dimostrativi sono
interattivi, ossia consentono di provare realmente il programma prima di deci¬
derne l'acquisto.
Nell’Annuario sono presenti quasi 1.700 software didattici, che costituiscono la
quasi totalità della produzione in italiano e una selezione ragionata di prodotti
stranieri, riguardanti tutte le discipline, sia scientifiche sia umanistiche (matema¬
tica, fisica, chimica, educazione linguistica, storia, geografia, scienze naturali,
arte, economia e diritto, abilità di base ecc.). Sono inoltre inclusi dizionari ed
enciclopedie su CD e software dedicati ai bambini per far prendere loro confi¬
denza con la scrittura, la lettura, l'aritmetica, il mondo del computer eccetera.
Per i prodotti accessibili ai disabili sono, per quanto possibile, indicate le princi¬
pali specificità di impiego (tipo di disabilità, eventuali accessori necessari).
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Annuario Software Didattico una guida preziosa
per chi vuole usare (o far usare) il computer per imparare
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□ allego versamento a mezzo vaglia postale intestato a: Technimedia srl - Via Carlo Perrier. 9 - 00157 Roma
□ allego assegno infestato a Technimedia srl
_J pagherò con Carta di Credito —J CartaSi □ Diners LI American Express
CEiiD
segue da gag 46
Il 6x86 e un 486
a 1435 MHz?
S
ono uno studente di Ingegneria
elettronica ed è da tempo che leggo
con molto interesse la vostra rivista
(da un anno sono pure abbonato) e ciò
la dice lunga sulla stima che ho nei vo¬
stri confronti.
Dopo un bel po' di sacrifici sono riu¬
scito a cambiare sistema, visto che il
mio vecchio 486sx a 25 MHz ormai
non ce la faceva piu visto le buone
recensioni, mi sono deciso a cambiare
strada (ho avuto sempre Intel) e cosi
ho comprato un sistema basato sul
6x86L P166+ (a 133 MHz) marchiato
IBM; il problema che durante il setup
mi viene riconosciuto come tal proces¬
sore, mentre in Wm95 oppure con altri
programmi diagnostici mi viene segna¬
lato che sto usando un 486... ora chie¬
do a voi se è normale tutto ciò oppure
se è colpa delle impostazioni del BIOS
(la MB è una SOYO 5TF5 basata sul
82430HX Intel con 512K di cache ed il
BIOS è l'Award 4.51); ho controllato
minuziosamente le impostazioni dei
ponticelli della MB e tutto risulta ok;
ho preso in considerazione il fatto che
si tratta del 6x86L e non del 6x86.
Vorrei inoltre sapere che differenza
c'è tra il 6x86 ed il 6x86L. Un ultimo
problema: quando con il Win95 (ma an¬
che con il Wm31) uso la modalità a 16
colori, il monitor (un modello piuttosto
antiquato) risponde bene, mentre ap¬
pena passo ad una visualizzazione di
colori superiore (anche la 256, sempre
a 640x480), l'immagine diventa più pic¬
cola verticalmente... e ciò a discapito
della vistai Ho una scheda video S3
Trio64 UV+ con 2 Mb di RAM e vorrei
sapere se è colpa di quest'ultima op¬
pure del monitor (però con il vecchio
PC la 640x480 a 256 colon veniva vi¬
sualizzata senza alcun problema).
Ringraziandovi per l'attenzione, vi
porgo i miei saluti.
Giuseppe Coppola
G ent, Sig. Coppola.il problema che
trova nell'utilizzo del suo proces¬
sore è abbastanza comune ed è causa¬
to dal fatto che Windows 95 e altri pro¬
grammi non sanno riconoscere corret¬
tamente questo tipo di CPU.
Nella maggioranza dei casi il proble¬
ma termina qui, ovvero il sistema o il
programma non identifica correttamen¬
te il processore ma tutto funziona cor¬
rettamente.
.èr.
^_’ 1
1 v *p |V| V V _
r ii
a ri i Vii» JWWiwg^xiwr
h -T
FUTURSHOWI
JN TAGLIO Al PASSATOI
I entrare
1 Dal 3 al 7 aprile si svolgerà a Bologna FUTURSHOW 2998. Nelle giornate di
1 venerdì 4 e sabato 5, i nostri lettori potranno entrare gratis semplicemente
1 presentando alla biglietterìa (ingresso Michelino) questo tagliando, valido per
1 il ritiro di un biglietto per una persona.
Non sono valide le lotocooie
»:”if /
1
Purtroppo non sempre è cosi, per¬
ché può capitare che il software con¬
trolli il sistema prima di avviarsi per ga¬
rantire il rispetto dei requisiti minimi
(hardware) per il corretto funzionamen¬
to. Se il programmatore ha stabilito
che un vetusto 486 non è in grado di
far girare correttamente il suo pro¬
gramma allora non c'è verso di usare
questo software su macchine in realtà
molto prestanti basate su processori
6x86 (IBM, SGS, CYRIX).
La "colpa" quindi non è di nessun
componente hardware ma della
software house che ha "dimenticato"
di considerare l'esistenza di alcuni tipi
di processori oppure di consentire l'u¬
so del programma a processori 486
che lavorino a frequenze superiori al
MHz (così molti programmi riconosco¬
no il 6x86 o altre CPU non Intel)!
La versione 6x86L differisce dal
6x86 "normale" per la diversa tensione
di alimentazione che è di 2.8 V per il
nucleo e 3.3 V per l'I/O.
Questa differenziazione della alimen¬
tazione dovrebbe garantire un minor as¬
sorbimento di corrente e quindi la ridu¬
zione dei problemi (dissipazione del ca¬
lore prodotto, robustezza termica ed
elettrica del regolatore di tensione sulla
MB) che molti utenti incontrano con la
versione normale che arriva a dover dis¬
sipare anche 25 W. Rimane comunque
buona norma utilizzare dissipatori e ven¬
toline per la CPU ben dimensionati e so¬
prattutto interporre grasso siliconico o
miche conduttive fra processore e alet¬
ta per diminuire la resistenza termica
Il problema della visualizzazione è
dovuto al diverso modo con il quale la
sua scheda video gestisce lo schermo
con le diverse profondità di colore
Spesso in dotazione alla scheda viene
fornito un software che permette di
scegliere la frequenza di refresh video
per le diverse risoluzioni possibili e di
ridimensionare la finestra di visualizza¬
zione. Provi ad usare queste utility per
ridurre il suo problema
Saluti
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abbastanza potenza per stare al passo con i vostri ritmi di
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750DVD Toshiba con il più veloce processore attualmente
disponibile su PC portatile. Infatti, con il processore Pentium"
a 233 MHz con tecnologia MMX™, il Tecra 750DVD vi da sol¬
lievo nel giro di un attimo. La sua formula con¬
tiene principi attivi, tra cui il lettore DVD-ROM
e il decoder DVD/MPEG2; ciò significa che il
Tecra 750DVD è pronto per i supporti della
prossima generazione. Toshiba, leader mon¬
diale nei PC portatili, è da sempre all’avan-
pentium'
guardia nell’evoluzione tecnologica e il nuovo
Tecra 750DVD è il modello più avanzato finora
emerso dai nostri laboratori. Non aspettate
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medie aziende che hanno
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molteplici funzionalità che
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anche complessi. Supporta
diversi tipi di database esterni
per consentire un facile
accesso ai dati per l'analisi, la
manipolazione e l'archiviazione.
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delle etichette per la propria
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problemi inerenti alla creazione,
compilazione e stampa di
svariati tipi di moduli. Si
compone di due programmi
tramite ì quali è possibile
l'impostazione del modulo
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gestire gli affari di uno o più
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interscambiabilità dei dati tra gli
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personalizzabili, inserimento
ordini, ecc.
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Completa gestione dei clienti,
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nizzati. della biglietteria con
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lizzazione dei voucher tramite
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associandoli a 4 listini, di
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che, stampare.
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Medicina generale. È com¬
prensivo di tutte le procedure
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utilizzo, creato appositamente
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creando cataloghi d'immagini.
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PROGETTO NEGOZIO
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Ideale per tutti i gestori di
negozi d'abbigliamento. Il pro¬
gramma è basalo su una
struttura multidocumento che
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mente.
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fattura (differita, accompa¬
gnatoria, riepilogativa, note di
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usare al massimo delle proprie
capacità una moderna tastiera
di computer. 9 lezioni spe¬
cifiche, 350 esercitazioni, test
di velocità, consigli pratici,
statistiche dettagliale, testi
specifici e prove di velocità.
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ESPLORANDO
L'ASTRONOMIA
ESPLORANDO
L ASTRONOMIA
Organizzato in capitoli che trat¬
tano i principali temi affrontati
nello studio della disciplina
nella Scuola secondaria di
secondo grado: gli strumenti
astronomici, la Terra, il sistema
Terra-Luna, il sistema solare, le
stelle, l'universo.
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ESPLORANDO
LA GEOMETRIA
Per le Scuole Medie Inferiori
Nel prodotto vengono svolti i
seguenti argomenti: linea,
poligoni, triangoli, quadrilateri,
cerchio, le isometrie (la tra¬
slazione, la simmetria assiale e
centrale, la rotazione).
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ESPLORANDO
LA CHIMICA
Il programma è suddiviso in
capitoli che trattano i principali
temi affrontati nella scuola se¬
condaria di secondo grado;
stato della materia, elementi,
composti, struttura dell'atomo,
reazioni e legami chimici, la
tavola periodica.
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ESPLORANDO LA
MATEMATICA
Per le Scuole Medie Inferiori
Vengono trattati: i numeri nella
vita quotidiana, la storia del
numero, le operazioni con i
numeri, divisori e multipli, la
frazione, le antiche macchine
per calcolare, ecc.
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ESPLORANDO 1
LA FISICA
ESPLORANDO LA FISICA
Strutturalo in diversi capitoli che
affrontano tra l'altro: la misura
delle grandezze, le leggi fisiche,
cinetica e dinamica, fenomeni
di equilibrio, energia e tra¬
sformazioni, i fenomeni elettrici,
fisica atomica.
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Oltre ai tradizionali condiziona¬
menti. il programma permette
ai piu esperti di avvalersi delle
Riduzioni, dei Quadn AND e
dello sviluppo di Matrici. La pos¬
sibilità di stampare lo sviluppo
(anche sulle nuove schedine a
6 colonne) rende il programma
veramente completo.
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LOTTOVELOX II
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E un completo e potente
programma per il gioco del
Lotto. Le funzioni presenti sono:
gestione sistemi, venfica vin¬
cite. gestione estrazioni, gestio¬
ne ritardi e presenze, statistica,
previsioni, smorfia
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FLOWCHART
ELECTRA III PER
WINDOWS 95
Utilizza un ambiente di lavoro
dell'ultima generazione per la
progettazione concettuale,
funzionale e di dettaglio,
nell'ambito elettronico ed
elettrotecnico, realizzato con
metodologie e tecnologie
innovative.
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FINSON FLOW CHART
E un programma per realizzare
flow chart. organigrammi e
schemi di processo, in modo
ordinato, preciso e di torte
impatto grafico. Raccoglie
anche una libreria di olire 40
simboli per la realizzazione
degli schemi.
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PS-TOTO PER WINDOWS
E un programma per i sistemisti
di Totocalcio, sia esperti che
dilettanti. La funzione di con¬
trollo delle vincite consente di
conoscere, già durante lo
svolgimento delle partite, il
punteggio totalizzato e la previ¬
sione dell'entità dei premi
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SUPERTOTIP
PER WINDOWS
Dispone di potenti algoritmi di
condizionamento ed è in grado
di fornire l'elaborato delle
operazioni sia a video che in
stampa, potendo stampare i
siste mi elaborati direttamente
su schedina con relativo costo
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Vincere al totocalcio è ora più
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di fornire gli strumenti indispen¬
sabili per affrontare qualsiasi
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tima generazione per il Totogol,
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U»CllATAi» IVITAMISA AIAIOHi VIA usuili UHn/WW. A*
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uAsunA.aiznAo, suaiVAi».
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UBAVI VIAII .AIA NI HAI li
AHI AVI VIVI WIS/AM
MIIAV) AIASHCUIM II AV. AIAC VAICI
MIlAMHtAIAS/ATl IN WLlATt. AIA VA VISI Alo
MILANOiRAI ASTATI IN IH* t All,' AIA Ull»S01U
AIU AMIif ARATI RIIAS/A. AIApRinnil
MH.AVM ASVAVM)AIRIAI CltCOHETTll’AI M*BA
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SAHBI «Ranci I AIA URLIO A INVIVI
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NEGGIOCAlABNU AU «OXI T*AV I* RLAUO W.
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NEGGKIEAMU AIA CUBIA (MWXI'i A R
NftiCKI f Alni A AIA AH ■LSI* ’ CA. '.AWIATTC
nGGBIEUOJA AIA (AS UNTO KN*
NlfìGHiIUBJA AIA VESTITI X
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C«IUA AIA A OUAlLUaiJT
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NOMA AIA 1*11 A (U f All ITT A ’IV.'I*
NOMA AIA ItLLAGIlLIASA VI
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«IMA VIADIL Cll SNf GIALLI. »
IIISIA VISI UNNIICAI LABIMASINA-
COMA VIST vimaisiviHi
COMA VIA ORBASSI RAI USUASI
«IM» AIAII It.yl *TT»,IVISTI INI
COMA AIAUtllTIlAaVIIH
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«IMA AIAL ■ IMASA IW
MMA AIA MACCO«BOU
«IMA AIA AMBI i ASAVira
«M» VIA ANCTI VASTO*:
CIMA VIAR«IAC»VAU»G0IC1»A»>
coma viaH aru.sa i«
COMA Al A (IICUI.A Al
COMA AIA ORI NTISAW»
COMAiAOLUl VISO BB1NSI «AIU
BMA SUCCIA, AU srm SISA* AM» VII UVA
COMA iCU VICI Vii VI A CIB IN LAVA HI»
>* Al *. I Al A AHKI VlACLAVUlVU
BAIA, Uosa NOI' «Vili VIA A« AITI! UCCI • VA All
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BWA4iAnAur*)i via 1*1 Aliaci :?«?»
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MMA HIAWZJA, AIA MIMA W
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AAURVIiRAniCAGiUi AIA IBL OSTISACNI II VII’
A AITIVI A( ACATI' VISI UAAlVUlS*
» AVA ANI Al A W CA 1*1X1 AMI ZZI 1»
. AAAANI, ANI»! MINA, • AH C IBTOHI '
'VA. IN» AIAOCIAAIMOI (BOTTI «NI
WS» VI» DUI A ATI»AVUTA M*
ULSA AIA AAAAATTASA aiUASA ••
AUSA AIA* (lANWNI IVII
U!NA,OIU(l(CAi!i, VISI «LO IN
Aa>A,««Gia)SAi, ahmosu(ast«iv:i
««All VA HRAOUIOSI IM
AINAHAA AIAU OCA MVA
UN .VII A A AIALLMUACAGSA IO
UNA!! »A «LISTISli VIA HCMISI ;«
vosiaio vhomca;a
V AtaMI iMiaWGSiii RAZZA CAI* T! LIMITA I •
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La più grande operazione finanziaria nel settore dei computer l'ha compiuta Compaq
Compaq acquista Digital per 9,6 miliardi di dollari
Dopo l'acquisizione di Tandem era apparsa chiara la volontà di crescita di Compaq. Nasce cosi, con 17 mila
miliardi di lire di investimento, il terzo gruppo mondiale nell’IT. Punto di forza dell'acquisizione sono le alleanze
tecnologiche e operative con Microsoft. Forse è nata la "santa alleanza" contro Big Blue.
di Francesco Fulvio Castellano
Compaq Computer ha acqui¬
stato per 9.6 miliardi di dollari
(17 mila miliardi di lire), la
"vecchia", mitica DEC (Digital
Equipment Corp,), oggi tout
court Digital. Questa la notizia
che in un battibaleno ha fatto
il giro del mondo.
Se dopo l'acquisizione, nello
scorso agosto, della Tandem,
la Compaq aveva decisamen¬
te migliorato la sua posizione
dei server in ambiente NT,
questa volta il salto è davvero
scioccante: l'acquisizione 6
rilevante perché Digital a sua
volta è un'impresa di notevoli
dimensioni, faticosamente
appena ripresasi da una lunga
crisi, le due acquisizioni non
lasciano spazio a dubbi circa
l'ampiezza e le ambizioni stra¬
tegiche di Compaq. Da non
sottovalutare due dati: nel '97
Compaq ha aumentato i ricavi
di oltre il 20% e gli utili del
40%, Ma ora dovrà fare i
conti con
una concor¬
renza spieta¬
ta da parte
di big quali
IBM, H-P,
Packard
Bell, Dell, per non parlare del¬
l'ampio spettro di agguerritis¬
sime medio-piccole aziende,
non ultima (e non piccola)
Apple Computer. Rimane un
fatto incontrovertibile, e cioè
che Compaq, che ha sede a
Houston, Texas, è il primo
produttore mondiale di PC.
In conclusione, dall'unione tra
la terza e la quinta società del
settore nasce un colosso da
oltre 38 miliardi di dollari di
fatturato in grado di portare la
sfida al leader IBM
L'offerta ora consiste nella
complementarietà di PC,
tascabili, portatili, worksta¬
tion, server e ora arriverà
anche Alpha, il microproces¬
sore a 64 bit Digital, il cervello
dei server aziendali su cui la
Compaq si è impegnata a
investire per la sua evoluzio¬
ne Anche se, tuttavia, la
Digital ha venduto alla Intel gli
stabilimenti per la produzione
dei chip Alpha per 1,5 miliardi
di dollari come parte di un
accordo relativo a una causa
per violazione di brevetto
avanzata dalla Digital contro il
colosso califor¬
niano dei chip.
Sarà co¬
rri u n q u e
Microsoft
partner chia¬
ve della nuo¬
va società:
sembra di
assistere a
gioco ad incastri tra Digital e
Compaq, che inseriscono al
posto giusto i tasselli di un
mosaico complesso, al centro
del quale c'è, manco a dirlo,
proprio la Microsoft di Bill
Gates, che ha ottimi rapporti
di partnership con entrambe
e, al gruppo che nasce, potrà
offrire la più vasta gamma di
soluzioni basate su Windows
NT che oggi sia possibile tro¬
vare In casa Digital Italia si
respira aria di grande soddi¬
sfazione e lo si poteva intra¬
vedere nel volto di Marco
Fuccello, Direttore Marketing
Digital Italia, e dei suoi più
stretti collaboratori. Tanto e
vero che a soli due giorni dal-
l'acquisizione. in collegamen¬
to mondiale via satellite da
San Francisco (per l'Italia
nella sede di Digital a Milano),
è stata convocata una video¬
conferenza stampa per il lan¬
cio della "Alliance for Enter¬
prise Computing Phase II" a
cui hanno partecipato e rispo¬
sto alle domande dei giornali¬
sti Bill Gates e Robert Palmer,
entrambi President e Chief
Executive Officer rispettiva¬
mente di Microsoft e Digital
L'importante ac¬
cordo (pardon,
Alleanza) prevede
una stretta collabo-
razione per la rapida
diffusione delle solu¬
zioni Windows NT e
BackOffice a livello
enterprise: entrambi
hanno sottolineato il
primato di Digital nel¬
l'integrazione NT, per
offerta di un unico
punto di contatto per
l'acquisizione, la progettazio¬
ne, l'implementazione e il
supporto di soluzioni
BackOffice, che ne ha fatto in
realtà il principale "player" a
livello mondiale. Comunque,
alla nostra curiosità di sapere
a nome di chi parlava Bob
Palmer, dopo l'acquisizione
della sua società da parte di
Compaq, ci è stato risposto
che nulla cambierà, che
Digital, Compaq e Tandem
continueranno ad operare
come nel passato, che l'offer¬
ta si integra tra le tre ma può
restare benissimo singola;
che l'obiettivo è di diventare il
leader globale nelle soluzioni
di elaborazione per il mondo
enterprise Con questa acqui¬
sizione Compaq accelera
significativamente la sua mar¬
cia e rafforza il valore delle
sue proposte agli utenti, la
fusione dovrà ora essere rati¬
ficata dai rispettivi Consigli di
amministrazione oltre che
dalle varie Autorità competen¬
ti USA e europee in altre
parole, sotto il "cappello
Compaq" i prodotti Tandem e
Digital continueranno a man¬
tenere i rispettivi marchi, sino¬
nimi di storia, cultura e suc¬
cessi. Un ulteriore aspetto
importante è che non si pre¬
vedono, almeno per ora, tagli
al personale.
DOVE & CHI
Digital Equipment Spa
Viale Fulvio Testi 280/6.
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MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
\
Corel VideoComputer, largo all'Innovazione
Amalgamando una serie di specifiche e prodotti inte¬
ressanti con i software e la relativa esperienza, Corel
salta in testa al carro della nuova ondata dei compu¬
ter di rete
wiksi
Con l'evoluzione della tecno¬
logia cambia la prospettiva
con cui vediamo l'informatica.
Per quasi trent anni siamo
stati catturati dalla magia della
legge di Moore, che parlando
di microprocessori prediceva
un incredibile raddoppio del
numero di transistor, quindi
grosso modo della potenza,
ogni 18 mesi. Adesso potreb¬
be essere il momento della
legge di Guilder. per la quale
per i prossimi 25 anni la
banda passante triplicherà
ogni 12 mesi.
La Corel, specialista dell'im¬
magine sia statica che dinami¬
ca, ha deciso di passare all’at¬
tacco di un mondo cosi ricco
di banda passante, ritenendo
anche che il suo futuro sarà
altresì affidabile e basato su
standard aperti quindi acces¬
sibili a tutti. Il risultato è un
prodotto innovativo nel suo
amalgama, il Video Network
Computer. Si tratta di un
sistema hardware e software
che aderisce alle specifiche
dell'NC al contempo mante¬
nendo tutte le promesse fatte
nel nome. Si tratta d'una mac-
dl Leo Sorge
china Java con sistema ope¬
rativo Linux che integra una
telecamera e tutto il software
necessario per andare in rete
sia locale che telefonica.
Poiché l'oggetto è connesso
al resto del mondo attraverso
standard aperti, il server può
essere di qualsiasi tipo, da
Windows NT a Sun Solaris.
Con questo prodotto Corel
può sfruttare la sua esperien¬
za nei due campi della produt¬
tività individuale e del softwa¬
re aziendale in particolare in
quest'ultimo settore può van¬
tare soluzioni di grande suc¬
cesso quali Corporate e
Remote Sono poi in arrivo
soluzioni specifiche nella
gestione elettronica dei docu¬
menti. del workflow e dell'ac¬
cesso ai dati aziendali
L'hardware è imperniato sullo
StrongArm SA-110 a 233 o
300 MHz con una Ram di
base da 32 MB, espandibile a
64 MB. La connettività ad
infrarossi è IrDA/Ask, quella
su lan una Ethernet a 10
Mbps e 10/100 Mbps, men¬
tre su linea telefonica è la
V.34 Non ci sono memorie di
massa, che possono essere
collegate per via seriale, paral¬
lela o anche Ethernet tramite
le interfacce disponibili. I
codec video e audio sono
compatibili con lo standard di
videoconferenza H.323. ma la
telecamera è considerata una
opzione. La risoluzione video
è SVGA, e il monitor non
viene fornito. La dotazione di j
software Client comprende I
tra l'altro la videoconferenza
con CorelVIDEO Intranet-
work, un browser ed e-mail
per Internet, produttività per¬
sonale (word processor, data¬
base ed utility). Il Corel
Videocomputer è disponibile
anche in versione Rollabout,
su stand con rotelle, che può
essere collegato in videocon¬
ferenza in qualsiasi stanza esi¬
sta una connessione di rete.
Corel
1600 Carling Avenue K1Z8R7,
Ottawa, Ontano, CON
Big Blue batte sul tempo la concorrenza
I processori IBM vanno a mille!
Presentato il primo microprocessore sperimentale in grado di operare a 1000 MHz
di Andrea Montasi
Ci siamo. Grazie all'integrazione di nuove tecnolo-
S lìe. il centro ricerche di IBM Microelettronica ha
inalmente potuto eseguire una dimostrazione del
funzionamento del suo primo processore CMOS
sperimentale dalla velocità operativa di 1 GHz. vale
a dire la bellezza di un miliardo di cicli al secondo II
chip, creato da un team di 15 ingegneri esperti uti¬
lizzando la tecnologia IBM CMOS 6X a 0,25
micron, contiene un milione di transistor e raggiun¬
ge una velocità massima di 1 100 MHz II risultato è
stato reso possibile dalla nuova architettura che
prevede l'esecuzione in parallelo di molte funzioni e
la fusione di altre. In particolare, il nuovo processo¬
re prevede un'unità multifunzionale monocircuito
che riunisce le operazioni di addizione e shift. un
sistema cache che abbina calcolo degli indirizzi a
funzione d’accesso array, un nuovo tipo di circuito
dinamico che nduce il numero di fasi degli impulsi,
nuovi metodi di temporizzazione che riducono e
distribuiscono con precisione i cicli di clock ed una
nuova tecnica di collaudo che permette di lavorare
ad una frazione della velocità del processore princi¬
pale.
La microarchitettura, i circuiti e le tecniche cosi
derivate saranno applicate successivamente da
IBM ai microprocessori basati sulla recente tecno¬
logia "copper chip” CMOS 7S Alla conferenza
annuale IEEE International Solid State Circuit
Conference di San Francisco IBM ha presentato un
dettagliato documento sui risultati raggiunti, descri¬
vendo ì due processori collegati al progetto: un
RISC multi-thread di tipo commerciale ed il
PowerPC 750. il primo ad utilizzare la suddetta tec¬
nologia del rame.
fotocamera digitale sviluppata
base di trenta nuove soluzio¬
ni tecnologiche brevettate. Il pro¬
getto è stato sviluppato dallo i
so gruppo di professic
fornito la tecnologia a
la recente missione spaziale
Pathfmder su Marte. Il
re CCD, dotato di più di due
di pixel, fornisce file imi
sei megabyte ed è possi
atturare fino a 12 scatti in
sequenza alla velocità di 3.5 foto¬
grammi al secondo Diversamente
dai precedenti modelli, la nuova
DCS (che probabilmente è il primo
componente di una nuova famiglia
di fotocamere digitali) incorpora
anche un display LCD per visiona¬
re all'istante l'immagine ripresa,
per il quale è stata brevettata
un'apposita curva gamma per una
visualizzazione ottimale. Supporta
inoltre lo standard IEEE 1394 per il
collegamento al computer e ad
altre periferiche in modalità plug
and play (senza bisogno di effet¬
tuare la connessione a computer
ad unità spente) Basata su un
corpo Canon EOS-1, offre le
medesime funzionalità operative
dell'apparecchio tradizionale, com¬
presa la possibilità di asportare le
batterie ricaricabili per facilitare il
trasporto e provvedere più agevol¬
mente alle operazioni di ricarica.
Secondo quanto dichiarato dalla
Casa Gialla. 'La nuova DCS 520 è
un perielio esempio del modo in
cui Kodak intende rispondere alle
esigenze dei propri clienti di visua¬
lizzare le informazioni offrendo
soluzioni di altissima qualità
Realizzata sulla base di specifiche
stilate da autorevoli fotogiornahsti
e fotografi commerciali, la DCS
520 mette i professionisti del set¬
tore realmente in grado di trasfor¬
mare in realtà il nostro slogan
Kodak, la fotografia di domani.
La DCS 520 sarà disponibile a par¬
tire dalla fine di marzo al prezzo di
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Ancora più HTML nel prossimo MSOffice
Il più diffuso e conosciuto pacchetto di applicativi per l'ufficio integrerà dalla
prossima versione la tecnologia XML.
La Microsoft è fermamente
decisa ad ampliare la compa¬
tibilità del suo software di
produttività verso il formato
aperto di Internet, per il com¬
pleto interscambio dei file tra
le sue applicazioni ed i brow-
ser Web II motivo principale
di questa necessità è il conti¬
nuo e crescente diffondersi
dei sistemi Intranet nell'am¬
bito dell’attività aziendale. Lo
scambio di documenti creati
con un foglio di calcolo, un
database o un editor di testi,
dovrebbe in questi casi per¬
mettere infatti la piena inte-
roperabilità all'Interno della
stessa LAN Internet-like,
senza alcuna distinzione tra
applicativi e programmi per la
navigazione con eventuali
limitazioni dovute ai formati
È per questo che la società
di Redmond ha annunciato
l'imminente integrazione
dell'Extensible Markup Lan-
guage all'Interno di Office, a
partire dalla prossima relea-
se.
Questa implementazione,
aggiungendosi all'adozione
dell'HTML come formato di
file alternativo allo standard
binario, consentirà l'apertura
dei documenti creati con un
qualsiasi programma Office
e salvati in tale modo all'in¬
terno di un browser, in modo
assolutamente indipendente
dalla piattaforma e senza per
questo perdere le caratteri¬
stiche di formattazione origi¬
nale, presenti ad esempio in
una tabella Excel.
Sarà altresì possibile visualiz¬
zare e modificare i file HTML
utilizzando tutti gli strumenti
messi a disposizione dal pac¬
chetto di applicativi Micro¬
soft.
DOVE & CHI-
Microsoft S.p.A.
Centro Direzionale S. Felice
Pai. A-Via Rivoltane. 13
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Omnitel: me
S e posta e
Compiuto un ulteriore e significativo passo in avanti nella tanto attesa piena
integrazione tra telefonia cellulare GSM e l'immenso universo di Internet
di Andrea de Prisco
Si usa dire che chi ben comincia è già a meta del¬
l'opera. Nel caso di Omnitel, l'opera - potremmo
dire - è quasi completa. Dopo aver attivato per
tutti i suoi clienti, alcuni mesi fa, l'invio dei brevi
messaggi testo (SMS. Short Message Service)
direttamente dal sito iwww. omnitel.in ora è la
volta dell'integrazione di questo tipo di messagi-
stica cellulare con la posta elettronica. E' suffi¬
ciente effettuare una rapida visita al sito Ominitei
per ottenere la pressoché immediata abilitazione
al servizio. L'utente (Omnitel) che vorrà inviare un
messaggio SMS via posta elettronica a questo
punto non dovrà fare altro che inviare una e-mail
(non piu lunga di 120 caratte ri) all'indirizzo:
humerQWsms.omnnèOI dove, ovviamente,
"numero" è il numero di telefono GSM del desti¬
natario e. diversamente da quanto dichiarato in
una delle schermate del sito, funziona tanto per
destinatari Omnitel quanto per destinatari TIM.
Nel giro di pochi minuti (se non addirittura pochi
secondi!) sul telefono cellulare GSM del destina¬
tario comparirà il messaggio appena inviato, con
l'indicazione del mittente sotto forma di indirizzo
di posta elettronica.
Manca attualmente all'appello solo l'ultimo anello
della catena, complementare a quello appena
"rilasciato": la possibilità di inviare messaggi e-
mail direttamente dal proprio telefono GSM,
_ il » J a ggwwtt fftwro n r fw imna a ffl . - ;
*•— <5
A ' JL “ S. a, A. .* i JL.
come previsto dallo standard di telecomunicazio¬
ne digitale cellulare. A quando l'ulteriore lieto
evento?
DOVE & CHI-
Omnitel Pronto Italia SpA - Via Caboto 15,
20094 Corsico (MI), Tel. (02) 41431
Anti-virus Usenet
da Network Associates
NewSniffer è il primo servizio
on-line di protezione virus
per newsgroup, in grado di
controllare tutti i 27.426
Usenet newsgroup oggi esi¬
stenti: un servizio che nessun
altro fornitore è in grado di
offrire.
NewSniffer dei Laboratori
McAfee garantisce la disinfczio¬
ne dei newsgroup Usenet,
effettuando la scansione 24 ore
al giorno, 7 giorni alla settimana
e proteggendo cosi l'intera
"comunità" on-line dai news¬
group infettati dai virus.
NewSniffer. in caso di indivi¬
duazione di virus, avvisa gli
utenti e consiglia loro il modo in
cui dovrebbero essere eliminati.
NewSniffer protegge chi acce¬
de a questi Usenet effettuando
la scansione di tutti gli allegati
dei messaggi inviati
"Con NewSniffer, Network
Associates offre un servizio a
tutta la comunità on-line che
garantirà un ambiente di elabo¬
razione sicuro per tutti," ha
dichiarato Shannon Talbott,
manager dei Laboratori McAfee
di Network Associates.
“Il nuovo servizio non è che
una parte del piano strategico di
Network Associates per raffor¬
zare la posizione dei Laboratori
McAfee sul mercato che, già
oggi, sono il principale centro di
ricerca anti-virus."
Molti Usenet newsgroup, oggi,
hanno front-end basati su Web
che li rendono molto più acces¬
sibili al pubblico Con la progres¬
siva crescita dell'uso di questi
servizi, cresce anche il rischio di
infezioni di virus, in quanto gli
utenti condividono file non con¬
trollati. Non appena Network
Associates viene in possesso di
informazioni anti-virus, i labora¬
tori McAfee attivano quattro
loro divisioni il cui compito è
quello di collaborare l'una con
l'altra per effettuare la scansio¬
ne, identificare ed eliminare i
virus appena compaiono, oltre
ad occuparsi della ricerca scien¬
tifica sul trend dei virus.
Dette divisioni sono: l'Anti-Virus
Emergency Response Team
(AVERTI, l'Advanced Research,
l'Internet Security Research e
l'Emerging Technologies
Group.
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MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
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Le novità fanno parte della strategia di rinnovamento della gamma,
iniziato alla fine del 1997
Sony rinnova i monitor Trinitron
A completamento della gamma attuale, Sony sta per introdurre sul mercato italiano
due ulteriori famiglie di monitor Trinitron
di Leo Sorge
A completamento della
gamma attuale. Sony intro¬
duce sul mercato italiano
due ulteriori famiglie di
monitor Trinitron La nuova
gamma è composta da due
nuove linee di prodotti idea¬
te per soddisfare una vasta
tipologia di utenti: da quelli
più interessati alle applica¬
zioni multimediali ed interat¬
tive sino a coloro che opera¬
no negli ambienti professio¬
nali e della progettazione
In sostituzione dei modelli
della famiglia SX, Sony introdurrà
nuovi CPD-100ES da 15 e CPD-
200EST da 17 pollici. Ad un design
essenziale uniscono un basso consu¬
mo di energia ed una focalizzazione
ancora piu precisa sull'intera superfi¬
cie di visione, rispetto ai modelli di
precedente generazione, grazie all'a¬
dozione di un nuovo sistema di lenti
per il modello 100ES e del
sistema Mais (Multi Astig-
matism Lens System) incor¬
porato nel tubo catodico del
200EST.
L'impiego della tecnologia
Digital Multiscan provvede
ad eliminare la distorsione
d'immagine qualunque sia la
risoluzione impiegata. La
presenza di un processore
dedicato a colloquiare con la
scheda video contribuisce
non solo ad aumentare la
qualità delle immagini ma
anche a semplificare le modalità ope¬
rative. Per le regolazioni è disponibile
sia un comodo menu on-screen sia
una serie di comandi dotati del siste¬
ma VESA DDC Plug & Play I prezzi
consigliati al pubblico. IVA esclusa,
sono rispettivamente di lire 690 000
per il modello 100ES e di lire
1.300.000 per il 200ES
Presentano invece un design innova¬
tivo i nuovi modelli CPD-100GST e
200GST che si differenziano dai pre¬
cedenti 100 e 200SFT non solo per
un tubo Trinitron più corto, ma soprattutto per
un nuovo rivestimento antiriflesso e antipolve¬
re. C'è infine da segnalare il sistema Graphic
Pìcture Enhancement. che offre la possibilità di
scegliere tra tre diverse modalità di visualizza¬
zione. combinazione otti¬
mizzata di tre differenti
parametri: temperatura
colore, brillantezza e con¬
trasto. Anche le immagini
in movimento traggono
vantaggio da questa inno¬
vazione che viene com¬
pletata dalla tecnologia
Digital Dynamic Conver-
gence.
I nuovi modelli,
che saranno
commercializzati
nelle versioni 15
e 17 pollici, ri¬
spondono piena¬
mente alle se¬
vere norme TCO
95 in termini di
ergonomia, non
consumano nul¬
la in power off,
offrono un dot
pitch di soli 0,25
mm e una risolu¬
zione fino a
1280x1024 oer il 1200
GST, accom— -»te da
alti valori ai retresn.
Parlando di sistemi di lenti
il modello 100GST è dota¬
to del DQL, mentre il
200GST del Mais.
Inoltre un comodo menu
multil ingue permette di
effettuare tutte
le regolazioni
con grande sem¬
plicità I prezzi
consigliati al
pubblico, IVA
esclusa, sono
rispettivamente
di lire 790 000
per il modello
100GST e di lire
1 490 000 per il
200GST
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Cinisello Balsamo (MI), Tel. (039) 618.381
Symbolic parla Esperanto
Il virus multipiattaforma,
che può attaccare am¬
bienti sia Microsoft che
Apple, può essere neutra¬
lizzato da F-Secure Anti¬
virus.
Si chiama Esperanto come il
linguaggio internazionale, si
attiva il 26 luglio, giorno della
pubblicazione del primo libro
scritto in Esperanto, e
dell'Esperanto ha anche la dut¬
tilità. Di cosa stiamo parlando?
Di un nuovo virus isolato da
Data Fellows che potrebbe
sconvolgere i nostri personal
In ambiente Dos-Windows 3.x
il virus infetta i file COM ed
EXE del Dos, newExe di
Windows 3.x , PE EXE di
Wm95 e PE EXE di WmNT
Durante l'esecuzione in am¬
biente Windows 95, Windows
NT, Esperanto infetta i file EXE
del Dos, NewExe di Windows
3.x, PE EXE di Win95, PE EXE
di WmNT. Poiché agisce in
ambiente Win32 è possibile
che sia pericoloso anche con
gli HPC basati su Windows
CE.
Non è in grado di attaccare
direttamente i file per Mac
nemmeno per accesso diretto
tramite condivisione o scam¬
bio di floppy, ma se i program¬
mi infetti vengono trasferiti su
un Mac o Power-Mac ed ese¬
guiti da un emulatore come
Soft PC o Soft Windows,
Esperanto aggiunge un add-on
ai file per PC e infetta applica¬
zioni Mac OS, estensioni, pan¬
nelli di controllo, file di siste¬
ma, Mac OS Finder, DA
Handler e file desktop
Questa mutazione di Espe¬
ranto, scoperta nel novembre
97, è la prima grande minaccia
per Mac dopo due anni di tran¬
quillità. Il rimedio è però già
pronto F-Secure Anti-virus e
in grado di neutralizzare
Esperanto. La famiglia dei pro¬
dotti F-Secure e distribuita in
Italia da Symbolic, azienda di
Information Technology con
sede a Parma L'azienda è
distributore ufficiale per l'Italia
anche di F-Prot Professional
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ritrovato in materia di mobile computing. La più attuale
componentistica a livello di processore, schermo a LCD e batteria,
stata integrata in un notebook di moderna concezione, sottile e
leggero, senza trascurare gli aspetti di robustezza e affidabilità
grazie agli accorgimenti tecnici già sperimentati con successo
sugli altri notebook della linea Panasonic. Il cuore: processori
Intel MMX, ampi schermi a matrice attiva e batteria Ioni di Litio
di serie. L'anima: Cabinet LCD in magnesio, Hard Disk avvolto da
una soluzione di gel ammortizzante. Il look: solo 2 kg di peso e spessore
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Canon lancia la BJC-7000, una stampante innovativa
Un liquido speciale lanciato dalla testina di stampa migliora i colori sulla carta.
Altre innovazioni aumentano la versatilità.
Una innovativa testina a 7
inchiostri, la cui resa cromati¬
ca è eccezionale, è la parte
forte nata dallo sviluppo della
tecnologia P-POP. Con que¬
sta innovazione è possibile
realizzare ora stampe a qua¬
lità di fotorealismo senza
bisogno di usare carta parti¬
colare di circa 2 mm. Grazie a
questa testina si possono
usare anche cartoncini e fogli
prestampati, senza ridurre la
qualità della stampa, raggiun¬
gendo i livelli dell’Edge-to-
Edge Printing. Un risultato di
tale rilevanza è stato ottenuto
dotando la testina di uno spe¬
ciale catalizzatore che viene
spruzzato sul foglio dì carta
prima che venga gettato l'in¬
chiostro. Il catalizzatore è un
tipo di cellulosa liquida, che
evita un eccessivo assorbi¬
mento di colore da parte della
carta, inoltre rendendo l'in¬
chiostro indelebile.
Oltre agli accorgimenti tecnici
sulla testina, va sottolineato
che la BJC-7000 permette di
montare contempo-
raneamente due
testine. La prima
testina contiene
l'inchiostro nero e il
catalizzatore; la
seconda può conte¬
nere la cartuccia
colore o quella foto¬
grafica.
La qualità della
stampa risulta su¬
periore allo stan¬
dard non solo gra¬
zie all’uso del cata¬
lizzatore, ma anche
alla testina a 7 inchiostri di
colore (7-Color Ink System)
che è in grado, con l'apposito
software in dotazione, di
miscelare in ogni punto di
stampa più gocce dei sette
inchiostri. In questo modo si
ottiene una più ampia gamma
di gradazione di colori in uno
stesso punto.
La nsoluzione della BJC-7000
è di 1200x600 dpi.
Per quanto riguarda le dimen¬
sioni. la stampante occupa
poco spazio (467x313x218
mm), e questo la rende estre¬
mamente versatile e di facile
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che consente di memorizzare fino a 125 emit¬
tenti televisive. E' possibile vedere a tutto
schermo un canale televisivo sul monitor del
computer, oppure aprire fino a 16 finestre che
permettono di vedere altrettanti canali II
software, incluso con la scheda, permette di
catturare singole immagini (frame grabber)
oppure filmati (full motion) che verranno salvati
in formato AVI
Dalle emittenti televisive si può anche ricevere
il segnale del Televideo, ed è possibile salvare
le pagine e importarle in altri documenti Con
Video Highway Xtreme si può anche ascoltare
la radio, in quanto ci si può sintonizzare sulle
bande FM
Grazie al software Videophone incluso si pos¬
sono attivare le funzioni di videoconferenza.
caratteristica questa che si rivolge specialmen¬
te ad un'utenza di tipo professionale.
La scheda è già compatibile con la tecnologia
Intercast & Trade, che permette d'integrare al
video i dati Internet come se fosse un televi¬
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AMD e DreamWorks
vi salvano dai dinosauri
Le estensioni multimediali di
AMD vengono implementate
in un gioco di grande succes¬
so
Le innovazioni portate ai chip
compatibili Intel salgono alla
ribalta; Trespasser sarà ottimiz¬
zato per sfruttare al massimo la
tecnologia AMD-3D II videogio-
co della DreamWorks Interac¬
tive, ispirato al film "The Lost
World: Jurassic Park', raggiun¬
gerà cosi livelli di realismo digi¬
tale, con quadri e scene ad alta
risoluzione, immagini 3D più
nitide e con audio di elevata
qualità.
La nuova tecnologia AMD-3D è
perfettamente compatibile con
il software x86. Non richieden¬
do supporto dal sistema opera¬
tivo consente di lavorare in
qualsiasi ambiente Sarà pre¬
sente nei processori AMD-K6
3D. AMD-K6+ 3D e sulla linea
di processori AMD-K7 che verrà
commercializzata a partire dal
1999.
Trespasser è un gioco d'azione
ambientato nell'isola Site B. Il
giocatore potrà scegliere quale
personaggio del film interpreta¬
re, sempre con l'obiettivo di sal¬
varsi dai dinosauri che popolano
l'isola.
Il gioco ha una grafica 3D d'a¬
vanguardia ed è il primo a pre¬
sentare una grafica 3D sugli
ambienti esterni, costituiti da
una mappa di 15 Km quadrati di
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difendere ed ampliare la sua
quota di mercato, l'azienda ha
infatti annunciato una riduzione
dei prezzi dello Zip Atapi inter¬
no. Il pacchetto di 5 unità
costerà il 9% in meno, mentre
il pacchetto da 20 unità avrà
una riduzione del 10%.
Lo Zip Atapi interno è stato pro¬
gettato in modo da poter esse¬
re installato In un qualsiasi PC,
in quanto è stato costruito man¬
tenendo le dimensioni standard
di 3,5 pollici.
Come lo Iomega Zip da 100
MB, anche il drive Zip Atapi for¬
nisce la possibilità di archiviare
grandi quantità di dati in poco
tempo. Lo Zip Atapi interno è
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compreso tra lire 3.695.000
e 4.295.000 (monitor 15'
incluso, IVA esclusa), offre
prestazioni multimediali
superiori essendo dotato di
processori Intel Pentium II a
266 MHz e 300 MHz con
tecnologia MMX, 48 MB
SyncDRAM e CD-ROM 32X
Max o drive DVD che danno
la possibilità di ottenere un
ottimo effetto home theater.
I drive DVD sono i CD-ROM
della prossima generazione,
con capacità decisamente
superiori e compatibilità
verso il basso con i titoli esi¬
stenti degli attuali CD-ROM.
La scheda grafica su bus
AGP 2X, e la sezione grafi¬
ca con chip ATI Rage Pro
3D con 2 o 4 MB di me¬
moria video, assicura
estremo realismo nelle
applicazioni 3D
... Come nel Presario
4500, anche il Presario
4600 è dotato del sistema
JBL 3D VirtualTheater con
Dolby Surround Sound.
Ciascun modello della linea
Presano è espandibile e
dotato di processore con
tecnologia MMX, dischi rigidi
di grande capacità, modem
integrati, accesso facilitato
ad Internet e design user-
friendly.
Il nuovo minitower Presario
Serie 4500 offre elevate pre¬
stazioni multimediali e gran¬
de potenza ad un prezzo
compreso tra lire 2.612.000
e 3.028 000 (monitor inclu¬
so. IVA esclusa). E' dotato
di processore MMX a 233
MHz AMD-K6. 32 o 48 MB
SyncDRAM, un capace hard
disk, scheda grafica accele¬
rata a 64 bit con Direct3 che
assicura più realismo e velo¬
cità per i giochi in 3D e
monitor da 14" e 15".
La combinazione di
Dolby Surround ^ _
Sound e JBL 3D Vir- H ■
tualTheater consento- I
no un'esperienza di »,
'home theater" mere- H _
dibilmente realistica 1;
con due altoparlanti t>
JBL Pro ad alta fe- ^ ”
delta che ne emulano
cinque localizzati nello
spazio circostante. Grazie al
modem integrato, facilmen¬
te aggiornabile a 56K e al
pulsante Easy Access, l'ac¬
cesso a Internet è notevol¬
mente semplificato
Il nuovo notebook Presario
Serie 1600 offre i nuovi High
Performance Addressing
(FIPA) Display, comparabili a
quelli dei tradizionali TFT, e
con meno ombre rispetto ai
tradizionali display a matrice
HWM 3
E' disponibile a I
E" dotato di
processore MMX a
233 MHz AMD-K6, 512 KB
di cache di secondo livello,
32 MB SyncDRAM. CD¬
ROM 20X Max, disco rigido
da 2,1GB. Display 13' HPA,
grafica accelerata a 128 bit,
modem integrato, altoparlan¬
ti JBL-Pro e pulsanti Easy
Access.
Il Compaq Presario Serie
2200, disponibile con moni¬
tor da 14" monitor a un prez¬
zo di lire 2.195.000 (monitor
incluso, IVA esclusa), si
caratterizza per le notevoli
possibilità di espansione e di
upgrade e offre un'ottima
combinazione di potenza,
prestazioni e affida¬
bilità nell'ambito dei prodotti
desktop Progettato con la
qualità Compaq, Presario
Serie 2200 è dotato di pro¬
cessore MMX, a 200 MHz
AMD-K6. 32 MB Sync
DRAM, disco rigido da 2,1
GB, modem aggiornabile a
56K. una bay e due slot
disponibili e consente pre¬
stazioni multimediali di gran¬
de effetto
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Proiettore Hitachi CPL850:
colori ed immagini più nitide
Progettato per condizioni
ad elevata luce ambienta¬
le, arriva il nuovo proiet¬
tore a colori SVGA a cri¬
stalli liquidi della seconda
generazione Hitachi, il
modello CPL850
Ideale per presentazioni ge¬
stionali, sedute di formazione
professionale e seminari, il
CPL850 è dotato di un nuovo
filtro polarizzatore che offre
luminosità maggiore del 60
per cento.
Si tratta di un sistema che
utilizza tre pannelli di silicio
policristallino da 1,3 pollici,
ottiene risoluzione di 800 x
600 pixel e, insieme all'avan¬
zato convertitore polarizzato¬
re, ottiene 650 ANSI lumen
Il sistema multilente esclusi¬
vo Hitachi offre un'immagine
uniformemente luminosa su
tutta l'area di visualizzazione,
consentendo presentazioni
eccellenti in condizioni di luce
diurna.
La tecnologia multilente
Hitachi consente la focalizza-
zione nitida su tutta l'area
dello schermo, anche nelle
proiezioni su schermi larghi
200 pollici
La durata della lampada è di
oltre 1500 ore di operazione
Il modello CPL850 vanta inol¬
tre un nuovo design, con
caratteristiche ergonomiche
quali tirata d'aria, shutter,
ingresso e uscita video per
monitor secondario e piastra
d’appoggio per semplificare il
posizionamento a soffitto
Il CPL850, che pesa circa 9
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Per il terzo anno consecutivo Technimedia vi invita a visitare il CeBIT
la più grande fiera di informatica del mondo.
ii CeBIT è un appuntamento da non mancare, punto d'incontro obbligato di
tecnologie avanzate e di professionisti del settore dell'IT. Ma organizzarsi il viaggio da soli è
costoso e complicato per i molti problemi logistici imposti, ad esempio, dalla notevole distanza
fra il quartiere fieristico e le zone alberghiere.
Il nostro viaggio comprende tutto il necessario per andare al CeBIT con il minimo sforzo e con
la massima efficienza: voli riservati Air One soggiorno in albergo,
trasferimenti Forti dell'esperienza dell'anno scorso (problemi di traffico nelle zone
circostanti la fiera), quest'anno per il collegamentojra la fiera e gli alberghi abbiamo preferito il
treno, che arriva nella comodissima Stazione interna al quartiere espositi¬
vo (i posti sono già riservati e il tragitto dura circa un'ora). Alla stazione di partenza si arriva
con una navetta riservata che parte da uno dei due alberghi, mentre l'altro è davanti alla
stazione stessa.
Quest'anno il viaggio è promosso non solo da MCmicrocomputer ma anche da BYTE Italia.
Fra le manifestazioni che BYTE organizza al CeBIT c'è l'importante
premiazione del prodotto più interessante dellajnostra, un appunta¬
mento ormai tradizionale cui non si può mancare
Dal 20 al 22 marzo ad Hannover con noi!!!
al CeBITcon noi
19-25 marzo 1998
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nche quest'anno MCmicrocomputer sta organizzando, assieme a BYTE Italia, pacchetti per il CeBIT '98: la più grande fiera del
mondo con oltre 6.800 espositori da 65 paesi.Tutti i voli, effettuati con Boeing 737 AirOne, avranno come base Milano Linate e
sono stati studiati per permettere la coincidenza con la maggior parte delle città italiane servite da AirOne, in particolare con Ro¬
ma. Gli alberghi prescelti sono ubicati a Bielefeld, un'accogliente e simpatica cittadina a circa 100 Km dalla Fiera, e si trovano a due pas¬
si dalla stazione ferroviaria dalla quale, utilizzando le Ferrovie tedesche, si arriverà direttamente alla stazione interna del CeBIT.
Il trasferimento in treno con le Deutsche Bahn oltre ad essere comodo, (partendo da Bielefeld alle 8.27 si arriva in fiera alle 9.37 viag¬
giando su un IC in 1* classe) permette di evitare il traffico particolarmente congestionato in quel periodo.
Per ogni eventuale richiesta o informazione particolare relativa alle coincidenze dei collegamenti aerei e ferroviari, alla sistemazione al¬
berghiera e ai biglietti di ingresso al CeBIT '98. i tour operators Travel Stand e Ace Tours, saranno lieti di fornirvi la massima assistenza.
Contattateci al più presto.
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Sabato
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Il costo del biglietto AirOne da e per Milano per il collegamento ai nostri voli è di L. 85.000 per tratta escluse le tasse aeroportuali.
La quota comprende: I voli speciali Air One andata e ritorno Milano Hannover, i transters aeroporto tiera aeroporto ad Hannover e stazione hotels/stazione a Bieleteld
con bus privati, i biglietti terroviari di f classe per i collegamenti tra Bielefeld e Hannover e di 2' classe per i collegamenti Ita Hannover e Bieleleld sul treni da noi pre¬
scelti con posti riservati, pernottamento a Bieleteld in selezionati hotel a 3 stelle, con trattamento di Bed & Breakfast, le tasse aeroportuali In Italia e in Germania
La quota non comprende: lutto quanto non espressamente speciticato alla voce "la quota comprende", il biglietto giornaliero di ingresso al CeBIT 98,1 assicurazione di
viaggio, da richiedere all atto della prenotazione.con supplemento di Lit 15.000. il collegamento aereo con i voli per Hannover da altre citta italiane
Il presente Programma di Viaggio, è redatto in conformità alla vigente normativa del turismo (L.R Lazio 6384 - D.L. 111/95)
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ORGANIZZAZIONE TECNICA, INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:
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TRAVEL STAND SRL ROMA tei: 0677205538
Ihttp: www.informedia.it cebit
♦
ACE
tovks/'
CyberPress:
il video, la diretta ed Internet
CyberPress è il primo servi¬
zio europeo di produzione
giornalistica che utilizza
Internet come medium per
la diffusione di video in
diretta ed è l'offerta di pun¬
ta della società Walking-
OnTheMoon, che sotto l'e¬
gida del suo marchio propo¬
ne servizi telematici e multi¬
mediali ad alto contenuto
tecnologico.
La tecnologia del 'Video Live'
utilizzata da CyberPress ha fatto
il suo ingresso per la prima
volta negli Stati Uniti con Bill
Clinton pei le presidenziali del
novembre 96. In Italia la prima
esperienza e stata la cosiddetta
'Maratona Live ' del Motor
Show di Bologna dove per 10
giorni gli appassionati Internet-
tiam hanno potuto seguire a
distanza sul loro monitor gli
avvenimenti della fiera piu viva¬
ce e coinvolgente Da allora il
servizio CyberPress ha fatto
parlare di sé in occasione della
presentazione della nuova
Ferrari di Formula 1, in mezzo
alle piu belle maschere del
Carnevale di Venezia, alle con¬
ferenze stampa di Schumacher.
Irvine. Tomba e Biaggi Ma la
vera grande rivoluzione non è
esclusivamente il risultato finale
del servizio giornalistico (video
in diretta su Internet) quanto il
come è realizzato. Tutte le fasi
di ripresa, regia e trasmissione
sono integrate nel CyberMan
CyberMan è un operatore-per¬
sonaggio che indossa una sorta
di casco/occhiale con incorpora¬
ta una microtelecamera il suo
equipaggiamento e completato
da un trasmettitore che invia
tutte le immagini riprese alla
stazione di broadcast, la quale
provvede in tempo reale a
diffonderle in Internet
CyberMan è l’operatore più giu¬
sto ed efficace per realizzare
interviste backstage e per
riprendere situazioni caotiche,
affollate e difficilmente accessi¬
bili alle telecamere tradizionali
Ciò che va onda è ciò che
CyberMan 'vede e sente", nes¬
sun filtro di regia, né applicazio¬
ni di tecniche particolari
Lo stile derivante è fresco,
immediato, diretto, perfetto ed
m sintonia con la filosofia di
Internet
MpSAvlakingonthemoon it
DVD Theater: il DVD possibile
La scheda STB DVD Theater MPEG-2 che abbiamo potuto avere fra le mani
consente di avere tutte le funzionalità DVD sul vostro schermo del computer
o su quello televisivo, il tutto ad un costo sulle 300.000 lire.
La tecnologia DVD
sta facendo passi da
gigante mentre con¬
temporaneamente i
prezzi subiscono
una continua disce¬
sa; è l'indicazione
che questo sistema
è destinato a diven¬
tare uno standard di
mercato, con la pro¬
spettiva di rimpiaz¬
zare il vecchio CD e
di oscurare tutti gli
altri tentativi di
videodisco avvicendatisi negli anni. Un CD
DVD ha in comune con il tradizionale CD da
5" solo le dimensioni, la capacità di memoriz¬
zazione è invece enormemente aumentata:
oggi un CD contiene al massimo 60 MB di
dati, pari a 75 minuti di traccia audio e pochi
minuti di video; un DVD può invece contene¬
re fino a 17 GB di dati equivalenti a 133 minu¬
ti di video hrfi.
Questo vuol dire infatti che il film registrato è
di qualità 3 volte superiore a quella della nor¬
male cassetta VHS, superiore perfino all'o¬
dierno laserdisc. La qualità finale è molto vici¬
na al master originale del film.
Sul DVD possono essere registrate 8 colonne
sonore differenti, sottotitoli e film multiforma-
to; sullo stesso CD sono registrati i dati in
PAL, NSTC e Letterbox per televisori di for¬
mato panoramico.
Tutta questa meraviglia è ora disponibile sui
PC a costi ridotti: lettori e schede DVD posso¬
no essere acquistati separatamente per cifre
relativamente basse, sotto il mezzo milione,
consentendo tuttavia una connettività ad una
rande varietà di apparecchi.
' il caso della scheda STB DVD Theater
MPEG-2 che abbiamo potuto avere fra le
mani e che. per un costo sulle 300 mila lire,
consente di avere tutte le funzionalità DVD
sul vostro schermo del computer o quello
televisivo
La scheda è una PCI corta con una serie di
connettori sul lato: un connettore stereo di
output ed una sene di uscite video. Si va dal
classico S-Video. al videocomposito al forma¬
to S/PDIF questo ultimo in particolare sup¬
porta sei canali audio in uscita da collegare ad
un processore Dolby Digital Audio.
Sulla scheda sono invece alcuni connettori
audio-video da collegare internamente al
computer. C'è il connettore audio ausiliario da
collegare ad un ingresso ausiliario della pro¬
pria scheda sonora, e c'è soprattutto un con¬
nettore video da collegare al connettore ausi¬
liario presente sulla
propria scheda gra¬
fica. In realtà i con¬
nettori sono 3 con
differente piedinatu-
ra, a seconda della
scheda video da
collegare. Per tutti
si utilizzerà un cavo
piatto specifico,
simile (o uguale nel
caso di schede con
connettore AMC) a
quelli usati per col¬
legare gli hard disk
al controller. Tutti questi collegamenti assicu¬
rano un audio ed un video incredibile: decom¬
pressione MPEG-1 e MPEG-2 (Audio/Video)
con riproduzione completa di 6 canali audio
digitali, sulla scheda sono montati 2 MB di
SDRAM e 32 KB di SRAM per l'audio digitale
AC-3.
Inserita la scheda non resta che installare
l'applicazione DVD Theater che fornirà il com¬
puter di un vero schermo video con controlli
delle funzioni DVD.
Grazie ai collegamenti effettuati è possibile
vedere i filmati sia sull'uscita TV (e quindi su
un televisore) che sul monitor VGA: sulla TV
possiamo sbizzarrirci nello scegliere diversi
formati video, si va dal 16/9 al Letterbox 4/3:
il letterbox consente di vedere l'intera
ampiezza dell'immagine su uno schermo
standard, ponendo due bande nere sopra e
sotto l'immagine come capitava qualche anno
fa vedendo i film in TV.
Avendo invece un televisore panoramico 16/9
è possibile vedere le immagini in tutta la loro
larghezza senza tagli di inquadratura né bande
nere.
Da notare che il software DVD Theater per¬
mette di controllare e di accedere file MPEG
sia naturalmente dagli appositi dischi DVD,
sia dall'hard disk, in modo ad esempio da
favorire presentazioni o applicazioni che non
richiedano il lettore di dischi
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Telewire Vision II una scheda dedicata ai cultori del DVD
La Telewire di Bergamo ha dato inizio alla commercializzazione di una scheda
MPEG-2 dedicata al DVD da utilizzare con qualsiasi PC che abbia come mini¬
mo un microprocessore Pentium 100.
DVD Vision II è basa¬
ta su un chip ZiVA
della C-Cube, partico¬
larmente adatto alle
applicazioni DVD, con¬
sentendo così agli utiliz¬
zatori non solo di speri¬
mentare la novità del
sistema video DVD, ma di
ascoltare anche l'audio in
Dolby Digital Sound multipi-
sta.
Un'altra funzione DVD parti¬
colarmente eccitante è la
possibilità di scegliere un
angolo di visione del filmato,
come se si fosse alla regia
televisiva di un programma e
le feature "multistory" per¬
mettono anche di scegliere
diversi svolgimenti della sto¬
ria narrata, se naturalmente il
proprio titolo DVD la suppor¬
ta DVD Vision II fornisce
video ad alta risoluzione di
720X480, fornendo video
VGA indipendente in overlay
questo significa poter lavora¬
re sul proprio PC e vedere
contemporaneamente filmati
DVD senza bisogno di ulterio¬
ri periferiche.
Lo standard di decodifica
adottato è MPEG-2, in NTSC
o PAL. Un particolare siste¬
ma anticopia chiamato CSS
decryption (Coment Scram-
Telewire snc
24126 Bergamo.
Via Cavai, di Vittorio Veneto 6,
Tel (0351321900
bling System), per¬
mette alla DVD
Vision II di evitare
copie non auto¬
rizzate di sup¬
porti DVD ga¬
rantendo cosi la sicu¬
rezza dei dati.
La scheda presenta un con¬
nettore TV e S/PDIF. cosi che
la visione possa essere rea¬
lizzata anche sui TV conven¬
zionali e quelli "panorama" in
16/9.
)po?¥rift chi
Un programma di supporto
permette di convertire script
CGI in RPG esteso
IBM ha avviato il programma
Easy AS/400 per fornire un ser¬
vizio di supporto per i clienti e
per i Business Partners che
usano i membri di questa fami¬
glia di prodotto per gestire
applicazioni Internet e Intranet
Nel sito web www easy400
ibm.it è gratuitamente disponi¬
bile il codice che consente ai
sistemisti di sviluppare un sito
Web tramite AS/400 II nuovo
codice si basa sulla program¬
mazione CGI in RPG ILE (Inde-
pendent Language Environ-
ment) e consente di sviluppare
facilmente programmi per Inter¬
net a quei programmatori che
già possiedono una conoscenza
del linguaggio RPG Nel sito
dell'Easy400 oltre al codice sor¬
gente sono inserite due demo
che permettono di vedere quali
applicazioni è possibile svilup¬
pare. La prima demo prevede la
compilazione di una form, men¬
tre la seconda si basa sulla co¬
struzione di un catalogo sulle
barche.
IBM Italia - C. Idroscalo, 20090
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AdMil Industria fornisce una guida alla stampa specializzata su Internet
Quante volte si cercano affannosamente quali sono le riviste specializzate in un particolare settore, per
approfondire determinati argomenti, cercare dati su nuovi mercati, e magari nel caso di aziende, per pia¬
nificare investimenti pubblicitari a sostegno di nuovi prodotti?
Di solito l’unico metodo è quello di consultare annuari, interpella¬
re gli editori, o l’agenzia di pubblicità e non è sempre possibile
ottenere risposte complete in tempi stretti.
Senza contare che l’utente finale che non ha accesso ai canali di
settore difficilmente è in grado di ottenere queste informazioni
Grazie ad Internet oggi è possibile trovare gratuitamente questi
dati, al sito di AdMil Industria, un agenzia di comunicazione e
marketing, particolarmente specializ¬
zata m settori industriali e professio-
nali, all’indirizzo:
http://www.admii.coml
"Per attrarre visitatori sul proprio sito
e farsi conoscere" afferma Piero
Mattirolo, amministratore di AdMil
Industria, "e indispensabile offrire ser¬
vizi utili, inducendo i visitatori a ritor¬
nare Abbiamo così pensato di mette¬
re a disposizione degli utenti di
Internet uno degli strumenti operativi
della nostra attività: il nostro database
sulla stampa italiana, qualcosa che
molte agenzie nostre colleghe consi¬
derano un capitale da custodire gelo¬
samente". Il sito permette di accedere
direttamente dalla pagina di accesso V
al database Qui, il primo passo consiste nella selezione del set¬
tore di interesse, per il quale vengono fornite le testate specializ¬
zate Una volta individuata una rivista, il secondo passo consen¬
te di richiedere la scheda anagrafica della rivista, comprendente
indirizzo, numero telefonico ed eventuale collegamento di e-
mail
In un prossimo futuro, AdMil Industria prevede di fornire, con la
collaborazione delle case editrici, gli
indirizzi di e-mail delle redazioni ed i
link con i siti di tutte le riviste in rete
Inoltre, in funzione della risposta otte¬
nuta, AdMil Industria ha in previsione
di offrire nel motore di ricerca anche
dati di circolazione per ogni rivista ed
un listino pubblicitario di riferimento
CHI
AdMil Industria Srl
Via Settembrini 17,
20124 Milano,
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Con Aprii arrivano in Italia i monitor KDS
La società lombarda, specializzata nell'im¬
portazione e distribuzione di prodotti di
provenienza orientale, presenta nel nostro
paese gli apparecchi della Korea Data
System, azienda coreana produttrice di
monitor dai costi estremamente contenuti.
I prezzi altamente competitivi
potranno forse indurre qual¬
cuno in sospetto, il marchio,
un'azienda coreana poco
nota in Europa, potrà far pen¬
sare ad uno dei tanti piccoli
assemblatori asiatici, che
molte poche garanzie offrono
sulla qualità dei loro prodotti.
L’azienda distributrice per
l’Italia, la Aprii, invece le ga¬
ranzie le offre, eccome tre
anni on site su tutti i prodotti
KDS. con piena sostituzione
del monitor per i primi sei
mesi.
La società di Lecco, che ha
come principali referenti i
maggiori distributori naziona¬
li, è infatti intenzionata ad
importare nel nostro paese
anche una nuova visione di
marketing, in cui i servizi di
consulenza e garanzia post¬
vendita non debbano più rap¬
presentare per l’acquirente
un costoso optional.
Aprii punta quindi molto sul
rapporto qualità/prezzo alta¬
mente competitivo degli
apparecchi KDS, dei quali si è
assicurata l'im¬
portazione e
distribuzione
esclusiva per
l’Italia e che sembrano già
riscuotere un notevole
successo sui mercati sta¬
tunitense e canadese.
La Korea Data System è la
terza azienda coreana in ordi¬
ne d’importanza per quanto
riguarda la produzione di
monitor, preceduta soltanto
dalle grandi conglomerate, e
propone una vasta gamma di
modelli, dai 14" ai 33", com¬
presi apparecchi multimediali
e con tubo Sony Trinitron.
Nei listini KDS figurano
anche alcuni Momputers,
dispositivi all-in-one che in
unico compatto case integra¬
no il monitor ed un PC multi¬
mediale dalla configurazione
personalizzata.
Tutti i monitor KDS sono uti¬
lizzabili tanto su PC quanto
su Mac e rispondono ai prin¬
cipali standard ed alle princi¬
pali normative internazionali
concernenti il risparmio ener¬
getico, la bassa emissione di
radiazioni, il design
ergonomico, il livello
delle interferenze, la
compatibilità Plug &
Play e la qualità del
prodotto.
La Aprii, intenziona¬
ta ad importare in
modo graduale
tutti gli apparecchi
prodotti dall'azien¬
da coreana, al
momento ha già
immesso sul
mercato italiano
tre modelli.
Il KD 1452 è un 14"
CRT a schermo piatto, con
dot pitch di 0.28 mm e risolu-
April
Via G. Besana. 33
23896 Sirtori (LC)
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zione mas¬
sima di 1024
x768 per un refresh rate di
60 Hz La frequenza verticale
massima è di 120 Hz ed i
comandi per le regolazioni
sono di tipo esterno (analogi¬
co).
Il prezzo di questo monitor è
di lire 322.000 IVA esclusa.
Gli altri due apparecchi sono
invece dotati di controlli digi¬
tali On Screen Display: si
tratta del KD 1510 e del KD
1730, CRT a schermo piatto
rispettivamente da 15" e
17". entrambi caratterizzati
da una risoluzione massima
non mterallacciata di 1280 x
1024 con frequenza d’aggior¬
namento verticale pari a 60
Hz, per un valore massimo
raggiungibile ancora di 120
Hz.
Il dot pitch del KT 1510 è di
0.28 mm, mentre il 17" è
disponibile in due versioni,
con dot pitch di 0,28 o 0,26
mm.
I prezzi di questi ultimi tre
apparecchi è, nell'ordine, di
lire 453.000. lire 793 000 e
lire 839 000, sempre IVA
esclusa.
ò&Eirfc chi
ZIPMAN collega Zip e computer palmari
Emmesoft annuncia la distribu¬
zione per l'Italia di un nuovo
software per collegare il com¬
puter palmare PCfolio agli ZIP
Drive removibili per porta
parallela.
In questo modo è finalmente pos¬
sibile dotare il PCfolio (e altri pal¬
mari) della memoria di massa
rimovibile più popolare e diffusa
fra gli utenti di personal computer
Il software, denominato ZIPMAN,
è prodotto in Germania ed ha le
seguenti caratteristiche
- La connessione avviene per
mezzo di un normale cavo stam¬
pante (o col cavo blu IOMEGA for¬
nito a corredo dello ZIP Drive)
- L’installazione nel config.sys (3
partizioni) e nell'autoexec bat si
effettua con l'aggiunta di poche
righe.
- Il software ZIPMAN consente di
riformattare tutte le partizioni dello
ZIP disk in formato PCfolio (DOS
2 11) La seconda e la terza parti¬
zione possono essere lette anche
da computer diversi dal PC.
Sono anche disponibili driver per
altri palmari (POQUET PC.
Toshiba T1000 e T1000SE,
Bondwell B200; ecc . )
La disponibilità di ZIPMAN è im¬
mediata a lire 95.000 IVA esclusa
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Il video di Pamela Anderson e della Finson
Ha fatto molto rumore su
Internet la notizia di un video
"particolare" di Pamela Ander¬
son, subito smistato in copie
pirata nel circuito della Rete II
video era stato in origine trafuga¬
to dalla casa dei coniugi Lee, e le
immagini dello stesso erano
state fatte circolare illegalmente
attraverso Internet.
Fallito il tentativo di bloccarne la
diffusione, Pamela Anderson e
Tommv Lee hanno deciso di
autorizzarne la distribuzione con¬
cedendo l'esclusiva mondiale alla
IEG e alla americana S&D Video,
rappresentata in Italia dal gruppo
Finson che perseguirà legalmen¬
te tutti coloro che tenteranno di
sfruttare immagini e/o parti del
video senza autorizzazione
A partire dallo scorso febbraio il
video sarà quindi disponibile nei
formati video CD e video- casset¬
ta
A causa dei contenuti del video,
la vendita (che negli Stati Uniti si
prevede supererà il milione di
copie) è riservata ad un pubblico
adulto
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MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
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Soluzioni per un piccolo pianeta
56K verso lo standard unico V.pcm
E' allo studio l'integrazione delle attuali tecnologie per
ricevere a 56 Kbps
3Com e Lucent stanno
lavorando per raggiunge¬
re un alto livello di com¬
patibilità tra i rispettivi
modem e chipset da 56
Kbps, rispettivamente
chiamati X2 e K56flex.
L'obiettivo finale è uno stan¬
dard unico, la cui definizione
è stata affrontata ad una ses¬
sione plenaria dell'ITU Study
Group 16, tenutosi a Ginevra
ai primi di febbraio. Il nome
scelto è V.pcm, nel quale la
sigla pcm si riferisce ai
modem Pulse Code Modu-
lation e si tratta dei modem
dipende dal tipo e dalla qua¬
lità della linea telefonica Dai
primi di febbraio sono dispo¬
nibili i nuovi modem compati¬
bili di 3Com e di Lucent; inol¬
tre verrà distribuito il softwa¬
re necessario per rendere
compatibili con il nuovo stan¬
dard i modem X2 della linea
US Robotics e i K56flex.
attualmente piu diffusi nel
mondo La velocità di 56
Kbps si riferisce alla velocità
di download, mentre la velo¬
cità di upload è quella dei
28,8/33,6 Kbps, anche se poi
l'effettiva velocità di scambio
dati raggiunta dal modem
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Edisoftware cavalca sempre l’Onda
E' uscita la versione 3.1 del software aziendale svilup¬
pato dalla software house ligure
Onda è un software in
ambiente Windows per la
gestione della piccola e media
impresa. E ora disponibile sul
mercato la nuova versione
3.1, con la quale è possibile
gestire in modo automatico i
pagamenti e gli incassi, anche
m valuta straniera, tenendo
conto delle passività e degli
attivi. Inoltre, il programma
può generare automatica¬
mente un file che può essere
inviato alla banca tramite PC.
Onda 3 1 è stato sviluppato
con Visual Basic, Access e
Crystal Report in ambiente
Windows. Attraverso un
modulo collegato a Word è
possibile generare dei preven¬
tivi e delle offerte prendendo
le informazioni direttamente
dal database del programma
stesso Inoltre, sempre trami¬
te Word, è possibile trasfor¬
mare l'offerta stessa in un
ordine. Infine è possibile
gestire gli effetti accorpati, sia
in base alla data di scadenza
che in base alla banca del
cliente Onda 3.1 permette di
gestire ogni singolo prodotto
anche in base ai suoi compo¬
nenti. decidendo sul momen¬
to se questi debbano o meno
comparire nel documento. Il
software si occupa anche dei
cespiti ammortizzabili, a
riguardo sia degli acquisti che
delle spese di manutenzione
straordinaria Ne viene gestita
anche la dismissione, con
generazione automatica dei
movimenti relativi.
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A Pontedera la scuola del domani
E' in provincia di Pisa il primo esperimento
di informatizzazione delle scuole
secondo la legge Berlinguer
di Enrico Ferrari
L'Amministrazione di Pontedera, nello spirito della Legge
Berlinguer che prevede l'mformatizzazione delle scuole
italiane, ha infatti anticipato con risorse proprie l’iter buro¬
cratico ed è stato il primo a giungere al traguardo dell'as¬
segnazione della commessa attraverso una gara di aggiu¬
dicazione del valore di oltre un miliardo.
Il primo progetto in Italia a concludere l'iter previsto dalla
legge Berlinguer è quello del comune di Pontedera (PI).
Vincitrice della gara è risultata Computer Discount, la
grande catena italiana dell'informatica, che installerà 400
PC e 200 stampanti in tutte le scuole elementari e medie
del territorio.
Prevista la presenza del ministro Berlinguer alla inaugura¬
zione.
I bambini e i ragazzi di Pontedera saranno dunque i primi
in Italia ad avere la possibilità di sperimentare le nuove
metodologie didattiche che erano sino a oggi pressoché
esclusivo appannaggio di pochi fortunati studenti di istituti
stranieri (tra cui citiamo il famoso MIT, il Massachusset
Institute of Technology, dove il pedagogista prof.
Seymour Papert sperimenta e mette costantemente a
punto nuove tecniche didattiche applicate alla multimedia¬
lità).
Dunque, grazie alla cura con la quale è stato compilato il
progetto che ha ottenuto l'avallo dal Ministero e alla cele¬
rità con la quale l'iter è stato portato avanti, entro quattro
mesi, tanto è il tempo previsto per l’ultima fase, quella
della installazione, le dieci scuole di Pontedera (due medie
statali, Curtatone e Pacinotti. e otto istituti elementari.
Pascoli, Saffi, Maltagliata, De Amicis, Dante Alighieri, Il
Romito, La Rotta e Madonna dei Braccini) saranno attrez¬
zate con complessivi 410 PC Computer Discount e quasi
duecento stampanti, oltre a numerose altre apparecchia¬
ture a corredo (scanner, videoproiettori, macchine fotogra¬
fiche digitali, eccetera)
E come si pone, di fronte a questi nuovi scenari, l'ammini¬
strazione comunale di Pontedera? Abbiamo posto la
domanda al sindaco Enrico Rossi, che ci ha risposto che
'... l'attenzione alle esigenze delle generazioni più giovani
è una delle massime priorità di questa amministrazione.
Con questa iniziativa abbiamo ottenuto due risultati impor¬
tantissimi per le famiglie di Pontedera.
Da un lato abbiamo dato a tutti i ragazzi, in particolar
modo a quelli che non hanno un PC a casa, la possibilità di
accedere alle nuove tecnologie che rappresenteranno una
componente estremamente importante della loro vita.
Dall'altro, realizzando una grande rete che unisce le dieci
scuole elementari e medie di Pontedera, abbiamo posto
le basi per una struttura con cui potremo realizzare una
sena e coordinata attività didattica su tutto il territorio
comunale
Questa, operando con continuità, contribuirà in modo fon¬
damentale alla costruzione di una base di conoscenze
comuni e condivise tra tutti i ragazzi, essenziale per pre¬
sentarsi con la migliore preparazione possibile sul merca¬
to del lavoro che li attenderà nel futuro’.
78
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Dopo lutto quello clic hai gl.) speso per il PC. ci
si mette pure lo scanner? Tranquillo! Ogni c'f
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Canon, fantasia al lavoro.
Canon
Con il Rainbow Runner Studio, Matrox propone una soluzione completa per il video digitale
Matrox: il nuovo Ulead Media Studio 5.0 VE fornito con Rainbow Runner
Grazie al nuovo software disponibile ora insieme alla scheda, il famoso Ulead Media Studio , giunto
alla versione 5.0, l'editing video non lineare è alla portata di tutti.
di Plerirancesco Fravollni
Eh Modfc. *ru t» r~~o t,M
0000063 w
J un
Con Ulead Media Studio l’editing video è estremamente facile, basta scegliere i
vari videoclip e caricarli nelle tracce messe a disposizione dal programma Una
di queste tracce è dedicata agli effetti di transizione L anteprima del risultato è
poi disponibile immediatamente in qualsiasi fase del progetto.
|EHenov ansinone
-q tf| hN-i|
Effetto t/aniizione
Allogamento
d
cica caca Esca
A Scommenlo
fi SpvKe
zl
caca cacaci
Tutti gli effetti sono ora organizzati in una sene di cartelle suddivise per tipogia,
tutte raccolte nella ‘libreria di produzione', e facilmente richiamabili.
Matrox festeggia sei mesi di
resenza sul mercato di
ainbow Runner, il modulo ag¬
giuntivo per Mystique e
Millennium che consente di uti¬
lizzare il computer come un
videoregistratore digitale In
uesti sei mesi il successo di
ainbow Runner è stato a dir
poco strepitoso. Il basso prezzo,
le ottime caratteristiche e la faci¬
lità d'uso hanno fatto si che que¬
sto venisse scelto da più di
80.000 utenti in Europa e più di
17.500 appassionati di video
solo in Italia Con il Rainbow
Runner Studio Matrox propone
una soluzione completa per il
video digitale, che comprende
videocomunicazione, catturaim-
magim, accelerazione AVI ed
MPEG, ed acquisizione di
sequenze video che trasforma¬
no il computer in una vera e pro¬
pria workstation, a basso costo,
per il video. Una inchiesta con¬
dotta dalla Matrox Italia su 1000
utenti registrati ha mostrato che
e in crescita il numero di appas¬
sionati che utilizza Rainbow
Runner per l'home video, in par¬
ticolare per l'acquisizione di fil¬
mati ed il montaggio Come è
noto il Rainbow Runner ha in
dotazione il programma di edi¬
ting video Media Studio di
Ulead. La versione ottimizzata
per l'hardware Matrox fornita
ora è la 5.02, che presenta,
rispetto alla 2.5 finora fornita,
alcune funzioni avanzate come il
playback da cut list. Gli utenti di
Rainbow Runner hanno a dispo¬
sizione alcune caratteristiche
ottimizzate proprio per l'hardwa-
I-— Ok*|H|
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i —3 r—a
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1- ».
re Matrox, come gli effetti 3D
accelerati che sfruttano diretta-
mente il processore presente
sulla Mystique o sulla Millen¬
nium per il rendering tridimen¬
sionale. Inoltre il playback da
lista di montaggio permette di
accelerare ulteriormente i tempi
di lavoro. Infatti ora non è più
necessario dover elaborare l'in¬
tero video, incluse le parti non
elaborate e quelle senza effetti.
In pratica vengono renderizzate
solo le parti che contengono
effetti, ad esempio quelle con i
Tra le vane caratteristiche la possibi¬
lità di generare titoli con svariati
effetti di dissolvenza/movimento.
titoli o con le transizioni, mentre
le parti non elaborate vengono
visualizzate a partire dal file origi¬
nale. Una volta effettuata l'ante¬
prima, la generazione del file
definitivo del progetto si riduce
ad una semplice copia dei vari
file temporanei, renderizzati
volta per volta, in un file unico.
Inoltre, grazie ad una tecnica
innovativa chiamata da Ulead
'Smart Rendering" è anche pos¬
sibile salvare, in un file video già
creato, solo le modifiche effet¬
tuate all'interno del progetto,
senza doverlo ricreare per inte¬
ro. L'ulteriore caratteristica della
versione 5.02 del software, in
unione con la versione 2.0 dei
driver Matrox, è l'accelerazione
hardware della fase di calcolo
degli effetti di transizione. Infatti
vengono ora sfruttate le caratte¬
ristiche avanzate del chip MGA
presente sia sulla Mystique che
sulla Millennium per velocizzare,
grazie anche alla tecnologia
Direct Draw, il calcolo di nume¬
rosi effetti di transizione. Altra
importante caratteristica è quel¬
la del superamento del limite
fisico dei 2 gigabyte per i file
AVI. Ora, sfruttando le caratteri¬
stiche del playback da lista di
montaggio, è possibile realizzare
dei progeni senza alcuna limita¬
zione in termini di tempo.
L'unica limitazione è quella della
lunghezza di un singolo clip, che
non può superare i 2 Gbyte. Chi
è già in possesso di Rainbow
Runner Studio ha la possibilità di
registrarsi in linea e di ottenere
l'aggiornamento gratuito del
software che verrà inviato diret¬
tamente dal Canada. L'indirizzo
per la registrazione é:
|http://wwwmatrox com/mgavl
eb/techsupp/regjtal.htm
La confezione di Rainbow
Runner per la Mystique con in
dotazione il software Media
Studio 5.0 VE sarà disponibile
da marzo '98, mentre Rainbow
Runner per Millennuim II avrà
già al suo interno la versione 5.0
del software Ulead La versione
in dotazione è una versione
'lite", indicata come Video
Edition (VE), cho contiene tutto
il necessario per un utilizzo ama¬
toriale del prodotto. E’ possibile
comunque l'aggiornamento alla
versione Pro contattando la
Noax di Roma, distributrice del
software di Ulead o seguendo le
indicazioni presenti sul CD-ROM
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Nuovi controller fast-Ethernet da AMD
1997 da record per Edisoftware
PCnetFAST+, Il nuovo membro AMD della nota
famiglia di controller Ethernet PCnet altamente
integrato, è dotato delle capacità di network e di
power management più critiche ai fini della riduzio¬
ne del costo totale di ownership (TCO) delle solu¬
zioni di elaborazione aziendali e desktop.
Il controller PCnetFAST+ riu¬
nisce in sé innovazione e alte
prestazioni, assicurando una
soluzione totale ed economi¬
camente efficace che garanti¬
sce gestibilità attiva della rete
e funzionalità ottimali
La soluzione PCnetFAST+
semplifica la gestione di rete
e ne incrementa l'efficienza
grazie a una sene di tool
avanzati per l'accensione
remota e per l'esecuzione di
programmi in rete.
AMD è stata una delle prime
società a percorrere la strada
delle tecnologie di power
management grazie al suo
Magic Packet, affermatosi
successivamente come uno
standard di fatto e utilizzato
come base per le principali
specifiche oggi utilizzate a
livello industriale
'Con l'affermazione delle LAN
come elemento base dell'ela¬
borazione aziendale, le pre¬
stazioni e la gestibilità delle
reti stanno assumendo
un'importanza determinante"
ha dichiarato Laila Razouk.
vice presidente della divisio¬
ne prodotti di rete AMD. 'Il
TCO di un singolo PC con¬
nesso in rete può per esem¬
pio arrivare a toccare in un
periodo di cinque anni i
60.000 dollari".
Grazie alla disponibilità on-
chip di buffer di memoria di
grosse dimensioni e di avan¬
zate funzionalità di rete, il
controller PCnetFAST+ ga¬
rantisce la flessibilità neces¬
saria per potere essere imple¬
mentato in applicazioni
Ethernet embedded e di
internetworking.
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Edisoftware è la società produt¬
trice di Onda, il software gestio¬
nale in ambiente Windows, ed
annuncia i risultati finanziari del
1997. largamente positivi ha
infatti chiuso il 1997 con un fat¬
turato di circa un miliardo di lire
ed una crescita, rispetto al
1996. che supera il 90%
Il prossimo futuro vede la so¬
cietà genovese impegnata su
due fronti l’aggiornamento tec¬
nologico di Onda con la versio¬
ne a 32 bit e la nascita di un pro¬
dotto rivolto ad una fascia di
mercato più 'importante'
Oceano Client/Server, che, sia
per gli strumenti con cui è stato
sviluppato (Access, SQL Server,
DB2, Oracle) sia per i contenuti
gestionali, nasce con una chiara
identità rivolta alle medie-grandi
aziende. La crescita della
software house genovese ha
registrato un notevole incre¬
mento anche sul fronte delle
installazioni di Onda, che hanno
raggiunto quota 800, con un
raddoppio del numero di nuovi
utenti rispetto a quelli attivati
nello scorso anno.
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Ascend Communications K56flex: l’alta velocità installata in milioni di unità
Ascend Communications annuncia di aver raggiunto una nuova e importante tappa nella diffusione del K56flex instal¬
lato in tutto il mondo con un milione e mezzo di porte K56flex, coprendo più di 4.000 POP (punti di accesso) facenti
capo a 500 provider Internet che servono oltre 3.600 città e più di 20 milioni di abbonati.
Secondo la guida ai provider Internet pubblicata da BoardWatch
Magazine (edizione autunno 1997). anche sulla scena internazionale.
K56flex si trova in una fase di larga diffusione entro la fine dell'anno.
K56flex sarà in grado di supportare la maggior pane della domanda
mondiale da pane degli utenti finali che desiderano un accesso ana¬
logico ad alta velocità a Internet e alle reti aziendali.
"K56flex con Ascend ha guadagnato un incredibile vantaggio sulle
altre tecnologie, divenendo la soluzione a 56 Kbps più scelta in asso¬
luto, con un numero di sostenitori in continua crescita', ha dichiarato
Marco Grillo, Territory Manager Ascend Italia 'Nelle ultime settima¬
ne sia GTE/BBN (che fornisce servizi anche ad America On Line) che
WNet, i maggiori provider di dorsali Internet, hanno iniziato a utilizza¬
re apparecchiature Ascend per rendere disponibili sulle proprie reti il
servizio K56flex Anche i principali provider commerciali che si avval¬
gono delle dorsali di queste due società, come Microsoft Network,
America On Line, GTE Interface, Epoch Internet ed Earthlmk hanno
annunciato di supportare K56flex Inoltre, negli ultimi mesi, numerosi
produttori di modem hanno rilevato una forte crescita delle vendite
di modem K56flex che consentiranno all'utente finale di collegarsi a
reti di questo tipo'.
Con l'annuncio del supporto da parte di GTE e UUNet, la tecnologia
K56flex ha raggiunto una tappa significativa della propria diffusione
nel Nord America
Ascend, Rockwell e gli altri produttori che supportano K56flex
sostengono che anche il lavoro di finalizzazione dello standard ITU
56K sarà tale da richiedere solo un upgrade software rispetto allo
standard attuale Combinando la vasta proliferazione di K56flex con
la facilità di aggiornamento del software agli standard ITU previsti, è
possibile ottenere una soluzione che consente agli abbonati Internet
di navigare il Web ad alta velocità.
Da sola, Ascend ha fornito fino a oggi alla propria clientela di provider
1.7 milioni di tali porte di queste, un milione e mezzo sono già ope¬
rative. mentre le restanti sono in fase di attivazione e di verifica
Nella loro globalità, i prodotti K56flex ammontano a più del doppio
rispetto ai prodotti realizzati con la tecnologia concorrente piu vicina,
mentre entro la fine dell'anno il rapporto tra porte attive K56flex e
porte concorrenti sarà quasi di uno a tre.
"Nel mese di maggio 1997, Epoch Internet, uno dei membri fonda¬
tori dell'Open 56K Forum, è divenuto il primo provider Internet statu¬
nitense ad offrire ai propri clienti un accesso completo a 56 Kbps
sulla propria dorsale nazionale', ha rilevato Brad Hall, Director of
Network Engineering di Epoch Internet 'Abbiamo deciso di affian¬
carci ad Ascend fin da subito in modo da poter proporre ai nostri
abbonati un accesso analogico a Internet ad alta velocità, convinti
che la tecnologia K56flex diventerà uno standard di fatto in questo
settore'.
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La videoconferenza e il colla¬
borative computing su desk¬
top sono semplici con
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con sistema operativo
Windows NT 4,0, ed è confor¬
me allo standard H 320
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ni a schermo pieno e l'audio
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immagini arrivano in formato
PCIF, ed è possibile memoriz¬
zare delle istantanee. Il kit
comprende tutto il necessario
per poter effettuare una
videoconferenza: telecamera
a colori, cuffie con microfono
e altoparlanti. L'hardware
include la scheda video e la
scheda audio, e il software
permette di attivare tutte le
funzioni di produzione e
gestione dei documenti,
Live200 inoltre ha l'interfaccia
ISDN, che permette un colle¬
gamento ad Internet con velo¬
cità fino a 128 Kbps. Live200
supporta lo standard T 120
che gli permette di condivide¬
re i dati con altri sistemi che
supportano lo stesso formato,
come ad esempio Uvei 00 e
Live200 1.5 per Windows 95.
Sono inoltre stati aggiornati
altri sistemi PictureTel. Le
nuove versioni 1.3 di Swiftsite
e Venue2000 hanno delle
caratteristiche comuni. Sono
compatibili con lo standard
T, 120 per la videoconferenza
multipoint e la trasmissione
dati in tempo reale ad una
velocità che può raggiungere i
38.4 Kb/s, e
con alloca¬
zione auto¬
matica della
banda
Entrambi i
programmi
inoltre sono
compatibili
con lo stan¬
dard H.243
per la confi-
gurazione
manuale
della tele¬
conferenza,
Con la compatibilità con lo
standard H.281 è possibile
controllare a distanza la tele¬
camera.
Swiftsite 1.3 ha una procedu¬
ra di installazione semplificata
e permette di memorizzare
fino a 5 configurazioni di rete
diverse, utile nel caso in cui si
attivino frequentemente colle¬
gamenti con posti diversi. E'
inclusa una funzione di dia¬
gnostica e di risoluzione dei
problemi a distanza. Con
LiveDTK è possibile integrare
funzioni di videoconferenza in
applicazioni personalizzate e
in applicazioni verticali.
Venue2000 1.3 ha il supporto
di LimeLight, una telecamera
che si orienta automatica-
mente verso la fonte del
suono, inquadrando automati¬
camente quindi la persona
che parla E' inclusa una sche¬
da di rete Dialed TI (PRI) per i
collegamenti audio e video ad
alta qualità.
Imo» «w ...lUU# Iti S-illSi.. ik» W.ii.
Ma l'azienda di Andover, in
Massachusetts, non si ferma
ai soli prodotti. Onde promuo¬
vere la cultura della videoco¬
municazione su Internet,
PictureTel ha organizzato un
learning institute, una struttu¬
ra in grado di trasmettere le
conoscenze e le competenze
adeguate. Il Learning Institute
si rivolge non solo a venditori
e istruttori ma anche ai clienti
stessi, e organizza corsi sulle
nuove tecnologie e sulla loro
adozione in specifici settori
Vengono fornite inoltre consu¬
lenze sull'attrezzatura neces¬
saria per allestire sale di
videoconferenza o sull'orga¬
nizzazione di strutture adatte
ad accogliere strutture per
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IBM SnapShot, Te-business in ambiente S390
IBM lancia la nuova applicazione SnapShot, che
fornisce un supporto per i dati Vsam in ambien¬
te S390. Con SnapShot è possibile eseguire il
backup dei dati archiviati con applicazioni DB2
e ISM mentre questi sono in uso. In questo
modo durante la creazione della copia i dati
restano comunque accessibili. Questa soluzio¬
ne è orientata, in modo particolare, a quelle
aziende che si occupano di commercio elettro¬
nico o i cui programmi devono elaborare un'e¬
norme quantità di dati Con SnapShot i dati
restano comunque disponibili durante l'esecu¬
zione del backup e, quindi, accessibili in ogni
momento, sia che si tratti di commercio elet¬
tronico che di una banca dati oggetto di fre¬
quenti consultazioni.
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Mediartech atto secondo
Si svolgerà alla fine di que¬
sto mese la nuova edizione
della manifestazione che
esplorerà le nuove frontiere
tecnologiche
Arte e tecnologie multimediali
s'incontrano nella manifesta¬
zione Mediartech, che si terra
dal 23 al 28 marzo a Firenze
presso la Fortezza da Basso
Questa manifestazione, alla
sua seconda edizione, è patro¬
cinata dalla Regione Toscana,
in collaborazione con la Co¬
munità Europea, la Mediateca
regionale toscana, il Teatro
Comunale di Firenze e l'asso¬
ciazione di ricerca musicale
Tempo Reale
Parteciperanno a Mediartech
personaggi di spicco dell'arte
contemporanea invitati dagli
organizzatori. Il regista Gillo
Pontercorvo è il presidente del
comitato scientifico-culturale,
l'artista Franz Fishnaller è il
curatore della sezione interna¬
zionale.
Tra gli interventi è da segnalare
il workshop di Derrick De
Kerchove, direttore del
McLuhan Institute di Toronto,
sull'intelligenza connettiva e
collettiva.
Mediartech sarà incentrata
principalmente sul cyberteatro.
sulla cyberopera. sul cyberci-
nema e sulla cybermusica, e
non mancheranno effetti spe¬
ciali ad alta tecnologia Sono
previsti seminari, conferenze e
spazi dedicati alla robotica, al
laser, al software ai giochi.
Di particolare importanza la
sezione dedicata alla multime¬
dialità nelle scuole, che rappre¬
senta la nuova frontiera dell'e¬
ducazione alle soglie del terzo
millennio.
Spessore internazionale è con¬
ferito alla manifestazione da
due iniziative, il Memorandum
of Understandmg voluto
dall'Unione Europea per l'ac¬
cesso tecnologico ai Beni
Culturali, ed Èva, il ciclo di con¬
ferenze sull'Electromc Imaging
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ra oggi un mistero per molte
persone" ha affermato Alex
Haddox, Product Manager
del Centro di Ricerca
Antivirus di Symantec
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pencolo rappresentato dai
virus è uno dei principali
obiettivi del SARC".
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goli virus, l'enciclopedia for¬
nisce anche una panoramica
generale sui virus esistenti,
sui virus specifici della piat¬
taforma Macintosh e sui
virus benigni L’enciclopedia
fornisce anche un contatto
diretto con il SARC. permet¬
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Norton AntiVirus 4 0 di scari¬
care gratuitamente le loro
definizioni antivirus
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Esselte lancia ANIR, il mouse antistress
Connessioni più veloci da AT&T e Unisource
Poiché è difficile torcere la mano per combattere gli RSI
(danni da sforzo ripetuto), Esselte ha pensato di torcere
il mouse.
&
Secondo ricerche svol¬
te recentemente negli
USA, i danni causati
dall'uso del mouse
costano alle aziende
nientemeno che 7
miliardi di dollari.
L'utilizzo del mouse
per sole 6 ore alla set¬
timana può avere ef¬
fetti negativi sul fisico.
In Europa questo nu¬
mero di ore è supera¬
to dal 15% delle per¬
sone. Grazie al suo
design innovativo,
ANIR. il mouse ergonomico, riduce del 50% lo sforzo da carico su
muscoli e legamenti dell'avambraccio rispetto al tradizionale mouse
che costringe ad appoggiare la mano sulla sua sommità Grazie al
suo design verticale, tipo pystick, l'operatore assume una postura
della mano più naturale appoggiando quest'ultima sulla base del
mouse e l'avambraccio sul tavolo Utilizzando il dito più forte (il polli¬
ce) l'operatore sarà in grado di eseguire le operazioni di click destro
e sinistro. Tutto questo riduce il rischio di danni RSI. aggiungendo
non solo comodità ma anche un controllo più rapido e preciso del
cursore sullo schermo II mouse e compatibile Microsoft, omologa¬
to CE e FCC ed è fornito con una garanzia di due anni.
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E' stato implementato un secondo collegamento ad alta
velocità basato su tecnologia Internet Protocol (IP) tra
l'Europa e gli Stati Uniti, secondo quanto comunicato da
AT&T-Unisource Communications Services.
Il progressivo aumento della capacità è il risultato del forte impegno
della joint venture AT&T- Unisource per rispondere adeguatamente
alla domanda da parte delle aziende europee di servizi Internet di
alta qualità La velocità di trasmissione di questo collegamento, che
è attualmente di 68 Mbps, sarà portata prossimamente a 90 Mbps
e a 155 Mbps nel corso dell'anno
"Siamo convinti che il mercato Internet professionale europeo sia
pronto per un autentico boom - ha dichiarato Erik Neraal, Internet
Portfolio Manager di AT&T-Umsource Communications Services -
Le aziende richiedono servizi Internet che supportino volumi anche
molto elevati di traffico senza creare problemi di congestione
Questo significa offrire collegamenti di elevata qualità verso gli Stati
Uniti, le migliori interconnessioni alle altre dorsali Internet e collega-
menti ad alta velocità all'interno dei paesi europei Elementi di cui le
imprese europee sentivano la mancanza e che noi ora siamo in
grado di fornire". La dorsale Internet di AT&T-Umsource
Communications Services è stata progettata proprio per fornire ser¬
vizi professionali alle società multinazionali che richiedono per le
loro applicazioni ambienti di comunicazione che non presentino pro¬
blemi di congestione del traffico. L'offerta di AT&T-Umsource per¬
mette ai clienti di realizzare connessioni Internet affidabili e con
livelli prestabiliti di servizio collegandosi al suo backbone attraverso
oltre 200 Punti di Presenza (POP) ad alta velocità in 17 paesi euro¬
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SIC AD rappresenta una famiglia di prodotti diversi, disegnati per piattaforme aperte
La Italdata presenta SICAD, The International Information Systems edizione 1998
Nei giorni 3, 4 e 5 febbraio la Italdata, società tra la Siemens Nixdorf Informatica, la Telecom Italia
e la Siemens Nixdorf Informationsysteme AG, ha presentato, nell'ambito delllnternational SICAD Meeting,
quest'anno svoltosi in Italia a Sorrento, le sue nuove soluzioni nel campo del GIS
(Geo Information Systems - sistemi geografici informativi).
di Raffaello De Masi
In un incontro riservato al
giornalismo specializzato,
il dr. Ulrich Neunfinger,
vicepresidente della Sie¬
mens Nixdorf . e il dr.
Gianfranco Papa, dirigen¬
te dell'area marketing
prodotti e soluzioni SW
della Italdata, hanno pre¬
sentato la nuova versione
del SICAD, il sistema
informativo ben noto e
presente sul mercato da
diversi anni (prima edizio¬
ne 1979) SICAD, più che
un GIS, è un vero am¬
biente d'utilizzo e di svi¬
luppo onentato alla gestione di
dati geografici, visto che si
compone di moduli diversi,
orientati a funzioni applicative
che, in un’area cosi vasta, affe-
riscono a professionalità e com¬
petenze diverse.
L'applicazione principale e.
appunto. SICAD. che si basa su
tre ambienti principali, gestione
del territorio, pianificazione cit¬
tadina e utility; l’applicazione si
integra perfettamente con altri
ambienti (SAP, SCDATA) e si
appoggia a un database.
Geodata, che ha caratteristiche
di avanguardia Uno dei più
grandi problemi dei sistemi
informativi geografici è rappre¬
sentato dalla inconsistenza
delle informazioni inserite nei
suoi database, che porta quasi
sempre a informazioni finali
incomplete o erronee. Geodata
management, l'ambiente di
gestione dei dati, perfettamen¬
te integrato nell’applicazione
GIS, dispone di una serie di
caratteristiche, sovente originali
nel campo dei GIS, cosi riassu¬
mibili:
- gestione dei dati in formato
non proprietario
- inserimento continuo di
oggetti nel database principale
- accesso diretto, continuo e in
forma di differenti libertà ai dati,
agli oggetti e alle aree
- gestione e riconoscimento dei
-'
... « i h-- garantisce sicurezza di
investimenti e possibilità
2 di scambio rapido e facile
di dati. La vera novità è
che SICAD/Open è oggi
disponibile sotto Win¬
dows NT; ovviamente le
basi dati sono compieta-
mente trasparenti a tutte
le implementazioni, e inol¬
tre sono accessibili ad altri
riferimenti ambigui e dei
dati non grafici
- sicurezza avanzata e
integrità assoluta dei
dati
- gestione di dati in
forma distribuita
- update in forma perso¬
nalizzata
- query in forma di SQL
e GOL
Sotto il nome SICAD
vanno inoltre annoverati una
serie di ambienti accessori
diversi; per essere più precisi,
SICAD rappresenta una fami¬
glia di prodotti, diversi, disegna¬
ti per piattaforme aperte così
suddivisi
- SICAD/Open, pacchetto sotto
UNIX con tutti i vantaggi di una
architettura aperta basata su
uno standard intemazionale
- SICAD Spatial Desktop , un
GIS in ambiente Windows NT
- SICAD/GDB-X. un database
geografico sulla base degli
standard DBMS
SICAD/open è il risultato di lun¬
ghi anni di esperienza pratica
nel settore di applicazioni del
GIS; è uno dei pochi sistemi
presenti sul mercato capace di
supportare la gestione di dati
su base distribuita, e il maneg¬
gio di processi distribuiti su un
singolo network.
SICAD/open e disponibile per
workstation Silicon Graphics,
HP. IBM e SUN, e questo
sistemi IT, come SAP Release
3.
SICAD Spatial Desktop è il GIS
desktop per l'analisi, la rappre¬
sentazione e il processing di
dati spaziali. Capace di maneg¬
giare informazioni integrate in
un ampio range di formati,
disponibile a gestire dati a fron¬
te di un database comune con
altri ambienti in forma Client/
server, gira sotto Windows per
una perfetta integrazione in
realtà d’ufficio già esistenti
(sistemi comunali, studi di pro¬
gettazione).
Geodata management with
GDB-X è il nocciolo duro del
sistema; sistema di gestione di
dati (geografici e non) protetti
da errori in maniera superiore,
ha nel GDB-X una delle sue
carte vincenti, essendo questa
architettura aperta alle consul¬
tazioni più diverse, comprese
tramite intranet e Internet.
Tutte queste soluzioni, integra¬
te tra di loro, consentono di
disporre di un mezzo flessibile
e di straordinaria potenza.
SICAD ha il pregio di essere
tanto elastico da servire piccole
utenze (es. uno studio di pro¬
gettazione) senza essere
pesante nella gestione, e gran¬
di utenze per la gestione di reti
tecnologiche di ampio respiro.
Gestire un'area urbana (es. reti
elettriche, gas, acqua, reti
telefoniche, acque reflue),
un comune (catasto urba¬
no, piano regolatore, edili¬
zia, aree differenziate e di
sviluppo, utenze), un pro¬
li getto che coinvolga il terri¬
torio (distribuzione di risor¬
se, analisi delle vie di
comunicazione, gestione di
afflussi periodici straordina¬
ri, come ad esempio nelle
aree a maggior flusso turi¬
stico) diviene facile e rapi¬
do. e, soprattutto , grazie al
- modulo SSD/WEB, disponi¬
bile attraverso un browser
standard, anche su reti
Intra net/l n ter ne t/Extranet.
Siemens fornisce anche moduli
specializzati, come SICAD-
TelCom-Line, tool per il dise¬
gno, la progettazione, la costru¬
zione e la documentazione di
piante di linee di telecomunica¬
zioni esterne, o SINCAL, per l’a¬
nalisi e la pianificazione di reti di
fornitura di acqua, gas. elettri¬
cità, Particolarmente attiva nel¬
l'estremo oriente (Corea, Cina),
con forniture di grande respiro
e perfettamente collaudate, la
sezione GIS di Siemens Nixdorf
si è basata, nel suo sviluppo, di
forze italiane, in particolare della
collaborazione dell'Università di
Salerno e dell'ampio staff tecni¬
co (oltre 120 unità lavoro)
dell'ltaldata.
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ASE-The Aladdin Smartcard Environment: smartcard per ogni esigenza
Le smartcard sono la carta d'identità del futuro: tutti le abbiamo viste, sono
quelle tesserine plastificate, tipo carta di credito, che contengono al loro inter¬
no un minuscolo chip dotato di memoria, di processore o di entrambi che for¬
niscono oggi la più avanzata soluzione per proteggere l'integrità del processo
di scambi di informazioni.
Banche e sanità richiedono
ad esempio il massimo livello
di sicurezza per assicurare
segretezza e autenticità. Per
tali applicazioni si usano
smartcard a processore per la
loro grande sicurezza, la rapi¬
dità delle operazioni e l'ampia
memoria disponibile. Queste
caratteristiche fanno tali
smartcard più costose di
quelle a memoria, che vengo¬
no prevalentemente usate
dalla grande distribuzione per
le fidelity card o come carte
telefoniche.
Grazie al microprocessore
incorporato o al suo chip di
memoria, le smartcard offro¬
no un sistema sicuro ed effi¬
ciente per la trasmissione di
dati, tuttavia la mancanza di
standard nello hw e nei suoi
componenti sw impediva alle
piccole/medie organizzazioni
di utilizzare convenientemen¬
te questa nuova tecnologia.
E' anche in base a queste
considerazioni che la Aladdin
Knowledge System Ltd.. che
fornisce da oltre un decennio
le universalmente note chiavi
HASP per la protezione di
programmi applicativi nonché
sistemi per la sicurezza delle
trasmissioni, ha recentemen¬
te introdotto nel mercato ASE
- The Aladdin Smartcard Envi-
ronment.
ASE offre un ambiente inte¬
grato, modulare, aperto, per
sviluppare applicazioni basate
sulle smartcard. I tre compo¬
nenti base di ASE sono
l’ASEDrive, una versatile
unità di lettura/scrittura di
smartcard; ASESoft, libreria
di utility e interfaccie sw di
alto livello; e ASECard,
un'ampia gamma di smart¬
card a processore e memoria
per soddisfare le varie neces¬
sità. ASE risponde compieta-
mente alle esigenze dei pro¬
grammatori. fornendo loro
quanto serve per sviluppare
applicazioni smartcard.
ASE è completamente alli¬
neato agli standard PC/SC,
definiti da Microsoft con altre
società, ed è riconosciuto da
Microsoft come compatibile
al proprio sw di sviluppo per
smartcard.
ASEDrive è un'unità molto
versatile. Supportando con¬
temporaneamente smartcard
a processore e memoria,
secondo gli standard ISO
7816 e 12CO, ASEDrive rap¬
presenta un'unica soluzione
per ogni tipo di smartcard
ASEDrive presenta una avan¬
zata architettura ad alta sicu¬
rezza. nonché ampie possibi¬
lità di personalizzazione; può
essere applicato internamen¬
te od esternamente al PC;
connesso sia alla porta seriale
che parallela; alimentato a
batterie, con alimentatore
esterno o direttamente dal
PC. dotato di timer e di
secondo lettore di smartcard
o SIN4
Il grande vantaggio delle
ASECard è che lo sviluppato¬
re può comprare piccole
quantità di smartcard a prezzi
ragionevoli, mentre prima le
smartcard erano principal¬
mente disponibili ad organiz¬
zazioni in grado di acquistarle
in grandi quantità.
Il secondo componente del
sistema ASE è l'ASESoft che
rende possibile l'uso di diffe¬
renti tipi di smartcard nella
stessa applicazione, sia usan¬
do le sue API (Application
Programming Interface) d'alto
livello, o usando un set di
comandi
Con ASESoft è possibile svi¬
luppare applicazioni sotto
DOS, Windows, Windows
95, Windows NT, Unix; sono
supportati i principali linguag¬
gi di programmazione, tra i
quali; C/C++, Assembler,
Pascal, Clipper e Visual Basic,
e sono in corso di sviluppo
interfacce per piattaforme e
compilatori addizionali come;
Macintosh, Power Macintosh
e OS/2.
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Java, verrà offerta congiunta-
mente ai prodotti Oracle e NCI,
rispettivamente in Oracle
InterOffice e NC Desktop.
I clienti Oracle potranno combina¬
re la potenza, la scalabilità e la
flessibilità di Oracle InterOffice
con la facilità d'uso delle applica¬
zioni.
Gli utenti Oracle InterOffice
potranno trarre vantaggio dagli
standard aperti Internet supportati
da eSuite, come POP3, LDAP e
IMAP4, per collegarsi ai server
Oracle InterOffice e archiviare le
informazioni nei database
OracleO sicuri e scalabili
A partire dal primo trimestre
1998, i clienti NCI potranno offrire
Lotus eSuite agli utenti che desi¬
derano beneficiare di sistemi di
interfaccia utente facili e semplifi¬
cati, oltre che estremamente eco¬
nomici nell'ottica dei thm-client.
Lotus eSuite è la nuova gamma di
applet per l'elaborazione dei testi,
per i calcoli su foglio elettronico,
per le presentazioni, i grafici, la
posta elettronica, la navigazione
su Web. l'organizzazione della
giornata di lavoro e la gestione dei
file e delle directory
'Offrendo Lotus eSuite come
opzione insieme ad Oracle
InterOffice, Oracle arricchisce la
gamma di prodotti offerti ai propri
clienti,' ha affermato Joseph
Duncan, Senior Vice President di
Oracle Consumer and Collabo-
ration Software Division. 'Il mer¬
cato dei piccoli applet basati sugli
standard è in rapida crescita, con
eSuite gli utenti possono avere a
disposizione delle valide alternati¬
ve agli ingombranti prodotti office
tradizionali'
NC Desktop è l'interfaccia softwa¬
re di facile utilizzo che consente di
svolgere attività in rete. Archiviata
su un server e scaricabile attraver¬
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Desktop, 100% Java compatibile,
fornisce agli utenti un desktop
personalizzato che contiene tutte
le applicazioni e le funzionalità
necessarie per essere subito pro¬
duttivi.
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offerte ai clienti Oracle InterOffice
a partire dal primo trimestre del
1998. NCI prevede di offrire
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L'azienda israeliana continua con Rockwell lo sviluppo di chip
innovativi e stringe con Siemens accordi di fornitura
Orckit ha siglato due accordi
per sviluppare e diffondere
semiconduttori in grado di
fornire maggiori velocità di
trasmissione sulle linee in
rame esistenti II primo
accordo è con Rockwell
Semiconductor nell'ambito
dello sviluppo di semicon¬
duttori per modem avanzati
in tecnologia HDSL2, la
nuova versione dell'High-bit-
rate Digital Subscriber Line.
Rispetto ai semiconduttori
HDSL, la nuova tecnologia
HDSL2 consente la trasmis¬
sione simmetrica su linee
TI (1,544 Mbps su standard
USA) ed E1 (2 Mbps in
Europa) su una singola cop¬
pia di cavi telefonici. La col¬
laborazione tra Orckit e
Rockwell nasce dall'espe¬
rienza della prima nella pro¬
gettazione di sistemi DSL e
dall'esperienza della secon¬
da nella produzione del sili¬
cio.
Con la tecnologia HDSL2
sarà possibile raddoppiare la
banda di linee esistenti, in
quanto i Service provider
che operano con linee TI ed
E1 potranno usare una cop¬
pia di cavi, laddove usano
due coppie di cavi con la
tecnologia
HDSL
Questo consentirà di rad¬
doppiare il traffico di dati e
di aumentare l'offerta di ser¬
vizi di telecomunicazioni e di
Internet in quelle zone dove
sono presenti limitate cop¬
pie in rame.
La seconda novità riguarda
la cooperazione tra la Orckit
e Siemens (divisione Public
Communications Network).
Grazie alla tecnologia VDSL
(Very-high-bit Digital Sub¬
scriber Line), si potrà
aumentare la velocità di tra¬
smissione delle linee telefo¬
niche in rame esistenti fino
a 52 Mbit al secondo: per
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d'un flusso analogo a quello
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Computer e idee per l'innovazione ”
Arrivano i nuovi scanner Microtek
Microtek ha lanciato dallo scorso gennaio una intera
gamma di nuovi scanner, che introducono la tecno¬
logia del colore a 30 Bit nella serie Phantom e evol¬
vono la nota serie Scanmaker con la capacità di pro¬
durre zero riflessi durante la lettura: in ogni modello è inclusa una nuova ver¬
sione dei software di controllo.
Grande novità è rappresenta¬
ta dai modelli a grande forma¬
to. che arriva fino all'A3.
ScanMaker 330 e Phantom
330 sono i prodotti ideali per
le applicazioni medio-piccole,
con una risoluzione di
300X600 dpi, interpolatali a
4800, entrambi con la lettura
del colore a 30 bit.
L'interfaccia è la SCSI per
ScanMaker e porta parallela
per il Phantom.
ScanMaker 630 usa invece
una risoluzione di 600x1200
dpi, interpolabili a 9600 grazie
al software Microtek; la tec¬
nologia di lettura del colore è
sempre 30 bit. Viene utilizza¬
ta un'interfaccia SCSI, l’area
di scansione è di 215.9x297
mm, per circa 5 kg di peso.
ScanMaker 6400 XL e
ScanMaker 9600 XL sono i
prodotti professionali studiati
per applicazioni grafiche di
alto livello, le risoluzioni sono
rispettivamente di 400X800
dpi e 600X1200, ambedue
interpolabili fino a 6400 e
9600 dpi Sono indicati per la
scansione di cartelle cliniche
e di lastre a raggi X.
Entrambi i modelli sono in
grado di eseguire acquisizio¬
ne da originali in formato A3,
con tecnologia di lettura del
colore a 36 bit.
L'area di scansione ed il peso
sono uguali per entrambi i
modelli: 304x430 mm per 12
kg di peso, l'interfaccia è
SCSI
Prezzi si parte dalle 269.000
lire IVA inclusa per il modello
Microtek Phantom 330.
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Anixter Distribution e Evolution ‘98: le ultime novità per il cablaggio ed il networking
Anixter Distribution annuncia Evolution '98, una mostra-evento per aggiornar¬
si sugli ultimi sviluppi tecnologici nel settore delle tecnologie di cabU.g Jo e di
networking e sulle novità di Anixter Distribution.
Evolution 98 si terrà il 21 e 22 aprile 1998
presso gli Studi di registrazione televisiva ICET
di Cologno Monzese, nel cuore della zona di
produzione televisiva e cinematografica e vici¬
no alle più importanti vie di comunicazione
Evolution '98 è un road-show organizzato da
Anixter Distribution Europa, con la collaborazio¬
ne dei suoi principali produttori di networking e
cablaggio, che toccherà le principali città euro¬
pee Milano, Madrid. Francoforte. Parigi.
Londra e Copenhagen.
Nell'area espositiva verrà dato ampio spazio ai
principali vendor di Anixter Distribution del
cablaggio strutturato e del networking, tra cui
Lucent Technologies, Cisco Systems, Bay
Networks, 3Com. AMP, DEC, Fluke. IBM.
Ortromcs. Panduit. Siecor, Vero Electronics.
Nella seconda parte, dedicata alle conferenze,
saranno trattate tematiche di grandissima
attualità, quali ATM/Gigabit. Layer 3 Switching,
oltre alle novità nel campo del routmg. mentre
per il cablaggio strutturato si discuterà di
cablaggio ad alte prestazioni, di soluzioni shiel-
ded/unshielded e di fibra ottica
A proposito di questo importante evento. Primo
Bonacina. Direttore Marketing di Anixter
Distribution Sud Europa, ha dichiarato: 'Evolu-
tion '98 rappresenta per Anixter Distribution e i
suoi partner un punto di svolta e un'occasione
unica d'incontro e di confronto con lo scopo di
fornire focus preciso a rivenditori e utenti finali
su tematiche di grande attualità alle soglie del
terzo millennio.
Tutto ciò sarò sponsorizzato da Anixter Distri¬
bution. protagonista assoluto in Europa nella
distribuzione a valore aggiunto'
Anixter Distribution realizzerà inoltre uno spe¬
ciale sito Web appositamente per l'evento.
DOVE & CHI-
Fro anixter ||
MEDEA lancia una competizione scientifica
L'associazione senza fini di lucro
MEDEA (MEDical and Engine¬
ering Applications) intende pro¬
muovere attività nel settore della
Ricerca Scientifica tramite l'orga¬
nizzazione di una competizione
scientifica tesa a promuovere e
raccogliere iniziative di studenti e
ricercatori su problematiche di
interesse sociale che scaturiscono
S ii stessi destinatari dei risultati
a ricerca. Attraverso questa
competizione scientifica MEDEA
intende inoltre costituire un'im¬
portante occasione di far incontra¬
re e dialogare fruttuosamente la
realtà della ricerca scientifica con
quella del lavoro, costituendo
importanti collegamenti ed occa¬
sioni di collaborazione, trasferi¬
mento di competenze e nuove
opportunità lavorative. Il tema del
1998 è 'Stringi la mano al compu¬
ter' e l'obiettivo della competizio¬
ne è quello di offrire a ricercatori,
studenti e appassionati lopportu-
mtà di cimentarsi su argomenti di
ricerca che mettano in luce le loro
qualità di analisi di problema, defi¬
nizione e realizzazione di soluzioni
L'iscrizione sarà completamente
gratuita, e alcuni seminari verran¬
no organizzati al fine di illustrare le
caratteristiche e le modalità di par¬
tecipazione Durante tali seminari
verrà distribuito del materiale
informativo sulle tematiche scelte
e sulle specifiche della competi¬
zione. Per quanto riguarda l'ambi¬
to dell'interazione dell'utente con
rappresentazioni grafiche al com¬
puter di ambiti di lavoro è stato
individuato il seguente argomen¬
to: realizzazione di un sistema
computerizzato in grado di far
compiere all'operatore delle azioni
ben precise, queste azioni saran¬
no effettuate da una mano virtua¬
le che il partecipante alla competi¬
zione dovrà essere in grado di
controllare e rappresentare trami¬
te il computer. Più che il movi¬
mento sarà importante che il
sistema controllato dall'operatore
sia in grado di compiere alcune
azioni come seguire una generica
traiettoria, fare centro in un cane¬
stro posto in una posizione qual¬
siasi dello spazio virtuale, afferrare
un oggetto virtuale e manipolarlo
senza farlo cadere, ecc. Tali pro¬
blematiche coinvolgono vari ambi¬
ti: modellazione, computer grafi¬
ca. collision detection, biomecca¬
nica, tecniche di programmazione,
conoscenza dell hardware, ecc.,
ed hanno varie possibili applicazio¬
ni pratiche sistemi di addestra¬
mento. sistemi di riabilitazione,
sistemi di training per nuovi chirur¬
ghi ed altro ancora.
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300 Mhz.
Mettetevi ai
comandi di
RA: vi attendo¬
no evoluzioni
sul riio dei 300 Mhz che mai vi sareste
immaginati. RA è il notebook più veloce pre¬
sente sul mercato. Ed è anche il più dotato:
una vera stazione multimediale con le sue
possibilità di connessione e di modularità. Vi
Sentirete al centro del mondo, in ogni parte
del mondo. E con un pizzico di inconfessabi¬
le gioia per prestazioni oltre i limiti:
McPerson vi dà prima di tutto emozioni.
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tecnologia MMX lino a 300 Mhz
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ZIP, MO, Docking station
e port replicator
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infrarossi, porta midi/joystick,
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Si tratta di una soluzione integrata basata sul Web per la gestione della rete e che consente
inoltre di prevenirne i problemi
La suite effettua automaticamente il reporting del livello di servizio, individua e previene i problemi della rete
e riduce il tempo richiesto per la diagnosi e la risoluzione dei problemi delle prestazioni di rete. Annunciata
la disponibilità di HSSI Sniffer Network Analyzer. Acquisita, nel frattempo. Pretty Good Privacy
per soluzioni di sicurezza basate sulla tecnologia di crittografia.
di Francesco Fulvio Castellano
A soli 10 giorni dalla fusione,
Network Associates, nata
dalla fusione di McAfee
Associates e Network Gene¬
ral, ha presentato a Milano
un nuovo prodotto che pos¬
siamo definire "il collante" di
quello che c'era prima: si trat¬
ta di Intranet Management
Suite, la prima di una linea di
suite per la Total Network
Visibiiity (TNV). La suite
annunciata comprende un
set di applicazioni integrate
basate su Web per la gestio¬
ne della rete e per migliorar¬
la La suite integra ora capa¬
cità di reporting del livello di
servizio, gestione proattiva
della rete e "troubleshoo-
ting” (eliminaproblemi) reatti¬
vo. Attualmente è un prodot¬
to m beta test e sarà immes¬
so nel mercato italiano entro
il primo trimestre '98.
La suite effettua automatica-
mente il reporting del livello
di servizio, individua e previe¬
ne i problemi della rete e
riduce il tempo richiesto per
la diagnosi e la risoluzione dei
problemi delle prestazioni di
rete. L'architettura Total
Network Visibiiity di Network
Associates consente agli
utenti di risolvere i problemi
delle reti operando nel
seguente modo:
al automazione e integrazio¬
ne: l'alta integrazione del
reporting del livello di servi¬
zio. della gestione proattiva
della rete e della capacità di
troubleshooting reattivo, con
un'interfaccia Web, consente
di automatizzare e migliorare
l'identificazione e la risoluzio¬
ne dei problemi della rete;
b) capacità di correlazione e
analisi: Intranet Management
Suite riduce la quantità di dati
SNMP MIB l/ll e RMON a
una lista di dati gestibili, gra¬
zie alla correlazione dei dati e
alla capacità di analisi. I dipar¬
timenti IT possono stabilire
più facilmente la priorità degli
interventi necessari per pre¬
venire problemi e interruzio¬
ni;
c) localizzazione rapida dei
problemi.
"Quando inizia un'anomalia,
cioè quando non vengono
mantenuti gli stati di resa
della rete, ecco che intervie¬
ne il nostro nuovo software"
- ha dichiarato Alessandro
De Berti, già regional
Manager Southern Europe
Network General Europe e
Amministratore Delegato di
Network General Italia e in
attesa della nuova carica
dopo la fusione - "e il valore
aggiunto è il grado di integra¬
zione che oggi viene offer¬
to" Aggiunge: "Il mercato
italiano inizia a prendere
coscienza della necessità di
questi strumenti in quanto
più la rete diventa aperta e
importante e maggiormente
si richiede sicurezza... di con¬
tinuità".
I livelli del TNV prima della
fusione erano 4, e cioè
Network Instrumentation,
Proactive Analysis & Exce-
ption Reporting, Service
Level Management e Rea-
ctive Analysis and Reduced
MTTR: è stato quest'ultimo a
correlarli anche se tutti e tre
esistono ancora come pro¬
dotti singoli. Si tratta di pro¬
dotti per la gestione della
sicurezza. In parole semplici:
attenzione, qualcosa sta suc¬
cedendo nella rete, ma io,
TNV, la prevengo. Questo è il
modello "collante" che
mette insieme la "rete rotta"
e previene che ciò accada.
E' stato anche annunciato
HSSI Sniffer Network Ana¬
lyzer. l'unico tool "export"
per link HSSI (High-Speed
Serial Interface), che mette a
disposizione dei responsabili
di rete, degli esperti di tic,
degli ISP e dei tecnici dell'as¬
sistenza un tool per il monito-
raggio e il troubleshooting in
tempo reale e consente note¬
voli risparmi di tempo e risor¬
se: identifica automaticamen¬
te i problemi più comuni delle
reti HSSI, accelerandone la
risoluzione.
Network Associates ha
annunciato, infine, di aver
siglato un accordo definitivo
ed ha acquisito la società
Pretty Good Privacy (PGP).
Questa acquisizione amplia la
gamma di prodotti per la
sicurezza e (a gestione della
rete di Network Associates
con l'introduzione di avanzate
soluzioni di sicurezza basate
sulla tecnologia di crittogra¬
fia, a garanzia della protezio¬
ne degli "asset" aziendali e
della sicurezza delle comuni¬
cazioni elettroniche nel loro
complesso.
L’unione tra PGP e Network
Associates mette insieme
due forze all'avanguardia con¬
tro le minacce alla sicurezza
aziendale McAfee, il softwa¬
re antivirus di N.A., è attual¬
mente utilizzato da oltre 25
milioni di utenti e da oltre
l'80% delle società Fortune
500. Con oltre 4 milioni di
installazioni in 50 Paesi, PGP
è oggi lo standard di fatto per
la tecnologia di crittografia
per applicazioni Internet.
Network Associates, con
sede a Santa Clara, in
California, è fornitore al top di
soluzioni per la gestione e
sicurezza delle reti enterpri-
Alessandro De Berti, Amministrato¬
re Delegato di Network General Ita¬
lia
se. I prodotti di punta, in
quattro diverse suite softwa¬
re, sono: Total Virus Defen-
se, Total Network Security.
Total Network Visibiiity e
Total ServiceDesk, tutte
gestibili a livello centrale tra¬
mite NetTools.
Decima società di software al
mondo, opera con circa 820
persone dipendenti dopo la
fusione, e il consolidato tra le
due società, dopo nove mesi
di attività, è di 600 milioni di
dollari.
Dpvpeii chi-
Network General UK Ltd
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Tango c il monitor LCD progettalo
e costruito da McPerson in uno
stabilimento unico in Europa e in
Italia. Tango ha caratteristiche che
lo rendono un prodotto senza riva¬
li: il minimo ingombro, lo scher¬
mo fino a 15.1 pollici a matrice atti¬
va. la possibilità di essere appeso a
parete, l'assenza di radiazioni, l'o¬
riginale design. E da oggi è dispo¬
nibile in una gamma di colori per
togliere dal grigiore ogni ambien¬
te. McPerson ha dato inizio a una
sottile rivoluzione.
> Alto contrasto
> Ecologico
> No flickering
> No radiazioni
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Traxdata CD-R 8200 è l’ultima novità per i CD
Sono un masterizzatore 8x ed un duplicatore i nuovi oggetti che l'importatore
milanese affida ai suoi cinque canali di distribuzione
accordi commerciali per la
distribuzione attraverso le
catene di Micro e Micromax.
Con queste due nuove reti, i
canali di distribuzione dei pro¬
dotti Traxdata diventano cin¬
que, e saranno maggiormen¬
te presenti sul mercato i CD-
R Silver, i DVD-R e i DVD-
RW, nonché i masterizzatori
4x12x SCSI e i riscrivibili
4x2x6x SCSI.
DOVE & i
Traxdata Italia
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Traxdata presenta due nuovi
modelli di masterizzatori, il
CD-R 8200 e TraxCopier. Il
primo si rivolge al mercato
privato, e - come indica il
nome - raggiunge in scrittura
una velocità 8x su com¬
puter i
sore a
o superiore.
Questo tra¬
guardo rap¬
presenta il
doppio della
velocità otte¬
nibile con la
maggior parte
dei masterizzato-
ri attualmente di¬
sponibili sul mercato.
Nelle macchine con proces¬
sore inferiore raggiunge velo¬
cità di scrittura 2x o 4x. La
velocità di lettura è invece
20 x. Il masterizzato¬
re CD-R 8200 è
disponibile in versio¬
ne sia interna che
esterna, e sono
inclusi il controller
SCSI, il software, i
cavi di collega¬
mento, il ma¬
nuale ed un
pennarello
indelebile.
CD-R
8200 sarà
disponibi¬
le sul mercato a
partire da aprile.
Per quanto riguarda il
settore professionale,
Traxdata e Champion Dupli¬
catore hanno stipulato un
accordo per la distribuzione di
TraxCopier.
Si tratta di un duplicatore
automatico di CD che rag¬
giunge una produzione di 8
CD-ROM per ora.
Il carrello può contenere
fino a 150 CD-R vergini.
L'affidabilità del TraxCopier
è data da una meccanica
con poche partì In movi¬
mento. che crea quindi una
macchina stabile e sogget¬
te a vibrazioni minime.
Altri annunci riguardano
Trust rinnova l’accessorio
Tra i nuovi prodotti Trust
una economica cuffia-
microfono ed un nuovo
controller per giochi
Multi Function
Headset è un
nuovo modello
di cuffia con
microfono rego¬
labile.
Questo prodot¬
to risulta essere
molto utile per
l'uso dei mo¬
dem che hanno
funzione di viva-
voce e di video¬
conferenza.
Il cavo m dota¬
zione permette
libertà di movimento e rende il
prodotto adatto sia per usi lavo¬
rativi che per usi personali.
Le cuffie Trust Multi Function
Headset presentano una rispo¬
sta in frequenza da 50 a 13.000
Hz, impedenza di 32 ohm e
sensibilità di 109 dB II microfo¬
no è omnidirezionale a conden¬
satore, banda di frequenza da
20 a 16.000 Hz ed una sensibi¬
lità di 62 dB. Sono in commer¬
cio a lire 9.900 IVA inclusa
Trust Sight Fighter Digital è un
gamepad a 6 pulsanti, di cui
due turbofire a regolazione digi¬
tale
La particolarità principale risie¬
de in una particolare leva di
controllo che consente di effet¬
tuare movimenti in 8 diverse
direzioni.
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29.000 lire IVA inclusa
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Da Canon, un nuovo sistema notebook 3 in 1
L'ultima proposta dell'azienda nipponica in campo portatili consiste in un PC multimediale con stampante a colori e
scanner A4 incorporati. Con questa macchina. Canon integra la tecnologia MMX nella sua linea di prodotti all-in-one.
Si chiama BN 750 e rappresenta la naturale evoluzione del prece¬
dente BN 700 nella direzione della piena multimedialità offerta dalle
nuove CPU Intel MMX. Il notebook adotta infatti un processore
Pentium a basso consumo con tecnologia MMX da 150 MHz (166
MHz o 200 MHz opzionali) e costituisce un vero e proprio sistema
completo, incorporando una stampante bubble |et a colori in grado di
trasformarsi, all'occorrenza, in un potente scanner, semplicemente
sostituendo alla normale testina un accessorio opzionale
La cache di secondo livello è di 256 MB (512 opzionali), mentre la
memoria RAM è di 32 MB espandibili a 96. I dispositivi di memoriz¬
zazione esterna consistono in un disco ngido da 2 GB ed un'unità
floppy standard, alle quali è naturalmente possibile aggiungere delle
unità esterne grazie alla porta SCSI-2 ed allo slot PCMCIA (compati¬
bile Cardbus) per due card di Tipo II o una di Tipo III.
Il display LCD è un 12,1 pollici a colon, disponibile sia nella versione
TFT. sia in quella a matrice passiva DSTN, per un numero di colori
rispettivamente pari a 262.000 e 226.000, in grado di garantire in
entrambi i casi una risoluzione di 800 ì 600 pixel. Il sistema video
integrato, dotato di 2 MB di VRAM, si basa sul chip Aurora64+ della
S3 e sfrutta la tecnologia DuoView che consente di visualizzare le
immagini contemporaneamente sul display del portatile e su un
eventuale CRT esterno collegato all'apposita interfaccia, offrendo
per quest'ultimo una risoluzione massima di 1280x1024 punti. Il
sistema di puntamento consiste in un sensibile 'pointing stick', al
quale è naturalmente possibile alternare un mouse esterno tradizio¬
nale Il PC adotta inoltre una scheda audio SoundBlaster Pro compa¬
tibile. con 1 ingresso audio, 1 ingresso microfono e presa per cuffie,
e completa di software AudioRack della ESS Technology.
Per quanto riguarda l’alimentazione, la batteria integrata è una DC-36
Nì-MH da 2/3 ore di durata e 3300 mAh di capacità, mentre l'adatta¬
tore CA è in grado di fornire 2,7 A sotto una tensione di 20 V per un
ingresso variabile tra 1 100 e i 240 volt con frequenza di 50/60 Hz (uti¬
lizzabile in pratica in ogni parte del globo).
Tornando a quella che è la peculiarità più interessante di questo
notebook, c'è da dire che la stampante offre una risoluzione di
720x360 dpi ad elevata qualità di stampa, con possibilità di scelta tra
una testina monocromatica da 128 ugelli e 347 cps per la stampa di
documenti, ed una testina quadricromatica da 173 cps per le imma¬
gini e per i documenti a colori. L'alimentazione è manuale o automa¬
tica con alimentatore da 10 fogli formato standard (fino ad A4). Lo
scanner supporta invece una risoluzione massima di 360x360 dpi
con colore a 24 bit ed ha una velocità di acquisizione di 10Os/pagina
(A4). Tutta la macchina ha un ingombro di 31,8x30,3x7,2 cm (l,p,h)
ed un peso di 4.45 kg compresa la battona.
Tra le altre caratteristiche: porta ad infrarossi da 4 Mbit/s, Windows
95 preinstallato. Il Canon BN 750 è disponibile al prezzo di lire
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Con la scheda Pinnacle miroVIDEO la TV è sul PC
miroVIDEO PCTV è la scheda di Pinnacle Systems, già disponibile, che per¬
mette ad ogni appassionato di multimedia di trasformare il proprio PC in un
centro di informazioni e intrattenimento.
Con miroVIDEO PCTV è
anche possibile divertirsi
modificando le immagini gra¬
zie ad una versione speciale
del famoso programma Kai's
Power GOO inclusa nel pac¬
chetto.
miroVIDEO PCTV opera con
sistemi Windows 95 e
Windows NT 4.0. Grazie al
driver TWAIN incluso, imma¬
gini singole possono essere
trasferite direttamente in
programmi di elaborazione di
immagini o tramite scanner.
miroVIDEO PCTV consente
non solo di seguire i pro¬
grammi televisivi direttamen¬
te sul proprio personal com-
Da Unicell arrivano gli accessori “giusti” per i cellulari
Attualmente sono in funzione circa 10 milioni di cellulari che utilizzano almeno 2 batte¬
rie ciascuno; poiché ogni batteria dura mediamente un anno, solo nel segmento del
ricambio verranno acquistati 3 milioni di pezzi in 12 mesi. A questi si vanno ad aggiun¬
gere le batterie acquistate nel corso dell'anno per i nuovi cellulari. Un'altra fetta del
mercato è costituita da batterie per apparecchi radio rice-trasmittenti, telecamere e
computer portatili.
puter (25 immagini al secon¬
do, full screen) e di catturare
e digitalizzare direttamente
immagini o intere sequenze
video, grazie alla nuova tec¬
nologia Intercast di Intel sarà
possibile trasferire le infor¬
mazioni in formato Internet
tramite il segnale TV al PC.
Contemporaneamente,
mentre si guardano i pro¬
grammi TV, si potranno recu¬
perare informazioni di inte¬
resse e visitare siti Web
dedicati ad argomenti corre¬
lati Inoltre, il software
miroTELETEXT incluso con¬
sente la ricezione video tra¬
mite il PC. Le informazioni
possono essere presentate
in modo semplice e veloce
ed essere utilizzate per altre
applicazioni PC. Il procedi¬
mento è estremamente
semplice tanto che anche i
principianti dei multimedia
possono accedere facilmen¬
te a tutte le funzioni hardwa¬
re e software
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analizzare, ricondizionare ed ottimizzare i diversi
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lon) Cadex U-C 7000 e lo strumento ideale per
coloro che offrono un servizio di assistenza o che
si preparano a farlo, per servire al meglio la propria
clientela, rispondendo in tempo reale agli eventuali
problemi di funzionamento delle batterie sottopo¬
sti dall'utenza; naturalmente è anche indicato per
uffici ed aziende con un significativo parco di
telefoni cellulari. Cadex U-C 7000 può lavorare
contemporaneamente su 4 diverse batterie, è
dotato di slot modulari che permettono di inserire
differenti tipi di
vaschette, con¬
nettori. mor¬
setti cosi da
potersi adat¬
tare a batte¬
rie differenti
per forma e
grandezza
Tramite
apposita
interfaccia, si
possono collegare ad
un computer fino a 32 unità dei Cadex U-C 7000
effettuando cosi un massimo di 128 test in simul¬
tanea U-Chipy è invece un pacchetto Softwa¬
re/hardware riservato all'utente GSM e fornisce
una comoda gestione su Personal Computer dei
dati della SIM Card trattati e visualizzati tramite
PC L'hardware di U-Chipy è costituito da un letto¬
re di carta SIM e da un cavo seriale con adattatore
per la connessione ad un personal computer su
porta seriale II software, di facile installazione,
Windows 95 compatibile, consente di accedere
dal PC ai dati memorizzati sulla SIM CARD e con¬
sente la visualizzazione, modifica, cancellazione,
fusione dei dati della SIM CARD, il salvataggio
degli stessi dati su apposito File su PC, l'esporta¬
zione e stampa dei file. Si possono trasfenre i dati
da una SIM all'altra, oppure gestire la rubrica dei
numeri direttamente da PC, o ancora fare una
copia di backup della stessa in modo da non per¬
dere i. dati in caso di smarrimento o furto del cellu¬
lare. È anche possibile gestire gli SMS con Com-
posizione/Gestione di 40 diversi messaggi brevi.
msm chi -
Unicell Spa - Via Paolo Segneri 14, 00152 Roma.
Tel (06) 50 37.387
Lotus Organizer
disponibile nel PDA Texas
Avigo, il primo Personal Digital
Assistant (PDA) a penna di
Texas Instruments, offre molte¬
plici funzioni integrate e rappre¬
senta la soluzione ideale per gli
utenti che necessitano di un
sistema compatto per una
completa pianificazione degli
appuntamenti e la gestione dei
progetti. Sono da oggi disponi¬
bili anche su Avigo e Pocket-
Mate Texas Instruments le fun¬
zionalità di Lotus Organizer, in
questa maniera si stabilisce
cosi un collegamento diretto
con le informazioni archiviate
sul PC dell'utente Organizer e il
collegamento può avvenire
anche a distanza grazie alle fun¬
zionalità del più diffuso PIM nel
mondo, che registra oltre 12
milioni di utenti. La funzione di
sincronizzazione dati con il PDA
Avigo permette inoltre agli
utenti di trasmettere veloce¬
mente al desktop tutte le modi¬
fiche e le nuove voci tramite la
semplice pressione di un pul¬
sante.
Avigo è dotato di una capacita
di memoria di 1 MB - estensibi¬
le a 2 MB - che permette di
gestire senza problemi appun¬
tamenti, appunti e indirizzi di un
anno intero. Grazie alla penna
integrata, infine, è possibile
richiamare tutte le funzioni o
immettere nuovi dati, mentre la
nuova tastiera di tipo 'Just
Type" visualizzata sul display
permette un'immissione veloce
dei dati usando la penna
Oltre a uno speciale software
intuitivo sviluppato ad hoc da
Texas Instruments, che contie¬
ne. fra l’altro, una funzione per
la correzione automatica degli
errori, Avigo offre da oggi tutte
le funzionalità di Lotus Orga¬
nizer, dotato anche di funziona¬
lità groupware e della capacità
di leggere la rubrica degli indiriz¬
zi di Notes e Notes Mail
Il software per la gestione dei
messaggi di posta elettronica,
inoltre, consente agli utenti di
cc.Mail di rispondere ai mes¬
saggi ricevuti, crearne nuovi e
gestire a distanza il contenuto
della propria casella di posta
elettronica sul desktop.
DOVE & CHI-
Lotus Italia
Via Lampedusa 11/a.
20141 Milano,
Tel (02) 895911
MCmicrocomputer n 182 - marzo 1998
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SCSI 4x8
Data transfer rate: 1200 KB/sec
Tempo di accesso: 175 ms
Interfaccia SCSI
Buffer IMB
01 w ”
CO inclus
999.000 lire
iva inclusa
w
I
▼f WAITEC
Professional Mastering Devices
ARTEC srl /47,via degli Aldobrande schi - 00163 Roma / Italy
Tel + 39 6 66418071 Fax + 39 6 66418380 /E-mail: [sales.artec@uni.neil / www.uni.net/artec
Tecnologie per la qualità della vita, novità multimediali al Quartiere Fieristico felsineo
per un futuro migliore e tutto ciò che fa spettacolo e... chi non c'è non ci sarà!
Con “un taglio al passato” la mostra FuturShow 98...
anzi 2998, a Bologna dal 3 al 7 aprile
Dunque, dicevamo sopra "Un taglio al passato": è la headline della campagna di FuturShow 2998. come amano
chiamarla. Una scelta decisa che va al di là delle parole e promette di far provare, sentire e toccare il nuovo in
tutti i settori, con l'obiettivo primario di comunicare con qualità, di essere presente in modo spettacolare nel
panorama tecnologico d'avanguardia.
E l'Ufficio del Futuro, uno spazio realizzato con la collaborazione di MCmicrocomputer e BYTE Italia.
di Francesco Fulvio Castellano
Claudio Sabatini, che della
mostra è l'ideatore ma anche
l’anima, ha esordito, nel corso
di una superaffollata conferen¬
za stampa a Milano per la pre¬
sentazione della manifestazio¬
ne, dichiarando che I'"obietti¬
vo è quello di portare nuovo
sviluppo del e nel mercato" E,
con i piedi sempre ben piantati
per terra, ha ricordato che
"con l'obiettivo di non diventa¬
re troppo grandi, punterò tutto
sulla comunicazione e sulla
pianificazione "corretta" degli
spazi e della segnaletica, con
un occhio di riguardo agli espo¬
sitori ma, soprattutto, ai visita¬
tori". Finalmente un discorso
chiaro.
Forte dei risultati della scora
edizione (29971 con 327.000
visitatori e 1250 giornalisti
accreditati, quest’anno Futur
Show non amplierà l'area
espositiva ma punterà tutto
sulla qualità delle proposte e
degli eventi più che sulla
vastità degli spazi, come abbia¬
mo visto sopra.
Grandi contenuti caratterizze¬
ranno tutti i padiglioni, primo
fra tutti quello dell'Informatica,
dove Microsoft proporrà tutte
le anteprime tecnologiche indi¬
viduali quali Windows CE,
Palm PC, AutoPC. per la cultu¬
ra con l’enciclopedia multime¬
diale Encarta ora interamente
in Italiano e per il tempo libero
con i nuovi giochi e gli innova¬
tivi dispositivi hardware, tutti
da provare Ma in casa
Microsoft, sentite sentite, gli
occhi saranno puntati sulla pre¬
sentazione in anteprima di
Windows 98, un decisivo
passo avanti verso la trasfor¬
A Pnte
mazione del PC nel principale
strumento di informazione e
divertimento per tutta la fami¬
glia. Cultura, Sport, Diver¬
timento e partecipazione nel
progetto globale di migliora¬
mento della mostra per questo
FuturShow di cui l'entertainer
sarà Carlo Massarim.
Il padiglione tematico che avrà
grande attesa è quello dedi¬
cato a Internet, per le future
professioni del lavoro, ma ci
saranno anche quelli dedica¬
ti alla Telefonia, quello delle
applicazioni tecnologiche
più recenti nel campo del
Cinema e della TV,
dell'Home Theater e dei
Videogame, con il suo
primo campionato internazio¬
nale e il Primo Festival del
Videogame FuturShow. Un
ampio spazio sarà dedicato al
Made in Italy, in un'area realiz¬
zata con l'ANEE che riunirà per
la prima volta le principali
aziende italiane impegnate nel¬
l'editoria elettronica. Molto
ricca sarà quest'anno l'area
dedicata alla Fotografia con
una mostra sul Cyberealismo
con uso creativo del computer
e della fotografia tradizionale e
retrospettiva sul 1968, anno di
storia secondo gli organizzato-
ri, ma non per tutti.
Nell'area Design & Co. una
particolare attenzione sarà
rivolta agli ambienti in cui
vivremo domani, spazi vitali
realizzati in collaborazione con
prestigiosi musei di design,
mondo dell'arte e della moda
collegati con FuturShow Si
potranno creare in tempo reale
ambienti su misura con colori,
materiali e oggetti scelti da noi
in grandezza naturale. Il
mondo del lavoro non
poteva essere
— escluso, ed in
quest'ottica di
*— - "global welfare"
approderanno a
FuturShow le
innovazioni per il
mondo professio¬
nale: soluzioni appli¬
cative rivolte ai pro¬
fessionisti. il futuro
della tecnologia in
uno spazio, realizzato
in collaborazione con
noi, che presenterà ai
visitatori la fisionomia
dell'Ufficio del Futuro
"Nuovi Media e
Occupazione" è il tema
di un importante conve¬
gno che affronterà tutte
le mutazioni in atto nel
mondo del lavoro, duran¬
te il quale saranno presen¬
tati i risultati di una ricerca
appositamente commissio¬
nata alla LUISS sul tema
"Multimedialità e Prospettive
Occupazionali". Ci sarà la Casa
del Futuro, ma anche le rivolu¬
zionarie applicazioni nel campo
102
MCmicrocomputer n 182 - marzo 1998
della Telemedicina: sarà inte¬
ressante la sperimentazione da
parte di scienziati italiani sulla
navetta Shuttle che sarà lancia¬
ta in orbita il 4 aprile, durante
lo svolgimento di FuturShow.
Per finire, ma non abbiamo
detto tutto, ecco la Radio,
mezzo di comunicazione più
che centenario ma oggi prota¬
gonista di nuovi successi: pre¬
senterà a FuturShow 2998 il
proprio passato in un Museo
della Radio realizzato con i
pezzi originali della collezione
Marconi, accanto al presente
con le postazioni delle princi¬
pali emittenti nazionali e stu¬
dierà le prospettive future in
due importanti convegni:
FuturRadio e RadìoBoom.
E poi convegni (25), workshop,
incontri, premiazioni e... che
più ne ha più ne metta, com¬
presi i fuochi artificiali. Mai
come quest'anno, per dirla
con Sabatini, chi non c'è non
ci sarà.
L'appuntamento è a Bologna
dal 3 al 7 aprile.
DOVE & CHI-
Sabatini Group
Via Bruno Buozzi 25,
40057 Cadriano(BO).
Tel. (051) 60.20.111
http://www futur
show.it
Frequently Asked Question:
Cosa offrite di diverso per la ì
m m mm
mia presenza in Internet ?”
Answer 1
Qualche
esempio
tanto per cominciare
Registrazione Dominio
Traffico dall massimo mensile
Spazio dati su disco
Caselle di posta elettronica
Autorlspondltorl
Forwardlng
Statistiche dettagliate
Anonyrnous FTP server
Supporto di script COI
Supporto Microsoft FrontPage
Motore di ricerca Fxcite!
Reai Audio/Video
SSl secure server
mSQL database server
Supporto Cybercash
Shopping Cart program
325MB
10 MB
1000 MB
20 MB
2000 MB
50 MB
10
15
15
Answer 2
tanto per continuare
Digital Thlnklng
Costo setup iniziale
90.000 120.000 120.000
H'.'gcitiiiifiijtiwii:
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
103
1 pretti non comprenPono li tasse Pi registrinone Pomino
CERCHIAMO RIVENDITORI
coordinamento di Andrea de Prisco
Multimedia e Internet a non finire
Anche questo mese le novità del pianeta Macintosh confermano
il grande fermento esistente nel settore delPauthoring, sia per
il multimedia che per il WWW, e in quello del networking; ogni giorno
vengono presentati nuovi prodotti o aggiornamenti e
la standardizzazione ISO arrivata per QuickTime porterà sicuramente
a un ulteriore ampliamento dell’offerta.
L’abituale navigata ci regala le immagini di probabili futuri prodotti
dalla mela iridata e qualche indiscrezione come sempre da verificare.
di Paolo Cognetti
Solo i migliori vengono
premiati
La International Standard Organiza-
tion (ISO) ha accolto la proposta della
cordata Apple. Sun, IBM, Netscape.
Oracle e Silicon Graphics e cosi Quick¬
Time verrà utilizzato come piattaforma
di partenza per lo sviluppo del protocol¬
lo per la manipolazione e la trasmissio¬
ne di audio e video in streaming sia sul¬
le reti Internet che nei network che nel¬
le trasmissioni dirette: l'MPEG-4
Questa scelta darà un'accelerazione
alla definizione del nuovo standard e al¬
la creazione di tool per la gestione delle
informazioni, in quanto QT è giudicato
già oggi come il miglior formato file per
la creazione di prodotti multimediali
multipiattaforma. La scelta garantisce
inoltre il fatto che moltissimi dei prodot¬
ti realizzati oggi con QT potranno esse¬
re portati facilmente nel nuovo stan¬
dard.
Ancora un premio per gli attivissimi
laboratori di Cupertino
Anche in Italia
i super-G3
Al momento di scrivere, notizie abba¬
stanza sicure ma non ufficiali, prove¬
nienti come sempre dalla grande rete,
parlano di un annuncio da parte di Apple
Italia di una nuova macchina G3 poten¬
ziata La configurazione dovrebbe esse¬
re quella già annunciata al MacWorld di
San Francisco e cioè: PowerPC G3/266
MHz con 512 K Cache L2. 128 MB
SDRAM, 6 MB SGRAM, disco Ultra Wi¬
de SCSI da 4 GB. CD 24x. Scheda PCI
SCSI-3 Ultra Wide interna (supporta fino
a 3 HD interni), Scheda Grafica PCI iX-
Micro 128-bit 2D/3D Professional, 8
MB VRAM EDO con supporto per un
secondo monitor, Scheda PCI Fast
Ethernet 10/100Base.
RAM... chi più ne ha,
più ne metta
Per tutti i frustrati (ma quanti sono
realmente?) del limite di 384 MB di me¬
moria RAM dovuto ai soli tre slot di
espansione delle macchine G3, l'ameri¬
cana WorldWide Memory Ine. ha pre¬
sentato i nuovi moduli DRAM da 256
MB con i quali i Power Macintosh e
compatibili possono raggiungere il fan¬
tastico limite di 768 MB di Ram.
Contemporaneamente il distributore
italiano Reai Trade Trading ne ha annun¬
ciato la disponibilità immediata ad un
prezzo di circa 2.400.000 al pubblico.
I moduli sono certificati Apple, ciò
dovrebbe assicurare una completa com¬
patibilità.
Per informazioni:
www.worldmem.com/ l.van u'.ii -tim» m
Stampa di lusso
per tutti
Non ancora ufficiale ma ormai certo
l’abbandono da parte di Apple della li¬
nea Imaging. si scatenerà a breve la
guerra all'accaparramento della clientela
Mac da parte degli specialisti della
stampa. Xerox si presenta con la Xerox
DocuPrint 4517, una laser a 1200x600
dpi in grado di stampare su fogli
216x350, quindi un A4 pieno (senza
margini) o un A4 con i crocini di regi¬
stro La stampante è PostScript 2 origi¬
nale Adobe con l'interprete su Rom,
quindi aggiornabile, ha l'interfaccia
Ethernet ed è espandibile fino a 64 MB
di Ram
Ricca la dotazione di accessori cas¬
setta postale/fascicolatore, due cassetti
aggiuntivi da 500 fogli per un totale di
quattro sorgenti selezionabili via
software, modulo fronte-retro, alimen¬
tatore per le buste, dischi rigidi e sche¬
de PC Xerox per aumentare lo spazio
dedicato a font e macro.
Per informazioni:
Lead. rei 0332/870780 - fevivw leaiisTFÌ
104
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Immagini digitali
da Adobe
Adobe Systems Ine. ha annunciato
Adobe Image Library, una linea di pro¬
dotti di qualità ed esenti da royalty che
comprendono immagini digitali per i
professionisti della grafica. Adobe Ima¬
ge Library debutta con 37 titoli: trenta di
fotografie, tre di illustrazioni e quattro di
video; altri titoli sono programmati con
una disponibilità su base trimestrale.
Le immagini e le illustrazioni sono of¬
ferte in quattro formati standard, alta ri¬
soluzione CMYK, alta risoluzione RGB,
bassa risoluzione RGB e RGB ottimizza¬
ti per il multimedia I video sono confor¬
mi allo standard di broadcasting D1-PAL
e sono forniti in formato QuickTime a
pieno schermo 24 bit.
Ogni fotografia è stata acquisita su
uno scanner a tamburo Linotype-Hell
Chromagraph S3900 ed è stata profes¬
sionalmente ritoccata e corretta prima
di passare tre stadi di controllo qualità
Inoltre, per non compromettere la qua¬
lità. ogni pixel è stato esaminato ad una
grandezza doppia rispetto a quella vista
dall'utente.
Tutte le 3.120 fotografie e illustrazio¬
ni sono raccolte in un tradizionale al¬
bum da archivio fotografico. L'album
contiene un CD-ROM sul quale è pre¬
sente un catalogo in formato Extensis
Portfolio e sei immagini d'esempio ad
alta risoluzione.
Per informazioni Adobe Systems Italia Srl
- |wwiv aogpe
Tenon ci introduce
nella tribù “Apache”
Circa 700.000 Web server nel mon¬
do utilizzano Apache e quindi Tenon ha
pensato bene di basare su questa tec¬
nologia il proprio server Mac WebTen
distribuito in Italia da Alfanet.
WebTen è quindi in grado di utilizza¬
re tutte le eccezionali potenzialità offer¬
te da Apache Web Server compreso il
"true Virtual hosting - , amministrazione
remota, servizio Proxy, FTP. Unix NFS
e DNS sul comodo ambiente operativo
di MacOs.
WebTen gira in multi-threaded, co¬
me ormai tutte le applicazioni Mac, e
sfrutta pienamente tutte le CGI stan¬
dard Internet, i moduli Apache e inoltre
i più noti plug-in e Applescript CGI rea¬
lizzati su Macintosh
Poiché WebTen è basato sul server
Web Unix Apache, il passaggio da Ma¬
cOs 7/8 a Rhapsody sarà immediato II
server Web configurato oggi e tutte le
CGI realizzate e utilizzate potranno facil¬
mente essere portati nella nuova gene¬
razione di MacOs
Tenon consente di configurare Apa¬
che in remoto utilizzando un qualsiasi
browser, questa particolare funzionalità
consente di controllare facilmente, at¬
traverso una sicura interfaccia, le innu¬
merevoli funzioni disponibili su Apache
senza bisogno di una grossa esperienza
con Unix
Per informazioni enon.alfanet it.
Apple investe sempre
di più nel multimedia
Un’indiscrezione riportata da MacNN
ilwww macnn comi parla di un grosso
Apple il futuro in vista
MacReality | www.macnn.com/macnn/realitvl è un sito con
notizie bisettimanali sul quale si trovano spesso delle succo¬
se anticipazioni. L'ultimo mese è stato particolarmente profi¬
cuo. lo staff è riuscito infatti a mettere le
mani su alcune fotografie e disegni di pro¬
dotti di prossima commercializzazione:
purtroppo le immagini sono chiaramente
rubate (piccole e poco definite) e le speci¬
fiche tecniche assolutamente "inconfer¬
mate ma ho reputato ugualmente inte¬
ressante presentarvele così come sono.
Iniziamo da un nuovo monitor denominato
Apple Flexible Display, nome in codice
"Manta”, del quale vediamo una foto di
laboratorio e un'immagine in versione de¬
finitiva; "Manta" dovrebbe essere presen¬
tato a giugno.
Proseguiamo con il nuovo PowerBook, nome in codice "Hol-
lywood", che si pre-
inconsueta: il monitor è divisibile
dalla sottilissima tastiera, con la
quale comunica con un radio tran-
sceiver, e incorpora tutta la componentistica; la scheda vi¬
deo orienta automaticamente l'immagine secondo l'orienta¬
mento del monitor stesso che può essere posizionato sia in
orizzontale che in verticale; nulla ancora si co¬
nosce per quanto riguarda le specifiche tecni¬
che
Notizie più certe si hanno invece sul fronte dei
Network Computer che saranno presentati in
due fasce principali: la prima, di prossima com¬
mercializzazione, avrà esclusivamente capacità
di connessione attraverso reti Internet e intra¬
net con un server dedicato; on board dovreb¬
be avere il software per e-mail e la stampa;
la configurazione maggiore, attesa per
l'estate, ospiterebbe un lettore DVD 2x. ta¬
stiera e mouse ad infrarossi, circuiteria per
il collegamento a TV e DTV e probabilmen¬
te il controllo vocale.
Il motore hardware si basa su una scheda Gos-
sammer ridotta con un G3 a 266-300 MHz, scheda
Ethernet lOBaseT e molto probabil¬
mente un'interfaccia FireWire; molte
perplessità sono date invece dal
monitor: sembra infatti molto improbabi¬
le che una macchina con un costo al di
sotto dei 1.000$ possa essere equipag¬
giata con un monitor a cristalli liquidi da
17". come mostrato nell'immagine. Il si¬
stema operativo sarà una versione su¬
per-ridotta del MacOS con capacità di
collegamento a server Rhapsody e Ora¬
cle.
Nulla logicamente è confermato da Apple
Computer.
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
105
acquisto da parte di Apple di chip Phili¬
ps TriMedia
Il chip TriMedia, sviluppato da Philips
Semiconductor, è in grado di processa¬
re audio, video, grafica e comunicazioni
ad una velocità di oltre quattro miliardi
di operazioni al secondo; contiene un
processore VUW altamente ottimizza¬
to, porte I/O per audio, video e grafica e
un acceleratore grafico; nell'elettronica
è presente inoltre un'interfaccia per un
bus PCI a 132 MB e un sottosistema di
memoria Per sfruttare la potenza di tut¬
to questo bendidio, la Philips ha realiz¬
zato un tool di sviluppo in standard AN¬
SI Ce C+ +
Secondo MacNN, un dirigente della
Philips durante la presentazione del
chip ad un grosso distributore di com¬
ponenti elettronici avrebbe citato un
enorme quantitativo di pezzi richiesto
da Apple che potrebbe incorporare que¬
sta tecnologia nelle prossime macchine
di fascia alta
"The Challenger":
il DHTML
con QuarkXPress
Realizzare pagine Web con la preci¬
sione di un impaginatore è sicuramente
Il sogno di quanti di noi si sono avventu¬
rati nel Web design, questo sembra ora
possibile con l'XTension per QuarkX¬
Press. annunciata da HexMac con il no¬
me in codice "The Challenger"
Con "The Challenger" potremo crea¬
re pagine interattive in standard
DHTML sfruttando pienamente l'accu¬
ratezza e la facilità d'uso di XPress e il
tutto verrà trasformato in layer utilizzan¬
do i Cascadmg StyleSheets. il posiziona¬
mento assoluto e la sovrapposizione
degli elementi (3D layer).
Ogni elemento potrà essere animato,
utilizzando le potenzialità del DHTML.
attraverso un semplice editor di smeli¬
ne e comandi come OnMouseOver e
PopUp menu, per l’utilizzo di grafica in¬
terattiva, saranno veramente alla porta¬
ta di tutti
L'output di "The Challenger", che è
disponibile in versione Mac e Win ed è
già compatibile anche con XPress 4 0.
verrà perfettamente visualizzato sia da
Netscape Commumcator che da Inter¬
net Explorer 4.0.
Contemporaneamente HexMac ha
reso disponibile in versione Mac, Win e
BBEdit Plug-in, la nuova versione di Ty-
pograph, il tool per la gestione dei Dy-
namic Font, un’altra tecnologia incorpo¬
rata nel DHTML che permette di avere i
caratteri delle pagine Web perfettamen¬
te corrispondenti a quanto deciso in se¬
de di creazione
Per ulteriori informazioni
Una segretaria
veramente privata
Direttamente dalla tecnologia utilizza¬
ta per i propri prodotti per Windows.
Dragon ha reso disponibile Power Se¬
creta^, un software per dettare diretta-
mente i propri testi al computer
I testi possono essere letti ad una
velocità di circa 40-60 parole al minuto
e Power Secretary provvederà ad inse¬
rirli direttamente nel vostro programma
preferito, controllando le parole su un
vocabolario di oltre 120.000 termini per
una eventuale correzione automatica.
Power Secretary è disponibile in ver¬
sione Power o Personal, che differisco¬
no principalmente per la quantità di ter¬
mini disponibili nel vocabolario, richiede
almeno un 68040 a 33 MHz con input
audio a 16 bit, sistema operativo 7 5 o
superiore. 25 MB di disco e almeno 24
MB di memoria Ram
Una nota di MaCny Iwww macitv iti
segnala la disponibilità a breve della ver¬
sione in lingua italiana.
Per informazioni dragon.bx com
E’ nata FileMaker Ine.
Come già si rumoreggiava, anche se
con notizie completamente diverse
dall'accaduto (vedere MacCorner di feb¬
braio), Claris si è riorganizzata per foca¬
lizzarsi esclusivamente sulla linea princi¬
pale di prodotto, il software per databa¬
se FileMaker Pro.
Frutto di questa ristrutturazione è il
cambiamento del nome dell'azienda in
FileMaker, Ine., il "disinvestimento"
nelle altre linee di prodotto e il licenzia¬
mento di circa 300 dipendenti
FileMaker Pro è il più famoso softwa¬
re per database nel mondo Macintosh e
il secondo software per database stand-
alone in ambiente Windows, con circa
2.500 sviluppatori e oltre 3 milioni di
unità vendute.
'Come FileMaker Ine. possiamo ora
focalizzarci sul nostro prodotto di mag¬
giore successo', sostiene Dominique
Goupil. Presidente di Claris 'Abbiamo
deciso, a partire da quest'anno, di dedi¬
carci totalmente allo sviluppo e alla cre¬
scita di questo mercato'.
Apple Computer distribuirà tutti i
software che portano il marchio Apple,
incluso Mac ÒS8, a partire dal primo
febbraio negli Stati Uniti e dagli inizi di
aprile in tutti gli altri Paesi e si occuperà
anche dello sviluppo, della distribuzione
e dell'assistenza di ClarisWorks, la linea
di prodotti software leader nell'area
education.
Anche se non espressamente citato
nel comunicato italiano, FileMaker Ine
continuerà lo sviluppo anche di Home¬
page diventato, con la versione 3.0, un
tool quasi indispensabile per la creazio¬
ne di pagine Web per la pubblicazione
dei dati di FileMaker.
Per informazioni
HyperCard ci lascia?
E' stato sicuramente un precursore
dei software per lo sviluppo di applica¬
zioni multimediali e interattive special¬
mente in ambito scolastico ed ora do¬
po anni di successo sembrerebbe se¬
gnata la fine di HyperCard o almeno
dell'HyperCard che tutti conosciamo.
I pettegolezzi provenienti dal più
profondo della rete (www.macosru-
mors.com) ultimamente si sono occu¬
pati delle sorti del famoso tool di svi¬
luppo di Apple; alcune voci, secondo
cui Apple starebbe per presentare un
nuovo tool di sviluppo per l'utilizzo in
ambito scolastico, hanno fatto pensa¬
re all'abbandono, da parte della casa di
Cupertmo, di HC.
La confusione creata dalle migliaia
di sviluppatori ha portato invece alla
luce altre verità secondo le quali Hy¬
perCard sarà integrato nella futura ver¬
sione di QuickTime per creare Quick¬
Time Interactive, il che rafforzerebbe
sicuramente la già ben salda posizione
di leader posseduta da Apple nello svi¬
luppo di prodotti multimediali multi-
piattaforma; QTi sarebbe in grado in¬
fatti di girare indifferentemente su
MacOs. Windows e Rhapsody
CGI... che passione!
Ancora dagli USA e ancora per II
Web authormg arriva Robin, un pac¬
chetto per la creazione e la gestione di
CGI.
Robin è composto da un editor in
grado di riconoscere e interpretare la
maggior parte delle istruzioni Common
Gateway Interface ed in grado di sup¬
portare Apple Events; all'interno
dell'editor sono presenti molte librerie
per l’accesso ad applicazioni come File¬
Maker, FaxSTF, Claris E-Mailer e 4-Si-
ght Fax; l'output genera file in un for¬
mato chiamato Flake interpretabile da
Robin Engine La prima versione di Ro¬
bin avrà un motore ACGI (Apple CGI),
106
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
più avanti saranno disponibili i plug-in
per WebStar e le versioni per Windows
NT e Unix
Per ulteriori informazioni:
!• ■■ r. oneiT’inion ccnj
Con Metacreation
organizza
il tuo “Show”
Presto la famiglia dei prodotti Kai’s
già composta da Power GOO, Photo
SOAP e ART Dabbler si arricchirà di un
nuovo pacchetto presentato con il no¬
me in codice "Show"
Show è un software per la creazio¬
ne di presentazioni multimediali conte¬
nenti foto, grafica, testo e videoclip e
sarà in grado di intervallare le videate
con transizioni in tempo reale simili a
effetti video.
Gli utenti di Show potranno impor¬
tare direttamente presentazioni create
con PowerPoint e completarle con im¬
magini da digital-camera, digital-video
o scanner II prodotto finale può esse¬
re realizzato come player stand-alone
o riversato su videocassetta
Il pacchetto avrà un’interfaccia or¬
ganizzata in "room” come già speri¬
mentato con successo con Photo
SOAP, ogni "stanza" sarà dedicata a
uno specifico compito; sarà disponibi¬
le in primavera per MacOs e in estate
per Windows.
Per ulteriori informazioni
hytv'Y./f.’eiàCieiìf.ip.'.'s.coill ■ tvwwpco 'fi
Live Picture VR
controcorrente
In un momento in cui la maggior par¬
te delle software house è impegnata a
portare i propri pacchetti creativi dalla
piattaforma Macintosh a quella Win¬
dows, Live Picture si appresta a fare il
contrarlo con il suo Reality Studio
software di authoring per immagini di
realtà virtuale per il Web.
Reality Studio è stato presentato a
dicembre esclusivamente su piattafor¬
ma Windows, ma lo strapotere del Mac
nel settore dell'authoring multimediale
ha convinto i dirigenti della società al
cambio di direzione, presto sarà quindi
disponibile la versione MacOs che in¬
corporerà tutte le funzionalità dell'attua¬
le e supporterà inoltre l'output QuickTi:
me e QuickTime VR.
Il pacchetto è composto da un editor
per i panorami, con possibilità di creare
hot-spot, link, effetti speciali e collega¬
menti a URL e due player, uno in forma¬
to plug-in e uno in Java; include inoltre il
Live Pictures Image Server basato su
Flash-Pix in grado di distribuire agli
utenti Web soltanto l'immagine richie¬
sta in base all'area visualizzata, defini¬
zione del monitor o della stampante e
alla banda di trasmissione.
Reality Studio sarà disponibile a mar¬
zo nella versione Windows e verso la fi¬
ne dell'anno per MacOs
Per ulteriori informazioni:
|tvn-'v livenictuie còiT]
Seriali a gogò
Una stampante e un modem (confi¬
gurazione minima ormai per la maggior
parte degli utenti) e siamo già in crisi di
porte seriali: e se ho una digital-came-
ra? O un palmare? Per non parlare poi
della rete! Collegare e scollegare conti¬
nuamente cavi seriali credo che sia or¬
mai male comune. Un aiuto ci può veni¬
re, con minima spesa, da Port Xpander
Apple Computer: è iniziata la ripresa
Buoni i risultati finanziari del primo trimestre '98, in forte crescita Apple
Europa che aumenta del 47% le unità vendute.
In ripresa, anche se lieve, la filiale italiana.
di Francesco Fulvio Castellano
Il management italiano di Apple Computer
(Enzo Biagini e Andrea Tolin, rispettiva¬
mente Sales Country Manager e Product
Marketing Manager), da poco rientrato
dall’ultima edizione di MacWorld di San
Francisco, ha mostrato un volto disteso e
rasserenato alla prima conferenza stampa
dell’anno, e ne ha ben donde se si consi¬
dera che T"emorragia" si è arrestata; negli
ultimi 6 mesi la crescita per l'Italia è attor¬
no al 10%, anche se poi chiude l’anno con
un irrisorio +1,5% a 260/270 miliardi di li¬
re, ma conquista il titolo di "country
dell’anno’’ a livello europeo per vendite e
risultati di bilancio. Il suo market share in
Italia è del 4/5 per cento. Insomma, sem¬
bra proprio che la Apple cominci a uscire
dal tunnel: evidentemente l’opera di ri¬
strutturazione che Steve Jobs ha avviato
con gli annunci via satellite da Cupertino il
10 novembre scorso inizia a dare i primi
frutti, e che frutti, se guardiamo da vicino i
risultati a livello corporate e europeo. Ve¬
diamoli.
Utile netto a 47 milioni di dollari e un fattu¬
rato a 1,6 miliardi di dollari, oltre 635.000
unità vendute: questi i risultati Apple Com¬
puter Ine. in chiusura del primo trimestre
dell'anno fiscale 1998 In netta ripresa,
quindi, i risultati della società di Cupertino
che aveva registrato perdite pari a 161 mi¬
lioni di dollari nello scorso trimestre e a
120 milioni di dollari nel corrispondente
periodo del '97, Le vendite a livello inter¬
nazionale costituiscono il 50% del fattura¬
to totale. I risultati positivi sono da accredi¬
tare al successo registrato dall’introduzio¬
ne, come abbiamo visto, dei nuovi Power
Macintosh G3. Infatti i sistemi G3 venduti
nel corso del trimestre superano le
133.000 unità rendendo il lancio di questo
prodotto il più positivo dalla nascita della
società di Cupertino.
Per Apple Computer Europe, che ha sede
in Olanda ma che a breve concentrerà la
distribuzione dei prodotti in Irlanda, i risul¬
tati del primo trimestre sono stati partico¬
larmente positivi: le vendite hanno sfiorato
i 415 milioni di dollari registrando un au¬
mento del 47% rispetto al trimestre pre¬
cedente. Anche in Europa le nuove mac¬
chine basate su processore G3 hanno rap¬
presentato l’elemento tramante delle ven¬
dite. Sono infatti oltre 50.000 gli ordini ri¬
cevuti nei 45 giorni successivi all’annuncio
di novembre. Dunque, incoraggianti se¬
gnali da tutta Europa con risultati partico¬
larmente significativi in Italia, Spagna,
Francia e Benelux. "In particolare, in Italia,
abbiamo chiuso il trimestre in crescita ri¬
spetto allo stesso periodo dell’anno prece¬
dente anche grazie all’ottimo rapporto con
il canale di vendita", ha dichiarato Enzo
Biagini.
Si consolida nel frattempo la partnership
con Microsoft. Con l’introduzione di Office
98 Macintosh Edition, Internet Explorer
4.0 per Macintosh e Mac OS 8.1 con In¬
ternet Explorer come browser di default,
si consolida il rapporto di collaborazione
tra Apple e Microsoft siglato a Boston lo
scorso agosto. A cinque mesi di distanza
dalla decisione di investire 150 milioni di
dollari in Apple, arrivano i primi risultati
concreti della collaborazione tra Microsoft
e Apple.
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
107
di Macally
llvyvvw mg cip
ly.com), uno
switch automati¬
co che triplica le por¬
te seriali del vostro Mac. Il software è in
grado di riconoscere automaticamente
quale delle tre porte è da utilizzare per
una certa applicazione, e automatica-
mente effettua la commutazione dei se¬
gnali sulla seriale interessata. Se avete
la possibilità di spendere qualche lira in
più, il consiglio è quello di munirvi di una
SX Serial Card di Keyspan distribuita in
Italia da Alias Kwww alias itil Due i mo¬
delli: la SX-2 e la SX-4 che, a differenza
degli switch, mettono a disposizione
due o quattro seriali effettive da utilizza¬
re anche in contemporanea, piena è la
compatibilità con il Communication
ToolBox e con tutti i software e le appa¬
recchiature di comunicazione.
Rivitalizziamo
l’obsoleto con XLR8
MHz con a 512 «byte Level 2 backside
cache che comunica con il processore a
117 MHz, questa scheda è disponibile
anche a 266 MHz Gli upgrade di fascia
superiore comprendono: la MACh
Speed G3 300/200/1M. che usa un G3 a
300 MHz con 1 MByte cache operante
a 200 MHz; la MACh Speed G3
275/183/1M, che usa un processore a
275 MHz e cache a 183 MHz.
Le schede sono fornite inoltre di un
variatore di clock a 16 posizioni che per¬
mette di raddoppiare la velocità del pro¬
cessore e del bus.
Per ulteriori informazioni Imvvv turnover di
Controller RAID
Adaptec
Adaptec Ine ha presentato i nuovi
controller RAID hardware per Macinto¬
sh che forniranno un modo semplice
ed economico per implementare lo Sto¬
rage fault tolerant ad alte prestazioni II
RAID in formato hardware utilizza una
CPU dedicata: questo permette di otte¬
nere prestazioni molto più elevate ri¬
spetto al RAID software che si basa sul
processore del Macintosh, prestazioni
fondamentali in quei settori come pu-
blishing, prepress e digitai video che ri¬
chiedono soluzioni I/O in grado di sod¬
disfare le esigenze di scalabilità e pre¬
stazioni elevate.
Per ulteriori informazioni
XLR8 dell'americana Interex
(www.xlr8.com| ha recentemente rila¬
sciato le nuove schede di upgrade per i
Macintosh upgradabili e compatibili
(Power Mac 7300, 7500, 7600, 8500,
8600, 9500 e 9600; Power Computing
basati sulla scheda Tsunami, UMAX Su-
perMac S900 e J700).
La entry-level MACh Speed G3
233/1 17/512 K offre un chip G3 a 233
).-. r. aclaotec corri
Ancora VR Authoring
Roundabout Logic Ine. ha acquistato i
diritti per continuare la distribuzione e lo
sviluppo di due ottimi pacchetti per la
creazione di oggetti e ambienti QuickTi¬
me VR Nodester and Widgetizer prece¬
dentemente pubblicati da Panimation.
Roundabout ha di¬
chiarato che ha in¬
tenzione di continua¬
re lo sviluppo delle
sole versioni Mac; a
marzo arriverà il nuo¬
vo Nodester in grado
di girare anche su
macchine 680x0 e in
primavera sarà di¬
sponibile la nuova
suite che includerà
la possibilità di crea¬
re scene e gestire
interi progetti.
Per ulteriori informazio¬
ni:
laiy,-. ’mmnano-.itToì
gtc.com
MACh Sp*«d G3 M«cB»nch
MACh Speed G3 300MHz '50 CPU Card «Uh
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MACH Speed G3 266MHZ 750 CPU Card *im
MVP. IM 177MMz Backside Caere @32
MACh Speed G3 266MHz 750 CPU Card <r«n
MVP. 512k 133MHZ Backside Cache® 21
MACh Speed G3 233MHz 750 CPU Card w*Ti
mvp 5t2k H7MMZ Backside Cache® 2 i
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1000
200 400 600 800 1000 1200
MacBench 4.0 Score
Macromedia e QT 3.0
Gli sviluppatori multimediali saranno si¬
curamente felici per il nuovo annuncio
dell'inesauribile Macromedia: QT3 Asset
Xtra per Director e Authorware QT3 As¬
set Xtra è un'estensione che aggiunge
funzionalità per la gestione di QuickTime
3.0 e QuickTime VR ai più famosi softwa¬
re di authoring multimediale; è in grado,
sfruttando appieno le potenzialità dei
nuovi formati, di mappare, ritagliare, ruo¬
tare e ridimensionare qualsiasi filmato. A
livello di controllo, ogni movimento o
click del mouse sul filmato può essere
avvertito e condizionato, ogni traccia può
essere controllata via lingo e possibilità di
navigazione su Web possono essere in¬
corporate nel progetto. Ulteriori funzioni
danno la possibilità di miscelare tracce
musicali, e controllare panorami e oggetti
VR.
Per ulteriori informazioni:
www macromedia.com - www.modo.it
Un Ferrari nella
Cinquecento
Dal MacWorld di Tokyo la prima
scheda di accelerazione G3 per il
PowerBook 1400: la PowerBook 1400
Booster della giapponese Interware.
La scheda è dotata di un micropro¬
cessore G3 a 233 MHz 512 K di cache
e un bus di sistema a 117 MHz; aspet¬
tiamo la pubblicazione della scheda tec¬
nica in inglese (al momento di scrivere
è solo in giapponese) per avere notizie
più complete
Per ulteriori informazioni:
hmv 'unet or ir-'lnterware--]
Apple Store... Europa?
Ancora MaCity Kwww macity.itl sicu¬
ramente il sito Mac più attivo in Italia, ri¬
porta un interessante articolo di Reuter
sulle dichiarazioni del General Manager
per l'Europa Piacentini, secondo il quale
la vendita sul Web da parte di Apple in
Europa diverrà una realtà entro l'estate
Per quella data, infatti, in Gran Bretagna
verrà aperto un sito simile all'Apple Sto¬
re Non è chiaro se questo sito servirà
l'intero mercato Europeo o sarà finaliz¬
zato al mercato britannico, ma è proba¬
bile che anche i clienti Apple di altri pae¬
si del vecchio continente potranno be¬
neficiare del nuovo sistema di vendita
Piacentini ha infine aggiunto di ritenere
particolarmente importante l'espansio¬
ne di Internet prevista per il 1998 e di
prevedere forti vendite nel periodo Na¬
talizio.
108
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Preparatevi
all'Incontro
PanaFlat LC40: l’altra dimensione
PanaFlat LC40 rappresenta l’inizo di una nuova generazione di monitor dal design eccezionale e di minimo ingombro.
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Alias super-attiva
Una sfornata di novità ci vengono co¬
municate questo mese da Alias di Udi¬
ne, vediamole nel dettaglio
DAVE l'unico software per MacOs
basato sul protocollo di rete TCP/IP che
permette di connettere un'ampia gam¬
ma di macchine Windows - Windows
NT (server e workstation), Windows 95
□
e Windows per Workgroup - al
vostro Macintosh. La nuova ver¬
sione 2.0 aggiunge molte funzio¬
nalità al prodotto: la caratteristica
principale consiste nel supporto
della comunicazione "peer-to-
peer". permette inoltre ai PC di
condividere in rete i file dei Ma-
cintosh e le stampanti PostScript e con¬
sente la connessione tra diversi Macin¬
tosh via TCP/IP piuttosto che via Apple-
Talk. DAVE permette a Windows NT e
Windows 95 di condividere le risorse
dei Macintosh nello stesso modo in cui
si condividono le risorse di altre macchi¬
ne Windows NT o 95
Il Fast Starlet/5, Fast Starlet/8 e Fast
Starlet/16 di Farallon Commumcation,
sussidiaria di Netopia Ine., sono hub
progettati per garantire le elevate pre¬
stazioni di Fast Ethernet a prezzi estre¬
mamente contenuti. Possiedono ri¬
spettivamente 5 e 8 e 16 porte RJ-45 e
includono una comodissima porta di
uplink lOOBase-TX per la connessione
ad un altro hub o switch Fast Ethernet.
Gli hub Fast Starlet/5 e Fast Starlet/8
sono hub di classe II di piccole dimen¬
sioni, mentre il Fast Starlet/16 è da rack
con alimentatore universale integrato.
Sempre da Farallon la scheda di rete
PCI 10/100 Plus, basata su chipset Di¬
gital, i cui recenti benchmark hanno di¬
mostrato essere la piu veloce disponibi¬
le sul mercato Macintosh
(farallon. com/product/fen/xmet html). La
scheda supporta il full-duplex per i 10 e
100 MB, include il protocollo di negozia¬
zione N-way per determinare la velocità
massima di connessione ad un hub o
ad uno switch; viene fornita in versione
Lite o con Timbuktu Express.
Appurai*
•Inocliv*
a
b
feCKkt*
MacCoach è un dispositivo hardwa¬
re in grado di navviare il server Mac, sia
Web che AppleShare. in caso di crash
dovuto a errori software o hardware
MacCoach risponde all'esigenza ef¬
fettiva di limitare i danni dovuti al tempo
offlme di un server, sia esso un Web¬
server, un FileServer o MailServer, è
basato su un microprocessore RISC,
approvato CE; in maniera compieta-
mente automatica è in grado di control¬
lare se il server è attivo, provvedendo al
riavvio nel caso il sistema si trovasse in
stato di stallo.
Grazie all'accordo con Santorini. un
nuovo tassello viene inserito nella gam¬
ma di prodotti di rete distribuiti, Santori-
E» C<*
B*
Hmm
1 Co~«n
lf***K«*-o*
SK-
r/T 4 0 s*r*w
Pc*w.vu< 9wc.?cr»jr
E n;
5Jc
CWftW.3»;yi00
U**Y \ UK Gr»p*»a
£UBNk
51»
+*•»*% tl
3)»«'
MVttxn UT 35 * MtotflBftOA
1 <*•*:( »*C*d
—— | JOOPM
ni, con i software Server Manager, Ser¬
ver Tools, Server Tracker e Disk Quota,
fornisce agli amministratori di rete una
serie di strumenti indispensabili per la
gestione dei server AppleShare Con il
Server Management Bundle (una colle¬
zione dei prodotti sopra elencati) è pos¬
sibile amministrare completamente dal
proprio Macintosh i server AppleShare
avendo a disposizione funzionalità quali
la gestione di accessi temporizzati, la
possibilità di momtorare le prestazioni
dei server stessi, la possibilità di gestire
degli allarmi e risposte automatiche per
ogni tipo di problema che si possa evi¬
denziare in un server (caduta del servi¬
zio. dischi troppo pieni, attività elevata,
errori RAID).
Marco e una scheda PCMCIA attiva
a 2 canali e rappresenta la soluzione
ideale per chi desidera disporre di uno
strumento per il collegamento a Inter¬
net o a un server attraverso la linea
ISDN tramite il proprio portatile. Con la
scheda viene fornito il software Leonar¬
do Pro che permette di spedire file e
cartelle in modo semplice e veloce;
inoltre, mediante il software Leo Tcp
compreso nel CD in dotazione, Marco
può essere utilizzata per connettersi ad
Internet e beneficiare delle prestazioni
ISDN.
Per ulteriori informazioni - ~~1
«e
Spigolature
Annunciato e dimostrato al MacWorld di
SanFrancisco, è ora disponibile FreeHand
8.0, il tool di grafica vettoriale di Macrome¬
dia che ha annunciato anche Design in Mo-
tion Suite, contenente FreeHand 8, Macro¬
media Flash, e Insta HTML 2 La Suite è la
soluzione ideale per la realizzazione di pagi¬
ne Web con animazioni e grafica vettoriale.
Se siete fortunati possessori di un Power¬
Mac 8600/250 o un 9600/300 e 350, e ave¬
te il coraggio di non essere soddisfatti delle
loro prestazioni, andate a visitare MacBoo-
st |www aei.unipd it/-aire/H vi troverete
dettagliate informazioni su come accelerare
le vostre macchine fino a 400 MHz e batte¬
re anche i G3_ > ^
Apple Italia \lwww appiè com| ha rilasciato
due update utili agli utenti di PowerMac G3
Si tratta del nuovo driver per Ethernet e di
un update per le Color StyleWriter
Ouesti bug-fix dovrebbero risolvere i proble¬
mi mostrati dai nuovi computer nel comuni¬
care con la rete e con le stampanti a getto
d'inchiostro.
Binary Software l'ivmv Dmarvsoii córri ha
rilasciato KeyQuencer 2.5, la popolare uti¬
lity per la creazione di macro dell'italiano
Alessandro Levi Montalcini. Le nuove fun¬
zionalità riguardano il supporto per i menu
contestuali e per la navigazione su Internet.
Il Macromedia Developer Support
Network ha organizzato una serie di corsi
di formazione, su prodotti Macromedia e su
altri software per grafica ed Internet, come
FreeHand, Authorware, Director, Pamter
Sono già state fissate le date per i corsi su
Macromedia Director 6. nei giorni 3 e 4
Marzo 1998 (nella sede Ifoa di Reggio Emi¬
lia) e 24 e 25 Marzo 1998 (nella sede Apple
di Cologno Monzese, MI)
Per informazioni sugli altri corsi, ci si può ri- ’
volgere a. Pico Servizio di Segreteria del
Macromedia Developer Support Network:
imkiai&DicaJÌ ■ tei. 0522/541285 - www.pi-
CO.lt.
Per gli amanti degli sfondi della scrivania ec¬
co Sundial che trasforma il vostro monitor
in qualcosa di vivo; questa utility cambia in¬
fatti il background ogni cinque minuti utiliz¬
zando le immagini contenute in un movie
sincronizzandole con l'orologio di sistema
cosi, con il passare delle ore, anche la luce
e l'atmosfera degli scenari cambierà Nel
CD vengono forniti vari scenari con defini¬
zione 640x480, 832x624 e 1024x768 tra i
quali troviamo anche delle bellissime scene
delle Hawaii e della California. E' possibile
scaricarne una demo all'indirizzo I
I.WVW ma. conv~inaweD/uownioaas\
Nelle centinaia di pagine che ogni mese leg¬
go per andare a scovare qualche leccornia
da proporvi, spesso mi imbatto in qualche
notizia veramente bizzarra che puntualmen¬
te evito di riportare, ma quella rimbalzata
(per puro scherno) un po' su tutti i siti nel
mese di febbraio 6 veramente il massimo
la Apple starebbe per abbandonare lo svi¬
luppo di Rhapsodyll (E per cosa? Per porta¬
re Windows su Mac? ndr)
110
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Facal
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garantendo il massimo dell affidabilità. Ogni prodotto che importiamo e che
montiamo sulle nostre macchine NON è scelto a caso, come purtroppo
molte aziende fanno. Siamo sempre in prima linea nella ncerca di
componenti performanti ed affidabili e siamo attentissimi a fornire sulle
nostre macchine le ultime tecnologie disponibili. Non improwisiamo:
quando montiamo un prodotto siamo SICURI che sarà il prodotto giusto
per voi. L'abbiamo testato per voi. Ma non solo: siamo attenti anche al
prezzo. Infatti, lavorando con una struttura snella e dinamica ci possiamo
permettere di vendere il prodotto ad un prezzo estremamente
concorrenziale.
Conosciamo bene i prodotti tecnologicamente più avanzati e quindi li
usiamo nelle nostre macchine. Anche i nostri PC di costo più limitato sono
tecnologicamente avanzati. AGP. 3DFX. Ultra DMA. DIMM, ATX per voi
sono solo astruse sigle ma per noi significano molto, quindi siamo a vostra
disposizione presso i nostri negozi per spiegarvi tutta questa tecnologia e
per proporvi la soluzione migliore alle vostre esigenze.
software: originale.
I componenti: l'affidabilità.
Il fatto di essere importatori e distributori ci permette di
produrre le macchine ad un prezzo
competitivo, ma ci
consente anche di
avere una larga scelta
di prodotto. Da anni e
anni lavoriamo con le
marche più importanti
e conosciamo i mille
segreti dell’hardware e
del software. Per
questo abbiamo scelto di
lavorare solo ed
esclusivamente con quei
costruttori che ci
garantiscono una
GARANZIA totale ed
immediata: VOI siete
nelle nostre mani
soprattutto in caso di
guasti e quindi
vogliamo essere
sicuri al cento per
cento che saremo in
grado di risolvere
anche il vostro più grande
problema. Non vogliamo darvi solo il prezzo: questo lo sanno fare tutti. Vi
vogliamo dare la tranquillità di avere sempre una azienda seria alle vostre
spalle per sempre: è questo il nostro modo di pensare.
Nelle nostre macchine montiamo solo software
originale. Sembra un ovvietà, ma in molti negozi
(che praticano prezzi apparentemente buoni),
purtroppo ai più sprovveduti vengono fornite
macchine complete di software pirata. Da noi no! Il
software è una parte integrante del PC e pertanto
per noi ha la stessa importanza. Da noi troverete
solo software originale certificato.
rezzo: ottimo!
Abbiamo pochi
concorrenti per quanto
riguarda il prezzo!
essendo importatori,
distributori ed infine
produttori saltiamo molti
a ivris I I passaggi intermedi che
altrimenti farebbero
■ A ■ lievitare il prezzo
finale. I nostri
prezzi sono buoni
proprio perché i prodotti
passano da noi a voi, direttamente.
Alcuni promettono prezzi eccezionali ma
spesso un bassissimo prezzo nasconde
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Aperto Sabato mattina 8 pomeriggio
Via S Anna alle Paludi. 126 - 80142
Tel 081-266325
Aperto Sabato mattina
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Tel 081-8813918
Aporto Sabato mattina
Plana Cittadella. 17 - 37122
Tel. 045-8015648
Aperto Sabato mattina
Laroo Bordlghera, 37 - 95127
Tel. 095-372197
Aperto Sabato mattina 8 pomeriggio
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del produttore oppure per oscillazioni valutarle) Nessun punto
vendila dal Groppo potrà essere ritenuto responsabile di
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Applicazioni e tecnologie di sviluppo Web
nei manuali della McGraw-Hill
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Noe! Esiabrook
fissar
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Internet Explorer 4 e Netscape: sono questi i temi
trattati nelle due nuove pubblicazioni della divisione
italiana di McGraw-Hill Companies. Indirizzati a
differenti classi di utenti della Rete, i libri risultano
scritti in modo veramente chiaro ed anche ben
tradotti. Tutto quello che c’è da sapere (e che forse
non vi siete mai presi la briga di scoprire fino in
fondo) sulla nuova, dirompente versione del
browser Microsoft, spiegato in modo semplice ed
esauriente; e, per chi volesse essere parte attiva
nel mondo Web, una completa descrizione delle
tecnologie Open Network Environment di
Netscape, per lo sviluppo di applicativi cross-
platform.
di Andrea Monlesi
Faccio parte, come credo molti, di
quella sotterranea schiera di tradiziona¬
listi, aficionados delle nuove tecnolo¬
gie ma al tempo stesso un po' conser¬
vatori, e forse giustamente dépassé.
che non rinuncerebbero mai compieta-
mente al caldo fascino della carta
stampata, per nessuna delle più avve¬
niristiche e complete forme di comuni¬
cazione elettronica multimediale. È un
piacere strano quello che si prova sfo¬
gliando i manuali d'informatica, nell’os-
servare schermate e finestre di soft¬
ware stranamente inerti, pregustando
un’interattività per il momento piace¬
volmente accantonata.
Capita però fin troppo spes¬
so, in questo campo, d'imbat¬
tersi in instant-book splendida¬
mente confezionati ma, ahinoi,
scritti da qualcuno che evidente¬
mente non aveva avuto abba¬
stanza tempo per chiarirsi del
tutto le idee sull'argomento, o in
testi di autentiche autorità nel
mondo dei computer, che non te¬
mono vergogna nel mettere in
piazza le loro drammatiche defi¬
cienze nell'uso del linguaggio. Il
tutto allegramente condito da tra-
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
115
duziom a dir poco pedestri.
In questo desolante panorama ho
quindi avuto ancora più modo di ap¬
prezzare la qualità delle pubblicazioni
McGraw-Hill, nelle quali mi sono im¬
battuto, spesso e soprattutto, a causa
della mia carriera di studente in Scien¬
ze dell'Informazione.
I due libri di cui vorrei parlare ora non
riguardano sconvolgenti novità nel
campo delle tecnologie informatiche,
né si presentano in favolose edizioni ri¬
legate in pelle umana e con allegato
CD, drive, computer ed insegnante pri¬
vato liofilizzato, dalle fattezze di Clau¬
dia Schiffer o Brad Pitt
Si tratta invece di due pratici e sobri
volumi, nei quali vengono esposti con
chiarezza e competenza differenti
aspetti della realta Web
Internet Explorer 4 di Noel Esta-
brook (380 pagine - L. 52 0001, è un’ot¬
tima guida per il completo apprendi¬
mento del rinnovato browser Micro¬
soft Particolarmente adeguato alle esi¬
genze dei principianti, il libro ha sicura¬
mente molti segreti da svelare anche
agli utenti piu smaliziati.
Recita il titolo originale: "Imparate
ad usare I E. 4 in 24 ore”; si tratta in¬
fatti di un manuale suddiviso in 24 bre¬
vi capitoli, ciascuno dei quali e stato
pensato dall'autore come una concisa
lezione da leggere ed assimilare in me¬
no di un'ora.
Ora, non saprei dire se sia effettiva¬
mente possibile fare proprie in un solo
giorno tutte le conoscenze contenute
nel testo; soprattutto per un lettore
completamente a digiuno di applicazio¬
ni Internet Certo è che la lettura scor¬
re facile tra i diversi argomenti, la com¬
prensione dei quali è facilitata dalla
struttura del manuale stesso, ricco di
note e suggerimenti, e che presenta al
termine di ciascuna lezione una serie
di FAQ sugli argomenti appena trattati,
piu una breve lista di quesiti e risposte
a riassumere le nozioni in essi racchiu¬
se
Un ulteriore elenco di domande sui
più comuni problemi riscontrabili utiliz¬
zando il browser è proposto in appen¬
dice Qui è anche possibile trovare un
elenco di siti Internet interessanti (pec¬
cato che chi ha curato la versione ita¬
liana non abbia pensato d'inserire an¬
che qualcosa di "nostrano", accanto a
questa lista di motori di ricerca, siti go¬
vernativi ed aziende d'oltreoceano), ol¬
tre che un utile glossario, senza nessu¬
na pretesa di completezza, e non
esente da qualche svarione (CODEC è
la contrazione di CODer/DECoder, e
non di COmpressione/DECompressio-
ne). ma che con poche, chiare parole
spiega il significato di tutti e soli i ter¬
mini e gli acronimi veramente neces¬
sari.
Con il preciso intento, mantenuto in¬
fatti nel corso di tutto il volume, di non
esagerare nell'utilizzo d'inutili e com¬
plicate terminologie gergali, Estabrook
ci introduce attentamente i nuovi voca¬
boli, nel corso dei vari capitoli, eviden¬
ziandoli e commentandoli di volta in
volta in un breve corsivo, facilitandone
così la memorizzazione
Il corso inizia con un'utile descrizio¬
ne di tutti i cambiamenti portati da In¬
ternet Explorer 4 all'interno di Win¬
dows 95, con una spiegazione del per¬
chè di questa politica che forse potrà
fare storcere un po' il naso a qualcuno
(come al sottoscritto), somigliando
molto ad un'arringa difensiva della
stessa Microsoft di fronte al Giudice
Thomas P. Jackson, scritta, se non da
Bill Gates in persona, da uno dei suoi
più stretti collaboratori Segue poi l'in¬
troduzione al mondo Internet vero e
proprio, compresa un'intelligente gui¬
da alla scelta del provider (che voi po¬
trete naturalmente saltare per contat¬
tare direttamente MC-link).
I primi capitoli guidano il lettore alla
scoperta del funzionamento del brow¬
ser, della sua configurazione e perso¬
nalizzazione, fino ad una trattazione
completa di tutte le caratteristiche
dell'Active Desktop. Si può quindi pas¬
sare alla navigazione vera e propria,
imparando a conoscere Internet, i mo¬
tori di ricerca, Outlook Express e la po¬
sta elettronica, le Mailing List ed i
newsgroup, Microsoft Chat e NetMee-
ting. Vengono infine trattati, senza en¬
trare troppo in profondità come è giu¬
sto che sia in un testo di questo tipo,
argomenti come i plug-in ed ActiveX,
l'HTML e la creazione di pagine Web
utilizzando FrontPage Express, l'inseri¬
mento in rete di suoni e WebBot, gli
script e Java
Officiai Netscape Tecnologie e
Sviluppo di Luke Duncan e Sean Mi-
chaels (404 pagine -1 58.000), è inve¬
ce qualcosa di completamente diver¬
so. Per un pubblico molto più mirato,
senza però che questo renda il testo
meno che pienamente comprensibile
a chicchessia, il volume consiste in
un'approfondita guida all'ambiente di
sviluppo Open Network Environ-
ment ed ai suoi strumenti, progettati
da Netscape per la creazione di appli¬
cazioni versatili e indipendenti dalla
piattaforma pensate espressamente,
quindi, per ambienti Internet/lntranet.
L'unico difetto di questo libro, a mio
avviso, è quello di apparire ciò che in
realtà non è: qualcosa di terribilmente
complesso, per soli addetti ai lavori. È
sufficiente non farsi spaventare dai
"minacciosi" termini presenti in co¬
pertina e seguire pazientemente la let¬
tura. per comprendere inizialmente, a
partire dall'introduzione, di quali inte¬
ressanti strumenti ci accingiamo a fare
la conoscenza, e per scoprire poi un
ottimo manuale, che passo passo ci il¬
lustra le diverse caratteristiche di
ONE Facciamo quindi la conoscenza
delle Internet Foundation Classes
(IFC), ovvero le classi Java made in
Netscape, impariamo le tecniche d'm-
tegrazione di CORBA/IIOP (la nuova
architettura ad oggetti distribuita per
la creazione e la connessione di appli¬
cativi operanti su sistemi diversi), arri¬
vando alla descrizione dello sviluppo
dei plug-in. con la presentazione di Ja¬
va Runtime Interface e LiveConnect, e
dell'utilizzo di JavaScript lato server.
Intendiamoci, non stiamo comunque
parlando di argomenti tra i più facili,
né il libro è stato espressamente pen¬
sato allo scopo di far diventare dei pro¬
vetti sviluppatori i neofiti. Per questi
ultimi sarebbe certamente consigliabi¬
le anteporre alla guida di Duncan e Mi-
chaels lo studio di qualche buon testo
introduttivo.
Sono altresì convinto che. con un
po' di buona volontà, chiunque potreb¬
be ottenere validi risultati dalla lettura
di questo volume, che certamente,
però, rappresenta uno strumento di li¬
vello assoluto per tutti i progettisti di
applicazioni di rete che desiderino ca¬
pire come utilizzare le tecnologie Net¬
scape.
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116
MCmicrocomputer n, 182 - marzo 1998
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temente controllato per consentirvi di lavorare nella massima
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Questo articolo costituisce un resoconto del Seminario Internazionale, svoltosi al DAMS di Bologna nello
scorso gennaio, dedicato allo stimolante tema "CD-ROM e Teatro”. Stimolante innanzitutto per il "materiale”
che è stato presentato (molti CD di argomento teatrale, alcuni dei quali in anteprima). Stimolante per molti
spunti che sono via via emersi. Ad esempio molti degli studiosi presenti al convegno hanno messo in risalto
l’importanza della “regia” nella produzione di un CD-ROM, regia che deve imporre uno “stile" all’opera e deve
poter condizionare anche gli aspetti eminentemente tecnici della realizzazione.
Molto interessante è la notizia che in alcune Università, per ora solo straniere ed evidentemente dotate di
appositi laboratori, i CD-ROM vengono preparati dagli stessi studenti. Un CD-ROM può costituire, ad
esempio, il risultato di un lavoro di ricerca, raccolta, selezione, organizzazione di materiale "multimediale" di
argomento teatrale. NeH'articolo, il cui titolo è CD-ROM e Teatro e che è stato scritto da Nicola Savarese,
professore del DAMS di Bologna e co-organizzatore del convegno, viene proposta una categorizzazione
relativa ai CD-ROM di argomento teatrale, ma che può essere utilizzata anche per i CD-ROM dedicati ad altre
"materie” che possono interessare studiosi e studenti.
Francesco Petroni
CD-ROM e Teatro
di Nicola Savore se
Spigolando nel mondo accattivante
dei CD-ROM d'autore ne ho trovati alcu¬
ni dedicati al teatro e al mondo dello
spettacolo che superano il livello del
semplice gioco interattivo per farsi stru¬
mento di conoscenze più sofisticate e di
utili archivi. Si tratta di una realtà che ini¬
zia a destare attenzione nel mondo delle
scienze umanistiche (piuttosto conser¬
vatrici in fatto di supporto cartaceo), sia
nella prospettiva dell'uso didattico che
in quello, più stimolante, della realizza¬
zione.
Non faremo qui l’errore di chiederci
se è meglio realizzare un CD-ROM (fac¬
cenda lunga, costosa e complicata) o
progettare infinite foglie di Sibilla per il
gran vento di Internet (i siti Internet de¬
dicati al teatro sono, tra l'altro, sempre
più numerosi). Nell'un caso e nell'altro
(diritti di tutti i generi permettendo) si
tratta comunque di apprendere ed utiliz¬
zare tecniche del tutto analoghe. La
grande sfida invece è quella di diffonde¬
re questi strumenti in modo più siste¬
matico (sia fra gli studenti che fra gli stu¬
diosi) e favorire cosi il loro perfeziona¬
mento. Insomma mentre da un lato le
biblioteche (non solo quelle universita¬
rie. in pericoloso ritardo) dovrebbero do¬
tarsi di postazioni ori Ime, di lettori di
CD-ROM, esattamente come hanno po¬
stazioni per l'ascolto della musica o la vi-
Un completo repertorio di
opere drammatiche
Mascarille è il nome del
personaggio con cui Mo¬
lare comincio a specializ¬
zarsi nel ruolo 'italiano " di
servo estroverso, astuto e
pieno di risorse Come
CD-ROM Mascarille e in¬
vece un repertorio di
18 000 opere drammati¬
che di ogni tempo e pae¬
se Si accede alia ricerca
per autori o titoli (m lingua
originale e nella traduzione
francese! e vi si trovano
anche riferimenti bibliogra¬
fici Iper lo piu notizie, trat¬
te da riviste francesi, circa
le messinsceneI
sione dei filmati, dall'altro occorrerebbe
prepararsi, altrettanto alla svelta, al me¬
stiere di creatore di opere multimediali
Non una laurea ma una formazione pro¬
fessionale che potrebbe rientrare bene
nella recente istituzione dei diplomi uni¬
versitari offerti dai DAMS (oltre a Bolo¬
gna, ne esistono anche a Roma e a Tori¬
no).
Anche per dirigere lo sguardo verso le
nuove professionalità che questi lin¬
guaggi esigono, si è svolto il 23 e il 24
gennaio scorso, al DAMS di Bologna
(nella bella sala affrescata della nuova
sede di via Barberia) un Seminario Inter¬
nazionale dal titolo ''CD-ROM e Tea¬
tro' - . L'incontro mirava a presentare una
serie di esperienze - modelli e prototipi -
per fare un punto sulle potenzialità del
settore in pratica si intendeva offrire
un'esplorazione delle proposte sia com¬
merciali che sperimentali, realizzate o in
fase di elaborazione, e proporre quindi al
pubblico una prima riflessione.
Al meeting sono intervenuti esperti e
realizzatori provenienti da alcune univer¬
sità europee in particolare dall'Univer¬
sità di Piccardia “Jules Verne" ad
Amiens, nei pressi di Parigi. dall'Univer¬
sità Complutense di Madrid, dall'Univer¬
sità di Firenze, dalla Sapienza di Roma e
dallo stesso DAMS di Bologna II sup-
118
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Questo CD. francese dedicato a Molière, presenta quattro campi di approfon¬
dimento la recitazione in audio di alcune scene delle commedie più importanti
Ila si può seguire sul testo scrittoi, una dettagliata biografia di Molière sull'am¬
pio sfondo culturale dell'epoca l'un epoca in scena~l con indice tematico, la
galleria degli scritti Icon /'integratila delle operel, ed mime un percorso anima¬
to sui momenti più avvincenti della biografia di Moliere Una realizzazione flui¬
da e ben accompagnata da musiche d'epoca
porto didattico era affidato alla compe¬
tenza e alla sagacia di Francesco Petrom
della Technimedia di Roma. Allo scriven¬
te, organizzatore del seminario insieme
a Marco De Marinis, il compito, svolto
già durante l'incontro, di raccogliere e
proporre alcuni esempi.
Prima di commentare i materiali esa¬
minati, dirò che ad una prima osserva¬
zione i CD-ROM dedicati al teatro si
possono dividere in almeno cinque cate¬
gorie: 1) raccolte di informazioni genera¬
li, 2) repertori e cataloghi, 3) ipertesti
(con o senza immagini e/o filmati), 4)
viaggi virtuali in luoghi teatrali (edifici,
spazi, musei), 5) creazioni d’arte teatrale
multimediali Questa tipologia esplora
materiali esistenti, anzi, per essere piu
precisi, materiali che ho trovato e raccol¬
to nel tempo, per pura curiosità, nei
miei viaggi di globe-theatre-trotter. Si
tratta dunque di una semplice constata¬
zione, certamente parziale (il settore è
m continua espansione) e come tale,
quindi, passibile di integrazioni che au¬
spichiamo. Tuttavia già a partire da que¬
sti cinque gruppi si possono indicare al¬
cune potenzialità del settore: in altre pa¬
role le necessità (e i desideri) di chi si
occupa di teatro, sia studiandolo (storia,
iconografia, drammaturgia, etc.) sia fa¬
cendolo (regia, scenografia, organizza¬
zione, etc.)
Solo qualche parola sull'aspetto della
realizzazione di un CD-ROM ma anche
di un sito Internet Ciò che si richiede ai
progettisti e ai realizzatori, insomma al
regista multimediale, è una vera e pro¬
pria pratica di messinscena, dei principi
di base della spettacolarità, tutto un
mondo che ha a che vedere con la sa¬
pienza del montaggio e con il buon gu¬
sto di chi frequenta e studia le arti visi¬
ve. Dunque il teatro con i CD-ROM c'en-
li Kabuki, forma popolare di teatro giapponese, e uno spettacolo sontuoso gli
attori vestono costumi stravaganti e sono truccati m modo tale che il loro viso
sembri una maschera Le entrate in scena dei personaggi-chiave avvengono a
mezzo dell'hanamichi, un ponte rialzato che attraversa tutta la sala e si collega
al palcoscenico L allestimento scenico e molto ricco abbondano efletti elabo¬
rati con ricorso ad apparizioni e trabocchetti A partire dal XVII secolo 6 stato
introdotto un palcoscenico girevole che. oggi, costituisce uno dei tratti più ca¬
ratteristici del Kabuki
trées, va dai greci antichi ai giorni nostri:
si accede alla ricerca per autori o titoli
(in lingua originale e nella traduzione
francese) e troviamo anche qualche rife¬
rimento bibliografico (per lo più notizie,
tratte da riviste francesi, circa le mes¬
sinscene) Gli autori del CD-ROM chie¬
dono all'utente di collaborare all'arricchi¬
mento dell’elenco Un piccolo appunto:
le schede sintesi sui drammi sono tal¬
volta troppo esili (ci sarebbe ancora spa¬
zio) Vale comunque la pena di munirsi
di questo strumento che supplisce libri
esauriti da tempo. A proposito, Masca-
rille è il nome del personaggio con cui
Molière cominciò a specializzarsi nel
ruolo "italiano" di servo estroverso,
astuto e pieno di risorse: nel tempo Ma-
scarille lasciò il campo al grande Sgana-
rello.
Con L 'opera. Collector's guide (di El¬
vio Giudici, realizzato da Script e dal
Saggiatore solo per Windows 95) si fa la
felicità del melomane che non solo vie¬
ne guidato nei labirinti del melodramma
(404 opere di 120 autori per 1580 inter¬
pretazioni, con nomi di direttori, cantan¬
ti. registi) ma può districarsi anche nel
ginepraio delle edizioni (CD, Laser Disc.
Videocassette) potendo ascoltare una
selezione di esempi significativi con re¬
lativi commenti. La possibilità di aggiun¬
gere note personali e porre segnalibri
conferirebbe a questo CD-ROM un più
giusto titolo di "melomania", corrispetti¬
vo dei noti repertori digitali di film.
Un catalogo-mostra decisamente ri¬
volto al contemporaneo è In media sce¬
tra, e come. Direi che potrebbe essere
addirittura un sottile sfondo di tutto il
panorama.
Ma guardiamo finalmente i prodotti
esaminati Vi troverete, riuniti insieme,
per comodità, i soggetti spigolati dal
mercato e quelli proposti dalle varie
realtà intervenute al seminario bologne¬
se
Il primo gruppo dunque è costituito
da raccolte di informazioni generali. Per
esempio il CD-ROM Per fare lo spetta¬
colo in Europa realizzato alla fine del
1997 dall’Osservatorio dello Spettacolo
della Presidenza del Consiglio dei Mini¬
stri e distribuito gratuitamente. Si tratta
della raccolta di leggi e regolamenti per
accedere ai progetti e ai relativi finanzia¬
menti europei: una guida-manuale per
districarsi nel mare davvero interessan¬
te delle proposte comunitarie. Per chi si
occupa del settore organizzativo si tratta
in pratica di uno strumento indispensa¬
bile Sembra che il CD-ROM sia però
già esaurito ma può essere richiesta,
altrettanto gratuitamente, una pubblica¬
zione a stampa con lo stesso titolo e gli
stessi contenuti. Non è proprio come
avere i formulari pronti ad essere com¬
pilati ma è sempre qualcosa.
Al secondo tipo appartengono i reper¬
tori e i cataloghi. Un repertorio di opere
drammatiche di ogni tempo e paese è
MascartUe, un CD-ROM francese (per
Mac e Windows, prodotto da Centre
ressources théàtre e Anrat e trovato alla
boutique della Comédie Franpaise a Pa¬
rigi). Il repertorio, con più di 18.000 en-
MCmicrocomputer n, 182 - marzo 1998
119
Si tratta di un'opera
molto nota Ci conduce
m una dettagliata visita
virtuale dell'edificio Ifo¬
yer, palchi, ridotto, sce¬
naI prima di elencarci la
vita storica del teatro, le
grandi pome, gli allesti¬
menti più celebri CD¬
ROM ottimo per la di¬
dattica e gradito agii ap¬
passionati della buca
na 97, un CD-ROM realizzato dalla Blu
Video & Multimedia di Bologna Iper
Mac e Windows) per promuovere e di¬
vulgare una cinquantina di giovani com¬
pagnie teatrali italiane e le loro proposte
di spettacolo (divise per genere: teatro
di ricerca, teatro di figura, teatro ragazzi,
etc, con foto, brani di video, recensio¬
ni).
Due sezioni a parte di questo CD¬
ROM sono dedicate rispettivamente al
restauro del Teatro Perrella di Longiano
(patrocinatore dell'impresa) e ad una
breve stona della rivista Sipario Un pic¬
colo, gradito contributo alla storia del
teatro recente. Nella categoria dei cata¬
loghi non abbiamo infatti trovato raccol¬
te riguardanti riviste teatrali. Quanto ap¬
prezzeremmo, per esempio, la raccolta
completa in CD-ROM di una rivista co¬
me TDR (The Drama Review), proprio
come è stato fatto per National Geo-
graphic (dal 1888 al 1996: 155 000 im¬
magini, 7.500 articoli. 175 000 pagine di
testo, in 30 CD, per Mac e Windows),
una rivista che ha le stesse caratteristi¬
che di una rivista teatrale testi e molte
immagini. Del resto non abbiamo trova¬
to neanche CD-ROM di enciclopedie, bi¬
bliografie o raccolte biografiche per il
teatro tanto per intenderci repertori or¬
mai classici come la celebre "garzanti-
na" (peraltro mai ristampata) o i Patalo-
ghi annuali della Ubu Libri
Nel terzo tipo di CD-ROM per il teatro
abbiamo individuato gli ipertesti, con o
senza la dote di immagini e filmati. Si
tratta in genere di raccolte di testi o di
analisi testuali con aggiunta di notizie va¬
rie, dalla biografia dell'autore al panora¬
ma dell'epoca. Qui troviamo subito
l'opera completa di Shakespeare: Wil¬
liam Shakespeare The Complete Works
on CD-ROM (realizzato per Windows
daW Andromeda Interactive Lid che ope¬
ra in Inghilterra e negli USA). Attraverso
un'interfaccia-biblioteca si aprono una
serie di link (titoli, frasi, parole, citazioni)
per numerosi riferimenti interni (perso¬
naggi, monologhi, scene). L'opera si
completa con note specifiche su dodici
drammi, considerati i piu popolari, e un
glossario per l'approfondimento del tea¬
tro elisabettiano.
Un'altra realizzazione puramente iper¬
testuale e La famiglia dell'antiquario di
Carlo Goldoni (in edizione elettronica su
CD-ROM, più un libro, a cura di Luca To¬
schi, Marsilio 1996) che presenta le tre
versioni della commedia e le varianti
d'autore
Fra gli ipertesti dotati di immagini, ani¬
mazioni e audio, troviamo un interessan¬
te Molière. Une vie pour le thèàtre (Edi-
tions ILIAS, per Mac e Windows) Quat¬
tro i campi prescelti per l'approfondi¬
mento: la recitazione in audio di alcune
scene delle commedie piu importanti (le
si può seguire sul testo scritto), una det¬
tagliata biografia di Molière sull'ampio
sfondo culturale dell'epoca ("un'epoca
in scena") con indice tematico, la galle¬
ria degli scritti (con l'integralità delle
opere), e infine un percorso animato sui
momenti più avvincenti della biografia di
Molière. Una realizzazione fluida e ben
accompagnata da musiche d'epoca.
Una particolare raccolta riguarda un
glorioso "teatro" dell'epoca d'oro della
radio, il Mercury Theatre diretto da Or-
son Welles: Theatre of thè Imagmation
(realizzato dalla Voyager di New York
per Mac e Windows) riporta, con tutti i
relativi testi, le trasmissioni radiofoniche
originali degli anni Trenta e Quaranta
con l'inconfondibile voce di Orson Wel¬
les e di altri bravi attori (infallibile per im¬
parare l'inglese) Seguono una serie di
interviste e di notizie su quelle fortuna¬
tissime trasmissioni fra le quali ricordia¬
mo la celebre Guerra dei mondi che
gettò gli americani nel panico con un
troppo verosimile notiziario sullo sbarco
dei marziani. Autentico documento sto¬
rico, l’unico filmato del CD-ROM che
mostra come erano realizzate in diretta
quelle esemplari trasmissioni radiofoni¬
che effettuate in studi ancora primitivi
(con tanto di incredibili rumoristi e musi¬
che prelevate dai dischi).
Di questo gruppo potrebbe far parte il
progetto Dionysos, non un CD-ROM ma
un programma informatico elaborato dal
Dipartimento di Storia delle Arti e dello
Spettacolo dell'Università di Firenze per
schedare e gestire immagini riguardanti
il teatro. Una schedatura scientifica del¬
le immagini riguardanti il teatro è infatti
particolarmente complessa per la quan¬
tità dei dati che devono essere messi in
campo dalla doppia rappresentazione
(soggetto del quadro ma anche sogget¬
to dell'opera rappresentata, autore
dell'immagine ma anche autore del
dramma, etc.) Dionysos potrebbe servi¬
re ottimamente raccolte tematiche di
immagini per uso didattico ora che la
masterizzazione di un CD-ROM è possi¬
bile farla in casa
Il quarto gruppo di CD-ROM teatrali e
certamente il più ricco di esempi: si trat¬
ta dei viaggi virtuali, la forma più avanza¬
ta e spettacolare di CD-ROM, quella in
cui può dispiegarsi tutta la tecnologia
dei percorsi in 3D Alcuni di questi per¬
corsi conducono all'interno di antichi
edifici teatrali ricchi di storia e di perso¬
naggi; altri sono invece tragitti all'interno
di generi drammatici o di particolari ri¬
cerche.
Certamente noto e il doppio CD-ROM
sulla Scala (// teatro alla Scala, realizzato
dalla Enda Multimedia per Mac e Win¬
dows) che ci conduce in una dettagliata
visita virtuale dell'edificio (foyer, palchi,
ridotto, scena) prima di elencarci la vita
storica del teatro, le grandi prime, gli al¬
lestimenti piu celebri. La Scala ha aperto
ora anche un abbondante sito Internet
(cfr. il precedente numero di questa rivi¬
sta). Simile al precedente è il CD-ROM
su un altro celebre edificio, il Teatro La
Fenice di Venezia: Un'opera per Venezia
(edito dalla C.T. per Windowsl ricostrui¬
sce la Fenice prima dell'incendio, con la
sua stona, gli spettacoli e gli interpreti. I
proventi della vendita andranno alla rico¬
struzione in corso del teatro.
Due realizzazioni spagnole particolar¬
mente ben sviluppate nella realizzazione
virtuale sono il CD-ROM sul Palacio del
Buen Retiro di Madrid, ricca residenza
reale al cui interno si trovava il celebre
teatro del Coliseo, e quello sul Corrai de
la Comedia, il teatro più popolare di Ma¬
drid ai tempi di Lope de Vega e Calde-
120
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suoi oltre 255 punti 3D Winbench (misurati
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nelle prestazioni, ma introduce anche l'innovazione
tecnologica del nuovo sistema antivibrazioni DDSS
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tempo di accesso da 80ms, access rate da 5100Kb/s
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ron de la Barca (epoca per questo detta
Siglo de oro). Il Buen Retiro, opera
dell'architetta Carmen Blasco che ha la¬
vorato ben sei anni (!) per il Museo del
Prado, in collaborazione con lo storico
del teatro spagnolo José Maria Diez
Borque, non esita a ricostruire nei detta¬
gli tutti i luoghi di spettacolo della reggia
(in buona parte oggi perduti) estenden¬
dosi ai protagonisti, alla musica e alla
letteratura del tempo. Un lavoro davvero
eccellente con dispiego di virtualità che
arriva a dettagli importanti come la deli¬
cata incidenza della luce diurna negli in¬
terni.
Il Corrai della Commedia è invece
un'attenta ricostruzione con visita virtua¬
le, opera del regista teatrale spagnolo
Manuel Canseco Godoy: è il frutto di at¬
tenti studi architettonici e di documenti
d'epoca che hanno permesso un’ipotesi
plausibile di come fosse il corrai (cortile)
ormai perduto, in cui sorse, a poco a po¬
co, il teatro sfruttando le case laterali
preesistenti, le loro finestre, i loro balco¬
ni e ballatoi.
Altra ricostruzione, prodotto questa
volta di una ricerca d'équipe fra studenti
e professori dell'Università "Jules Ver-
nes 1 ' di Amiens, è un demo sul Trésor
du Boulevard du crime, la lunga strada
nel centro Parigi che rispondeva al no¬
me di Boulevard du Tempie ed era sede
nel '700 di un intero quartiere di teatri
(immortalato nel celebre film Les En-
fants du Paradis di Carnè). La ricostru¬
zione del boulevard contestualizzato nel¬
la città, è resa possibile da uno spaccato
d'epoca della strada, in cui si susseguo¬
no i vari edifici teatrali: chccando sulla
porta di ogni teatro ci si entra dentro e si
ricevono le notizie sulla loro vita movi¬
mentata. sugli altrettanto vivaci protago¬
nisti Dominique Leroy e Gérard Co-
chard, autori dell'opera, hanno iniziato
l'impresa pensando di condensarvi la ri¬
cerca effettuata: una ricca raccolta di
informazioni sull'economia dello spetta¬
colo popolare del tempo.
Nel campo della ricerca applicata si
iscrive anche un'altra demo dedicata
all' antropologia teatrale (realizzata da Al¬
do Azzari su proposta di chi vi scrive) a
partire da un recente campo di studio,
fondato dal regista Eugenio Barba, che
riconsidera il teatro dal punto di vista
dell'arte dell'attore: una sorta di museo
dell'uomo-attore che attraversa i principi
scenici delle più importanti culture tea¬
trali del mondo e di ogni epoca (la ricer¬
ca anche iconografica è già apparsa in
un libro, L'arte segreta dell’attore, che
ha avuto diffusione internazionale). La
connessione immagini-testo diventa
quindi essenziale, cosi come la presen¬
za di filmati, per approfondire le forme
Si natia della demo di
un CD-ROM (realizzata
da Aldo Azzan su propo¬
sta di chi vi scriveI in
preparazione Lo spunto
viene da un recente
campo di studio, Ionda¬
to dal regista Eugenio
Barca, che riconsidera il
teatro partendo dal pun¬
to di vista dell'arte
dell'attore una sorta di
museo dell'uomo-attore
che aitraversa i principi
scenici delle piu impor¬
tanti culture teatrali del
mondo e di ogni epoca
(la ricerca, anche icono-
gralica. è già apparsa in
un libro. L ane segreta
dell’attore, che ha avuto
diffusione internaziona¬
leI
del passato come quelle extra-europee.
Un CD-ROM invece che sarà presto in
distribuzione (curato da Antonella Ottai
dell'Università La Sapienza di Roma) ri¬
guarda un viaggio nella galassia Eduar¬
do, uno dei più grandi attori-autori del
teatro italiano del '900. Di Eduardo De
Filippo il CD-ROM ripercorre le opere, la
carriera, la critica ma anche tutti i perso¬
naggi della famiglia d'arte, i gesti carat¬
teristici, i luoghi teatrali frequentati. Una
realizzazione ricca di immagini e di com¬
menti che occorrerà rivedere con calma
per poterne apprezzare tutti i gustosi
particolari
Altrettanto abbondante e articolato è il
CD-ROM sull'esotico teatro Kabuki
(un'impegnativa realizzazione con an¬
nesso libretto della casa giapponese
Ascn. per Mac e Windows 95): però do¬
po averne apprezzato il demo in inglese
al Milia di Cannes del '97 siamo entrati
in possesso, non senza fatica, di un
esemplare in sola lingua giapponese
che per girare richiede un programma di
caratteri naturalmente giapponesi. Pec¬
cato.
Non disperiamo tuttavia di trovare un
esemplare in inglese che ci introdurreb¬
be. e ci aiuterebbe a introdurre, uno dei
più affascinanti teatri tradizionali
dell'Asia le cui convenzioni sceniche -
costumi, scenografie, movimenti - han¬
no bisogno di un grande apparato per
essere avvicinate non superficialmente
Tutti i viaggi virtuali come quelli qui
esposti sono le realizzazioni di CD-ROM
più complesse, quelle che richiedono le
ricerche più lunghe, le più ampie docu¬
mentazioni. nonché buone doti di mes¬
sinscena e solida preparazione informa¬
tica per creare un'interfaccia comoda
ma efficace. Ma si tratta anche dei pro¬
dotti che potrebbero più risentire delle
mode: e certamente quelli più soggetti
a stancare. Si auspica dunque un buon
equilibrio tra messinscena e quantità di
dati raccolti che comunque rende pre¬
zioso e utile l'acquisto
Siamo arrivati infine al quinto tipo di
CD-ROM teatrali, quello che prevede la
creazione artistica multimediale. Si tratta
del genere più vario di tutta la tipologia,
in cui gli stessi artisti si esprimono diret¬
tamente attraverso il linguaggio multi¬
mediale per dare un'immagine di sé, del
proprio lavoro, dei propri spettacoli Co¬
me quel Percorsi cifrati: navigazione nel
teatro della compagnia Solari- Vanzi
(creato da Marco Solari e Carlo Infante,
per Mac e Windows) per consultare vi¬
deo degli spettacoli, copioni, critiche, fo¬
to di scena su un palcoscenico in 3D.
definito "stanza della memoria"
L'Italia è il terzo mercato europeo di
CD-ROM dopo Germania e Francia (sia¬
mo pari alla Gran Bretagna) ma ovunque
imperano ancora i videogiochi che pren¬
dono dal 60 al 70 per cento delle vendi¬
te complessive. Riusciremo ad avere
prodotti di qualità? Ci sara un'editoria
multimediale mirata? Possiamo dire sol¬
tanto che il mercato dei CD-ROM
sull'Arte sta avendo grande diffusione (e
quindi prezzi convenienti) tramite la
stampa quotidiana. E il mondo del teatro
e dello spettacolo 7
Spulciando nelle curiosità della rete
abbiamo trovato un luogo chiamato The
Palace ImTTi.; //www tnepaiace corni] una
città virtuale m cui gli abitanti si presen¬
tano attraverso un volto che può essere
trasformato, ricolorato e rivestito, con il
quale si va in giro a incontrare gli altri
Poiché il gioco permette ovviamente fo¬
tomontaggi, si può andare m giro con il
volto finto sul proprio corpo (e vicever¬
sa) oppure sotto "mentite spoglie".
Chissà cosa avrebbe fatto Pirandello
giocando con la rete? MS
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E.
Hewlett-Packard HP 360LX
Il palmare con l’anima di Windows CE 2.0 ed un volto black & white
mantiene tutte le promesse di Microsoft e di HP
L'hard disk del mio computer non ne
vuole proprio sapere di funzionare, ed il
crash di oggi è definitivo, non lascia se¬
gni di vita. Aspetto molti messaggi di
posta elettronica, devo preparare alcu¬
ne relazioni, forse inviare dei fax. ed in¬
fine scrivere l'articolo che state leggen¬
do. Prendo un faxmodem PCMCIA che
ho in prova, lo inserisco nel palmtop
HP, rispondo ad una dozzina di doman¬
de banalotte su numeri di telefono e
mail server e via! Ecco un ufficio com¬
pleto, o quasi.
Il software infatti comprende il mailer
e il browser di Microsoft ed il fax
software di B-Square. Il supporto PCM¬
CIA è perfetto, permettendomi imme¬
diatamente di navigare a 33,6 Kbps e di
inviare e ricevere fax fino a 14.4 Kbps.
Lo faccio funziona tutto perfettamen¬
te. Il nuovo display da 640x240 con lu¬
ce bianca su 16 toni di grigio è perfetta¬
mente leggibile. La tastiera è di buone
dimensioni e i tasti, com'è consuetudi¬
ne HP, danno una sensazione precisa.
La tentazione di digitare velocemente è
grande, e talvolta ci si riesce, almeno
per qualche istante: i tasti di ridotta di¬
mensione, ma soprattutto la corsa ec¬
cessivamente corta (nonché incernie¬
rata in basso) degli stessi, non permet¬
tono certo prestazioni entusiasmanti. I
miglioramenti rispetto agli HPC della
generazione precedente sono davvero
importanti. Purtroppo della stessa en¬
tità è anche l'aumento di prezzo.
Descrizione
Il Palmtop PC modello HP 360LX,
come lo chiama la Casa madre, è sta¬
to annunciato al pubblico statunitense
lo scorso 13 ottobre E' un HPC con
sistema operativo Windows CE ver¬
sione 2.0, del quale abbiamo in visio¬
ne la versione USA, non quella nazio¬
nalizzata che invece sarà disponibile al
pubblico Le dimensioni sono le soli¬
te, 18,3 x 9,4 x 2,9 cm, per un peso
inferiore al mezzo chilogrammo (457
grammi completo di batterie ricarica-
bili).
Il microprocessore è un Hitachi SH-
3 a 60 MHz, mentre quello del prece¬
dente modello 320 era a 44 MHz. La
dotazione di memoria comprende 8
MB di RAM suddivisibile manualmen¬
te tramite cursore tra memoria dati e
memoria programma (niente gestione
dinamica...), e 5 MB di ROM con up-
grade fino a 10 MB.
L'alimentazione avviene sia tramite
124
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
la rete che con batterle, due stilo rica-
ricabili o normali. Usando queste ulti¬
me il funzionamento si protrae per al¬
cune ore, grazie anche ad una serie di
accorgimenti che risparmiano quanti
più elettroni possibile, anche a livello
del microprocessore. Il valore indicato
nelle specifiche è di 15 ore di funzio¬
namento con le stesse batterie: ovvia¬
mente la durata effettiva è minata pe¬
ricolosamente da qualsiasi funziona¬
lità non sia di base, dall'uso della re-
troilluminazione alla connessione se¬
riale, dalle comunicazioni ad infrarossi
all'impiego di carte interne. A riguardo
di quest'ultima opzione gli HPC di HP
hanno due slot, uno per PCMCIA ed
uno per CompactFlash, e l'uso di que¬
sto tipo di scheda permette di aumen¬
tare grandemente la quantità di dati
gestiti dagli HPC.
L'interfaccia infrarossa disponibile
ha le solite funzioni, ovvero sostituire
la porta seriale laddove possibile
stampa (viene pubblicizzata la sola
compatibilità PCL), sincronizzarsi con
il desktop di riferimento oppure gioca¬
re contro avversari in rete senza filo
Un'ulteriore miglioria pensata dopo gli
affanni della conversione da CE 1 a
CE 2 è stata la semplificazione dell'ac¬
cesso alla ROM per ulteriori modifi¬
che al software di base: d'altronde
proprio nelle ultime settimane si è
sparsa la notizia del buono stato di
avanzamento di CE 3, quindi meglio
tranquillizzare gli acquirenti sull'aspet¬
tativa di vita di questi oggetti.
Il software
Il software in dotazione è davvero
molto ricco. Della suite Microsoft fan¬
no parte, com'è noto, le versioni
Pocket di Word, Excel, Inbox, Schedu¬
le ed Explorer. La novità in questo
settore è Pocket PowerPoint, che ca¬
rica e converte i file di presentazione
si tratta d'un player, ovvero d'un letto¬
re che non permette di creare o modi¬
ficare file esistenti ma solo di mostra-
Windows CE, per gli ultraportatili ma non solo
di Marco Marinacci
Di Windows CE si parla ormai da un anno e mezzo, e molte volte abbiamo avu¬
to occasione di occuparcene sulla rivista. Quello che solo in maniera un po' ridut¬
tiva potremmo chiamare l'adattamento di Windows 95 a dispositivi diversi dai
tradizionali computer sembra aprire ampie prospettive Ricordiamo che Windows
CE non va visto semplicemente come sistema operativo per i computer... ultra-
portatili luna volta si chiamavano pocket, poi palmtop, adesso handheld PC), ma
ne è prevista l’applicazione in numerose altre situazioni: l’obiettivo è quello di
avere un'interfaccia unica per i numerosi dispositivi elettronici con i quali milioni
di persone hanno a che fare ogni giorno. Quasi a conferma di questo, nel nume¬
ro scorso abbiamo dato notizia di un autoradio con Windows CE, prodotta dalla
Clarion, presentata all'ultimo Consumer Electronic Show di Las Vegas.
Attualmente tutti noi, quando pensiamo a Windows CE, pensiamo istintiva¬
mente alla miniaturizzazione del nostro computer dell'ufficio, o di casa, che si fa
a misura della nostra mano per poter trovare agilmente posto nella tasca della
giacca ed essere usato., quasi come se fosse un computer "vero". In treno o in
aereo, durante il viaggio, anziché dormire si lavora col "computermo" e poi si
passa il tutto nel "computerone". Vale la pena, non vale la pena, già si fa, non si
fa, si fa quasi: lasciamo stare queste considerazioni un po’ sociali, un po' umane,
un po' pratiche, un po' tecniche. Il dato di fatto è che numerose aziende, anzi nu¬
merose grandi aziende, stanno immettendo sul mercato i loro prodotti basati su
Windows CE D'altra parte, quando molte grandi aziende partono tutte nella
stessa direzione è poco probabile che il tutto finisca nel nulla, ed è pensabile
quindi che Windows CE sia un fenomeno da seguire con attenzione perché de¬
stinato probabilmente a coinvolgere un pubblico molto numeroso. Ma attenzio¬
ne, non è poi così scontato: in effetti è successo con t'MSX, che vedeva schiera¬
ti a braccetto parecchi dei più grossi nomi dell'elettronica di consumo, nato una
quindicina di anni fa con l'obiettivo di porsi come standard dell'home computing
e morto in brevissimo tempo. Questa volta le premesse sembrano più solide,
perché bisogna "semplicemente" far breccia in un pubblico già abituato, in gran
parte, a Windows 95 da cui CE trae in un certo senso origine. L'antagonista più
grosso, è evidente a chiunque non sia digiuno nel settore di quelli che ho già
chiamato ultraportatili, si chiama Psion lunga stona nel settore, ottime prestazio¬
ni, ottima compatibilità con i sistemi fissi (Windows e Mac), naturalmente diver¬
so da tutti gli altri suoi simili che non siano Psion... o compatibili Psion. Ci sarà si¬
curamente da parlare e da discutere: quello che è indubbio è solo che un ogget¬
to piccolo, potente, compatibile e relativamente economico è oggi particolar¬
mente appetibile per un pubblico particolarmente vasto.
Naturalmente, in un portatile da usare in "condivisione " con il computer fisso,
si tratta di trovare il compromesso che consenta le migliori prestazioni con la mi¬
gliore facilità di uso e la migliore compatibilità Possibilmente senza trascurare il
costo perché, anche se tutto considerato non è poi molto logico, è tuttavia pro¬
babile che da un oggetto di questo tipo ci si aspetti un sensibile risparmio, rispet¬
to ad un computer portatile "tradizionale", non solo dal punto di vista delle di¬
mensioni ma anche da quello del prezzo
Questo HP è il primo handheld dotato della versione 2.0 del sistema operativo
su cui abbiamo la possibilità di mettere le mani, e non abbiamo voluto perdere
l'occasione per proporvene una breve anteprima. Come vedete si tratta della ver¬
sione ancora in inglese, ma al momento in cui scriviamo dovrebbe essere in di¬
stribuzione il modello nazionalizzato in italiano ad un prezzo che, IVA compresa,
sfiora i due milioni e fa parte di una gamma che comprende altri due prodotti
(uno più economico ed uno più costoso, con display a colori). Come facciamo di
solito, preferiamo rimandare una prova più completa al momento m cui ci sarà
messo a disposizione un esemplare come quelli in commercio nel nostro paese.
MCmicrocomputer n, 182 - marzo 1998
125
re slide realizzate con
la versione da tavolo
Ma Hewlett-Packard
offre molto altro
software. Innanzitutto
bSquare, un tool intui¬
tivo per inviare e rice¬
vere fax con tanto di
copertina la cui versio¬
ne inserita nell'HPC è
quella Pro. Poi c'è
Month-at-a-glance,
un'agenda impostata
su base mensile che
La slitta icradle) è im¬
portante per una sene di
funzioni, tra le quali la
connessione seriale Su
questo modello non 6
disponibile la connessio¬
ne con un monitor VGA.
com'e invece stato an¬
nunciato per la sene
600 ed in generale per
tutti gli HPC a colon Ta¬
te possibilità dovrebbe
essere limitata all'uso
del lettore di presenta¬
zioni PowerPoint
per molti tipi di pianifi¬
cazione può vantaggiosamente sosti¬
tuire Calendar. l 'utility di Microsoft
Inoltre è già nella confezione, ma non
*
Server Command
Palh /pub/pc
Name
T ransfer
installato. bFmd, un programma di
tipo finanziario, com'è normale vi¬
sto il background di HP nel setto¬
re. Per gli interessati del settore
aziendale, quelli che vedono
l’HPC come il portatile ideale, se¬
gnaliamo anche che è in arrivo la
versione per CE dei tool DMI (De¬
sktop Management Interface) per
semplificare l’amministrazione di HPC
in rete.
Molto il software disponibile per il
download e l'acquisto A tutti gli inte¬
ressati segnaliamo ScottyFTP, il pri¬
mo FTP grafico per CE, vincitore di
molti premi: lo consigliamo, è in
download limitato nel tempo
I "WWW 'uksun cor:i/yyincel
facile e l'ac¬
cesso all'atto-
giamento della
ROM e natu¬
ralmente il suo
eventuale up-
grade
Conclusioni
_I starter
_|wm3
_I win95
_I winnt
_) message
download Files
ASCII Mode
' Binaiy Mode
Reliesh
jlLE
Size -*■
Change Dii
Download
Reliesh
Ready
ftp.winsite.com
39 Start |[
|B^jjl2 46PM
La mia impressione d'uso di questo
oggetto è estremamente positiva So¬
no infatti riuscito ad usarlo per tutto
quello che può essere un'emergenza
Le notevoli migliorie rispetto alla ver¬
sione precedente, soprattutto nella
compatibilità PCMCIA, ne fanno un
prezioso compagno di lavoro Som¬
mando le qualità riscontrate con quel¬
le ereditate si ha un bilancio davvero
convincente Se questo è il B/N im¬
maginiamo cosa possa essere la ver-
_ sione a colon
q u e I I ' H P C
620LX annuncia¬
to il 17 novem¬
bre 1997
ScottyPTP. il premia-
tissimo software del¬
la Ruksun II nome di¬
ce rutto, sia le funzio¬
ni che la passione
dell'autore per Star
Trek Scotty è infatti
l'ingegnere capo del¬
la Enterprise prima
maniera
126
MCmicrocomputer n, 182 - marzo 1998
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dalla casa giapponese Sicuramente ricor¬
derete le Stylus Color 800 e 600, le prime
stampanti a colori a getto di inchiostro a
battere il "muro" dei mille punti per polli¬
ce, con la loro risoluzione dichiarata di ben
1.440x720 dpi. Analogamente, chi si oc¬
cupa almeno un po' di fotografia digitale,
conoscerà l’ormai mitica Stylus Photo,
macchina spiccatamente votata alla resa
fotografica grazie all'utilizzo di sei inchio¬
stri per la stampa in una particolare esa-
cromia basata sui colori nero, giallo, ciano,
ciano chiaro, magenta e magenta chiaro.
Quest'ultima, a fronte di una
resa cromatica decisamente
migliore delle due sorelline,
non andava oltre i canonici
720x720 punti per pollice, ri¬
soluzione se vogliamo addi¬
rittura di base per le macchi¬
ne EPSON (la prima stam¬
pante a colori a getto di in¬
chiostro di quest'azienda,
l'ormai anziana Stylus Color,
raggiungeva questo valore di
risoluzione già nel lontano
1994!).
Dunque, cosa c'è di me¬
glio (e, se vogliamo, di più
scontato), che unire i due pri¬
mati tecnologici per "creare”
stampe in esacromia alla
massima risoluzione attual¬
mente disponibile da una
stampante a getto di inchio¬
stro? Nasce così non una ma
una famiglia di nuove mac¬
chine, tutte in grado di offrire
il massimo sia in termini di ri¬
soluzione che in termini di
resa cromatica. Partendo dal
basso troviamo la Stylus
Photo 700, in formato A4 e
offerta ad un prezzo di vendi¬
ta sicuramente molto invitan¬
te (addirittura inferiore a
quello della precedente Sty¬
lus Photo). Un po' più in alto
troviamo la Stylus Photo EX,
dotata della medesima tec¬
nologia di stampa della 700,
ma con in più la possibilità di
stampare in formato A3, anche in Post¬
Script Level 2 grazie al RIP software di¬
sponibile come opzione. Infine al livello
comunemente detto "over thè top" tro¬
viamo la Stylus Pro 5000 (di cui vi aveva¬
mo già anticipato le prodezze tecnologi¬
che su MC di dicembre), stampante pro¬
fessionale di fascia alta, dedicata al mon¬
do PrePress e alle arti grafiche, disponibi¬
le anche con RIP hardware esterno per
l'elaborazione di stampa PostScript (e
non) senza minimamente pesare sulle ri¬
sorse di calcolo del computer utilizzato
Chi ben comincia...
Il sistema EPSON PerfectPicture Ima-
ging System rappresenta una sintesi della
tecnologia proprietaria Micro Piezo delle
testine di stampa, degli inchiostri Quick-
Dry ad alta concentrazione e alto potere di
penetrazione nel supporto, della tecnolo¬
gia AcuPhoto Halftoning per la massima
resa cromatica nella stampa. Questa, ag¬
giunta alla riproduzione ottimizzata di im¬
magini fotografica grazie alle avanzate
funzioni dei driver di stampa, permette di
ottenere una qualità finale a dir poco sor¬
prendente e sempre più difficilmente di¬
stinguibile dalla stampa fotografica tradi¬
zionale (chimica). I due inchiostri aggiunti¬
vi, "ciano chiaro" e "magenta chiaro",
della stampa in esacromia proposta da
EPSON permettono di ottenere sfumatu¬
re più uniformi e punti di stampa meno vi¬
sibili nonostante siano di dimensioni mag¬
giori. Quel che apparentemente potrebbe
sembrare un astruso contro¬
senso (o un evidente refuso
redazionale...) è in realtà il ve¬
ro asso nella manica della
tecnologia introdotta lo scor¬
so anno per la EPSON Stylus
Photo. Nelle macchine tradi¬
zionali, funzionanti in quadri¬
cromia (ciano, magenta, gial¬
lo, nero) per ottenere sfuma¬
ture molto chiare il driver di
stampa non può far altro che
tracciare punti di ridotta di¬
mensione ben distanziati tra
loro. Quando i punti, pur di di¬
mensioni piccole, sono trac¬
ciati con inchiostri piuttosto
scuri (come il ciano e il ma¬
genta, ma ci auguriamo che
presto il medesimo meccani¬
smo sia esteso al nero il
più scuro di tutti!) l'effetto fi¬
nale sulla carta è visibilmen¬
te, volendo o nolendo, piutto¬
sto sgradevole. Per quanto
piccoli di dimensione, la pre¬
senza di pochi punti scuri
ben distanziati tra loro appare
ben evidente e comunque
d'effetto tutt'altro che grade¬
vole. La trovata sta proprio
nell'utilizzo di inchiostri chiari
per le sfumature chiare per
tracciare con questi punti di
dimensioni maggiori, mag¬
giormente accostati tra loro,
e per questo meno visibili ad
occhio nudo.
Il "passo successivo" è
La qualità Oi stampa Cella Stylus Photo 700 e di gran lunga superiore alla resa tipo¬
grafica di MCmicrocomputer
128
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
stato, come detto, quello di portare la tec¬
nologia di stampa in esacromia light nelle
testine di stampa da 1.440x720 punti per
pollice ed ottenere in questo modo stam¬
pe di qualità fotografica ancor più sorpren¬
dente. La stessa tecnologia la ritroviamo
sia nel modello Stylus Photo 700, in grado
di stampare fino al formato A4, che nella
Stylus Photo EX, che arriva al formato
massimo A3. Ricca, per entrambi i model¬
li, la dotazione software. Per il modello più
piccolo (la 700) è offerto a corredo Adobe
PhotoDeluxe 2.0 (sia per Mac che per
PC), per la EX troviamo addirittura Adobe
Photoshop LE 4.0, sempre per tutt'e due
le piattaforme. Solo per Windows sono
inoltre offerti a corredo, per entrambe le
macchine, le utility EPSON Print Adventu-
re ed EPSON Photo Sheet, utilizzati ri¬
spettivamente per stampare sui nuovi
Photo Sticker (piccoli adesivi in carta spe¬
ciale fotografica) e per riprodurre la stessa
immagine in diversi formati sullo stesso
foglio
... e per chi non
s’accontenta!
Come già anticipammo a dicembre, il
"meglio del meglio del meglio" è rappre¬
sentato dalla nuova, incredibile, EPSON
Stylus Pro 5000, un prodotto dedicato
principalmente all'utenza professionale
dedicato alle applicazioni di PrePress e al¬
le arti grafiche. Assieme all'opzionale ser¬
ver RIP Station 5000 rappresenta inoltre
una valida soluzione per la stampa ad alta
velocità di documenti PostScript Level 3.
con il supporto delle simulazioni di stem¬
ma raggiun¬
gibile, sia in bianco e
nero che a colori, è di
1.440x720 punti per
pollice mentre la velocità di stampa per¬
mette di ottenere un'uscita A3+ grafica in
soli 5 minuti a 720x720 dpi e in soli 9 mi¬
nuti a 1.440x720 punti per pollice. Include
i driver per Windows 3.1, Windows 95,
NT 4.0, Mac OS 7 lx/8 0 e supporta il si¬
stema di calibrazione del colore EPSON
sia per Windows 95 che per Mac OS,
l'ICM solo per il primo, ColorSync 2.0 solo
per il secondo. Dispone di due interfacce
standard per il collegamento diretto ad
entrambi i sistemi (parallela e seriale) e,
opzionalmente, può essere dotata di inter¬
faccia di rete per l'utilizzo condiviso. Il vas¬
soio carta accetta fino a 250 fogli da 55
g/metro quadro e opzionalmente è possi¬
bile installare un secondo cassetto carta
per avere costantemente in linea due
supporti diversi o due diversi formati car¬
ta. Manca all'appello, al momento di anda¬
re in stampa, il prezzo di vendita al pubbli¬
co delle nuove stampanti EPSON che si
prevede essere molto interessante
Un'approfondita prova su strada su MC,
non appena le nuove macchine saranno
disponibili.
DS&
Le nuove EPSON “per
rum' la Stylus Photo
700 e il modello EX per
il formato A3
pa SWOP, Euroscale e DIC (indicata,
quindi, anche per effettuare le cosiddette
"prove colore" al pari delle macchine di
fascia ben piu alta). Il RIP hardware inclu¬
de una CPU RISC a 64 bit, due chip cu-
stom Fiery LX RIP, 32 megabyte di RAM
e un hard disk da 2 gigabyte, oltre al tota¬
le supporto di reti multipiattaforma e mul-
tiprotocollo (utilizzabile con Mac, Win¬
dows, Unix, ecc.)
Tornando alla stampante vera e propria
(Stylus Pro 5000) le sue caratteristiche
tecniche sono davvero molto interessanti.
Il formato massimo stampabile è l’A3+,
maggiore dell A3 tradizionale, permetten¬
do la stampa "al vivo" di quest'ultimo ol¬
tre agli eventuali crocini di registro. La te¬
stina utilizza la tecnologia Micro Piezo ed
è dotata di 64 ugelli per ogni colore di esa¬
cromia. La riso¬
luzione massi¬
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
129
di Andrea Montesi
Pioneer CD-ROM drive Super 32x
Le aziende produttrici di lettori CD
continuano ad immettere sul mercato
dispositivi dalle velocità sempre cre¬
scenti, rinnovando interamente i propri
listini con una frequenza spaventosa. A
rimanere spiazzati sono non solo gli ac¬
quirenti, che di volta in volta s'illudono
(come il sottoscritto, fino a poco fa. con
il suo 24x) di poter diventare i fortunati
possessori di un oggetto che vanti, al¬
meno per un certo tempo, il massimo
transfer rate consentito dalle attuali tec¬
nologie di lettura laser, ma anche gli as¬
semblatori. che da un mese all'altro si
vedono costretti ad aggiornare le dota¬
zioni dei loro modelli di punta, divenute
ormai obsolete
Tra le aziende sempre in prima linea
nel lancio di periferiche ottiche all'avan¬
guardia è la Pioneer, che presenta oggi
un nuovo drive per CD-ROM, contraddi¬
stinto da una velocità di trasferimento
dati di quasi 5 MB al secondo e da altre
innovative caratteristiche, tra le quali un
rivoluzionario sistema per il controllo
delle vibrazioni
Il Super 32x è disponibile, in versione
ad interfaccia E-lDE/A tapi o SCSI-2, tan¬
to con il classico metodo di caricamen¬
to a vassoio, quanto con il nuovo siste¬
ma Slot-In. Ed è appunto di un modello
caratterizzato da quest'ultimo tipo di
tecnologia (in versione IDEI che mi ac¬
cingo a cantare spudoratamente le lodi,
avendo avuto il piacere e l'onore di pro¬
varne in anteprima le capacità.
Veloce e silenzioso
È imbarazzante dover esprimere un
giudizio troppo entusiastico, o cercare
quantomeno di non apparire troppo
condiscendente, su un apparecchio dal¬
le prestazioni cosi palesemente al di so¬
pra della media Tanto vale, quindi, ini¬
ziare, trattandosi di un 32x, con una ba¬
nalità: è veloce, davvero veloce
Per avere un valido termine di parago¬
ne nei confronti del mio "vecchio" let¬
tore di CD. ho provato a far girare il
classico Actua Soccer 3D in condizione
d'installazione parziale. Certo, un con¬
fronto con la modalità che contempla la
presenza di tutti i file sul disco fisso non
è ancora proponibile: il divario continua
[Lettore CD-ROM
ISuper 32x
Produttore e distributore:
Pioneer Electronics Italia S p A
Via G Fantoli. 17
20138 Milano
Tel (021 50.74 207
Prezzi (IVA esclusa!
DR-A 04 S IDE/ATAPI Slot-In
DR-U 06 S SCSI Slot-In
DR-A 32 X IDE/ATAPI Tray
DR-U 32 X SCSI Tray
L 226 500
L. 270 000
L 226 500
L 270 000
ad essere enorme; posso assicurarvi,
però, che la differenza rispetto ad un
24x si sente Eccome I
Ma la cosa più incredibile è che que¬
sto Super 32x della Pioneer è anche più
silenzioso della maggior parte dei dispo¬
sitivi di questo tipo, caratterizzati da
transfer rate decisamente inferiori, at¬
tualmente in circolazione.
Facendo un paragone con l'effetto
"terremoto", generalmente provocato
sulla scrivania dal mio succitato lettore,
quest'apparecchio può facilmente farci
dimenticare della sua presenza mentre
lavora
Semplice da installare su qualsiasi
macchina, il drive è ancora piu semplice
da utilizzare grazie al meccanismo Slot-
In che consente l'inserimento frontale
diretto del compact disc (alla maniera
dei lettori di CD-audio per automobile,
tanto per essere chiari), eliminando il
tradizionale carrello retrattile e velociz¬
zando quindi l'operazione di caricamen¬
to. Il tutto è reso ancora più semplice
dal particolare dispositivo d'immissione,
che ci consente d'inserire i dischi senza
bisogno di prestare troppa attenzione
ad una loro eventuale corretta inclina¬
zione rispetto al vano d'ingresso: è suf¬
ficiente introdurre appena il CD nella
fessura perché questo venga automati¬
camente caricato
La vera novità di questo sistema Slot-
In adottato dalla Pioneer consiste pero
nella modalità d'espulsione del disco:
quest'ultimo, infatti, viene presentato in
uscita con il foro centrale compieta-
mente libero ed accessibile alle dita
dell'utente, permettendoci cosi di ri¬
muovere il CD senza dover attuare le
solite, complicate manovre, per evitare
di toccare le superfici registrate
Un'idea semplice ma allo stesso tempo
130
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
te a 65 e 60 millisecondi, ne fanno uno
tra i più veloci lettori presenti oggi sul
mercato
Tra le altre caratteristiche; un buffer di
128 KB, possibilità di installazione anche
in verticale, conformità alle specifiche
MPC-3, tempo di attesa ridotto per lun¬
ghi file, compatibilità con CD-audio, CD¬
ROM mode 1 (con capacità di 2048 by¬
te/clock), CD-ROM mode 2 (form 1 e 2,
con capacità di 2336 byte/clock), photo
CD multisessione, Video CD, CD-RW e
CD-R.
molto efficace, che potrebbe anche di¬
ventare a breve il nuovo standard di
progettazione per queste unità.
Da sottolineare inoltre un'altra prege¬
vole caratteristica, significativa dell’at¬
tenzione posta da parte dei progettisti
nella cura dei particolari: sui bordi supe¬
riore ed inferiore della fessura d’ingres¬
so, quasi a chiuderla completamente,
sono stati inseriti due spessori di feltro
che garantiscono, ad ogni immissione,
l'automatica pulizia del disco. Questo
semplice accorgimento consente di evi¬
tare i danneggiamenti delle meccaniche
e delle ottiche del dispositivo dovuti a
polvere e sporcizia. Consiglio, però, di
smontare saltuariamente il frontalino
del drive (operazione peraltro semplicis¬
sima), per asportare i residui di polvere
che in questo modo tenderanno inevita¬
bilmente ad accumularsi sui feltrim.
State of thè art
Parliamo ora delle specifiche tecniche
di questo drive, e di quella che rappre¬
senta la vera, grande innovazione porta¬
ta dal Super 32x nel campo delle memo¬
rie a lettura ottica, alla quale accennavo
nell’apertura di questo pezzo.
Il problema principale con cui deve fa¬
re i conti un CD drive nel corso del suo
funzionamento, è costituito dalle vibra¬
zioni. causa primaria della discontinuità
nel rendimento di questo genere di di¬
spositivo.
Il fenomeno è causato dalle irregola¬
rità planari di alcuni dischi, e dalle conse¬
guenti forze centrifughe sbilanciate che
vengono a crearsi durante la loro lettura.
Per attenuare tali
vibrazioni, l’unica
soluzione consi¬
steva fino a ieri
nell'integrare un
sistema di con¬
trollo che, tramite
un sensore, si fa¬
lAsro da dietro, il letto¬
re potrebbe sembrare
uno tra i tanti Notare il
cavallotto rivestito in
gomma verde con la
comoda linguetta
Il frontale del Super 32x con il caratteristico si¬
stema d'inserimento Slot-In
cesse carico della loro rilevazione e.
prontamente, determinasse una conse¬
guente diminuzione della velocità di ro¬
tazione Come inevitabile risultato si
aveva, pertanto, anche una diminuzione
della velocità di trasferimento dei dati.
La nuova tecnologia Pioneer consente
adesso di eludere questo inconveniente.
Grazie ad un sistema di controllo mecca¬
nico delle vibrazioni, infatti, non è più ne¬
cessario diminuire il numero dei giri del
disco: su una guida circolare, concentri¬
ca rispetto al centro della sede per i CD,
sono libere di muoversi delle piccole
sfere d’acciaio. Sono proprio queste sfe¬
re che in caso di irregolarità nella super¬
ficie del disco, spostandosi lungo la gui¬
da, si vanno a posizionare in modo tale
da riequilibrare lo sbilanciamento, atte¬
nuando cosi le vibrazioni.
È per questo che il drive è in grado di
garantire, con buona continuità, il tran¬
sfer rate massimo di ben 4.800 KB/s,
che assieme agli ottimi tempi di acces¬
so e di latenza medi, pari rispettivamen¬
All’apparenza...
L'apparecchio in questione, se non
fosse per quell'insolito sistema d’inseri¬
mento dischi, si presenterebbe esterior¬
mente come tanti altri, con un frontale
caratterizzato dai canonici tasti di
avvio/avanzamento e stop/espulsione,
dalla presa per cuffia con la regolazione
del volume e dal led di funzionamento.
Sopra la fessura del drive troviamo il
caratteristico foro del meccanismo per
l’espulsione del CD in assenza di corren¬
te: a proposito di cura dei particolari, la
Pioneer ci fornisce anche una comoda
chiavetta atta allo scopo. Niente più
tempo perso, quindi, alla disperata ricer¬
ca di graffette da raddrizzare.
Tutto come da copione anche sul re¬
tro, dove il pannello delle connessioni
presenta, da destra a sinistra, la presa
per l’alimentazione, il connettore dati (in
questo caso un IDE avanzato), i ponticel¬
li per l’impostazione dell'unità ed i con¬
nettori audio. Da segnalare, invece, l'ori¬
ginale cavallotto adottato, dotato di un ri¬
vestimento in gomma terminante, nella
parte superiore,
con una pratica lin¬
guetta che facilita
notevolmente le
operazioni di estra¬
zione ed inseri¬
mento.
Il Pioneer Super
32x, perfettamen¬
te Plug & Play sot¬
to Windows 95,
viene inoltre equi¬
paggiato dei driver
per piattaforme
DOS/Windows
3.1 x, su supporto
floppy disk, e cor¬
redato di manuale
in italiano e cavo
audio. 542
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
131
r Informatica
k e Società
di Manlio Cammarata
Incomincia nel disordine la corsa al Web da parte degli uffici pubblici
La pubblica amministrazione
si lancia su Internet
Entro la fine dell’anno tutti gli uffici pubblici dovrebbero essere pronti a
dialogare con i cittadini per via telematica. Qual è la situazione di partenza?
Abbiamo fatto una ricerca sul Web per vedere quante amministrazioni sono già
attive sulla Rete e come impostano il rapporto con gli utenti
J n queste pagine abbiamo parlato diverse
volte del regolamento sul documento
informatico e la firma digitale, predisposto dall'Au¬
torità per l'informatica nella pubblica amministra¬
zione e poi misteriosamente scomparso (si veda
il riquadro "Missingl") Ne abbiamo seguito l'evo¬
luzione a partire dalla prima bozza dell'autunno del
'96 e ci siamo soffermati sui suoi aspetti tecnico-
giuridici (MCmicrocomputer nn 168, 169, 177 e
180) Ora vediamo più da vicino una disposizione
molto importante, contenuta nell’articolo 21
Entro il 31 dicembre 1998 le pubbliche am¬
ministrazioni dispongono per la tenuta del
protocollo amministrativo e per la gestione
dei documenti con procedura informatica al fi¬
ne di consentire il reperimento immediato, la
disponibilità degli atti archiviati e l'accesso ai
documenti amministrativi per via telematica
tra pubbliche amministrazioni e tra queste ed i
soggetti privati aventi diritto.
A prima vista la traduzione di questa norma dal
giuridico-burocratese può far capire che entro la fi¬
ne di quest'anno tutte le pubbliche amministrazio¬
ni dovrebbero essere pronte a comunicare con i
cittadini via Internet, Infatti l'espressione "per via
telematica", alla luce del progetto della rete unita¬
ria della pubblica amministrazione, significa ap¬
punto Internet, dal momento che l'AlPA ha dise¬
gnato un sistema fondato sui protocolli TCP/IP e
aperto alla "madre di tutte le reti". Tuttavia
l'espressione "dispongono per" non sembra si¬
gnificare che l'obiettivo debba essere effettiva¬
mente raggiunto, ma solo che le amministrazioni
debbano attrezzarsi per raggiungerlo, che non è
esattamente la stessa cosa. Probabilmente la de¬
finizione è frutto di un sano realismo: come ha im¬
plicitamente riconosciuto il presidente Rey nell'in¬
tervista che abbiamo pubblicato sul numero 179,
è molto difficile che la maggior parte degli uffici
sia pronta alla scadenza stabilita dal regolamento.
Ma in questo momento a noi interessa il principio:
la pubblica amministrazione - tutta la pubblica am¬
ministrazione - dovrà aprirsi ai cittadini "aventi di¬
ritto" (cioè tutti!), realizzando quella trasparenza
che da troppi anni si invoca inutilmente
In questo articolo cerchiamo di fare il punto sul¬
la situazione attuale, per capire a quale distanza si
trovi il sospirato obiettivo. Ma prima è opportuno
riassumere il quadro di riferimento.
L’accesso
ai documenti pubblici
Il "Regolamento contenente i criteri e le moda¬
lità di applicazione dell'articolo 15, comma 2, della
legge 15 marzo 1997, n. 59 in materia di formazio-
Dati personali: il 31 marzo la prima scadenza per la notifica
La prima scadenza per la notifica al Garante dei trattamenti di dati personali è il 31 marzo, e non il 30 aprile
come erroneamente indicato sul numero del mese scorso.
La scadenza riguarda i trattamenti iniziati prima del 1 gennaio 1998 di dati comuni, svolti anche in parte con
l'ausilio di mezzi elettronici o comunque automatizzati, e i trattamenti non automatizzati di dati sensibili.
132
MCmicrocomputer n, 182 - marzo 1998
Informatica e Società
ne, archiviazione e trasmissione di documenti con
strumenti informatici e telematici" è un pilastro
fondamentale per il rinnovamento della pubblica
amministrazione, in cui riveste un ruolo fonda-
mentale la rete unitaria, che dovrebbe consentire
l'interscambio delle informazioni tra gli uffici e con
i cittadini Ma in molti casi le "informazioni" sono
"documenti", cioè la rappresentazione di atti, tatti
o dati giuridicamente rilevanti. La qualità di "docu¬
mento" viene assunta da una scrittura quando
presenta particolari requisiti, che nella forma tradi¬
zionale sono costituiti da firme, timbri, sigilli, fili¬
grane e via enumerando. Tutti elementi che non
possono essere uniti a una "cosa" fatta di bit.
E' necessaria una procedura diversa, quella ap¬
punto della "firma digitale", che trasforma l'insie¬
me di bit in documento, essendo incorporata o
comunque univocamente riferibile a quel determi¬
nato insieme di bit. Solo con questo accorgimento
le informazioni "scritte" con sistemi informatici e
trasmesse per via telematica possono essere vali¬
de e rilevanti a tutti gli effetti di legge, come stabi¬
lisce l'articolo 2 del regolamento Dunque il rego¬
lamento sul documento informatico è un elemen¬
to essenziale del quadro normativo sulla rete uni¬
taria (ma non il solo, si attende un secondo rego¬
lamento, che determinerà i modi per la gestione
informatizzata del "protocollo", cioè delle scrittu¬
re che ogni ufficio deve ob¬
bligatoriamente eseguire
per tenere traccia di tutti i
documenti in entrata e in
uscita).
Ora mettiamo insieme
questi tre elementi: il docu¬
mento informatico che viag¬
gia sulla rete, il protocollo
"computerizzato" e il diritto
del cittadino di andare a ve¬
dere, via Internet, a che
punto è una pratica di suo
interesse Otteniamo quella
che si chiama "trasparenza
dell’attività amministrativa",
perché - almeno in teoria -
ogni documento dovrebbe
essere rintracciato in pochi
secondi e rivelare cosi a
quale fase di elaborazione è
giunta la pratica. Sarà una ri¬
voluzione. Perché, come è
noto, non è possibile dare
una mancia al computer af¬
finché prenda un fascicolo
che si trova alla base di un
mucchio di pratiche per
metterlo in alto (o vicever¬
sa), né il computer potrà ad¬
durre la solita scusa che "il
dottore è fuori stanza". Pe-
a N—.jg
notizie
dal Senato
milito
Senatori e
organi del Senato
Le elezioni I
per il Senato I
L'istituzione I
Senato I
Alton europei
e internazionali
3 K 2 &.
mm
di legge
Relazioni
con l cittadini
il.7.
Palamenti Alai »ti Pmumcnu
mondo dViteres* italiano
renar-— •**'«'»*• * !*’. 4 />«/*•<»■•• -• f».»»*e «*• r>w* » A.-. . -a# «r*4r»~e to»r*0O a M*
Mangi dii aaonft * e
otti H Sanila *
— V - .a'."
L’u Ululoni Stnatu - A Uni guiupci. i imgffìa^tarjib -
vmtt i StnoLe
U&ÙÌ12C
»r
Migliora a piccoli passi il Web del Parlamento Ecco la nuova home page del suo del Sena
Federalismo telematico
In questo articolo si parla soprattutto della presenza in Internet delle
pubbliche amministrazioni centrali. Se si punta... il mouse verso le realtà
locali il discorso diventa molto piu complesso, anche perchè l'imminente
riforma della macchina pubblica verso un decentramento sempre più spinto
sposta inevitabilmente verso la periferia anche una buona parte del ruolo
informativo degli enti Le reti "civiche", o comunque legate agli enti locali,
hanno raggiunto un numero impressionante, anche se in molti casi e
difficile capire quando un sito è effettivamente gestito da o per conto di
un'amministrazione e quando è il risultato di una lodevole iniziativa di un
gruppo di volontari (senza contare i non pochi casi ibridi, in cui un sito
"ufficiale” è affidato a un'impresa commerciale) L'uso di Internet da parte
delle realtà locali è molto importante, perché costituisce il legame piu
immediato tra l'apparato burocratico-istituzionale e gli individui: una rete
civica ben impostata può migliorare di molto il rapporto dei cittadini con la
pubblica amministrazione, non solo locale, se è pensato anche come
gateway verso gli organi centrali e le istituzioni.
Il progetto della rete unitaria avviato dall'AlPA è fondato su un'ottica
"federalista", aderente ai principi che hanno reso possibile la crescita di
Internet, e in questo modo anticipa le linee dell'appena iniziata riforma della
pubblica amministrazione. Se si riuscirà a saldare la spinta che giunge "dal
basso", cioè dal mondo delle reti civiche e del volontariato in generale, con
il disegno della rete unitaria, si potrà giungere a risultati molto importanti.
Ma è necessario guardarsi dal rischio di uno sviluppo nella direzione
opposta: che il progetto della rete, con le sue indispensabili regole e il
necessario controllo centralizzato, non si leghi o addirittura entri in conflitto
con la realtà delle iniziative locali, già consolidata ed efficace in moltissimi
luoghi.
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
133
Informatico e Società
La nuova home page
del Ministero dell'uni¬
versità e della ricerca
scientifica e tecnologi
ca Peccato che si deb¬
ba attendere tanto pri¬
ma di scoprire che c ’è
anche un motore di ri¬
cerca
* C'c—r.C». » » ^
raltro anche il fatto che il dot¬
tore non sia alla sua scrivania
potrebbe non significare che
è andato al bar, ma solo che
sta telelavorando alacremen¬
te da casa sua. E se, per ca¬
so, il dottore non è alacre co¬
me dovrebbe (per pigrizia o
per altri motivi), il computer lo
rivela impietosamente, mo¬
strando la pratica ferma.
Questo spiegherebbe le
voci, che circolano negli ulti¬
mi tempi, di accanite resi¬
stenze opposte dalla burocra¬
zia al progetto della rete uni¬
taria con tutti i suoi annessi,
documento informatico com¬
preso. Resistenze comprensi¬
bili, perché il progetto dell'AI-
PA per la rete unitaria e le
norme sul documento infor¬
matico sono incompatibili con il potere consolida¬
to della burocrazia, il suo essere al servizio di se
stessa invece che del cittadino. Il passaggio al
Missin q!
trattamento informatico delle pratiche impone un
totale ripensamento delle procedure, che devono
essere finalizzate al conseguimento del risultato
invece che all'astratta appli¬
cazione delle norme. Il pas¬
saggio piu critico di questa
evoluzione - che può essere
ritardata, ma non fermata - è
l'accesso dei cittadini ai do¬
cumenti della pubblica ammi¬
nistrazione. Accesso che, co¬
me tutti sanno, è difficilissi¬
mo quando i documenti sono
di carta, ma che diventa faci¬
le quando i documenti sono
in formato digitale e accessi¬
bili dalla Rete.
Qui si pone un altro proble¬
ma rilevante, già presente
nella mai applicata e sempre
osteggiata legge 241 del '90
chi ha diritto di accesso alle
informazioni in mano alla
pubblica amministrazione, e
a quali informazioni. Dice l'ar¬
ticolo 22:
Al fine di assicurare la
trasparenza dell'attività
amministrativa e di favorir¬
ne lo svolgimento impar¬
ziale, è riconosciuto a
chiunque vi abbia interesse
per la tutela di situazioni
giuridicamente rilevanti il
diritto di accesso ai docu¬
menti amministrativi, se¬
condo le modalità stabilite
dalla presente legge.
Il regolamento sul docu¬
mento informatico adegua ai
tempi la legge 241/90 con il
citato articolo 21. che preve¬
de l'accesso per via telemati-
^ \ Scomparso! Il regolamento sul documento informatico e la firma
I / digitale, la cui pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale era attesa ai primi
di dicembre dello scorso anno, ha fatto perdere le proprie tracce e. al 10 di
febbraio, non è stato ancora pubblicato.
In un primo momento sembrava che fosse stato sequestrato dall’Anonima
Burocrati, ma nessuna richiesta di riscatto giunse ai... familiari
Ora si apprende da diverse fonti che il testo è stato fermato dalla Corte dei
conti, che avrebbe rilevato un "eccesso di delega" nel fatto che il
regolamento disciplina il documento informatico e la firma digitale, mentre
nel secondo comma dell'articolo 15 della "Bassamm 1" si parla solo di
documento e non di firma.
La notizia ha dell'incredibile, per diversi motivi. Primo: è possibile che in
uno dei più alti organi dello Stato non ci sia nessuno - nessuno! - che
sappia che si tratta della stessa cosa, e che un insieme di bit è
"documento" solo se c'è la firma digitale? Secondo un eventuale
"eccesso di delega", cioè il rilievo per una norma regolamentare non
prevista dalla legge che delega il governo a emanare il provvedimento, non
dovrebbe essere materia di competenza della Corte dei conti Terzo: non è
ammissibile che un cavillo formale, giustificato o no, blocchi per mesi un
provvedimento di questa importanza. A meno che non si tratti di un
pretesto per ritardare il più possibile una riforma, quella della rete unitaria
della pubblica amministrazione, che è destinata a fare piazza pulita di
buona parte del potere burocratico.
O \ Disperso! Mancano notizie di un altro regolamento molto importante,
4L / quello sulle misure minime di sicurezza previsto dalla legge 675/96
sulla tutela dei dati personali Avrebbe dovuto essere emanato entro il 4
novembre 1997, ma pare stia rimbalzando tra i vari enti che devono
pronunciarsi sul testo Le conseguenze del ritardo potrebbero essere
rilevanti, perché il 31 marzo scade il primo termine per la notifica dei
trattamenti al Garante Nel modello è presente un quadro che richiede una
descrizione piuttosto precisa delle misure adottate, ma in mancanza del
regolamento è difficile per i titolari capire quali misure sia opportuno
elencare e. soprattutto, se quelle adottate soddisfano la normativa. Con il
rischio di dover notificare, in un secondo momento, eventuali variazioni.
134
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Informatica e Società
ca ai soggetti privati aventi diritto . Ma. a prescin¬
dere da casi specifici che riguardano il singolo,
tutti i cittadini devono poter prendere visione di
provvedimenti di interesse collettivo e. in genera¬
le, di controllare come lavorano gli uffici. Nel no¬
stro ordinamento non ci sono disposizioni in que¬
sto senso, mentre negli Stati Uniti è stato emana¬
to fin dal lontano 1966 il FOIA, Freedom Of Infor¬
mation Act, cioè la "Legge sulla libertà di informa¬
zione", che contiene una serie di norme volte alle
pubbliche amministrazioni, per fare in modo che
"ogni persona possa sapere come opera il Gover¬
no federale". Inizia cosi: Ogni amministrazione
deve rendere disponibili le informazioni al pubbli¬
co... La legge è stata più volte rivista (l'ultimo ag¬
giornamento è del '95), fino alla versione attuale,
denominata Electronic Freedom Of Information
Act IE-FOIA). Si legge testualmente negli atti del
Congresso che la legge sulla libertà di informazio¬
ne "ha portato alla scoperta di sprechi, frodi, abu¬
si e malversazioni nel Governo federale". Su In¬
ternet ci sono molti siti che offrono ai cittadini un
tramite per ottenere l'applicazione della legge Si
vedano, per esempio, i siti htto://www
CHizen.org/public citizenlitigalig nifojc/efoia. hL m I
e hltp://www. comedia.com/ttp/ttlink/freedom/foia
guide (quest'ultimo riporta per esteso il testo del¬
la legge).
J'falMtl K |Mtp '
tir Leu ì se# ito Ditziicu
‘20
uà
COMMISSIONE PARLAMENTARE PER LE RIFORME
COSTITUZIONALI
• Legge istitutiva
° Testo della lette
° Scheda illustrativa
• Composizione della Commissione
• Protetti di leyyc .1 - - c --t i.ii i
• Attività della Commissione
o Calendario dei lavori
0 La commissione in diretta audio
o Seduta n. 71 di martedi 4 novembre 1997
■ Resoconto Stcnotrafico
0 Resoconti stcnotralici d elle sedute precedenti
0 Resoconti sommari
o Le sedute dei comitati
• C ronoloiaa dei lavori
• Materiale di documentazione
Una rete molto aggrovigliata
Fin qui ci siamo mossi tra norme, progetti e.,
sogni. Ma qual è la situazione oggi, a buoni quat¬
tro anni dall'inizio della diffusione del Web in Ita¬
lia? Per capirlo ho fatto un giro sulla Rete, concen¬
trando l'attenzione sulle istituzioni, sulle ammini¬
strazioni centrali (a livello locale il discorso è diver¬
so. soprattutto per la presenza di un grande nu¬
mero di reti civiche: ne parleremo in un prossimo
articolo)
Il primo problema che si presenta a chi vuole
"navigare" tra i siti della pubblica amministrazione
è la scelta del "porto" dal quale partire Una buo¬
na idea può essere quella del Senato, e anche
l‘AlPA dovrebbe dare indicazioni esaurienti, ma
tutte e due le liste di link sono parziali e in qualche
caso inesatte, perché molti enti hanno cambiato
indirizzo (questo problema non è solo della pubbli¬
ca amministrazione). Inoltre spesso è difficile ca¬
pire se si tratta di siti ufficiali o no: per esempio,
nell’elenco del Senato c'è un link alla Corte Costi¬
tuzionale, ma in realtà si tratta di un bellissimo
web di studi di diritto costituzionale, diretto dal
professor Pasquale Costanzo, mentre la Corte
non ha un proprio sito.
E, a proposito di siti mancanti, si notano le as¬
senze della Presidenza della Repubblica e del
Consiglio dei Ministri (tutti i link che riportano que¬
sta indicazione puntano in realtà solo al Diparti¬
mento per l'informazione e l’editoria). Manca an¬
cora il Garante per la tutela dei dati personali e
non si trovano tracce del Dipartimento per la fun¬
zione pubblica Va detto che queste informazioni
vanno prese con beneficio d'inventario, perché
Ll
-■
Documenti anni ovati dalla Commissione
Docunart Dana
1 J
rrrrrSi
quando si fanno ricerche sulla Rete non c'è mai
niente di sicuro. A volte si fanno incontri imprevi¬
sti: ho trovato, per esempio, un sito del Diparti¬
mento della protezione civile (abbastanza mutile)
che non è "linkato" da nessuna parte.
Elenchi di web della pubblica amministrazione
si trovano in molti siti, anche se spesso non sono
molto aggiornati Da citare, tra i più completi,
quello dell'Università di Camerino ( htto://www
unicam.it/universnv/unitoDer/ssdc/aQenda.htm l) e
quello dell'Istituto per la documentazione giuridica
del CNR ( h»p;//wwwj .dg.fLcnf.!t/jia/i nforma z'P-
ne/qmda/cs auide.htm ).
Le difficoltà di ricerca derivano anche da un
aspetto decisamente strano: molti enti, anche di
grande rilevanza, non dispongono di un proprio
nome di dominio Chi può pensare che il sito del
Ministero degli affari esteri sia ospitato dall'ENEA
o quello del Ministero della pub blica istruzione ab-
bia una URL che suona htio //www Gdol
it/mpi.htm? Neppure il Ministero delle com unica-
zioni IhttDV/www mto.ti it/bibiiompt html ha un
nome di dominio, né il sito è all'altezza della fun¬
zione che dovrebbe svolgere.
Per il resto c'è tutto o quasi, tra i ministeri man¬
ca quello delle risorse agricole e forestali (c'era un
web "ufficioso", ma è sparito). La sensazione ge¬
nerale che si ricava in un paio d'ore di navigazione
è di grande confusione. In molti casi è impossibile
capire se un sito è ufficiale o se è frutto dell'inizia-
Un esempio di inte¬
rnatone completa, ag¬
giornata e ben organiz¬
zata le pagine della
Commissione parla¬
mentare per le riforme
costituzionali sul Web
del Parlamento
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
135
Informatica e Società
Dipartimento della pro¬
tezione civile non solo
il sito non e "linkaxo "
nella maggior parte de¬
gli elenchi, ma non for¬
nisce informazioni di
immediata utilità.
Il Web del Ministero
dei beni culturali e am¬
bientali e uno dei piu
interessanti Ma a che
serve attendere che si
formi questa mutile pa¬
gina di benvenuto?
■J-
1S
PRESIDENZA DEI. CONSIGLIO DEI MINISTRI
Dipartimento della Proiezione Ch’ile
Benvenuti nel sito del Dipartimento della
Protezione Civile!
La protezione civile in Italia
(> Sottosrgrelano dt Sialo pei i Coordinamento defla Protezione Crei* -
dicembre 1996)
i o * r protezione
I edizione -
•i- r- (Decreto del Mmtslro per il Coordinamento della
Protezione Ciwde - 11 gennaio 1993)
• - * - - 1 • -
• U-Sfl'T:*' 1 • Ir
I
tiva personale di qualche dipendente entusiasta e
pieno di buona volontà, con il risultato che è diffi¬
cile misurare l'attendibilità delle informazioni che
di volta in volta si trovano. Per esempio, la ricerca
sulla voce "Arma dei Carabinieri" porta a una in¬
credibile quantità di siti, a partire da un web istitu-
zional-celebrativo che sembra ufficiale ma non lo
è (quello ufficiale, con tanto di dominio regola¬
mentare "carabinien.it". dovrebbe inaugurarsi in
questo mese di marzo). Per
la Polizia di Stato, invece,
manca un web "centrale",
ma si trovano molti commis¬
sariati, in ordine sparso e
senza nessun coordinamen¬
to, e non elencati nel sito del
Ministero dell'interno
Nell'insieme si ha la sensa¬
zione che il disegno organico
tracciato dall'AlPA con il pro¬
getto della rete unitaria sia
ancora molto lontano dalla
realizzazione, non c'è assolu¬
tamente nulla di "unitario"
nella presenza degli uffici
pubblici su Internet E' neces¬
sario porre rimedio a questa
situazione al più presto, altri¬
menti tanti sforzi diventano
inutili. Occorre prima di tutto
un sito che offra un panora¬
ma completo e chiaro di tutte
la pubbliche amministrazioni
presenti sulla rete, distin¬
guendo tra i web ufficiali e
quelli che sono frutto di un lo¬
devole quanto pericoloso vo¬
lontariato; è necessario met¬
tere ordine tra i nomi di domi¬
nio (in questo senso ci sono
già disposizioni dell'AlPA) e
definire una serie di requisiti
mimmi che ogni sito deve
avere per svolgere la sua funzione di apertura ver¬
so i cittadini.
Soprattutto è importante fare in modo che i cit¬
tadini possano trovare facilmente le informazioni
che desiderano, obiettivo che si può raggiungere
con un motore di ricerca configurato ad hoc.
Interattività?
No, grazie
Naturalmente è necessario
individuare di quali informa¬
zioni e di quali servizi i cittadi¬
ni hanno bisogno. E qui si
tocca il primo punto dolente
individuato in questa ricerca
La maggior parte delle ammi¬
nistrazioni si presenta sul
Web per dire "chi siamo" e
non "che cosa possiamo fare
per voi". Un esempio signifi¬
cativo è la scritta che appare
a chi raggiunge la home page
del Ministero dell'interno:
"Benvenuti nel sito Web del
Ministero dell'Interno - un
servizio sperimentale su In¬
ternet per fornire ai cittadini
informazioni sulle competen-
136
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Informatica e Società
À
ze di questo ministero". E poi ci sono solo due
link, uno alla Direzione generale dell’amministra-
zione civile e uno sull’osservatorio permanente
sull'applicazione della legge "Bassanmi 2".
Ma un cittadino che si collega al Ministero
dell’interno potrebbe essere interessato a sapere,
per esempio, dov’è il commissariato più vicino!
Bene, sapete dove si trova questa informazione
per la città di Roma? Non sulla rete civica, ma sul
sito dell'Unità sanitaria locale "Roma B"
I Lilia ww ìiy.^.LsL^.S 1 "fUvIFI che presenta
un ordinato e completo elenco degli indirizzi e dei
telefoni cittadini di pubblico interesse!
Del tutto assenti, se non mi è sfuggito qualco¬
sa, i numeri di telefono o gli eventuali (purtroppo)
indirizzi di posta elettronica degli uffici
Non ho trovato un solo sito dove compaia la
scritta "Scrivi al Ministro", o al sottosegretario o
al direttore generale.
Solo in pochissimi casi è riportato il nome dei
funzionari responsabili dei settori piu importanti.
Un altro esempio è quello di un sito che potreb¬
be essere di enorme utilità, come è stato recente¬
mente dimostrato con il ruolo di Internet
nell'emergenza del terremoto nell'Appennino um¬
bro-marchigiano. Il sito (semi-clandestino) del Di¬
partimento della protezione civile riporta lunghi
elenchi di leggi e regolamenti, una tabella - non
aggiornata da tempo - degli eventi sismici piu si¬
gnificativi. ma non un "che cosa fare in caso di “
né una pagina di numeri telefonici che possano
essere utili dopo la prima emergenza
Un altro caso da citare è quello del Parlamento
o, meglio, del Senato, dal momento che la Came¬
ra dei Deputati ne costituisce di fatto una sezione
meno completa Non solo nelle schede dei parla¬
mentari non c'è l'indirizzo e-mail di quelli che lo
hanno - e sono parecchi - ma neanche il numero
di telefono Anzi, si avvisa che non saranno inol¬
trati ai destinatari eventuali messaggi inviati al
La pubblica amministrazione
centrale sul Web
Non è facile trovare sulla rete un elenco completo dei web della pubblica amministrazione e degli altri siti di
pubblico interesse. Gli elenchi "ufficiali" (AIPA, Senato, ministeri vari) sono incompleti o non aggiornati La lista
che segue è una parte di quella di InterLex lntto://www mteriex.com/sm it. ritmi! che presenta oltre 200 link ita¬
liani di interesse giuridico, con un breve commento
Tutte le URL di questo elenco sono state controllate nei primi giorr di febbraio 1998
Autorità garante della concorrenza e del mercato. Inno //www aacm i|
Autorità per l’informatica nella pubblica amministrazione , |n:tp.//www.aipa il
Camere di commercio italiane |nnoy/www.camcom it/moex ntm|
Consiglio nazionale delle ricerche fitto.//www cnr l
Commissione parlamentare per le riforme costituziona li htto://www camera-it/pariam/oicam/nicosf
Corpo forestale dello Stato htto://www corpotoresiale d
Corte suprema di Cassazione: r ttp://ww w.giustizia it/UU9/U 9_suD-n nt7r|
Dipartimento della protezione civile l'i ttp.//www protezio necivile.it
Ente poste italiane I t:n //www nettuno.it/liera/oosteitaliand
INPS http://www.inps.il
Istituto nazionale di statistica htto //www.istat.il
Istituto poligrafico e Zecca dello Stato |ntp://www ipzs.1
Istituto superiore di sanità EEg^ il _
Leggi della XIII legislatura lW£//w^wj3arlamentont/£arlam/legd
Ministero degli affari esteri: |ntp://siqserv1 casaccia^enea_it/MA^ _
Ministero dei trasporti e della navigazione hto//www trasDortinaviaazione.il
Ministero del bilanci o e della programma zione economica: nitp.nwww onancio n
Ministero del tesoro limo //www. tesoro.!
Ministero dell'industri a del commercio e dell'a rtigianato pttp //www minmgustna H
Ministero dell'interno: htto //www mmmteino il
Ministero dell'università e della rice rca scientifica e tecnologi ca hitp //www mursl '>
Ministero della pubblic a istruzione http://www.bdp. H/mpi.htrrl
Ministero della sanità: http://www samta.il
Ministero delle comuni cazioni: Fn n//www into.ti it/biPliomni htnl
Ministero delle finanze: Imo //www finanze/!
Ministero del bilanci o e della programmazione eco nomica: http://www biiancio~it1
Ministero di grazia e |qiustizia:rmD ;/www n.uste a I
Ministero dei lavori pubblici htw //www lino il
Ministero per i beni culturali e ambienta li hitoV/w ww^beni cultuiali.il
Ministero per il commercio con l'estero: hno://www.mincomes.i1
Motorizzazione civile: ••.r..r :••• a. -..• s r- : ■ —|
Parlamento Inno //www parlamento.il
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l'informazione e l’editoria mito //die ocm il
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
137
Informatica e Società
Sarebbe bellissima la
home page dell'INPS
se non si dovesse
aspettare un paio di mi¬
nuti per constatare che
non entra tutta nello
schermo alla risoluzio¬
ne standard.
Altra democrazia, altra
cultura dell'informazio¬
ne ecco la pagina del
Senato americano con
gli indirizzi di posta
elettronica dei senato-
webmaster. E' scontato, ancora una volta, il con¬
siglio di andare a vedere come sono fatti "Tho¬
mas". o il sito del Congresso degli Stati Uniti (un
confronto tra i siti parlamentari di diverse nazioni
e sul numero 170 di MCmicrocomputer), dove ci
sono, ufficio per ufficio, i nomi dei funzionari, i nu¬
meri di telefono o gli indirizzi e-mail. Invece da noi
Senators of thè 105th Congress
Contacting Senators via thè Internet
©
Bclow you wtD 6nd a bstag of those U S Senate office* which bave pubhshed Internet
addresses on thè Senate's Internet server If you wish lo mquae about any other Sonate
office’s use of electrornc mad, you must place your mquay dnectiy with thè office ai
quesùon You can direct correspondence to your Senator or to other U S Senato offices at
thè followmg address
For Member inquirìes:
1S
il motto è "non parlate al gui¬
datore". C’è da chiedersi se
non sono stati spesi invano i
miliardi che sono serviti per
munire ogni deputato e ogni
senatore di un notebook e
quant'altro, compreso l'indi¬
rizzo e-mail (vedi MCmicro¬
computer numero 177).
Tuttavia non mancano siti
che offrono servizi utili. Il mi¬
gliore è senza dubbio quello
del Ministero delle finanze,
che sembra già pronto per lo
scambio di informazioni con i
contribuenti (sarà un caso,
ma il primo sito pronto a dia¬
logare via Internet con i citta¬
dini è quello delle tasse!); ric¬
chi di informazioni utili sono
anche i Ministeri della pubbli¬
ca istruzione e dell'università
Va notato che molti web so¬
no in fase di evoluzione Ri¬
spetto a una ricerca analoga compiuta alcuni mesi
fa. appaiono "in rimonta" i siti del Ministero dei
trasporti e della navigazione e del Ministero degli
affari esteri, solo per citare due esempi.
Particolarmente importante è l’evoluzione del
web del Senato, sempre più ricco di informazioni
e soprattutto di testi di legge, con un notevole mi¬
glioramento delle possibilità di ricerca. La Camera
dei Deputati sconta ancora il ritardo con il quale è
partita, ma offre comunque molti spunti di grande
interesse.
Dunque un quadro generale pieno di luci e di
ombre, come si suol dire, e anche se le luci sono
sempre più forti, nell'insieme sembrano prevalere
le ombre. Non solo per i contenuti, ma anche per
come essi sono presentati.
Il rispetto per l’utente
Office of Senaor (Nane)
Uraled States Senato
Washington, D C 20510
For Committee tnqulries:
(Name of Committee)
United States Senate
Washington, D C 20510
Altemanvely, you may phone thè United States Capitol switchboad at (202) 224-3121 A
switchboard operator wiD coimect you directly with thè Senate office you wish to speak
with
IBI I |E|f| | | |)|- | |M| |. li |QI ; I III I "|X|Y|Z
A N
Alabama Nebraska
Sessions. Jeff (R) HageL Charles (R)
senatottàsesnorii senate frjv chuclc hagelicahagel se nate gov
Shelby, Richard C IR) Kerrey. J Robert (D)
WWW mai «.W-kmevNnps/webtm Miai .j
ovini sVMicmantt WooS - I ifàFmnlPano Frlitn» I 7 * Paini Shr.fi Prn I STCnnamcemnal F I l^Htel
La maggior parte dei Web della pubblica ammi¬
nistrazione si presenta con lo stesso difetto di
fondo che si riscontra in una grandissima quantità
di siti su tutta la Rete: sono costruiti senza cerca¬
re di capire le esigenze dell'utente, ma solo in
funzione di una sorta di narcisismo del proprieta¬
rio e dell'autore delle pagine.
Vediamo, tanto per incominciare, che molte ho¬
me page della pubblica amministrazione si aprono
con un'immagine del palazzo che la ospita. Ma il
cittadino che si collega al sito di un ufficio pubbli¬
co a che cosa è interessato, all'edificio o alle infor¬
mazioni che vi può trovare? Se l'immagine arrivas¬
se in pochi secondi, pazienza, sarebbe solo spazio
sottratto a informazioni più utili. Ma con la lentez¬
za dei server, a volte evidentemente sottodimen-
sionati, e con la lentezza della rete, la formazione
di una gif che può superare i 100 KB richiede an¬
che qualche minuto. Nel frattempo non solo il
contatore scatta (pensiamo a quanti in Italia sono
ancora costretti a collegarsi in teleselezione), ma
138
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Informatica e Società
si genera nell'utente una pre¬
disposizione negativa nei con¬
fronti dell'emittente delle
informazioni. Anche i link
spesso sono rappresentati da
immagini che, pur se di di¬
mensioni ridotte, richiedono
un tempo di caricamento mol¬
to più lungo delle scritte.
Quanti sono gli utenti che di¬
sabilitano le immagini per ri¬
cevere piu presto le informa¬
zioni? Pochissimi, quasi nes¬
suno, anche perché senza la
grafica molte pagine diventa¬
no incomprensibili. Si aggiun¬
ga che la presenza di una o
piu immagini in apertura ritar¬
da la comparsa delle informa¬
zioni che si trovano più in bas¬
so, e che solo alla fine arriva¬
no (non sempre) i link sotto
forma di semplici scritte. Sa¬
rebbe molto più efficace met¬
tere i link testuali all'inizio e
^ ’ Bocfcmoki & N«ta*v |*tp /A*»»» «gcm «/i wt c om Mfrt
1E
AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO
yoi e f (Pine l
Homuhvj maiale
P!X«UU 4 B 0 !.C e runa
d-B'AvUonl,
MoA^UB» 1. comun
ora. ir flr gjr.r
fetew vciuth
Pi h ir. ni .ili Actniau
Coniufuob narra.
Bottinino ictrwimAte
PulAhciao.,
Collegamenti di tiitei 1 ’:
!1?
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dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato e contiene informazioni sulle funzioni e
le attivila svolle dall'Automa, nonché sul contenuto delle principali decisioni adottate
L'aggiornamento è effettuato con cadenza settimanale, compatibilmente con le risorse
disponibili
Si prega dt inviare messaggi relativi ad errori, maIJunzscnamenti o eventuali suggerimenti per il
miglioramento del servato a ( t.dag:-. ::)
Autorità garante della
concorrenza e del mer¬
cato il sito meno ac¬
cattivante, ma il piu ve¬
loce e con tutte le
informazioni che servo¬
no.
dt
zi
Doeunent Done
z
Il Web come pubblico
servizio la ricerca del¬
le leggi sul sito del
Parlamento, ora possi¬
bile anche per argo¬
menti Ima manca la
voce "telecomunica¬
zioni. I
poi. eventualmente, le immagini, ma nessuno ci
ha pensato.
Un altro difetto, grave quanto diffuso, è nell'im-
paginazione, molto spesso impostata per la risolu¬
zione di 800x600 pixel, quando è noto che la mag¬
gior parte dei PC in uso, soprattutto negli uffici
pubblici e privati, può andare solo a 640x480. In
qualche caso non è previsto l’adattamento auto¬
matico della pagina alla risoluzione dello schermo
e il povero utente deve continuamente andare
avanti e indietro con la barra di scorrimento
E non basta. E' incredibile la profusione di /ava
script, trame, animazioni di ogni genere, che allun¬
gano i tempi di caricamento e richiedono i brow-
ser dell'ultima generazione. I quali, come tutti do¬
vrebbero sapere, sono divoratori di risorse di ela¬
borazione e devono quindi girare su macchine ve¬
loci e potenti mentre nella maggioranza degli uffi¬
ci c'è ancora una quantità di 486 con 8 MB di
RAM, e non mancano i 386. Che queste soluzioni
vengano adottate dai siti dei fabbricanti di hardwa¬
re e software è logico, perché devono convincere
i clienti a spendere per passare a soluzioni più ag¬
giornate, ma da parte delle pubbliche amministra¬
zioni è una politica suicida, perché un utente spa¬
zientito è un utente mal disposto, che lavora me¬
no bene se è un dipendente, che si allontana
sempre più se è un cittadino alla ricerca di infor¬
mazioni o di servizi.
Si finisce con l'apprezzare di più il vecchio, brut¬
to sito dell'Antitrust, che però è molto utile, o
quello altrettanto vecchio dell'AlPA, al quale ba¬
sterebbe togliere le immagini dalla home page per
farne un esempio di funzionalità.
Molte altre osservazioni si potrebbero fare sulla
struttura informativa dei siti, sulla scelta delle ge¬
rarchie logiche dei collegamenti, sulla chiarezza
delle indicazioni, sulle soluzioni grafiche, spesso
inutilmente autocompiacenti e non funzionali alla
ricerca dei contenuti. Insomma, nel progettare un
f *BotAmaifc» A
15
J^arlnm&tslo ZlJtalinno
XHI legislatura: indice per materia delle leggi approvate
Indici Jifl/c lepsp
Aree tematiche -
Attiri
fostitmionaU «•
ordinamento
delia Repubblica
tfj
Affili «■ iteri 06}
Affari europ ei
USJ
Apicoltur a,
caccile pesca
ci:j
Ambiente,
territorio e
pr otezi o ne m i!i
Indice per maleria delle leggi approvate
L'indice per matena delle leggi approvale, basato su! sistema di
classificazione 1KSEO. raggruppa le leggi approvate nel corso della
legislatura nelle 33 aree tematiche riportate nell'elenco sulla sinistra dello
schermo
Per ogni area e indicato, tra parentesi, il numero delle leggi m essa
compreso Naturalmente, la stessa legge può riguardare piu aree tematiche,
e quindi il totale dette ricorrenze evidenziato eccede il numero delle leggi
effettivamente approvate
Scorrendo la lista dette aree tematiche, selezionare quella piu vicina alla
materia di interesse per visualizzare il corrispondente elenco di leggi
Don.
sito Web (non solo, ma soprattutto) da parte di un
servizio pubblico si dovrebbe partire dalla doman¬
da che cosa cerca, che cosa si aspetta, che cosa
vorrebbe dirci l’utente? Invece molti di quelli che
dovrebbero essere "fornitori di informazioni" di
larghissimo interesse sembra che mettano in pie¬
di i loro Web solo per far vedere come sono bravi.
Il problema è che accanto all'esperto di HTML, ac¬
canto al grafico creativo, accanto al webmaster,
manca l'esperto di comunicazione. Un ruolo sco¬
nosciuto negli organigrammi della pubblica ammi¬
nistrazione, che non potrà mai svolgere un'azione
efficace se non imparerà a comunicare con i citta¬
dini.
A me S-r Z
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
139
Informatica e Società
Buone letture
I "pirati" airitaliana
tra leggenda e codice penale
Un bel libro, scritto da due esperti della materia, riapre la discussione sulla
pirateria telematica, sull’esistenza di hacker “buoni” e “cattivi” e sui limiti della
legge 547/93. La crescente importanza di Internet nel sistema globale
deN’informazione impone di considerare il problema sotto una luce diversa
di Manlio Cammarata
reno anni che non mi capitava di sottrar-
1 ‘ re al sonno due nottate per "vedere co-
1 , me va a finire" Perché Spaghetti
Hacker e un libro da leggere tutto d'un
fiato, compatibilmente col fatto che sono più di
quattrocento pagine.
Gli autori sono due "telematici di lungo corso":
Stefano Chiccarelli, attivo nel mondo del volonta¬
riato e appassionato di sistemi di sicurezza, e An¬
drea Monti, avvocato esperto di diritto delle tec¬
nologie dell'informazione e noto difensore di pirati
telematici, o presunti tali, finiti nelle mani della
giustizia II libro è la storia della pirateria telemati¬
ca in Italia, dai primi esordi (all'inizio degli anni '801
fino ai nostri giorni, che vedono in azione quella
che gli autori definiscono la "quarta generazione"
degli hacker italiani
E' scritto quasi tutto in prima persona (difficile
attribuire all'uno o all’altro autore i diversi episodi!
e corredato da testimonianze dirette, spesso ne¬
cessariamente anonime, con rara passione e al¬
trettanto rara competenza tecnica e giuridica, tan¬
to che molto probabilmente costituirà un punto di
riferimento per molte discussioni nei tempi a veni¬
re. Ci sono episodi che restano scolpiti nella me¬
moria. come quello dei tecnici inetti della Telecom
alle prese con l'installazione di uno dei primi rou-
ter a Pescara, che se ne vanno senza essere riu¬
sciti a metterlo in funzione Non è un problema
per gli "smanettoni" locali che, dopo averlo
"hackerato" per trovare la password, pongono ri¬
medio all'errore di configurazione...
La storia è completata da una serie di intermez¬
zi tecnici e giuridici Inutili i primi, perché troppo
ostici per chi non ne sa nulla e superflui per gli
esperti, importanti i secondi, perché mettono in
luce le lacune e gli errori delle norme e di chi deve
applicarle. Peccato che la furia polemica che per¬
vade queste pagine faccia spesso salire sopra le
righe il tono del discorso: l'esposizione si fa arrin¬
ga e il lettore poco esperto può perdere il filo
>'• hk
'min .i
Vurtc.
■miklir
« «putii
«•urlali.|
•MI fa, k,n K
I" fallii
Stefano Chiccarelli - Andrea Monti
Spaghetti hacker
Storie, tecniche e aspetti giuridici delThacking in
Italia
pp. 433
Apogeo, Milano, 1997
L. 30.000
140
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Informatica e Società
Internet e la legge
Anche se non offre alcuna indicazione di pratica utilità, il libro
di Oliver Hance è strutturato secondo uno schema molto chia¬
ro, fatto di accurate suddivisioni per argomenti, introduzioni e
riassunti finali, secondo la migliore tradizione della manualisti¬
ca americana. Disturbano invece le note, poste a fine capitolo
invece che a piè di pagina, che costringono il lettore a un con¬
tinuo e faticoso avanti e indietro (questo difetto è presente
anche nel libro di Monti e Chiccarelli, in misura ancora più fa¬
stidiosa, per la lunghezza dei capitoli e la quantità dei riman¬
di).
L'autore, un noto avvocato canadese specialista nei pro¬
blemi legali e dell'informatica e delle telecomunicazioni, met¬
te a confronto le legislazioni del Canada, degli Stati Uniti e
dell'Europa, sia a livello comunitario, sia per i singoli paesi,
tracciando un quadro molto interessante anche se alquanto
generico Non espone teorie o suggerisce soluzioni, né ap¬
profondisce molti argomenti che richiederebbero un'analisi
accurata.
Tuttavia si tratta di un'opera utile per chi voglia farsi
un'idea generale dello stato della legislazione nelle aree eu¬
ropea e nordamericana, perché in sostanza riassume in uno
schema molto semplice tante informazioni che si potreb¬
bero tranquillamente trovare sulla Rete, ma con molta piu
fatica e in maniera meno organica
La traduzione italiana lascia un po' a desiderare, con
qualche passaggio ai limiti della comprensibilità E non
soddisfano le banalità in semi-guridichese del curatore
dell’edizione italiana. Gianluigi Ciacci, e del prefatore. Gui¬
do Alpa.
Il prezzo è ingiustificatamente elevato
Oliver Hance
Internet e la legge
pp. XVIII -397
McGraw-Hill, Milano, 1997
L. 52.000
Olivier Hance
Internet
e ,a legge
McGraw-Hill
Il motivo conduttore della storia è lo sviluppo
della telematica italiana visto dalla parte di chi ne
ha sempre cercato - e scovato -1 punti deboli e gli
sbagli Dalla parte di chi, direttamente o indiretta¬
mente, conosce ogni dettaglio dei fatti che i gior¬
nali hanno troppe volte enfatizzato, con cronache
infarcite di particolari inesatti, informazioni male
interpretate, notizie esagerate quando non co¬
struite sui tavoli delle redazioni. Per chi, come
me. ha seguito i fatti giorno dopo giorno, con
qualche competenza nella materia, molti passag¬
gi sono illuminanti, perché confermano l'esattez¬
za di mai dimenticati sospetti - il caso dell’inesi¬
stente "Falange armata", tanto per fare un esem¬
pio - e mettono finalmente al loro posto le tesse¬
re di un mosaico molto più semplice di quanto
apparisse all'epoca dei fatti. Fatti che sono di ieri,
ancora freschi nella memoria, ma appaiono già
lontani, in qualche modo "storicizzati", forse per¬
ché non ci siamo ancora abituati alla straordinaria
velocità con la quale le tecnologie si evolvono e
pervadono il nostro mondo.
Eroi e delinquenti
Fin qui gli aspetti positivi del libro di Chiccarelli
e Monti. Ma non si può sorvolare sul lato ideolo¬
gico dell'opera, chiarito fin dalla prima riga della
prefazione di Giancarlo Livraghi (il simpatico fon¬
datore di ALCEI - Associazione per la libertà della
comunicazione elettronica interattiva): “Ogni tan¬
to mi viene voglia di diventare un hacker". Gli au¬
tori sostengono la ben nota tesi che vede
l'hacker come un puro ricercatore della verità tec¬
nologica, l'esperto che viola le protezioni dei pro¬
grammi come un Robin Hood dei nostri tempi, le
intrusioni non autorizzate nei sistemi altrui come
un salutare e innocuo passatempo, che può an¬
che essere benemerito perché aiuta la vittima a
scoprire i punti deboli delle sue macchine e a por¬
vi rimedio.
Gli autori insistono nel distinguere il "vero"
hacker - termine che traducono in italiano con
"smanettone"- dal "pirata", il delinquente infor¬
matico o telematico, che danneggia i sistemi, al-
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
141
Informatica e Società
tera le informazioni o se ne impadronisce. Insom-
ma, un mondo diviso tra buoni e cattivi, con l'ov¬
vio corollario che i cattivi sono sempre gli altri E
si sforza, l'avvocato Monti, di dimostrare che i
comportamenti dei suoi "clienti" non costituisco¬
no reato anche alla luce della legge, e che molto
spesso la colpa è delle vittime che non prendono
le dovute precauzioni per proteggere i sistemi
Ma il pubblico ministero potrebbe chiedere se.
tornando a casa, lei trovasse un ragazzotto che,
dopo aver forzato la porta, sta frugando nei suoi
cassetti, sarebbe disposto a credere alla spiega¬
zione che si trova li perché "ho un'innocua passio¬
ne per i cassetti altrui, mi piace sapere che cosa
le persone ci tengono dentro... Rubare? Per ca¬
rità, mai passato per la testa, i ladri sono gli altri!
E poi, caro signore, se sono entrato è colpa sua,
perchè la porta non è abbastanza robusta e la ser¬
ratura è una schifezza. Sa cosa le dico? lo la de¬
nuncio perché lei non ha installato un sistema di
allarme”!
E' comprensibile l’ebbrezza che può cogliere
qualcuno nel sentirsi piu bravo degli altri, o quan¬
do si raggiungono obiettivi difficili grazie a una
particolare abilità. E' la stessa sensazione che può
provare chi ama correre e superare gli altri, e spin¬
ge la sua automobile su strade difficili a velocitò
che persone di buon senso non oserebbero rag¬
giungere. Però in questo modo mette a repenta¬
glio non solo la propria incolumità, ma anche quel¬
la degli altri, e perciò questo comportamento è
vietato. Nessuno può sottrarsi a una multa per ec¬
cesso di velocità con la scusa che guida meglio di
Schumacher e non che ha la minima intenzione di
provocare incidenti.
Cosi detenere e diffondere password altrui è
vietato dalla legge, anche perché nessuno è in
grado di garantire che non ne venga in possesso
un pirata "cattivo”. Fino a quando la legge dirò
che intrufolarsi in un sistema altrui "protetto da
misure di sicurezza" è un reato, chi compierà que¬
sto atto dovrà essere punito. Che poi la legge
americana regoli diversamente la questione, non
può essere portato a scusante del comportamen¬
to di un italiano in territorio italiano. E, comunque,
per il puro gusto della discussione, si dovrebbe di¬
mostrare che la legge americana è migliore della
nostra...
Certe scusanti ai comportamenti illegali degli
"smanettoni" di una volta, quelli del Commodore
64, possono apparire oggi accettabili, ricostruen¬
do il contesto tecnologico di quei tempi. Ma la si¬
tuazione è cambiata. Ormai i sistemi informativi
costituiscono l'ossatura delle relazioni economi¬
che e sociali del mondo industrializzato. Per pro¬
teggere la società, la legge deve tutelare l'incolu¬
mità dei sistemi informativi e quindi prevedere co¬
me reato qualsiasi comportamento atto a metterla
a rischio, distinguendo - se del caso - diversi livelli
di sanzione per la maggiore o minore pericolosità
Dizionario di informatica
inglese-italiano
Giunge alla terza edizione il Dizionario di infor¬
matica inglese-italiano di Angelo Gallippi. Non un
semplice glossario di termini tradotti, ma un elen¬
co ragionato ricco di informazioni, esposte con lin¬
guaggio chiaro, tabelle e illustrazioni. Non ci sono
solo parole strettamente tecniche, ma anche
espressioni che assumono significati particolari
nel linguaggio tecnologico e forme gergali tipiche
degli addetti ai lavori si trovano, per esempio,
molti termini in uso tra i vecchi adepti di Internet.
Come è fatale in un lavoro di questa dimensio¬
ne (674 pagine) si riscontra qualche inesattezza,
mentre alcune illustrazioni sono un po' datate.
Ma nell'insieme è un' opera molto utile anche
per chi. pur con una buona conoscenza dell’in¬
glese. si trova spesso in difficoltà con il linguag¬
gio dei tecnici. La robusta rilegatura in cartone
rigido rende ancora più ragionevole il prezzo, co¬
munque conveniente in confronto a tanta altra
letteratura tecnica.
Angelo Calliopi
Dizionario ai informatica inglese¬
italiano
Terza edizione
pp. 674
Tecniche Nuove. Milano, 1997
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142
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Informatica e Società
Multimedia e comunicazione d'impresa
MULTIMEDIA £
Stazione
Lo sapevate che professionisti, dirigenti, manager "da un piccolo paesino medievale arroccato su una collina in
vista del mare, ma supercablato con reti internazionali, potranno elaborare progetti e gestire affari in tutto il mon¬
do"? Oppure che grazie a Macintosh e Windows "con il mouse si prendono gli oggetti come si vedono sul moni¬
tor, e si spostano da una parte all'altra in modo intuitivo"
o ancora che Windows 95 "riconosce automaticamente
tutto quello che è installato nel computer, e lo fa funzio¬
nare senza bisogno di espliciti comandi"?
Evidentemente l'autore di questo libretto ignora che
qualsiasi località dove arrivi il modesto "doppino" telefo¬
nico è già “supercablato" con la rete mondiale di teleco¬
municazioni, indipendentemente dal fatto che sia me¬
dievale. arroccato su una collina in vista del mare e via
discorrendo. Cosi come non ha mai provato a installare
Windows 95 e, giunto alla fine dell'operazione, a vedere
che cosa succede spostando le icone sul desktop "in
modo intuitivo"...
Partendo da queste premesse non stupisce che il
touch screer sia “un software che attiva determinate
zone del monitor" o che una smart card sia una "carta
magnetica che permette l’accesso a determinati servi¬
zi informativi", come si legge nel glossario che conclu¬
de il libercolo. Che, per il resto, rimastica centinaia di
altre opere simili con scontate considerazioni sulla co¬
municazione d’impresa.
La multimedialità e ben altra cosa, come il touch
screen è prima di tutto un dispositivo hardware e la
smart card è una tessera provvista di microprocesso¬
re capace di ben altro che accedere a servizi informa¬
tivi La multimedialità, nell'impresa e fuori dell'impre¬
sa, è una forma di comunicazione che richiede un ri-
pensamento globale dei flussi comunicativi e, prima
di tutto, un mimmo di conoscenza degli strumenti e
dei loro principi funzionali Senza questa base qual¬
siasi tentativo di trattare la materia non può che sca¬
dere nel ridicolo,
Umberto Santucci
Multimedia e comunicazione d'impresa
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Conw attivare
nella propria
azienda una
comunicazione
moderna ed efficace
Umberto sahtucci
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& Kupfer Editori, Milano, 1997
dell’atto, o in funzione dell’effettivo conseguimen¬
to di un risultato dannoso Ma non può ignorare
quello che in sostanza è quanto meno un reato
"di pericolo".
Se poi la legge è carente o eccessiva, se le sue
previsioni rispecchiano o no la realta dei fatti, que¬
sto può essere oggetto di discussioni anche acca¬
nite. o motivo di sottili disquisizioni nelle aule dei
tribunali. Ma finché la legge è in vigore deve esse¬
re rispettata. Affermare il contrario adducendo
motivi ideologici non sarà "apologia di reato", ma
è comunque difficilmente accettabile
Dobbiamo considerare che - come affermano
anche gli autori nell'ultima parte del libro - gli
hacker di oggi sono piu "cattivi" di quelli delle ori¬
gini, spesso meno competenti e sprovvisti di quel
(presunto) codice d'onore che univa i loro prede¬
cessori. Quindi molto piu pericolosi in una società
molto più vulnerabile, in quanto dipendente dalle
informazioni contenute nei sistemi che attaccano.
E tanto dovrebbe bastare per concludere che,
scampati in un modo o nell'altro alla condanna i
pionieri, non si possono assolvere i successori,
per il pericolo che è intrinseco nei loro comporta¬
menti. indipendentemente da eventuali e non di¬
mostrabili buone intenzioni.
Concludo con una nota amara, in tutte le pole¬
miche - giustificate - che gli autori rivolgono alla
stampa per il modo in cui ha trattato i diversi fatti
ricostruiti nel libro, avrebbero potuto riservare una
piccola nota a una voce fuori dal coro. Quella della
nostra rivista, che ha sempre cercato di mettere i
fatti nella giusta luce e di capire la realtà dietro la
notizia Chi abbia voglia di rileggere come sono
state trattate su queste pagine le vicende di "Fi-
dobust". della "Falange armata" o di "Ice Trap",
riconoscerà probabilmente qualche anticipazione
delle affermazioni contenute nel libro. E non cre¬
do che si possa negare la rilevanza del ruolo edu¬
cativo che MCmicrocomputer ha sempre svolto
nel mondo italiano delle tecnologie dell’informa¬
zione. PUS
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
143
Arte Informatica
r
Universo sonoro elettronico
Dalle arti apprendiamo come l’uomo possa creare dei paesaggi
sonori ideali, per un’altra vita, quella dell’immaginazione e
dell’universo psichico. Questi studi ci permetteranno di porre le basi
di un nuovo campo di studi e di ricerche interdisciplinari:
il design acustico.
R. Murray Schafer
di Ida Gerosa
• j opera d'arte multimediale,
| oltre alle immagini e al mo-
—> vimento del corpo, ha come
importante componente il suono,
molto spesso elettronico.
I singoli artisti, che si dedicano a
questo genere di arte sonora e i pic¬
coli o grandi complessi, sono tanti,
ma ce ne sono alcuni da segnalare
perche hanno qualche particolarità in
piu
Definirei insolito un piccolo com¬
plesso formato da due compositori,
Enrico Cosimi e Paolo Di Cioccio, che
ha iniziato la sua espe¬
rienza negli anni '80 ed
ha esordito con i con¬
certi nel 1994.
Li ho ascoltati la pri¬
ma volta lo scorso di¬
cembre, durante una lo¬
ro esibizione presso
l'Associazone L I A. a
Roma Sono rimasta
colpita dalla musicalità
che in certi momenti
sembrava riuscisse a
"disegnare" con le no¬
te, a percorrere linee e a creare for¬
me
Ascoltando le loro esecuzioni m'è
sembrato di provare le stesse emo¬
zioni che provo quando costruisco
campiture e sovrappongo tessiture di
colori lavorando con il computer. Mi
sono trovata immersa in uno spazio
virtuale da cui partivano migliaia di
strade. Percorrendole ho smarrito
l'uscita verso il mondo reale e mi so¬
no trovata costretta a proseguire la
mia esplorazione.
Le suggestioni, gli incanti non erano
quelli che provavo abitualmente quan¬
do ascoltavo la musica elettronica Le
vibrazioni, sconosciute, facevano però
parte del mio territorio culturale. Mi
sono sentita dominare dalla musica,
da quella nuova sonorità, ed ho sco¬
perto un nuovo universo.
Ecco, ho pensato che quei compo¬
sitori, quegli artisti dovevano essere
conosciuti da più persone, ed ho desi¬
derato parlare con loro, per capire le
loro singolarità e proporvele
Due personalità
diverse
Paolo Di Cioccio è professore di
oboe al Conservatorio, e tra i due e il
lirico, il melodico. E' abituato a lavora¬
re in termini classici, quindi costrui¬
sce le sue composizioni in maniera
tradizionale, bidimensionale, ossia
orizzontalità per quello che riguarda
l'esposizione della melodia, e vertica¬
lità per quello che riguarda l'accompa¬
gnamento e l'armonizzazione
Mentre Enrico Cosimi mi sembra
• Le suggestioni, gli incanti non erano
quelli che provavo abitualmente quando
ascoltavo la musica elettronica. Le vibrazio¬
ni, sconosciute, facevano però parte del
mio territorio culturale. Mi sono sentita do¬
minare dalla musica, da quella nuova sono¬
rità, ed ho scoperto un nuovo universo.
144
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Arte Informatica
sia un personaggio più complesso
Parallelamente allo studio e all'ap¬
profondimento della musica si è lau¬
reato in archeologia e "si mantiene"
facendo rilievi e analisi tecniche dei
monumenti antichi.
Questa doppia personalità gli per¬
mette di vedere, di sentire in maniera
diversa dai "tradizionali" musicisti
elettronici. C'è in lui una sensibilità
piu estremizzata, più esasperata ri¬
guardo all'impasto sonoro legato alle
"riverberazioni". Ha infatti la caratteri¬
stica di creare fusioni composte da ri¬
verbero ambientale e da fasce sonore
dove non c'è melodia, non c'è ritmo.
E' un'equazione semplice, ma im¬
portante perché riesce a sentire la
musica come staticità. Non vuole ag-
gredire
l'ascoltato¬
re con una
serie eleva¬
ta di eventi
sonori, ma
sente l'uni¬
verso melo¬
dioso come
fosse estre¬
mamente rarefatto. Ipotizza una sorta
di massa sonora che non esiste, se
non come "ombra" della stessa.
Dentro quel riverbero di luce che
viene dallo spazio, c'è l'ombra della
massa vibrante.
I due compositori cosi diversi tra lo¬
ro, si completano a vicenda, forman¬
do un insieme unico.
Paesaggi sonori
Mentre Enrico Cosimi cercava di
farmi entrare nella sua sensibilità mu¬
sicale, mi veniva in mente un'espe¬
rienza fatta perlomeno dieci anni fa da
alcuni architetti giapponesi a Tokyo.
In una piazza avevano costruito alcuni
palazzi in modo tale che il vento, at¬
traversandoli, produceva una serie di
IDA GEROSA
Artista di Computer art
E' anche direttore del giornale in Internet
Artnet-Tentra, il cui indirizzo e
|http://www. mclink.it/ mclink/artd
suoni che componevano un'armonia.
Si formava una sonorità naturale che
in qualche modo somigliava a certi
brani di musica elettronica.
Ho chiesto perciò a Cosimi se gli
sarebbe piaciuto creare melodie fa¬
cendo concerti in luoghi tanto partico¬
lari ed affascinanti da condizionare il
risultato
Ad esempio penso che l'acqua, il
vento, il fruscio delle foglie, il canto
degli uccelli, la
pioggia possano
costituire uno
straordinario pae¬
saggio melodico.
Un torrente di
montagna è un
accordo fatto di
molte note, che
si diffonde per
tutto il cammino
di un attento
ascoltatore.
Come il Sid-
dharta di Her¬
mann Hesse..
Se poi lo stes¬
so torrente preci¬
pita in una casca¬
ta, dopo una
quiete carica di
tensione, quasi
simile alla paura, prorompe in una ru¬
morosa eccitazione quando il getto
colpisce le rocce sottostanti.
Penso che tutti questi suoni che
fanno parte della natura, della vita,
debbano esistere nell'armonia creata
dall'uomo, e quale migliore possibilità
di espressione se non attraverso gli
strumenti elet¬
tronici. cosi dut¬
tili nel manipola¬
re note ed ele¬
menti musicali?
Sono gli unici
in grado di aprire
spazi sconfinati
di ascolto, di per¬
mettere un viag¬
gio dentro pareti
sonore dilatate a
dismisura
Enrico Cosimi
conviene con
quanto dico e mi
racconta di un'e¬
sperienza impor¬
tante fatta durante uno dei loro primi
concerti, quando hanno suonato con
molto coinvolgimento ad Orvieto, lun¬
go la via dei pozzi, accompagnati dalle
immagini di Loredana Muller che si
muovevano percorrendo la strada, in¬
fluenzando l'ascolto, la visione globa¬
le
Ed ora il suo sogno è proprio quello
di dare concerti in un ambiente intera¬
gente m maniera vibrante.
A questo proposito mi racconta co¬
me esempio un evento molto diver¬
tente proposto qualche anno fa sulla
scalinata di piazza di Spagna, dove
avevano messo diversi sensori sono¬
ri. Lo scendere e il salire i gradini o
alcuni piuttosto di altri concedeva ai
passanti la possibilità di creare un'ar-
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
145
Arte Informatica
-
* Cosimi adopera uno strumento musica¬
le, per me nuovo, che si suona senza
mai toccarlo, che dà la sensazione di ve¬
der suonare l'aria, di sentirsi durante
l'esecuzione sopraffatti dalle emozioni e
dai sentimenti. Il Theramin.
moma personale.
Gli chiedo se desidera esibirsi in
concerti tanto complessi da dare agli
spettatori la possibilità di far parte
del concerto stesso e la risposta è
ovviamente affermativa. "Si - mi dice
- il concerto di musica elettronica
non può essere ascoltato stando se¬
duti su poltrone comode e rilassanti
perché sono poche le situazioni da
vedere Non c'è lo strumentista che
si esibisce con i violino, né l'insieme
coristico da guardare, c'è solo un
concertista seduto in mezzo a tante
macchine, che sposta due potenzio¬
metri nel giro di un minuto..."
Il Theramin
Un'ultima, ma forse più importante
nota, quella che mi ha spinta a cono¬
scere meglio questi musicisti. Cosimi
adopera uno strumento musicale, per
me nuovo, che si suona senza mai
toccarlo, che dà la sensazione di ve¬
der suonare l'aria, di sentirsi durante
l’esecuzione sopraffatti dalle emozio¬
ni e dai sentimenti. Il Theramin,
Lo strumento prende il nome dal
suo ideatore, che era un fisico russo,
un inventore ed anche un violoncelli¬
sta.
Dapprima, all'inizio del secolo, vo¬
leva costruire un antifurto che scatta¬
va quando qualcuno si avvicinava ad
un'antenna incorporata, ben nasco¬
sta, poi l'antifurto, nel procedere del
lavoro, si è trasformato in un violon¬
cello elettronico Era un tubo, chia¬
mato Eterphon, su cui il musicista fa¬
ceva scorrere le dita e variava l'into¬
nazione senza pigiare nulla o senza
sfregare nulla come ad esempio un
archetto sulle cor¬
de di un violino.
L'Eterphon è di¬
ventato il Thera-
mm vero e proprio.
Da tubo è diventa¬
to una scatola con
due antenne.
Oggi il musicista
che lo vuole suo¬
nare, interagisce
influenzando un
campo magnetico
sferico che, pro¬
gressivamente,
viene interrotto
dalla mano che si
avvicina all'anten¬
na Il suono aumenta di frequenza,
cioè diventa più acuto tanto più ci si
avvicina all'antenna, e diventa più
grave tanto più ci si allontana.
La melodia che ne risul¬
ta sembra un fremito, un
palpito. Trasmette oscilla¬
zioni violente e poi silenzi
pieni, quasi concitati, ap¬
passionati, impetuosi, vee¬
menti.
Personalmente è la mu¬
sica che prediligo, quella
che dopo fragorose casca¬
te zampillanti di note dà
attimi di sospensione cari¬
chi di ricordi, di sogni, Un
silenzio tanto pieno e nello
stesso tempo tanto segre¬
to da non esservi neppure
lo spazio per i suoni. E poi
di nuovo la melodia, che ci
rispecchia, che ci appartie¬
ne, che racconta la nostra
esistenza fondendo sono¬
rità elettroniche con suoni
naturali, ambientali.
Confesso che mi sem¬
bra paradossale che. in
un'epoca cosi dinamica e
rivoluzionaria, la maggior
parte delle persone predi¬
ligano la musica del pas¬
sato. Credo che sia cosi
perché oggi la musica ha
perso la sua funzione di
guida spirituale Mi sem¬
bra piuttosto che sia
un'ancora di salvezza, un
punto d'appoggio che
controbatte lo choc
dell’idea del futuro.
• La melodia che ne risulta
sembra un fremito, un palpito.
Trasmette oscillazioni violente
e poi silenzi pieni, quasi conci¬
tati, appassionati,
impetuosi, veementi.
Il prossimo concerto di Enrico Cosi¬
mi e Paolo Di Cioccio sarà a Napoli,
all"'Arcobaleno Fiammeggiante", Vi¬
co San Pietro a Majella, 6
Il 21 marzo alle ore 20,00.
«e
146
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
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167-002266
Pia “il £5à[FCc] C€ @ ® ® ® ® © lUtél
DHHS
di Francesco Carla
La cosa di cui volevo par¬
larvi questo mese mi ha inte¬
ressato moltissimo e credo
che sia tanto più interessan¬
te a giudicare dal silenzio
che hanno dedicato a que¬
sta novità le riviste di video-
giochi di tutto il mondo,
ormai incancrenite nella loro
incapacità di andare oltre la
grafica e l'animazione e i
motori 3D e i 300.000 trame
al secondo. La novità è que¬
sta: una società mezza
australiana e mezza america¬
na finanziata da una società
giapponese (Sega) ha ideato
un nuovo modo di vedere i
videogiochi che ha molto a
che fare con una mia vec¬
chia idea realizzata dalla mia
Simulmondo qualche anno
fa con i videogame a fumetti
di Dylan Dog, etc., di cui
forse vi ricorderete. Di que¬
sta società avevo letto su
Wired e domenica scorsa ho
fatto un giro sulla Rete per
capirne di più. La società si
chiama Brilliant Digital
Entertainment e adesso vi
racconto con più calma e
precisione che cosa ha
inventato e perché c'entra
con la mia vecchia idea.
La BDE è partita da un
paio di intelligenti considera¬
zioni marketing, i videogio¬
chi che esistono già hanno
alcuni difetti terribili per una
moderna concezione del
mercato dell'audiovisivo, pur
avendo evidentemente dei
pregi altrettanto enormi se
sono tanto venduti. Quali
sono questi difetti: interes¬
sano moltissimo quelli che
hanno meno di 21 anni e
sono maschi, Di meno,
molto di meno, quelli che
hanno più di 21 anni e sono
femmine. In più hanno un
altro difetto grave: durano
troppo (cioè ci vuole molto
tempo per giocarli...) e
costano troppo, cioè costa¬
no troppo a farli e ci si
mette troppo tempo anche
perché solo alcuni geni li
sanno fare davvero bene.
Queste due cose qui le pen¬
savo anche io quando ho
ideato i videogame corti che
si facevano in un decimo del
tempo in cui si facevano
quelli normali e quindi si
potevano vendere a un deci¬
mo del prezzo normale. In
più ideai un motore molto
semplice che permetteva a
gente che non fosse partico¬
larmente del mestiere di
fare i game. Funzionò.
Ma erano altri tempi, i
game dovevano andare su
dischetti da 3 pollici e la
gente aveva gusti meno dif¬
ficili di ora. Adesso cosa pro¬
pone la BDE di tanto rivolu¬
zionario? Beh, propone una
soluzione ai tre o quattro
grossi problemi dei game di
cui sopra: propone videogio-
chi che durino più o meno
come un film, ma con
migliaia di possibilità diverse
usando la tecnica dei
"mood’’ cioè degli stati d’a¬
nimo dei protagonisti interat¬
tivi. moods che possono
essere modificati a volontà
cambiando cosi anche la
situazione e dunque il gioco
stesso. Questa parentela
con il cinema, un po' sospet¬
ta, merita di essere verificata
attentamente e infatti
sospendo il mio giudizio di
qualità fino a quando avrò
» /
AVVENIMENTO
eccezionale memoria. Quasi
dieci anni fa, un bellissimo
simulatore di Webster, Gone
Fishmg, attirò enormemente
la mia attenzione e per due
anni rimase la mia passione
preferita, condivisa se mi
ricordo bene da moltissimi
di voi Non ho piu provato
una sensazione cosi reale,
cosi vera, cosi simile alla
vera sensazione di cercare,
prendere e lottare con un
pesce, come quella che mi
faceva sentire quel game
Ne fui talmente attratto
che decisi di immaginarme¬
ne uno mio e cosi nacque
Big Game Fishing, stavolta
dedicato alla pesca d'altura,
Titolo Trophy Rivers
Casa Sierra (Usa)
Format Pc Cdrom
Giud' •!--m-
La storia dei videogame
di pesca e sulla pesca è
ricca di momenti gloriosi di
cui i miei più vecchi e fedeli
lettori si ricorderanno di
certo in quanto dotati di
Index
er prima cosa vi annuncio la presenza di 3 Avvenimenti di
ragguardevole interesse e lunga aspettativa, almeno per
me. E cioè Trophy Rivers, Falcon 4.0 (udite udite) e perfino
Gettysburg di Sid Meier.
A seguire, uno sguardo ai Runners Up di questo mese in
Panorama e la solita messe delle graditissime, a quanto pare,
classifiche varie.
Corro.
ricevuto i loro CD-ROM. Ma
l’idea che con 4 tool (da loro
forniti a chiunque li voglia
acquistare...) si possa scri¬
vere una storia, animarla,
mettere la colonna sonora e
renderla interattiva, mi fa
pensare che i problemi dei
videogame siano stati affron¬
tati correttamente e con
competenza. Il fatto poi che
quello che si realizza, sia uti¬
lizzabile senza nessuna con¬
versione in video (un film
d'animazione) in CD-ROM
(un videogame su CD) e in
rete (un game on Ime) fa
capire ancora meglio che
questi della BDE sanno dove
si deve andare.
Il primo catalogo che
hanno realizzato comprende
titoli con Braccio di Ferro,
ma anche soap opera, film e
generi vari. E presto ve ne
riparlerò.
Se il loro metodo di produ¬
zione e soprattutto se i risul¬
tati creativi dovessero fun¬
zionare, ci troveremmo di
fronte ad una vera nuova
G enerazione di videogame,
lealmente.
quella ai Blue marlin e
insomma ai pesci di dimen¬
sioni ragguardevoli Piacque
abbastanza se e vero che
ancora oggi, ad anni di
distanza, qualcuno si ricorda
e mi ricorda di quel game
Ma la storia della pesca in
videogame non è finita anzi
prosegue gagliardamente e
questo soprattutto per l'im¬
pegno che ci mette la Sierra
che, dopo aver pubblicato
un Trophy Bass dedicato alla
pesca nei laghetti, la pesca a
quel black bass (persico
♦(disastro), ++ (non simulare),
++ (interagire con cautela),
++++ (da simulare). ++♦++
(interagisci o muori)
148
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
1 /
L/A
AVVENIMENTO
Tìtolo: Falcon 4 0
Casa: Microprose (Usa)
Format: Pc Cdrom
Giud: +++t
trota) che è probabilmente il
pesce più noto del Nord
America, ha finalmente col¬
mato una lacuna, uscendo
con questo Trophy Rivers,
simulatore della pesca piu
ecologica e meravigliosa
che esista: la pesca a
mosca Vediamo come è
andata.
Devo cominciare subito
con un appunto e una nota
strategica La pesca e la
sua simulazione sono
necessariamente composte
di due fasi una di prepara¬
zione (qui perfetta: potete
scegliere taglia, dimensio¬
ne, colore e forma delle
mosche artificiali da esca; il
programma tiene conto di
molte variabili, le più impor¬
tanti: la temperatura dell'ac¬
qua, le condizioni meteo, la
profondità dell'acqua...) e
una di azione (qui meno
perfetta: il pesce che
abbocca finisce quasi sem¬
pre fuori schermo e quindi
non può es¬
sere segui¬
to a vista.
Come se pe¬
scaste in un
posto di cui
vedete solo
la prima par¬
te e il pesce,
quando ab¬
bocca, va a
finire nella
seconda
parte che
voi non
vedete
Terribile.). Peccato allora
per l'imprecisione della
seconda fase, non trascura¬
bile, e peccato anche che
quelli della Sierra non
abbiano ricalcato il modo di
gameplay e di simulazione
di Gone fishing di cui vi par¬
lavo prima: quelli erano per¬
fetti e abbisognavano solo
di un adeguato restyling
grafico per assegnarli ai
nostri più decorati tempi
Peccato davvero anche
perché il resto della simula¬
zione è ben fatto. Si pren¬
dono e si insidiano vari
pesci: trote, salmoni e
cavedani e poi anche barbi
e tutto l'assortimento dei
pesci di fiume, spesso di
dimensioni ragguardevoli,
con una dannata propensio¬
ne a rompere il filo, animati
alla perfezione e con una
colonna sonora ambient
quasi perfetta ed evocativa
lo ci gioco spesso in cuffia
e a volte mi pare di essere
li sul serio A seguire un
mucchio di opzioni alieuti¬
che: dal livello di difficoltà
calibrarle alla enorme scel¬
ta di mosche diverse.
Giocare è abbastanza sem¬
plice (molto di più della
realtà, visto che la pesca a
mosca è una vera arte ed è
assai difficile da imparare
adeguatamente...) qui si
tratta di scegliere l'esca giu¬
sta. piazzarla sotto il naso
del pesce e poi, una volta
abboccato, avere la giusta
sensibilità per evitare di
rompere tutto e perdere la
preda. Anche la grafica non
è male, realistica e curata, e
la gestione dei tornei intelli¬
gente: nessuna penalità per
la rottura del filo il che
rende meno
noiosa e
penalizzante
tutta la fac¬
cenda Potete
perfino diven¬
tare un pro¬
fessionista e
campare di
pesca
Magari
Non so
cosa darei
perché met¬
tessero a
posto quella
tremenda
cosa del
pesce fuori
schermo
Speriamo
nella prossi¬
ma release.
Questo simulatore di volo
militare, probabilmente il piu
famoso della storia nel suo
genere, uscì per la prima
volta alla metà degli anni
Ottanta e mise a rumore
tutta la scena degli appas¬
sionati di flight simulation.
Negli anni ha avuto varie
release e dal 1994 la
Spectrum Holobyte annun¬
cia la versione 4.0. Poi silen¬
zio. Tanto che ormai nessu¬
no credeva più che davvero
esistesse un prodotto in svi¬
luppo con questo nome
Cos'era in realta successo?
La verità è che la casa
madre di Falcon. appunto
Spectrum Holobyte, era pas¬
sata attraverso moltissime
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
149
vicissitudini societarie poco
simpatiche Prima aveva
acquisito la casa gemella e
concorrente Microprose, poi
era andata in crisi, infine, più
di recente, era stata a sua
volta acquistata dalla GT
Interactive Nel gran caos
generale anche Falcon 4.0
aveva dovuto aspettare.
Anche perché moltissimi
designer del team originale
di Falcon avevano cambiato
casacca ed erano andati a
lavorare da qualche altra
parte. Il risultato è che que¬
sto simulatore è stato riscrit¬
to interamente più volte,
ma, contrariamente a quan¬
to ci si poteva aspettare, il
risultato è straordinario e
anzi, si può già dire che
Falcon 4.0 sta per fare alla
simulazione di volo militare
quello che Falcon 3.0 fece
già al suo apparire.
L'obiettivo nello sviluppo
di Falcon 4 0 era molto sem¬
plice: fare il miglior simulato¬
re di volo da guerra di sem¬
pre e dare al Pc la possibilità
di gestire un vero campo di
battaglia virtuale nel quale
più aerei diversi fossero in
grado di
darsi batta¬
glia e muo¬
versi simul¬
taneamente.
Naturalmente quando pen¬
savano "migliore" intende¬
vano migliore in grafica,
audio, interazione e simula¬
zione. E migliore anche nella
cosa che piaceva già a tutti
in Falcon 3.0 e cioè l'idea
delle campagne sempre
diverse invece delle solite
missioni tutte uguali degli
altri simulatori Insomma
migliore in tutto. Per riuscir¬
ci la Microprose decise di
ingaggiare Leon Rosenshem
che è colui il quale ha svilup¬
pato la tecnologia di simula¬
zione dell'F 16 della US air
force. Giusto per fare sul
serio.
I risultati si vedono bene:
sembra che davvero ci sia
una guerra in corso, l'atmo¬
sfera è proprio quella che
uno si immagina esserci in
una campagna di guerra,
con i carri armati che spun¬
tano da tutte le parti e
improvvisamente e con le
istruzioni e le condizioni
delle missioni che possono
cambiare improvvisamente,
con noi nel mezzo del fuoco
nemico.
E con la grafica migliore
che ci sia in giro, con le ani¬
mazioni più straordinarie,
con gli scenari più realistici,
la colonna sonora più credi¬
bile e perfino la manovrabi¬
lità degli aerei più ergonomi¬
ca (pur nella complessità
realistica di alcune mano¬
vre...).
Dopo aver scelto la pro¬
pria parte e selezionato uno
scenario, arriva una breve
presentazione multimediale
che ci dà la locazione delle
nostre truppe, le loro carat¬
teristiche e capacità, e il
nostro obiettivo. Il tutto
visto e realizzato dall'espe¬
rienza di un vero pilota di
FI6 ingaggiato nel team di
Falcon 4.0. Pete Bonanm
Un altro aspetto nuovo e
molto interessante di F4.0 è
il sistema di radar warnmg
(RWR): qui non solo si visua¬
lizza un contatto, ma viene
emesso un tono basato
sulla frequenza delle emis¬
sioni del radar Dopo un po'
questo diventa un ambiente
di volo immediato ed effica¬
ce.
Le opzioni sono ovvia¬
mente moltissime e com¬
prendono anche un editor
potentissimo che vi consen¬
te di personalizzarvi tutte le
scelte, i modi di gioco, le
missioni, etc. etc Ma è
nella gestione delle “campa¬
gne" (detto così sembra che
si tratti di un simulatore agri¬
colo. ) che Falcon 4.0 sba¬
raglia davvero la concorren¬
za. E' davvero una guerra in
tempo reale Appena si
comincia una campagna,
questa va avanti comunque
a prescindere da noi e dal
nostro intervento Alleati e
nemici fanno le loro mosse
e le loro azioni sul campo di
battaglia Infatti comincian¬
do una campagna in realtà è
come se sellassimo un
campaign server che per¬
mette ai giocatori di andare
e venire a proprio piacere.
Straordinario.
E si può cominciare da 3
condizioni di partenza diver¬
se.
Insomma il risultato di
questa prova con Falcon 4.0
è che dopo molti anni ho di
nuovo provato interesse
verso un simulatore di volo.
E non mi succedeva dal
primo Comanche di
Novalogic e da Falcon 3.0.
» /
Titolo: Gettysburg
Casa Firaxis (Usa)
Format: Pc Cdrom
Giud: +-H-+
Ancora ai tempi della
Microprose, Meier aveva
sviluppato un suo vecchio
pallino. Insieme con Briggs
aveva messo assieme un
prototipo di una simulazio-
ne/wargame legato al tema
della guerra civile america¬
na Indeciso se focalizzarlo
su tutta la guerra o di custo-
mizzarlo su una specifica
battaglia, Meier, insoddisfat¬
to, lasciò perdere
Ma qualche anno dopo,
150
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
ripreso in mano il modello
tattico di quella simulazione.
Meier e socio si accorsero
che era molto funzionale
Allora Meier decise di diri¬
gere il focus su una sola
battaglia storica e cosi nac¬
que il progetto di
Gettysburg Nel novembre
del 1996 fece vedere ai suoi
partner il primo demo.
Quello che aveva in mente
era un gioco che fosse in
tempo reale e dal ritmo
veloce Molto veloce. In
modo da restituire l'ango¬
scia belluina e l'animosità
terribile di quegli storici
istanti di guerra.
Con questi obiettivi in
mente, e sapete tutti come
la mente di Meier sia assai
interattiva visto che è l'uo¬
mo che sta dietro successi
micidiali tipo Railroad
Tycoon e Civilization. .,
Gettysburg è stato struttura¬
to per offrire l'intera batta¬
glia sminuzzata in venti sce¬
nari. ogni scenario prende
più o meno un'ora per esse¬
re finito Sid ha ripensato
ogni istante della battaglia,
ottimizzando e customizzan-
done ogni aspetto in scala
videogame: l'interfaccia, la
grafica degli elementi e degli
scenari e l'intelligenza artifi¬
ciale. Il risultato finale è buo¬
nissimo.
Il gioco copre ogni scon¬
tro durante i 3 giorni insan¬
guinati di Gettysburg. e, al
contrario di Command &
Conquer e Warcraft,
Gettysburg mette una forte
enfasi sulle
tattiche,
come il sup¬
porto alle
truppe, la
copertura
(via colline e
boschi), il
morale, le
formazioni
Ma nono¬
stante que¬
sti rigori rea¬
listici e que¬
sta potenza
di simulazio¬
ne Gettysburg non è affatto
un wargame noioso e trop¬
po ortodosso (e questo
anche a dispetto del tema
storico un po' datato...). Le
unità 3D sono animate,
compresi i soldati, i cannoni,
la cavalleria e i generali.., Si
muovono, attaccano, cam¬
biano formazione e disposi¬
zione. e si agitano su un'ac¬
curata ricostruzione/mappa
di Gettysburg che può esse¬
re ruotata e vista da otto
livelli di zoom. Le truppe
possono essere dirette con
un semplice ed efficace
sistema di icone e i puristi e
gli appassionati noteranno la
qualità della ricostruzione
storica, la personalizzabilità
della intelligenza artificiale, t
report dal fronte, e la bellissi¬
ma idea del replay
Esiste anche la possibilità
di generare degli scenari ran-
dom, per giocare testa a
testa via modem oppure in 8
con una lan e su Internet a
turni. E per finire l'importan¬
tissima colonna sonora dice
Meier che non sapendo
bene come ricreare l'atmo¬
sfera e la concitazione di
quei momenti tremendi, un
giorno decise di portare tutti
i membri del team in una
foresta dalle parti della sede
della Firaxis (il nome della
nuova società di Sid..,). Qui
tutti hanno dovuto recitare
dei ruoli e urlare ordini e lan¬
ciare imprecazioni e grida. Il
risultato è incredibilmente
buono. Idem per la musica.
Ma la vera grandezza di
questo game sta nella qua¬
lità della sua opzione solita¬
ria C'è poco da fare, le
opzioni single player della
maggior parte dei wargame
in circolazione sono assolu¬
tamente deludenti Non qui.
Perché questo è un gioco di
Sid Meier
1 4 * 6
Frogger
Hasbro AR 1125591
Ecco uno dei game della
prima generazione, beh anzi
no direi piuttosto della
seconda, cioè della genera¬
zione della fine degli anni
Settanta/primi Ottanta, una
generazione gloriosa per la
storia dei videogame e che
insieme a questo gioco
PW Panorama PC CD-ROM:
i "runners up":
ovvero i 20 game usciti da poco che
stanno salendo in classifica e che quin¬
di dovreste tenere d'occhio in questi
giorni...
della rana che tenta di attra¬
versare la strada con alterni
risultati, seppe darci Donkey
Kong, Pac Man. Galaga e
altri personaggi rimasti nel
mito Qui Frogger ritorna
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
151
ripensato con le possibilità
grafiche e di animazione dei
nostri giorni e senza nessun
cambiamento, meno male,
nel gameplay
2 13* 5
Evolution
Discovery Channel ST 2
12567/
Il gioco della scienza e del¬
l'evoluzione. visto dalla
sezione multimediale della
popolarissima stazione TV
Pro Pilot (!)
Sierra SI 3125641
L'attesissimo simulatore di
volo della Sierra è arrivato
finalmente sugli schermi dei
nostri Pc e minaccia sfracelli
e sembra non temere para¬
goni con Flight Simulator e
Flight Unlimited
4 -* 1
Chasm (The Rift)
Action Forms/Megamedia/
GTSH 4/26021
Un altro game molto atteso
del filone violentino anzi-
chenò Ma almeno la qualità
audioviva è di rilievo II che
non guasta mai
5 5 7
The Feeble Files
AdventureSoft AD 5125551
Il controverso personaggio
di una delle fabbriche di
adventure piu famose del
Regno Unito. Forse troppo
insolito per piacere a molti.
Ma a me piace molto.
6 7* 2
Monopoly (!)
Hasbro ST 6/25911
Un gioco che non smette
mai di piacere e che non
smette nemmeno mai di
essere riproposto in formato
interattivo Tra i giochi in sca¬
tola è l'unico ad avere trova¬
to una seconda giovinezza.
Semmai ne avesse bisogno
l 6 3
Scarab
Electronic Arts AC 6 /25771
Egitto, piramidi, mummie e
faraoni Un ambiente non
troppo frequentato nei
videogame che però sembra
aver trovato una nuova
forza In questi giorni esce
anche il remake di
Montezuma. E questo
Scarab è di ottimo livello.
8 19* 2
Hoyle Classic Card Games
Sierra PU 8/25921
Probabilmente, a parte quel¬
la che trovate in Windows,
questa è la serie di game di
carte simulati più celebre del
pianeta. E a giusta ragione.
Legenda
"Il primo numero si riferisce alla posizione attuale. Il secon¬
do alla posizione precedente. Il terzo alle settimane di per¬
manenza qui. Il punto esclamativo è un giudizio di qualità e
di interesse ulteriore E' preceduto dal titolo del game e
seguito dal nome degli autori e della casa. I numeri tra
parentesi quadra sono i voti ottenuti su Internet da ogni tito¬
lo che mediati con la posizione precedente danno la posizio¬
ne attuale. Buona lettura."
9 18* 3
NetWAR
Semi Logic/Headland AC 9
125821
Un altro game on line,
cominciano ad essere tanti,
e stavolta anche un bel
game on Ime, e non sono
ancora tanti. Se non fosse
cosi lento alle volte, ma la
colpa e delle mie linee isdn
125561
Un altro titolo di Avalon Hill
che ha saputo trovare la sua
nicchia di appassionati e
continua darci molti titoli
che soprattutto in America,
insieme a quelli di SSI e
Talonsoft, sembrano piace¬
re
13 14* 4
Super Bubsy
10 8 3 Accolade Electronic Arts PL
Buccaneer
Divide By Zero/SSI/Mmd-
scapeAD 8/25781
13/25711
Un'altra avventura di Bubsy.
personaggio piu noto nel
mondo delle
console che
in quello del
Pc. Ma sta¬
volta potreb¬
be invertire
la tendenza
Pirati e bucanieri non manca¬
no di fare sentire le loro voci
nei videogiochi E vantano
anche una sene di successi
vedi Monkey Island e
Pirates A prescindere da che
epoca decida¬
no di svaligia¬
re
14 15* 3
VR Baseball
'97 {!}
VR Sports
SP 14 125791
La Interplay
ha una delle
migliori linee
di giochi sportivi del Nord
America, E probabilmente, a
parte il bellissimo biliardo,
questo baseball è il loro tito¬
lo di maggior successo e
qualità.
11 9 5
Jack
Orlando
TopWare AD
9/25651
Una casa più
nota per la
quantità dei
suoi prodotti
che per la loro
qualità. Ma sembra essersi
riuscita a ritagliare un suo
pubblico
15 16* 3
Shanghai (Dynasty)
Activision PU 15 125801
12 11 7
Defiance (!)
Visceral/Avalon Hill AC 11
La dinastia del grande game
della Activision continua
ancora. Non riesco ancora a
dimenticare la grande emo¬
zione delle mie prime partite
152
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
a Shangay sull'Amiga, Tra
l'altro uno dei giochi più
appassionanti di sempre.
16 17* 3
Mass Oestruction
NMS/ASC SH 16125811
Non mi ha particolarmente
impressionato questo game
anche se molti oltreoceano
ne parlano come di un titolo
che potrebbe farsi strada
Sarà che la distruzione di
massa non è il mio argo¬
mento preferito...
Sul loro sito (piranha.com)
c'è la demo che ho fatto
scaricare per avere un'idea
più precisa. Ho capito che la
grafica è buona e l'argomen¬
to fantascientifico.
18 9 2
Journeyman Project 3
(Legacy of Time) Presto/Red
OrbAD 9126031
Anche questo game è di
argomento sci-fi e per molti
game magazine americani è
THE JOL’INEYMA
LCQACY
THE OMKi»
. «Si
Temporal Security Agency
Gremlin SP 19126041
Il simulatore di golf della
serie da cui è tratto Actua
Soccer 2. Se mi fermassi
alla parte visiva dovrei dire
che Links è molto migliore.
Ma non lo faccio.
17 20* 2
Syn-Factor
Piranha AD 17/25931
Ecco un'avventura che forse
varrebbe la pena di giocare.
anche la più bella avventura
dell'anno. Un po' presto per
dirlo visto che siamo solo
all’inizio del medesimo. In
ogni caso trattasi della terza
uscita della saga omonima.
19 -* 1
Actua Golf 2
20 -* 1
Virtual Squad 2
Sega AR/AC 20126051
Il gioco preferito da Lodovico
Carlà, 4 anni. Tento dispera¬
tamente di toglierlo dal
video, ma i risultati sono sca¬
denti Per riuscirci alfine,
devo promet¬
tergli mari e
monti. E alla
fine organiz¬
ziamo un
match di pal¬
lone nel salo¬
ne di casa.
Vs Francesco
Carlà
TOP 20 PC GAMES: i più venduti nei negozi USA
(edizione americana con il prezzo in $ USA, il secondo numero indica la posizione nel mese precedente,
l'asterisco che si tratta di nuova entrata)
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
2 Riven: The Segue1 to Myst (CD Win95) Broderbund $431
4 Quake II (CD Win 95) Activision $46
5 Barbie Magic Hair Styler (CD Win 95) Mattel $33
2 Myst (CD Win) Broderbund $32
3 Microsoft Flight Simulator (CD Win 95) Microsoft $45
6 Lego Island (CD Win95) Mindscape $37
* Frogger (CD Win95) Hasbro Interactive $39
7 Tomb Raider II (CD Win 95) Eidos $20
8 Deer Hunter (CD Win95/Win) GT Interactive $20
9 Tonka Search & Rescue (CD Win) Hasbro Interactive $39
10 Barbie Fashion Designer Hasbro Interactive $39
11 Monopoly Game (CD Win) Hasbro $28
17 Microsoft Age of Empires Microsoft $45
13 Jedi Knight: Dark Forces II (CD Win95) Lucas Arts $45
12 Scrabble (CD Win95/Win) Hasbro Interactive $20
18 Tonka Construction (CD Win) Hasbro Interactive $46
20 Madden NFL "98 (CD Win95/Win) Electronic Arts $42
* Warcraft II (CD MS-DOS) Cendant Software $32
14 Links LS Golf 1998 (CD Win 95) Access $43
* Barbie Ocean Discovery (CD Win95/Win) Mattel $33
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
153
Top 10 Internet e commento alla Top 100 di Francescocanà
(la top 100 completa la trovate su
1
1
20
Total Annihilation
Cavedog/GT WG
1
[2402]
2
2
9
Quake 2 {!}
Id/Activision SH
2
[2529]
3
3
17
Age Of Empires (! )
Ensemble/Microsoft ST
3
[2424]
4
4
58
Diablo
Blizzard RP
1
[2154]
5
5
65
Heroes of Might & Magic 2/add-on
New World/3DO ST
2
[2091]
6
6
18
Fallout
Interplay RP
6
[2417]
7
7
8
Wing Commander (Prophecy)
Origin/Electronic Arts AC/SI
7
[2533]
8
8
13
The Curse of Monkey Island {! }
LucasArts AD
7
[2468]
9
9
18
Dark Forces 2 (Jedi Knight) (!)
LucasArts SH
6
[2413]
10
13*
12
Tomb Raider 2
Eidos AC/AD
9
[2474]
A parte l'ingresso in classifica di Tomb Raider 2. assai scontato a dire il vero, non è che la classifica abbia subito scon¬
volgimenti da febbraio. Continua il trionfo di Total Annihilation che nessuno avrebbe supposto così convincente consi¬
derando che doveva trattarsi di un clone di Command & Conquer e invece si è rivelato qualcosa di cosi nuovo e bru¬
ciante, innovativo e coinvolgente, da oscurare provvisoriamente l'originale. E da proiettare la Cavedog nell'Olimpo
sempre in movimento dei grandi autori di videogame.
E a proposito di grandi autori bisognerà anche aggiungere che abbiamo finito da un pezzo gli aggettivi per definire la
qualità e la potenza della ID Software: è necessario ricordare che questi signori hanno sconvolto il mondo dei video-
gamea partire dal 1991 con Wolfenstein e da allora non hanno più sbagliato un colpo? Doom, Doom 2, Quake e
Quake 2 sono altrettanti masterpiece. Dovremmo essergliene anche un po' grati.
Ma a leggere tutta la classifica non possiamo che essere d'accordo con il gusto delle migliaia di votanti Internet che la
fanno tutti i mesi Ci troviamo tutte le stelle degli ultimi mesi e dell'ultimo anno: Ensemble di Age of Empires (il
primo vero successo Microsoft nel mondo dei game a parte golf e flight simulator) New World Computing. Origin,
LucasArts, Blizzard. Fallout e Lara Croft. Se non li avete tutti e dieci siete davvero sicuri che vi piacciono i videogame?
Top 10 Most Downloads
(i 10 demo e sharegame più scaricati dalla Rete)
i
1
23
Mordor 2 (Darkness Awakening)
VB Designs RP
1
[2329]
2
2
85
Ancient Domains of Mystery
Thomas Biskup RP
1
[1976]
3
7*
29
Metal Knights
KnightSoft ST
2
[2340]
4
8*
20
Age of Empires
Ensemble/Microsoft ST
2
[2406]
5
4
14
Myth (The Fallen Lords)
Bungie ST
3
[2469]
6
3
10
Space Empires 3
Malfador ST
3
[2514]
7
5
30
The Curse of Monkey Island
LucasArts AD
4
[2333]
8
6
59
Furcadia
Dragon's Eye RP
2
[2141]
9
<
o
«H
8
Balls of Steel
Apogee AR
9
[2550]
10
9
17
Quake 2 (Test)
Id/Activision SH
1
[2441]
154
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Questo
mese:
• Spedale restauro
digitale della musica:
una guida completa
di arca 30 pagine
su come restaurare
e archiviare su CD
le vecchie registrazioni
analogiche, passando
per il computer.
• Las Vegas '98:
12 pagine di novità
HI-FI e Home-Theater.
• Boston Soundban
l'impianto Home Theater
più compatto che c'è.
• Novità CD, LP, Video:
180 autorevoli recensioni.
Ami ascoltare, guardare, perderti nelle emozioni dei suoni e diventare proto
gonista del cinema in casa. E forse conosci già AUDIOreview/Home Theater,
le voci più autorevoli a cui dare ascolto net mondo delTalta fedeltà, della mu¬
sica e deWhome theater. Ogni mese, in edicola, un appuntamento da non
perdere con le recensioni, i consigli e gli articoli degli esperti sulle ultime
novità del mercato e le tecnologie più alTavanguardia. E, oltre le no¬
tizie, i fatti: le prove eseguite nel laboratorio di misure elettroacu¬
stiche che ti permettono di scegliere il sistema o l'impianto che non
ti deluderà mai. AUDIOreview/Home Theater, tutto sulle nuove fron¬
tiere dell'audio e del video.
AUDIOREVIEW/HOME THEATER,
chi le dà ascolto ci vede lungo.
technimedia
Intelligiochi
I
di Corrado Giustozzi
Storie di vita... artificiale
Seconda parte
Proseguiamo il discorso iniziato un mese fa sulla vita artificiale per
giungere a quello che forse è il più strabiliante prodotto della
moderna ricerca. Venduto
come "gioco” si tratta in
realtà di una simulazione
estremamente sofisticata
nella quale piccoli esseri
senzienti ed "inteligenti”
nascono, crescono,
apprendono, si accoppiano,
vivono e muoiono in una
incredibile realtà simulata.
Altro che Tamagochi...
Il mese passato abbiamo intrapreso
in termini un po' generali il discorso
sulla cosiddetta "vita artificiale", ossia
quel particolare tipo di simulazione che
tende a riprodurre in software non solo
la ipotetica "intelligenza astratta" di un
essere pensante ma proprio la sua
completa struttura biochimica, neurale
e genetica. In questo modo si ottiene la
simulazione di un vero e proprio organi¬
smo vivente, in grado di generare com¬
portamenti autonomi e di evolversi
autonomamente secondo linee di svi¬
luppo non preordinate Spingendo piu in
là la simulazione si può pensare di intro¬
durre nel "corpo" del nostro essere
artificiale cose sempre più complicate
sul tipo di strumenti sensoriali quali la
vista e l'udito, un apparato motorio, un
metabolismo energetico, un sistema
ormonale per la regolazione del com¬
portamento, un meccanismo di riprodu¬
zione sessuale finalizzata al rimescola¬
mento del patrimonio genetico. Se
aggiungiamo infine cose quali un siste¬
ma immunitario le corrispondenti agenti
patogeni esterni), la capacita di appren¬
dere dall'esperienza in base ad un mec¬
canismo di premio e punizione, ed una
variazione nel tempo dei parametri bio¬
logici che portano l'organismo simulato
a "crescere" e quindi "morire", ottenia¬
mo una cosa che, in una visione riduzio¬
nista della natura, "è viva" nel senso
più completo del termine.
Bene, una cosa del genere non è il
frutto di una fantasia perversa o la visio¬
ne di uno scrittore di fantascienza ma in
effetti c'è davvero. Si tratta in realtà di
un prodotto commerciale, venduto
come "gioco" ma che nulla ha a che
fare con i giochi intesi in termini tradi¬
zionali. Se me ne occupo in queste
pagine, trasgredendo alla mia quindi¬
cennale regola di trattare solo di idee e
materiali dì pubblico dominio, è perché
la ritengo davvero eccezionale e credo
meriti l'attenzione di tutti coloro che
sono seriamente appassionati di simula¬
zioni estreme o vogliono provare l'emo¬
zione di interagire in modi inediti con
sofisticatissimi modelli di esseri viventi.
Nulla a che fare col tanto (giustamen¬
te) bistrattato Tamagochi che citavo il
mese scorso, e neppure con le varie
forme di "vita simulata" elementare
che popolano i nostri screen saver o
alcuni siti Internet dove si trovano "cuc¬
cioli artificiali" o "acquari virtuali"
Creatures, cosi sì chiama l'oggetto di
cui vi parlo, sembra un gioco ma è una
simulazione maledettamente seria e tal¬
mente sorprendente da creare dei veri
e propri, problemi morali in chi si
lascia prendere un po' troppo la mano
dal coinvolgimento emotivo. Non a
caso nasce da tutta una serie di studi e
ricerche di respiro assai ampio svolti
negli ultimi anni sui cosiddetti "autono-
156
MCmicrocomputer n, 182 - marzo 1998
Intelligiochi
mous software agents" (agenti softwa¬
re autonomi), a loro volta basati su
importanti lavori di ricerca nel campo
delle neuroscienze e delle scienze del
comportamento.
Creature... vere
In Creatures abbiamo a che fare con
dei simpatici animaletti detti Norn.
Coperti da una folta pelliccia di varie
tonalità, e caratterizzati da grandi
occhioni languidi, i Norn sembrano
mammiferi ma sono in realtà ovipari.
Vivono nel mondo di Albia, dove si tro¬
vano svariati oggetti naturali ed artificiali
coi quali i Norn possono interagire per
provvedere al proprio nutrimento, alla
propria istruzione, al proprio divertimen¬
to. .. ma attenzione, nelle loro esplora¬
zioni i Norn possono anche correre dei
rischi o contrarre malattie.
I Norn sono intelligenti: possono
imparare a parlare, compiono astrazioni
e generalizzazioni, possono addirittura
spiegare cosa pensano in un dato
momento; inoltre apprendono dall'espe¬
rienza, facendo tesoro degli insegna¬
menti ricevuti. Il compito del giocatore
(o meglio sarebbe dire "allevatore"...) è
proprio quello di insegnare loro a vivere
e ad usare correttamente gli oggetti,
facendo si che crescano sani e felici
Per fare ciò è opportuno che il giocatore
insegni ai Norn un semplice linguaggio,
guidi la loro esperienza mediante un
meccanismo di premio e punizione, sor¬
vegli che i Norn non facciano cose peri¬
colose e non si ammalino, ed in caso
provveda a curarli utilizzando le
opportune sostanze chimiche
naturali (piante) o artificiali (medici¬
nali).
Una volta giunti alla maturità i
Norn possono accoppiarsi e pro¬
creare, dando cosi vita ad una
nuova generazione di creature le
cui caratteristiche genetiche sono
ereditate da entrambi i genitori
Questi insegneranno ai propri cuc¬
cioli le cose che sanno, quali ad
esempio parlare o usare gli ogget¬
ti, le nuove generazioni sfrutteranno
dunque l'esperienza di quelle preceden¬
ti, evolvendosi sempre di più.
Naturalmente l’intervento di variazioni
genetiche casuali, assieme al normale
meccanismo di rimescolamento e ridi¬
stribuzione del patrimonio genetico dei
genitori, fa sì che i nuovi individui non
siano mai uguali ai propri progenitori ma
sviluppino caratteristiche e inclinazioni
sempre differenti. Il giocatore può dun¬
que procedere ad una serie mirata di
Hungar
Exhaustion
SU*pln«s*
Boradom
Col "Kit della salute " vediamo i parametri psicolo¬
gici fondamentali della femmina chiamata Temale
incroci per selezionare i propri Norn in
modo da favorire o sfavorire il perpe¬
tuarsi di determinate caratteristiche,
proprio come si fa con i canarini o le
orchidee Si possono cosi ottenere
ceppi di Norn particolarmente resistenti
a certe malattie, o dotati di caratteristi¬
che somatiche ben definite, o ancora
contraddistinti da un determinato tipo di
atteggiamento "mentale" e cosi via
Il mondo di Albia
L'ambiente in cui i Norn vivono e cre¬
scono è un mondo assai esteso e ricco
di oggetti con cui interagire, chiamato
Albia In esso si trovano fonti di cibo
(miele, formaggio, vari tipi di piante
commestibili), mezzi di trasporto (ascen¬
sori, sottomarini, telefe¬
riche, persino un teletra¬
sporto), sistemi di
apprendimento (un com¬
puter, un proiettore, ..),
giocattoli (una palla, una
trottola, ,), strumenti
musicali (una tromba, un
tamburo, un juke-box,
un piano a rullo) e varie
altre cose (una macchi¬
na del caffè, una doccia,
un cannone. .) Non
mancano altri esseri viventi: oltre agli
stessi Norn, che devono imparare a
conoscersi e socializzare tra loro, vi
sono animali "neutri" come gli uccelli e
le api che producono il miele ma anche
creature ostili e pericolose, dette
Grendel, da cui i Norn devono assoluta-
mente guardarsi. I Grendel infatti tendo¬
no a fare del male ai poveri Norn, ed in
piu sono portatori di malattie infettive
che possono farli ammalare anche gra¬
vemente.
Visuale - I amale
Col "punto di vista " del
Norn possiamo vedere
ciò che vede lui ,
I Norn hanno la capacità di generaliz¬
zare. ossia di astrarre concetti dall'espe¬
rienza quotidiana; per cui, ad esempio,
una volta che avranno imparato ad
usare un tipo di veicolo sapranno ricono¬
scere ed usare tutti i veicoli anche se di
tipo differente, e cosi via per varie altri
classi di oggetti Questa esperienza si
tramanda dai genitori ai figli mediante
l'insegnamento.
I diversi tipi di cibo presenti su Albia
provocano vari effetti sui Norn. alcuni
sono più nutrienti, altri inducono reazioni
biochimiche con riflessi sul comporta¬
mento (sonnolenza, risveglio dell’appeti¬
to sessuale), altri sono addirittura medi¬
cinali ma possono provocare spiacevoli
effetti collaterali se assunti senza con¬
trollo Non mancano l'alcool (che inebria)
e il caffè (che tiene svegli), vari tipi di
“junk food" che fanno passare la fame
senza però nutrire, e cose come i limoni
il cui sapore sgradevole sconcerta i Norn
finché questi non vi si abituano.
II mondo di Albia è mutevole: nuovi
tipi di oggetti, compresi cibi e animali,
possono essere importati dall'esterno
ed inseriti nell’ecosistema nel corso
della simulazione, queste estensioni
vengono pubblicate di tanto in tanto sul
sito Web di CyberLife e sono disponibili
per il download gratuito.
Allevamento e crescita
Il ciclo vitale dei Norn si esaurisce
generalmente nell'arco di una dozzina di
ore di gioco effettivo. Durante questo
periodo essi passano dall’infanzia alla
pubertà, poi alla maturità ed infine alla
senilità con l'inevitabile insorgere di
acciacchi e malattie che prima o poi li
conducono alla morte. Non manca su
Albia un cimitero dove seppellire i Norn
defunti, mantenendo dì loro un sempi¬
terno ricordo.
Ogni Norn è un individuo a sé. con¬
traddistinto da un nome (assegnato dal
giocatore), una data di nascita (o meglio
sarebbe dire di "schiusa", dato che i
Norn sono ovipari) e dal nome dei propri
genitori (tranne che per le uova inizial¬
mente fornite col gioco) Tutti questi
dati sono registrati in un apposito certifi¬
cato di nascita che registra anche le
generalità del giocatore, e che accom¬
pagna il Norn per tutta la sua vita. Ogni
Norn può essere "esportato" da un
gioco ed "importato" in un altro, per¬
mettendo ai vari appassionati di scam¬
biarsi le proprie creature predilette.
L'inizio della vita di un Norn avviene
sotto forma di uovo, col gioco vengono
fornite sei uova di partenza, tre maschili
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
157
Intelligiochi
ÌJ Science Kit • T amale
a
e tre femminili, tutte con caratteristiche
genetiche differenti Nuove uova ver¬
ranno in seguito prodotte dai Norn stes¬
si, una volta portati alla maturità sessua¬
le e fatti opportunamente accoppiare
Le uova si schiudono da sole entro
poco tempo dalla loro produzione, ma si
può accelerare il processo utilizzando
l'apposita incubatrice
Nei suoi primi venti minuti di vita un
Norn è un neonato, e come tale è picco¬
lo e debole, cammina a quattro zampe
e non sa badare a sé stesso. In questa
fase è più ricettivo all'insegnamento del
linguaggio, anche se tende a distrarsi
facilmente. Una volta diventato bimbo il
Norn inizia a camminare a due gambe e
tende ad andare in giro più frequente¬
mente per esplorare il mondo circostan¬
te. Dopo circa cinquanta minuti il Norn
entra nella fase adolescenziale, nella
quale manifesta con maggiore forza il
proprio carattere e comincia a sviluppa¬
re l'interesse per il sesso opposto, dimi¬
nuisce invece la capacità di apprendi¬
mento. Trascorsa all’incirca un'ora e
venti il Norn diviene pienamente adulta
ha un carattere formato ed un fisico ben
sviluppato, è resistente alle malattie e
può accoppiarsi e procreare. Rimane
così fino all'età di una decina di ore.
quando entra nella senescenza: tende
quindi ad incanutire ed indebolirsi, divie¬
ne più vulnerabile alle malattie, si
muove più lentamente e non è più in
grado di procreare. La sua vita può pro¬
seguire per qualche altra ora al massi¬
mo, dopodiché sopraggiunge la morte.
Nella fase di apprendimento la cosa
più importante è insegnare al Norn a
parlare. I Norn sono in grado di appren¬
dere molte parole, tra cui il proprio
nome e quello del suo allevatore, e pos¬
sono sviluppare la comprensione e l'uso
di un semplice linguaggio del tipo "sog¬
getto verbo complemento" (ad esem¬
pio "prendi miele" oppure "Pippo
vieni" se Pippo è il nome di un Norn)
Per insegnare le parole ad un Norn
occorre ripetergliele più volte, scriven¬
dole sulla tastiera sinché non impara a
ripeterle correttamente; il computer
| Bóchefréjtiy Genrtcsj Brari scarne» | Deciaons | Iniectioro |
GENETIC INFORMATION
Gente | Female Monker | 3ÒHH
Specie*. | NORN
Fingerport | Ì4§T
BianAnatomy
Neuoro
lobes
Oendnlet
954
t 9~r
4770-6678
Genette Bieakdown
Col "Kit della scienza "
possiamo vedere ira l'al¬
tro informazioni sui geni
di Temale II mix di italia¬
no e inglese nei menù
deriva dalTaver passalo
una patch 110 2) sulla
versione italiana del pro¬
gramma
che I "kit" a dis¬
Gene lype QuanUy Nucleobòes
| Chemical Receptas | 42 | 336
Next | Total Genes | 268
didattico che si trova vicino all'incubatri¬
ce può essere utilizzato per accelerare
ed in parte automatizzare questo pro¬
cesso Una volta imparato il linguaggio,
il Norn potrà ubbidire ai comandi che gli
vengono dati (sempre che ne abbia
voglia I ed esprimere i suoi pensieri e
le sue sensazioni
Per convincere un Norn a fare ciò che
gli si dice si può ricorrere al classico
meccanismo di premio e punizione: una
piacevole granatina sul naso provoca
piacere nella creatura mentre uno sca¬
paccione sul sedere gli provoca dolore;
associando opportunamente queste
azioni ai suoi comportamenti lo si spinge
a modificarli, evitando le azioni riprove¬
voli e favorendo invece quelle positive
Psicofisiologia
dei Norn
I Norn posseggono vari meccanismi
biofisici e biochimici che regolano le
loro funzioni vitali Appositi strumenti di
indagine permettono al giocatore di
tenere sotto controllo i parametri princi¬
pali di tali funzioni, e gli consentono di
intervenire sui meccanismi vitali per
correggere eventuali situazioni patologi-
posizione com¬
prendono quello
della salute e quel¬
lo della scienza, coi
quali si possono
analizzare cose
che vanno dallo
stato generale di
salute all'attività
dei lobi del cervel¬
lo. dalla presenza nel sangue di determi¬
nate sostanze (tossine, antigeni, anti¬
cerpi, ormoni, ) allo stato psicofisico
del Norn (paura, tensione, stanchezza,
fame, sonno, impulso sessuale, ...).
In caso di disfunzioni o malattie il gio¬
catore può intervenire sulla fisiologia del
Norn con mezzi naturali, ad esempio
spingendolo a mangiare determinati cibi
o piante dotate delle necessarie pro¬
prietà, o con mezzi artificiali, ad esem¬
pio iniettandogli dosi adeguate di
sostanze chimiche opportune
Controllando il livello nel sangue degli
ormoni sessuali (testosterone nei
maschi ed estrogeni nelle femmine) si
può inoltre stabilire il periodo fertile di
ciascun individuo per pianificare il
momento dell'accoppiamento, e verifi¬
care in seguito l'andamento dell'even¬
tuale gravidanza. Questa dura all'incirca
dieci minuti e termina con la deposizio¬
ne di un uovo che. se non verrà messo
nell'incubatrice, si schiuderà da solo
dopo un tempo all'incirca equivalente
La nascita del nuovo individuo dovrà a
questo punto essere registrata sull'ap¬
posito certificato, dove risulteranno
anche i nomi dei suoi genitori. Questi
inizieranno ad aver cura del cucciolo, ad
esempio insegnandogli a parlare ed a
nutrirsi, ma l'aiuto del giocatore renderà
le cose assai più facili.
Do ve ._ t rO - Vare Crea tu reg , mec canismi interni
Creatures è prodotto dall'inglese CyberLife su licenza di Millennium Interactive, e
pubblicato da Warner Interactive La versione italiana del programma era distribuita nel
nostro Paese da Le Scienze S.p.A. e da Leader, ma al momento la distribuzione sembra
essere sospesa È comunque possibile reperire la versione inglese presso i migliori
importatori di CD.
Sul sito Web di Cyberlif. I 1 n possono trovare tutti gli
aggiornamenti (attualmente la patch alla versione 10 2) più alcune utili estensioni quali
nuovi oggetti del gioco (cibo ed altre cose) o nuove utility per l'interazione con i Norn
(ad esempio il Genetic Kit): inoltre si possono prelevare vari tipi di uova dalle caratteri¬
stiche genetiche ben determinate, e soprattutto scambiare i propri Norn con altri
appassionati di tutto il mondo.
Sembra incredibile ma dopo un po’
che si gioca con Creatures si dà quasi
per scontato di avere a che fare con
creature "vive", per la grande varietà di
atteggiamenti credibili che esprimono
(tra cui una mimica facciale piuttosto
convincente) e la percepibile intelligen¬
za che manifestano nei loro comporta¬
menti (paragonabile se non superiore a
quella di un babbuino) Ci si affeziona
dunque alle proprie creature, seguendo¬
ne con trepidazione le sorti nel corso
158
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
ÌJ Science Kit - Tamale
20 Biochemistiy | Genetics | Biain scanna | Decuiont | Injections |
Sempre col "Kit della
scienza " possiamo
tenere sotto controllo
la biochimica di
Tamale plottando quat¬
tro variabili assieme
tratte da un insieme di
vane decine di para¬
metri
della loro vita arti¬
ficiale.
Ma come è
possibile tutto
ciò? In realtà die¬
tro la facciata
apparentemente
innocua del gioco
si cela un mecca¬
nismo di una
complessità spa-
| Piogesterone
jGonadotropina
(Estrogeno
| Impulso sessuale (IS)
ventosa. Diamogli dunque uno sguardo,
aiutandoci col testo di una pubblicazio¬
ne con cui gli scienziati di CyberLife
hanno descritto per sommi capi la strut¬
tura del gioco. L'architettura interna
delle creature è ispirata, come dicevo,
alla biologia animale, Ogni Norn possie¬
de una rete neurale responsabile del
coordinamento senso-motorio e della
scelta del comportamento, ed una bio¬
chimica artificiale che modella un siste¬
ma metabolico ed un sistema ormona¬
le; questo a sua volta interagisce con la
rete neurale. Un meccanismo di
apprendimento fa sì che la rete neurale
modifichi il proprio funzionamento
durante il ciclo di vita della creatura.
Tutti i parametri architetturali e di fun¬
zionamento di questi sistemi sono inol¬
tre specificati in termini genetici e dun¬
que suscettibili di modifiche e riorganiz¬
zazioni in seguito all'accoppiamento con
un altro individuo,
La rete neurale che modella il cervello
è formata da un migliaio di neuroni rag¬
gruppati m nove lobi funzionali ed inter¬
connessi da circa cinquemila sinapsi
Anche la struttura di queste intercon¬
nessioni è specificata geneticamente e
dunque modificabile in termini evolutivi.
Le funzioni dei lobi vanno dall'attenzio¬
ne all'implementazione dei processi
decisionali, ai meccanismi di astrazione
e generalizzazione ed a quelli di appren¬
dimento.
La biochimica è basata sull'azione
contrapposta di chemiorecettori e che-
mioemettitori, i quali inibiscono o stimo¬
lano determinate reazioni fisiologiche e
psicologiche nel soggetto,
Il genoma forma un singolo cromoso¬
ma aploide. Durante la riproduzione i
geni di entrambi i genitori vengono divi¬
si e ricombinati, introducendo di tanto
intanto variazioni ed errori casuali.
Alcuni geni sono programmati per agire
durante il corso della vita della creatura,
ad esempio per modificare i caratteri
somatici durante il passaggio dall'infan¬
zia alla pubertà.
Il risultato è una simulazione di una
complessità impressionante, che tutta¬
via meraviglia soprattutto per lo straor¬
dinario equilibrio che manifesta. Tutto il
meccanismo retrostante rimane ben
celato al giocatore, il quale si trova ad
interagire con entità che appaiono real¬
mente "vive" e senzienti. Un capolavo¬
ro di ingegneria del software (o di bioin¬
gegneria?. .) confezionato con estrema
maestria in un prodotto accattivante e
assolutamente innocente.
Il futuro della
vita artificiale?
Sul sito Web della CyberLife è da
poco stato messo in commercio il Kit
Genetico con cui si può intervenire sul
genoma dei Norn per modificarne le
caratteristiche. Esso permette i più
lieedoi’i Kit I «mabr
9 ? |T«*yP«yl| Aghodwc page
Se» Olive Progenerane
Hea»h
do»
Tamale è incinta Usando il "Kit dell'allevatore "
teniamo sotto controllo i suoi ormoni sessuali.
Intelligiochi
incredibili esperimenti di bioingegneria
genica, consentendo di dare vita a crea¬
ture dotate delle proprietà desiderate
(beh, piu o meno...)
E per la fine dell'anno è prevista la
commercializzazione della versione 2 di
Creatures, che promette di essere
ancora più ricca ed affascinante della
prima pur consentendo di importare in
essa le creature preesistenti.
Ma nel frattempo scienziati ed appas¬
sionati di tutto il mondo sono in piena
frenesia per i Norn e le loro straordina¬
rie capacità si sviluppo, apprendimento
ed evoluzione. Sono oltre 200 i siti
Internet dedicati a Creatures, nei quali
gli appassionati si scambiano nuovi
oggetti da loro creati e soprattutto i
Norn pazientemente allevati e selezio¬
nati. Potremmo quasi dire che i Norn
sono davvero una nuova forma di vita,
che ha preso possesso della Rete e
"vive" nei circuiti di migliaia di compu¬
ter sparsi per il globo: Albia è dunque
un mondo "reale", distribuito nelle
CPU e nelle RAM perennemente al
lavoro, persistente sugli hard disk ed in
altre parti della Rete quando ciascun
singolo PC viene spento... una sorta di
universo parallelo ma non più virtuale,
nel quale i Norn vivono vite artificiali ma
non meno reali delle nostre.
E se i Norn fossero a modo loro sen¬
zienti? Se avessero una forma di auto-
coscienza, simulata ma non per questo
meno concreta? L'idea è affascinante,
ed anche per certi versi agghiacciante.
E per complicarvi le cose sappiate
che CyberLife ha in progetto di realizza¬
re per il 2020 una "vera" vita artificiale,
basata su una simulazione assai più
complessa ed in grado di svolgere fun¬
zioni indistinguibili da quelle di un esse¬
re umano. Un vero e proprio essere
vivente completamente sintetizzato in
software, non una sola Intelligenza
separata dal corpo ma un vero e proprio
essere fisico con la sua biochimica vir¬
tuale, e la capacità di mutare umore e
atteggiamenti a seconda degli "stati
d'animo" interni. Capace di ubriacarsi e
sragionare, o prendere un caffè (virtua¬
le!) per svegliarsi quando ha sonno
Non più il freddo e asettico HAL9000,
insomma, ma un essere "biologico"
come noi, un "replicante" con i nostri
problemi e le nostre limitazioni. Un
approccio interamente nuovo al proble¬
ma dell'intelligenza artificiale, che
indubbiamente ha del fascino.
Al momento le prospettive di riuscire
in questa impresa sembrano abbastan¬
za remote, ma chissà che la strada
della ricerca non porti a risultati inspera¬
ti. E forse dovremo rispolverare il buon
vecchio Asimov e scoprire che prima o
poi si renderà necessario dare il diritto
di voto anche alle creature artificiali...
MCmicrocomputer n, 182 - marzo 1998
159
r Informatica
l e Architettura
a cura di Paolo Martegani
e Riccardo Montenegro
Inviate le vostre lettere per posta alla redazione indicando il titolo della rubrica "Informatica e Architettura " o direttamente ai
curatori via e-mail: tpiarteqanMinimmad -r nc monr&mi\ iH
Architettura in Rete
Ettore Sottsass jr.
|http//www.io.tudeltt.nl/public/vdm/tda/sottsass/index.htnl
Se è vero che la popolarità e il gradimento dì personaggi famosi si
misura anche con la quantità dì citazioni che si riescono a racco¬
gliere sui mezzi d'informazione e. nel nostro caso, in Internet, biso¬
gna riconoscere che a livello mondiale Ettore Sottsass jr (Innsbruck
191710 uno degli architetti italiani più conosciuti Abbiamo provato
a cercare il suo nome con due motori di ricerca . HotBot indicava
647 documenti, AltaVista ben 1.169 Tra i tanti siti che si occupano
di Sottsass architetto e designer abbiamo scelto "The Ide Virtual
Design Museum ", realizzato dall'Università di Delft, che offre alcu¬
ni degli oggetti piu famosi progettati dal Nostro, entrati ormai nel¬
l'Empireo della produzione industriale contemporanea.
Cosa succede
La seconda volta dell'alluminio al Metef di Brescia
Si svolgerà dal 27 al 30 maggio a Brescia, presso il Centro Fiera
Montichiari, la seconda edizione della Mostra Esposizione dell'Al¬
luminio dedicata alle tecnologie, sistemi, macchine, prodotti e ap¬
plicazioni dell'alluminio nell'edilizia, nelle costruzioni e nel design.
Nell'ambito della manifestazione e in collaborazione con l'ADI è
stato indetto il concorso "Estruso" riservato a progettisti italiani e
stranieri per la realizzazione di un profilato in alluminio. Le iscrizioni
terminano il 28 febbraio mentre gli elaborati vanno consegnati en¬
tro il 31 marzo 1998. Informazioni sulla manifestazione e sul con¬
corso sono disponibili presso il sito rittp//www.metet. corni
Il Compasso d’Oro è giunto alla XVIII edizione
Saranno assegnati ad aprile, nell'ambito della mostra delle ope¬
re selezionate, i prestigiosi premi Compasso d'Oro assegnati dal-
l'ADI a quei prodotti e/o servizi che si sono distinti per una proget¬
tazione che abbia saputo coniugare la qualità estetica con una ri¬
cerca culturalmente avanzata Tra gli altri premi vi saranno 200
"Segnalazioni d'onore" per prodotti e beni giudicati eccellenti,
inoltre saranno assegnate delle targhe, nell'ambito del "Progetto
giovane", che segnaleranno l'attività di giovani progettisti italiani di
età non superiore ai 35 anni.
A marzo la nuova edizione del SaieDue
Aprirà i battenti dal 18 al 22 marzo presso la Fiera di Bologna la
XVII edizione del SaieDue La manifestazione, oltre ad offrire la
tradizionale rassegna internazionale di prodotti, componenti e fini¬
ture per l'edilizia, prevede quest'anno alcune rassegne tematiche
tra le quali "Naturpolis Megastore". dedicata ai prodotti ecologici
destinati all'edilizia. Inoltre si ritroveranno sia il "Salone delle Ten¬
de dei Sistemi per Tende" sia il "Decor & Color Show", quest'ulti¬
mo dedicato al colore e alla decorazione.
Ulteriori informazioni sulla manifestazione sono disponibili pres¬
so il sito tittp//www.smart.it/t>Alf:tJUfcl
160
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Informatica e Architettura
Un complesso residenziale
tra memoria storica e computer
Il progetto di riqualificazione di un’area della periferia romana è l'occasione
per reinterpretare alcuni maestri italiani del recente passato e confrontare i metodi
di progettazione tradizionali con le straordinarie possibilità offerte dal calcolatore
di Riccardo Montenegro
Il tema della "memoria" nell'immagi¬
nario artistico e quotidiano - ma più in
generale del confronto con la storia -
che dal Settecento neoclassico all'Otto¬
cento, zeppo di revival, ha percorso tutto
il nostro secolo senza che ne fossero ri¬
solte o diminuite, malgrado i fiumi d'in¬
chiostro versati, le diatribe estetiche e i
contrasti ideologici, sembra voler supe¬
rare il giro di boa del millennio con im¬
mutato vigore polemico
Questo confronto con il passato non
affascina soltanto i grandi (e piccoli) pro¬
tagonisti del dibattito culturale, investe
le prove anche dei più giovani, di quegli
architetti che, laureatisi negli ultimi anni
Novanta, si avviano a diventare i prota¬
gonisti del nuovo secolo.
Un ulteriore interesse nasce dal fatto
che le nuove generazioni sono totalmen¬
te informatizzate e dunque chi decide di
progettare scrutando con interesse i libri
di storia diventa, in qualche modo, la te¬
stimonianza vivente della sconfitta di chi
qualche anno fa teorizzava il pericolo
(per alcuni una certezza!) di omologazio¬
ne linguistica che l'uso del computer
avrebbe comportato. Ovviamente non è
cosi, e il progetto che presentiamo ne è
una prova ulteriore.
L’idea-guida
del progetto
Il lavoro illustrato in queste pagine è
opera di Beatrice Castagna e Giancarlo
Mancarella ed è stato presentato come
tesi di laurea nella Facoltà di Architettura
di Roma da un Relatore particolarmente
sensibile, come didatta, storico e archi¬
tetto al tema dell'uso della storia nella
progettazione contemporanea: Paolo
Portoghesi.
Il complesso residenziale è stato stu¬
diato per una zona situata alla periferia
J
m
-U-Ti c.
Ti
-j
m
I~. ri n r C- Oj'J J 1 r n n _ i
"I 1 ITTriTl III 1
di Roma. Tor Vergata. Il piano di zona
prevedeva l'esistenza di un grande asse
viario sul quale, confluendo tre direttrici,
si dava origine a uno slargo. L'idea di
fondo del progetto è stata quella di tra¬
sformare lo slargo in una grande piazza
pedonale circondata da un complesso
In silo, il complesso residenziale e
carattenzzato da un corpo centrale
che presenta un andamento
curvilineo continuo
Vista dal centro della piazza
Sopra, a sinistra la matrice
geometrica dello schema progettuale
A destra la pianta del piano terra che
la rispecchia fedelmente
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
161
Informatica e Architettura
residenziale curvilineo sotto i cui portica¬
ti sono predisposte una sene di attività
commerciali.
Tre esedre enfatizzano l’incontro delle
tre direttrici dando una forma sinuosa
agli edifici (esplicito omaggio all'ufficio
postale di piazza Bologna costruito a Ro¬
ma da Mario Ridolfi nel 1933) e dilatando
visivamente come in un’eco la circolarità
dello spazio aperto.
Per una città
policentrica
La monumentalità della piazza, nelle
cui forme declamatorie si riconosce un
intento neo barocco, esprime la volontà
dei progettisti di creare uno spazio signi¬
ficativo (la piazza come "luogo degli
sguardi”) e partecipe di una citta poli-
centrica, che abbia una precisa identità
per i suoi abitanti e i visitatori, in un am¬
biente solitamente degradato come
quello delle periferie urbane. Sotto la
piazza è sistemato un grande parcheg¬
gio pubblico accessibile direttamente
dall’asse viario nel quale scorre il traffico
veicolare.
Oltre al grande spazio pubblico di rela¬
zione, gli edifici ritagliano anche due cor¬
ti, luoghi decisamente più privati, dalle
quali si accede alle abitazioni e ai par¬
cheggi personali sotterranei La tipologia
abitativa utilizzata è quella in linea (fatta
eccezione per le due torri d'ingresso po¬
ste a ridosso dell’asse viario) con appar¬
tamenti da 45 metri quadri con due posti
letto e da 90 metri quadri con quattro po¬
sti letto; nelle torri sono invece previsti
quattro alloggi per piano con una capien¬
za di quattro posti ciascuno. Gli affacci
alle corti dispongono anche di loggiati
che mancano invece dal lato della piazza
Anche altri elementi, oltre l’andamen¬
to curvilineo degli edifici, rimandano al¬
l'opera dell'architetto Mario Ridolfi
(1904-1984) come l’uso dei mattoni e le
162
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Informatica e Architettura
Nella pagina a fianco
In alto a sinistra, la costruzione in tante
trame del modello tridimensionale in
una prospettiva a voto d'uccello.
In Passo, lo stesso punto di vista
rendenzzato
In alto a destra, il complesso curvilineo
visto dalla corte In evidenza il forte
rilievo plastico del vano scala,
In questa pagina
A sinistra una veduta di una delle due
torri gemelle che identificano il punto
d'incontro del corpo curvilineo
con quello rettilineo . L'immagine
mostra l'interno di una corte
con il pergolato che circonda
una piazzola, al centro uno dei vialetti
d'accesso
finestre a rombo; ma è il progetto nel
suo insieme che rimanda all'architettura
romana degli anni Trenta, dominata dalla
problematica figura di Marcello Piacenti¬
ni (1881-1960).
Anche i materiali utilizzati sono tipici di
quegli anni e vanno dal cemento armato
per le strutture al travertino per le fasce
marcapiano, dai mattoni a vista allo stuc¬
co per le decorazioni,
In libreria
"Barcellona" di R. Casarini, P.Davoli, E.
Lampanti, A. Rinaldi. 160 pagg. illustrate
con una grande carta allegata, L. 36.000
"Amsterdam" di A. Gaiani. 128 pagg. il¬
lustrate con una grande carta allegata.
L. 32.000.
Guide di architettura contemporanea.
Maggioli Editore, Rimini, 1997.
Venendo incontro alle necessità dei viaggia¬
tori culturalmente piu motivati, degli archi¬
tetti e degli studenti, l'editore Maggioli ha
pubblicato una collana dal titolo "Guide di
Architettura Contemporanea" con l'intento
di fornire degli efficaci strumenti di consul¬
tazione al cui piccolo formato si contrappo¬
ne un contenuto ricco e stimolante Nata
dall’attività di un'associazione culturale
("...di Architettura") e diretta da P. Davoli e
A. Rinaldi, questa collana offre un panora¬
ma di quanto si sta realizzando in alcune
città europee in questo ultimo ventennio,
scelte per l'importanza delle loro trasforma¬
zioni urbane e architettoniche.
I volumetti, il cui formato tascabile e quanto
mai giustificato, sono divisi in due sezioni
principali; nella prima sono raccolti una se¬
rie di brevi saggi storico-critici che consen¬
tono di individuare le linee generali della
crescita urbana e di collocare nella giusta
prospettiva i singoli episodi architettonici
selezionati; la seconda sezione contiene
una serie di sintetiche schede dedicate ad
ogni singola opera, della quale si danno le
Barcellona
Guide di architettura Contemporanea i
informazioni essenziali (progettisti e anno di
costruzione) corredate da un estratto plani¬
metrico del tessuto urbano nel quale è col¬
locato l'edificio con le indicazioni dei mezzi
pubblici che conducono sul posto, una foto,
una pianta o un prospetto e un sintetico ri¬
ferimento bibliografico. Una grande cartina
allegata, su cui sono segnati tutti gli edifici
schedati, permette l'immediata individua¬
zione dei luoghi più interessanti e la creazio¬
ne di percorsi personalizzati. Due sono i ti¬
toli finora disponibili, Barcellona e Amster¬
dam, seguiranno i volumi dedicati a Berlino.
Basilea, Londra e Vienna IR.M.)
Amsterdam
Guide di archiiehura Contemporanea a
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
163
Informatica e Architettura
Architettura on CD
La recensione di "HYPER-REALISTIC", un CD di grande
interesse sia per i contenuti che per gli aspetti multime¬
diali con cui sono presentati, offre l'occasione per alcune
considerazioni sullo stato dell'arte in questo settore.
di Paolo Martegani
"Hyper-Realistic" e un CD dell’ultima
generazione, privilegia: infatti, piu di
quanto non sia stato fatto finora, le po¬
tenzialità offerte dal mezzo inteso come
supporto multimediale utilizzandolo per
la comunicazione di contenuti, oltre che
disciplinarmente interessanti, particolar¬
mente idonei a questo tipo di presenta¬
zione. I contenuti sono costituiti dalle
opere di alcune delle più prestigiose fir¬
me dell'architettura contemporanea,
prevalentemente sotto forma di modelli
solidi, rendering ed altre elaborazioni di
tipo digitale.
I percorsi
Il CD è in lingua inglese, si apre con un
indice dal quale è possibile accedere a
quattro settori Con una grafica molto
curata il primo, "introduction", consente
l'accesso a temi dai titoli programmatici:
Just thè Beginning of thè Change (Oscar
Riera Ojeda); A.C.-After Computer Era
(Lucas H Guerra); New Technologies-
Lost Values (Kent Larson) Ciascuno dei
tre argomenti è illustrato ed integrato
con audio, animazioni, talvolta realtà vir¬
tuale e si conclude con un profilo dell'au¬
tore.
Il secondo percorso, "architects", è il
più ricco. Con strumenti di navigazione
di una comprensibilità immediata, rende
accessibili dodici lavori di altrettanti studi
di fama internazionale. Ciascuna opera e
"navigabile" attraverso relazioni descrit¬
tive, schizzi di studio, disegni di presen¬
tazione. slide del modello, fotografie dal
vivo, immagini di sintesi e animazioni.
Per esemplificare ecco alcune delle ope¬
re presenti con i rispettivi progettisti:
Tokyo International Forum, Rafael
Vinóly. One Market San Francisco Ca¬
lifornia, Cesar Pelli & Associates. Swiss
Bank Corporation. Skidmore. Owings &
Merrill; Greater Buffalo International Air-
port, Kohn Pedersen Fox & Associates.
Il terzo percorso, "essays'’, con una
impostazione altrettanto chiara e ricca,
presenta alcune interessanti applicazioni
della multimedialità che vanno dalla mo¬
dellazione m 3D dei progetti architettoni¬
ci per le olimpiadi ad Istambul, alla rivisi¬
tazione digitale dello Unity Tempie di
Wright; dalla visione cinematica dell'ar¬
chitettura attraverso la renderizzazione
digitale, all'iperealismo appunto.
L'ultimo; "credits", è molto ben strut¬
turato e consente di individuare tutte le
informazioni su. architetti, opere, autori,
grafici, software, ecc., attraverso la sele¬
zione di mini-immagini. Questo sistema
è molto pratico perché consente di leg-
164
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Informatica e Architettura
gere quello che interessa, senza subire
elencazioni interminabili e spesso indesi¬
derate,
In sintesi un buon lavoro che contribui¬
sce all'elevazione dello standard in que¬
sto settore.
CD di architettura
Non sono moltissimi, eppure è già
possibile individuarne una sistemazione
per gruppi
Le monografie: "Frank Lloyd Wright"
della Microsoft: "Italian Design", Edito¬
ria Elettronica Editel, "I Protagonisti del
Design Italiano”, Editoriale Domus; "Le
Corbusier". Infinitum Pubblications Fran¬
ca,
E ancora in circolazione un CD-I, dove
la "I" sta per Interactive, "Mario Botta
architect", di grande pregio ma di diffici¬
le diffusione per il mancato successo del
supporto della Philips.
Le guide "Roma", Editoriale Domus,
"Firenze", Comune di Firenze e Alinari,
"Venezia"; sono per ora le città soggetto
di interpretazione digitale che con l'ausi¬
lio di interfacce fortemente interattive
costituiscono una linea evolutiva di sicu¬
ro sviluppo.
Gli strumenti di lavoro: "Banca Dati
Multimediale Architettura e Edilizia",
/Editoria Elettronica, "Arredata e Detta¬
gli CAD", A.P.I.C.E, "lnternet@architet-
tura", MGE Communications, cataloghi
di produzioni e infine gli stradari che
aprono alla cartografia tematica.
I problemi del medium
Qualsiasi supporto di informazione
nuovo deve confrontarsi con quanto
preesiste. Il confronto a volte può esse¬
re molto arduo specie se è svolto contro
il supporto per antonomasia, il libro, che
ha avuto secoli per perfezionarsi e pre¬
senta ovvi vantaggi.
Il CD, perché possa divenire concor¬
renziale. deve andare oltre Deve offrire
qualcosa di diverso e in piu Infatti gli in¬
convenienti si moltiplicano se dall'utenza
individuale ci si sposta a quella collettiva
delle biblioteche.
Pagina a fianco
In alio, l'illustrazione di apertura del CD
che oltre un buon esempio dei contenuti
guaina architettonica e accuratezza delle
immagini di sintesi
A sinistra, l’impostazione grahco-multime-
diale, opera di Doublé Deck Studios, si av¬
vale di un tondo nero che mette in risalto
le immagini
In basso, una vista d'insieme del Tokyo In¬
ternational Forum
In guasta pagina
In alto. Northeastern Universi,
Inter-Faith
ity
Chapel, vista d 'insieme. Ben Carthy
Al centro, la Connectmg Hall del Greater
Buttalo International Airport
In basso a destra, Cesar Pelli & Associa¬
tes, lampade-scultura all'interno dello One
Market. FI Narracci
La necessità di postazioni di lettura,
ergonomicamente soddisfacenti, in nu¬
mero sufficiente, acusticamente isolate,
creano problemi di spazi, di impianti, di
controllo, di manutenzione che si tradu¬
cono anche in costi economici che risul¬
tano proibitivi per molte strutture.
Un altro aspetto su cui è necessario
lavorare è la confezione/documentazio-
ne cartacea, che ancora non ha raggiun¬
to una forma ed una capacità di comuni¬
cazione soddisfacente.
L'obsolescenza poi rappresenta un al¬
tro problema. Qualunque acquisto in
campo informatico, ma anche elettroni¬
co, sia una apparecchiatura hardware
che qualcosa di riferibile al software, en¬
tro pochi mesi viene superato da prodot¬
ti più economici con prestazioni migliori
e questo vale anche per i CD. I continui
annunci di nuove apparecchiature dalle
caratteristiche stupefacenti o con capa¬
cità di integrare la televisione ed il suo
monitor con i lettori di CD, oltre che con
il collegamento ad Internet, se da un lato
aumentano l'interesse, dall’altro creano
confusione che spesso si trasforma in
un rinvio
Non si può certo bloccare l'evoluzione;
quindi per convincere all'acquisto di CD.
in presenza di tutti questi inconvenienti,
il contenuto deve essere particolarmen¬
te interessante, presentato in modo da
utilizzare le caratteristiche della multime¬
dialità ed infine il costo deve essere in¬
coraggiante. Per ora tutti e tre questi re¬
quisiti raramente sono presenti nello
stesso prodotto, ma il trend è in questa
direzione.
"Hyper-Fìealistic Computer Generateci Archi-
tectural Rendermgs" di Oscar Riera Oieda, Lu-
cas H Guerra. Pubblicato dalla Rockport Publi-
sherMassachusetts - USA
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
165
Ci vorrebbe un Amiga...
di Raffaello De Masi
Giugno 1986, ormai i giochi sono fatti! Il
PC è divenuto leader incontrastato del
mercato, e la corsa per salire sul carroz¬
zone MS-DOS è divenuta frenetica II si¬
stema operativo di Microsoft ha fatto
piazza pulita dei concorrenti, e ha impo¬
sto uno standard che diverrà, de facto,
"l'ambiente". Solo Apple resiste, con il
suo SO, ma la sua politica di protezione
totale, alla lunga, la isolerà in una nicchia
dorata che. ancora oggi, resiste, nel bene
e nel male.
Eppure, nel gregge inquadrato degli adora¬
tori del DOS, c'è qualcuno che decide di al¬
zare la testa e proporre, ancora una volta,
un'alternativa Lo fa partendo con grandi pro¬
positi e. successivamente, sgonfiandosi per
strada, ma è una stona che vale la pena rac¬
contare.
Ohilà, un convertibile!
Il numero 53 è ricco di novità e di prove di prodot¬
ti interessanti La famiglia Borland si arricchisce di
nuovi pacchetti Turbo, diviene definitiva l'acquisi¬
zione della Sinclair da parte della Amstrad, Philips
presenta un MSX della seconda generazione.
IBM presenta il suo "Convertibile", un portatile
dalla forma moderna, basato sull'8088 in tec¬
nologia CMOS, con 128 K di memoria centra¬
le. due floppy da 3" 1/2, un display a cristalli
liquidi, e, su richiesta, un modem integrato,
una stampante portatile, un video mono-
cromatico o a colori addizionale. Tutto è ri¬
gorosamente prodotto da BigBIue e la
presenza dei nuovi tipi di disco, incon¬
sueti per la politica di IBM, richiede l'u¬
so di un nuovissimo DOS 3.2 (viene con¬
temporaneamente annunciata la disponibilità di
unità floppy, della stessa misura, anche su XT e AT.
Elvezio Petrozzi, da par suo, a parla dei sistemi auto¬
matizzati per gli scrutini delle votazioni, e Corrado ci
insegna come usare al meglio MC-link, in attesa del¬
la sua ufficializzazione, che avverà a momenti
Ma il pezzo forte del numero è la prova del Com¬
modore Amiga. Eccolo, finalmente, dopo tanti an¬
nunci e notizie trapelate, vere o false. Le notizie che
lo avevano accompagnato lo davano come un am-
mazzagiganti; basato sul Motorola 68000 (lo stesso
del Mac), sarebbe dovuto costare pochissimo, avere
una velocità strabiliante, essere corredato da softwa¬
re capace di stracciare tutta la concorrenza. E per la
verità la stessa presentazione. neH'articolo, non si di¬
scosta molto da questo modo di vedere la macchina.
I numeri sembrano esserci, con due Eprom (64 KB)
che contengono parte del sistema operativo, 256 KB
di memoria RAM, un drive da 3" 1/2 da 880 KB for¬
mattati, una tastiera da 89 tasti, un mouse con due
tastmi. La CPU viaggia a 7,16 MHz (allora anche i de¬
cimali erano importanti), ed è affiancata, nelle sue
operazioni, da tre microchip, pittorescamente chia¬
mati Anus. Paula e Denise, che si occupano di altre
incombenze come grafica, animazione, suono, ge¬
stione delle periferiche
Per una macchina così nuova, un sistema operati¬
vo nuovissimo; ecco quindi l'AmigaDOS. una via di
mezzo tra il GEM di Digital (cui somiglia molto nel¬
l'interfaccia) e il Windows di Microsoft E' ampio cir¬
ca 300 KB, equamente divisi tra le ROM e la RAM.
Prodotto, per conto di Commodore, da Metacomco
(una casa inglese specializzata in sistemi operativi
per network) consente un vero multitasking che fece
(giustamente! n.d.a.d.p.) gridare al miracolo. Buona
invece la gestione del suono, affidata a quattro cana¬
li audio (ogni canale può essere programmato indi¬
pendentemente. in modo da avere una polifonia a
quattro voci), ed è dotato di un convertitore analogi-
co-diguale a 8 bit pilotato da un canale di DMA. Il
buon ambiente "fonico" permette anche una discre¬
ta sintesi vocale, con parole gestite attraverso fone¬
mi, il linguaggio di corredo è l'AmigaBasic, una ver¬
sione personalizzata del sempiterno MSBasic, senza
numeri di linea, e con strutture di controllo sofistica¬
te ed eleganti.
A distanza di dodici anni ci si chiede come mai un
tale gioiello sia poi divenuto poco più che una mac¬
chinetta per videogame. La risposta sta. ancora una
volta, nei motivi che tante volte abbiamo descritto
su queste pagine; finito il tempo dei navigatori soli¬
tari, la fortuna di una macchina la fa il software e
non più l'hardware; le prestazioni dell'Amiga, tanto
decantate, erano invece meno che allineate con
quelle della concorrenza (sentii dire, in quel periodo,
dai soliti "sapienti", che la sorte del Macintosh, di
fronte a tanto capolavoro, era segnata), ma la verità
sta nel fatto che nessuna software house si sareb¬
be impegnata a lavoro e stanziamenti di grande re¬
spiro (quali servono per produrre applicazioni di pre¬
gio) per una macchina diversa dal PC o. in misura ri¬
dotta, dal Mac. Così Amiga, nonostante le numero¬
se evoluzioni e variazioni sul tema, dopo un fuoco di
paglia iniziale ridimensionò il suo ruolo, riportandosi
nell'area quale tutti conosciamo e. con buona pro¬
babilità, decretando anche la débàcle finanziaria che
travolse la Commodore stessa dopo qualche anno.
Ben altra cosa è, invece, la prova dello Sperry
PC/IT, una splendida macchina della parrocchia
DOS; PC/IT appartiene alla classe dell’AT, è prodot¬
to in Giappone dalla Mitsubishi, è dotato del 286
che lavora a tre velocità diverse (6, 7.16 e 8 MHz).
La memoria RAM è di ben 512 KB, mentre quella di
coordinamento di Andrea de Prisco
166
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
(Al TRI TFM1PB)
massa è rappresentata da un floppy da
5" (disponibile la versione ad alta den¬
sità da 1.2 MB), da un disco rigido da 44
MB e da una unità a nastro da 60 MB. La
tastiera è identica a quella dell'AT, ed il
retro della macchina è un vero campio¬
nario di porte (la macchina può girare
sotto Unix) Il modello provato è dotato
sia di DOS-Windows che di Xenix, e la
macchina a disposizione della redazione
è davvero un mostro di potenza (fatti i
debiti calcoli, più di una ventina di milioni
di valore) Naturalmente i commenti so¬
no entusiastici, anche perché la macchi¬
na è supportata da una miriade di sche¬
de che permettono allacciamenti con pe¬
riferiche, macchine di classe superiore,
apparecchiature dedicate.
Tanto tuonò... Eccoci qui, finalmente,
Corrado getta la maschera e comincia le
non ha ancora finito!) di parlare di strava¬
ganze numeriche. Mersenne, Slowinski,
Fermat, Hardy, Ramanuian, ci inseguo-
no ancora oggi dalle pagine di Intelligio-
chi, Una curiosità, segno dei tempi, Cor¬
rado afferma testualmente "Con il no¬
stro fido personal... non possiamo pre¬
tendere di scoprire il prossimo numero
di Mersenne". Oggi ci basta un 486 e
una visitina su Internet per scaricarci il
programma ad hoc e partecipare alla
grande gara di fine millennio, per la sco¬
perta del mersenniano da un milione di
cifre!
La storia del Mac è costellata di pietre
miliari; e un vero cippo fiduciario sta pro¬
prio in questo numero. Raffaello De Ma¬
si inaugura la rubrica MacCorner, area
Signore e Signori, ecco a
voi la madre di rutti i
ThinkPad l'IBM PC Con-
vernale 1
della rivista dedicata
al Mac, presentan¬
do. in un sol colpo,
una cinquantina di
pacchetti diversi.
Francesco Petroni
parla di grafica in
ambiente DOS, e,
per la gioia di un let¬
tore, Giorgio Bozzi,
che mi ha inviato
una e-mail in propo¬
sito, continua il cor¬
so di dBIII. Guarda il
caso, anche la rubri¬
ca "Algoritmi" parla
di numeri primi e di
numeri di Mersen¬
ne, mentre quella di
intelligenza artificiale
si interessa di lingua
parlata (fantastico,
questo De Masi, ha
anticipato di dieci anni VivaVoice e IBM)
E passiamo alle rubriche: cose da
esaurimento nervoso, ecco un listato
per un astruso gioco di parole, un MM-
Calc. che poi è un Visicalc casalingo (ma
si tratta di copiare otto pagine di listato),
un Crazy Serpent, una tastiera di pia¬
noforte installata sullo Sharp 1500.
Il "mitico " Commodore Amiga Ipnma manierai fu provalo sul numero 53 di MC-
microcomputer ancor prima della sua commercializzazione II prototipo giunto in
redazione era alimentato a 1 10 volt
Lo Sperry PC/IT era un ~compatibilone " basalo su microprocessore Intel 286
Costava quasi dieci milioni, aveva mezzo mega di memoria e con un altro mi-
honono abbondante era in grado di portare la sua RAM al fantascientihco va¬
lore di un megabvte di memoria centrale '
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
167
( ALTRI TEMPII
Probabilmente non lo ricorderete più. ma il Digital Research GEM tu in pratica l'unico tentativo in ambito PC
di arginare l'avanzata Windows Su MCmicrocomputer 54 llugho/agosto 861 in prova /'allora nota suite di pro¬
grammi per questo sistema operativo la GEM Collection
Andiamo in vacanza
con un MSX2
Il numero di luglio-agosto dell'86 6
piuttosto interessante per le prove sia
hardware che software. Marco Marinacci
ci porta notizie fresche da Nation Com¬
puter Conference, e Commodore annun¬
cia una potente campagna software per
l'Amiga.
GEM è la prima prova che la rivista
ospita. Nome mitico, GEM, non foss'al-
tro perché rappresenta l'unico vero ten¬
tativo di combattere lo strapotere di Win¬
dows. La presentazione di questo artico¬
lo parte alla grande, tutti i componenti
della famiglia GEM sono presentati in
un'unica soluzione (Collection, DeskTop,
Draw, Chart e Graph) e comprendono
una serie numerosa di applicazioni (vi¬
deoscrittura, disegno vettoriale e non.
database, foglio di calcolo), ma dall'arti¬
colo, lungo ben otto pagine e redatto da
Francesco Petrom. traspare una certa
aria di battaglia perduta che poi si dimo¬
strerà vera. Segue la prova dell'Olivetti
MI9, una macchina minore ma con pre¬
stazioni interessanti per un utente non
avanzato, che costa circa quattro milioni.
A Massimo Truscelli è affidato il test
del Philips VG 8235, un MSX classe II
esteticamente molto gradevole, dotato di
una vera tastiera QWERTY e delle carat¬
teristiche frecce cursore disposte ai lati
di un quadrato La macchina gode di un
software interessante; BASIC, un card fi-
ler, un wp senza eccezionali pretese, un
buon programmino di grafica Costa caro
(un milione e trecentomila, nudo e cru¬
do) e non si farà certo rimpiangere. Ben
altra cosa è la stampante Star NL10. una
periferica del segmento economico, in-
terfacciabile direttamente al PC, ma effi¬
ciente e robusta, che stampa in NLQ con
qualità accettabile.
MacCorner racconta di un programma
di Silicon Graphics, una dinamica casa ca¬
liforniana poi assorbita da Adobe, che
permette di stampare etichette, buste,
logo a colori. Il pacchetto è di qualità ec¬
cellente, ad onta del suo basso costo, ed
è rimasto sul mio HD per una diecina
d'anni fino a che l'ennesima versione del
sistema operativo l’ha definitivamente ri¬
fiutato. Intelligiochi continua con i suoi
numeri stravaganti, e Francesco Petrom
inaugura una interessante e longeva ru¬
brica sugli
spreadsheet. La
rubrica degli algo¬
ritmi si interessa
di potenze e radi¬
ci, con una inte¬
ressante nota
storica sulla vita e
sui meriti di Viè¬
te. inventore del¬
la notazione sim¬
bolica. La rubrica
di intelligenza ar¬
tificiale parla di Li-
Chi non aveva troppi
grilli per la testa, con
poco meno di Quattro
milioni si portava a
casa Questo Olivetti
MI9, con 256 K di
RAM. due unità
floppy disk, tastiera e
monitor monocroma¬
tico L hard disk ’ Ma
che stiamo scherzan¬
do? Ma che prete¬
se
sp, e ADP di istruzioni, manipolazione di
registri e operandi. Un giochino dalle ru¬
briche? Uno per tutti, Parà, in cui un pa¬
racadutista deve atterrare destreggiando¬
si tra ostacoli e colpi di contraerea.
Settembre, di ritorno
dal mare...
...ci offre scarse novità. L'unica prova è
dedicata all'Acorn Master, un buon pro¬
dotto basato sul vecchio 65C12 (ma altri
processori possono essere scelti dall'u¬
tente); Acorn gode in quel periodo di un
gran successo, spinto sulla cresta dell’on¬
da dalla notizia che il governo inglese ha
affidato, appunto, ad essa, il compito di
realizzare la macchina tipo su cui si ba¬
serà l'mformatizzazione scolastica del Re¬
gno Unito. Ettore Cambise ci porta nel¬
l'affascinante mondo dell'informatica uti¬
lizzata sugli elicotteri, e, con grande enfa¬
si, viene presentato l'avvio ufficiale di
MC-link (basato, non ci crederete, su un
compatibile PC, un sistema operativo
DOS 3.20, una RAM da 640 KB, un HD
da 20 MB e un modem Italtel da 300
baud; potenza dei tempi!). Microsoft pre¬
senta Multiplan 2, progenitore di Excel,
per la verità Excel già esiste, ma viene
considerato come un "integrato", com¬
prendente le funzioni di Multiplan e di
Chart. L'aspetto è ancora quello di Visi-
calc (che per la verità la fa ancora da pa¬
drone). ma l'aumento delle dimensioni
del tabellone, l’incremento delle funziona¬
lità e l'arrivo delle macroistruziom ne fan¬
no un pacchetto completamente rinnova¬
to. Tra poco Excel lo sostituirà compieta-
mente, e ne incorporerà le complete ca¬
ratteristiche.
Guarda, guarda, un disco rigido monta-
168
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Il Philps VC 8235
era un computer
MSX-2 con una
buona dotazione di
software MSX Ho¬
me Office e MSX
Designer, per vi¬
vere felici e con¬
tenti!
to su una scheda! E' quanto ci propone
Bergami provando due schede, Datatec
Disko Card e Mountain DriveCard; costa¬
no oltre due milioni ciascuna e offrono
venti mega di Winchester (ve lo immagi¬
nate, oggi, con due milioni che cosa si
compra?), Per il C64/128 ecco VizaStar,
un integrato comprendente uno spread¬
sheet, un database e un pacchetto di gra¬
fica (strano, manca il word processor; poi
ci accorgiamo che viene venduto a parte,
con il nome di Vizawrite Classic 128), Ec¬
co comparire un'altra rubrica, Amighevo-
le, che si interesserà di software per il
neonato Commodore, mentre la rubrica
Intelligiochi ci risparmia ulteriori elucubra¬
zioni numeriche per ospitare un rapido
compendio della posta dei lettori dedicata
agli argomenti già trattati. Come promes¬
so nel numero precedente, la sezione di
grafica si interessa a lungo del GEM e
delle sue applicazioni, mentre quella dedi¬
cata al Mac ospita il test di un linguaggio
potentissimo, l'Aztec C (chi scrive faceva
parte, all'epoca, del gruppo di realizzazio¬
ne e messa a punto), che sarà padre di
numerose applicazioni. MCAIgoritmi si in¬
teressa di funzioni algebriche, mentre l’i¬
narrestabile (purtroppo!) ADP ci porta nel
mondo deH'infinitamente piccolo (ma
quali microbi! Parlo di microistruzionì, mi¬
croregistri, microprogrammi).
Sommo della follia, nel software MSX
troviamo un programmino per costruire
un labirinto tridimensionale (trovati alme¬
no un centinaio tra GOSUB e GOTO, con
buona pace dei pascalisti) e in CI 28 una
utility per inviare a una stampante il dump
dello schermo E, infine, Panunzi abban¬
dona i trucchi del CP/M; ma non tirate un
sospiro di sollievo, arrivano quelli dell'MS-
DOS.
Se il PC Con ver tibie
di IBM tu la madre di
tutti i ThinkPad, il Mi¬
crosoft Multiplan fu la
madre di tutti gli Ex¬
celi
Per sopperire alla ca¬
renza di hard disk in¬
terni, alcuni costrutto¬
ri hardware propone¬
vano soluzioni su
scheda d'espansione
Quasi "plug & play "
In prova su MC n. 55
Isettembre '861 ben
due prodotti di que¬
sto tipo Datatec Di¬
sko Card e Mountain
Dnvecard. Indimenti¬
cabili.
E per
concludere...
le solite chicche raccolte
qua e là, Luigi De Negri cambia
un "Piatto dei Ristoranti del
buon Ricordo" con un disco
pieno di programmi, un altro
cerca "Aspiranti Amiga User",
c'è un invito a visitare un Com¬
modore Club ospitato in una
osteria dei Castelli Romani,
c'è una mosca bianca che cer¬
ca programmatori Forth; un
utente di Bologna cerca un
compilatore per il Laser BASIC
(!?) e una studentessa di Ber¬
gamo si dichiara disposta a vi¬
sitare i club Commodore se di¬
spongono di linguaggi Logo.
Beh, a risentirci.
Kg
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
169
A
Avvisi ai Naviganti
a cura di Corrado Giustozzi
- 6 rii* lóti IHeii» 60 fovonu» UImmSou*
Andiamo al cinema!
Ho avuto la fortuna di nascere in una cittadina di
provincia proprio alla fine della guerra. Mio padre,
maestro elementare, ha, in quarantacinque anni di
servizio (senza aver fatto neppure un giorno di
assenza, motivo per cui fu insignito, al momento
della pensione, di medaglia d'oro del Ministero
dell’Istruzione e, successivamente, di titolo di
Cavaliere) visto passare davanti a sé mezza
gioventù del paese e accanto (vale a dire nelle
classi dei suoi colleghi) l’altra metà (ragione per cui,
quando è morto, il sindaco ha chiuso il traffico in corrispondenza della chiesa).
Atripalda è il classico paesino di montagna, con un’unica grande piazza con i suoi due
o tre bar, la farmacia, il comando dei vigili, la piccola filiale della banca locale, l'ufficio
postale. E il cinema, il cinema Ideal, dove si è consumata la mia vita di ragazzo.
di Raffaello De Masi
Oggi di quel cinema è rimasto lo scheletro
esterno, misero simulacro di glorie passate
Proiezioni non se ne facevano piu da una quin¬
dicina d'anni, fino a qualche anno fa resisteva
ancora un bar che occupava l'ingresso (ma an¬
che questo ha chiuso), il municipio fece qual¬
che timido tentativo di utilizzarlo per qualche
rappresentazione teatrale, ma il mese di otto¬
bre di tre o quattro anni or sono si scopri,
all'apertura della stagione (chiamiamola cosi!),
j. iiaa
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che i proprietari avevano venduto, in fretta e
furia, anche l'arredo interno, sedie e palcosce¬
nico compresi. Ci sono hentrato, qualche setti¬
mana fa. in questo cinema, per una verifica
dello stato di una parte delle fondazioni, e so¬
no rimasto stupito da come me lo ricordavo
grande, immenso, e come in effetti mi sia
sembrato quasi raccolto su se stesso. E. sen¬
za vergognarmi di sembrare retorico, vi potrei
raccontare come lo abbia girato tutto, e come
abbia risentito ancora l'eco dei
film mitologici, non me ne perde¬
vo uno. dei polpettoni di cappa e
spada, delle modeste pellicole di
fantascienza, con le persone che
si indovinavano sotto i costumi
da mostro spaziale (oggi film co¬
me questi sono divenuti cult-mo¬
vie: ''Il mostro della laguna nera".
"X contro il centro atomico". “La
cosa da un altro mondo", "Il ri¬
sveglio del dinosauro", "Taranto¬
la", "Godzilla") e i budget lontani
anni luce dagli stramiliardi di oggi
Ma mi fermo qui. per non far ca¬
pire da chi ruba i soggetti Torna-
tore, vincendoci anche gli Oscar
Non mi picco, in queste due
pagine, di dire alcunché di defini¬
tivo riguardo al magico schermo
e sui suoi rapporti con WWW
JH
1 r 9
Ho troppo rispetto per le magiche sale, per ri¬
tenermi anche solo un poco capace di aggiun¬
gere un tassello a quanto è stato già detto e
scritto in proposito; e poi non mi sognerei mai
non dico di passare avanti, ma neppure di met¬
termi a fianco al mio amico Sergio Donati, che
del cinema fa parte a pieno diritto e può tuona¬
re con voce autorevole (a quei pochi cui il no¬
me non dice nulla, consiglio di leggere i titoli di
testa o di coda dei film di Leone). Il suo sito
|fntp://www,me!inK,!l/persQngiyM C8574 ) e una
miniera inesauribile di curiosità, suggerimenti,
link ad altri siti da visitare, aneddotica, ritratti di
personaggi, e poi Sergio ha il pregio di non
mettersi mai in vista, sembra quasi che l'enor¬
me lavoro svolto per mettere su il sito non sia
neppure merito suo Ha un solo peccato; quel¬
lo di aver mancato un invito a pranzo dalle mie
parti per Natale!
Ma bando alle ciance e cerchiamo di non
andare fuori tema, siti dedicati al cinema ce ne
sono, sulla rete, diverse diecine di migliaia, e a
tale cifra e facile arrivarci, se si pensa che non
esiste straccio di star che non ha un suo sito
personale (a proposito, ben informati racconta¬
no che i siti più visitati siano quelli dedicati alle
telenovelas, e un fornitore di servizi famosissi¬
mo, Infobeat |http://wyyw. ! n f pbeat.C Om l offre,
giornalmente, il riassunto delle puntate delle
soap opera che andranno in onda il giorno suc¬
cessivo - da qui ho scoperto che Taylor aspet-
170
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
ta un bambino, ma non vi
dico da chi. lanto nelle no¬
velas mente è sicuro, nep¬
pure le mamme) Ragion
per cui l’impresa sarebbe
stata disperata se non ci
fossimo posti dei limiti
d’azione; anzi limiti non ce
ne sono proprio stati, vi¬
sto che appena si comin¬
cia a scrivere, in questa
rubrica, le due pagine a di¬
sposizione sono già finite.
Benvenuti alla nuova
stagione
cinematografica
Cominciamo con i siti che offrono le notizie
più immediate circa i nuovi movie che stiamo
vedendo e vedremo nelle sale. Tempo fa una
ricerca eseguita dai maggiori siti di ricerca di¬
mostrò che Internet Movie database
Ihw;//www-us,imdb.c 0 ml era di gran lunga il
sito più visitato, Si tratta di un ambiente basato
su un gigantesco database contenente notizie
di pressoché tutti i film realizzati, con i cast
completi, informazioni sulla distribuzione, trai¬
ler e video (quando disponibili), riproduzione di
manifesti originali (alcuni anche rarissimi), po¬
ster, curiosità. Il database offre 1750.000 voci
diverse, riguardanti circa mezzo milione di per¬
sone (attori, registi, produttori, sceneggiatori,
ma anche truccatori, consulenti della fotogra¬
fia. fotografi di scena, e, addirittura, autisti,
controllori di camera e agenti di catering) Nel
db sono catalogati circa 125.000 film, che van¬
no dalla prima epica rappresentazione cinema¬
tografica del treno che si avventa sugli spetta¬
tori (anno 1898) ai film che stiamo vedendo
adesso nelle sale e, addirittura a quelli che ve¬
dremo in futuro (tra cui anche il terzo episodio
della saga di Jurassic Park) Il sito ha la partico¬
larità di non tralasciare nulla (ogni titolo offre
tutti i suoi dati anagrafici e caratteristici) ma è
estremamente divertente anche per quel che
attiene alle curiosità. Ad esempio, il reparto piu
frequentato è quello dei "goof". gli errori, le di¬
menticanze, i bug che nessun regista vorreb¬
be sentir nominare C'è stata gente che con
certosina pazienza si è messa a spulciare film
di tutte le epoche e di ogni prestigio, ne volete
un esempio? Jurassic Park, il capolavoro dei
film spendidenaro. per giunta diretto da un
mostro sacro come Spielberg, contiene oltre
un centinaio di bug. Ve ne racconto qualcuno,
dei più evidenti, Nedry. il programmatore gras¬
sone, sta seduto al caffè a S. José, in Costari¬
ca, ai bordi di un lago, ma a S. José non ne esi¬
ste alcuno II film, all’inizio, mostra un ritrova¬
mento di uno scheletro di dinosauro nella re¬
pubblica dominicana, il cui territorio si è forma¬
to 20 milioni di anni fa. ma i dinosauri erano già
spariti 45 milioni di anni prima. La |eep schiac¬
ciata è bagnata, ma nel film comincia a piovere
dopo Alla latitudine dell'isola, i cicloni si muo¬
vono da sinistra, mentre sul monitor appaiono
muoversi da destra Dopo aver recuperato Tim
dall'albero, il dr Grant appare con abiti perfet¬
tamente stirati e puliti. L’elettricità è stata stac¬
cata, ma i ventilatori e le loro ombre continua¬
no a muoversi Ma la più grossa riguarda una
cosa che ci interessa proprio da vicino; le vi¬
deocamere di sorveglianza, che dovrebbero
momtorare gli ammali, mostrano dei videoclip,
come si pud notare dal progress meter alla ba¬
se dello schermo.
Un altro sito da tenere sottomano è Screen
It I htto /Avww screemt com i che
elenca il meglio della produzione
commerciale suddiviso in quindici
categorie E' controllato e aggiornato
da una sola persona. Jim Judy, che
ha lasciato recentemente il suo lavo¬
ro di procuratore distrettuale per de¬
dicarsi a tempo pieno alla sua crea¬
tura Film.com l http;//www
film.com l è il sito probabilmente più
aggiornato, sia per il contenuto in¬
trinseco. sia per avere un elevato
numero di link ad altri siti Al contra¬
rio degli altri due offre anche una
completa programmazione dei film
(proiettati via cavo o etere in tutto il
mondo), per l'intera settimana, su
un gran numero di canali, anche sa¬
tellitari. e anche visibili in Italia
Particolare è Mr Showbiz
IhltpJAyyyvy^ mts hoyrbizxQml, un si¬
to che. piu che offrire notizie per co¬
si dire bibliografiche, è dedicato essenzialmen¬
te a recensioni di film. Offre numerosi optio¬
nal, quali una iscrizione gratuita, un aggiorna¬
mento giornaliero delle novità, una sene di in¬
terviste a personaggi famosi. Visto che ci sie¬
te. non mancate a The Greatest Films of all Ti¬
me |hup;/ /wwvy ,fil m site,gigl. che ha il suo
nocciolo duro in una biblioteca di cento film,
che sono rivoltati come un guanto in tutte le
loro caratteristiche e che sono stati scelti dal ti¬
tolare del sito. Tim Dirks. come i più importanti
della cinematografia mondiale Ancora, ecco
un sito completamente dedicato ai film muti,
The Sileni Majority l http://www. mdle.com/
ClassicFilms/Indexold.htm l. dove si ritroveran¬
no scene e immagini di Charlie Chaplin, Buster
Keaton, ma anche filmati delle prime animazio¬
ni di Walt Disney In esso si può leggere an¬
che il corrente numero della rivista dedicata
appunto ai silent-movie. numerose videoclip
scaricagli, una buona serie di link ad altri sili
dello stesso tip».
E se proprio volete il meglio del meglio, vi
conviene passare per l’American Film Institute
OnLme Cinema lhttp//www.afionline.orq/cine-
ma/archivel . che permette di vedere anche fil¬
mati, con la tecnica di visualizzazione di un fo¬
togramma su tre. Possiede un eccellente data¬
base delle colonne sonore, e una sezione in
cui si possono ordinare, al prezzo di pochi
buck, i film incontrati
Se proprio, invece, volete divertirvi, vi consi¬
glio Groin Kicking (come lo chiama Donati, do¬
loroso contributo alla storiografia cinematogra¬
fica) l http;//www. qeocities.com/Hollvwood/
Academv/5393 1 che contiene una lista accura¬
ta delle scene nelle quali una donna prende a
calci un uomo proprio li Se vi sentite bellocci,
visitate Celebrity Corner |http //www virtual-
voyage.com/celeb/mam htmi | in cui il gestore
del sito vi propone, per un vile biglietto da die¬
ci dollari, di mettere la vostra fascinosa foto
nel suo database, ed è più o meno assicurato
che Demi Moore vi guarderà e girerà con voi il
seguito di "Via col Vento" C'è stato un tizio
che ha scritto un sito, Beauty of thè Beast Er¬
rore |http://www.members aol/mgmfanatic/in-
dex html| che elenca tutti i piccoli errori dei
film, minuziosamente Per le signore che vo¬
gliono essere aggiornate su ogni pettegolezzo,
ecco Hollywood Gossip Interactive
IhUpJ/ w mvy.ivi.nei/iYj/goss i p h tml l dove potre¬
te sapere se davvero Keanu Reeves è gay o ci
fa, e se Hugh Grant si prende ancora qualche
passaggio con donnine allegre Volete cono¬
scere i lati oscuri dei grandi del cinema? Visita¬
te Driveways of Rich and Famous
|httt?7/www eri? corri/-priyeway/ e scoprirete
che nessun grand'uomo è tale per il suo auti¬
sta. Infine, volete sapere qualcosa di più sulla
convivenza, lunga una vita, di Cary Grant e
Randolph Scott, o su come si divertiva Joan
Crawford con le sue "ragazze “? Eh, no, ades¬
so basta sono un gentiluomo. E se proprio
insistete, beh visitate il sito del mio amico Ser¬
gio, dalle cui pagine, oltre tutto, ho spulciato
molti degli indirizzi di questo articolo.
«e
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
171
a cura di Corrado Giustozzi
l/AGP arriva sul Socket 7
AGP è una invenzione di Intel, un bus dedicato alla scheda video,
dotato di una banda passante superiore a quella del bus PCI. Qual è la
necessità di una tale
operazione? Ovviamente
l’aumento delle prestazioni
del sistema. AGP è stato
implementato da Intel su
schede madri Slot 1. Ecco
dunque che la notizia della
commercializzazione di
schede madri per Socket 7
dotate di AGP è una novità
importante.
di Luca Angelelli
Più volte abbiamo sottolineato come
la battaglia fra Intel e tutte le ditte con¬
correnti si sta facendo sempre più acce¬
sa. La prima tende a distaccare gli inse¬
guitori puntando decisamente su nuove
tecnologie e standard, le seconde ri¬
spondono incrementando le prestazioni
dei loro prodotti ed implementando
quando possibile i nuovi standard. Se
l'aspetto più evidente di questo scontro
è la continua evoluzione dei processori
e delle loro prestazioni, non meno im¬
portante è lo sviluppo delle schede ma¬
dri in grado di sfruttare le nuove caratte¬
ristiche delle CPU.
L'abbandono da parte di Intel del
Socket 7 per lo Slot 1 ha lasciato si spa¬
zio ai concorrenti ma la decisione di non
produrre nuovi chipset per le CPU clas¬
se 586 686 (processori tipo Pentium,
AMD K6, Cyrix 6x86 I ha posto un
grave problema .ovvero la necessità di
ottenere dai produttori di chipset nuovi
componenti adeguati alle nuove tecno¬
logie La risposta a questa esigenza di
mercato non si è fatta attendere e di¬
versi costruttori. VIA, SIS e ALI hanno
già presentato chipset che implementa¬
no il nuovo bus anche su schede madri
per socket 7.
Il VIA VP3 segue il suo predecessore
VP2 ricalcandone sostanzialmente le ca¬
ratteristiche fondamentali con l'eccezio¬
ne appunto della presenza della Advan¬
ced Graphic Port. Lo sforzo di questo
costruttore nel rimanere al passo con i
tempi è evidente, tanto che proprio in
questi giorni è stato presentato l'MVP3,
sviluppo ulteriore del VP3 e risposta di¬
retta all’Intel 440 BX, chipset per Slot 1
caratterizzato dalla possibilità di funzio¬
nare a 100 MHz.
FICPA2012
La FIC è stata uno dei primi costrutto¬
ri di schede madri ad utilizzare il chipset
VIA VP3.
I vantaggi del VP3 sull'Intel 430 TX
sono diversi, i più importanti sono la
maggiore capacità della cache L2, 1 MB
sulla FIC 2012, e la superiore quantità di
RAM utilizzabile, 1 GB completamente
gestibile in modalità cache contro ri¬
spettivamente i 256 MB, di cui solo 64
MB gestibili in modalità cache, del 430
TX. La massima frequenza di lavoro uffi¬
cialmente possibile per entrambi i chip
è di 66 MHz. Quindi non è assicurata
nominalmente la compatibilità con alcu¬
ni processori Cyrix 6x86 che necessita¬
no di un clock di sistema di 75 MHz. In
pratica pero esistono schede basate sul
chipset di Intel in grado di lavorare tran¬
quillamente a 75 e talvolta anche a 83
MHz. A questo proposito nulla è detto
esplicitamente dalla FIC, anche se sulla
scheda è serigrafata la combinazione di
jumper che permette la selezione di
questa "velocità" ma. nel nostro caso,
il sistema non si è avviato una volta se-
172
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Sulla scheda madre sono riportati i settaggi relativi alle varie frequenze di funzionamento, fra Cui anche
quella per i 75 MHz
lezionata la combinazione suggerita. Vi
sono altre differenze fra le due imple¬
mentazioni ma hanno una importanza
secondaria. L'aspetto sostanziale, il
quid che fa dunque effettivamente la
differenza fra 430 TX e VP3 è la presen¬
za dell’AGP.
L'installazione della FIC PA 2012,
scheda in formato ATX, non comporta
difficoltà alcuna dal punto di vista
dell'installazione fisica. Più attenzione
invece e necessaria per la corretta in¬
stallazione software: vanno installati i
driver per il controller EIDE integrato
(Ultra DMA), il supporto AGP per Win¬
dows 95, la patch per l'aggiormanento
del file inf sul chipset VP3. Il tutto è
contenuto sul CD ROM in dotazione as¬
sieme ai driver per Windows NT. OS2 e
una serie di utility.
Il supporto per AGP va installato an¬
che se non si utilizza una scheda di que¬
sto tipo. Ora la necessità di quest’ulti¬
mo passo non è chiara, né è riportata
sui manuali a corredo. Sta di fatto che
alcuni problemi che si evidenziavano nel
sistema di riferimento, utilizzando una
scheda video PCI, sono scomparsi dopo
l’installazione del supporto AGP.
PA2012, perché le schede utilizzano pro¬
cessori diversi con la versione per AGP
nettamente più efficiente di quella per
PCI
Iniziamo con il test delle Norton Utili¬
ties per Windows 95 (figura 1 ). Questo è
l'unico caso in cui i risultati non siano
stati normalizzati tenendo come riferi¬
mento unitario l'accoppiata Intel 430 TX
scheda video PCI. In questo modo il let¬
tore può confrontare gli indici ottenuti
con quelli rilevati sulla propria macchina
per farsi una idea delle prestazioni del
proprio sistema. Il test considera l'effi¬
cienza dell'insieme scheda madre, ca¬
che, RAM e CPU II punteggio migliore
l'ottiene proprio la FIC PA 2010 con
l'adattatore video AGP, prevalendo di po¬
chissimo sulla configurazione con VGA
PCI. A ogni modo le differenze sono ve¬
ramente esigue tanto che per ottenere
indicazioni valide abbiamo riportato la
media pesata di vari test.
I risultati dei rimanenti test sono stati
normalizzati rispetto al riferimento ECS
con S-VGA PCI, in modo che le differen¬
ze siano immediatamente percepibili e
quantificabili
La riproduzione della sequenza test
realizzata con Macromedia Director 5 (fi¬
gura 2) evidenzia una prevalenza del si¬
stema basato sulla scheda madre ECS. Il
sistema con la S-VGA madre AGP risulta
leggermente superiore a quello "norma¬
le". In questo caso ci saremmo aspettati
una performance migliore da parte
dell'accoppiata FIC piu AGP anche se co¬
munque va considerato che sui risultati
finali pesa più l'efficienza dell'insieme
CPU, cache, RAM che le sole prestazioni
dell'adattatore video.
Prestazioni
Norton Utilities II
fic jou • «tiro
FIC 2012 • ATI AGP
Per la prova abbiamo utilizzato come
riferimento un sistema basato su di un
Pentium 233 MMX con una scheda ma¬
dre basata sul chipset 430 TX, l'ECS
P5TX-A
Abbiamo eseguito gli stessi test effet¬
tuati durante la prova comparativa dei
chipset per socket 7 apparsa sul numero
di 180, gennaio 1998, ovvero i bench-
mark multimediali di Intel, la riproduzione
di una sequenza test con Macromedia II Hi
Director 5, il bench interno alle Norton U Olbieiljd U! [ I »t?ri llieil IU
Utilities II e una sequenza di operazioni
con Adobe Photoshop 4.
Le situazioni di prova sono tre: scheda
madre con chipset Intel e S-VGA PCI,
FIC PA 2012 e S-VGA PCI, FIC 2012 e S-
VGA AGP. Purtroppo non è possibile fare
un confronto diretto fra risultati ottenuti
con scheda video PCI e AGP sulla FIC
ECS P5TX.A • ATI PCI
Figura I - Norton Ulililtres II Le differenze fra le vane configurazioni sono molto contenute A differenza
delle altre prove, sono nportati i valori effettivamente rilevati e non normalizzati per permettere il confronto
dei valori con quelli nlevapili su qualsiasi altro PC
Il personal sul quale e stato effettuato il test è assemblato, originariamente, dalla Ergo di
Roma La configurazione prevede la scheda madre ECS P5TX-A. S-VGA S3 Virge 2 M, 64
M SDRAM, HD EIDE Ultra DMA IBM 4.2 GB, Controller SCSI Adaptec AHA2940 UW, CD
ROM Plextor 12/20x Masterizzatore Philips CDD 2600, Sound Blaster AWE 64 Gold
Ergo Italia Spa, Via della Nocetta 109, 00164 Roma. Tel (06) 66140630, Fax (061
66140130.
Internet. I "p ■v,.-, ,v
13
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
173
In figura 3 riportiamo i risultati con i
bench di Intel. Nella decompressione e
riproduzione del filmato MPEG il risulta¬
to piu basso l'ottiene la FIC con l'adatta¬
tore PCI, segue FIC piu AGP e in testa
ECS con la VGA PCI Negli altri casi i ri¬
sultati delle due configurazioni basate
sulla scheda madre FIC sono coinciden¬
ti ed inferiori di pochi punti percentuali a
quelle del sistema con chipset Intel,
con l'eccezione del test 3D dove, sep¬
pure per un'inezia, la spunta la FIC Evi¬
dentemente, la scheda su bus AGP è
più veloce di quella PCI e questo non ci
stupisce affatto vista la superiorità in¬
trinseca della XPERT@WORK sulla 3D
CHARGER Quello che colpisce è la
prevalenza del chipset Intel pur utiliz¬
zando una cache di secondo livello di¬
mezzata e la scheda video più lenta
Passiamo alle prove effettuate con
Adobe Photoshop 4.0 (figura 4). I risul¬
tati variano evidentemente a seconda
della operazione effettuata ed osservan¬
do gli ultimi istogrammi si scopre che
mediamente si comporta meglio la FIC
PA 2012 con S-VGA PCI, equivalendo in
pratica al riferimento II comportamento
è curioso e non è semplice darne una
giustificazione. Probabilmente il fatto è
dovuto alla non completa ottimizzazione
dei driver che impegnano le risorse di
sistema
Ancora una volta è chiaro come sia
difficile evidenziare le prestazioni di un
solo componente di un sistema con
una scelta accorta dei test è facile de¬
cretare la "vittoria'' dell'una o dell'altra
configurazione visto che i risultati rag¬
giunti differiscono per pochi punti per¬
centuali Più ragionevolmente e realisti¬
camente le conclusioni che si possono
trarre sono che la FIC PA 2012 è un
buon prodotto, perfettamente compati¬
bile con tutte le applicazioni con cui
Figura 2 - Macromedia Director 5 La sequenza resr è riprodotta con un trame rate superiore dall'accoppia
la ECS tIntel 430 TX) ATI PCI In seconda postatone la FIC PA 2012 con AGP Evidentemente l'ethcienza
dell'insieme, scheda madre cache CPU VGA 6 interiore a quella che utilizza il chipset di Intel
Intel Media Benchmark
Figura 3 Intel Media Benchmark E' evidente come la scheda video AGP sia leggermente piu veloce, test
MPEG, mentre negli altri test le prestazioni sono equivalenti o addirittura interiori alla configurazione con la
S-VGA PCI
FIC PA2012 e ATI 3D CHARGER, ATI XPERT@WORK
nei negozi della catena CM Computer Market.
Datapool S.p.a., Largo Alessandria del Carretto 28. 00040 Roma.
Tel.10617232262, Faxl06)7231331. Internet:
mntW.Y.Y.’*' nrnr^lin
FIC PA 2012 e ATI 3D CHARGER, ATI XPERT@WORK
La scheda madre FIC PA 2012 è uno dei primi esemplari giunti in Itala
e ci è stata fornita, assieme alle due schede video, dalla Data Pool di
Roma Le schede video sono
di produzione ATI II modello
per bus PCI è basato sul chip
3D Rage II Le sue carat¬
teristiche fondamentali sono
risoluzione max 1280x1024
70 MHz. DAC a 170 MHz
max refresh late 200 Hz. 4
MB RAM EDO La scheda
pei AGP e basata sul chip ATI
3L) Rage PRO Caiatlenstiche
fondamentali sono risoluzio¬
ne max 1600x1200 con
6Ò000 colon e 86 Hz di
refresh late. DAC a 230 MHz,
4 M di SGRAM. I prodotti
Data Pool sono in vendita 4 TI 3D CHARGER pus PCI
ATI XPERT&WORK, bus AGP
174
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Adobe Photoshop 4
ncjoij-AbPci
F*C XI? • ATI AGP
□ ECS P$T»-A • ATI PCl|
Figura 4 Adobe Photoshop 4 Considerando la media dei tempi ottenuti nelTeflettuare le diverse operazio¬
ni, il sistema meno efficiente e quello che usa la scheda video AGP Un risultato sorprendente, consideran¬
do che la stessa scheda madre con la VGA PCI e più veloce e supera, seppur di poco, il riferimento
VIA MVP3
VIA VP3
VIA VP2/97
SiS 5598
Intel
430 TX
RAM max
1 GB
1 GB
512 M
256 M
256 M
Cachable area
1 GB
1 GB
512 M
128 M
64 M
L2 cache
2 MB
2 MB
2 MB
512 kB
512 kB
EDO
Si
Si
Si
Si
S.
SDRAM
Si
Si
Si
Si
Si
DDRSDRAM
Si
Si
No
No
No
ECC
Si
Si
SI
No
No
ACPI
Si
Si
Si
Si
Si
Ultra DMA
Si
Si
Si
Si
Si
USB
Si
Si
Si
Si
Si
Linear Burst
Si
Si
Si
Si
No
Bus Soeed
100 MHz
66 MHz
75 MHz
75 MHz
66 MHz
N. di integrati
2
2
4
1
2
Tabella I - Caratteristiche fondamentali di alcuni Chipset per Socket 7 in commercio
La FIC PA 2012 ospita ben I MB di cache L2
l'abbiamo provata e sostanzialmente
equivalente quanto a prestazioni al rife¬
rimento.
Quanto all'AGP le prestazioni rilevate
non si distaccano sostanzialmente dalla
configurazione con S VGA PCI e risulta¬
no equivalenti o inferiori a quelle del si¬
stema basato su chipset Intel. Eviden¬
temente nella implementazione attua¬
le, software e hardware per i compo¬
nenti considerati, questo nuovo stan¬
dard non è ancora maturo. Probabil¬
mente sarà sufficiente aspettare qual¬
che mese perché le potenzialità
dell'AGP, anche, ma non solo, su
socket 7. siano espresse in modo com¬
piuto. «e
AGP
Il bus AGP è stato presentato da Intel in occasione del lancio
del chipset 440LX per Pentium II. In sintesi l'idea è molto
semplice: creare un bus dedicato esclusivamente alla scheda
video dotato di una banda passante molto larga ovvero in grado
di sostenere un throughput superiore a quello del bus PCI. In
questo modo il flusso di dati da e per l'adattatore video ha un
canale preferenziale molto veloce, con il vantaggio di sollevare
il bus PCI dal traffico generato dalla VGA.
La frequenza di clock dell'AGP è di 66 MHz e il canale è in
grado di trasmettere ben 532 MB/s (di picco) nella modalità
chiamata x2. Il limite del bus PCI è di 133 MB/s con una
frequenza di clock dì 33 MHz Ora sebbene il clock di
quest'ultimo sia la metà di quello dell'AGP. il transfert rate e
esattamente un quarto La spiegazione di questo fatto sta nella
modalità di trasmissione, ovvero nella modalità x2 sono
possibili due operazioni per ciclo di clock Attenzione perche
non tutte le schede video sul mercato oggi supportano la
modalità x2 limitando dunque le prestazioni potenziali dei
sistema
Il throughput massimo possibile diviene in questo modo
equivalente a quello attualmente laggiunto nei bus che collega
la CPU alla memoria di sistema (canale a 64 on e 66 MHz)
Questa capacita di trasferimento dati e tale da permettere di
eseguire alcune operazioni per le quali e attualmente usata la
memoria della scheda video sulla memoria di sistema senza,
teoricamente, detrimento nelle prestazioni Questa capacità è
definita DIME. Direct Memory Execute Ad avvantaggiarsi di
questa possibilità potrebbero essere quelle applicazioni di
grafica 3D fra cui alcuni giochi che potrebbero migliorare il
realismo visuale, sfruttando la possibilità di acquisire i dati
relativi alla texture 3D direttamente dalla RAM Per dovere di
cronaca va detto che il bus PCI vers. 2.1 prevede già la
possibilità di funzionare a 64 bit ed a 66 MHz. possibilità già
implementata dall'industria, equivalendo cosi, quanto a banda
passante, con l'AGP x2.
Altre due sono le caratteristiche importanti del bus AGP il
cosiddetto pipelimng, ovvero la possibilità di inviare sul canale
di trasmissione una sene di comandi senza aspettare, per la
trasmissione del successivo, la risposta all’impulso precedente,
e la possibilità di far viaggiare i comandi in modo indipendente
dai dati ottimizzando l'uso della banda passante (bideoarid
addressing)
Per sfruttare completamente le pu&sibilita offerte dal BUS AdF
oceone cne il sistema opeiativo aia u giade ai suppundie ai
meglio conte pule cht n ootlWoit sfrutti affettivamente queste
Capacita IllOltie non tutte le scItoOt Aul- attuali aUppuilanè
queste possioilita Di latte II nuovi etondaiu come pet tutte le
novità si attenuerà progressivamente titoli mano cne sic, ii
software che I haioware vi si adegueranno Ao oggi
atteri nazione da cogliere in senso letteiale i benefici non sono
sensibili, ma lo saranno presto con il rilascio di Windows 9fa e
Windows NI 5. con I avvento di nuovi applicativi e schede
hardware progettate ex novo per questo bus
Luca Angelellt
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
175
Notebook Enface 66
Schermo a matrice
attiva da 14,1 " e per una risoluzione
massima XGA pari a 1024x768 con
65mita colon. Processore Intel Pentium
MMX a 233 MHz, 32 Mbyte di RAM
espandibili lino a 128 ed Hard Disk Idi ti¬
po modulare) da 4,1 Gbyte!
Queste le note salienti al riguardo del
nuovo Notebook Enface 66.
E pensare che solo quattro mesi fa,
proprio su queste pagine, era stato pre¬
sentato l'Enface Octave-ll del quale non
si poteva che dire che fosse il massimo
dei notebook!
" Ci siamo ormai abituati a nuove ina¬
spettate prestazioni ad ogni piè sospinto,
ma questo notebook è sicuramente de¬
stinato a suscitare un notevole interesse
in chiunque lo possa vedere e toccare.
Credo che non siano molti quelli che
hanno sulla scrivania un computer fisso
con le stesse prestazioni. E non parliamo
solo della potenza della CPU, o della me¬
moria, dell'audio surround o del disco da
3,2 giga. No, quello che davvero fa im¬
pressione è il display a cristalli liquidi da
ben 13,3 pollici! Tradotto in pixel signifi¬
ca 1024 per 768 con 65mila colori, ovve¬
ro la stessa risoluzione di un CRT da 17
pollici.
Davanti ad un display di questa dimen¬
sione anche il processare Pentium MMX
a 200 MHz, e l'hard disk da 3,2 GB pas¬
sano in secondo piano",
Questa è l'introduzione fatta dal colle¬
ga Di Dio a pag. 244 del n.178 di MCmi-
crocomputer al riguardo dell’Enface Oc-
tave II L’abbiamo voluta ripetere per di¬
mostrare come, a soli quattro mesi di di¬
stanza, tornandoci da presentare un No¬
tebook Enface, non è possibile non stu¬
pire innanzi alle accresciute potenzialità
dello stesso sistema portatile In realtà
potremmo usare la stessa enfasi e le
stesse parole. L'unica cosa da cambiare
sarebbero i valori numerici relativi ai
componenti elencati. L'hard disk dell'En-
face-66 difatti sale alla capacita di 4.1
Gbyte, il display a cristalli liquidi sfonda i
14 pollici e il Pentium MMX è ora il più
dotato 233 MHzl
Scheda Tecnica
Non potremo non cominciare dal LCD
che, con i suoi 14.1 pollici e una diagona-
176
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Notebook Enface 66
le superiore a quella dei comuni CRT da
15 pollici, è da considerarsi l'autentico
fiore all'occhiello del sistema. Non solo
per la grandezza raggiunta, ma anche per
la qualità delle immagini.
La matrice attiva dello schermo garan¬
tisce un angolo visivo particolarmente
ampio. Benché la visione frontale sia
sempre quella privilegiata, e che via via
che ci si sposta lateralmente si perde lu¬
minosità. l’angolo di apertura del TFT in
questione mantiene una definizione suffi¬
ciente ben oltre i soliti 50-60° fin qui co¬
nosciuti come limiti di visibilità.
Ma c'è ancora dell’altro L'introduzione
di tale display, oltre a costituire il definiti¬
vo superamento dei limiti di visualizzazio¬
ne dei portatili (con il 14 1" dell'Enface-
66 ci siamo spinti tranquillamente fino a
1024x768) fa probabilmente d'apripista
alle nuove tecnologie che nel breve vol¬
gere di pochissimi mesi ci consegneran¬
no display anche superiori ai 15 pollici.
Lo sfondamento è totale quindi
Dopo aver illustrato
ed incensato il bellissi¬
mo display possiamo
procedere con la lista
degli componenti che
sono tutti di primissi¬
mo piano.
A partire dal proces¬
sore che è un Intel
Pentium P55C MMX a
233 MHz il quale si av¬
vale di una cache me-
mory di secondo livel-
Vista anteriore II touch-
paci e. frontalmente il
CD-ROM 20X con il ce¬
stello aperto
10 pari a 512 Kbyte e di una memoria
RAM pari a 32 Mbyte espandibili fino a
128 Mbyte. Per quanto poi concerne le
unità di immagazzinamento. l’Hard Disk
Drive montato dall'Enface 66 è un Hitachi
ultra-slim da 4.1 Gbyte con support del
Bus Mastering e dell'Ultra-DMA. Le sue
dimensioni. 2,5 pollici per circa 13 milli¬
metri di spessore, e l'estraibilità ne fanno
un vero e proprio gioiello della tecnologia.
11 floppy disk drive a sua volta è un tradi¬
zionale 3.5" da 1.44Mb (disponibili per la
sostituzione sono comunque i drive drive
lomega-Zip e LS-120). L'unità floppy, ZIP
o LS-120 quale che sia. può essere elimi¬
nata e l'alloggiamento sfruttato per inseri¬
re una seconda batteria
Per quanto riguarda la grafica, la sche¬
da adottata dal sistema è una S3 ViRGE
PCI 128 bit da 4 MByte di VG-RAM dalla
Primo piano sulla tastiera. Da
notare, in alto, la disposizione
dei LEO di rilevamento
dell'alimentazione Irete o bat¬
teria) e dell'attività dei dischi
r -“( - r - r r»r -,r m i.r m u u erir» r trferfc.rti
k : [; f: ts [: fi fc [; l;.[i.li.ltl:ir fhl
■ -s [° f » f e f " [ 7 ti Tfjr.fi.ii fi rf ti ih
[ # [ s [ D T F T g fj 1 TI.TI.TI.TITFT
” « f 2 [ x f c f v f B f " ThTHI.IiU^nJK
[ Fn f CM f ffl[ « f *»[ f T® I R f W ~ »
Costruttore:
Entace (USA)
Distributore:
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Syntech srl, Viale Treviso, 13/C - 33170 Pordenone
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Tel 10434)5133 11
Inno //v. -.vw i?n(<ice '|
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Notebook Entace Mod 66
Display LCD TFT da 14,1" XGA,
32 Mbyte di RAM. HD da 4,1 Gbyte. CD-ROm
20X,
FD 1 44 Mbyte, Windows 95
Batteria LI-ION. Borsa Ut 6 350 000
Primo piano sul display
TFT da 14 I ' Misuran¬
dola in diagonale,
l 'apertura di schermo e
perfino superiore a
quella di un classico
CRT da 15 pollici
Notebook Enface 66
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
177
Notebook Enface 66
Visi a laterale de¬
stra Sulla sinistra
si nolano subito i
due alloggiamenti dedicati all'Hard Disk e al lloppy disk drive A segui¬
re l'alloggiamento pronto per ricevere la batteria ncancabile
Vista laterale sini¬
stra Procedendo
da sinistra verso
destra, possiamo
notare la presenza
dell'adattatore Ir-
DA ed a seguire,
protette da uno
sportellino, le con¬
nessioni USB e
quindi quelle dedi¬
cate all'I/O del
gruppo audio
pidamente assimilabile all’uti-
lizzo
La sezione d'alimentazione
infine basa su di un Alimenta-
tore/Caricabatterie esterno da 100-240
volt e su di una batteria primaria agli ioni
di litio. Opzionale (e meno costosa e con
minor autonomia) è disponibile una batte¬
ria al nickel-metallo.
Per quanto riguarda il peso siamo poco
sopra i 3 kg e le dimensioni dell'oggetto
in questione sono di 32,4 cm di larghez¬
za, 25,8 cm di profondità ed appena 5,2
cm di altezza,
In dotazione all'Enface-66 troviamo il
pacchetto CD-ROM più manuale di Win¬
dows 95 per OEM, la robusta e funziona¬
le borsa di trasporto ed i floppy disk relati¬
vi ai driver audio, video, PCMCIA e Tou-
chPad. Quindi, a livello di cavetteria, i nor¬
mali cavi di collegamento all'alimentazio-
ne esterna e quelli per le connessioni Au-
dioA/ideo.
Oltre a tutto ciò. come accessori opzio¬
nali l’Enface-66 dispone di una lunga se¬
rie di periferiche in grado di aumentarne
ulteriormente gap tecnologico e potenzia¬
lità applicative In particolare, nella lista,
oltre ai già citati drive lomega-ZIP e LS-
120, troviamo la presenza di un lettore
DVD alternativo al CD-ROM attualmente
assemblato nel sistema, un modulo per
la decodifica in hardware MPEG II, modu¬
li di memoria DIMM da 16, 32, 64 Mbyte,
un adattatore per l'alimentazione in auto,
una batteria aggiuntiva (al nickel/metallo
oppure agli ioni di litio), un rack estraibile
per l'innesto di un secondo Hard Disk ed
infine la serie di PC Card innestagli nei
due slot PCMCIA a disposizione Al ri¬
guardo sono disponibili le card relative ad
un Fax/Modem da 56 Kbit, ad un termina¬
le per collegamenti in LAN, il decoder
MPEG ed un host SCSI.
I vari modelli della linea
Enface Octave 66
La nuova linea Octave 66, oltre ad affiancarsi alle altre di Enface (la Ethane e la Octave III
non è chiaramente limitata al modello presentato in questa occasione', essa si articola su di
un ventaglio di proposte e configurazioni personalizzabili delle quali il modello oggetto di
questa prova rappresenta solo una delle molteplici versioni con cui il notebook può essere
approntato
In effetti ogni configurazione Octave 66 può adottare alternativamente allo schermo TFT
da 14,1 anche versioni da 13,3" (nonché matrici passive da 12.1” ad alta velocità) senza
che ciò penalizzi la risoluzione che resta sempre a livello di XGA di 1024x768 a 65 000 co¬
lori,
Dal punto di vista della CPU gli Octave 66 nella versione commerciale definitiva adonano i
recenti Pentium MMO (Tillamok) garantendo la piena compatibilita con i potentissimi Pen¬
tium Il Deschutes (da 233, 266 e 300 MHz),
La RAM di base può arrivare, a richiesta, fino ad un massimo di 128 Mbyte (2"64 BIT
SDRAM DIMM - 3,3V). Lo stesso dicasi per la grandezza degli hard disk ultra-slim da 2,5"
che, oltre al 4.1 Gbyte presente nel modello in prova, possono essere fomiti con capacità
di 2,1 e 3,2 Gbyte. Come si dice anche nell'articolo il CD-ROM drive da 24X potrà essere
sostituito da un lettore DVD.
Per quanto concerne la sezione audio, in alternativa al sistema implementato nel modello
in prova, l'Enface Octave 66 e in grado di montare un più sofisticato sistema wavetable
con pieno supporto per l'audio 3D.
buona resa cromatica e controlli Direct¬
Draw attivi. La capacità del sistema vi¬
deo ricreato intorno ad essa permette di
visualizzare l'immagine del desktop sullo
screen LCD dell’Enface e, contempora¬
neamente, su di un eventuale monitor
esterno ed un TV-color. Grazie ai 4 Mbyte
di VG-RAM di cui la scheda è dotata, la vi¬
sualizzazione su monitor esterno può av¬
venire con una risoluzione massima pari
a 1280x1024 con 16 milioni di colori
L'unità CD-ROM attualmente alloggiata
nell'Enface-66 è un Toshiba 20x (che può
essere sostituito, al momento dell'acqui¬
sto o anche successivamente, da
un'unità DVD, integrando questa con un
decoder MPEG II in standard PCMCIA
zoomed Video).
Per quanto concerne il lato multimedia¬
le ed in particolare l'audio, l'Enface è
equipaggiato con una scheda ESS 1879
dotata del chip proprietario ESFM
Synthesis per l'esecuzione MIDI, input di
linea e microfonico. Microfono ed altopar¬
lanti, oltre che applicabili esternamente,
sono già incorporati nel corpo macchina
dell'Enface (la scheda audio attualmente
disponibile nell'Enface può a sua volta es¬
sere sostituita da una in standard Wave-
Table).
Dalle caratteristiche di serie a quelle
"avanzate" (che abbiamo posto tra pa¬
rentesi) si evince che l’Enface-66 è certa¬
mente il top del momento, ma che, “in
qualsiasi momento", potrebbe ulterior¬
mente upgradare ed aumentare il gap
tecnologico che già abbondantemente lo
separa alla versione precedente.
La tastiera, una "87 tasti" Windows 95
compatibile, è dotata dei controlli di lumi¬
nosità, contrasto e volume integrati. Il
TouchPad a due pulsanti, ricavato sulla
parte anteriore del blocco-tastiera risulta
essere molto preciso nei movimenti e ra-
178
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Notebook Enface 66
Descrizione esterna
Sul lato sinistro del Notebook, e da si¬
nistra verso destra, possiamo notare la
presenza dell'adattatore IrDA e la bassa
sagomatura della ventola di raffredda¬
mento A seguire, protette da uno spor¬
tellino, le connessioni USB e quindi quel¬
le dedicate all'I/O del gruppo audio.
Nell’ordine: la presa microfonica, quella
di un'eventuale cuffia e di un sistema di
riproduzione/amplificazione esterno. An¬
cora appresso, dietro un altro sportellino,
l'ingresso ai due slot PCMCIA disponibili
Continuando la circumnavigazione
dell’Enface-66 e portandoci ora frontal¬
mente, notiamo la presenza del nuovo
CD-ROM 20X Toshiba M-1702. Girando
sul lato destro dell'Octave-66 notiamo il
doppio alloggiamento dove sono siste¬
mati l'Hard Disk ed il floppy disk drive.
Nella zona superiore della fiancata,
protetto da uno sportellino con due bot¬
toni ad incastro, risiede l'hard disk
Estraendolo lo ritroviamo fissato all'inter¬
no di un rack estraibile e ne leggiamo le
caratteristiche. Si tratta di un 4,1 Gbyte
della Hitachi, modello DK227A-41. Picco¬
lo da stupire e veloce da impressionare
Reinserendo il rack dell’hard disk nell'ap¬
posito alloggiamento, rivolgiamo la no¬
stra attenzione al mimetizzatissimo
floppy disk drive che, come già accenna¬
to, può essere facilmente sostituito con
uno Iomega ZIP oppure un LS-120 (com¬
patibile con i normali floppy da 1,44
Mbyte). Appresso a floppy ed hard disk,
eccoci finalmente arrivare all'alloggia¬
mento, ricavato sempre dietro il solito
sportellino, della batteria ricaricabile.
Estraendo anch'essa, nello specifico rile¬
viamo che si tratta di una SMP agli ioni di
litio capace di 4200 mA/h La durata (ri¬
vista posteriore Da sinistra verso destra notiamo ta connessione per l'alimentazione da rete, quella per
mouse o tastiera esterni e la presa verso un TV-color Dietro al solito sportellino mime le connessioni verso
il monitor esterno, l'eventuale Docking Station, la stampante e. con una seriale a 9 pili, al limite un /oy-
stick
spetto agli appena 90 minuti delle nor¬
mali nickel-metallo) è garantita per oltre
quattro ore di attività a pieno regime.
Posteriormente infine, troviamo subito
la connessione per l'alimentazione ester¬
na. quella per mouse o tastiera esterni e
la presa per un TV-color. Questa, invece
delle tradizionali connessioni RCA è di ti¬
po mini-jack stereo.
Appresso a tali connessioni, nascoste
dall'ultimo sportello, troviamo infine
quelle dell'Output VGA diretto verso un
monitor CRT esterno, del connettore per
l'eventuale Docking Station, della paralle¬
la per la stampante e di una seriale a 9
pin.
Prima di sbloccare il coperchio e solle¬
vare il display, rileviamo, girando il note¬
book, la presenza di un ultimo sportelli¬
no. Stavolta l'accesso non è immediato,
bensì bloccato da una vite. Ovviamente
si tratta della zona della scheda sulla qua¬
le è alloggiato il microprocessore. Li den¬
tro batte il cuore da 233 MHz dell'Enfa-
Incestellato nel piccolo rack, l'Hard Disk da 4. 1 Gbyte in tutto il suo splendore
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
ce: tra altri quattro mesi, quale battito ri¬
leveremo?
Agganciati a questa domanda tutt'altro
che drammatica ci accingiamo finalmen¬
te a sollevare il coperchio dell'Enface ti¬
rando lateralmente sulla destra il cursore
di blocco.
Ciò che appare ai nostri occhi è l'ormai
classica disposizione del piano di lavoro
dei notebook.
A ridosso delle cerniere di rotazione
del display notiamo la presenza del tasto
di accensione e subito sotto la fila dei
LED che informano sull'attività del siste¬
ma (alimentazione da rete o batteria, atti¬
vità del floppy e dell'hard disk). Ai due la¬
ti sono ricavati i piccoli vani dedicati agli
altoparlanti di sistema.
Subito sotto, in una zona leggermente
incassata, comincia la disposizione delle
sei file di tasti che compongono la tastie¬
ra dell'Enface-66 I tasti sono 87 e mar¬
cano una certa differenza rispetto alla ta¬
stiera dell'Enface Octava II. Anterior¬
mente. il piano di lavoro prevede la sola
presenza del touchpad con l'ampia su¬
perficie d'appoggio per i polsi Al tocco
la tastiera sembra morbida e sicura nella
corsa dei tasti.
Impressioni d’uso
Collegata l'alimentazione e premuto il
grosso bottone nero, presente sopra la ta¬
stiera proprio sul punto di rotazione per
l'apertura dello schermo, il sistema si avvia
e velocemente mostra il desktop di Win¬
dows 95. Immediatamente ci rendiamo
conto della grandezza del quadro video del
TFT montato dall'Enface. Lo schermo è
enorme se paragonato a quello degli altri
portatili. La diagonale misura ben 35,5 cm,
Per la cronaca un normale CRT da 15" ha
una diagonale di 32,5 cm che, agendo sui
potenziometri di controllo, può essere
sfruttata nella massima estensione (con
179
Notebook Enface 66
li. garantito sotto tutti gli aspetti. Partico¬
lare interessante, proprio tra gli accessori
lo riveste l'alimentatore "interno" che
può essere sistemato nell'alloggiamento
del floppy disk e collegato direttamente
alla presa di rete. In tal modo non ci sarò
neanche l’ingombro del pur piccolo ali¬
mentatore esterno!
180
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
La batteria agli ioni di litio Iora di seriel. l'alimentatore e la cavalleria a disposinone
Conclusioni
Il display da 14,1", l'hard disk da 4 1
Gbyte e la CPU da 233 MHz. Sono es¬
senzialmente questi i plus dell’Enface-
66 Una macchina potente quindi, como¬
da da utilizzare e dotata di tutte le altre
"normali" feature di serie, Come la
RAM, di base già attestata a 32 MByte,
la scheda audio, gli altoparlanti ed il mi¬
crofono interni Poi la serie di connessio¬
ni verso il mondo esterno che oltre a
prevedere le solite porte per stampante,
monitor, tastiera e mouse esterni, per¬
mettono all’Enface la connessione diret¬
ta con un TV-color e. tramite slot PCM¬
CIA. la possibilità di completare il siste¬
ma con un modemcard ed un modulo
per la decodifica DVD.
Rileviamo un solo difetto nel note¬
book provato in questa sede: quello del
cavetto di collegamento audio/video
con l'esterno. Cavetto che, per la se¬
conda volta (e quindi diabolicamente) ri¬
sulta mal progettato rispetto alla dislo¬
cazione delle connessioni audio/video
d’uscita dall’Enface. Per la seconda vol¬
ta cioè il notebook viene fornito con un
cavo non utilizzabile (a meno che non si
sceglie, alternativamente, o di vedere o
di ascoltare). E' una piccolezza, ne sia¬
mo coscienti, ma proprio perché tale, ci
sembra di rapida e facile risoluzione Al
riguardo basterebbe consegnare alla
clientela un cavo audio/video come
quello in dotazione, ma privo del blocco
termofuso che ne limita l’estensione.
Tornando a tessere le conclusioni
quindi non ci sembra di rilevare altri
"nei" nel notebook in prova Ammaliati
soprattutto dall'ampiezza e la bellezza
dello screen riteniamo che sia una pia¬
cevolissima sopportazione quella di
accettare un peso ed una grandez¬
za leggermente superiori alla
media rispetto agli altri note¬
book.
Va infine evidenziato il
fatto che tutti i prodotti
Enface distribuiti da Synte-
ch. sono coperti da una ga¬
ranzia integrale di due anni
ed usufruiscono di un servizio di
assistenza che ne garantisce la ripara¬
zione o sostituzione in 72 ore. S3§
relativa introduzione di effetti di distorsio¬
ne) di 34 centimetri
In definitiva il TFT da 14,1" dell’Enface
è molto piu prossimo ad un CRT da 17
che non ad uno da 15 pollici.
Già lanciando i primi applicativi di prova
si nota la velocità superiore del Pentum
MMX a 233 MHz e la rapidità dell‘hard di¬
sk. Per quanto riguarda la CPU, anche
questa, cosi come la versione a 200 MHz
presente nell'Enface Octave II, è a basso
voltaggio. Appena 2,9 volt.
Ottimo è anche il controllo della messa
in stand-by del sistema che governa la si¬
tuazione ad ogni pausa prolungata. Per chi
viene dai PC-dekstop troverà forse un po'
stressante il verificarsi della messa in
stand-by, ma lo stato di attesa lo si apprez¬
za subito, soprattutto quando si utilizza il
portatile attraverso l’alimentazione da bat¬
teria. Il risparmio è difatti notevole. Ri¬
sparmio che non va poi visto solo
ed esclusivamente dal punto di
vista dei consumi energetici,
ma anche dei componenti in¬
terni che, raffreddandosi conti¬
nuamente la CPU, garantiranno
sempre la massima efficienza
Un'ultima cosa da rilevare è la
silenziosità delle ventole di raffred¬
damento. Nell’Enface ce ne sono
due. La prima montata direttamente
sulla CPU e la seconda lateralmente alla
stessa, proprio daccanto alla porta IrDA.
La prima ventola sarà sempre accesa.
mentre solo nei momenti di massimo e
continuato utilizzo del sistema, ci si accor¬
gerò dell’entrata in funzione della seconda
Lo spegnimento del notebook avviene in
automatico appena si seleziona dal menu
di Avvio la voce di "Arresto del sistema”.
Infine due parole sull’atimentazone. Se
già si elogiava quella offerta all’Enface
Octave II dalla batteria al nickel-metallo
(NI-MH) cosa si potrà mai dire in favore
della nuova batteria assunta dall'Enface-
66? Questa è difatti una versione agli ioni
di litio capace di garantire un’autonomia
superiore alle quattro ore! Estrema im¬
portanza (com’é giusto fare in un portati¬
le) è quella data dall'Enface al suo ultimo
Notebook che risulta, di serie e con gli
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oshiba Tecra 750DVD
Si fa presto a dire
notebookl All'inizio i computer portatili
offrivano caratteristiche tecniche asso¬
lutamente "ridotte" e. conseguente¬
mente. era ridotto l'utilizzo di oggetti di
questo tipo. Poi, con l'arrivo dei display
a cristalli liquidi a colori di generose di¬
mensioni le dalla visibilità del tutto pa¬
ragonabile a quella di un buon CRT),
ma soprattutto con l'avvento delle
estensioni multimediali (audio, lettore
di CD-ROM, entrata e uscita video,
ecc. ecc.) anche nei notebook di ogni
fascia di prezzo, il "gap prestazionale"
con i corrispondenti modelli da tavolo
si è sempre andato assottigliando fino
a scomparire quasi del tutto Ormai i
notebook più performanti hanno ben
poco da invidiare ai cugini desktop, an¬
che riguardo Tespandibilitd e la connet¬
tività con l'esterno. Il notebook, già da
tempo, non è più una semplice appen¬
dice portatile del nostro sistema fisso,
ma è sempre più l'unica soluzione
"multiforme " alle nostre esigenze di
calcolo portatili e non. A casa o in uffi¬
cio collegato ad una comoda docking
station fissa, con tutte le periferiche in¬
stallate a dovere, contemplando, se
necessario, anche un monitor esterno
di maggiori dimensioni e una tastiera
estesa "in carne ed ossa", in tutte le
altre occasioni utilizzato come vero e
proprio sistema portatile "no-limits ".
Il Toshiba Tecra 750DVD in prova in
queste pagine è, senza ombra di dub¬
bio. un valido esponente della recente
generazione di notebook ad alte Idicia-
mo pure altissime) prestazioni I lettori
più smaliziati avranno, inoltre, già nota¬
to le tre lettere finali della sigla del pro¬
dotto. DVD. che sta per Digital Versati¬
le Disc. il recente standard di memoriz¬
zazione ottica su dischi argentati che
permette, ad esempio, l'inserimento di
un intero film di durata e qualità cine¬
matografica su un unico disco. Che pri¬
ma o poi avremmo incontrato un tale
dispositivo anche su un notebook era
pressoché scontato, che questo fosse
successo tanto rapidamente un po'
182
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Toshiba Tecra 750DVD
Toshiba Tecra 750DVD
Produttore:
Toshiba Europa
Centro dir Colleom - Palazzo Perseo
Via Paracelso. 12 - Agrate B (Mll
Tel 02/93975552
Distributori:
Celo SpA-Tel 0331/572800
Comprel SpA - Tel 0362/5781
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HD 5.1 GB - Floppy Disk - Lettore DVD
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meno, che a a proporcelo sia Toshiba,
tra i più importanti produttori mondia-
lei di computer portatili, non può che
farci immensamente piacere.
Naturalmente il lettore DVD integra¬
to nel nuovo Tecra non è adatto "solo "
alla lettura dei DVD-ROM (in pratica
CD-ROM dalla capacità ben superiore!,
ma è già dotato dell'hardware necessa¬
rio per la decompressione MPEG-2 del
formato DVD-video. E come se ciò non
bastasse, tra le numerose porte di in¬
terfacciamento presenti nella macchina
(una, tanto per anticipare qualcosa, è
addirittura prevista per il collegamento
di una piccola telecamera da videocon¬
ferenza!) troviamo anche un'uscita di¬
gitale ottica per il collegamento di un
amplificatore con decoder surround
Dolby Digital AC-3 per godere anche
dell'audio a 5+1 canali (de¬
stro, sinistro, centrale, ef¬
fetti destro, effetti sini- I
stro, subwoofer) codifica¬
to con i film disponibili su
questo tipo di supporto.
Insomma, se fino a poco
tempo fa era chiaro cosa
fosse un notebook multi- |
mediale, per il nuovo mo¬
dello Toshiba saremo co¬
stretti a comare un nuovo
termine per identificare
questa strabiliante catego- \
ria di prodotti. Fatti per
chi. ovviamente, si ritiene
incontentabile e. altrettan¬
to naturalmente, non fati¬
ca da ammetterlo a se
stesso e agli altri (il sotto¬
scritto, in verità, è proprio
uno di questi.. .). ■
Il Tecra 750DVD 6 il primo notebook ad integrare un lettore DVD e la logica di decompressione MPEG-2
C’è, naturalmente,
dell’altro
La presenza di un sofisticato lettore
di DVD e della circuiteria di decodifica
MPEG-2 integrata nel nuovo Tecra rap¬
presenta. se vogliamo, solo la punta di
un iceberg non meno interessante. An¬
che le rimanenti caratteristiche tecni¬
che. infatti, non sono da meno, a co¬
minciare dal processore utilizzato, un
Pentium MMX a 233 MHz con nucleo a
La tastiera ha. purtroppo, l’ormai consueto layout
dei tasti criticabile Ivedi testol. nulla da eccepire
per il dispositivo di puntamento MousePomt
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
183
Modularità e massima
espandibili sono due
caratteristiche chiave
del portatile Toshiba
In basso il pennellino
anteriore con la regola¬
zione del volume audio
e la seconda porta IR
basso consumo energetico (1.8 V). La
memoria di "base" è di ben 64 me¬
gabyte e può essere espansa fino a
quota 160 (e stiamo parlando di un no¬
tebook!). Non manca, ovviamente, una
salubre cache di secondo livello da 512
KB, mentre la RAM video è da 4 me¬
gabyte, con i quali è possibile la visualiz¬
zazione in truecolor (16.7 milioni di colo¬
ri) alla massima risoluzione (1.024x768
pixel) del pannello LCD da 13.3" in tec¬
nologia TFT Molto interessante anche
la capacità dell'hard disk, da ben 5 gi¬
gabyte, al quale può essere abbinato un
disco fisso secondario (sempre interno
alla macchina, nella sede normalmente
occupata dal lettore DVD) per ulteriori 4
gigabyte di spazio di memorizzazione
magnetica. La stessa predisposizione,
per inciso, può inoltre essere utilizzata
sia per l'immancabile unità floppy disk a
corredo (collegabile anche esternamen¬
te, per tutte le volte... che non se ne
può proprio fare a meno!), ma anche
per ospitare una seconda batteria ricari-
cabile o un più tradizionale lettore di
CD-ROM ad elevata velocità di lettura.
Ma il tocco di classe (che fa la vera dif¬
ferenza con i concorrenti!) riguarda il
fatto che le varie unità (lettore DVD,
CD-ROM, floppy disk, hard disk) posso¬
no essere sostituite anche "a caldo"
ovvero senza la necessità di spegnere il
computer durante l’operazione.
Un'altra caratteristica particolare del
nuovo Tecra riguarda la protezione della
CPU circa l'eventuale surriscaldamento
interno. Un apposito sensore monitoriz¬
za continuamente la temperatura del
microprocessore attivando automatica-
mente la ventola interna di aerazione
oppure (a scelta dell'utente!) la riduzio¬
ne della velocità di elaborazione, sem¬
pre al fine di riportare sotto i livelli di
guardia gli eventuali "bollori" interni
Naturalmente, anche nel caso in cui
venga impostata la modalità "Quiet" (ri¬
duzione del clock del processore) la
ventola rimane sempre pronta ad inter¬
venire nel caso in cui la temperatura,
anche per le condizioni ambientali
esterne, non si riduca a sufficienza.
Un giro esterno
Grigio come tutti i notebook e subno¬
tebook Toshiba dell'ultima generazione,
il Tecra 750DVD si fa notare subito per
la cospicua serie di porte di interfaccia¬
mento disponibili per il mondo esterno
Sul retro, disposte su due file, troviamo
la consueta porta seriale, l'uscita per il
monitor esterno SVGA (con il quale è
possibile visualizzare fino a 1.280x1024
pixel a 64mila colori), il grosso connet¬
tore multipolare il collegamento della
docking station o per il replicatore di
porte opzionali, la porta parallela bidire¬
zionale compatibile ECP La fila superio¬
re di connettori esterni posteriori, a par¬
te l'immancabile porta PS/2 per la con¬
nessione di una tastiera e/o di un mou¬
se esterno, riguarda principalmente le
performance multimediali del portatile
Toshiba. Troviamo un ingresso per mi¬
crofono, un'uscita cuffie, ingressi e
uscite di linea, due uscite per TV/mom-
tor esterno PAL o NTSC sia in modalità
videocomposita che S-Video (separata
luminanza/crominanza). L'uscita (analo¬
gica) per la cuffia nasconde in realtà an¬
che una connessione ottica per il già ci¬
tato collegamento di un dispositivo
Dolby Digital AC-3, utilizzabile tramite
uno specifico cavo a fibre ottiche (non
fornito a corredo) dotato di connettore
meccanicamente compatibile con i nor¬
mali mimiack da 3.5 mm.
La ricca dotazione di porte posteriori
si completa, infine, con l'ingresso per
l'alimentatore caricabatterie esterno e
con la presenza di una porta a raggi in¬
frarossi compatibile IrDA, duplicata an¬
che sul lato frontale
Il lato destro della macchina com¬
prende l'alloggiamento multifunzione
per gli accessori interni (normalmente
occupato dal lettore DVD), la predispo¬
sizione per il modem interno opzionale,
il connettore per la telecamera da vi¬
deoconferenza facilmente ancorabile al
display grazie alla presenza di un'appo¬
sita predisposizione per il fissaggio. Sul
lato sinistro troviamo la ventola di aera¬
zione interna (autocontrollata), una cop¬
pia di porte USB (Universal Serial Bus),
il connettore per l'unità floppy disk per il
suo utilizzo esterno, il pulsante di ac-
184
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Toshiba Tecra 750DVD
Sul terrò del notebook Tecra troviamo la maggior parte delle connessioni con l'esterno, tra cui la nutrita se¬
rie dì porte di ispirazione multimediale Si noti l'uscita digitale ottica "interna " alla presa per la cuffia
Apriti Sesamo!
Agendo sul pulsante di sbocco situa¬
to al centro del coperchio accediamo
al vano tastiera e al display LCD, altro
fiore all'occhiello del Tecra 750 accan¬
to al super performante lettore di di¬
schi DVD Con la sua risoluzione di
1,024x768 pixel, con la sua dimensio¬
ne di ben 13.3 pollici, con i suoi 16.7
milioni di colori brillanti offre una visibi¬
lità a dir poco eccellente, come ormai
siamo abituati ad aspettarci da un pro¬
dotto Toshiba (non a caso quest'ultima
è proprio uno dei principali produttori
mondiali di display LCD!). Trattandosi
di un'unità a matrice attiva (TFT, Thin
Film Display) offre una leggibilità otti¬
ma su un ampio angolo di visuale an¬
che se, ovviamente, il massimo con¬
trasto si ottiene posizionando il display
di fronte ai nostri occhi, perpendicolar¬
mente al nostro sguardo.
Meno interessante, sotto il profilo
strettamente ergonomico, appare la
tastiera. Non tanto riguardo la precisio¬
ne di funzionamento dei singoli tasti,
quanto per la loro disposizione che
troppo ricorda quella di alcuni prodotti
L
Sul lato sinistro la ventola di aerazione, l'interruttore, le due porte USB. per il drive esterno e la sede PCMCIA
censione/spegnimento della macchina
protetto da un apposito coperchiano a
slitta, il pulsante di reset hardware ac¬
cessibile utilizzando un piccolo oggetto
appuntito, l'alloggiamento per due
schede di espansione PCMCIA di tipo II
e di tipo III, compatibili CardBus e Zoo-
med Video II pulsante di reset è, se vo¬
gliamo. una "conseguenza" del pulsan¬
te servoassistito di accensione/spegm-
mento. Questo, infatti, non è diretta-
mente collegato all'alimentazione del
notebook ma interagisce con il firmwa¬
re e con il software di sistema installa¬
to, tant'è che con Windows 95, agendo
direttamente sul pulsante per lo spegni¬
mento provochiamo il regolare "shut
down", senza passare da "Avvio" e da
"Chiudi sessione". In casi piuttosto rari
(e non di certo per colpa dell'hardware)
può succedere che, a seguito di un mal¬
funzionamento software, anche lo spe¬
gnimento servoassistito non sia più
possibile. In questi casi, in cui neanche
il fatidico Control+Alt+Del sortisca ef¬
fetti, dopo le poco raccomandabili male¬
dizioni di rito, non ci resta che provoca¬
re il reset hardware agendo con un og¬
getto appuntito sul pulsantino nascosto
prima citato.
Sul lato anteriore è presente l'allog¬
giamento per l'hard disk rimovibile (sot¬
to al quale troviamo anche la predispo¬
sizione per le espansioni di memoria), la
sede per la batteria ricaricarle agli ioni
di litio che, grazie agli accorgimenti di ri¬
sparmio energetico offerti dall'utility
MaxTime di Toshiba, offre un'autono¬
mia elettrica di funzionamento compre¬
sa tra le due e le quattro ore. Sempre
anteriormente troviamo il potenziome¬
tro di regolazione del volume audio, la
porta a raggi infrarossi in standard IrDA
e la consueta batteria di spie LED che
monitorizzano continuamente determi¬
nati stati di funzionamento della mac¬
china, dalla carica delle batterie all'utiliz-
zo dell’alimentatore esterno, l'accesso
all'hard disk e all'unità installata nella
predisposizione interna. I tre LED relati¬
vi allo stato dei tasti Blocco Maiuscole.
Blocco Numerico, Blocco Scorrimento li
troviamo nella ristretta zona tra tastiera
e display, dove sono presenti anche gli
altoparlanti stereo e il microfono mono.
taiwanesi dal costo assai contenuto. Il
riferimento è, tanto per cambiare, rela¬
tivo alla fila di tasti di controllo cursore
(PgUp, PgDn, Home. End) situati
all'estrema destra della tastiera che re¬
legano in seconda fila i tasti BackSpa-
ce ed Enter di certo più "gettonati"
dei primi nella digitalizzazione veloce.
I tasti funzione sono tutti disponibili
in prima battuta e, utilizzati in congiun¬
zione con il tasto Fn, permettono il
controllo di alcune funzionalità acces¬
sorie, tra cui la commutazione tra di¬
splay integrato e monitor esterno (con
possibilità, ovviamente, anche di visua¬
lizzazione simultanea), l'attivazione o
l’esclusione della modalità a basso
consumo energetico, l'utilizzo o meno
del tastierino numerico "immerso".
Come dispositivo di puntamento in-
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
185
Toshiba Tecra 750DVD
Sul lato destro del Toshiba doviamo la porrà per il collegamento di una piccola telecamera per videoconlerenza e il super tecnologico lettore DVD
tegrato troviamo il pluricollaudato
MousePomt (di chiara derivazione
TrackPoint IBM) che, come avviene an¬
che in moltissimi altri campi, ha la sua
brava schiera di ammiratori e detratto¬
ri. Chi, come il sottoscritto, è più abi¬
tuato al mouse e alle trackpad troverà
quasi impossibile utilizzare il piccolo
comando "affogato" tra i tasti senza
bisticciare allegramente col puntatore
ubriaco, ma è altrettanto vero che lo
stesso accade anche con chi è allergi¬
co agli altri dispositivi di puntamento e
trova incrollabilmente più semplice e
intuitivo l’utilizzo del pirulino In en¬
trambi i casi, com'è ovvio, un breve
periodo di apprendistato di certo non
guasta permettendo in questo modo di
familiarizzare a sufficienza col dispositi¬
vo di puntamento integrato nel proprio
notebook.
Gioie...
Per la vera e propria "prova su stra¬
da" del Tecra 750DVD ci siamo diverti¬
ti (ebbene si, è stato proprio un diverti¬
mento!) a massacrarlo a dovere instal¬
lando e provando un po' di tutto II pri¬
mo tour de force ha riguardato,
com'era logico, la riproduzione di filma¬
ti video registrati su supporto DVD La
riproduzione sul display LCD è già di
per sé eccellente, ma per godere ap¬
pieno le "performance cinematografi¬
che” del piccolo grande mostro, tanto
vale collegare il notebook ad uno
schermo video di dimensioni più ragio¬
nevoli (per queste applicazioni di natu¬
ra home theater) senza escludere un
adeguato sistema di amplificazione au¬
dio Dolby Surround Uno sballo!
Poi è stata la volta del software "più
propriamente detto", e anche in que¬
sto caso non siamo andati sul leggero.
A parte qualche utility un po' tosta, co¬
me PsiWin 2.0 che permette al mio in¬
separabile Psion di dialogare con Win¬
dows 95 "come se niente fosse", da
bravo "digital-fotomane". parlando a ti¬
tolo personale, non ho resistito alla
tentazione di effettuare qualche pesan¬
te elaborazione. Ovviamente a colpi di
Adobe Photoshop 4.0, su immagini
provenienti da Photo CD da piu di
3000x2000 pixel pari a 18 megabyte di
file. Tra l'altro Photoshop 4.0 è uno dei
pochi software grafici che già sfruttano
la tecnologia MMX di calcolo parallelo
SIMD per accelerare alcune funziona¬
lità grafiche svolte dal programma.
Naturalmente la "prova su strada" di
un notebook non poteva escludere un
corposo "giro di Office", suite di pro¬
grammi immancabilmente da installare
su un prodotto di questo tipo (ben piu
del prode Photoshop), e lo stesso arti¬
colo che state leggendo è stato scritto
interamente sulla macchina in prova
utilizzando, ovviamente, Word 97.
Tenuto conto, infine, delle caratteri¬
stiche del sottosistema grafico accele¬
rato della macchina (con interfaccia¬
mento a 64 bit, con bus PCI, verso la
CPU) abbiamo installato Flight Simula¬
tor 98. per volare sui cieli di New
York. Anche in questo caso nulla da ec¬
cepire al riguardo. Peccato solo che
una delle due torri gemelle non si sia
prontamente spostata al passaggio, tel¬
lurico, del sottoscritto. Roba da matti!
... e dolori!
Come già affermammo nella prova
del Tecra 740 CDT, apparsa su MCmi-
crocomputer dello scorso settembre
97. l'unico "difetto" riscontrabile nei
Toshiba di fascia alta riguarda, a quan¬
to pare, il prezzo di vendita al pubblico.
Il precedente modello, basato su un
Pentium MMX a 166 MHz e "soli" 16
megabyte di RAM. costava quasi dodi¬
ci milioni e mezzo (oltre l'IVA). In que¬
sto caso i milioni sono addirittura tredi¬
ci e, anche se troviamo ben 64 me¬
gabyte di RAM forntta a corredo e un
interessante lettore DVD con tutta
l'elettronica di contorno per la decodifi¬
ca hardware dei filmati in formato
MPEG-2, ci sembrano comunque una
cifra non trascurabile, forse proprio co¬
me le caratteristiche tecniche della
macchina. Che il Tecra 750DVD sia un
prodotto eccezionale e fuori di ogni
dubbio, che sia proposto ad un prezzo
di vendita effettivamente allineato alle
performance offerte è un più difficile
da stabilire sarà il mercato a decidere
Come sempre!
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186
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
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di Andrea Monfesi
Unidata Planet 5000 P5630/FS
A distanza di pochi
mesi dalla pubblicazione dell'ultimo arti¬
colo dedicato all’argomento, torniamo a
parlare di sistemi multiprocessore. Si
trattava allora di una serie di considera¬
zioni generali. all'Interno della rubrica
tecnica, riguardanti l'utilizzo di macchi¬
ne parallele nel settore stand-alone;
questa volta effettueremo invece una
prova in ambito server, e com 'era pre¬
vedibile dal momento della definitiva
chiusura del capitolo Intel riguardante i
chipset per sistemi multiprocessore su
Socket 7. ecco arrivare sul mercato le
prime macchine basate su doppio Pen¬
tium Il e sull'Intel 440LX
Parlando di Server, i parametri ineren¬
ti la sicurezza e la protezione dei dati
sono senza dubbio dei criteri di fonda-
mentale importanza per una corretta va¬
lutazione del prodotto. In generale l'ela¬
borazione parallela, per la sua superiore
affidabilità ma anche per l'elevata po¬
tenza di calcolo, ben si presta alla ge¬
stione di sistemi distribuiti, garantendo,
laddove affiancata anche da metodi di
Storage ridondante, un ’fail-soft' com¬
pleto sotto tutti gli aspetti. Esaminiamo
dunque caratteristiche e prestazioni di
una nuova macchina, completa di unità
RACK da 4 drive ad interfaccia UW-SC-
Sl ed incentrata sull'inedita configura¬
zione sopra citata, con sistema Pentium
Il duale da 300 MHz. chipset 440LX
AGP ed altre componenti tra le più tec¬
nologicamente avanzate, quale una
mamboard Asus da 100 MHz
Si tratta dell'ultima proposta Unidata,
basata su tecnologia Intel, nel campo
dell'elaborazione e memorizzazione
centralizzata. L'intera architettura è or¬
ganizzata in due case mmi-tower ge¬
melli collegati tramite interfaccia SCSI:
il primo cabinet è riservato all'unità cen¬
trale Planet 5000, una potente diskless
workstation contenente scheda madre,
schede video, audio e di rete, lettore
CD ed unità floppy; il secondo è invece
dedicato al sottosistema RAID, il RACK
P90A8, ospitante quattro unità disco ri¬
gido estraibili, per un massimo di 8 di¬
spositivi installabili in altrettanti slot a di¬
sposizione.
La configurazione proposta prevede
inoltre un monitor a colori 17" GVC a
bassa emissione di radiazioni, con riso¬
luzione massima da 1280 x 1024 per
una frequenza verticale pari a 70 Hz, ta¬
stiera standard da 105 tasti W95 e
mouse PS/2.
188
MCmicrocomputer n, 182 - marzo 1998
Unidata Planet 5000 P5630/FS
La tastiera è una 105
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Dual Pentium II 300 MHz;
sistema RACK P90A8 da 4 HD Fujitsu 4,3 GB
UW-SCSI;
Monitor GVC 17" L. 20.390 000
Il sistema operativo utilizzato è natu¬
ralmente Windows NT Server 4.0, for¬
nito in bundle con tanto di dischi origi¬
nali e con il quale è possibile una com¬
pleta gestione di tutte le risorse di rete,
In dotazione, oltre ad una serie comple¬
ta di manuali su tutta la componentisti¬
ca hardware, vengono forniti 2 CD con¬
tenenti i file per l'aggiornamento dei
driver, molto semplici da installare gra¬
zie al sistema di auto-run guidato in gra¬
do di riconoscere automaticamente il
sistema operativo e compatibile con
Windows NT 4.0/NT 3.51/95/3.x e
DOS. Presenti sui dischi anche alcune
utility per l'aggiornamento del BIOS tra¬
mite scrittura su memoria flash e la ge¬
stione su file delle relative informazioni
grazie ad un Desktop Management In¬
terface, il software Intel LANDesk
Client Manager, alcune utilità SCSI ed
un software per il Video Playing di file
MPEG sotto Windows 95, con annesse
librerie 3D S3/S3d ToolKit e DirectX 3A.
Il server è corredato infine di tutti I
cavi necessari: alimentazione del server
e del sistema RAID (il monitor è dotato
di un cavo d'ali¬
mentazione di ti¬
po fisso da colle¬
gare al cabinet
dell'unità di me¬
moria), cavo dati
del monitor, con¬
nessioni SCSI a
68 pin, per il col-
legamento tra le
due unità e tra gli
hard disk, ed a
50 pin per il letto¬
re CD-ROM.
/ due cabinet gemelli,
contenenti rispettiva¬
mente l'unita centrale
ed il sistema RACK. In
quest'ultimo è previsto
l'inserimento di lino a 4
ulteriori dispositivi disco
rigido
Primo
contatto
Completate le
operazioni prelimi¬
nari di collegamen¬
to possiamo iniziare
la nostra analisi con
una dettagliata os¬
servazione delle ca¬
ratteristiche ester¬
ne del sistema. La
coppia di cabinet affiancati presenta un
aspetto piuttosto imponente, causato tra
l'altro da un design molto essenziale e
dall'effetto estetico (peraltro abbastanza
apprezzabile) determinato dall’utilizzo di
case identici per l'assemblaggio delle
due parti.
L'unità principale presenta frontalmen¬
te i soli dispositivi per CD, in alto, e
floppy, installato in uno slot a mezza al¬
tezza con il tasto per l'espulsione dei di¬
schetti situato piuttosto imprudentemen¬
te accanto al pulsante d'accensione del
server, privo quest'ultimo di una qualsia¬
si protezione. Posizionati immediatamen¬
te sopra, troviamo i consueti LED adibiti
a segnalare l'accensione del sistema e
l'accesso alle unità hard disk.
Sul retro, dall'alto in basso, sono visibi¬
li l'ingresso per l'alimentatore, con ac¬
canto la presa d'aria per la relativa vento¬
la, le 2 porte PS/2 per tastiera e mouse,
due ingressi USB, due porte seriali com¬
patibili UART ed una porta parallela
conforme alle specifiche ECP/EPP Poco
più in basso, la porta SCSI direttamente
collegata alla scheda madre permette la
connessione con l'unità RAID A seguire
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
189
Unidata Planet 5000 P5630/FS
Le prestazioni
Abbiamo sottoposto l'Umdata ad una breve
serie di test per evidenziarne le prestazioni e
cercare di capire le modalità di funzionamento
dell’accoppiata 2 Pentium II e Windows NT
Abbiamo scelto tre test diversi: il primo con¬
siste nella esecuzione di una serie di operazioni
con Adobe Photoshop 4 in italiano (figura 1). il
secondo nella riproduzione di una sequenza te¬
st realizzata con Macromedia Art Director 5 (fi¬
gura 2) e l’ultima con la Suite di MC (figura 3).
Nel primo caso siamo alle prese con un pro¬
gramma realizzato per sfruttare appieno la pre¬
senza di più processori e la presenza delle
estensioni MMX La riduzione dei tempi è evi¬
dente passando da uno a due processori anche
se non si raggiunge l'obiettivo teorico del rad¬
doppio delle prestazioni. Questo perché comun¬
que il sistema deve gestire l’assegnazione delle
risorse ai due processi in esecuzione, risorse
che in alcuni casi sono in comune (es RAM)
Nel caso di Macromedia Art Director 5 non
esistono differenze sostanziali fra le due situa¬
zioni. Questo è il tipico esempio di un program¬
ma il cui codice non è previsto per l'esecuzione
su più processori. Quindi attenzione al software
utilizzato, perché la velocità di esecuzione di¬
pende non solo dalla macchina sul quale è fatto
girare ma soprattutto dal tipo di codice con cui
è realizzato.
Per ultimo abbiamo considerato la nostra
vecchia Suite basata su codice a 16 bit. Ovvia¬
mente anche in questo caso l'esecuzione con
uno o due processori non porta a differenze al¬
cuna. Le cose cambiano quando si considerano
più Suite operanti contemporaneamente In
questo caso il sistema operativo apre un task
per ogni processo Consideriamo il caso di una
CPU e una sessione come riferimento unitario.
Quando si impiegano due processori i tempi di
esecuzione non cambiano perché il task e co¬
munque affidato ad un solo processore. Nel ca¬
so di due sessioni con due processori il siste¬
ma dedica una CPU ad ogni processo e i tempi
di esecuzione di una Suite sono coincidenti con
quelli rilevati nel caso preso come riferimento.
Quattro sessioni su due processori in questo
caso i quattro processi sono distribuiti sulle
due CPU e i tempi medi sono circa doppi (pre¬
stazioni dimezzate) a quelli necessari alla ese¬
cuzione di una singola Suite. L’ultimo caso con¬
siderato è quello di quattro sessioni su un pro¬
cessore. Il comportamento è un poco comples¬
so: pur se mediamente i quattro task sono ese¬
guiti in un tempo mediamente quadruplo di
quello preso come unitario (prestazioni pan al
25%), i tempi di esecuzione dei singoli proces¬
si non sono uniformi. Quando non viene impe¬
gnata la FPU in modo sostanziale l'ultimo pro¬
cesso avviato impiega un tempo inferiore agli
altri, cosa che non accade quando invece il test
impegna quasi esclusivamente l'unità in virgola
mobile.
In sintesi, l'uso di un sistema multiprocesso-
re è conveniente quando si utilizzino programmi
con codice adatto oppure quando si debbano
eseguire più applicazioni contemporaneamente.
Luca Angele!li
is
Adobe Photoshop 4
Le prestazioni relative all'uso pi un solo Pentium II sono state prese come riferimento unitario L'uso
di 2 CPU non comporta il raddoppio delle prestazioni ma comunque un vantaggio notevole
Con uno o due processon le prestazioni sono esattamente coincidenti a causa del codice non otti¬
mizzato per Questo hpo di PC
Suite MC
T
III
t
O Una lasstona una CPU
■ Qua Mattoni, una CPU
□ Qualiro ataaiom una CPU
□ Una tasuona dua CPU
■ Dua saaatoni. dua CPU
OQuattro sassoni dua CPU
Ramina Amazzoni C robot* Pandori R*ndar2 Total#
Suite di MC È evidente come con più processi contemporaneamente m esecuzione (codice a 16 hit)
il sistema con due processor è due volte piu periormante del sistema a singola CPU
190
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Unidata Planet 5000 P5630/FS
troviamo le piastre esterne delle diverse
schede d’espansione, nella più alta delle
quali è situata la presa RJ-45 per il colle¬
gamento dell’adattatore di rete, con ac¬
canto tre LED atti a segnalare la connes¬
sione veloce (l'interfacciamento con una
porta da 100 Mbps), il collegamento in
atto ad un hub e la ricezione dei dati. Se¬
guono poi la presa per il monitor della
scheda video e gli mgressi/uscite audio.
Il sistema di memoria di massa è co¬
stituito da 4 unità hard disk rimovibili mo¬
dello Fujitsu MAB3045SP da 4,3 GB Ul-
tra-Wide SCSI, installate negli slot cen¬
trali ed interfacciate al server tramite il
già citato connettore a 68 pin. L’architet¬
tura a cassetti consente una rapida e
semplice estrazione (con eventuale so¬
stituzione anche a caldo) di ciascuno dei
moduli. Questo metodo, oltre al normale
aumento di affidabilità portato dall'utiliz-
zo della ridondanza (qualunque sia il tipo
di organizzazione del RAID utilizzata: mir-
roring, interfogliatura, ecc.), garantisce,
con la semplice sostituzione (o aggiunta)
di un'unità disco, la possibilità di un con¬
tinuo e rapido aggiornamento dei dati in
linea, prerogativa fondamentale in molti
ambienti di rete. Il mobile è in grado di
supportare un massimo di 8 cassetti, per
altrettanti drive, ed un ulteriore alimenta¬
tore da 250 W.
Ciascuno dei dispositivi hard disk è do¬
tato di un sistema di blocco a chiave, per
l’accensione e la conseguente attivazio¬
ne del display frontale: un pratico LCD
grazie al quale è possibile momtorare lo
stato del drive, con tre pulsanti di con¬
trollo ed uno di reset posti sulla destra.
Temperatura dell’unità, livello della ten¬
sione, orario (in modalità 12h), numero
ID, Mean Time Between Failure ed atti¬
vità del sistema interno di dispersione
del calore sono controllabili direttamente
dal display. Tramite i tasti SET e
UP/DOWN è possibile impostare le di¬
verse funzioni, azzerare l’MTBF e regola¬
re il valore della temperatura critica
(preimpostato a 40°), superato il quale
vengono automaticamente attivate le
ventole del sistema di raffreddamento
individuale, con l’intervento di un allarme
acustico a segnalare l'evento.
Sul lato posteriore del cabinet trovia¬
mo la presa per l’alimentazione indipen¬
dente con retro della relativa ventola ed
uscita per il monitor, il tasto d’accensio¬
ne (posizionato forse in una zona non
troppo comodamente accessibile) e la
porta SCSI, attraverso la quale avviene
l’interfacciamento delle due unità In bas¬
so sono visibili le prese d’aria del doppio
dispositivo per la dispersione del calore
integrato nel cabinet.
Solide fondamenta
È giunto il momento di osservare
l’unità centrale dall’interno. Abbiamo
II retro dei case al cen¬
tro del cabinet RAID e
sopra alle piastre ester¬
ne delle schede adatta¬
tore, nella workstation,
sono visibili le interfacce
SCSI per il collegamento
delle due unita
Primo piano del pratico
display frontale delle
unità disco rigido Trami¬
te questi LCD è possibi¬
le il monitoraggio, tra le
altre cose, della tempe¬
ratura del dispositivo,
con l'impostazione per
quest ‘ultima di un valore
critico per l'attivazione
automatica delle ventole
individuali
così innanzitutto la possibilità di ap¬
prezzare il pratico sistema di apertura
adottato in entrambi i cabinet, con le
paratie laterali sinistre facilmente
asportabili, semplicemente agendo sul¬
la chiave del saldo dispositivo di bloc¬
caggio. Completata questa elementare
operazione si ha così pieno accesso a
tutte le componenti dell’unità: un si¬
stema d’inserimento a carrello adotta¬
to per i due drive consente infatti di
agganciare e sganciare i dispositivi uti¬
lizzando la sola coppia di viti poste sul
fianco raggiungibile.
Una volta dentro il primo case, ci tro¬
viamo davanti a quanto veramente di
meglio offra oggi la tecnologia informa¬
tica, a partire dalla scheda madre: si
tratta infatti di una Asus P2L97-DS con
chipset Intel 440LX AGP. Decisamente
un ensemble di livello assoluto per
prestazioni e possibilità d’espansione.
Benché il chipset (supportante l’Ultra
DMA con trasferimenti da 33 MB/s)
non garantisca stabilità con frequenze
esterne superiori ai 66 MHz, la mam-
board Asus è in grado di raggiungere
sul bus la velocità di ben 100 MHz.
Sulla scheda, nei due caratteristici
slot Single Edge Contact (SEC) con re¬
lativi sostegni, trovano posto i proces¬
sori: m questo caso i due succitati Intel
Pentium II a 300 MHz (che presenta¬
no, lo ricordiamo, 512 KB di cache in¬
tegrata di secondo livello), con annessi
dispersori di calore. Naturalmente la
scheda consente l'installazione di una
qualsiasi coppia di Pentium II con fre-
quenza compresa tra 233 e 333 MHz.
Quella del 440LX è una scelta forza¬
ta, essendo attualmente questo l’uni¬
co chipset in grado di gestire un siste¬
ma Pentium II duale (si veda a questo
proposito la scheda tecnica curata da
Luca Angelelli). In questa implementa¬
zione esiste però un'altra particolarità,
nascosta in quella sigla di tre lettere:
AGP II chipset Intel, infatti, è anche in
grado di supportare uno slot del tipo
Accelerated Graphics Port, presente
sulla mainboard Asus, per l'mstallazio-
ne di eventuali schede video compati¬
bili con questo genere di connessio¬
ne.
MCmìcrocomputer n. 182 - marzo 1998
191
OOOO H GGQG
Unidata Planet 5000 P5630/FS
Altre caratteristiche
tecniche
La scheda video adottata è una Asus
3DexPlorer(3DP)-V375DX, con 4 MB di
EDO VRAM da 35 ns e basata su chip
S3VÌRGE/DX a 64 bit. Questo accelera¬
tore grafico è espressamente progetta¬
to per incrementare le prestazioni dei
processori dotati di tecnologia MMX,
garantendo ottimi risul¬
tati con qualsiasi tipo di
applicazione multime¬
diale. in grafica 2D o
„ 3D e nell'esecuzione di
file Video/MPEG, con
un aggiornamento
massimo di 30
frame/secondo
* Sull'adattatore sono
anche presenti due
connettori LPB, a 8 e
16 bit, per l'inserimen¬
to di eventuali espan¬
sioni, come sintonizza¬
tori TV. schede di cat¬
tura video, ecc.
Nell'unità principale,
in uno degli slot ISA, è
anche presente una
scheda audio Sound¬
Blaster compatibile
con chip SoundPro:
nulla di particolarmente
eclatante quanto a pre¬
stazioni, a dire il vero,
ma più che sufficiente per quelle che
potrebbero essere le esigenze sonore
di un sistema di questo tipo.
La scheda di rete è un adattatore Fast
Ethernet PCI con chip digitai 21140-A.
conforme agli standard lOB.ase-T e
lOOBase-TX, da 10/100 Mbps. È dotata,
come già accennato, di un connettore
RJ-45 e 3 LED esterni per il monitorag¬
gio dell'attività.
Il drive CD-ROM è un Tekram 24x
ad interfaccia SCSI, con 256 KB di buf¬
fer e transfer rate da 3600 KB/s
Dando un rapido sguardo all'interno
del secondo cabinet possiamo notare la
tipica connessione a margherita delle
quattro interfacce SCSI presenti nei
cassetti delle unità hard disk. Il cavo
piatto che dal primo dispositivo raggiun¬
ge la faccia interna della connessione a
68 pm, integrata nel case, collega poi i
drive alla mainboard Sulla parete poste¬
riore del mobile sono visibili le due ven¬
tole del sistema di raffreddamento.
Abbiamo già descritto le varie opera¬
zioni di controllo sui moduli del RACK,
effettuabili via display: analizziamo ora
le molteplici funzioni per il monitoraggio
dell'intera macchina offerte dal BIOS
ROM Award. che con la sua ricca utility
di setup consente un controllo assoluta-
mente completo di tutte le impostazioni
La scheda madre e una Asus P2L97-DS. in grado di supportare una frequenza di 100 MHz e con integrato il
chipset Intel 440LXAGP Sono visibili, dall alto in basso gli adattatori di rete, video e audio
L'AGP è un nuovo standard d'inter¬
faccia tra CPU ed acceleratore grafico
che prevede il collegamento diretto
con il chipset, by-passando il bus PCI,
più lento ed "affollato", ed aumentan¬
do cosi velocità e prestazioni di qual¬
siasi applicazione grafica.
Di fianco ai processori, nei quattro
supporti DIMM a 168 pm, trovano po¬
sto altrettanti moduli di memoria
SDRAM Asus da 32 MB ciascuno, ca¬
ratterizzati dall'eccellente tempo d'ac¬
cesso di soli 12 ns, per una generosa
dotazione complessiva di 128 MB di
memoria centrale, espandibile a 512
MB. Accanto alla RAM sono posiziona¬
ti i due connettori IDE, compatibili PIO
2/3 e DMA-2. ed il connettore floppy,
che consentono naturalmente l'inseri¬
mento di complessivi sei dispositivi e
permettono quindi eventualmente di
affiancare altre quattro unità ai pre-in-
stallati drive per CD e floppy disk. La
mainboard è anche dotata di chipset
SCSI Adaptec 7880 e dei summenzio¬
I due Pentium II da 300 MHz ed i moduli DIMM
con 128 MB di SDRAM L effettiva convenienza di
un sistema multiprocessore di Questo tipo è limita¬
ta a Quelle applicazioni che ne possano veramente
sfruttare le potenzialità, come complesse elabora¬
zioni grafiche
nati connettori Ultra-Fast SCSI a 50
pin, utilizzati dal lettore CD, e Ultra-Wi-
de SCSI a 68 pm, per il collegamento
con il sistema RAID.
Le varie porte precedentemente
elencate, il supporto ad un eventuale
modulo per porta ad infrarossi, e. in
basso, quattro slot d'espansione PCI e
due ISA completano le caratteristiche
di connettività di questa scheda dav¬
vero straordinaria.
f
192
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Unidata Planet 5000 P5630/FS
e le attività del sistema. Questo BIOS è
facilmente aggiornabile, utilizzando il
software apposito contenuto nel CD ac¬
cluso. grazie ai due chip di memoria fla¬
sh integrati nelle mainboard per com¬
plessivi 2 Mbit. È ad esempio possibile
installare su di essi versioni compieta-
mente nuove del BIOS scaricabili via In¬
ternet.
Tra le innumerevoli funzionalità del
software di setup, dotato anche di un
utile help in linea a finestra pop-up, è
possibile attivare, disattivare e controlla¬
re lo stato di cache, moduli di memoria,
porte, protezione, sequenze di boot. e
sistema di risparmio energetico.
La presenza sulla scheda madre di un
apposito chip di monitoraggio consente
inoltre al BIOS di controllare l'attività dei
dispersori di calore ed i livelli della ten¬
sione, permettendo anche l'accensione
remota del sistema tramite modem.
Il sistema di riconoscimento automa¬
tico di dispositivi e adattatori offerto dal
BIOS garantisce, neanche a dirlo, un
Plug & Play assolutamente perfetto. La
macchina è in grado di riconoscere
all'avvio, in modo assolutamente tra¬
sparente. la presenza di una coppia di
processori o di un singolo Pentium II
sulla scheda madre e continuare a lavo¬
rare di conseguenza, facilitando note¬
volmente cosi anche il nostro compito
nel momento in cui abbiamo dovuto ef¬
fettuare le varie prove comparative.
Il cabinet del sistema RAID
è dotalo di alimentatore indi¬
pendente e doppia ventola
di ratlreddamento Possia¬
mo notare la tipica connes¬
sione a margherita delle
unità SCSI
senza di un metodo
di alimentazione sicu¬
ro: la possibilità di as¬
sociare ai server
un'apparecchiatura
USB, scelta peraltro
auspicabile in qualun¬
que caso, non esclu¬
de certamente l'op¬
portunità dell'utilizzo
di alimentatori supplementari, assenti
in questa configurazione. Si tenga pre¬
sente, infatti, che si tratta di un com¬
puter con il cruciale compito di gestire
e distribuire i dati all'interno di una re¬
te. dati dalla cui disponibilità potrebbe
anche dipendere la tempestiva conclu¬
sione di qualche task d'importanza fon¬
damentale. Cosi come è attualmente
strutturato, quindi, il sistema Planet
5000 della Umdata si rivelerebbe non
adatto ad un suo utilizzo in ambienti
mission criticai. Quella proposta alla
nostra attenzione va però considerata
come una configurazione base, perso¬
nalizzabile e. all'occorrenza, suscettibi¬
le di modifiche anche sostanziali
Le perplessità riguardanti invece le
prestazioni del sistema biprocessore
Pentium II non possono certo essere
imputabili all'operato dell'azienda as-
semblatrice, che dal punto di vista del¬
la tecnologia di data processing vero e
proprio ha integrato nel suo prodotto
quanto di meglio non si potesse E un
discorso abbastanza delicato e riman¬
do a questo proposito a quanto scrive
Luca Angelelli nel riquadro qui accanto
Diciamo comunque che l'impiego di
questa tecnologia può considerarsi
realmente vantaggioso soltanto in am¬
biti piuttosto ristretti, come aq esem¬
pio la grafica professionale. E infatti
nella sola elaborazione d'immagini
complesse, tra le prove effettuate, che
la macchina ha fornito con il doppio
Valutazione del
sistema
L’architettura in questione non è at¬
tualmente provvista di tutte quelle mi¬
sure di sicurezza che sarebbe opportu¬
no integrare in un server. Mai come in
questo tipo di sistemi, ad esempio, è
da considerarsi appropriato l'utilizzo di
moduli di memoria con controllo di pa¬
rità Bisogna anche sottolineare Cas¬
te unità hard disk adottano un pratico sistema a cassetto che consente la loro estrazione e sostituzione in
modo estremamente rapido e semplice All'interno del dispositivo aperto è visibile il sensore per il rileva¬
mento della temperatura
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
193
Umdata Planet 5000 P5630/FS
Pentium II dei risultati significativamen¬
te migliori rispetto all'utilizzo di una
configurazione con singola CPU. In ge¬
nerale, non si può certo sperare di otte¬
nere dai sistemi multiprocessore alcun
incremento delle prestazioni utilizzando
una singola sessione di lavoro con
un'applicazione il cui codice non sia ap¬
positamente strutturato per l'elabora¬
zione in parallelo.
Conclusioni
L'ingombro complessivo presentato
dal doppio cabinet non deve impressio¬
nare. Stiamo infatti parlando di una mac¬
china pensata per gestire una quantità
d'informazioni sufficiente alle necessità
di una rete locale di ragguardevoli di¬
mensioni. tipicamente in ambito azien¬
dale. e non certo di un elaboratore adat¬
to agli scopi di un singolo individuo o di
piccolissime attività Del resto, il rappor¬
to tra prestazioni e prezzo di questo si¬
stema. difficilmente giudicabile in termi¬
ni assoluti, non sarebbe comunque pro¬
ponibile all'interno di differenti fasce di
mercato Prevedendo quindi l'utilizzo
della macchina in ambienti lavorativi di
grandi dimensioni, si può anche passare
sopra al notevole inevitabile rumore pro¬
vocato dalle numerose ventole di raf¬
freddamento: ai dispositivi già in funzio¬
ne. vale a dire quelli di chàssis (due nel
case della memoria di massai ed ali¬
mentatore, tanto nell'unità principale
quanto nel cabinet RAID andrebbero in¬
fatti ad aggiungersi, in caso di surriscal¬
damento. in un fastidiosissimo concer¬
to, anche le ventole dei singoli dischi ri¬
gidi. Senza contare poi i sistemi di di¬
spersione dei due processori.
Come già accennato, chiunque decida
di acquistare una macchina di questo ti¬
po dovrebbe essere ben certo di poterla
principalmente utilizzare con applicazioni
che ne sfruttino davvero le funzionalità,
e solo in maniera limitata per lavori con i
quali, per i motivi prima citati, si finisca
per ottenere prestazioni assolutamente
identiche a quelle di un qualsiasi compu¬
ter monoprocessore. Premesso ciò (e ri¬
badendo che si tratta di considerazioni
generali riguardanti la tecnologia Intel
necessariamente adottata e non la parti¬
colare macchina proposta dall'azienda
assemblatrice) possiamo fare qualche
considerazione in più sullo specifico si¬
stema presentato da Umdata. La com¬
ponentistica, per versatilità e potenza,
può rappresentare di per sé una valida
soluzione per molti gravosi compiti di
gestione file distribuita, probabilmente
quanto di meglio si possa mettere insie¬
me oggi con i sistemi Pentium II multi-
processore. In un server ci si può forse
attendere qualche accortezza in più ri¬
guardo ai vari problemi inerenti la sicu¬
rezza del sistema e la continuità di fun¬
zionamento. È però inevitabile che in
questo momento si crei tra le aziende
una sfrenata corsa all'assemblaggio di
macchine adottanti il nuovo multiproces¬
sore. e che qualche particolare, pur im¬
portante, finisca con la fretta per essere
dimenticato per strada Possiamo dun¬
que considerare il sistema PLANET
5000 proposto da Umdata come un'otti¬
ma base di partenza su cui iniziare a la¬
vorare nella giusta direzione. sas
Chi p set. multi p rocessin q
e futuro immediato
La scheda utilizzata sul computer di Umdata è basata sul chipset 440LX, il penultimo
nato in casa Intel e di fatto l’ultimo disponibile su piastre madri attualmente in commer¬
cio. Con il Pentium "Classic" pochi anni orsono la Intel ha aperto la strada al multipro-
cessing popolare, ovvero alla possibilità di assemblare computer con più processori a
bordo a costi alla portata di utenti comuni. Il chipset che permetteva questa implementa¬
zione è l'oramai pensionando 430HX. Va detto che nessun altro concorrente della Intel
ha mai previsto questa modalità operativa per i propri processori e per i propri chipset
Pur essendo in una posizione di assoluto predominio in questo campo la Intel ha deciso
di far cadere questa possibilità nel campo dei processori per socket 7 evitando di imple¬
mentare la logica di gestione di più processori nel chipset 430TX "evoluzione" dell'HX
Abbiamo già evidenziato questa scelta, dal nostro punto di vista assolutamente riprove¬
vole, durante la prova del Facal Proxima Multiprocessor (MC n. 177, ottobre 1997) quan¬
do abbiamo verificato le ottime potenzialità di un sistema basato su due Pentium MMX
unite ad un costo di acquisto più che conveniente
Il primo chipset dedicato al Pentium Pro. il 440FX. permette la realizzazione di sistemi
multiprocessori fino ad un massimo di quattro unità sulla stessa scheda madre. I sistemi
basati su l'accoppiata 440FX Pentium Pro hanno ottenuto un certo successo e sono im¬
piegati in diversi ruoli dove la potenza di calcolo e affidabilità sono requisito fondamenta¬
le. L’uscita del Pentium II ha cambiato un poco le cose: nel chip è integrata la logica di
gestione di più processori, quindi la realizzazione di schede madri destinate ad accoglierli
si è semplificata D'altro canto l'Intel ha previsto la possibilità di utilizzare due sole unità
Pentium II in sistemi multiprocessor Quindi a meno di utilizzare sistemi particolari dotati
di una logica propria non è possibile superare il limite di due Pentium II posti in parallelo
riducendo in teoria le capacità di calcolo rispetto a quelle di sistemi basati su 4 Pentium
Pro. Le cose sono destinate a cambiare presto con l'introduzione della seconda genera¬
zione di processori Intel per Slot 1
Rispetto al 440FX il chipset 440LX implementa alcuni sostanziali miglioramenti: in pri¬
mo luogo la presenza del bus AGP a 66 MHz, poi la possibilità di gestire unità EIDE di ti¬
po Ultra DMA e per ultimo la capacità di utilizzare tutti i tipi di memoria RAM oggi sul
mercato Resta ancora come limite massimo per la frequenza di clock della scheda ma¬
dre di 66 MHz. Come più volte abbiamo ripetuto questo è un grosso limite per le presta¬
zioni di tutto il sistema ancor più evidente con l'introduzione del Pentium II a 300 MHz.
In questo caso la CPU lavora ad una frequenza 4-5 volte superiore a quella della scheda
madre con la quale deve interscambiare i dati
Il prossimo passo di Intel é il rilascio del chipset 440BX, il primo in grado di lavorare uf¬
ficialmente a 100 MHz. In questo modo il collo di bottiglia fra CPU e bus di sistema do¬
vrebbe allargarsi permettendo nuovi livelli di efficienza Le prime schede madri basate
sul nuovo chipset dovrebbero essere disponibili nei negozi nei prossimi mesi.
In realtà anche le schede madri basate sul 440LX (come la Asus utilizzata da Umdata)
sono in grado di funzionare a frequenze superiori a 66 MHz anche se questa possibilità
non è ufficializzata da Intel Esistono a questo proposito tre tipi di problemi: il primo é
che non tutte le schede per bus PCI sono in grado di funzionare a frequenze superiori ai
33 MHz nominali e spesso non è possibile far operare questo bus in modo asincrono da
quello principale (solitamente il clock per il bus PCI è ricavato dividendo per 2 quello prin¬
cipale): il secondo è che è molto difficile trovare oggi SDRAM in grado di funzionare oltre
i 75 MHz, il terzo è che Intel da qualche tempo costruisce Pentium II con un solo molti¬
plicatore attivato. Ovvero il Pentium II 300 ha uno solo dei quattro fattori moltiplicativi
possibili, 4.5x L'aumento della frequenza di lavoro della scheda madre porta ad un au¬
mento corrispondente del clock della CPU Utilizzando 75 MHz per il clock di sistema la
CPU lavorerebbe a 75x4.5=337.5 MHz. Se fosse possibile impostare il moltiplicatore 4x
la CPU tornerebbe a funzionare alla frequenza nominale senza rischi di blocco per surri¬
scaldamento Fissato il moltiplicatore a 4.5x questa soluzione è impraticabile. Il primo
problema evidenziato sopra è risolto dal nuovo chipset. che ha la possibilità di variare la
frequenza del sistema tenendo fissa quella del bus PCI Per gli altri due problemi non re¬
sta che attendere memorie di qualità adeguata e nuove versioni del Pentium II.
Luca Angelelli
194
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
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Si potrebbe pensare
che dopo aver presentato le prime mac¬
chine dotate di Pentium II, si possa aver
già detto tutto. Invece, prova dopo pro¬
va, nelle varie configurazioni proposte su
queste pagine riusciamo a porre in evi¬
denza una serie di implementazioni sem¬
pre diverse ed interessanti.
In questa occasione, nel Pentium II a
300 MHz propostoci da HCR, la partico¬
larità è senza ombra di dubbio rappre¬
sentata dall'adattatore ASUS 3DexPlorer
3000.
Un acceleratore videografico in stan¬
dard AGP dotato d'ingressi ed uscite vi¬
deo, modulo di cattura compreso.
Le caratteristiche dell'HCR Smart, a
parte la specificità della scheda videogra-
fica, sono di tutto rispetto e con altre in¬
teressanti punte.
Basato sulla mainboard Asus P2L97-
AGP (4 slot PCI più 2 ISA di cui una con¬
divisa PCI) il sistema PC Pentium II a
300 MHz m prova si basa sulla capacità
di un hard disk Ultra-ATA Fujitsu da 4.37
Gbyte e 64 Mbyte di RAM (su moduli
DIMM espandibili fino a 384 Mbyte).
L’aspetto multimediale è bene espres¬
so dal CD-ROM Pioneer DR-A24X e da
una scheda audio wavetable come la
SoundBlaster AWE 64.
Una tastiera NMB (ritargata Smart per
l'occasione) dal buon feedback dei tasti,
il mouse, un paio di casse acustiche am¬
plificate e la versione OEM-OSR2 di
Windows 95 completano la dotazione
del sistema.
Il monitor è un ottimo Fujitsu 715 da
17 pollici, dotato di controlli OSD (On-
Screen Display) attivabili tramite i bottoni
di selezione presenti sul frontalino e con
un dot-pitch da 0,28 mm.
Il supporto offerto dal 715 si estende
in un range di frequenze comprese oriz¬
zontalmente tra i 30 e i 69 kHz e vertical¬
mente tra i 50 ed 1 120 Hz La risoluzione
massima supportata è pari a 1280x1024
pixel. Ampia l'area del display che è pari
a 300x225 millimetri.
In standard MPR-II per la bassa emis¬
sione di radiazioni, il monitor e ovviamen¬
te di tipo Plug&Play ed in grado di opera¬
re in Suspend (15 watt) e Off-mode (5
watt) per il risparmio energetico nei mo-
196
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
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menti di inattività. In piena operatività il
715 richiede al contrario ben 100 watt di
potenza.
Vista d’insieme
Esternamente l'HCR Smart si presen¬
ta con un midi-tower sul cui frontale so¬
no utilizzabili cinque vani per periferiche:
tre da 5.25" (di cui uno occupato dal CD¬
ROM drive) e due da 3.5" (di cui uno oc¬
cupato dal solito floppy disk drive). Pro¬
prio accanto al floppy disk è posizionato
il grosso pulsante d'accensione, mentre
più in basso, nella forma più sporgente
che il frontale assume, è situato il di¬
splay dei led relativi all'attività del siste¬
ma con accanto il bottone del reset.
Il cabinet si presenta piuttosto robu¬
sto, con il frontale e le parti superiore ed
inferiore fissati allo chassis. A poter es¬
sere rimossi sono così i due pannelli la¬
terali. La soluzione ci sembra molto pra¬
tica in tutti quei casi in cui si dovrà più di
frequente aprire la macchina ed operare
upgrade o modifiche alla configurazione
hardware.
Passando dal frontale alla vista poste¬
riore notiamo subito le connessioni di si¬
stema in standard ATX, tutte concentra¬
te lateralmente sulla sinistra. NeH'ormai
tradizionale disposizione troviamo le 2
porte a 6 pin per tastiera e mouse, due
porte USB e il classico terzetto delle due
seriali più la parallela. Spostandoci oriz¬
zontalmente verso la zona slot d'espan¬
sione, proprio sulla prima barra notiamo
le connessioni relative alla scheda video¬
grafica. Da sinistra verso destra rintrac¬
ciamo i due output video: l'A/V composi¬
to e quello S-Video (utilizzabili per video-
registrare e/o visualizzare il segnale del
PC su VCR e TV-color). A seguire è facil¬
mente individuabile il classico output
VGA per il monitor e quindi i due Input,
sempre composito e S-Video, per l'over¬
lay dei segnali analogici provenienti da
Vista frontale deH'HCR Smart
Il monitor Fui'tsu da 17' a corredo dell HCR Smart
camcorder e VCR.
Saltando dalla barra dell'AGP a cui e
connessa la scheda videografica, fino
Vista posteriore con le connessioni di base dispo¬
ste nella posizione imposta dallo standard ATX
Quindi le due sole barre
d'espansione occupate
dall'adattatore videogra-
hco e dalla scheda au¬
dio
agli ultimi due slot
ISA a disposizione,
troviamo la fila del¬
le connessioni d'In-
p u t / O u t p u t
dell'AWE 64 II con¬
nettore MIDI/Joy-
stick. le due uscite
(speaker e linea) ed
i due ingressi (mi¬
crofonico e linea).
Dall'esterno
all'interno, tolte so¬
lo le due viti che
fissano il pannello
di destra (sempre
visto posteriormen¬
te) e fatto scivolare
il pannello stesso,
andiamo ora ad os¬
servare l'assem¬
blaggio dell'HCR
Smart.
La vista interna ci
conferma l’ordine e
la pulizia dei collegamenti che le schede
in standard ATX ormai garantiscono a
tutti i sistemi.
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
197
HCR Smart 300
II pannello Asus Live 3000 in lase di cattura Oltre al single tramo e ad un vi¬
deo. il modulo è m grado di catturare singoli trame in maniera continua Con il
reguester attivo che vediamo in figura è sufficiente premere sul click per otte¬
nere in rapida successione tutti i single trame che vorremo
Il pannello Asus Live 3000 in fase di riproduzione
I grovigli di cavi che volavano da una
parte all'altra del contenitore sono ormai
un ricordo e, grazie a tale pulizia, è diven¬
tato facile individuare ogni componente
senza asportarne alcuno. Visibilissima è
anche la mainboard che, come già detto,
è una Asus P2L97 dotata di chipset Intel
AGP 440 LX, slot 1 per Pentium II (da
233 a 333 MHz), bus AGP fino a 133
MHz e controller E IDE Ultra DMA/33 A
proposito della P2L97 va anche ricordato
che questa è in grado di garantire il moni¬
toraggio dell'hardware e dell'integrità del
software tramite il programma LDMC di
Intel.
Cominciando ad osservare quello che è
ancorato sugli slot della scheda madre, la
prima e piu appariscente presenza è ov¬
viamente quella della cartuccia del Pen¬
tium II. Quella che vediamo ancora sulla
Slot-1 è una versione a 300 MHz che
monta un sistema di raffreddamento a
singola ventola.
La zona della RAM, posta di seguito al¬
lo Slot-1, è a sua volta predisposta per ac¬
cogliere fino a 3 DIMM (SDRAM o EDO)
da 168-pin per un totale di 384 Mbyte. Le
due DIMM montate sullo Smart sono a
doppia fila di chip ed offrono un totale di
64 Mbyte piu che sufficiente per qualsia¬
si genere di attività desktop
Passando al controller E-IDE verifichia¬
mo che sono correttamente connessi ad
esso: l'hard disk (sul canale "A") e il CD¬
ROM drive (sul canale "B"). L'Hard Disk,
un Fujitsu MPA3043AT. ha una capacità
di 4,37 Gbyte. Il CD-ROM drive, un Pio¬
neer DR-A24X, è in grado di girare a 24
volte la velocità di base (e quindi avvici¬
narsi ai 3600 Kbyte/sec).
Dalle periferiche alle schede di espan¬
sione, non possiamo non notare che or¬
mai l'avvento del bus AGP e l'inossidabi¬
lità delle periferiche di base in versione
ISA (scheda audio e modem ad esem¬
pio), comportano l'abbandono delle con¬
nessioni PCI. Anche lo Smart non fa ec¬
cezione e cosi, dalla scheda videografica
innestata sull’AGP, per vedere un'altra
slot impegnata si saltano tutte e quattro
le PCI (più quella condivisa ISA/PCI) e si
arriva fino alla seconda slot ISA. Quella
cioè dov’è innestata la scheda audio. Una
SoundBlaster AWE 64 ormai diventata
l'audio "per default'' su tutti i PC che
stiamo provando.
Impressioni d’uso
Ed eccoci finalmente a porre la nostra e
vostra attenzione sulla scheda videografi-
ca che completa il sistema HCR Smart.
L'Asus 3DexPlorer 3000 Una scheda ba¬
sata sull'acceleratore multimediale RIVA
128 Nvidia di SGS-THOMSON che e in
grado di agire generalmente sulla velociz¬
zazione della grafica 2D/3D e sulla rappre¬
sentazione piu fluida dei video clip
La scheda distribuita con un piccolo,
ma esauriente manuale e la cavetteria ne¬
cessaria ai collegamenti In/Out. è una
half-size sulla quale, oltre al chip accelera¬
tore, sono assemblati 4 Mbyte di
SGRAM, i controlli per l'ingresso e l'uscita
video, più la solita connessione VGA. ed
infine i due connettori VIP in tecnologia
Asus, attraverso i quali la scheda può es¬
sere upgradata con l'aggiunta dei moduli
"daughterboard" per la decodifica MPEG,
MPEG2 e DVD
Per quanto concerne le connessioni
d’input dalle periferiche video-analogiche
esterne, la scheda in questione, oltre che
accettare ingressi videocompositi e S-Vi-
deo di ogni genere (camcorder, VCR, la¬
ser disc. ecc.) è in grado, attraverso il con¬
nettore S-Video, di collegare al sistema vi-
deografico anche il segnale proveniente
da un tuner TV Specificamente si parla di
una versione realizzata dalla stessa Asus
denominata Tuner Box
Tutto questo dal punto di vista teorico
Improntandola sul pratico abbiamo subito
potuto rilevare il più che ottimo funziona¬
mento della 3DexPlorer 3000, non solo
come acceleratissima scheda grafica, ma
anche, se non soprattutto, come sistema
video, sia in fase di acquisizione che di ri¬
produzione. In quest'ultimo caso la ripro¬
duzione è da intendersi sia come "live"
(cioè del segnale proveniente da camcor¬
der, ver o tramite tuner in diretta sul moni¬
tor del sistema) che, in output, come si¬
stema alternativo di visualizzazione (su
TV-color) e di registrazione (su VCR) del
segnale proveniente dal desktop di Win¬
dows.
Mettendola subito sul multimediale, il li¬
vello creativo raggiungibile con l'assunzio¬
ne della 3DexPlorer è subito quantificabi¬
le. Attraverso il modulo di acquisizione/vi-
sualizzazione Asus Live 3000, il sistema
videografico mette ('utilizzatore rapida¬
mente e facilmente in grado di acquisire,
con grande qualità d'immagine, interi vi¬
deo m formato AVI. Lo stesso modulo
Asus Live 3000, oltre che in fase di acqui¬
sizione (che può avvenire a singolo frame,
ad intervallo di frame oppure in durata di¬
namica) si lascia pienamente apprezzare
anche in fase di riproduzione.
Proprio in tale fase, il segnale inviato
all'ingresso del sistema, entrando nella fi¬
nestra del Live 3000, può essere visualiz¬
zato sia a tutto schermo (quindi annullan¬
do barre e menu del desktop) che in mo¬
dalità finestra. In questo secondo caso
potremo regolare noi stessi la grandezza
del quadro da visualizzare
Va rilevato che la scheda al momento
d'impartire il comando di Capture Mode
passera a visualizzare il segnale Live all'in¬
terno di una finestra della misura massi¬
ma di 320x240.
In sede di prova siamo riusciti ad acqui¬
sire sia single-frame che interi filmati vi¬
deo con massima qualità. Per andare su¬
bito ad un paragone, abbiamo riacquisto
gli stessi single-frame e gli stessi filmati
collegando il videotape all'ingresso di una
198
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Vista laterale dell'HCR Smart a pannello rimosso
VideoBlaster presente sul nostro PC di la¬
boratorio. La differenza qualitativa è resa
subito apprezzabile.
Merito dell'AGP, ma merito anche della
notevole implementazione fatta dalla
SGS-Thompson nell'eccellente chip Riva
128 'Nvidia.
Dall'acquisizione e la visualizzazione del
segnale esterno nel PC, quello che va su¬
bito posto in risalto è un importante avviso
che leggiamo sul manualetto a corredo. In
sede di visualizzazione non è possibile
avere sia l'output VGA a monitor ed il PAL
su TV-cotor. Una limitazione attuale del si¬
stema vieta difatti la possibilità di riprodur¬
re contemporaneamente il segnale VGA
sul monitor e la sua codifica in PAL sul TV-
color oppure in registrazione sul VCR Di
conseguenza a ciò, dovremo di volta in
volta scegliere una o l'altra modalità.
Precisato ciò sia¬
mo quindi passati a
verificare anche il
procedimento di ri¬
produzione in PAL
su TV-color del se¬
gnale VGA e quindi
di riversamento su
VCR.
La prova ha dato
esiti soddisfacenti.
Il segnale VGA codi¬
ficato in PAL si è vi¬
sualizzato su TV-co-
lor e videoregistrato
senza difficoltà di
sorta. Dal punto di
vista qualitativo va
rilevato che pur
Primopiano sulla scheda
v ideografica Asus 3Dex-
Plorar 3000
mantenendo un buon controllo cromatico,
il codificatore PAL della scheda non è
esente da un certo sfarfallio e dal classico
limite dell'underscannmg (la copertura
non integrale dello schermo video). Ripro-
ducendo/registrando una risoluzione del
desktop pari a 640x480 pixel abbiamo ot¬
tenuto in uscita un quadro video dove la
cornice nera dell'underscanning si manife¬
stava maggiormente verso la parte bassa
dello schermo.
Ad 800x600 al contrario siamo riusciti
ad ottenere un quadro perfettamente
centrato ed una cornice tutto sommato
accettabile.
Chiaramente non è questo il tipo di co¬
difica che possa soddisfare un uso profes¬
sionale. Più genericamente diremmo che
un output come quello prodotto dalla
3DexPlorer è indicato prettamente per
HCR Smart 300
l'uso domestico (videogame oppure co¬
mode navigazioni su Internet) e, in fase di
registrazione, ma solo ad 800x600, in tut¬
te quelle situazioni medio-aziendali da
"uso interno".
Conclusioni
Conclusioni facili e rapide. Del PC
HCR Smart ci ha piacevolmente sorpre¬
so il buon equilibrio dato alla configurazio¬
ne. Un equilibrio che si è certamente
confermato durante le nostre prove nelle
quali, per la prima volta, abbiamo potuto
testare ed effettivamente toccare con
mano la potenza superiore di una CPU
come il Pentium II Probabilmente l'effet¬
to è stato amplificato dal tipo di utilizzo in
prova che abbiamo fatto dello Smart 300.
Ovvero il Desktop Video nella sua più vi¬
vida accezione: dalla visualizzazione di
segnali televisivi, riproduzione di filmati o
"live" da camcorder, all'acquisizione de¬
gli stessi ed infine, procedendo al contra¬
rio, dalla visualizzazione del segnale del
PC direttamente sul TV-color (è un sogno
navigare su Internet a 29 pollici!) alla vi¬
deoregistrazione dello stesso.
L'effetto, o per meglio dire l'impressio¬
ne, si è probabilmente generata già solo
ripensando alle fatiche titaniche a cui il
primo Desktop Video, dai 386 ai primi
Pentium da 100 MHz compresi, ci ha
sempre costretto. Un'impressione anco¬
ra più amplificata allorché, riproducendo
un segnale "live" in fullscreen, come ac¬
quisendo in piena scioltezza, si è natural¬
mente pensato a cosa sarà quando da
queste prime implementazioni si passerà
allo sviluppo su larga scala di applicazioni
complete.
Sempre pensando abbiamo infine pro¬
vato a presagire quando arriverà il giorno
in cui un Pentium II si calerà nell'ambien¬
te domestico dell'utenza comune e non
sarà più il deus ex machina della pro¬
grammazione Riteniamo che ci sia ormai
d'aspettare molto poco. Non fosse altro
per i segnali che proprio da questo osser¬
vatorio riusciamo a captare andando via
via a provare macchine sempre di massi¬
ma potenza, ma di costo ogni volta infe¬
riore.
Sono indubbiamente i primi effetti di
un processo di pianificazione che sta
muovendo i pruni passi. Prima lento, ma
poi sempre più veloce e che inesorabil¬
mente si diffonderà sul mercato.
L'HCR Smart non è il primo né tanto¬
meno l’ultimo PC ad essere preparato
non più per il mercato verticale delle
workstation e dei server, bensì (e final¬
mente direi!) per essere portato a casa.
Magari ancora solo in quella di un utente
evoluto che, in primis per lavoro e più in
generale per la famiglia, comincia a guar¬
dare verso un sistema potente e senza
compromessi com'è un PC Pentium II.
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
199
di Andrea de Prisco
MODem ADAPTOR
'••hi
P s I O Ni
P S IO N
P s I.0.HI
Nonostante lo Psion
Serìes 5 in italiano sia arrivato su nostro
mercato con notevole ritardo sull'ottimi¬
stica tabella di marcia rilasciata nei mesi
scorsi, non possiamo dire lo stesso ri¬
guardo il software e gli accessori per il
nuovo nato che, senza ombra di dubbio,
si appresta a "bissare " il successo del
suo nobile predecessore Serie 3a. E,
ancor più interessante, voci di corridoio
riferiscono anche circa il prossimo rila¬
scio di alcuni cavetti per telefoni cellula¬
ri con i quali sarà possibile connettersi
agevolmente via GSM alla “rete delle
reti", senza troppe storie e, soprattutto,
senza la necessità di utilizzare un adat¬
tatore PCMCIA tra palmtop e telefono.
Almeno per quei modelli di cellulari tec¬
nologicamente più avanzati, che preve¬
dono internamente all'apparecchio la lo¬
gica di interfacciamento diretta in digita¬
le, proprio come se avessimo a che fare
con un normale fax/modem su un'al¬
trettanto normale linea telefonica (la
mia "lettera a Babbo Natale " annuncia¬
ta sullo scorso numero di MC all'interno
della prova del Nokia Cellular Data Suite
sembrerebbe non solo giunta a destina¬
zione. ma accolta favorevolmente da
più di un produttore di accessori per te¬
lefonia cellulare e per orgamzer)
E chi non ha la fortuna di possedere
(o non ha avuto l'astuzia di acquistare)
un GSM con la logica di interfaccia¬
mento digitale al computer incorporata
nel " telefonino" che farà? Per loro, ad
onor del vero, la soluzione è già dispo¬
nibile da tempo, anche se ha il trascu¬
rabile difetto di passare attraverso un
adattatore PCMCIA, disponibile per la
maggior parte degli apparecchi telefoni¬
ci. In questo caso l'utente Psion dovrà
dotarsi dell’apposito PCcard adaptor,
alimentato a batterie stilo e collegabile
alla porta seriale del palmtop, ed otte¬
nere tramite questo l'indispensabile
connubio tra le proprie esigenze di con¬
nettività telematica strettamente per¬
sonali e la rete digitale telefonica GSM
disponibile ormai in ogni punto del no¬
stro territorio nazionale e, naturalmen¬
te, anche in moltissimi paesi all'estero
Cosa desiderare di più ?
Software per tutti
In attesa che arrivino su mercato nuo¬
vi accessori e nuove utility per la con¬
nessione "semplice e indolore" col
200
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Software per lo Psion 5
MessageSuite, distribuito grauitamente attraverso il sito ufficiale Psion imwv psnw comi permette la completa gestione della posta elettronica, l'invio e la ricezio¬
ne dei fax e, naturalmente, la navigazione su Internet grazie al browser HTML integrato A destra l'ADPhomepage
mondo esterno, siamo andati a vedere
cosa offre il mercato software per il
"piccolo grande palmtop". E, ancor pri¬
ma di ricevere dalla Video Computer
(distributore in esclusiva dei prodotti
Psion per il territorio italiano) la prima
collezione di titoli disponibili per il no¬
stro mercato, siamo andati a curiosare
in Internet alla ricerca dell'immancabile
software di pubblico domino o sha¬
reware, Partendo dal sito ufficiale della
Psion Iwww psion comi è possibile rin¬
tracciare decine di siti Web e ftp nei
quali trovare vere e proprie valanghe di
software freeware e shareware per tut¬
ti i modelli della casa londinese. Ceno,
allo stato attuale, la maggioranza dei ti¬
toli disponibili sono ancora per il "Serie
3a" (sulla breccia dell'onda da diversi
anni), ma visto l'interesse degli svilup¬
patori per il nuovo sistema operativo a
32 bit del "Serie 5" non ci meraviglie¬
remmo affatto se nel giro di pochi mesi
gli equilibri risultassero del tutto inverti¬
ti Software di pubblico dominio per lo
Psion 5 ce n'è già tanto, alcuni siti sono
dedicati esclusivamente al nuovo nato
e quindi c’è da ben sperare che siano
destinati ad aumentare continuamente.
Anche in considerazione del fatto che il
sistema operativo di Psion, al secolo
Epoc 32, non solo è già stato concesso
in licenza a più di un costruttore, ma co-
Software per lo Psion 5
Distributore:
Video Compulsi SpA
Via Antonelli. 36
Collegno ITO)
L. 99.000
L. 149.000
L 149 000
L. 149.000
L. 139.000
L. 99 000
L 279.000
Prezzi al pubblico (IVA esclusa
Arcade Games
Berlitz Phrase Book
Chess
En Route
MacConnect
Monopoly
Lettore esterno PCmodem card
GeoFox e il primo compatibile Psion 5 Arriverà an¬
che sul nostro mercato*
minciano ad arrivare sul mercato anche
alcuni "compatibili" di tutto rispetto, co¬
me il GeoFox dotato di display LCD di
dimensioni ancora maggiori (640x320,
siamo quasi al limite del VGA!) e di
trackpad integrata proprio come un pic¬
colo notebook. Forse non più in formato
tascabile come l'imbattibile Psion 5, ma
almeno del taglio di un computerino
molto, molto compatto, al punto da im¬
pegnare minimamente anche la più
affollata delle valigette.
Message Suite
L'applicazione Psion 5, sotto più di un
punto di vista, attualmente più appetibi¬
le è distribuita gratuitamente a tutti gli
utenti attraverso il sito della casa madre
fwww.psion.comil si chiama Message
Suite e va a colmare la grande lacuna
telematica del nuovo nato. In un colpo
solo aggiunge ampie funzionalità di
browsing HTML e tutta la gestione del¬
la posta elettronica in entrata e in uscita
oltre all'invio e alla ricezione dei fax. Ha
un solo difetto, occupa quasi un mega e
mezzo di prezioso spazio RAM sullo
Psion 5 e quindi non possiamo far altro
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
201
Software per lo Psion 5
che sperare affinché venga presto in¬
corporato, su ROM, nel sistema opera¬
tivo del pargoletto. Del resto s’era detto
a suo tempo che il Series 5 era un si¬
stema facilmente upgradabile: a quando
i nuovi chip con il nuovo firmware?
MacConnect
Nell'attesa che venga rilasciato Psi-
Mac, attualmente MacConnect è l'unica
utility di connessione dello Psion 5 con
il mondo Macintosh.
A differenza di PsiWin, fornito a cor¬
redo con tutti i Series 5, non effettua al¬
cuna conversione di formato tra i docu¬
menti dei due mondi, limitandosi al solo
trasferimento "raster" delle informazio¬
ni e alle funzionalità di backup/restore
dei file Permette, infine, l'installazione
delle applicazioni direttamente da Mac
En Route genera auto¬
maticamente itinerari
stradali, mostrando a
video le cartine corri¬
spondenti al tracciato
per i file in formato "CTL” e "SIS".
A corredo col software è fornito an¬
che l'apposito adattatore per il cavetto,
che converte il connettore DB-9 per la
seriale standard PC nel più compatto
MiniDIN delle macchine Apple. Collega¬
ti i due sistemi e lanciato sul Mac l'uti¬
lity MacConnect. i dischi dello Psion ap¬
pariranno sul desktop dell’Apple come
fossero locali al sistema e. per il trasfe¬
rimento dei file nei due versi, sarà suffi¬
ciente il solo utilizzo del mouse, allo
stesso modo di come faremmo per co¬
piare da o su un floppy disk o uno Zip.
Manca inspiegabilmente, lo ripetiamo,
tutta la parte relativa alla conversione di
formato tra le applicazioni Macintosh ed
applicazioni Psion: un brutto passo in¬
dietro, non c'è che dire!
En Route
Per gli amanti delle cartografie strada¬
li, En Route è in grado non solo di mo¬
strare strade e destinazioni di buona
parte dell'Europa (con un livello di detta¬
glio, per quel che riguarda le strade ex¬
traurbane, degno dei sistemi di naviga¬
zione satellitare) ma anche di generare
automaticamente itinerari tra due punti
qualsiasi delle mappe. Ad esempio, se
dobbiamo andare da Linate a Malpensa
e non sappiamo che strada prendere
possiamo chiederlo allo Psion 5. Ma an¬
che se abbiamo qualche problema a
raggiungere Milazzo da Cernusco S/N o
da Baden-Baden (in Germania) a Tolone
(in Francia). Basta caricare sul Series 5
la mappa o le mappe nazionali disponi¬
bili (tra le 17 presenti sul CD-ROM,
compresa l'Italia!) e ritenere già risolto il
problema. In pochi secondi verrà gene¬
rato l'itinerario da seguire, con l'indica¬
zione dei chilometri e del tempo neces¬
sario per ogni strada da percorrere, con
tutte le indicazioni indispensabili pei
raggiungere il punto di destinazione dal
punto d'origine. Naturalmente abbiamo
la possibilità di indicare le nostre prefe¬
renze di viaggio (più autostrade, più ex¬
traurbane, ecc ), di decidere eventuali
tappe anche fuori tragitto (ad esempio
per andare da Milano a Torino passando
da Firenze, Lucca e Genova), ma anche
indicare sulla mappa visualizzata even¬
tuali zone "off-limits" dalle quali non vo¬
gliamo assolutamente passare Dulcis
in fundo, En Route permette l'interfac¬
ciamento anche ad un ricevitore satelli¬
tare GPS (Global Position System) per il
rilevamento automatico della propria
posizione sul globo In vista anche ac¬
cessori di questo tipo per il mirabolante
Series 5?
Berlitz Phrase Book
Giacché siamo in viaggio, grazie ad
En Route, non è forse il caso di portare
con noi anche un prode traduttore lin¬
guistico? Berlitz Phrase Book contiene
2800 "frasi fatte" in 14 lingue per non
avere alcun tipo di problema in tutt'Eu¬
ropa ... ed oltre. E‘ contemplato infatti il
202
MCmicrocomputer n 182 - marzo 1998
Con Berlitz Phrase Book, ben 2800 "frasi latte * in la lingue differenti C‘6 so¬
lo l'imbarazzo della scelta '
Danese, Francese, Giapponese, Italia¬
no, Inglese, Olandese. Norvegese, Por¬
toghese, Russo, Spagnolo. Svedese.
Tedesco e Ungherese. Sei le categorie
principali delle frasi, dalle quali si acce¬
de in cascata a moltissime altri sotto¬
gruppi: In viaggio, Albergo, Conversa¬
zione, Ristorante, Città, Emergenze. E'
sufficiente selezionare la lingua di par¬
tenza e quella di destinazione e vivere
sonni tranquilli. Un esempio: la frase
"Kérem a szàmlàt" in Ungherese diven¬
ta "Kan jag fa rakningen, tack?" in Sve¬
dese e, in entrambi i casi (a detta dello
Psion) vuol dire "Posso avere il conto,
per favore?". In Italiano!
Allegro...
ma non troppo
li caratteri scritti a
mano tramite stilo,
compatibile con
qualsiasi altro pro¬
gramma in quanto
si sovrappone, dal
punto di vista fun¬
zionale, all'input da
tastiera. Si “mani¬
festa" come una
piccola finestra
sempre in primo
piano (anche pas¬
sando da un'appli¬
cazione all'altra),
nella quale possia¬
mo tracciare singo¬
li caratteri, numeri
o simboli immedia¬
tamente riconosciuti e rilasciati al pro¬
gramma sottostante come se fossero
digitati da tastiera. Non mostra capacità
di autoapprendimento e, in un certo
senso, forza l'utente a tracciare i carat¬
teri secondo un tragitto preimpostato
In ogni momento possiamo richiamare
una finestra di help per avere sempre a
portata di mano tutti i caratteri ammessi
e secondo quale percorso grafico dello
stilo il sistema è in
grado di riconoscer¬
li. Provato a lungo
sullo Psion 5, non
si fatica molto a
prendere una certa
dimestichezza col
sistema, anche se
alla fine rimane
sempre un mimmo
dubbio: "Ma, in de¬
finitiva, a che ser-
Software per lo Psion 5
con altri quattro giocatori reali o simula¬
ti Anzi, per essere più precisi, l’incredi¬
bile Monopoly per il Series 5 è anche in
grado di giocare da solo, simulando au¬
tonomamente fino a cinque giocatori
virtuali che si combattono a colpi di da¬
di, imprevisti, probabilità, contratti, case
ed alberghi il "monopolio" sul campo di
gioco. Naturalmente è molto meglio
prendere parte alla competizione, mter-
facciandosi con i giocatori virtuali attra¬
verso lo schermo grafico dello Psion
che mostra continuamente il tipico car¬
tellone del gioco, con un dettaglio pun¬
tato su una qualsiasi zona di interesse
del campo. E' davvero spettacolare gio¬
care a Monopoly con lo Psion: tutte le
fasi del gioco sono perfettamente si¬
mulate. comprese le vendite all'asta al
migliore offerente dei contratti non ac¬
quistati dal concorrente che capita su
un terreno non di suo interesse E oc¬
corre fare presto, se vogliamo aggiudi¬
carcelo noi, altrimenti la migliore offerta
potrebbe essere battuta sotto il nostro
naso ad uno dei nostri avversari senza
possibilità di tornare indietro sulle mos¬
se. Allo stesso modo possiamo tentare
trattative con uno dei giocatori virtuali
Si può dire che tutti quelli che hanno
toccato con mano lo Psion 5 o, meglio,
tramite lo stilo a corredo, si siano prima
o poi chiesti se il “pupo" fosse in grado
di riconoscere anche la scrittura manua¬
le. Una prima, affermativa, risposta al
problema ci arriva dalla Purple Software
che propone a tutti gli utenti del Series
5 il suo Allegro, basato su un motore ri-
conoscitore concesso in licenza dalla
Papyrus Associates. Si tratta di una pic¬
cola utility in grado di riconoscere singo¬
ve?".
Monopoly
Se vogliamo di¬
vertirci tanto con il
nostro inseparabile
Psion 5 non c'è
niente di meglio
che farci una bella
partita a Monopoly
Eri
'**** •••••»—. ...
! ~;r=. 2
• I • - «—«
(tri- 1 yl— ~ !.
10|
Giocare a Monopoly con lo Psion 5 e sicuramente un 'esperienza irrinunciabi¬
le Unico problema non e ancora disponibile in lingua italiana
"Allegro" permette il riconoscimento della scnttura utilizzando lo stilo fornito a corredo con lo Psion 5 A destra la mappa dei caratteri, con il tragitto preimpostato
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
203
Software per lo Psion 5
Tra il soltware di pubblico dominio lo shareware) disponibile per lo Psion 5 abbiamo *scaricato " via Internet un cronometro/timer con visualizzazione dei tempi
parziali e un comodo " ToDo Manager ~ per gestire piu agevolmente di guanto possibile con I Agenda la lista delle "cose da lare "
per la cessione di un determinato terre¬
no di nostro interesse, cosi come esse¬
re a nostra volta interrogati al riguardo
da parte di un nostro (virtuale) avversa¬
rio di gioco, Eccezionale sotto l'aspetto
grafico e completo riguardo gli effetti
sonori (lanciate i dadi... e ve ne accorge¬
rete) ha un solo difetto: include tabello¬
ne e terreni in Inglese, Americano,
Francese. Tedesco. Olandese ma non
l'Italiano Niente Parco della Vittoria e
Viale dei Giardini, ma solo gli omologhi
contratti nelle altre lingue Che peccato!
Chess
Potevano mancare gli scacchi sullo
Psion 5? Certo che no. e ci ha pensato
Purple Software (la stessa di Allegro) ad
offrire un programma molto curato sotto
il profilo grafico, basato su un motore di
gioco ottenuto in licenza dalla Oxford
Softworks. La scacchiera può essere vi¬
sualizzata sia in formato 2D che 3D con
ampie possibilità di posizionamento del
campo di gioco e scelta dei set di pezzi.
Tutte le mosse effettuate dal program¬
ma sono rese attra¬
verso un'animazio¬
ne grafica, quelle
dell'utente si effet¬
tuano attraverso lo
stilo direttamente
sul display grafico
spostando manual¬
mente il pezzo inte¬
ressato alla nostra
mossa Incorpora,
ovviamente, anche
un orologio da scac¬
chiera (mostra la to¬
talizzazione del tem¬
po di elaborazione
delle mosse, singo¬
larmente peridue
giocatori), offre la
possibilità di salvare
e caricare un gioco,
di impostare e stu¬
diare una determi¬
nata situazione
scacchistica (anche con un numero irre¬
golare di pezzi, otto regine, trentadue ca¬
valli, ecc, ecc.), di tornare indietro sulle
precedenti mosse o, in generale, di navi¬
gare avanti e indietro su una partita pre¬
cedentemente giocata. Non manca, infi¬
ne, la possibilità di variare il livello di diffi¬
coltà del gioco (con tempi di attesa per le
mosse compresi tra i pochi secondi e i
pochi minuti) e. per finire, troviamo incor¬
porate alcune partite famose giocate in
passato da Maestri di scacchi, da lancia¬
re e ammirare. Provare per credere!
Games Arcade
Concludiamo questa rapida carrellata
di prodotti software per Psion con una
collezione di giochi disponibili all'interno
di un unico pacchetto, non a caso deno¬
minato "Games Arcade". Fanno parte
della suite cinque titoli denominati Golf,
Stigma 5, Bomz5. TacTile, TeamPsion,
tutti in lingua inglese, singolarmente in¬
stallabili via PC o Mac da dischetto se¬
condo le proprie preferenze e/o la di¬
sponibilità di memoria sulla macchina.
Per tutti i programmi è fornito lo script
di installazione in formato SIS che per¬
mette anche la disinstallazione "pulita"
degli stessi grazie alla nuova icona
Add/Remove presente nel pannello di
controllo del Series 5 e automaticamen¬
te inserita al primo utilizzo dell'installer.
Di tutti i programmi presenti in "Arcade
Games", Golf è l'unico per il quale si in¬
tuisce immediatamente la natura ancor
prima di provvedere alla sua installazio¬
ne e al suo primo utilizzo Grazie a Golf
potremo sbizzarrirci a giocare su un'infi¬
nità di campi diversi (la mappa delle bu¬
che è generata casualmente ogni volta
che viene mizializzato un torneo) e pos¬
siamo decidere se allenarci tranquilla¬
mente per conto nostro o sfidare uno o
più avversari software Come nella
realtà, prima di compiere i nostri tiri do¬
vremo tener conto della distanza con la
buca, della direzione e della velocità del
vento, per dosare adeguatamente la
forza da imprimere alla mazza corrente-
mente selezionata.
Il secondo gioco, Stigma 5. assomi¬
glia ad un vero e proprio videogame da
svolgere attraverso cento livelli, rapida¬
mente e senza indugi, stando attenti a
non cadere in alcune trappole. Per ogni
livello dovremo raccogliere nel minor
tempo possibile tutti i segnalini visibili e
dirigerci rapidamente verso l'uscita del¬
la mappa che ci porterà istantaneamen¬
te al livello successivo.
Di struttura abbastanza simile, Bomz5
si presenta come una collezione di
puzzle game nei quali il giocatore deve
muoversi tra le tessere, raccogliendo
204
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Software per lo Psion 5
PsionTeam permette di gestire una scuderia Formula Uno, alla conquista del titolo mondiale costruttori. E' un gioco di strategia, non un videogameI
nel minor tempo possibile tutti i segnali¬
ne evitando a tutti i costi le bombe che
provocano l'immediata risoluzione del
gioco, attraverso un consueto "Game
Over".
Di natura ben più "contemplativa".
TacTile, Stigma 5.
Bomz5 sono Ire veri e
propri giochi da com¬
puter Il primo, in parti-
colar modo, 6 di natura
meditativa non conta
il tempo in cui si per¬
viene alla soluzione
TacTile è un puzz¬
le game struttura¬
to in 32 livelli, in
ognuno dei quali è necessario compiere
determinate operazioni per arrivare alla
soluzione. I 32 livelli non sono rigida¬
mente connessi l’un l'altro in quanto è
possibile saltare in ogni momento ad un
determinato quadro: scopo del gioco è
la soluzione di tutte le situazioni propo¬
ste, non l’ordine in cui queste vengano
effettuate.
Last but not least. PsionTeam è un
gioco di strategia nel quale l'utente di¬
venta il manager dello "Psion's Formula
One Racing Team", con due vetture,
due piloti, un equipaggio per i box e uno
sponsor da gestire. Naturalmente lo
scopo del gioco (di strategia, non è una
corsa di macchine!) è di vincere Gran
Premi, e in particolare il campionato
mondiale costruttori, aggiudicandosi la
vittoria per il maggior numero di corse e
accumulando il maggior numero di pun¬
ti durante tutta la stagione. Il tutto fa¬
cendo quadrare i conti con i soldi messi
a disposizione dallo sponsor (360.000
dollari per ognuna delle 17 gare nella
stagione), curando l'aerodinamica e il
setup delle vetture, le condizioni di gui¬
da dei piloti, tenendo conto del clima
meteorologico nelle varie competizioni,
sempre col preciso scopo di portare alla
vittoria lo Psion Team. Se lo merita!
MS
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
205
di Francesco Petroni
medi#
m acr
Design
professi 0 "®' WeB
u
DREAM WEAVER
Usino Dreamweaver
& mm »
- in -’' 1
Macromedia, la casa
nota per i suoi ottimi prodotti di autho-
ring multimediale (citiamo Authorware
e Director, veri standard nella loro cate¬
goria, ed il nuovissimo Flash) e per il
suo Shockwave (uno dei più noti plug-in
per la gestione di elementi multimediali
e di animazioni su Internet), propone il
nuovo Dreamweaver, un tool visuale
per lo sviluppo di pagine Web, la cui
principale caratteristica è quella di esse¬
re già completamente orientato al
DHTML, la nuovissima versione del lin¬
guaggio HTML, adatto allo sviluppo di
pagine molto,, movimentate
Descrivere le varie funzionalità del
Dreamweaver equivale quindi in buona
parte a descrivere le caratteristiche del
Dynamic HTML. Esistono delle specifi¬
che "ufficiali" per il DHTML (emanate
dal Word Wide Web Consortium, W3C)
che sono in buona misura riconosciute
sia dall’Internet Explorer 4.0 della Mi¬
crosoft che dal Netscape Navigator 4 x
della Netscape.
Dreamweaver, a sua volta, copre
buona parte di queste specifiche, anche
se ovviamente è possibile usarlo anche
come semplice HTML Editor, per realiz¬
zare quindi pagine più semplici, leggibili
con qualsiasi browser. Sempre a propo¬
sito di compatibilità tra pagine sviluppa¬
te e browser per vederle ci sembra
molto utile la funzionalità, disponibile in
Dreamweaver, che si chiama Check
Target, che serve proprio per verificare
tale compatibilità.
Prima di parlare del Dreamweaver, di
analizzarne l'ambiente e di descriverne
le funzionalità, ci sembra opportuno
elencare le principali caratteristiche del
linguaggio DHTML.
Ricordiamo che a questo argomento
sono dedicati numerosi articoli apparsi
su MC (ad esempio sui numeri di gen¬
naio e di febbraio) ed un altro articolo
apparso sul numero di gennaio di Byte
Italia, ai quali rimandiamo i più interes¬
sati all’argomento.
Da HTML a DHTML
Il codice DHTML, come del resto quel¬
lo HTML, è in chiaro, in altre parole si
può leggere e (teoricamente) scrivere
con un normale editor testuale (anche
con il Notepad di Windows 95), solo che
è molto complicato, dell'HTML, al limite
della comprensibilità.
206
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Macromedia Dreamweaver
Macromedia
Dreamweaver j
Produttore:
Macromedia Ine 1996
600 Town send St
San Francisco CA 94103
USA
Distributore:
Modo srl
Via Masaccio, 17
41100 Reggio Emilia
Tel 0522-50 41 11
Prezzo indicativo UVA esclusa) l 899 000
La complessità è dovuta al fatto che
DHTML prevede non solo molti nuovi
tag ma anche piccoli brani di programma
scritti in JavaScript.
Questa complessità rende ancora più
importante il compito degli editor (piu di
quanto non lo fosse ai tempi dell'HTML
puro, che molti preferivano addirittura
scrivere "a mano") che devono facilitare
la creazione di pagine anche molto arti¬
colate, mostrando all'utente un'interfac¬
cia operativa semplice, ma trascrivendo
un codice complesso.
Un HTML/DHTML Editor deve quindi
essere visuale, il che significa che l’am¬
biente di lavoro deve mostrare diretta¬
mente l'aspetto finale della pagina, deve
facilitare la sua composizione, non solo
la digitazione del testo, ma la sua strut¬
turazione, la sua formattazione, ecc., de¬
ve facilitare l'inserimento degli elementi
non testuali, come immagini, tabelle,
ecc., deve permettere l'inserimento e
l'immediato controllo dei link, deve facili¬
tare la creazione e la gestione delle tra¬
me Deve comunque permettere da una
parte il controllo "a vista" del codice
HTML e dall'altro l'immediata verifica
dell'effetto finale, al limite richiamando
come proprio servizio un browser ester¬
no.
Altre tipiche funzionalità di un HTML
Editor sono quelle che riguardano l'inse¬
rimento di elementi "esterni”: ActiveX
Obiects, Netscape plug-in, Applet Java,
Script nei vari liguaggi tipici di Internet.
Shockwave Movies, oppure la creazione
di form, le pagine che contengono cam¬
pi riempibili, che in genere vengono rin¬
viati, via e-mail, al proprietario del sito.
Tornando alle caratteristiche del
DHTML, riteniamo utile ricordare sinteti¬
camente quelle principali:
• la possibilità di definire dei fogli di sti¬
le, che possono essere esterni rispetto
al file DHTML, e che quindi permettono
di personalizzare la pagina semplice¬
mente sostituendo il file con gli stili.
• la possibilità di eseguire il posiziona¬
mento assoluto degli oggetti nella pagi-
Figura I Macromedia
Dreamweaver - Le gal-
lery su InterneI
Dreamweaver è il nuovo
DHMTL Editor della Ma¬
cromedia La sua carat¬
teristica principale è pro¬
prio Quella di supportare,
lato sviluppatore, il Dy-
nanne HTML, la nuova
versione del linguaggio
per Internet, supportata,
lato browser, sia da Net¬
scape Navigator 4 0 che
da MS Explorer 4 0 L ar¬
gomento DHTML ó sta
to trattato, nei suoi prin¬
cipali aspetti, teorici e
pratici, nei numeri di
gennaio e di lebbraio di
MCmicrocomputer e nel
numero di gennaio di
Byte Italia, e questo di¬
mostra la sua "attua
lità " Su Internet si può
trovare tutta la docu¬
mentazione possibile ed immaginabile relativa a DHTML e anche numerosi siti, come questo, realizzati con
Dreamweaver Ci si arma partendo dal sito della Macromedia, dal quale è anche possibile le consigliabile!
scaricare una versione trial del prodotto
TWO—M
W
O
i
1
i
ZZZZlu
o worKooac#
e.
»•••-» »• •*
O i'AfflM
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w » ..w,<
O t>«ftavM«o
•• W*
• Uy«.
xt
O llmalMM
di
Figura 2 Macromedia
Dreamweaver - Utilizzo
delle animazioni Shockwa¬
ve.
A parte il qui presente
Dreamweaver. tool di
authormg per Internet, la
Macromedia propone nu¬
merosi altri prodotti di
authormg multimediale
Primo tra tutti il Director,
che vedremo nel prossimo
numero di MC. poi il Flash
Altro fiore all'occhiello della
Macromedia é Shockwa¬
ve. un insieme di plug-in
progettati "ro play Interac¬
tive multimedia on thè
web" Shockwave esegue
media realizzati con Direc¬
tor e con Flash Alcune
parti dell'help in linea di
Dreamweaver contengono
animazione Shockwave
Figura 3 - Macromedia
Dreamweaver - L help
in linea
Il manuale di Dream¬
weaver contiene una
serie di esercizi, spiegati
passo passo, utilissimi
per impadronirsi del pro¬
dotto e conseguente¬
mente, per sperimenta¬
re le vane caratteristi¬
che del Dynamic HTML
La documentazione tec¬
nica, quella che desenve
le vane lunzionalita pre¬
senti nel prodotto, e in¬
vece disponibile sul CD
ed e fornita in formato
HTML Sul CD ci sono
anche Netscape Naviga¬
tor 4 0 MS Internet Ex¬
plorer 4 0 e una serie,
purtroppo limitata, di
esempi
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Editing a style
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MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
207
Macromedia Dreamweaver
Evidentemente ci stiamo avviando ad
una specializzazione dei vari tool dì svi¬
luppo per Internet.
Quelli per gli utenti finali, che ogni tan¬
to debbono realizzare le proprie pagine,
quelli per i "Webmaster", quelli per gli
autori "creativi”, che devono dare al pro¬
prio sito caratteristiche di interattività e di
spettacolarità a livello professionale.
Dreamweaver appartiene sicuramente a
quest'ultima categoria.
Gli elementi che
caratterizzano
l’ambiente di lavoro di
Dreamweaver
Del Dreamweaver abbiamo provato la
versione per Windows Se installato e
lanciato in Windows mostra un look più
Mac-oriented che non Windows-orien-
ted. I vari strumenti non appaiono in tool-
bar standard ma in particolari pannelli,
che si chiamano palette oppure inspec-
tor.
Figura 4 - Macromedia Dreamweaver - Ambiente
operativo come Editor HTML
Del Dreamweaver esistono sia una versione per
Windows che una versione per Mac L ambiente
operativo, che è molto Mac-oriented '. è carat¬
tenuato da una sene di finestre volanti Qui ve¬
diamo la situazione più semplice che si verifica
Quando si usa il prodotto come un normale
HTML Editor C'è la finestra principale, che mo¬
stra un foglio a Quadretti luna griglia per la Quale
e impostabile sia l'unità di misura che il passoI
dove si inseriscono gli elementi della pagina che.
a loro volta, attivano ciascuno una propria pro-
perty box La property box è uno degli elementi
unificatori dell'ambiente In pratica le property
box sono tante Quanti sono i tipi di oggetto inse¬
ribili nella pagina E' dalla property box che si im¬
postano i link
na (in pratica la posi¬
zione X e Y della vi-
deata, espressa in
pixel),
• la possibilità di defi¬
nire il movimento de¬
gli oggetti nella pagina
(un ciclo che fa variare
le coordinate X e Y),
• la possibilità di ge¬
stire gli eventi relativi
alla pagina ed agli og¬
getti presenti sulla pa-
ina.
i tratta di una serie di
caratteristiche "spar¬
se” che in Dreamwe¬
aver trovano specifiche funzionalità che
si affiancano a tutte le altre, quelle non
DHTML
Il rivale più noto del Dreamweaver è.
ovviamente, il FrontPage 98 della Micro¬
soft che però risulta più orientato alla ge¬
stione e creazione dei siti tradizionali e
non è molto dotato in termini di tool per
gestire automaticamente le caratteristi¬
che di movimento e di animazione.
Figura 5 ■ Macromedia
Dreamweaver - Ambien¬
te operativo come editor
DHTML
Qui vediamo l'ambiente
operativo di Dreamwea¬
ver. con attivati tutti gli
strumenti e tutte le fine¬
stre che servono Quando
si vogliano realizzare pa¬
gine DHTML Ce. ad
esempio, il foglio degli
stili associabili al docu¬
mento. c'è l'elenco dei
layer, i contenitori di og¬
getti necessari per il loro
posizionamento assoluto
nella pagina, c'è l'elenco
dei behaviour. ovvero dei
comportamenti . che si ri¬
chiama Quando si voglia¬
no gestire gli eventi degli
oggetti, c'e la finestra Ti-
meline. nella Quale si de¬
terminano le posizioni.
che possono variare nel tempo, degli elementi della pagina, ecc A ciascuno di Questi strumenti operativi
corrisponde una specifica nuova caratteristica DHTML
Figura 6 ■ Macromedia
Dreamweaver - Frame
croce e delizia
Dreamweaver risolve
abbastanza bene la ge¬
stione delle frame Di¬
spone di una lunzionahta
che serve per aprire dal¬
la pagina attiva una e poi
altre frame. indicandone
a vista la posizione, e di
una finestra che le mo¬
stra "miniaturizzate "
Ogni finestra dispone di
una sua property box
per le vane altre impo¬
stazioni E' chiaro che
con l'avvento del
DHTML l'importanza
delle frame. cosi come
Quella delle tabie tende
a diminuire per il sempli¬
ce fatto che i van ele¬
menti della composizio¬
ne possono essere posi¬
zionati direttamente sul¬
la pagina e possono muoversi autonomamente gli uni rispetto agli altri
La pagina in lavorazione, che in pratica
corrisponde alla Window di Dreamwea¬
ver, si chiama Document e su di essa si
può attivare una griglia, per la quale si
può definire sia l'unità di misura, che il
passo, che il colore E' chiaro che questa
"quadrettatura" del foglio diventa essen¬
ziale per i comandi, tipici del DHTML, di
posizionamento degli oggetti nel foglio
Si può scrivere il testo direttamente
sulla pagina ed a questo testo si possono
facilmente assegnare le caratteristiche
"estetiche" desiderate, prelevandole dal
menu Text. Nel caso si voglia utilizzare
un foglio di stili si attiva il comando Cu-
stom Style, che porta al comando Edit
Style Sheet. Si può creare un nuovo fo¬
glio o ci si può "linkare" ad un foglio già
disponibile come file (desinenza CSS).
Nella pagina si possono inserire una
sene di elementi, scegliendone il tipo dal
menu Insert, oppure dalla palette, richia¬
mabile con il comando Window Object.
La palette che appare è divisa in tre se-
208
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Macromedia Dreamweaver
zioni che si chiamano rispettivamente
Common, Forms ed Invisibles. Il signifi¬
cato della suddivisione è evidente. Com¬
mon sono tutti gli oggetti inseribili in una
pagina normale e visibili, ad esempio le
table, le image, AppletJava, ActiveX, ecc.
Forms gli oggetti inseribili m una pagina
di tipo form, ovvero i classici oggetti per
l'input. Invisibles sono gli oggetti presenti
ma che non si vedono fisicamente sulla
pagina. Ad esempio un anchor, ovvero un
"segnalibro" che serve per identificare
un punto preciso della pagina, necessario
ad esempio per un link, oppure un com-
ment.
Elemento unificatore del tutto è senza
dubbio la property box, che si adatta al ti¬
po di oggetto, e ne permette la sua confi¬
gurazione fine.
Ci sono una serie di funzionalità che
permettono di controllare e di testare il
lavoro, anche durante la fase di realizza¬
zione. Si può lanciare la Preview sul
browser e si può verificare la compatibi¬
lità con i vari browser, si può passare ad
una vista HTML del proprio lavoro. Inte¬
ressante è la possibilità di lavorare anche
con un editor esterno, senza che
Dreamweaver "metta becco", insomma
modifichi, quanto realizzato con tale edi¬
tor (tecnologia Roundtrip HTML),
Verso DHTML
Tutto quanto detto fino ad ora può es¬
sere considerato tipico di un buon HTML
Editor. Vediamo ora altre funzionalità che
servono per inserire elementi, per gestire
effetti, per definire caratteristiche proprie
del DHTML
Una prima funzionalità importante è
quella che permette di definire dei layer
In pratica si tratta di contenitori, posizio¬
nagli a piacere nella pagina, che possono
contenere qualsiasi elemento standard
HTML (un'immagine, un testo, ecc.). I
layer sono anche sovrapponibili e se ne
può gestire la gerarchia. Ad esempio, con
questo sistema, si possono sovrascrivere
testi ad immagini.
A proposito di immagini, da citare la
compatibilità con il formato PNG, la ver¬
sione "patent-free" del formato GIF.
Se si vuole definire anche un movi¬
mento del layer occorre attivare la fine¬
stra Timeline che mostra, in una scala
con i fotogrammi, la traccia del movimen¬
to.
Dal punto di vista operativo occorre tra¬
scinare il layer sul grafico Timeline, poi
spostare il layer stesso sulla pagina per
fargli raggiungere la posizione finale.
Dreamweaver si occupa di produrre, sulla
base di queste semplici operazioni, il rela¬
tivo codice DHTML.
E' evidente che, specie se gli oggetti in
movimento sono tanti, e se questi vanno
sincronizzati tra di loro, uno strumento
che li fa vedere in una scala temporale fa-
r
dal nottto Ho Web. da peodoBi. deTot jotniiaaaiie o d
«toc Iaoftn cooam e fuggrnmrab uranno tempre
P«»
Pe*Mo*e OM.I
M-nlm OMbO
Osai* O»o di cammonti dalidarata amarti?
r Reclamo r Problema « Su**tr»nereo r Compimenti
A che rata ai tifante•?
Figura 7 - Macromedia
Dreamweaver - II co¬
mando Inserì
Vediamo una pagina di ti¬
po form. facilmente rea-
lizzatole con il
Dreamweaver. ed il me¬
nu Inserì cne mostra i
vari tipi di elementi
' esterni' inseribili nella
pagina Oltre ai plug-in di
Netscape, agli Applel Ja-
va. agli ActiveX, sono in¬
seritoli oggetti Shockwa-
ve Director e Flash Mo¬
vie. oggetti multimediali
ed animati realizzabili
con gli altri prodotti della
Macromedia. I rapporti
tra questi oggetti e la pa¬
gina possono, al solito, essere regolati per mezzo della property box In particolare e possibile definire con¬
temporaneamente i tag Embed ed Obiect in modo da rendere la pagina compatibile sia con Netscape che
con Explorer
Diruto qm I tatui ci
Zi
XXItmc tossite
Figura 8 - Macromedia
Dreamweaver - Il con¬
cetto di posizione asso¬
luta.
Vediamo, in secondo
piano, una pagina con
due layer, uno che con¬
tiene un'immagine ed
uno che contiene una
frase Ogni layer conte¬
nente un oggetto mostra
sulla pagina un marker
che serve proprio per se¬
lezionare l'oggetto Nella
pagina HTML, sempre ri¬
chiamabile per il control¬
lo del codice sorrosran-
te, vediamo il codice cor¬
rispondente, caratteriz¬
zato dai tag DIV o SPAN
Figura 9 - Macromedia
Dreamweaver - Impo¬
stazione del movimento
con il Timeline Inspec-
tor
Immaginiamo un ogget¬
to, una figura piazzata m
un suo layer. che ha una
sua posizione iniziale
Per definirne il movi¬
mento occorre fare due
cose trascinare il layer
nella finestrella Timeline.
nella quale si imposta la
durata, in “fotogrammi',
dell 'animazione e poi,
sulla pagina, spostare
l'oggetto nella posizione
finale E’ Dreamweaver
che traduce queste ope¬
razioni di trascinamento,
molto semplici perchè
eseguile 'a vista', in
codice DHTML e Java¬
Script
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
209
Macromedia Dreamweaver
Figura IO - Macromedia
Dreamweaver - Imposta¬
zione di un comporta¬
mento nel Behaviours
Inspector.
La novità piu interessan¬
te del DHTML, dal punto
di vista degli sviluppato¬
ri. é quella che permette
di programmare gli og¬
getti presenti in una pa¬
gina. polendo in pratica
intercettare gli eventi
programmazione Ob/ect
Based e Event Driven I
behaviours gestibili
dall'apposita palette
Behaviours Inspector.
corrispondono ad asso¬
ciazioni tra eventi ed
azioni. Un esempio di
evento è il load della pa¬
gina. oppure il mouse-
move su un oggetto Un
esempio di azione e l’ap¬
parizione di una messa-
ge box oppure la modifica di uno proprietà di un elemento della pagina Nella figura vediamo un collage
con un elenco di eventi ed un elenco di azioni
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Hom# p *9»
Figura 11 ■ Macromedia
Dreamweaver - La fun¬
zionalità Check Target
Uno dei problemi che
più angosciano gli svi¬
luppatori di sili è quello
della compatibilità con i
vati browser che i po¬
tenziali "visitatori " pos¬
sono utilizzare Ad
esempio tutte le funzio¬
nalità dinamiche sono
viste solo dalle versioni
■t 0 dei vati browser. op¬
pure un codice VBScript
e visto solo dai browser
marca Microsoft, e cosi
via. Dreamweaver per¬
mette di eseguire un
check preventivo del
proprio lavoro, per verifi¬
care la sua compatibilità
con un determinato
browsei II risultato del
check 6 una pagina
HTML che riporla gli er
roti, o meglio l'elenco delle incompatibilità,
ee
Album foto
«vbOTNniou no*, k *0****
y Coniiwortd Wide Web e estremi
y propri amici Sostituirò le immagir
i mo splendido tramonto
M. iovyt Intono E 2 0
Mcrotc* Intono f iq*«o J 0
NOtc«* Meditai 2 0
NOic«p>iN*Mo«a 30
HOK*O#N*vt04to4 0
tm M M I» oKnad on I »
PiO-* I
'«e«p «KM** .tr. iM» ibWi Ift
_I if 1
«vìt-c ex»»»»©
dina enormemente il lavoro.
Questo per quanto riguarda il posizio¬
namento degli oggetti ed il loro movi¬
mento.
Pei quanto riguarda invece la program¬
mazione Ob|ect Based ed Event Dnven si
può utilizzare il Behaviours Inspector, La
traduzione, da dizionario, del termine
behaviours è comportamenti e mi pare
che ne indichi correttamente il significato
assunto, in Dreamweaver, di evento e di
conseguente azione.
In pratica, dato un oggetto presente
nella pagina, se ne possono gestire gli
eventi assegnando direttamente all'even¬
to stesso un'azione Tale operazione si
può avvalere del pannello Behaviours (lo
vediamo in una delle figure) che elenca in
due colonne eventi ed azioni. Ad ogni
azione, elencata nel pannello, corrispon¬
de una box per le necessarie specifiche
Ad esempio, in quella legata all'azione
Change Property occorre indicare nome
dell'oggetto (che deve essere stato no¬
minato), proprietà interessata e nuovo va¬
lore della proprietà stessa.
Altre caratteristiche
del Dreamweaver
Per quanto riguarda la gestione dei siti,
Dreamweaver dispone di una funziona¬
lità, che si chiama Site View, che per¬
mette di vedere dall'alto, ovvero dal pun¬
to di vista "sito", Il proprio lavoro, sia nel
caso in cui si stia sviluppando localmen¬
te, sia nel caso si voglia lavorare su una
copia di un sito già operativo, e quindi su
un server remoto.
Molto utile per i professionisti di Inter¬
net è la possibilità di organizzare delle li¬
brerie, che altro non sono che insiemi di
pagine, ad esempio pagine che vengono
movimentate spesso, oppure pagine
linkate nel loro insieme da più siti
L'ambiente operativo si può persona¬
lizzare aggiungendo propri oggetti alla
palette degli oggetti. La procedura, mol¬
to semplice, consiste nel realizzare l'og¬
getto, ad esempio un oggetto cui corri¬
sponde un codice HTML, e di salvarlo
nelle cartelle che Dreamweaver usa co¬
me magazzino degli oggetti A questi og¬
getti personalizzati si può associare an¬
che una iconcina 16 per 16 pixel, in mo¬
do che la personalizzazione sia completa,
Conclusioni
L'evoluzione dal linguaggio di Internet,
ed in particolare il passaggio dall'HTML
al DHTML, sta comportando un'evoluzio¬
ne degli strumenti di authoring.
Poiché l'evoluzione sta avvenendo un
po' in tutte le direzioni (pagine tradiziona¬
li, pagine interattive, pagine che visualiz¬
zano dati provenienti da database, pagi¬
ne con vere e proprie maschere di acqui¬
sizione di dati, ecc.) i vari prodotti, a se¬
conda degli orientamenti della propria ca¬
sa costruttrice, privilegiano una o l'altra
delle direzioni.
La Microsoft, ad esempio, producendo
anche Internet Information Server, pro¬
pone il FrontPage 98 come suo "braccio
operativo" e spinge molto tutte le pro¬
blematiche di accesso ai dati.
Dreamweaver, invece, essendo pro¬
dotto dalla Macromedia, la cui specializ¬
zazione è l’authoring multimediale, è
molto orientato alle pagine spettacolari,
animate, interattive, nelle quali possono
essere anche ospitati oggetti realizzati
con i vari prodotti di authoring della stes¬
sa casa. A tal proposito, poiché abbiamo
in programma di provare, nel prossimo
numero di MC, il Macromedia Director,
ci riserviamo di approfondire questo spe¬
cifico tema.
Del Dreamweaver lamentiamo l'asso¬
luta indifferenza per l'interfaccia Win¬
dows e la mancanza di materiale dimo¬
strativo. Tutti gli altri prodotti per Win¬
dows, di qualsiasi categoria, non solo di¬
spongono di materiale, di modelli, ma in
genere propongono procedure di auto¬
composizione che rappresentano, anche
per i più esperti, un'ottima base di par¬
tenza quando si inizia un nuovo lavoro
Pur con questi limiti, che non riguarda¬
no le funzionalità del prodotto, ma la sua
interfaccia e la sua dotazione,
Dreamweaver si propone come ottimo
strumento di sviluppo soprattutto in
quelle situazioni in cui già vengano utiliz¬
zati gli altri prodotti della Macromedia, ri¬
spetto ai quali Dreamweaver stesso si
propone come partner ottimale. MS
210
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
La prima
tecnologia
creata
per l'uomo
Kinulnwntc unii tecnologia umanizzala.
Mie soglie del lento millennio, nessuno aveva
ancora crealo una tecnologia verameme amica
dcH'unnm. capace di assisterlo cianplelamenie nella
sita di lutti i giorni... poi. è arrisala. Jcpsscn. con il
pruno ed unico computer al mondo, sintesi di una
tecnologia unitaria, in grado di aiutarci, in qualsiasi
nostra esigenza e in assoluta automazione, progettato
pei eseguine inni i comandi impaniti utilizzando, in
maniera semplice e naturale, la nostra voce: dal
controllo dello staio di salute o dcHambientc. al
collimilo della comunicazione audio-s ideo o di tutte
le npparcvcliiaiiire clciiriclic o demoniche presenti
in casa ni azienda u in ufficio, dando inizio ad una
.. eia quella della libertà tecnologica. Se anche
tu suoi e'ssete protagonista di questa grande
risoluzione contali,i il ite Servizio Clienti per
Idei.. sin lutei nel oppure compila ed invia per
posta o |vi i.n il coupon allegalo. Configurazioni a
palili, dal I murai con processore P-2UMMX
dal I Zi?!.!»»isoli |»isessorePentiumII233.
*
Tecnologia del Terzo Millennio
JFJ’SSLN FTAl-IA Sii
llexk,.wnav Va RmUu* ui MOII A(ilRA (I jiiu.
Fd i-M - iw.1VJM>7XO
WVMirjl pi» FaUWlWMWWi
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j □ Orurlmi rxnctv rruuiuic illuumni
□ f)CMdef*t «pere .pani e ti 400 ccv«*iafh*
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COGNOME
PROFESSIONE
VIA N
OTTA' CAP
TEL FAX
JEPSSEN
di Raffaello de Masi
VI! VISUAL PAGE
User’s Guide
Easy. e 0 .
WeWgf fot
cr ^SSo^'t
SYMANTEC,
Windows NI
Windows 95
Visual Page per Windows 95 e NT
Versione 1.0
Ricordo un vecchio
film, mi pare interpretato da Jean Arthur,
ambientato in una New York anni Trenta,
in cui una ragazza affitta un enorme car¬
tellone pubblicitario al centro di una gran¬
de piazza, per metterci solo il suo nome.
Sennonché lo stesso cartellone serve an¬
che a un imprenditore che cerca di farse¬
lo dare in tutti i modi, creando una serie
di situazioni divertenti e paradossali fino
all’immancabile matrimonio finale Certo,
è un film che come trama non fa certo
impallidite quelle di "I soliti sospetti” o "Il
sipario strappato", ma che fa intravedere
quello che, volenti o nolenti, bisogna am¬
mettere essere uno dei difetti di cui tanta
gente si macchia, nella maggior parte dei
casi innocentemente: la vanità.
Il ballo delle debuttanti, di pitigrilhana
memoria, serviva. dall'Ottocento in poi,
proprio a "mettere in vetrina" le ragazze
da marito; se poi erano un po’ bruttine,
ma magari con un bel gruzzolo da offrire,
diveniva frenetica la ricerca di un probabi¬
le coniuge, magari spiantatello, da acca¬
lappiare spesso con il consenso altamen¬
te disinteressato dei suoi genitori. Poco
male se c’era, dall'una o dall’altra parte,
qualche lieve difettuccio fisico; si racco¬
mandava alla ragazza, la sera del debutto,
di non sorridere molto (se non voleva far
vedere i denti storti), di non guardare ne¬
gli occhi l’interlocutore (un po’ perché era
segno di sfrontatezza, un po’ per evitare
la scoperta del "lievissimo” strabismo,
magari anche convergente, che è ancora
più brutto), di ben ostentare la gioielleria
di famiglia, il resto poi dipendeva dalla
Provvidenza, se ci metteva una mano,
dando il sospirato marito a questa figlia
un po’ stagionateli, senza farla "restare
per la vetrina"!
Dalle mie parti si dice che per vendere
il vino buono non c'è bisogno di frasche,
ma certo è che qualunque prodotto, mari¬
tabile. potabile o appartenente a qualun¬
que altra categoria merceologica, ai confi¬
ni tra la domanda e l’offerta, ha maggiore
212
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Visual Page per Windows 95 e NT Versione 1.0
Visual Page per
Windows 95 e NT
Produttore:
Symantec Corporation
10201 Torre Avenue
Cupertino (CAI 95014
mttp://www Symantec corri
Distributore:
Life Boat -Tel 02/96701592
Computer 2000 - Tel. 02/525781
Delta s.r.l. • Tel 0332/803111
Ingram Micro s.p a - Tel 02/957961
CDC Point - Tel 0587/2882
J Soft - Tel 039/6899808
Prezzo (IVA esclusa); Ut 155 000
facilità di affermarsi se è presentato nella
giusta luce, e, manco a dirlo, evidenzian¬
do i pregi più apprezzabili. I cataloghi,
specie quelli delle vendite per corrispon¬
denza, oggi sono sempre più accattivan¬
ti, raffinati, godibili quasi come un roman¬
zo, e sono affidati, nella loro realizzazio¬
ne, a grafici specializzati e la pubblicità,
spesso, a registi cinematografici di fama.
E da qui ad arrivare all'offerta su Internet
il passo è breve. Oggi la Rete offre la
possibilità più immediata, rapida, ampia
di far conoscere qualcosa a tanti in ma¬
niera immediata e pressoché quasi gra¬
tuita, e, in più, con la possibilità di modifi¬
care l'offerta immediatamente a seconda
della richiesta del mercato. E lo si vede
anche da una semplice passeggiata a
zonzo su WWW, senza necessariamente
andare a scorrere pagine commerciali;
c'è una corsa spasmodica, anche da par¬
te di chi vuole solo raccontare i suoi
hobby, agli effetti speciali, alle animazio¬
ni, alle musiche di sottofondo; il guaio è
che ognuno si ritiene, per aver letto una
volta il manuale di Photoshop (magari in
Le finestra di apertura
di Visual Page, conte¬
nente un lungo elenco
di persone che hanno
contribuito alla realizza¬
zione del pacchetto
TTS F 7": ir rT~ TT J8WT3B [
-rrrrr
H.tiuy WnttrT
» Mntn-*»y Hti-tjr*
Min
kj-, !•. w-.ii
<ic«l M v. ilmt'ibl
i /.a V
I •! I
O.tvrf» Miillmi
feMrt limUt _
versione Lite), ormai
un grafico di prova¬
tissima esperienza,
e quasi sempre il ri¬
sultato finale è di
una pacchianeria
della più bell'acqua.
Ma certo, poiché
non esiste forse nul¬
la di più libero e de¬
mocratico di Web,
anche queste perso¬
ne hanno tutto il di¬
ritto al loro posto al
sole, e a pubblicare
le loro accozzaglie fino a che qualcuno
non gliele mostra nella loro effettiva luce.
E che l'area della pubblicazione di pagi¬
ne WWW sia una arena di interessi, da
diverse parti, estesa e differenziata è di¬
mostrato dalla rapida fioritura, negli ultimi
due o tre anni, di una congerie di pac¬
chetti dedicati all'editing HTML Grandi
firme e piccoli produttori, colossi come
Adobe, Claris e Microsoft e anonimi pic¬
coli contributori dello shareware, nessu¬
no ha disdegnato quest'area, e la concor¬
renza, ancora una volta, ha permesso di
disporre, in un tempo ragionevolmente li¬
mitato. di pacchetti di grande qualità, che
più che sulle prestazioni, ahimè, un po’ li¬
vellate se si guarda alle potenzialità non
certo stratosferiche del linguaggio HTML,
hanno puntato sulla facilità e immediatez¬
za d’uso. Tanto per capirci e per citare,
uno per tutti,
l'esempio di Home
Page di Claris, le
prestazioni imple-
I—
._ |
Cruentai iw
Eorm If«m ►
Upnt..
Itujln-
I«Ut »
iTthor
godio Butto»
I«t Box
Toxt flroo
fcrcp-Own Lift
Lift Bo»
MTWL Ta,..
frbwt Butte»
JavaScript Filo,.
>09» Sobilli Butte»
Arar fritto»
Eviro Form...
Il setup delle "preferen¬
ze'. che consente di
creare un ambiente per¬
sonalizzato molto ami¬
chevole e facile da ge¬
stire
mentabili dalla versione 1 e dalla versione
3 (oggi, dicembre, disponibile in beta ver¬
sioni sono praticamente le stesse, ma la
dimensione dell'applicazione si è decupli¬
cata. nel frattempo, perché Claris ha ulte¬
riormente avanzato, rendendo più facili,
le originali potenzialità di editing del pac¬
chetto, e, cosa non certo disprezzabile, lo
ha "ingrassato" di librerie, di layout, di
esempi che. oggi, non ne consentono più
la vendita su floppy.
Un nome glorioso come Symantec non
ha, quindi, ritenuto di poter far mancare
la sua voce in questo grande coro e ha
prodotto la sua versione dell’editor
HTML. Visual Page, appunto, che esordi¬
sce oggi nella versione 1.0; nonostante la
sua giovane età (ricordiamo che il primo
package professionale a comparire sul
mercato fu PageMill, nel 1995) offre
quanto di meglio ci
— — —I sia nel campo e, so¬
prattutto, quanto di
più facile. Vediamo
come!
Symantec
Visual
Page, il
pacchetto
Quando, nella ru¬
brica ABC, ho osato
dire che HTML è in
fondo un linguaggio
semplice, fatto di
pochi, potenti comandi, che appiattisce,
ancorché in alto, i risultati di chiunque ci
si mette con un poco di pazienza, ho sca¬
tenato un coro vivace di proteste. Molti
lettori hanno creduto opportuno di signifi-
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
213
Visual Page per Windows 95 e NT Versione 1.0
carmi la loro bravura nel realizzare le loro
pagine personali (bravura, o meglio, abi¬
lità, di cui non ho mai dubitato in alcuna
forma), ma devo riconfermare che il nudo
e crudo HTML si basa su sette o otto co¬
mandi principali, con relativi sottocoman-
di. ognuno dedicato a un particolare
aspetto della pagina che sarà prodotta. La
vera battaglia tra i pacchetti concorrenti
(alcuni li abbiamo nominati, per gli altri la¬
scio la scelta ai lettori) si combatte
nell’area della facilità, deH'immediatezza e
della praticità d’uso.
Symantec ha alle spalle un passato glo¬
rioso; ha prodotto hardware e software di
gran pregio nell’area MS-DOS, Windows
e Mac fin dal 1982 e gode di fama di sa¬
per offrire prodotti raffinati ed eleganti,
Visual Page Designer
Toolkit, una pratica uti¬
lity per realizzare al volo
pagine ben costruite eó
organizzate
La nomenclatura di una p ag ina WWW
Cosa é...
un sito WWW
Un sito Web è un insieme di pagine Web, legate insieme da una
collezione coordinata di informazioni Si accede a un sito, tipicamen¬
te, attraverso una home page, che generalmente (ma non sempre)
contiene un elenco di collegamenti con le altre pagine del sito.
un tag HTML
La formattazione di una pagina Web è affidata a una serie di co¬
mandi (markup code) chiamati tag. usati per creare e controllare
l’aspetto della pagina. In altri termini, un tag HTML marca una par¬
te di una pagina Web in modo che possa essere mostrata in un
certo modo
l’FTP
Al momento della pubblicazione di un sito o di una pagina Web.
viene utilizzato un protocollo di connessione (un set di comandi
predefmiti) per sistemare i file su un server Web (un computer de¬
stinato a conservare e inviare a chi li richieda i file che compongo¬
no la nostra pagina) Il protocollo piu diffuso e comune (ma non
l’unico) per trasferire file da e verso un server Web è l'FTP (File
Transfer Protocol),
l'ipertesto
Una delle caratteristiche più divertenti che distingue una pagina
Web da altre forme di pubblicazione e la capacità di creare collega¬
menti (path) fra documenti; il meccanismo con cui questi collega-
menti vengono creati si chiama ipertesto un ipertesto è fatto di
link ad altri documenti o piece di software, come testo, immagini,
suoni, animazioni, applet, video-clip, o, nel caso più diffuso, altre
pagine Web
un URL
WWW usa lo standard URL (Uniform Resource Locatori per deter¬
minare dove i file collegati sono sistemati In altri termini un URL é
una sorta di indirizzo che indica in maniera univoca una pagina Web
nel grande oceano di Internet.
Un URL tipico ha la forma
http://www.mclink.it/personal/mc0000/guida%20utente.html#pun-
tol e può giungere fino a cinque parti diverse, così riassumigli
- protocollo: l’insieme delle regole che governano il trasferimento
dei dati sul network; Internet usa http (HyperText Transfer Protocol)
- dominio è il nome dell’host, quasi sempre rappresentato da tre
parti, www (world wide web). il nome proprio dell’host. e il suffis¬
so della nazionalità (,it per l’Italia)
- il percorso (path) della directory, nel nostro caso personal/mcOOOO
- il nome del file: nel nostro caso "guida utente” (il criptico %20
non è altro che la rappresentazione codificata HTML del carattere
spazio)
- l’ancora (se e quando presente), riconoscibile dal segno #. che si
riferisce a una specifica locazione della pagina
un link
Un link è un collegamento dinamico con un'altra pagina o un'altra
locazione, mascherato sotto forma di una stringa, di una figura, di
una porzione di pagina. I link mascherati (embedded) nel testo so¬
no facilmente identificabili se si tiene conto che molti browser li
mostrano in colore diverso e sottolineati.
Leggermente diversa è un’ancora che collega un link a un punto di¬
verso della stessa pagina (vedi voce precedente),
un trame set, una image map, un plug-in
E' possibile dividere una pagina Web in due o più sezioni indipen¬
denti (chiamate frame) ognuna mostrante un file HTML separato.
Non è necessario, anche se sovente è utile, che i frame siano tra
loro dipendenti o collegati Una image map è una immagine che
contiene diversi link, per fare un esempio la mappa degli USA, se¬
parata nei diversi stati, se contenesse, per ogni separazione, un
link sarebbe una image map. Un plug-in, infine, è un accessorio del
browser che amplia le caratteristiche del browser stesso (ad esem¬
pio esistono plug-in per la visualizzazione delle immagini 3D, altri
che permettono l'ascolto di file audio, altri che ampliano le possibi¬
lità di navigazione, e cosi via),
la programmazione di Web
Oltre ai comandi HTML, l’ipertestualità di una pagina WWW può
essere estesa e avanzata attraverso un’ampia varietà di piattafor¬
me di programmazione specifica di Web, tra cui:
- gli applet Java
-1 javascript
- i cosiddetti script form-based
.Gli applet sono la forma più diffusa di estensione delle pagine
Web; in pratica essi sono delle mimapplicazioni (create con il lin¬
guaggio di programmazione Java) contenute direttamente nella pa¬
gina. Se il browser utilizzato supporta tale linguaggio, sarà anche
capace di leggere questa applicazione ed eseguirla. Alcuni esempi
di applet sono rappresentati da calendari, orologi digitali, banner ca¬
suali che si vedono sovente su diverse pagine Un iavascript è una
forma meno raffinata di applet; basato sullo stesso linguaggio per¬
mette di eseguire alcune operazioni se si verificano determinate
circostanze. Infine uno script basato su una scheda (form-based
script) è un mezzo per passare informazioni al browser (cosa che
facciamo, ad esempio, quando ci iscriviamo a qualche mailing list o
facciamo un ordine via WWW), questi script si interfacciano con
applicazioni CGI (Common Gateway Interface) che sono program¬
mi che processano l'informazione che l'utente inserisce in una
scheda e inviano queste informazioni al server web
214
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
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StAmlt Button
Java Applct _
Itiwye &imlt Button
Javo&crlpt Fll*
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Visual Page per Windows 95 e NT Versione 1.0
lobi*...
SS
’-'A'jn j i l'.rvr.
Insert
JJreok
Spacer...
Horizontol Line
£orm Item
Imoge...
Movie...
■31
I l-j ri'l'ihi J
Toolkit
New Frante Set
J Spllr ri'-.'/tiV VaiTl-.vll/
I Splir iyfeiH3 rl'jt'Ti'jiit'jll/
, iìf riv/nv
Lmi.y/v Fi'n,.
Ofjjui lu I b» V'/irrJv.y
Una sene di me¬
nu. che evidenzia¬
no la notevole po¬
tenza del pac¬
chetto
Ciri.*
Aliti
Alt.?
Alt-3
Alr.A
Alt.S
Alt.6
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Joble
Anchor...
HTML Tog...
Imo Applct...
JavaScript File...
I*rtn
L 2
fcef ini fiori
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Eurograpb Allgnmtnt ►
A. B
Qfcjocf Allgnmenf *
f, Il
I. Il
0*£rwH Inòint ShlftrTob
facili da usare, un po' nello stile di Claris. I
suoi prodotti sono ben noti per poter es¬
sere qui elencati senza tema di ennesima
ripetizione, e Visual Page non si discosta
da questa tradizione.
Una volta installato sul nostro PC (VP
gira solo sotto Windows 95 e Windows
NT| la cartella completa occupa circa 16
mbyte (l'exe di Visual Page non è più
grande di un mega. il resto sono tutorial,
immagini, materiale vario e l'help). Il pro¬
dotto gira sotto una configurazione mini¬
ma di un 486 66 MHz, e chiede una di¬
sponibilità di 8 mbyte di RAM (12 se si la¬
vora sotto NT), 20 Mb di spazio libero sul
disco rigido, una scheda VGA (anche se è
raccomandata una SVGA), una base di
256 colori o più (per accontentare Java)
e, per essere raccolto, il software, su
questo suppor¬
to, un driver di
CD-ROM Ov¬
viamente è ne¬
cessario un ac-
count presso
un provider,
per consentire
l'uploading del
nostro capola¬
voro, una volta
completato, e
il successivo collaudo sul campo
La documentazione disponibile è
ampia e basata su tre pièce princi¬
pali; due manuali cartacei per com¬
plessive circa duecento pagine, un
help in linea molto ben documenta¬
to e una guida del tipo "Gettmg
Started", una specie di tour guidato
che illustra e consente di provare le
principali caratteristiche del pac¬
chetto, ma che rispetto al classico
"giro" ha il pregio di scendere nei parti¬
colari più dettagliati.
La costruzione di una pagina WWW in
Visual Page si basa essenzialmente
sull'uso di bottoni, tasti presenti nel tool-
bar e nelle palette aggiuntive che permet¬
tono di realizzare "al volo" caratteristiche
ed effetti desiderati. Si tratta dei classici
comandi implementati nel linguaggio
HTML, presenti in pressoché tutti gli edi¬
tor di pagina; a braccio citiamo l'editing
del testo, con rientri, colori, grandezza del
carattere, l'inserimento di immagini e li¬
nee, la creazione di tabelle e la relativa
modifica, l’allineamento degli oggetti. Il
toolbar contiene, inoltre, tre bottoni, sem¬
pre molto utili, per l'editing della pagina,
in formati diversi.
Il vero aspetto della pagina, comunque,
lo si gioca nella cartella delle preferenze.
Si tratta di un ambiente molto raffinato,
che permette di tagliare la nostra opera
in maniera assolutamente personalizzata.
L'area è suddivisa in cinque ambienti di¬
versi, che regolano l'output finale, la ge¬
stione delle immagini, la mappatura delle
cartelle, l'organizzazione dell'area di
network e cosi via. Vale la pena di gestire
questo ambiente in maniera accurata e di
impararne i più minimi aspetti, perché è
da questa regolazione di base che dipen¬
derà la maggiore o minore facilità di ge¬
stione dei particolari della pagina. Tanto
per intenderci, è in questa area che si
stabiliranno, una volta per tutte, le carat¬
teristiche dello sfondo, il colore dei link,
visitati o non, le directory accessorie, la
locazione dell’URL di base, e cosi via
L’organizzazione
della pagina Web
La certo non eccezionale potenza
dell’HTML determina, nella maggior par¬
te dei pacchetti del genere di VP, una
notevole uniformità nei comandi, che of¬
frono. in pressoché tutte le implementa¬
zioni. le stesse caratteristiche. L’origina¬
lità delle diverse versioni sta, più che al¬
tro. nella maggiore o minore facilità
d'uso dei tool che creano, poi, i comandi
HTML. La buona potenza di Visual Page
la si riconosce nei numerosi metodi di
test cui la pagina può essere sottoposta;
sotto questo punto di vista VP è molto
elastico e funzionale, cosa evidenziata,
tra l'altro dalla notevole sovrapponibilità
dei tre ambienti di visualizzazione (codi¬
ce, editor, browser) Symantec ha sapu-
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
215
to inoltre aggirare la relativa rigidità di
certi comandi aggiungendovi del suo: ad
esempio, è possibile intervenire sulla
grafica con un piccolo ambiente di edi¬
ting ad hoc, che attraverso una finestra
permette di editare colori, pattern, tra¬
sparenze. Certo non é Photoshop, ma ci
si può accontentare.
Finalmente ecco un buon ambiente di
realizzazione delle image map. Tre tool
da ritaglio-disegno permettono di suddi¬
videre l'immagine di base in maniera
chirurgica, creando link di grande raffina¬
tezza: inoltre, per quei casi in cui il
software del browser non supporta
mappe create dal Client, una opportuna
opzione consente di adottare image
map del tipo server-side
Una delle cose più difficili da realizzare
servendosi di puro linguaggio HTML è
un trame set, in altri termini una di quel¬
le belle pagine rappresentate da due tra¬
me separati e indipendenti tra loro In
VP la cosa è tanto semplice e trasparen¬
te da essere pressoché immediata; ba¬
sta selezionare le due (o più) pagine che
si è deciso di far convivere, di assegnar¬
le alla pagina che le ospiterà, di regolare
le aree ad esse assegnate e le interazio¬
ni, e il gioco è fatto
E infine, prima di chiudere, eccoci alla
vera università della pagina WWW; l’uso
dei plug-in e degli applet In ambedue i
casi la cosa è ancora semplicissima; ba¬
sta selezionare il punto in cui si desidera
che l'uno o l'altro siano presenti, si sele¬
ziona il plug-in o l'applet desiderato e lo
si incolla in quel punto (magari anche at¬
traverso la tecnica del drag&drop) Visual
Café è, sotto questo punto di vista, il
complemento ideale di Visual Page, in
quanto permette di creare e modificare
applet attraverso una interfaccia grafica
piacevole e amichevole, oltre a include¬
re wizard pratici e robusti per la realizza¬
zione di pièce davvero personali e origi¬
nali.
Alcuni esempi, traili
dalle librerie fornite col
Bacchetto
We ofici ctutotn lou* and a lutuicd uiuibci of excqrtiotuil pteplancd poetai* loti* To iiiquii*
.«baia oca low». -/mi «-uiJ.l and cpccify ulttdici voli «e uleie*1cd tu oh ciudoui 01
ptcplorocd loti • We «vili «end voli a lui of fee*. and foi ciulotu tona, a nrvey of yon
lutei*'**
Iti* dt Café: A Gattiononk Ad\enfili* - Dine ou tbc cictUtoo> of top chela and Ir. un ihcn
col mar y «arti Leoni to pi epm e Irle de Cafe
tdine «poetataci 12 day*. 14500
\dveniiu ouv Sdirle» Tom: Meet odierà unth a VITiety of fin actiMtie» dennicd to nuKiiuiie
t our eni ovumil of tbe Me de Cofe pai adite
Evenirne beccate* fiieudhei m thè »tic««ei fade M Irle de Cafe 14 da>>. S4500
I più bravi trove¬
ranno. invece, pa¬
ne per i propri
denti creando i
propri script Java.
o magari ricavan¬
done da qualche
pagina o scarican¬
doli da qualche si¬
to di shareware.
Lo stesso vale per
i form. le schede con campi da riempire,
che sovente si vedono in alcuni siti che
richiedono registrazioni o invio di dati da
parte dell'utente. A tal proposito VP rie¬
sce, ancora una volta, ad essere piace¬
vole e "user-friend", permettendo la
creazione di un intero form, volendo an¬
che solo attraverso l'uso di una tavoloz¬
za di bottoni, senza neppure scrivere
una riga di codice. E se poi vi sentite di
poter scalare l'Everest, ecco pronta la
possibilità di inserire uno script CGI,
scritto nel linguaggio che più vi aggrada,
anche se vai la pena di non scostarsi
molto dal Perl (ricordo che diverse ver¬
sioni di questo linguaggio sono disponi¬
bili. su Web, in forma shareware, assie¬
me a un'ampia documentazione e a una
gran quantità di tool e script già pronti).
E per finire, ecco l'area di uploading. E
anche qui VP mostra di essere stato rea¬
lizzato in maniera avanzata, soprattutto
per rendere facile il lavoro all'utente
L'uploading. l'aggiornamento, la verifica
della corrispondenza dei file, la costru¬
zione di cartelle remote, sono tutte ca¬
ratteristiche ben implementate nel pac¬
chetto, che si preoccuperà anche della
determinazione dei tempi di trasferi¬
mento in base a velocità e a tecniche di¬
verse.
Conclusioni
Visual Page, rispettando una consoli¬
data tradizione di Symantec, è uno dei
pacchetti più agevoli e divertenti da uti¬
lizzare. pur rappresentando con pieno
merito lo stato dell’arte dei pacchetti
destinati alla realizzazione di siti Web.
Potente, elegante, raffinato, può essere
utilizzato dal neofita o dal dilettante, che
troverà tool che lo terranno del tutto di¬
stante (a meno che non lo desideri) da
anche una sola parola di codice sorgen¬
te; ma possiede caratteristiche tali da
rappresentare un potente strumento di
lavoro in mano a un professionista, vi¬
sto che anche le più ardite realizzazioni
m HTML potranno essere realizzate, in
piena autonomia e in un ambiente gra¬
devole. senza difficolta e senza uscire
dall'ambiente stesso neppure per un
momento. Non esiste, oggi, di meglio,
e il fatto che pacchetti concorrenti, pri¬
mo tra tutti quello di Claris, si siano af¬
frettati ad annunciare (e a rendere di¬
sponibile anche come prerelease, in for¬
ma gratuita) nuove versioni dei loro
package lascia ben intravedere come la
battaglia sia ben lungi dall'essere finita
Kg
216
MCmicrocomputer n, 182 - marzo 1998
EPSON ® march» registrato di SEIKO EPSON Co. lutti i marchi citati appartengono ai rispettivi propnetan - Btn di Rossignoll
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L'ultimo sviluppo della
tecnologia CD R è la possibilità di scrive¬
re più volte sullo stesso supporto. Non è
certo una novità in quanto apparecchi e
supporti di questo tipo sono sul mercato
oramai da diversi mesi La chiave tecno¬
logica del CD RW (CD riscrivibile) sta in
un materiale particolare in grado di cam¬
biare la sua fase, da amorfa a cristallina,
a seconda del ciclo termico al quale è
sottoposto. Nel primo caso la luce del la¬
ser incidendo sulla superficie sul quale è
disposto il materiale è diffusa, nel secon¬
do è riflessa In questo modo è possibile
simulare i pieni e i vuoti sul CD e regi¬
strare le informazioni. A differenza dei
materiali utilizzati per i CD R il processo
è invertibile, ovvero con un nuovo ciclo
termico è possibile cambiare di nuovo la
fase del materiale cancellando il suppor¬
to o scrivendo nuovi dati.
Il riscaldamento e il raffreddamento
del materiale sono effettuati tramite un
laser più potente di quelli utilizzati negli
scrittori convenzionali. Modulando il fa¬
scio con impulsi più o meno lunghi è
possibile scaldare rapidamente la super¬
ficie del disco, cambiare la fase del com¬
posto e raffreddarlo in modo più o meno
rapido. A seconda della velocità con cui
questo raffreddamento è eseguito, il
composto assume una delle due fasi
possibili, appunto cristallina o amorfa.
Questo procedimento, descritto superfi¬
cialmente in poche parole, è assai critico
da realizzare in pratica necessitando di
una attenta messa a punto del materiale
a cambiamento di fase e del ciclo termi¬
co applicato nell'apparecchio Inoltre il
supporto stesso ha una "vita" utile limi¬
tata. oltre la quale la scrittura non è più
possibile. Attualmente i supporti CD RW
sono dichiarati per 1000 cicli, ovvero è
possibile riscrivere il supporto per alme¬
no 1000 volte.
La necessità di trasferire una certa
quantità di energia sotto forma di calore al
supporto e controllare successivamente il
suo raffreddamento è un processo ovvia¬
mente più lungo della "semplice" scrittu¬
ra di CD R. Per questo la velocità massi¬
ma di "incisione" di un CD RW è inferio¬
re, attualmente, a quella permessa da
supporti scrivibili una sola volta (si annun¬
ciano apparecchi in grado di masterizzare
a 8x i CD R). Inoltre l'indice di riflessione
del materiale a cambiamento di fase è in¬
feriore a quello dei composti impiegati ne-
Traxdata CDRW4260EL Pro
Distributore:
Ttaidata Italia srl, vìa Ponchielli 4, 20063 Cernusco
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TXW074-RW CD riscnviblle C 39 000
gli scrivibili una sola volta. Questo com¬
porta la necessità, per i lettori, di disporre
di un amplificatore del segnale provenien¬
te dal dispositivo di lettura, amplificatore
presente solo nei dispositivi di ultima ge¬
nerazione Di fatto quindi il supporto CD
RW è utilizzabile sui lettori di CD predi¬
sposti, oltre che ovviamente sugli scrittori
dedicati, che sono attualmente una mino¬
ranza degli apparecchi installati.
Questo tipo di tecnologia sarà impie¬
gata sugli scrittori DVD, anche se il me¬
dia ha un formato e una capacita diversi,
per implementare i DVD RAM ovvero i
supporti DVD scrivibili più volte.
Traxdata CDRW4260EL
Questo scrittore Traxdata è dedicato al
montaggio interno al cabinet del compu¬
ter e all'utilizzo su bus SCSI. La confezio¬
ne, come consuetudine di questa casa, è
assai completa comprendendo, oltre agli
accessori indispensabili come i manuali
e il software di masterizzazione, anche il
cavo SCSI, lo sdoppiatore di alimentazio¬
ne. il pennarello per la scrittura sul lato
superiore dei CD e le viti per il fissaggio
dell'apparecchio.
Le velocità nominali di funzionamento
dei masterizzatori sono oramai sussunte
in una breve sigla. Il CDRW4260 è un
"4x2x6" ovvero un dispositivo in grado
di scrivere i CD R a 4x, i CD RW a 2x e
leggere i supporti a 6x
Il kit non comprende il controller SCSI
che deve essere presente nel sistema o
acquistato a parte. Nel caso foste sprov¬
visti di questo componente essenziale è
possibile acquistare il kit CDRW4260 Pro
nel quale è acclusa questo tipo di sche¬
da.
L'installazione è semplice con l'unica
accortezza di impostare per la periferica
un indirizzo SCSI libero. Il software in do¬
tazione è WinOnCD 3 5 in versione
OEM della CeQuadrat unito a PacketCD,
programma per la scrittura a pacchetti
(UDF). Anche l'installazione del softwa¬
re, in versione per Windows 95 e NT, è
semplice e non comporta difficoltà
218
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Traxdata CDRW4260EL Pro
OverView
L’unico problema incontrato è che la li¬
breria in dotazione al programma, nella
quale sono contenute tutte le informa¬
zioni relative ai masterizzatori in com¬
mercio, non riconosce le meccaniche
Philips CD 2600 riportando un errore
nel caricamento di una DLL non presen¬
te nella dotazione software. Il problema
si presenta solamente nel caso dobbiate
utilizzare il programma in dotazione con
un dispositivo di questo tipo e va risolto
scaricando una patch dal sito della Ce-
Quadrat. Questo è l'unico piccolo incon¬
veniente presente non legato comunque
all'accoppiata CDRW4260 - software di
masterizzazione in dotazione.
Ovviamente abbiamo provato questo
Traxdata anche con altri programmi sen¬
za riscontrare problemi di sorta, fermo
restando la necessità di avere installate
le librerie aggiornate per ognuno di essi.
Il software in dotazio¬
ne al Traxdata C.DRW
2640EL e WmOnCD
3.5 in versione OEM
L uso ò facile e intuiti¬
vo, buona l’efficienza.
Durante l'installazione
ù possibile scegliere
fra diverse lingue fra
cui l'italiano
L'utilizzo di
PacketCD trasforma
il masterizzatore in
una vera e propria
unità disco: eseguita
la formattazione,
della durata di una
quarantina di minuti,
è possibile scrivere,
cancellare, modificare il contenuto del
disco direttamente dalla gestione risor¬
se di Windows 95. Inoltre siccome la
scrittura avviene per piccoli pacchetti
questo processo non è più critico come
una masterizzazione classica che neces¬
sita di un flusso di dati costante e conti¬
nuo dal sistema allo scrittore. È possibi¬
le dunque effettuare un salvataggio di
dati contemporaneamente ad altre appli¬
cazioni. La possibilità di proseguire un la¬
voro o svolgere una diversa attività du¬
rante la scrittura compensa abbondante¬
mente la velocità di "incisione" che av¬
viane a 2x. In assoluto non è un proces¬
so lento, ma il trasferimento di molti
mega di dati impegna diversi minuti indi¬
pendentemente dalla potenza di calcolo
del sistema Tempo che con la scrittura
UDF può essere impiegato per eseguire
altri processi, contrariamente a quanto
avviene con la scrittura convenzionale
che pur impiegan¬
do un tempo pres¬
soché dimezzato
(4x) impegna total¬
mente il sistema.
Con PackedCD il
volume creato è
immediatamente
La formattazione di un
supporto CD RW dura
circa 40 minuti, un
tempo certo non con¬
tenuto, ma l'operazio¬
ne può essere tran¬
quillamente affiancata
da altri processi senza
detrimento alcuno
disponibile all'uso su di un sistema di¬
verso visto che sul disco è salvato, oltre
ai dati, tutto il necessario ad installare il
supporto di lettura del nuovo formato
sulla macchina ospite, sempre che il let¬
tore utilizzato sia del tipo Multi Read ov¬
vero in grado di leggere i CD RW.
Il masterizzatore, basato su di una
meccanica Yamaha, si è comportato be¬
ne in tutte le prove effettuate sia con
supporti normali che riscrivigli Quanto
ai soli CD R il CDRW4260EL non ha mo¬
strato incompatibilità con alcuno dei vari
supporti in commercio, siano essi dorati,
blu o verdi. Non ci sono stati scarti o er¬
rori nei circa 30 CD incisi durante i test e
tutti sono risultati fruibili dalle unità di
lettura a nostra disposizione.
L'ultima nota riguarda il costo di ac¬
quisto dei CD RW compreso fra le 35 e
le 40 mila lire più IVA, di fatto almeno un
ordine di grandezza superiore a quello
dei CD R. Il confronto comunque va fat¬
to considerando che il CD RW è in gra¬
do di sopportare almeno 1000 cicli di
scrittura e la sua versatilità intrinseca. La
speranza è che l'avvento del DVD com¬
porti un abbassamento dei prezzi di que¬
sto tipo di supporto permettendone la
diffusione. WS
MCmìcrocomputer n. 182 - marzo 1998
219
di Dino Joris
Programmi di utilità
^■ In questa categoria rien¬
trano quei programmi che hanno come
obiettivo la soluzione di problemi relativi
alla gestione dei PC, indipendentemente
dall'uso pratico che di questi ultimi fac¬
ciamo. I programmi in esame ci offrono
soluzioni ai problemi del trasferimento
dei dati, della risoluzione dei problemi di
diagnostica e di configurazione dei no¬
stri PC. e della protezione dai virus.
Quanto sono valide queste proposte?
Secondo me ..
La complessità dei compiti di gestione
dei nostri PC e notevolmente aumentata
negli ultimi anni e l’utente si trova a vol¬
te a dovere affrontare situazioni difficili
Quando va tutto bene, non possiamo
fare altro che compiacerci dei progressi
dell'informatica, ma quando qualcosa va
male possiamo trovarci di fronte a pro¬
blemi che. senza adeguati strumenti e
conoscenze, possono diventare insor¬
montabili. anche quando sono sostan¬
zialmente banali.
Con l'uso di strumenti diagnostici uti¬
lizzabili anche dai "non addetti ai lavori"
la vita può diventare più semplice (e il
nostro sistema nervoso più stabile . ).
L'aumento della complessità dei pro¬
grammi e della loro gestione ha corri¬
sposto ad un aumento della grandezza
dei file e quindi dei problemi del loro tra¬
sferimento da un PC all'altro. Sono cer¬
tamente finiti i tempi in cui era general¬
mente possibile trasferire i propri lavori
su dischetto. Molti utenti hanno oggi la
necessità di trasferire i dati da PC a PC
(tipicamente, dalla scrivania al portatile o
da disco fisso a Zip).
C'è poi il problema di sempre, quello
dei "buontemponi" (gli insulti non sono
ammessi, è una questione di stile...)
che producono e diffondono i virus. Be¬
ne. TouchStone Software Corporation
propone le sue soluzioni ai problemi
esposti. Vediamole.
FastMove!
Ambiente Windows
e DOS.
La mia attenzione è stata immediata¬
mente catturata da questo sistema,
Produttore:
TouchStone Software Corporation
2124. Main Street Huntington Beach. CA
pttpy/www. touchstonesoltware. corri
Distributore per l'Halle:
logie s.r I
SS dei Giovi 34
20030 Bovisio Masciago (MI)
Tei 103621559407
Telefa» (0362155 94 15
r-mail isilogic@mbox.vol. il
r 'Ti' ■ v.ww ioaicsri.com
FastMovel (incluso cavo parallelo) Lit 139.000
Checklt
Versione inglese
con manuale in italiano, Lit. 119 000
Versione italiana
(di prevista disponibilità a marzo). Lit 139 000
Checklt Professional Lit 239.000
perché ho davvero un problema serio e
continuo di trasferimento di file dal PC
del mio studio a quello della redazione.
Inoltre effettuo il backup del lavoro tra¬
sferendo i file sul mio vecchio 486, col¬
locato accanto al mio Pentium, sulla
scrivania I due PC sono collegati in re¬
te ed è sufficiente usare la funzione di
copia di Windows: copio il lavoro da C:
del Pentium a C: del 486 e il gioco è
fatto (con grande velocità). Naturalmen¬
te sovrascrivo brutalmente tutti i file
che si trovano sul disco di destinazione
(si tratta solo di un backup).
Nel momento in cui mi si dovesse
porre il problema di recuperare qualche
file dal 486. allora l'operazione inversa
potrebbe richiedere l'esame singolo di
ogni azione di copia, con i conseguenti
amletici dubbi (copiare o non copiare,
sovrascrivere o non sovrascrivere?).
Con FastMove l'operazione di copia
diventa molto più facile e sicura, anche
se certamente più lenta (questo pro¬
gramma non consente i trasferimenti
via rete) visto che è utilizzato un cavo,
fornito con il pacchetto, da collegare al¬
le porte parallele (quelle generalmente
utilizzate per le stampanti, per intender¬
ci). È anche possibile effettuare i tra¬
sferimenti via porta seriale, ma in que¬
sto caso l'utente deve approvvigionarsi
per suo conto di un cavo diverso.
Anche l'utente inesperto non troverà
difficoltà ad individuare dove collegare i
cavi, visto che il manuale (sia pure in
220
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Programmi di utililà
OverView
Itwanfluiuoac
; (•«MI1II4 ICDOC
| CwaOAélCDOC
CwlUMlOMC
C<MI<<I41U00C
C<MI<94<UOOC
C<o*i'M4 <COOC
ic<Mnn 4 iuooc
C4M1IH41C00C
; C<MI<H4<U00C
■ f-wUlKBOOC
jC<MCQ4<UP0C
1 Ceca !• <14 1U OOC
ToiKhStone
J 'COOC
La sincronizzazione dei file ira computer e lettore Zip è assicurata da una funzione specifica
Zip Sync
Zip Svnc
Ho rfFfct
T
ToUfSc»
UK
Ma*
HoSFk.
l«4Sa>
i»
•fcaifc. [T!
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
221
dvervievi^
Programmi di utilità
lingua inglese) spiega con chiare illu¬
strazioni come distinguere le porte pa¬
rallele ("femmine") da quelle seriali
("maschi").
La gestione del programma non è
difficile, anche grazie al fatto che le
funzioni non sono molte o molto com¬
plicate. Infatti una volta avviato il
software su entrambe le macchine
(quando non si trasferiscano i dati su di
un floppy o uno Zip, caso che ovvia¬
mente prevede l'avvio di una sola mac¬
china) si deve soltanto, all'atto pratico,
scegliere se cliccare sulla freccia de¬
stra, per trasferimenti dall'unità A alla
B, su quella sinistra per trasferimenti
da B verso A ed infine in quella di mez¬
zo, bifronte, per trasferimenti bidirezio¬
nali
Come le immagini sono in grado di il¬
lustrare. se i file d'origine e destinazio¬
ne sono gli stessi, appare un segno di
uguale (il trasferimento non ha luogo),
altrimenti appaiono le frecce che sug¬
geriscono il trasferimento o la copia dei
file nell’una o nell'altra direzione
Il programma è accompagnato da un
manualetto di quasi 90 pagine, pertan¬
to il lettore può immaginare che "nelle
pieghe" si possano trovare molti con¬
trolli e possibilità d'uso. Ma l'effetto poi
rimane quello: si trasferiscono file da
un mezzo all'altro, con un click.
Come indicato dallo stesso importa¬
tore del programma, il "capostipite" di
FastMove, Laplink, permette anche la
sincronizzazione dei file via modem (e
fa molte cose in
più, debbo aggiun¬
gere per evitare
ogni possibile equi¬
voco, e le fa in ita¬
liano). Il paragone
non è però appro¬
priato, perché la
classe di prezzo è
troppo diversa (Laplink costa tre volte
tanto). I lettori che hanno bisogno del
trasferimento remoto dei file non po¬
tranno avere dubbi. Per gli altri, elenco
caratteristiche e prestazioni di FastMo¬
ve, che sono
programma in doppia versione, DOS
e Windows, che consente il trasferi¬
mento tra i due sistemi;
trasferimento unidirezionale o bidire¬
zionale;
Se avere un proble¬
ma. non lardare ceno
a scoprirlo Smiley
non sorride più II pul¬
sante Go lo Quid-
Check potrà larvi sco¬
prire in un secondo di
cosa si tratta
gestione dei nomi di file lunghi;
sistema di sincronizzazione dei tra¬
sferimenti;
calcolo degli spazi necessari;
conferma di so-
vrascrittura, se i problemi sono chiara-
desiderato; mente indicati da punti
giornale dei tra- esclamativi ,oss,
sferimenti (in formato Wordpad);
specifica del tipo di connessione,
individuazione dei virus (il "vaccino"
non è fornito);
e supporti supporto automatizzato
via modem.
Concludendo, se non ha necessità di
trasferimenti via modem o su rete,
l'utente potrà trovare semplicità d'uso
e buona affidabilità in questo sistema
di trasferimento dei file
Checklt
Questo programma è offerto in due
versioni, quella normale (per ambiente
Windows 95) e quella "professional"
(per ambiente Windows 95 e DOS) La
differenza si trova nelle funzioni in più
che la versione professionale offre, tra
cui quella fornita dal software anti vi¬
rus PC-Cillin. Ma procediamo con ordi¬
ne.
Dopo l'installazione guidata dall'ora-
mai familiarissimo sistema del Wizard
cui ci ha abituati Windows 95, con un
click si avvia il programma. Appare una
schermata con l'altrettanto familiare si¬
gnor "Smiley", che nel caso proposto
nell'Immagine non è per niente sorri¬
dente. Ha le sue ragioni, perché con il
controllo ha trovato che il dispositivo
Iomega per lo Zip non è collegato (l'ho
installato e provato solo qualche minu¬
to e poi l'ho fisicamente rimosso) e che
non ho un backup dei file di sistema
Con un click sul pulsante TroubleShoo-
ter (consentitemi di chiamarlo "ammaz-
zaproblemi") viene attivata la finestra di
Windows delle proprietà di sistema e
diventa possibile rimuovere il dispositi¬
vo non più necessario. Senza Checklt
sarebbe probabilmente rimasto li per
un bel po’. Buona medicina per i di¬
stratti. non credete?
Per il backup dei file di sistema deb¬
bo spendere qualche parola in piu, Co¬
mincio con una do¬
manda: quante vol¬
te vi siete trovati
nella condizione di
dovere reinstallare
Windows? Se lo
avete fatto e se il
vostro sistema è
collegato a molti
disposativi, vi sie¬
te accorti che risi-
stemare tutti i vari
software di con¬
trollo può rivelarsi
un esercizio fatico¬
so, lungo, difficile,
anche se siete tra i
saggi che stampa¬
no le impostazioni
del proprio siste¬
ma (possono esse¬
re decine di pagi¬
ne, peraltro).
Il processo di
salvataggio è auto¬
matizzato, pratica¬
mente non dovete
preoccuparvi d'al¬
tro che cliccare ap-
propriatamente
qualche pulsante
in sequenza Lo
stesso si dica per
il processo inver¬
so.
Oltre a queste
funzioni che sem¬
brano già da sole
capaci di guada¬
gnare le nostre
simpatie, vi sono
222
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
OverView
Programmi di utilità
diversi servizi che questo programma è
capace di erogare. Li riassumo.
Checklt ha una funzione di controllo
rapido, QuickCheck, che in una mancia¬
ta di secondi è in grado di "visitare"
l'intero sistema e riportare eventuali
problemi,
Troviamo anche la funzione specifica
di controllo delle unità di lettura, di cui il
programma esamina i settori di boot,
FAT, indirizzano radice ed area dati, ar¬
chiviando i risultati nei file di rapporto e
di diario,
C'è poi un test che controlla le me¬
morie espansa (EMS 3.2 e superiore),
estesa e video.
Il test del modem si occupa dei co¬
mandi AT di base ed avanzati, inviando
e ricevendo i dati rilevanti, per ottenere
un elenco dei comandi attivi (che spes¬
so sono la chiave della soluzione dei
problemi relativi al modem). Inoltre si
ottengono dati relativi al fax ed alla sua
classe.
Il Test della scheda madre effettua
Check Ir
troubleShooter
D —%•
r^n - i
Entra in funzioni il
TroubleShooter
I " ammazzaproble -
mri. che offre op¬
portuni suggerimen¬
ti, tra cui anche l'ac¬
cesso alla gestione
dei driver
controlli sulle fun¬
zioni generali, ma¬
tematiche e logi¬
che, identifica pro¬
blemi di interrupt,
controlla la capa¬
cità di funziona¬
mento in modalità protetta, sollecita
l'esecuzione di alcuni calcoli in virgola
mobile da parte del coprocessore ma¬
tematico. verifica gli eventuali errori
dei Pentium a riguardo delle divisioni
Una funzione fondamen¬
tale; il salvataggio dei file
di sistema in una direc¬
tory chiamata opportuna¬
mente Recovery /recupe¬
ro t ci si mette al riparo
dalle eventuali perdite lo
guasti! dei dati di configu¬
razione del sistema
Esempio di report di
un test di sistema,
che elenca tutti i dati
fondamentali relativi
alThardware
ana
» r~ *. I— '«• o-
■.H I- ,
1 tl«.
Un» IMn|
Si attiva la finestra di
SEWSK mobile,
sì e possibile rimuo- verifica la corret-
vere subito il dnve tezza del funziona-
mdesiderato. mento dell'orolo-
gio, effettua con¬
trolli sul controller
DMA (Direct Memory Access) e scrive
automaticamente un rapporto in un ap¬
posito file
I controlli sono poi estesi alle porte
seriali e parallele presenti nel sistema
ed infine c'è un test di calibrazione del
video che, in diversi passi, consente di
verificare la correttezza delle imposta¬
zioni ed eventualmente di intervenire
direttamente per modificarne i valori.
Nei file dell'help si trovano ampie in¬
dicazioni su quanto è possibile ottenere
dai test e anche suggerimenti per
eventuali interventi correttivi,
Gli strumenti o
"Tools" che ci sono
messi a disposizione
vanno da "Active Up-
date" per effettuare
I risultali del test
specifico effettualo
sulla piastra madre
Imotherboardl
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
223
, OVerview
Programmi di utilità
eSupport
Personal Information
|00tS7
3
Optlons
Help
Exit
i
Per assicurarvi il neces¬
sario supporlo, è sul fi¬
dente inviare > dati via
modem, riempiendo il
modulo predisposto
aggiornamenti del programma via
Internet (gratuiti per un anno), ai ben-
chmark per controllare le prestazione
della macchina, a System Spy, che è
un sistema per mettere a confronto lo
stato attuale della
macchina con stati
precedentemente
verificati, eviden¬
ziando con vari co¬
lori gli elementi va¬
riati La funzione di
report è anche
molto utile per
mantenere dei re¬
cord su carta e per
riprendere la situa¬
zione in mano in caso di rotture irrepa¬
rabili del sistema.
È bene chiarire che Checklt è uno
strumento prevalentemente diagnosti¬
co, anche se "nelle sue pieghe" è
possibile trovare
E*. Qpun u*
Sun |Clun|l«ulV M l4>|Vnj. Poeto [D^PSSfJvi,»
IMWPWMMv
T o iodata Ih* vaui panai* *jd càci art Ih* ie*r»*rt
btftcnbotow
■ -I I - l i
«
A
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Moda*
now»
DoOTtoadlt» DownéMdrh* Caoy If* ixeu
panini H» han paftamMakam he«ndnSxcv
♦■WS
2
Pmrn*i
1
R*w*w
Cic* boralo*
Pmmm
Stecca* Se«v>c*
Nomate*
Fiottatomi
Ramato* «i
be t«w thè tini
Un» you iodata
Updala Panini Statua
CutartAchen
Optavi!
0»
10OX
qualche sistema di
cura (indicazioni
nell'help, ad esem¬
pio, o facili rimo¬
zioni di driver muti¬
li programma è accompagnato da un
manualetto in lingua italiana, che ac¬
compagna l'originale in lingua inglese. I
file d'aiuto sono piuttosto esaurienti,
ed è incluso un tutorial che richiede
l'uso della scheda audio (l'utente ascol¬
ta le indicazioni dello speaker). L'uso di
questo tutorial richiede una buona
comprensione della lingua inglese par¬
lata. Un'annotazione finale: Checklt
non è ancora pronto per esaminare i
supporti DVD (ma se il produttore lo di¬
chiara, evidentemente si sta preparan¬
do ad estendere il supporto a questo
media)
Qui si esaurisce la descrizione delle
caratteristiche che accomunano le ver¬
sioni normale e professionale di
Checklt,
La versione professionale include il
software anti virus PC-Cillin, che offre
tra l'altro l'aggiornamento automatico
via Internet (richiede solo che siate ca¬
paci di connettervi alla rete) e la verifica
automatica delle macro di Word per
Windows ogni volta che avviate il pro¬
gramma.
Si trovano inoltre gli strumenti dia¬
gnostici portatili per DOS, il disco di ri¬
pristino avanzato, il batch test automa¬
ti Qpoon. H*>
Sex | Qw Wx-VMUb
dsLfcl ®|a|
i.i i-i i
DSUi
io?
« « goaa a ni» - o
O/l ■■»■ !=!=>»
Vm Oocm I updato P«Mm | V«ui htanMori |
I Docunirt dona
Slama
Virus lab
iome Virus Doctor News Support Download*
H*D* DIm J*ru
Tlùibnu firmi rfcll li llw Vira* L*.
Y*« ai* tW 143* mitar » tW \Trw Laà Wat.
TW Vino* Laà latini»* dui mt4 a» 4»vwka4 aa f ^4air ■
aattaiaa.
Nm' LiMlTaachSliM New*
Check oul ih* lalrct ptn< kIiui onTouchSlcm** w*b ni*
L ami virus "corre sul
filo almeno quando 6
necessario aggiornare i
file di dati Ivia BBS o In¬
terneIl Automatica¬
mente protegge Word
dai virus delle macro
tico, il test di Burn-ln e Certificazione,
la funzione di salvataggio e ripristino
del CMOS. Il bonus è costituito da tre
spine di collegamento per testare le
varie porte del PC ed un cacciavite.
Quest'ultima parte è dedicata a quegli
utenti che sono piu orientati alle esplo¬
razioni tecniche e che desiderano ap¬
profondire la loro conoscenza delle
macchine e dei dispositivi a loro colle¬
gati. partendo non dall'amichevole in¬
terfaccia di Windows, ma dal vecchio
pronti di DOS. «g
224
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
INFOWARE
PENTIUM II 333 INTEL 2.37S
PENTIUM II 300 INTEL I.97S
PENTIUM II 266 INTEL 1.6 75
PENTIUM II 233 INTEL 1.475
SI H UOLXAGP - J2SIH DISISI SDRAM
PENTIUM PRO 200 INTEL 1.850
PENTIUM 233 MMX INTEL 9 75
PENTIUM 200 MMX INTEL 825
PENTIUM 166 MMX INTEL 775
CVRIX/IBM M2 200 MMX 750
CYRIX/IBM M2 233 MMX 850
AMD K6 233 MMX 875
AMD K6 200 MMX TEL
AMD K6 166 MMX 825
CONFIGURAZIONE PC
MB CHIPS E T INT EL
TRITON II TX- 512KB
16 MB RAM EDO
HARD DISK 2.1 GB E-IDE
SK VIDEO S3 TRI04 V2/DX
2 MB RAM
FLOPPY DISK 1.44Mb
2 PORTE SERIALI 16550
I PORTA PARALLELA
TASTIERA 105 TASTI WIN 95
CASE DESK/MTOWER CE -
MOUSE SERIALE 3 TASTI
PROCESSORI
INTEL PENTIUM 11333 1.475
INTEL PENTIUM II 300 1.075
INTEL PENTIUM II 266 765
INTEL PENTIUM II 233 MS
INTEL PENTIUM PRO 200 995
INTEL PENTIUM MMX 233 395
INTEL PENTIUM MMX 200 245
INTEL PENTIUM MMX 166 200
CYRIX/IBM M2 MMX 200 175
CYRIX/IBM M2 MMX 233 275
AMD K6 233 MMX 305
AMD K6 200 MMX TEL
AMD K6 166 MMX 215
MEMORIE RAM
32MB EDO 60 ns 115
16 MB EDO 60 ns 60
8 MB EDO 60 ns 45
32 MB DIMM SDRAM 120
64 MB DIMM SDRAM 285
128 MB DIMM SDRAM 655
SCHEDE MADRI
TRITON II TX 512 140
GIGABYTE TX 512 170
GIGABYTE PII 240
QDI TITANIUM TX 512 170
QDITITANIUM TX 512 ATX 210
ODI LEGEND (PII) 275
ASUSTEK TX P4 215
ASUSTEK TX-F. 97 250
ASUSTEK TX-XE 97 ATX 270
ASUSTEK P2L97 440I.X AGP 310
ASUSTEK P2I.97 ♦ ATI 3D AGP 450
ASUSTEK P2L97DS AGP DUAI. 650
ASUSTEK P2L97DS DUAL/SCSI 790
INTEL ATLANTA (PII+SB+AGP)575
INTEL ATLANTA (PII) 305
MICROSTAR MS-6117 440I.X 22S
MATROX
MILLENNIUM II 4MB RETAIL 320
MILLENNIUM II 8MB RETAIL 440
MILLENNIUM II 4MB AGP OEM 335
MILLENNIUM II 4MB AGPRET 385
MILLENNIUM II 8MB AGP OEM 475
MILLENNIUM II 8MB AGP RET 505
F.XP. 4MB x MILLENNIUM II 195
EXP. 8MB X MILLENNIUM II 320
EXP. 12MB x MILLENNIUM II 480
MYSTIQIIE 220 4M B OEM TEL
MYSTIQUE 220 4MB RETAIL 205
EXP. 2MB x MYSTIQUE 85
EXP. 4MB x MYSTIQUE IIS
EXP. 6MB x MYSTIQUE 175
RAINBOW RUNNER 265
RAINBOW RUNNERTV 185
KIT MYSTIQUE+RAINBOW 445
M3D PROCESSOR 145
SCHEDE VIDEO
S3 I R 1064 V2/DX PCI 2MB 60
S3 VIRGE 2D/3D DX 375 4MB 100
ASUSTEK AGP-V3000 4MB 270
ASUSTEK AGP ATI 4MB 235
MICROSTAR AGPCIRRUS 4MB 150
VOODOO JDFX RETAIL 245
MONITORS
14" MONITOR 1024x768 DIG. 255
15" DIGITALE 0.28 315
15“ DIGITALE 0.25 + CASSE 435
17“ DIGITALE 1024x768 028 605
17“ DIGITALE 1600 025 995
19" DIGITALE 1600026 1.205
ACER 15" 56C OSI) 385
ACER I7-76IEOSD 935
FUNAY 17“ DIGITALE 028 695
NEC 15" A500 525
NEC IT' A700 855
NEC 15“ M500 735
NEC 17" M700 1.125
NEC 15“ E500 635
NEC 17" E700 1.125
SONY 15" CPDI00ES 575
SONY 15" CPD100GST 675
SONY 15“ CPDI20AS 875
SONY 17" CPD200EST 1.075
SONY 17" CPD200GST 1.295
SONY 17" CPD220AS 1.375
SONY 17“ GDM200PST 1.595
SONY 20" CPD300SFT 2.575
SON Y 20" GDMSE2T5 2.975
SONY 21" GDM500PST NEW 3.550
SONY 24" GDMW900 4.900
PHILIPS 15“ 105 S 425
PHILIPS 15" 105 B 510
PHILIPS 15" IOSA 640
PHILIPS 17" 107 S 840
PHILIPS 17" 107 B 925
PHILIPS 17" 107 A 1.235
PHILIPS 19" 109 A 1.775
NOKIA 15" 449X10.25 TEL
NOKIA 15“ 449XA 0.25 595
NOKIA 17" 447ZA 0.27 999
NOKIA 17" 4I7TV 0.28 1.355
NOKIA 17“ 447XPRO 0.25 IJ55
NOKIA 17" 447XAV 0.25 1.520
NOKIA 19“ 446XPRO 0.26 1.900
NOKIA 21" 445X1 0.22 1600 2.450
NOKIA LCD 300XA S-TFT 3.900
MASTERIZZATORI
SONY CDU 928E ATAPIINT.
SONY CDU 926 SCSI INT
IIP 7100 INT. ATAPI
IIP 7100 PLUS EXT. PARAI..
625
650
725
895
625
WAITEC WT2026/I SCSI RISCR.8S5
WAITK C WT2036/IIDEI R1SCR, 745
PHILIPS CDD36I0 ATAPI RISC. 730
MITSUMI CR280I INT.ATAPI 585
RICOII MP6200SR INT. RISC R. 875
DIAMOND
DIAMOND MONSTF.R JDFX OEM J0S
DIAMOND MONSTER 3DFX RET.355
DIAMOND STEALTII IIS220 4MB 185
DIAMOND VIPER 330 4MB 305
DIAMOND FIRE GLI000 PRO 4MB275
DIAMOND FIRE GLI000 PRO 8MB360
ATI
ATI 3DPRO TURBO PC2TV 8MB 355
ATI XPERT@WORK 4MB RETAIL3IS
ATI XPERTfSJPLAY 4MB RETAIL 335
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SATELLITE 220CS 2.490
SATELLITE 230CX 2.800
SATELLITE PRO 440 CDT 4.750
SATELLITE PRO 460 CDT TEL.
SATELLITE PRO 480 CDT 6.750
TECRA 520 CDT 6.050
TECRA 530 CDT 6.500
TECRA 540 CDT 7.200
TECRA 750 CDT 11.250
TECRA 750 DVD 11.350
PORTEGE 660 CDT 7.350
PORTEG E 300 CT 5.200
LIBRETTO 50 CT 2.490
LIBRETTO 70 CT 3.590
CD-ROM / DVD
SONY I6X 85
GOLDSTAR 24X 115
CREATIVE 24X/SAMSUNG 24X 125
TOSHIBA 24X/SONY 24X 120
PHILIPS 24 XI PIONEER 24X 125
PIONEER 32X/TEAC32X 170
NEC 32X/ MITSUMI 32X 170
GOLDSTAR 32X RETAIL 180
PLEXTOR 32X SCSI RETAIL 370
DVD CREATIVE_455
HARD DISK
2.1 SAMSUNG 235
2.1 QUANTUM FIREBALLSE-. 245
3.2 SEAGATE ULTRA-ATA 325
3.2 QUANTUM STRATOS 320
3.2 QUANTUM F1REBALLSE 335
3.2 WESTERN DIGITAL U-TA 330
4.0 QUANTUM BICFOOTT-REX 345
4.3 WESTERN DIGITAL U-ATA 370
4.3 SEAGATE ULTRA-ATA 365
4. 3 OU AN-TUM FIRE BALL SE . 3 55
6.5 QUANTUM CYCLONE 375
6.0 QUANTUM BIGFOOTT-REX 465
6.5 QUANTUM FIREBALLSE 475
6.5 IBM DESKSTAR5 495
6.5 SEAGATE ULTRA-ATA 465
8.4 QUANTUM FIREBALLSE 635
MODEM
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US ROBOTICS 33.6 FLASH 210
US ROBOTICS MESSAGF. PLUS 290
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US ROBOTICS ISDN interno 130
US ROBOTICS ISDN esterno 190
PHILIPS 33.6 interno VOICE 110
PHILIPS 33.6 esterno VOICE 140
MQTQRQl.A ESIERN-Q-CVl_129
MOTOROLA SURFER 56K est. 235
MOTOROLA ISDN esterno 320
MOTOROLA PCMCIA 315
CREATIVE
SBI6P&POEM 70
SB 16 P&P RETAIL 95
SB AWE 64 STANDARD OEM 130
SK VIDEO ECLIPSE 4MB 115
SK VIDEO EXXTREME 4MB 175
SB AWE64 P&PGOLD 320
DISCOVERY 64/24X P&PNEW 260
DISCOVERY AW64GOLD+DVD 465
VIDEO BLASTER WEBCAM 245
SCANNER
IIP SCANJET 5100C 455
IIP SCANJET 6I00C 1.200
LOGITECH PAGESCAN PAR. 200
LOGITECH FREESCAN PAR. 350
MUSTEK SCANEXPR 6000P 195
MUSTEK SCANEXPR I2000P 285
MUS TEK SCANEXPR I2000S 370
MUSTEK PARAGON 600IICD/SP25S
MUSTEK PARAGON 800IIEP 315
MUSTEK PARAGON PRO A3 1.650
PRIMAX 4800 195
PHILIPS 4800 225
Orarlo: LUN/VEN09-13/15.30-19
SABATO 09-13
Orarlo: MAR/SAB 10.00-20.00
LUNEDI 13.00-2000
TEXAS INSTRUMENTS
TEXAS EXTENSA 355 MMX 2.325
TEXAS EXTENSA 390C 2.750
TEXAS EXTENSA 390CX 3.350
TEXAS EXTENSA 620 CD 2.800
TEXAS EXTENSA 620 CDT 3.250
TEXAS EXTENSA 650 CD 2.650
TEXAS EXTENSA 650 CDT 3.400
TEXAS EXTENSA 670 CD 3.350
TEXAS EXTENSA 670 CDT 4.150
TEXAS TRAVELMATE 7062 6.650
TEXAS TRAVELMATE 7063 7.100
TEXAS TRAVELMATE 7100 7.900
TEXAS TRAVELMATE 7100 9.550
STAMPANTI
EPSON STYLUS 300 250
EPSON STYLUS 400 360
EPSON STYLUS 600 430
EPSON STYLUS 800 610
EPSON STYLUS 1000 750
EPSON STYLUS 1520 1.455
EPSON STYLUS 3000 2.650
EPSON STYLUS PHOTO 650
EPSON STYLUS PRO XL+ 1.550
IIP DJ 400 L 255
IIP DJ 670 C 345
IIP DJ 690 C+ 435
IIP DJ 720 C NOVITÀ 1 505
IIP DJ 870 CXI 605
IIP DJ 890 C 655
IIP DJ 1I00C 875
IIPU6L 685
HPLJ6P 1.400
HPOFFICEJETPRO1I50C 1.395
CANON BJC 80 385
CANON BJC 250 +ENCICLOP. 230
CANON BJC 4300+ENCICLOP. 335
CANON BJC 620 465
CANON BJC 45SOFENCICLOP. 535
CANON BJC 4650+ENCICLOP. 63S
CANON BJC 7000 76S
SCSI HARD DISK / CTRL
2.1 U-SCS1 III FIREBALLST
3.2 U-SCSI III FIREBALLST
4.3 U-SCSI III FIREBALLST
6.5 U-SCSI III FIREBALLST
8.4 U-SCSI IH FIREBALLSE
4.3 U-SCSI III IBM
4.3 W-SCSI IBM
2.2 W-SCSI QUANTUM VIKING
4.5 W-SCSI QUNATUM VIKING
4.5 W-SCSI QUANTUM ATLAS II
9 W-SCSI QUANTUM ATLAS II 1.450
9 U-SCSI III ATLAS II 1.450
AVA 1505 ISA KIT
AIIA 2940 U-WIDE KTT
IOMEGA
ZIP ATAPI INTERNO
ZIP PARALLELO/SCSI EST.
ZIP SCSI Interno + CTRL
I.LF.LO/SCSI
380
420
510
660
850
605
675
390
675
830
110
490
185
275
275
335
ZIP ZOOM SCSI «dpi. 90
DITTO interno 200
DmO esterno 275
DITTO MAX Interno 7 Gb 300
DITTO MAX PROFESS. 10Gb 525
JAZZ interno 515
JAZZ esterno 695
JAZ TRAVELLER SCSI/PAR 100
PCMCIA SCSI ADAPTER 200
LOGITECH
PILOT SERIALE - PS/2 50
MOUSEMAN 75
MOUSEMAN+ 95
MOUSEMAN CORDLESS PRO 125
TRACK MAN MARBLE 140
SONY DIGITAL CAMERA
SONY DSC-FI 4MB 640x480 1.150
DPP-M55 STAMPANTI COLORI A6 850
Hotline tecnica Tel. 06/86.07.478 - 863.29.316 Fax 06/863.84.392 - Iwww.infoware
Prezzi X 1000 iva esclusa - validi dal 01.03.98 ad esaurimento e $ max. 1750 - Finanziamenti - Carta Aura-
Tfij - |infoware(o)publibyte.i{
POS/Bancomat - parcheggio clienti
Costruttore:
Hnachi Itd - 15-12 Nishi Shimbashi 2
chome. Minato-ku. Tokyo
Distributore:
Hitachi Europe Ltd - Via Tommaso Gulli
39 Milano
Tel 02/487861
Prezzo IVA esclusa
indicativo ischeda MPEG2 esclusal
Ut. 400 000
Hitachi GD-2000 DVD-ROM
Già arrivato alla seconda
generazione, il lettore DVD di Hitachi
conferma tutte le attese di una leader¬
ship annunciata fin dallo scorso luglio
'97, quando il costruttore giapponese
presentò al mondo il suo primo lettore
DVD, il GD-1000. Per la bramosia di
tutti gli appassionati di tecnologia e per
quelli che da anni attendono paziente-
mente l'era multimediale.
Il tempo passa per tutto e per tutti,
nulla ne è escluso, per il supporto
DVD. però, il fattore tempo sembra
adesso scorrere molto più in fretta So¬
lo ieri, infatti, operatori e pubblico ve¬
devano il sistema e tutte le sue ghiotte
peculiarità che lo caratterizzano relega¬
te nell'ovattato limbo dei desideri: seb¬
bene dubbi sulle sue potenzialità ab¬
biano mai sfiorato nemmeno la mente
più pessimista, forti perplessità nasce¬
vano dalla feroce guerra degli standard
che a tutti i livelli il nuovo media ha,
praticamente sin dalla sua incubazione,
suscitato
Come ho avuto modo di dire in pre¬
cedenti occasioni, l’elemento scate¬
nante di quella che altrimenti sembre¬
rebbe solo un'insana fobia di protago¬
nismo è dato dal trenino di royality che
un supporto come questo, davvero
inevitabilmente, si porta dietro. A guar¬
darlo in effetti non si direbbe: eppure
questo disco, cosi simile al suo precur¬
sore (il CD) che nel corso degli anni '80
iniziò una silenziosa rivoluzione degli
usi e dei costumi della società contem¬
poranea, è stato destinato sin dal mo¬
mento del suo concepimento alla rea¬
lizzazione di una fortissima convergen¬
za tra media nati e vissuti in ambiti
completamente diversi. Il passaggio da
un mondo fatto a compartimenti stagni
ad uno dove praticamente tutti i settori
(il mondo del business, quello dell'en-
tertainment, quello deH’educazionale,
ecc., ecc.) utilizzano e condividono si¬
stemi, risorse e problematiche comuni,
è la sfida che aspetta il sistema DVD:
evidente pertanto che i costruttori che
avranno contribuito alla determinazione
degli standard e alla verifica tecnologi¬
ca potranno contare per gli an¬
ni a venire su rendite economi¬
che e un bagaglio tecnologico
difficilmente contrastabili dalla
concorrenza. Eventuali riserve
sulla capacità camaleontiche
del DVD sono facilmente contrastabili,
cosi come la paura che tutto possa fi¬
nire in uno dei bagni di sangue che il
mondo dell'elettronica ci ha negli anni
consegnato. Il numero e il peso degli
attori scesi in campo non consentono
tentennamenti, considerato che que¬
sto nuovo media è talmente desidera¬
to e considerato vitale dal mondo
dell'informatica e da quello dell’intrat¬
tenimento domestico che addirittura
c'è chi non ha dubbio che le passate
diatribe sugli standard (come quella,
per il settore dell'home cinema, della
codifica di formato per l'audio multica¬
nale) verranno molto probabilmente ri¬
cordate negli anni a venire solo come
semplici e scontate scaramucce senza
importanza, con buona pace di chi quei
momenti li ha davvero vissuti con i
propri occhi. Anche chi non nutre mini¬
ma fiducia nelle rivoluzioni tecnologi¬
che, infatti, non può non riconoscere al
supporto DVD caratteristiche e attratti¬
ve senza precedenti: basta considerare
le capacitò massime di immagazzina¬
mento dati, che partono da 4,7 GByte
per un solo lato registrato e giungono
ad un massimo, utilizzando entrambe
le facce e la tecnica del doppio strato
(su ogni lato i dati sono "annegati" a
226
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Hitachi GD-2000 DVD-ROM
OverView
CD. Ai due formati il drive Hitachi inol¬
tre dedica memorie buffer di taglio dif¬
ferente: ben 512 kbyte per il sistema
DVD, 128 kbyte per quello CD. Un
grosso vantaggio specie per chi si avvi¬
cina oggi al suo primo computer "im¬
portante" è inoltre dettato dal tipo di in¬
terfaccia disponibile, la E-IDE, che può
rendere la scelta dell'acquisto di un
GD-2000 una soluzione davvero con¬
correnziale anche in comparazione a
un comune lettore CD visto che non ri¬
chiede nemmeno l'esborso economico
di un controller SCSI supplementare.
Le caratteristiche desunte dalla tabella
tecnica segnala¬
no inoltre un ci¬
clo MTBF (Mean
Time Between
Failure) di ben
L'interno mostra una co¬
struzione altrettanto ac¬
curata. molto ingegnerà-
lata e priva di qualsiasi
cablaggio
Sebbene inserire il numero "2000"
nei prodotti da lanciare sia oggi molto
di moda in attesa dell'evento di fine se¬
colo, nel caso del drive per DVD-ROM
Hitachi il significato è molto diverso: il
GD-2000 è difatti l'evoluzione dell'origi¬
nario GD-1000 richiamato in apertura, e
il passaggio al suffisso 2000 è presu¬
mibilmente dovuto al raddoppio della
GD-2000, la nuova era
DVD-ROM di Hitachi
profondità diverse grazie all'impiego di
due distinti substrati), di ben 17 Gbyte,
oppure la possibilità di portare in digi¬
tale dentro un computer un’intera pro¬
duzione cinematografica con caratteri¬
stiche video e audio di una qualità sen¬
za precedenti. Di fronte all'interesse
sempre maggiore del mondo dell'infor¬
matica per il settore dell'intrattenimen¬
to, i principali attori di questa rivoluzio¬
ne hanno pensato bene di presentare
i relativi lettori ancor prima che i pro¬
duttori del software mettessero a di¬
sposizione un'offerta di titoli sufficien¬
temente attrattiva: giusto per dare
un'idea, nella scorsa primave¬
ra in Giappone i primi lettori
DVD e qualche software su
DVD erano già nei magazzini
multipiano di Akihabara, il ce¬
leberrimo quartiere dell'elet¬
tronica di Tokyo. Una disponi¬
bilità, quella dell'hardware
DVD piuttosto che del
software, che si sta concretiz¬
zando anche da noi: ciò non
deve stupire più di tanto, vi¬
sto che si spiega con la com¬
patibilità all'indìetro del siste¬
ma DVD-ROM con tutti i for¬
mati più o meno diffusi come
il CD Audio e i CD-ROM, oltre che con
i vari CD-R, il CD ReWrite, i CD-I e i
CD-ROM XA. Compatibilità, si badi be¬
ne, che il nuovo lettore DVD Hitachi
GD-2000 assicura in questo caso pie¬
namente, aggiungendovi anche quella
dei formati fisici (oltre ai normali dischi
ottici da 120 mm sono compatibili an¬
che quelli da 80 mm, cosiddetti "mi-
mCD") per il supporto CD, fatto che
conferma pienamente il massimo ri¬
spetto dell'investimento economico a
chi si sta lasciando solleticare dall'idea
di acquistare già oggi un prodotto simi¬
le al posto del tradizionale lettore di
CD-ROM Per chi sta proprio meditan¬
do una simile eventualità, ecco un pro¬
filo del lettore GD 2000 Hitachi
Il pannello con¬
nessioni del let¬
tore DVD GD-
2000 non e diverso da una qual¬
siasi altra unità E-IDE da destra
verso sinistra si scorgono II con¬
nettore di alimentazione, la porta
per il connettore multiplo dei dati,
i /umper per l'attribuzione delle
specifiche gerarchiche, il tradizio¬
nale connettore per il segnale au¬
dio dei canali destro e sinistro e.
infine, un misterioso connettore
bipolare di cui non si è trovata
traccia in letteratura, che sia
un'uscita dati digitale?
velocità permessa
dal gruppo di lettu¬
ra o al desiderio di
indicare una se¬
conda generazione
dell'originario
1000. Al di là di
considerazioni me¬
ramente formali, il
GD 2000 permette
concretamente
ben 2,76 MB/s di
transfer /rate nella lettura dei DVD. e
ben 1,29MB/s minimi per il formato
CD-ROM con possibilità di arrivare a 3
MB/s (in funzione della tecnologia
CAV). Elevati senza dubbio anche i
tempi di accesso medi associati al let¬
tore, che sono stimati in 210ms per lo
standard DVD e 130 ms per lo standard
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
227
OverView
Hitachi GD-2000 DVD-ROM
Due sono i gruppi or¬
lici presenti nel GD-
2000 Hitachi il siste¬
ma di lettura prevede
un pick-up che im¬
piega un laser da 780
e un 'ottica ottimizza¬
la per i van !ormati
CD e un 'emissione a
650 nm e apposita
ottica per la lettura di
dischi m standard
DVD A seconda del
tipo di supporto otti¬
co introdotto, la testi¬
na girevole mette in
posizione di lettura il
gruppo opportuno
100.000 ore lavorative, temperature di
esercizio entro un range compreso tra
5 e 45 gradi centigradi con umidità tra il
15% e l'85%. oltre alla possibilità di un
montaggio non solo standard (ovvero
parallelo al piano di lavoro), ma anche
in verticale
L'unità si presenta nel classico for¬
mato da 5,25 pollici, con ingombri com¬
presi in 146 mm di larghezza, 41,3 mm
di altezza e 190 mm di profondità; il pe¬
so è stato invece contenuto in un chilo¬
grammo. All'atto pratico il lettore GD
2000 affida il richiamo della sua diver¬
sità solo all'apposizione a rilievo del lo-
go DVD-ROM sulla destra del cassetti-
no motorizzato: per evitare facili confu¬
sioni, il ricordo della piena compatibilita
con i formati pre-esistenti è stato affi¬
dato al tradizionale logo Compact Disc,
che infatti presente a rilievo nella parte
opposta del pannello. La costruzione,
già ad un primo giudizio tutto esteriore,
è davvero curatissima oltre ogni logica
aspettativa: sono ad esempio presenti
due distinti indicatori luminosi, uno per
segnalare la presenza all'interno
dell'unità di un semplice CD o di un
DVD (m quest'ultimo caso si accende
una luce verde), l'altro per segnalare
l'impegno dell'unità dal sistema (con
un indicatore arancione) onde consenti¬
re all'utente di evitare azionamenti pre¬
maturi del sistema di apertura del vas¬
soio di caricamento dei dischi. A ciò si
deve aggiungere la morbida guarnizio¬
ne in gomma bianca posta dietro il pan¬
nello del cassettino onde attutire magi¬
stralmente il contatto con il pannello
frontale, il cui risultato completa un
azionamento nelle fasi di scorrimento
del vassoio altrettanto dolce e silenzio¬
so. Inoltre, ai consueti comandi dedica¬
ti all'ascolto in cuffia direttamente dal
lettore (volume e relativa presa mi-
nijack), nascosto sotto il cassettino c'è
addirittura un buchino per infilare un
sottile cacciavite e. senza dare corren¬
te. aprire il vano dischi manualmente
una raffinatezza non comune.
Viste le premesse, anche all'interno
le notazioni costruttive non sono da
meno: il sistema di lettura rotante con
pick-up a doppio gruppo ottico (uno uti¬
lizzato dal diodo laser a 780 nm
destinato ai vari formati CD, l'al¬
tro insieme al laser con emis¬
sione a 650 nm per lo standard
DVD) supera anche un esame
condotto con marcata severità,
cosi come in generale eccelle
tutto il gruppo lettura, che tra
l'altro può contare su una mec¬
canica basculante ben ammor¬
tizzata, su un ottimo motore ad
induzione e su due guide cilin¬
driche cromate capaci di ridurre
a livelli ridicoli gli attriti del grup¬
po laser durante le operazioni di
spostamento sotto il disco. En¬
trando ancor più all'interno del proget¬
to, si deve sottolineare che il lettore è
costruito su un unico PCB con compo¬
nentistica ad elevato livello di integra¬
zione prodotta per un buon 95% dalla
stessa Hitachi. Per garantire la massi¬
ma affidabilità, gran parte della compo¬
nentistica integrata beneficia di un par¬
ticolare sistema di conduzione del calo¬
re che riesce a portare all'esterno, ov¬
vero sul fondo in alluminio, buona parte
del calore prodotto.
Chi è infine interessato a riprodurre
sul monitor del proprio computer film
su formato DVD-Video, oltre al GD
2000 Hitachi deve momentaneamente
prevedere anche l'acquisto di una
scheda di decodifica MPEG-2 per de¬
comprimere i segnali video e audio: la
scelta di non fornire insieme con il dri¬
ve in questione una scheda di questo
tipo è però consequenziale a quanto
pianificato per il sistema DVD-ROM
dallo stesso DVD Forum, il gruppo di
costruttori i cui lavori determinano at¬
tualmente gli sviluppi degli standard e
le specifiche della numerosa famiglia
dei media DVD. In relazione a ciò, si
prevede che in un prossimo futuro tut¬
te le operazioni di decodifica MPEG
verranno direttamente implementate
dalle schede video, per cui l'inserimen¬
to di una scheda separata e dedicata
può essere giustificata oltre che conve¬
niente solo a chi ha l'esigenza di vede¬
re oggi sul suo PC i pochi film in DVD
attualmente disponibili. Chi invece può
aspettare è bene che segua gli sviluppi
del settore delle schede video, poiché
le prestazioni di questi prodotti non po¬
tranno che garantire risultati migliori
della attuale soluzione costituita dalla
catena lettore + scheda MPEG2 +
scheda video, non fosse altro per quel
passaggio mgresso/uscita in piu sul bus
PCI necessario oggi.
M3
228
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Su e giù
tra Roma e Milano
volte al giorno.
Air One è la prima linea aerea privata
ad operare regolarmente tra Fiumicino e Linate.
Il primo volo è alle 7.00, l’ultimo alle 20.50, dal lunedì al venerdì sia da
Roma che da Milano. Tariffe ridotte il sabato, i festivi e tutti gli altri giorni
dalle 1 1.00 alle 15.00. E in qualsiasi orario troverete la qualità del servizio
che ha fatto di Air One la migliore alternativa in volo nei cieli d'Italia.
Volare è bello, coccolati è meglio.
‘notazioni: 06/488800 - 1478/48880 - informazioni 24I1: 06/478766 ■ T M C Video pag. 5 55 http: //www.flyairone.it
Produttore e distributore
Task s.r.l.
V*a Sesiese, 61
60141 Faenze Itala
Te. 055/42 74 301
ini
internet
IViViVflPTT.ir
Prezzo:
versione Full:
versione Pro:
Lit. 79.000
Lit 399 000
fronte a due possibilità, la prima è quel¬
la di caricare un campionato direltamen-
te dal nostro HD e cominciare a lavora¬
re su dati precedentemente archiviati.
Ma se è la prima volta che eseguiamo il
progra mma, dobbiamo scarica re i dati
dal sito Kwvw.Tombali n Prima di ese¬
guire il download, dobbiamo scegliere il
campionato da scaricare e. per avere la
classifica aggiornata, e necessario con¬
netterci dalle ore 22.00 del secondo
giorno successivo allo svolgimento del¬
la giornata di campionato. Eseguito il
download, possiamo cominciare ad
aprire la classifica. Nella barra degli stru¬
menti possiamo trovare una serie di
pulsanti che riguardano tutte quelle
operazioni ritenute di uso piu frequente
tra cui quello relativo alla classifica ap¬
pena aggiornata chiamata "punti". Ri¬
cordiamo che alcuni comandi presenti
nella barra degli strumenti, come quello
dei risultati o quello di controllo dei dati
inseriti, sono attivi solo della versione
PRO, quindi non abilitati in questo caso.
Passiamo poi a controllare la statistica
delle espulsioni, la classifica dei canno¬
nieri, i rigori, i falli e in fine i gol subiti, il
tutto con i nomi dei giocatori e della
squadra relativa Nella barra dei menu,
invece, troviamo una descrizione più
dettagliata della classifica, con la visua¬
lizzazione, ad esempio, delle vittorie e
delle sconfitte totali, i pareggi, sia fuori
che in casa, ('imbattibilità, i marcatori, le
espulsioni, le ammonizioni e i cambi II
tutto viene visualizzato sotto il menu
"squadre" Mentre nel menu "reti"
avremo una completa ed esauriente de¬
scrizione delle reti fatte e subite dalle
singole squadre, oltre all'elenco dei cor¬
ner a favore ed a sfavore Insomma un
valido riassunto delle partite svolte Nel
menu "giocatori” troviamo invece tutta
una sene di statistiche inerenti ai singoli
giocatori delle squadre di campionato,
come la classifica dei cannonieri, i rigo¬
risti e addirittura i gemelli dei goal. Il
menu " varie" invece è di stretto utiliz¬
zo della versione PRO, mentre nel me¬
nu "curiosità" troviamo tutta una sene
Football On The Web
Vi siete mai chiesti di
quanti giorni alla settimana sentiamo
parlare di calcio? Naturalmente la rispo¬
sta è facile, ma forse gli appassionati
del gioco più bello del mondo non san¬
no che esistono alcuni programmi per
computer dedicati al calcio
Non stiamo parlando di semplici pro¬
grammi che eseguono pronostici o sta¬
tistiche, ma di software specifici orien¬
tati agli operatori del settore, quali alle¬
natori, giocatori e comunque professio¬
nisti del calcio A proposito di questi
software, il 12 gennaio è stato presen¬
tato un nuovo programma ideato e rea¬
lizzato dalla Microlink che rappresenta
un punto di svolta nel mondo dei pro¬
grammi dedicati. La società fiorentina è
stata, sin dalla sua nascita, sensibile alle
richieste degli operatori del settore
informatico, che chiedevano una forni¬
tura di software e hardware sempre piu
affidabile e di semplice utilizzo e quindi
non poteva dimenticarsi di commercia¬
lizzare un programma dedicato allo
sport piu famoso del mondo Pratica¬
mente il software della Microlink per¬
mette di aggiornare, grazie ad un colle¬
gamento con apposito sito su Internet,
la classifica della serie scelta e tutte le
informazioni relative alle statistiche del¬
le partite appena svolte Praticamente
si ha sott'occhio. in ogni momento della
giornata, tutto quello che riguarda il
mondo del calcio, compresa la possibi¬
lità di divertirsi a fare pronostici.
Il programma viene offerto in tre ver¬
sioni: la versione Light OEM, distribuita
gratuitamente, equipaggia tutti i compu¬
ter assemblati dalla Microlink ed è pos¬
sibile eseguirne il download diretta-
mente sul sito lwww.football il consen¬
te di visualizzare un numero limitato di
classifiche; la versione Full, pensata per
tutti, consente di visualizzare tutte le
classifiche disponibili, la versione Pro,
invece, destinata ai professionisti, con¬
sente di inserire singoli dati per ciascun
giocatore e squadra, anche per i tornei
giovanili. Questa versione si basa su di
un numero notevole di archivi e quindi
consente un numero maggiore di ope¬
razioni
La versione in nostro possesso è la
Full che offre un certo margine di pro¬
grammazione
Cominciare
a giocare
Dopo la breve installazione, il pro¬
gramma avvia automaticamente il web
Browser che servirà poi per gli aggiorna¬
menti Finita la procedura di avvio pos¬
siamo aprire Football on thè web diret¬
tamente dal desktop e ci troveremo di
230
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Ecco la schermala chiara e completa della classifica di campionati di sene A
aggiornato alla diciottesima giornata
33 39 2» «TOMIHIEi
PRONOSTICO XX 2 XZX XX 1 PUNTI CONTRO NR
AIALANTA ^ 6
BARI
BOLOGNA
ATALANTA
SAMPOORIA
PARMA
AMPDORIA
Football On The Web ,
■OverView
Il pronostico viene eseguito m base percentuale secondo la squadra prece¬
dentemente scelta
Possiamo contare non solo sul metodo di numerazione classico, ma anche
sulla classifica inglese di cui vediamo la schermata
sto è sicuramente un metodo più sicuro
e più veloce di un inserimento manuale
Microlmk garantisce il servizio "on line"
gratis per il primo anno di possesso del
programma, a decorrere dalla data di
acquisto del prodotto, Di ottima fattura
è il manuale in italiano che spiega in
maniera semplice e diretta, non solo le
singole funzioni ma anche la corretta
procedura di installazione, invitandoci a
spedire la scheda di registrazione che si
trova in fondo al libretto stesso, Ad ar¬
ricchimento del tutto vi è anche la pos¬
sibilità di ricevere a pagamento i cam¬
pionati storici che possono essere presi
direttamente dal sito Internet.
Insomma il mondo del calcio si arric¬
chisce di un strumento valido per tutti
coloro che fanno dello sport più bello
del mondo un hobby o un lavoro, un di¬
vertente e utile programma di pronosti-
ci per chi vive questo sport con passio¬
ne, ad un prezzo sicuramente interes¬
sante.
MS
Molto utile e sicuramen¬
te completo 6 il riepilogo
globale che il program¬
ma pub effettuare su di
una singola squadra
di notizie riferite alle singole partite, co¬
me ad esempio la media del voto dei
migliori giocatori e dei peggiori, i rigori
falliti, e finalmente i pronostici. Per ot¬
tenere un pronostico è sufficiente sce¬
gliere una singola squadra e il program¬
ma darà il pronostico in base percen¬
tuale rispetto a tutte le altre squadre.
Quindi per avere un pronostico comple¬
to per la nostra schedina dovremmo
eseguire il programma tante volte
quante sono le partite della giornata di
campionato. Infine troviamo il menu
"altri” che ci permette di visualizzare
l'elenco delle partite disputate per ogni
squadra, le tabelle di ogni partita, le pre¬
senze, le marcature e altre curiosità.
Conclusioni
Sicuramente con questo programma
tutti gli appassionati del gioco del calcio
troveranno pane per i loro denti. Avran¬
no la possibilità di vedere aggiornato il
proprio campionato via Internet e que-
La classifica canno¬
nieri riguarda, ovvia¬
mente, il campionato
prescelto e ci mostra
le reti e nomi dei gio¬
catori
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
231
di Alessandro Pette
Produttore
E-Corp,
681 Andersen Drive, Pittsburgh,
Penns ylvania 15200, PA USA
E-mail I
nternet'
Distributore:
Logic s.r.l
Svada Statale dei Giovi. 34
20030 Bovisio Masciago IMI)
Tei 0362/559407
Prezzo (IVA esclusa) Lire 119.000
ra curiosità, ci siamo dedicati al program¬
ma di traduzione. Dopo pochi minuti di
utilizzo, e dopo un numero considerevole
di traduzioni, abbiamo cercato di mettere
in difficoltà in tutti i modi il semplice pro¬
grammino Abbiamo, però, potuto verifi¬
care come in realtà l'algoritmo usato per
la traduzione sia abbastanza efficiente e
sufficientemente affidabile anche con fra¬
si difficili, quanto basta per poter interpre¬
tare testi in lingue di cui non siamo pro¬
prio padroni E se questo non bastasse, il
programma è capace di tradurre termini
idiomatici e un insieme di parole con un
unico significato. Non male per un sempli¬
ce traduttore, soprattutto molto utile per
aiutarci a tradurre messaggi in Spagnolo.
Francese, Tedesco e Portoghese Se pro¬
prio vogliamo essere pignoli, l'unica cosa
che possiamo rimproverare alla E-Corp è
l'impossibilità di stampare le traduzioni, o
l'impossibilità di eseguire un più comodo
drag and drop, visto che la stessa E-Corp
pubblicizza il suo E-Mail97 proprio drag
and drop based.
Il programma FTP, invece, non mostra
particolari novità nella gestione della con¬
nessione, pur rimanendo veloce e intuiti¬
vo.
E' presente, comunque, un bellissimo
elenco di siti in FTP da visitare, sicura¬
mente molto interessanti come la NASA
o l'American Information Institute.
La posta diventa (e)intelligente
Vi siete mai domandati quanto tempo
potremmo risparmiare se avessimo un si¬
stema capace di imparare le normali pro¬
cedure effettuate giornalmente? Certo
potrebbe essere noioso e complicato do¬
ver programmare il nostro Client a tale fi¬
ne, ma se ci trovassimo di fronte ad un
programma che impara e automaticamen¬
te ci propone una scorciatoia? Ebbene, E-
Mail97 possiede un applicativo sicura¬
mente unico chiamato eTelligence che
permette al sistema di autoprogrammare
una serie di button specifici a seconda
E-Mail97
Non dobbiamo pensare
che il consolidato successo che sta ri¬
scuotendo il World Wide Web sia dovuto
solo ad un mero e meschino interesse
commerciale; sarebbe un'ingiustizia rele¬
gare Internet a questo unico scopo. E'
evidente quindi come la primaria esigenza
di un diretto scambio di informazioni e di
messaggi personali possa essere la vera
culla di Internet. Coscienti di questo rapi¬
do sviluppo e delle diverse necessità di
tutti gli e-mailer, un gruppo di esperti nel
settore informatico-telematico ha dato alla
luce, nei primi mesi del 1996, alla E-Corp,
una società che dedica tutti i suoi sforzi e
tutte le sue conoscenze finora accumula¬
te alla progettazione e commercializzazio¬
ne di programmi dedicati alla posta elet¬
tronica
La E-Corp, quindi, si colloca nel settore
in una posizione estremamente nuova e
competitiva, soprattutto per la specificità
delle loro proposte commerciali. Politica
comune è lo sviluppo e la ricerca di un
programma interamente dedicato alla ge¬
stione della posta elettronica, come E-
Mail97, che viene affiancato da una sene
di programmi satellite, più propriamente
chiamati plug-in. che rendono il prodotto
offerto completo e di universale utilizzo.
Installazione
Normalmente le procedure di installa¬
zione dei programmi in ambiente Win95
si equivalgono un po' tutte tra loro. Il pro¬
gramma di installazione di E-Mail97 prov¬
vede non solo a collocare i file di sistema
dove occorre, ma anche a trasferire tutto
ciò che riguarda la mail-box, con gli indiriz¬
zi e le informazioni necessarie alla con¬
nessione, dal nostro mail program di de¬
fault Purtroppo la compatibilità non è uni¬
versale ma solo con alcuni dei Client più
diffusi: tra questi Eudora e il sistema stan¬
dard di Microsoft. Addio quindi al noioso
processo di trasferimento di dati da un
programma all’altro. Inoltre, grazie alla co¬
moda e utilissima icona LaunchPad che
appare sul desktop, possiamo accedere a
tutti i programmi appena installati:
Email97. eTranslator oppure eFTP, in mo¬
do diretto senza passare dal menu pro¬
grammi di Windows 95.
Subito, sia per scetticismo che per pu-
232
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
E-Mail 97
OverView
delle varie funzioni eseguite più di fre¬
quente. Il tutto viene poi completato da
un efficientissimo sistema di filtraggio dei
messaggi in entrata, mantenendo una
perfetta automazione. Potremmo, ad
esempio, decidere di spostare una e-mail
in arrivo dal folder generico ad un folder
personale, oppure cancellarne una non
? radita, come una proposta commerciale,
utto questo è possibile deciderlo, pro¬
grammando la pagina di setup del Filte-
ring and Message Management, con una
semplicità disarmante A completare la
rosa di novità introdotte dalla casa ameri¬
cana troviamo anche la possibilità di pro¬
grammare un efficientissimo sistema di
multi-account.
Questo si traduce in una reale flessibi¬
lità del sistema che controlla automatica¬
mente più account di posta elettronica,
senza dover cambiare le istruzioni di Dial-
Up, azione altrimenti necessaria.
L’aspetto
Dopo aver introdotto le più importanti
e innovative caratteristiche che il pro¬
gramma ci offre, iniziamo a conoscere E-
Mail97 dal suo aspetto. Potremmo ideal¬
mente dividere la pagina principale in 6
parti: la schermata con i rispettivi folder,
la barra delle applicazioni specificamente
dedicata ai messaggi, la barra dedicata ai
plug-in, la barra del eTelligence, la barra di
stato del programma e il menu delle op¬
zioni.
do3j4'«|o«»i/i ;**>?■
ta
K*’**«~« d
u
3
1 3
m*ti*
3
(=0
Questa 6 la schermata *
che appare dopo aver
premuto Ne w dalla bar¬
ra dei messaggi Come
si può notare le novità
si fanno vedere anche
puesta volta Oltre alle
normali applicazioni e
possibile trovarne delle
nuove aggiungere un
file audio alla nostra e-
mail. marcare la mari
come urgente o. infine,
aggiungere una URL è
semplice come pigiare
un semplice tastino. Il
tutto può essere spedi¬
to con una opzione
chiamata " reguest re¬
turn recipient " che av¬
verte. una volta spedita
la mail. Qualora tosse
riuscita l'operazione di
recapito Ma se guardia- «
mo con attenzione
all'estrema destra della
barra delle opzioni vedremo una fila di applicazioni che sono tipiche di un word processor cor¬
rettore in italiano, allineamento del paragrafo, scelta dei font e dei colori Vi basta ?
KJfi-J
« *■
Incoming Folder
Già le novità cominciano a farsi vedere
nel folder principale: insieme all'lncoming
Folder. dedicato ai messaggi in entrata,
troviamo il Pending Folder dove vengono
immagazzinati tutti quei messaggi che
per qualche motivo non è stato possibile
spedire, mentre le Draft. eDelivery e Cu-
stomized rappresentano le vere e proprie
novità. La prima contiene tutti i messaggi
classificati come "bozze" e che hanno bi¬
sogno di essere rivisti e corretti, mentre la
seconda è specificamente dedicata a ri¬
ne viene svolta proprio all’interno del Cu-
stomized Folder, che è parte integrante
del sistema di multi-account.
Message Toolbar
Nella barra dei messaggi ciò che desta
maggior curiosità è l'icona del Preview.
Questa comoda funzione ci permette di
avere un'anteprima dei messaggi in arrivo
e decidere quali scaricare sul nostro HD o
quali cancellare. Quindi viene lasciata
all'operatore la massima libertà di control¬
lo circa i messaggi, potendo operare in
Il programma si presenta con uno stylmg pulito e ordi¬
nato In alto al folder principale troviamo disposte tutte
le applicazioni necessarie alla gestione del sistema
L'unico neo è Quello di non aver evidenziato le icone
con una grafica più chiara e intuitiva Sulla sinistra del
folder si trova invece il Quartier generale di eTelhgen-
ce. dove è possibile creare nuovi button o cancellare
Quelli ormai non più usati
sono stati lasciati nel nostro account
personale Una parola in più per il Cu-
stomized Folder possiamo spenderla.
Una volta programmata la funzione di
filtro che smista le mail a seconda dei
diversi utenti, dobbiamo fisicamente
creare i folder relativi. Questa operazio-
La maggior soddisfazione per un utente di Questo
programma è Quella di trovare delle applicazioni co¬
muni ma che nascondono delle funzionalità innova¬
tive Qui raffigurata troviamo la schermata di LDAP,
funzione selezionabile da eBook. un comodo e efh
ciente programmino che gestisce e racchiude tulli
gli indirizzi di e-mail
f* i<* a-M* a* om
f* l* *- *-• »*^ a*
ÙvitoaOflèuo 8
0*00 ffl 3*~
B •> *'•
MCmicrocomputer n, 182 - marzo 1998
233
e T lanilato*
OverView
E-Mail 97
£* l* B—* ***• B*
t *»»*«*
Welcome to eTranslator®
Thn produci tàovn you lo eftorttesa^ riamiate youi ncomng
and outgong menage* lo and boro w mai» wcrid languages
FVdie »W you de» ed language pa> boro die propcwed bi
(«he evaiabity » langjoget dependt on wtach Langoage
Moditi aie ntlaled on dù machnel
TiaraMelrai»
Io
affi]
K jEnghh
Sparto»)
^^^Gcrman
^^^German
1 1 -j
IH"* 1 *' -j
- Abea
J-l
HW) |
Una volta scelta la coppia di lingue su cui lavorate, e sufficiente inserire la Ira
se Oa tradurre, schiacciare il tasto di traduzione e il gioco e fatto
B
nr-ri.mi.il
— -—. —I o~. *1-. 174» —
Di facile comprensione e con un linguaggio di programmazione estremamente
intuitivo, il Filtei Management System o offre l'opportunità di automatizzare al¬
cune delle operazioni piu eseguire
maniera automatica, prima, e poi manua¬
le con il Preview. I restanti button non
servono ad altro che svolgere le normali
operazioni di gestione dei nostri messag¬
gi. Quindi troveremo nell'ordine New,
Reply, Forward, Redirect, Delete, Store,
Prmt, Find, Chek, Send, Exchange. Pre-
view e il button di Setup dell'intero pro¬
gramma.
Action Toolbar
Continuando il nostro ideale cammino,
sotto la barra dei messaggi troviamo
quella dedicata alle azioni Praticamente
la Action Toolbar contiene una serie di
piccoli programmi satellite, che completa¬
no così il ricco equipaggiamento di E-
Mail97. Cominciamo con l'interessante
ePager, programma necessario alla com¬
pilazione di brevi messaggi sia per cerca-
persone. sia per indirizzare messaggi in
formato SMS per i telefoni GSM; eVoice
invece si occupa di spedire un breve
messaggio vocale come e-mail; Vcard è
la rappresentazione elettronica del vostro
biglietto da visita e. infine, troviamo eNo-
te, che può essere usato praticamente
come un post-it elettronico Le altre ico¬
ne, tranne quelle relative a eTranslator e
eFTP, fanno parte di un pacchetto di pro¬
grammi che in questo caso non sono sta¬
ti installati e che devono pertanto essere
comprati direttamente online dalla E-
Corp. Altresi comode e ormai immancabi¬
li sono le icone Launch Browser, capace
di lanciare il nostro browser di default,
eBook, che contiene tutti gli indirizzi da
noi precedentemente inseriti e. ancora
una novità per questo genere di program¬
ma, eCalendar, un comodo e funzionale
programma di calendario che ci permette
di pianificare meeting e appuntamenti. Il
programma non si incarica solo di annota¬
re un evento, ma anche di spedire una e-
il LaunchPad non è solo
un semplice collega¬
mento sul desktop, ma
anche un efficiente si¬
stema di indirizzamento
verso le principali fonti
di novità della casa E-
Corp Possiamo decide¬
re di recarci nel sito del¬
la casa americana, co¬
me di aggiornare un
programma da noi pre¬
scelto. leggere le news
oppure scegliere il mo¬
do piu veloce per contattare l'assistenza online
mail di invito a tutti coloro che eventual¬
mente ne dovessero prendere parte Mai
come in questo caso si verifica l'utilità
della Vcard.
Una particolarità in più viene indicata
da una nuova funzione selezionabile dalla
applicazione eBook. LDAP, acronimo di
Lightweight Directory Access Protocol, ci
permetterà di trovare indirizzi di posta
elettronica e altre generiche informazioni
di un qualunque utente che sia però pre¬
cedentemente registrato ai quattro ser¬
ver di default, con l'opzione di inserire an¬
che dei server diversi da quelli forniti dal
programma.
Infine la barra di eTelligence la trovia¬
mo invece sulla sinistra della schermata,
mentre la barra di stato, che ci permette
di capire sia lo stato di connessione del
programma e sia quanti messaggi siano
in arrivo, si trova sono la finestra princi¬
pale
Conclusioni
Probabilmente con poche righe a di¬
sposizione non è possibile riuscire a de¬
scrivere una per una tutte le caratteristi¬
che che E-Mail97 possiede. Ma ci può
essere d'aiuto il manuale a corredo
(purtroppo solo in inglese) che riesce
molto sapientemente a spiegare le fasi
più salienti della programmazione e del¬
le funzioni che equipaggiano il program¬
ma. Sicuramente pregevole e utile è la
sezione dedicata al Glossario, in cui tro¬
viamo una vera e propria enciclopedia
dei termini più diffusi nel campo delle
comunicazioni telematiche, trovando a
volte la definizione di termini non sem¬
pre conosciuti da tutti. A completare la
flessibilità del prodotto, la E-Corp ci ga¬
rantisce non solo la possibilità di upgra-
dare il sistema online, ma anche di
comperare direttamente dal loro sito i
restanti plug-m, come eChat, ePubli-
sher, eSync ed eRecovery. Senza con¬
tare che. per chi volesse provare prima
di comprare, viene messa in rete una
versione limitata del programma, pronta
per essere scaricata
Appare evidente, quindi, l'impegno
progettuale e di sviluppo di questa gio¬
vane società, che è riuscita a creare in
brevissimo tempo un prodotto validissi¬
mo e dalle caratteristiche di sicuro suc-
234
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
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L I 693 000
iewSonic GT775
Ci accingiamo a provare
un nuovo monitor a 17" multi-frequen-
za. di fascia medio-alta, basato su tec¬
nologia proprietaria SonicTron; figlia,
quest'ultima, dell'assonante e mag¬
giormente noto brevetto Sony, non
più protetto dall'esclusiva per scaden¬
za dei termini previsti. Utilizzabile tan¬
to con un PC quanto con un Mac. il
GT775, che propone 16" d'immagine
visibile (equivalenti ad una diagonale
di 40,6 cm) e dot pitch di 0.25 mm.
abbina caratteristiche tecniche molto
valide ad un design sobrio e gradevo¬
le
Dotato di un avanzato sistema di
contrasto e specificamente progettato
per le applicazioni grafiche, questo
monitor dal case decisamente com¬
patto offre una resa ineccepibile, con
eccellenti refresh rate e risoluzione
massima di 1600 x 1280 pixel.
Da sottolineare anche la possibilità di
connessione a schede video professio¬
nali, grazie alle porte BNC integrate.
Un elegante 17”
Il nuovo modello di ViewSonic
Graphics Series si presenta esterior¬
mente con forme semplici ma efficaci
un frontale molto regolare, senza fron¬
zoli. m grado di far risaltare a dovere
l’immagine e dove le sole concessioni
all'estetica consistono nel leggero rilie¬
vo del pannello di controllo, contenente
i quattro tasti del menu di regolazione, il
pulsante di accensione ed il led, ed in
una cornice sapientemente disegnata
che, con le sue linee morbide, bene evi¬
denzia l'area del display.
Le curve che accompagnano poste¬
riormente il restringersi del tubo vanno
altresì a creare un profilo piacevolmente
slanciato, che finisce per delineare qua¬
si un corpo a sé stante rispetto
alla sezione inferiore, un contra¬
sto ancora piu evidenziato dalla
presenza delle prese d'aria nella
parte laterale bassa
La base basculante, nono¬
stante l'ottima mobilità (rotazio¬
ne laterale di 90° a destra e a si¬
nistra ed inclinazione verso l'al¬
to e verso il basso rispettiva¬
mente di 13° e 4°), presenta uno spes¬
sore totale ridotto; il tutto in un ingom¬
bro di 416 x 410 x 444 mm (l,h,p) per
20,5 kg di peso.
L'apparecchio ha una generosa dota¬
zione di serie che comprende, oltre al
cavo d'alimentazione standard, al ma¬
nuale, al floppy con il software allegato
ed al cavo video con connettore a 15
pin, anche un adattatore per Mac ed un
nucleo in ferrite per l'utilizzo delle con¬
nessioni BNC.
In profondità
Il ViewSonic GT775 rispetta piena¬
mente gli standard per il risparmio del
consumo elettrico. Il monitor può infatti
automaticamente passare, in caso di at¬
tesa prolungata (a mo' di screen saver)
o assenza di segnale video per intervalli
di tempo programmabili, a differenti
stati d’attività e di consumo (on, stand-
by, suspend ed off), evidenziati dal pas¬
saggio dal verde al giallo del colore del
led, e che consentono un considerevole
risparmio d'energia, secondo le moda-
236
MCmìcrocomputer n. 182 - marzo 1998
ViewSonic GT775
OverView
lità delle specifiche
DPMS.
Il metodo di scansione
è in modalità non mteral-
lacciata su tutte le fre¬
quenze, il che garantisce
immagini nitide e prive di
sfarfallamento, Oltre ad
un certo numero di risolu¬
zioni pre-settate con rela¬
tivi refresh rate, è possi¬
bile impostare una tra 13
differenti combinazioni
personalizzate. Una volta
che avremo regolato le
dimensioni e la posizione
del display, il monitor sal¬
verà l'attuale configura¬
zione, richiamandola tutte
le volte che torneremo a
selezionare lo stesso set¬
taggio di risoluzione e fre¬
quenza
Il GT775 consente di
utilizzare un'ampia lista
di selezioni timing, che
va dai 160 Hz di frequen¬
za verticale massima con
640 x 480 pixel per linea,
ai 65 Hz per la risoluzio¬
ne limite 1600 x 1280.
Tra le combinazioni pre¬
impostate: 800 x 600, a
75 Hz per VESA e 56 Hz
per Mac: 1024 x 768, a 70 o 75 Hz; 832
x 624 (solo Mac) a 75 Hz.
Abbiamo provato a mettere il monitor
m difficoltà, utilizzando anche una confi¬
gurazione Mac di 1152 x 870 a 75 Hz,
non prevista dalle specifiche tecniche,
ma il ViewSonic ha continuato a rispon¬
dere alla perfezione.
Dando uno sguardo al retro del dispo¬
sitivo, troviamo un pannello rientrante
con il compatto blocco
delle connessioni, che
presenta in alto i 5 in¬
gressi della porta B, riser¬
vata alla modalità BNC, e
sotto, da sinistra a destra,
la presa per l'alimentazio¬
ne e la porta A (VGA D-
SUB).
Compatibile con gli
standard VESA DDC e
DPMS, garantito dal mar-
II pannello di controllo
con i tasti del menu On
Screen. A destra sono
visibili il led di stato ed
il pulsante d'accensio¬
ne
Il GT775 ha in dotazione un ca¬
vo video con connettore a 15
pin ed adattatore Mac. un cavo
d’alimentazione, un nucleo in
ferrite per connessioni BNC. un
manuale e il software d'installa¬
zione
chio CE e confor¬
me ad EnergyStar
per quanto riguar¬
da il consumo
energetico e ad
MPR II e TCO '92
per i livelli d'emis¬
sione, il monitor è
perfettamente
Plug & Play sotto
Windows 95; giu¬
sto il tempo di col¬
legare i cavi ed il
sottoscritto era in¬
fatti già alle prese
con i più sofisticati
'software profes¬
sionali per test vi¬
deo' (leggasi Here-
tic ed Hexenì, per
potervi natural¬
mente fornire un
giudizio quanto
mai serio ed accu¬
rato sulla qualità
delle immagini.
OnView
Control
System
I menu di settag¬
gio e regolazione
digitale di tipo On
Screen Display so¬
no ormai di sene sui monitor di un certo
livello. La qualità di quello proposto dal
GT775 è però decisamente superiore
alla media, con una serie di ben 19 fun¬
zioni di controllo, tra le quali la possibi¬
lità di scelta della lingua con cui identifi¬
care tali funzioni; e la lista comprende
anche l'italiano!
Ingresso nel menu, posizionamento
sul comando, scelta, regolazione ed
uscita sono operazioni tutte facilmente
eseguibili, utilizzando in modo estrema-
mente intuitivo i soli quattro tasti del
piccolo pannello frontale. Oltre ai cano¬
nici controlli su contrasto e luminosità,
posizionamento e dimensioni orizzontali
e verticali, deformazione dell'immagine
(trapezoidale, schiacciamento laterale.
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
237
ViewSonic GT775
OverView
k . A
La finestra dei me¬
nu principale relati¬
vo al programma
d'installatone
ViewSonic.
l'immagine ai
relativi valori
memorizzati di
dimensione, po¬
sizionamento e
modifiche geo¬
metriche.
È anche pos¬
sibile seleziona¬
re direttamente dal menu la porta d'in¬
gresso del segnale, tra quella VGA (por¬
ta A) e quella BNC (porta B). oltre che
visualizzare le frequenze di scanning del
display e modificare il livello del segnale
video (0.7/1 V). Una curiosità: il segnale
di blank inviato dal sistema dopo pochi
secondi dall'avvio di Windows 95 causa
la scomparsa anche del menu se attivo
in quel momento. Non me la sento
nemmeno però di parlare di 'difetto' per
un peccato cosi veniale.
Il software
In bundle con il monitor viene fornito
il software Opti-Green versione 3 808.
un sistema avanzato di risparmio energe¬
tico e salvaguardia del dispositivo per
DOS e Windows 3.1 x. in grado di lavora¬
re anche su ap-
ViewSonic ln..allaH on_ Mern i_ Ldd adS'scheSe
video non con¬
stiramento e rotazione), comando di
smagnetizzazione e la già citata scelta
della lingua, il ViewSonic GT775 offre
un valido sistema di regolazione della
temperatura colore, con due valori
preimpostati ed un terzo personalizzabi¬
le, operando, in un sotto-menu, diretta-
mente sulle quantità di rosso, verde e
blu presenti nell'immagine.
Particolarmente interessante è inoltre
la funzione, offerta dal sistema, per l'as¬
sestamento della convergenza orizzon¬
tale e verticale sull'allineamento dei tre
colori Alcune tra queste funzioni posso¬
no essere resettate alle specifiche di
fabbrica con la semplice pressione con¬
temporanea dei due tasti centrali, men¬
tre l'attivazione della funzione 'richia¬
mo', se si lavora con una delle modalità
di risoluzione e frequenza predefinite
dai costruttori, consente di riportare
Ò5T
JPr
«€>
1 j<H+j
O
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U
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formi agli stan¬
dard VESA Di¬
splay Power
Management Si-
gnallmg (in alcu¬
ni di questi casi,
però, utilizzando
soltanto tre stati
funzionali invece
Setect Ile* liti belo**
O Display Reatine Fie (OpbGieen)
! Instai Opb-Green Softwatei
O lr«**l • IMF Fi» tenitori: Sii
O Bui DDCIeri Software
di quattro). Non
utilizzabile co¬
munque sotto
Windows 95. a
causa della con¬
temporanea pre¬
senza in questo
sistema operati¬
vo del supporto
software per
Execute
E*
La finestra del me¬
nu principale relati¬
vo al programma
d'installazione
ViewSonic
DPMS: l'esecuzione simultanea dei due
dispositivi potrebbe infatti provocare dei
conflitti in grado d'inficiare l'efficienza del
video stesso.
Sullo stesso dischetto, ed installabili
dallo stesso programma, troviamo inol¬
tre l’utility di diagnostica sul corretto
funzionamento del protocollo DDC ed i
file * INF, riservati a piattaforme Win¬
dows 95 con scheda DDC compatibile
Questi file contengono tutti i dati ne¬
cessari per il corretto Plug & Play del
GT775, con possibilità d'impostazione
via software dei valori di risoluzione del
monitor, utilizzando il Pannello di Con¬
trollo del sistema Microsoft
Conclusioni
Il monitor è stato provato sia con un
PC Pentium a 133 MHz, con 32 MB di
Ram, sia con un Mac Quadra 610 dota¬
to di 36 MB di RAM, dando in entrambi
i casi dei risultati piu che soddisfacenti
Anche sottoposto allo stressante lavoro
redazionale, con orario d'accensione
non-stop, sembra essere assolutamen¬
te immune da surriscaldamento
Ho qualche perplessità sull'effettiva
utilità, su un 17", di risoluzioni esagera¬
te quale la 1600 x 1280. a conti fatti,
utilizzare un'area display utile di 225
mm di altezza significa avere a disposi¬
zione circa 0,17 mm per ciascuna delle
1280 righe. Ma con un dot pitch di 0,25
mm, provate un po' a distinguere tre li¬
nee orizzontali di diversi colori! Il proble¬
ma non riguarda certamente il solo mo¬
nitor in esame, e non rappresenta co¬
munque un difetto.
Un solo appunto: si tende purtroppo a
pensare che le istruzioni per l'uso di
questo genere di periferiche non abbia¬
no poi molta importanza, rinunciando
spesso, perciò, tanto alla traduzione dei
manuali quanto alla localizzazione degli
eventuali programmi in dotazione. An¬
che per dispositivi di un ceno livello, co¬
me m questo caso.
Forse un piccolo sforzo in piu sarebbe
augurabile, in questo senso, da parte
delle aziende importatrici; cosa che si¬
curamente da parte nostra non man¬
cheremmo di pubblicizzare e incoraggia¬
re, soprattutto in presenza di prodotti di
valore. Non è infatti difficile immaginare
la perplessità di un eventuale acquiren¬
te del monitor, completamente a digiu¬
no di lingua inglese e poco esperto del¬
le caratteristiche Plug & Play di Win¬
dows 95, di fronte ad un floppy disk dal
contenuto misterioso e, visto il perfetto
funzionamento del dispositivo, apparen¬
temente inutile. «g
238
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
http://www.futurshow.it
FUTURSHOW
UN TAGLIO AL PASSATO
Windows 98, Campionato Mondiale di Games, Internet World,
L'Oscar del CD-Rom, Home Theatre, Fotografia, Telefonia,
New Media, La Casa e l'Ufficio del Futuro. Vi aspettiamo.
BOLOGNA
3-7 Aprile
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di Bruno Rosati
Produttore:
AsusTeK Computer Ine.
150 Li-Te Road Peitou, Taipei. Taiwan
H2. ROC
i prodotti AsusTeK sono resi disponibili
sul mercato attraverso varie organizza
ziom.
Il CD-S340 cl è stato tornito da:
Frael Italia
Via del Roseto, 50
Valline 50010 Candell (FI)
Tel 055/696476
Prezzo (IVA esclusa) Lit 175 000
Asus CD-S340
Alla produzione di sche¬
de madri (tra le migliori in circolazione
per le caratteristiche di affidabilità e di
qualità della componentistica) Asus ha
recentemente affiancato anche la pro¬
duzione di adattatori grafici dalle perfor¬
mance più avanzate
Ancora più recente è anche l'attiva¬
zione della catena di produzione di
un'interessantissima serie di CD-ROM
drive, veloci e tecnologicamente ricer¬
cati.
Uno di questi, il CD-S340 è l'oggetto
di questa overview.
Una combinazione di velocità, compa¬
tibilità. stabilità e servizi dice lo slogan
che Asus ha coniato per il CD-S340. il
suo primo CD-ROM drive. E il CD-S340
sembra confermare pienamente tale af¬
fermazione, presentandosi con le carat¬
teristiche dei lettore piu veloce del mo¬
mento (34x), il pieno supporto di tutti gli
standard ed i formati di immagazzina¬
mento dei dati, nonché un'invidiabile ro¬
bustezza di costruzione ed una comple¬
ta gestione dei controlli CDaudio.
Come vedremo piu avanti, però, non
è tanto sulla pur notevolissima velocità
di funzionamento o sulla completezza di
un frontalino di comandi che l'Asus ha
puntato per la riuscita del suo CD-ROM
drive Al contrario va evidenziata e quin¬
di rimarcata l'applicazione di una parti¬
colare tecnica di costruzione in grado di
garantire la massima stabilità di funzio¬
namento dell'unità Tutto ciò grazie
all'assunzione di una nuova struttura
meccanica che garantisce l'assorbimen¬
to di ogni vibrazione.
Caratteristiche
generali
Per quanto concerne la velocità del
CD-S340. questa è stimata a livello di
un fattore di moltiplicazione 34x, con ra¬
te di accesso ai dati attestato intorno ai
5100 KB/sec. Il tempo di accesso è pari
a 80 ms. Carta e penna alla mano.
l'Asus CD-S340 spunta tempi migliori di
almeno un 15-20% sul Win¬
Mark 98 rispetto ai più diretti
concorrenti ed impone la mino¬
re percentuale d'utilizzo della
CPU (appena il 15%) rispetto ad
una media generale non inferio¬
re al 25%. Tutto ciò si traduce
in tempi di ricerca e caricamen¬
to dei dati velocissimi, i piu ele¬
vati del momento, e in migliori
performance generali a livello
della macchina ospite.
Come accennato nell'introduzione,
un'altra importantissima impronta che
Asus prova a mettere sul mercato dei
CD-ROM drive con il CD-S340 è quella
del sistema di sospensione adottato per
il contenimento delle vibrazioni Le vi¬
brazioni sotto accusa, più che quelle
sollecitate dall'esterno, sono soprattut¬
to quelle interne che, proprio per la
sempre piu spinta velocità di rotazione
imposta ai motori dei drive, hanno or¬
mai raggiunto livelli piuttosto elevati e
portato gli apparati di lettura su di una
soglia di funzionamento molto critica
In definitiva le vibrazioni sono diventa¬
te il vero problema di un sistema di let¬
tura ottica e. di rimando, il punto di rife¬
rimento piu importante da considerare
e valutare, sia in sede di giudizio che di
acquisto.
Al riguardo, la tecnologia assunta da
Asus e denominata DDSS (Doublé Dy-
namic Suspension System) risolve tali
problemi assegnando al blocco di lettu¬
ra un alloggiamento praticamente posto
in sospensione all'interno di un telaio a
due livelli Le viti di ancoraggio che ten¬
gono unite le lamierme svolgono la fun¬
zione di piccoli ammortizzatori In tal
modo l’attenuazione graduale delle vi-
240
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
OverView
Asus CD-S340
braziom è notevole.
I benefici che derivano dall'adozione
della tecnologia DDSS si ripercuotono
anche all'esterno, allorché, lanciato alla
massima velocità di rotazione, il CD¬
ROM non trasmette né vibrazioni né ru¬
mori Il CD-S340 che abbiamo provato
sul nostro PC di laboratorio ci ha con¬
fermato tutto ciò mostrando stabilità ed
assenza pressoché totale di vibrazioni.
La tipica "sgommata" della partenza
in lettura alla massima velocità che af¬
fligge la maggior parte dei CD-ROM dri¬
ve presenti sul mercato, per quanto ri¬
guarda il CD-S340 è praticamente im¬
possibile rilevarla.
Massime sono poi le caratteristiche
di compatibilità offerte dalla periferica
in questione. L'interfaccia E-IDE/ATAPI
del CD-S340 è compatibile con il PIO
mode 4 e l'Ultra/DMA 33 (in teoria non
ci sarebbero perciò problemi di rallenta¬
mento nell'attestare il CD-S340 allo
stesso canale dell'hard disk di sistema).
Oltre a ciò il CD-ROM in questione sup¬
porta pienamente anche il canale DMA
in modo 2. Estesa è anche la compati¬
bilità a livello di formati con il CD-S340
in grado di leggere VideoCD. CDaudio.
CD-I. PhotoCD, CD-R. CD-RW (i nuovi
CD riscrivibili). CD l-Trax e CD-
ROM/XA.
Installazione ed uso
Il lettore CD-S340, un cavo per il col-
legamento con il mixer della scheda
audio, quattro viti d'ancoraggio, il
floppy dei driver ed infine un piccolo,
ma esauriente, manuale d'istruzione
Lo stretto necessario per un'installazio¬
ne che risulta essere facile ed imme¬
diata.
A livello di configurazione hardware,
il CD-S340 si presenta con le usuali
connessioni standard. Sul retro, da sini¬
stra verso destra, rileviamo nell'ordine
la presenza delle connessioni per l'out¬
put digitale, quello dell'audio analogico
(al quale andrà collegato l'apposito ca¬
vetto a corredo, con l’altro capo da in¬
nestare nel connettore presente sulla
scheda audio), il setting dell'identifica¬
tore Master/Slave (di sene il CD-S340
è jumperato come "slave"), l'interfac¬
cia E-IDE ed infi¬
ne la connessio¬
ne per il cavo di
alimentazione.
Nell'inserire
tutti i connettori,
un'accortezza
particolare andrà
dedicata alla posizione d'innesto di
quello che fa capo al flat-ribbon prove¬
niente dal controller dei dischi. Il fiat ha
un lato della piattina grigia colorato di
rosso. Tale lato andrà inserito in direzio¬
ne del pm numero 1 dell'interfaccia del
CD-ROM. Pin n.1 che è posizionato in
alto sulla destra dell’interfaccia. Per il
resto l'operazione non presenta diffi¬
coltà di sorta. Solo nel caso in cui si de¬
cidesse di spostare il jumper d'identifi¬
cazione (da Slave a Master, per confi¬
gurare ad esempio il CD-S340 come
periferica primaria del canale "B" del
controller) dovremo provvedere a tale
operazione prima che si fissi il drive nel
vano da 5,25". Fatto tutto ciò e ridata
l'alimentazione al sistema, si procederà
con l'installazione del driver software
Tale operazione risulterà completamen¬
te automatizzata se si procede in am¬
biente Windows 95/NT e basterà indi¬
rizzare il percorso per l'installazione del
driver verso il floppy disk a corredo.
Al contrario, in ambienti DOS/Win-
dows 3.x dovrà essere invocato il Se¬
tup e quindi installato da floppy sia
l'Asuscd.sys che la versione 2 21
dell'estensione MSCDEX.exe. Sempre
a livello di ambienti DOS/Windows 3.x,
una volta salito in screen il pannello Ex¬
press Setup che guida l'installazione,
andrà settata la modalità di funziona¬
mento del drive in questione Come già
evidenziato nel capitolo dedicato alle
caratteristiche, il CD-S340 è in grado di
operare sia in modalità PIO-4 che in UI-
traDMA. La scelta di una o l’altra moda¬
lità dipenderà dal supporto o meno che
la scheda madre offre a tali modi e dal
canale al quale il CD-ROM drive è stato
attestato Tali operazioni, necessaria¬
mente manuali sotto DOS/Windows
3 x. risultano completamente automa¬
tizzate in ambiente Windows 95/NT ed
una volta installato il driver dal floppy
disk a corredo il CD-S340 è pronto per
essere utilizzato Al termine dell'instal¬
lazione ed una volta che l'unità è stata
finalmente vista dal sistema, abbiamo
cominciato ad effettuare il nostro solito
giro di prova Prove empiriche che,
senza ricorrere a sofisticati benchmark
di rilevamento, ci hanno comunque e
nettamente confermato le caratteristi¬
che sia di velocità che di stabilità
dell'Asus CD-S340. Il caricamento dei
dati, soprattutto multimediali, e sempre
avvenuto in maniera rapida e fluida. An¬
che il load di eventuali applicativi ese¬
guibili senza installazione da CD-ROM
si è rilevata velocissima. La vera e pro¬
pria conferma finale c'è però arrivata
consultando un'enciclopedia poderosa
come l'Encarta. Nell'ambiente statisti¬
co di questa, ricerca, quantificazione e
visualizzazione dei dati occorrenti ri¬
chiesti sono state operazioni svolte
quasi fulmineamente Velocissime, pra¬
ticamente a livello dell'hard disk di si¬
stema. si sono poi rilevate le navigazio¬
ni offline da browser di home-page im¬
magazzinate su CD-ROM In nessuna
circostanza, davanti a nessun file anche
mastodontico che fosse, il CD-S340 ha
dato segni di ritardo o incertezza al cari¬
camento Il suo funzionamento ci è par¬
so sempre veloce e silenzioso. MS
La schematizzazione del¬
la struttura di sostegno al
gruppo ottico realizzata
con la tecnica DDSS
IDoublé Dynamic Su-
spension SystemI che
garantisce l'assenza di
ogni genere di vibrazione
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
241
di Bruno Rosali
Produttore:
Magix Entertainment Products
GmbH
Kuembergstr., 35
D-81 369 Mo naco d> Baviera
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Distributori:
HalSel
Tel (0511320409
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Lit. 99 000
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Studio 3.0 Deluxe
Con la nuova versione
Music Studio arricchisce le proprie po¬
tenzialità applicative che ora possono
garantire il sequencing MIDI, l'HD-Re-
cording e il sync multitraccia. Il tutto
aumentando anche le capacità di base
attraverso un mixer dotato delle più
complete caratteristiche applicative
come il riposizionamento spaziale del¬
le fonti sonore, ricche sezioni di filtrag¬
gio, preview, esecuzione solista, play
e ree simultaneo.
HD-Recording, Wave-editing e Ml-
Dl-sequencing. Sono queste le tre ap¬
plicazioni che Music Studio 3.0 Deluxe
rende possibili a livello home, trasfor¬
mando il PC in un completo studio di
registrazione.
Il sistema software realizzato dalla
Magix si appoggia essenzialmente su
di una configurazione MPC standard
nella quale risultano essere indispen¬
sabili solo un buon quantitativo di
RAM (16 Mbyte minimi), un Hard Disk
veloce ed una scheda audio a 16 bit
guidata da un driver full-duplex per po¬
ter riprodurre e registrare contempora¬
neamente.
Pur non escludendo altre periferi¬
che esterne, come Master Keyboard,
Expander e CD-sample, un qualsiasi
MPC (con CPU minima a livello di un
486 a 66/100 MHz) è sufficiente per
attivare e sfruttare tutte le caratteristi¬
che del sistema per HD-Recording che
il Music Studio è brillantemente in gra¬
do di realizzare
L'HD-Recording, nella sua accezione
più generica, è da intendersi come un
sistema nel quale le componenti audio
vengono pariteticamente trattate al
massimo della qualità (16/20 bit per
41 1/48 kHz sempre in modo stereo)
come tracce sonore di un registratore
multipista virtuale (l’hard disk).
Le componenti di sintesi, come ap¬
punto voci e suoni, possono essere
acquisite tramite gli INput della sche¬
da audio (ingresso microfonico ed in¬
gresso di linea) e provenire da qualsia¬
si sorgente esterna (CDaudio. DAT. ta¬
stiere elettroniche, microfoni, ecc ). A
queste va quindi aggiunta la compo¬
nente MIDI che, al contrario, non è di
sintesi, ma consiste di purissime infor¬
mazioni di tipo testuale (ci perdonino i
puristi della musica per l'ardito acco¬
stamento) che vengono trasmesse, in¬
vece che dalla normale tastiera di digi¬
tazione, da una tastiera musicale.
242
MCmicrocomputer n, 182 - marzo 1998
Magix Music Studio 3.0 Deluxe
Overvievi
Tutte le compo- Il sito di Magix dedica-
nenti. una volta %*™ nd0 a ' Music
presenti (ciascuna
nella sua forma -
specifica) sull'hard
disk, possono essere riprodotte, ripo¬
sizionate e manipolate in varie moda¬
lità e combinazioni attraverso il mixer,
le sezioni effetti/equalizzazione e con
particolari editor in grado di entrare
nelle forme d'onda e procedere alla lo¬
ro modifica e/o ottimizzazione.
In una regia audio le registrazioni
dei un brani musicali (accompagna¬
mento orchestrale, coro, voce e/o
strumento solista) vengono solitamen¬
te effettuate in tempi separati sullo
stesso registratore multipista. Le trac¬
ce già registrate in play piu una pista
in registrazione In tal modo si mantie¬
ne il sincronismo (l'andare cioè a tem¬
po) e si dispone dei controlli separati
per gestire al meglio livelli, eventuali
filtraggi e riposizionamenti spaziali dei
singoli suoni. Ogni traccia incisa sul
nastro multipista può essere cioè at¬
testata ad un ingresso dedicato del
mixer e subire un trattamento diverso
rispetto a quello di ogni altra traccia.
Una volta che tutto il materiale cor¬
risponde allo spartito (la disposizione
spaziale degli strumenti: destra, sini¬
stra, l'inserzione di filtri ed equalizza-
zioni) si può finalmente procedere al
riversamento finale.
Tutto questo, cosi com'è in una tra¬
dizionale regia musicale, Magix l’ha
concentrato nel suo Music Studio e re¬
so produttivo attraverso l'utilizzo di un
unico strumento: il PC multimediale.
Il magnetofono multipista è l'hard
disk, la strumentazione può essere
concentrata tutta nella "wavetable"
della scheda audio e il banco audio
viene infine virtualizzato in un mixer
software di notevoli capacità (quelle
che possono offrire la ROM della
scheda audio, la capacità dell'hard di¬
sk e la potenza di calcolo della CPU).
Un sistema di HD-Recording non è
certo una novità. Novità al contrario lo
sono il tipo d'implementazione fatta
da Magix (dove soprattutto spicca il
realtime) e l'abbordabilissimo prezzo
d'acquisto con cui l'authoring musica¬
le in questione viene offerto. Per ap¬
pena duecentomila lire e con una ri¬
chiesta minima di risorse di
sistema, il Music Studio ri¬
crea un'intera regia musicale
su PC.
Il sistema consiste di due
moduli distinti: il MIDI Studio
per la ricezione/editing e tra¬
smissione delle notazioni musicali (se-
quencing) e l'Audio Studio per l'acqui¬
sizione e l'editing delle sintesi sonore
(HD-Recording) Un terzo modulo, il
mixer (vero e proprio banco audio da
regia digitale) è infine compreso nel
modulo MIDI. In esso possono essere
fatte confluire tutte le componenti
preparate nei due rispettivi "studi" e
finalmente procedere alla loro resa
d'insieme.
Al riguardo vediamo ora un po' più
nei dettagli quelle che sono le caratte¬
ristiche peculiari del MIDI Studio e
dell'Audio Studio.
MIDI Studio il modulo
seQuencer con le sue
funzioni principali: Il
Mixer. t'Event Editor, il
counter e la Barra di
controllo delle esecu¬
zioni
MIDI Studio
Per quanto concerne il modulo MIDI
Studio (cioè il sequencer musicale)
questo dispone di 16 tracce audio e
256 piste MIDI, regolazione dei Pat¬
tern, Registrazione per sostituzione e
doppiaggio, editing per la quantizzazio-
ne. il controllo della durata e della dina¬
mica. nonché l'opzione per poter ri¬
prendere, post-editing, la registrazione
da un determinato punto della partitura
in via di realizzazione.
I controlli del Mixer per i 16 canali
MIDI consentono a loro volta il pieno
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
243
r
OverView
Magix Music Studio 3.0 Deluxe
Audio Studio vi¬
sta d'insieme del
monitor
controllo su Volume,
Pan, Riverbero, Coro,
Mute, Solo e Patch.
Quelli utilizzabili per le
tracce sonore consentono a loro volta
il controllo solo su Volume, Pan, Mute
e Solo.
I classici editor del Piano Roll, Pen¬
tagramma, Percussioni, Eventi e Con-
ductor, sono perfettamente implemen¬
tati ed integrati da quelli degli Appunti
e deH'inserimento dei testi in metrica.
Non mancano poi le funzioni "wi¬
zard" che aiutano a generare accordi
ed accompagnamenti ritmo-melodici
(in pratica suonando in successione
una-due note, il wizard è in grado di
tessere, appresso e "sotto" a queste,
un proseguo melodico ed una base
d'accompagnamento).
Chiaramente è pienamente suppor-
MIDI Studio II
Mixer del modulo
m modalità MIDI
Record
MIDI Studio II
Mixer in modalità
Audio Come si
vede, rispetto alla
"striscia " della
slade m modalità
MIDI, non sono
più presenti i con¬
trolli Coro e Re-
verbero
44100
il
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CVUGKSHUSCXNXWINIa
I«c _Ile», m*. ~MWV
4 ila
tata la registrazione MIDI multipista
(un canale o più canali per volta con
play simultaneo di quelli già trasmessi
e registrazione sincronizzata del suc¬
cessivo) ed è possibile gestire, oltre
che la sequenzazione dei flussi MIDI,
anche il controllo della partitura su
pentagramma.
Per quanto riguarda il Mixer va detto
che questo è la riproduzione e resa di¬
gitale di un vero e proprio banco di
mtxaggio nel quale è possibile agire sui
livelli del volume di ogni singola pista,
regolarne le posizioni spaziali e la resa
di ambienti (Pan. Reverbero e Chorus).
nonché procedere all'esclusione (Mu¬
te) come al contrario effettuarne
l'esclusiva (Solo) dell'ascolto di ogni
singola slade.
Altra caratteristica del Mixer del MI¬
DI Studio è quella di essere di tipo di¬
namico Ovvero di avere la capacità di
cambiare impostazione e visualizzare
diverse combinazioni di push button a
seconda se si attiva il controllo MIDI
In/Out o al contrario quello dell'audio di
sintesi. L'attivazione di uno o l'altro
banco (con tutta la serie di preset rela¬
tivi) può essere effettuata cliccando
sui bottoni presenti subito sotto la bar¬
ra principale della finestra del Mixer.
Audio Studio
Il modulo, a tutti gli effetti un editor
sonoro, una volta installato e caricato
in screen, presenterà automaticamen¬
te il foglio di un progetto virtuale (una
struttura di creazione sonora a 4 trac¬
ce) e la finestra dei Parametri di Regi¬
strazione. Su quest'ultima sarà possibi¬
le settare il modo di registrazione (mo¬
no/stereo). il "supporto" di registrazio¬
ne (Hard Disk o RAM), la frequenza di
campionamento (da 11 a 48 kHz), il ti¬
po di periferica da utilizzare (ad esem¬
pio una tastiera elettronica esterna op¬
pure il driver della scheda audio) e
quindi i bottoni per attivare il Monitor e
cosi quantificare la qualità del segnale
attestato all’ingresso del mixer La re¬
gistrazione avra inizio (sul foglio del
progetto virtuale) dopo il click sul bot¬
tone "Registrazione".
Sullo stesso progetto sarà quindi
possibile operare tutte le altre attività,
sia d'acquisizione che di editing e ri-
produzione. Al riguardo il modulo Au¬
dio Studio è capace di ricampionare
(cambiando tempo e tonalità) qualsiasi
tipo di file Wave, registrare/ascoltare
contemporaneamente (sfruttando il
mixer multipista e il driver full-duplex
della scheda audio), equalizzare in tem¬
po reale (su 5 barre parametriche) ed
inserire infine vane tipologie di effetti.
A proposito di "feature" risulta inte¬
ressantissima e particolarmente fun¬
zionale, l'implementazione del Time-
stretchmg. cioè la contrazione della du¬
rata temporale di un brano o di un suo
segmento.
Oltre a tutto ciò. ereditandola dal
software Music Maker, l'Audio Studio
è capace di caricare file AVI e riasse¬
gnare loro una componente audio re-
sincronizzata. MS
244
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
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PROVE & PRODOTTI a cura di Andrea de Prisco
Aztech DPD-200
di Luco Angelellì
mgi puoi
Una nuova tecnica per la stampa a
colori si affaccia sul mercato la Cylitho-
grafia. La prima implementazione è
opera della Aztech in una stampante
compatta ed economica
Le stampanti Aztech DPD-200 e
DPD-100 sono fra i primi prodotti com¬
merciali a sfruttare questo nuovo tipo di
tecnica di stampa, la Cylithografia. Le
due unità si distinguono per il fatto che
il modello DPD-100 è adatto al montag¬
gio all'Interno del cabinet del computer,
mentre il DPD-200 è un'unità esterna
ovvero dotata di un proprio involucro ed
un'alimentazione indipendente. La com¬
pattezza del dispositivo è notevole per¬
mettendo l'inserimento del modello in¬
terno in un alloggiamento da 5.25 polli¬
ci. di quelli, per intenderci dedicati ai
CD-ROM. Le caratteristiche tecniche di
entrambi i modelli sono le medesime
le stampe vengono effettuate su fogli di
dimensioni di 8.9x12.7 cm con una riso¬
luzione dichiarata di 640x480 pixel e
con la capacità di riprodurre 16 milioni
di colori.
Le ragioni che ci hanno spinto a con¬
siderare questo prodotto, in particolare
il DPD-200, non sono tanto le caratteri¬
stiche del oggetto in se stesso quanto
la tecnica di stampa utilizzata. Sia la ca¬
sa costruttrice che il distributore defini¬
scono i due modelli sviluppatori e non
stampanti, difatti DPD sta per Desktop
Photo Developer, che tradotto nell'itali¬
co idioma significa, all'incirca, sviluppa¬
tore fotografico da tavolo.
Questa definizione subito ricorda, an¬
che per le dimensioni del formato di
stampa, il sistema di sviluppo immedia¬
to deH'immagine fotografica messo a
punto negli anni da Polaroid. In realtà il
procedimento è assai diverso e sostan¬
zialmente differente dallo sviluppo e fis¬
saggio di una emulsione fotografica. Di
cosa si tratta dunque?
Cylithografia
Purtroppo la documentazione su que¬
sto tecnica per la realizzazione di imma¬
gini a colon è assai carente. Per quello
che siamo riusciti a sapere questo me¬
todo è stato sviluppato dalla Cycolor,
ditta statunitense, dell'Ohio per la pre¬
cisione, ed implementato commercial¬
mente in partnership con la Aztech, dit¬
ta taiwanese produttrice di diversi tipi
di periferiche per PC.
La metodologia si basa sull'utilizzo di
un supporto particolare a base polieste¬
re. Si tratta di un vero e proprio film
sensibile alla luce nel quale sono conte¬
nuti tutti i pigmenti necessari alla for¬
mazione dei vari colori.
I pigmenti sono racchiusi in microca-
psule immerse nel film Ogni microca¬
psula è composta da tre elementi so¬
stanziali: il pigmento, un particolare po¬
limero ed una sostanza foto attivatrice
sensibile a luce di lunghezza d'onda di¬
verse. Il pigmento è contenuto in una
sfera costituita dal polimero trattato
con il foto attivatore I pigmenti sono
tre. ciano, magenta e giallo cosi come
gli attivatori che sono sensibili alla luce
di "colore" rossa verde e blu.
Quando un fascio luminoso, ad esem¬
pio giallo, colpisce una sferetta sensibi¬
le a luce di questa lunghezza d'onda at¬
tiva un processo chimico che porta alla
solidificazione della sfera stessa. Illumi¬
nando selettivamente la superficie del
film con fasci di luce di colore diverso è
possibile dunque solidificare selettiva¬
mente le microcapsule contenenti pig¬
menti diversi. Una successiva fase del
processo prevede la compressione del
supporto e la rottura delle sferette non
esposte e quindi ancora ‘'molli". In que¬
sto modo il pigmento è liberato nelle
zone non esposte alla luce. Dunque se
una zona del film è esposta a tutti e tre
i fasci luminosi di colore diverso quella
superficie risulterà bianca perché tutte
le microcapsule risulteranno solidificate
(e non si romperanno) mentre una zona
non esposta risulterà completamente
nera a causa del mescolarsi dei tre pig¬
menti fondamentali fuoriusciti da tutte
le capsule. Una zona esposta al solo co¬
lore giallo risulterà colorata dai pigmenti
ciano e magenta e via dicendo
246
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Sul retro dell'appa¬
recchio è presente
una porta parallela
per connettere l'e¬
ventuale stampante
gii presente nel si¬
stema utilizzando la
connessione "occu¬
pata ' dal DPD-200
Le microcapsule prendono il nome di
cylith, hanno dimensioni infinitesimali e
sono impiegate a miliardi nel supporto
in modo che la loro densità per unità di
superficie sia elevatissima per ottenere
la massima risoluzione del film e la con¬
tinuità nella resa dei vari colori.
Sicuramente il processo è graduabile
nel senso che la saturazione risultante
dipende in qualche modo dal tempo di
esposizione ai vari fasci luminosi. Come
questo avvenga non è riportato nella
documentazione in nostro possesso.
Probabilmente il processo è modulato
attraverso un'opportuna stratificazione
del film, in modo che all'aumentare
dell'esposizione siano attivati cylith di¬
sposti sempre più in profondità, e un
processo di polimerizzazione della sfe¬
retta "progres¬
sivo" legato alla
sensibilità alla
luce del foto at¬
tivatore che
controlli in qual¬
che modo il rila¬
scio del pig¬
mento controllando il livello di solidifica¬
zione del cylith stesso.
In figura 1 potete vedere l’illustrazio¬
ne del procedimento ripresa dal sito
della Cycolor iwww.cvcoior.comTl il
film che (Cycolor DI) viene prima espo¬
sto a fasci di luce di colore diverso e
successivamente compresso fra due
rulli per la formazione dell'immagine.
I vantaggi di questa tecnica sono di¬
versi: in primo luogo tutto ciò che serve
per la formazione dell'immagine è con¬
tenuto nel supporto stesso quindi non
c'è più distinzione fra supporto e mate¬
riali di stampa (cartucce di inchiostro,
toner etc.). La risoluzione ottenibile, in¬
tesa come capacità di distingue coppie
di linee vicine fra loro, dipende in primo
luogo dalla dimensione dei pennelli di
luce e seconda¬
riamente dalla
dimensione e
densità dei Cy-
lith annegati nel
film A parità di
supporto sarà
possibile otte¬
nere risultati as¬
sai differenti a
seconda della
qualità meccani¬
ca e ottica della
stampante, un
po' come acca¬
de con le mac¬
chine fotografi¬
che tradizionali
dove si ottengo¬
no risultati assai
diversi, a parità
di emulsione,
utilizzando
obiettivi di qua¬
lità ottica diffe¬
rente.
IAztech DPD-200
Costruttore:
Aztech
Internet ia-ww atzecn com sii
Distributore:
ADD ONs.rl
Via Stefini, 2 Milano
Tel 102)66988357
Fax(021 67072463
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Prezzi IVA esclusa
DPD-100 Lit. 365.000
DPD-200 Lit. 410 000
Cartuccia 20 fogli: Lit. 20.000
Il supporlo di stampa e lotosensibile e per questo
contenuto in una cartuccia impermeabile alla luce.
Sulla cartuccia stessa è riportato un codice che
'informa " il sistema delle caratteristiche del tilm
per adeguarne l'esposizione
Le tonalità di colore riproducibili dal
sistema sono moltissime e dipendono
da quante sferette sano attivate, per
unità di superficie, per i tre colori fonda-
mentali. La rottura per compressione
dei Cylith provoca la miscelazione dei
pigmenti è una distribuzione continua
del colore.
In pratica
L'installazione e l’uso del DPD-200 è
assai semplice: nella confezione, oltre
l'apparecchio, il manuale d'uso e i dri¬
ver per Windows 95, è fornito il cavo
per il collegamento alla porta parallela,
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
249
Figura 2 Operazione importante all'atto dell'inseri¬
mento della cartuccia contenente i supporti é l'in¬
serimento del codice relativo al film utilizzato
Questo codice probabilmente permette di tarare
l'esposizione sulle caratteristiche di sensibilità ai
vari colori propri del lotto di produzione
un alimentatore esterno, il software Az¬
tech Photo Viewer e l'MGI Photo Suite
SE di Microsoft.
Il DPD-200 va collegato alla porta pa¬
rallela del PC, interponendosi fra que¬
st'ultimo e la stampante alla quale è de¬
dicata un’uscita sul retro dell'apparec¬
chio. In questo modo è possibile utiliz¬
zare alternativamente il DPD o la stam¬
pante senza che la presenza dell’uno
Figura 4 La risoluzione del DPD-200 è impostabile
su due valori 80 e 160 punti per pollice.
Certrolm HO nevaio Irai OWVER fXT o *4* c*Vxcu
<M cf» campai fO top«
Ad ogn vtBaxcrm del arcato canbòUw I rcfcbvo IO I
A/lcrh Pholo Oevelnpei
in* I Oiu* I Fo*> I GiUca | Otaon
X Itomi»*»« 4*010 | X OiotUOMTO» | X Condolono
IO arcato
Figura I Schema di fun¬
zionamento del processo
Cylithografico II film vie¬
ne esposto a fasci di lu¬
ce di colore blu, giallo e
rosso che provocano la
polimerizzazione delle
sferette contenenti i pig¬
menti (Cylithl Successi¬
vamente il supporto vie¬
ne compresso fra due
rulli provocando la rottu¬
ra dei Cylith non polime-
rizzati e l'affioramento
degli inchiostri La den¬
sità delle sierette per
unità di superficie 6 ele¬
vatissima per permette¬
re un buon potere risol¬
vente del supporto e la capacità di riprodurre 16
milioni di colori partendo dai coloranti base Ima¬
genta, ciano e gialloI
X Itomi» loo««(Orio | X Oo»M ó «aro» I X CorMoleno
Goto*» | t>«»d
9 PC i
Fmoutone 1160dai pa «xh
Rctatfue P60 doti pa neh
r S«m
r Frm
' Lffluncne
Ocaioni
Cfl*c*e
escluda l’altra. L'installazione dei driver
avviene semplicemente richiedendo al
sistema di aggiungere una nuova stam¬
pante ed inserendo il dischetto con i re¬
lativi driver La cartuccia contenente i
venti fogli va inserita in una fessura po¬
sta nella parte anteriore dell’apparec¬
chio. Essendo il supporto fotosensibile
questi non va estratto in nessun caso
dalla cartuccia stessa che è dotata di
una sorta volé a molla la quale automa¬
ticamente si chiude quando il contenito¬
re è separato dal DPD-200
La cosa più importante da fare all'atto
della prima stampa è quello di imposta¬
re un codice riportato su ogni cartuccia
e relativo alle caratteristiche del film uti¬
lizzato Probabilmente questo codice
I controlli a disposizione dell'utente
non sono molti: è possibile variare ma¬
nualmente la saturazione dei colori, au¬
mentare il contrasto ai bordi dell'imma¬
gine, controllare la riproduzione dei toni
da parte della periferica, l'intensità
dell'immagine, il tipo di ratinatura da uti¬
lizzare e la risoluzione (80 o 160 punti
per pollice).
L'area effettivamente stampabile è ri¬
dotta rispetto alle dimensioni già conte¬
nute del supporto, all'incirca 8x10 cm.
Abbiamo eseguito varie prove di stam¬
pa con la DPD-200 utilizzando immagini
fotografiche provenienti dai nostri archi¬
vi Il risultato complessivo è positivo per
quanto riguarda la tecnologia di stampa:
effettivamente le immagini prodotte so-
serve a comunicare al driver le caratteri¬
stiche del supporto stesso quanto a
sensibilità e risposta ai vari colori per ot¬
tenere la corretta esposizione e la resa
realistica dei vari toni.
no risultate a "tono continuo" ovvero
non sono visibili i punti colorati che
compongono le immagini. D'altro canto
risulta difficile, se non a costo di nume¬
rose prove, riprodurre delle immagini
Figura 3 II driver di stampa del DPD-200 permette
di modificare alcuni parametri quali la saturazione
del colore, il contrasto ai bordi dell'immagine e la
possibilità di elaborare le immagini ottenute da fo¬
tocamere digitati per aumentarne la qualità
fedeli ai colori originari anche perché le
regolazioni messe a disposizione dal dri¬
ver di stampa sono limitate Conside¬
rando il costo del materiale sensibile,
20.000 lire per una cartuccia da 20 fogli,
italica IVA esclusa, non si può certo de¬
finire il processo economico. Ora come
per tutte le cose il prodotto va inquadra¬
to correttamente: il costo del DPD-200
è di 410.000 lire più IVA, paragonabile a
quello di una stampante a colori di fa¬
scia media. Il vantaggio sostanziale di
questo apparecchio è nella possibilità di
produrre stampe che somigliano effetti¬
vamente a piccole fotografie. Gli utenti
potenziali di questo tipo di apparecchio
sono dunque quei professionisti che
debbano produrre rapidamente fotogra¬
fie, magari scattate con una macchina
digitale e trasferite direttamente nel PC,
quali periti delle assicurazioni, agenti
immobiliari. . In questo caso la piccola
fotografia ottenuta rapidamente, ripro¬
ducibile direttamente in più copie (cosa
assai difficile con gli apparecchi Pola¬
roid) semplifica il lavoro consentendo
un risparmio in termini di tempo e dena¬
ro consistente e tale da giustificare l'al¬
to costo del supporto. Va comunque
considerato a questo riguardo che il ma¬
teriale di consumo è unico, ovvero nel
costo del film è compreso il costo degli
inchiostri, coloranti o quant'altro neces¬
sari alla stampa con tecnologie diverse
(toner per le stampanti laser, inchiostri
e testine per quelle ink jet, etc.),
Due piccole note d'uso: se disponete
di una stampante collegata tramite il
DPD-200 alla porta parallela questa ri-
248
MCmicrocomputer n, 182 - marzo 1998
salterà connessa al sistema
solamente se l'apparecchio
è acceso; non è possibile in¬
viare in stampa un'immagi¬
ne mentre l'apparecchio la¬
vora per preparare un’imma¬
gine precedente. È necessa¬
rio aspettare la conclusione
della stampa perché l'attua¬
le versione del driver non è
in grado di mettere in attesa
diversi processi.
La velocità con cui il DPD-
200 produce un’immagine a
colori alla massima risoluzio¬
ne consentita dipende es¬
senzialmente dalla potenza
del computer al quale è col¬
legato. In tutto sono neces¬
sari diversi minuti per la pre¬
parazione. il trasferimento e
la realizzazione fisica della
stampa. Sul PC di riferimen¬
to (P 233 MMX)
sono stati neces¬
sari circa quattro
minuti, di cui circa
tre per l'ultima fa¬
se del processo.
Giudicare le po¬
tenzialità di una
tecnologia pratica-
mente agli albori
da una implemen¬
tazione evidente¬
mente dedicata ad
uno specifico uti¬
lizzo è piuttosto
difficile. Basti ri¬
cordare e parago¬
nare la qualità del¬
le immagini a colo¬
ri delle prime
stampanti mk jet
con i risultati otte¬
nibili oggi, sareb¬
be stato assai dif¬
ficile allora solo il
pensare ad una
verosimiglianza fo¬
tografica per que¬
sto tipo di periferi¬
che.
La tecnologia
cylithografica par¬
te con ottimi pre¬
supposti qualitativi
e non resta che
aspettare disposi¬
tivi in grado di uti¬
lizzare supporti più
grandi e dispositivi
dedicati ad appli¬
cazioni diverse per
poter esprimere
La qualità delle immagini realizzate con il
DPD-200 può dirsi sufficiente se da un lato ó
difficile ottenere il bilanciamento colore cerca¬
to se non dopo diversi tentativi, dall'altro i co¬
lon sono realmente continui e non è possibile
vedere ad occhio nudo la 'grana' dell'imma¬
gine
un giudizio completo Quanto alla
facilità d'uso ed alle caratteristiche
del DPD-200 non rimane che rile¬
vare la sua unicità al momento at¬
tuale e una perfetta rispondenza
alle specifiche dichiarate dal co¬
struttore nel ruolo per il quale è
stato ideato.
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
249
a cura di Corrado Giustozzi
Signori, accendete i vostri motori...
Beh, era prevedibile che andasse così! L’argomento “motori di ricerca” è tanto
ampio e accattivante da rendere pressoché obbligatorio continuare il discorso.
Se pensate che sui browser sono stati scritti fiumi d’inchiostro (e in fondo solo
due o tre sono quelli che coprono, praticamente, tutto il mercato) immaginiamo
bene che quattro pagine, scritte per ABC, ancorché messe giù da una
insuperabile penna, dovevano, per forza di cose, avere un seguito. Così, dopo un
rapido colloquio telefonico con Rino, ecco la seconda parte dell’articolo dedicato
ai motori di ricerca; dopo la descrizione, per così dire, “storica” del mese scorso,
eccoci a parlare un po’ più da vicino delle tecniche di utilizzo di questi angeli
custodi, che ci tengono per mano nel cyberspazio, permettendoci di mantenere la
rotta e capaci di riportarci a casa, anzi “at home”, senza sapere di bussole, di
declinazione magnetica, di deriva, di proiezioni cilindriche di Mercatore.
Qualunque siano le nostre preferenze in fatto di “engine”, ecco qui una serie di
consigli, “tips & tricks”, per ottenere il meglio durante le nostre ricerche, con il
minimo di fatica, la minore perdita di tempo, la capacità di ottenere davvero
tare giù un numero. Siamo probabil¬
mente a qualche centinaio di milioni
(fonte ZDNet), ma non ho idea del mar¬
gine di approssimazione, e neppure se
la cifra sia sopravvalutata o il contrario.
Fatto sta che i motori fanno una fatica
del diavolo per stare appresso alle mi¬
gliaia di siti che, giornalmente, vedono
la luce. E non è pensabile che Lycos o
Yahoo non dormano la notte (beh, vera¬
mente non dormono affatto II per stare
attenti a quando il nostro sito sarà pub¬
blicato.
Indipendentemente da alcune regole
generali, ogni motore di ricerca ha pro¬
prie caratteristiche migliorative, che sono
accessibili attraverso regole, alcune simi¬
li, alcune molto differenti, proprie di ogni
quello che abbiamo cercato.
Seconda parte
di Raffaello de Masi
Le cose da dire, per la verità, sono
tante; ad esempio molta gente mi ha
chiesto come si fa a inserire nei databa¬
se dei maggiori motori l'URL del proprio
sito senza spendere, altri mi hanno do¬
mandato se esistono motori specializza¬
ti per ricerche su argomenti particolari
(diverse richieste, purtroppo, riguardano
argomenti legati alla salute e alle ricer¬
che sul cancro!). In questi casi ho rite¬
nuto doveroso rispondere personalmen¬
te, proprio per poter essere il piu rapido
possibile Spero di essere stato utile,
anzi me lo auguro proprio. Chissà, co¬
munque, che a questi particolari non si
possa dedicare qualche pagina di que¬
sta rubrica !
Ma ritorniamo all’argomento più ge¬
nerale; la domanda che ci siamo posti al
momento di aprire, per la seconda vol¬
ta, l'argomento, è quella che poi ognu¬
no si pone quando una bella videata, co¬
me quella di HotBot o di Yahoo, ci si
spalanca avanti: come faccio a cercare
e, soprattutto, a trovare, nel modo più
rapido possibile, quello che vado cer¬
cando?
Cerca cerca,
qualcosa troverò?
Avete idea di quanti siti ci sono su
WWW? Forse nessuno ne ha una idea
precisa, e neppure io mi azzardo a but-
250
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
ambiente. Ovviamente quelle che espor¬
remo sono le più utili o usate, ma con¬
viene, per tecniche di grande specializza¬
zione, fare un opportuno riferimento alle
istruzioni che sono sempre contenute
nella home page di ogni motore.
AltaVista
Ask Jewes; un curioso
ambiente in cui si pos¬
sono porre richieste m
linguaggio naturate Iin¬
gleseI
e dettagliata, corri¬
spondenti a infor¬
mazioni piu o meno
particolareggiate
Ricerche avanzate ii||
possono essere In)
eseguite usando Ih
operatori booleani Igj
e di prossimità, ge- lf
rarchia attraverso
parentesi, e prece- -
denza di risultati in __
base a parole chia¬
ve. Come per molti altri motori, la qua¬
lità del risultato è proporzionale al nu¬
mero di termini inseriti nella stringa di
ricerca. AltaVista è. in default, battendo
la stringa di ricerca tutta in minuscolo,
case-insensitive; se invece anche uno
solo dei caratteri della parola è in maiu¬
scolo (o contiene un carattere accenta¬
to) quella stessa parola verrà esatta¬
mente cercata. Le frasi vanno ricercate
inserendole tra virgolette (es: "Naomi
Campbein, ed è consentito, in alterna¬
tiva, utilizzare il punto e virgola (es; Lin-
da;Evangelista). Una tecnica utile nella
ricerca è quella dell'uso del [+] e del I-]
che determinano l'inclusione o l'esclu¬
sione obbligatoria del termine che li se¬
gue dalla ricerca; un esempio potrebbe
essere +Raffaello -Sanzio +De,Masi; e
questo escluderebbe il pittore dalle ri-
fatar imi MMllaa la Hata fatila» aaJ «lui
Ila Mal* latta a
SflHPlE 0DESÌI0NS
-QÌT
cerche del mio nome. Ad esempio il se¬
me di ricerca +"Umberto Eco” -"diario
mimmo" ci farebbe trovare tutte le ope¬
re dello scrittore al di fuori di quella cita¬
ta.
AltaVista valuta il "valore" dei docu¬
menti trovati (il fattore di importanza, in¬
dicato al termine del rigo di ricerca da
un valore in %) attraverso un algoritmo
raffinato. In ordine di importanza ecco il
metro di valutazione:
- i termini cercati si trovano nella prima
frase della pagina trovata (ivi comprese
quelle che formano il titolo)
- i termini cer¬
cati sono ripe¬
tuti in prossi¬
mità l'uno con
l'altro, in una
frase del docu-
Magellan, un catalogo ben
costruito e pratico da usa¬
re, buone le opzioni di ri¬
cerca e la sezione “Re-
views " 6 molto ricca e in¬
teressante
digital.com
AltaVista è il motore "storico" di
WWW, e dispone del più ampio e più
inclusivo indice della rete. Questo lo
rende uno dei più potenti tool presenti
sulla rete, ma ne rappresenta anche il
tallone d'Achille; infatti la grande quan¬
tità di materiale a disposizione può por¬
tare alla situazione del "Troppa grazia.
Sant'Antonio!", vale a dire l'estrema
abbondanza dei risultati forniti determi¬
na un fastidioso e talora non richiesto
"rumore di fondo" nei risultati delle ri¬
cerche.
AltaVista (ricordiamo, per chi non
avesse letto il nostro precedente artico¬
lo, che AltaVista.Digital, di cui parliamo
in questo articolo, e che chiamiamo co¬
si solo per comodità, è cosa compieta-
mente diversa da http://www.AltaVi¬
sta, comi esegue ricerche sia su WWW
che su diversi NewsGroup Usenet I ri¬
sultati che of¬
fre possono
essere in tre
forme, com¬
patta, standard
La home page di Meta-
Crawler. di una pulizia
esemplare: modeste le
opzioni disponibili sul se¬
me di ricerca.
O•« O.M". ImnriT
% vblcnttne
Ali*
Th« W*>
-QlS-
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
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& & «D
luti
(M*r Wlal TN'ra tati* tota
tornali! I rOT ->1 w.r! I.... I i.acl-l I l««n» I
“
"nSST
Whal-U-Seek. una stra¬
na directory dotata di
ancor più strani opera¬
toriI Nonostante si pro¬
clami capace di battere
tutu i record, non e più
veloce di altri moderni
motori
mento
- il numero delle ripetizioni del termine.
Questi valori sono “pesati" e a quello
che raggiunge il massimo punteggio vie¬
ne assegnato il valore di 1000; gli altri
sono valutati in rapporto a quello.
Non sempre que¬
sto metodo di anali¬
si fornisce i migliori
risultati. Per que¬
sto, nella forma
avanzata di ricerca,
AltaVista permette
di specificare le pa¬
role che occorrerà
usare per la valuta¬
zione appena de¬
scritta; inoltre il mo¬
tore mette a disposizione un tool molto
raffinato, che, in mano a una persona al¬
lenata. può dare ottimi risultati; inseren¬
do nella stringa di ricerca, all'inizio, una
serie di parole chiave (come host, title,
image, anchor. URL. e così via), seguite
dai due punti. AltaVista cercherà solo
nella parte di documento specificata. Ad
esempio battendo title.“Mario Rossi"
verrà probabilmente solo visualizzata la
home page di questo signore. Pratico,
per chi ha le idee chiare.
Webcrawler
http://www.webcrawler.
com
Sponsorizzato da America On-Line.
Webcrawler è un motore di ricerca che
condivide molte delle caratteristiche di
AltaVista. La sua proprietà più interes¬
sante è quella di accettare l'uso del lin¬
guaggio naturale; in altri termini è possi¬
bile inserire una domanda del tipo "thè
fastest car in thè world” perché il moto¬
re filtri la frase dalle parole inutili (in ger¬
go “thè noise words", vale a dire con¬
giunzioni e articoli) e esegua la sua ricer¬
ca. Abbiamo usato una frase in lingua in¬
glese perché il motore, ovviamente, ri-
Alcuni consi gli g enerali p er ottenere
rap idamente risultati p ositivi in una ricerca
(o. magari, p er farci trovare il p iù ra p idamente possibile )
Ogni motore esegue le sue ricerche in maniera e con tecniche
talora completamente differenti, Questo significa spesso che le
diverse pagine sono indicizzate, nei database, con tecniche che
possono determinare differenti risultati.
Occorre, innanzi tutto, avere ben chiaro come i motori inseriscono
nei loro database la nostra pagina; qui le metodologie possono
essere completamente diverse, alcuni indicizzano tutta la pagina,
altri solo le prime cento parole, altri l'intero primo paragrafo. Alcuni
motori lasciano al cliente la possibilità di inserire le parole chiave
che, secondo lui stesso, rappresentano quelle davvero significative
in fase di ricerca, altri sviluppano una statistica, altri inseriscono nel
db tutti i termini significativi del sito, filtrando le parole inutili (come
le congiunzioni, gli articoli, i pronomi e cosi via). Comunque,
tenendo conto della sintassi descritta nell'articolo, ecco alcuni
consigli spicci per migliorare la nostra tecnica di ricerca:
Scegliere un motore di ricerca, una directory o una libreria adatta al
tipo di ricerca che stiamo svolgendo; è probabile che una ricerca,
ad esempio, sui combustibili solidi sia piu efficace utilizzando un
motore specializzato che magari AltaVista o Excite. Ricordo che una
lista estesa di motori particolari è presente in Yahoo, alla base della
pagina. In altri termini, chiedersi sempre se c'è necessità di cercare
su tutto il Web, su un limitato numero di siti specializzati, o magari
su alcuni piu popolari.
Tenere sempre presente il tipo di ricerca che si sta facendo. E'
assurdo cercare una particolare pubblicazione usando WWW E'
sempre il caso di chiederci se quello che si sta cercando non sia
meglio reperibile in altri posti o con altre tecniche, ad esempio in
Usenet o con Gopher.
In base a quello che si è detto precedentemente, considerare se il
termine, la frase o l'argomento che si sta cercando può essere
presente nel primo paragrafo o nella prima parte del documento.
Usare sempre gli help che ogni motore mette a disposizione;
sovente vi si aggiungono nuove caraneristiche, che restano
ignorate se non le si provano per una volta.
Scegliere termini adeguati inserire sinonimi, plurali e singolari,
terminologie alternative les. auto, automobili, autoveicoli, ecc ). Se
si sta cercando un termine in lingua inglese, inserire solo il
singolare tranne che nei casi irregolari (ad esempio car e non cars,
ma anche mouse e mice)
Evitare di usare termini banali o comuni. Precisazione ovvia, ma
non peregrina, non si può pretendere di battere “Internet" e non
ritrovarsi con una ricerca mutile e fastidiosa. Ricordarsi che le
percentuali di interesse che molti motori evidenziano si basano
solo sulla presenza del vocabolo o della frase cercata nel
documento; non si può pretendere che il motore interpreti anche il
senso del documento. Solo le directory lo fanno, e neppure qui si
può pretendere la sicurezza assoluta.
Fare attenzione a come il motore maneggia le maiuscole; come
abbiamo visto nell'articolo, queste significano ben altro che una
differenza di altezza
Usare al meglio gli operatori multipli, per ottenere risultati il più
possibile confacenti alla nostra richiesta, ricordarsi che gli operatori
|+| e |-| devono essere attaccati alla parola che li segue per avere
effetto.
252
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
conosce le parti mutili solo in questa lin¬
gua, ma il filtro elimina anche parole co¬
muni; ad esempio la parola Web è an-
ch'essa destinata alla decapitazione.
La schermata iniziale può essere cu-
stomizzata, nel senso che è possibile vi¬
sualizzare solo i titoli o anche un breve
sommario; inoltre si può scegliere di vi¬
sualizzare per ogni pagina 10, 25 o 100
titoli. Ogni titolo mostra il "confidence
ranking", l'indice di interesse che qui
non è un arido numero, ma una forma
di larva, piu o meno presente in funzio¬
ne della importanza del sito. Non è dato
di sapere il metro di valutazione usato,
ma non pare molto di più del numero di
volte che la parola o la frase compare
nella pagina. Le frasi si cercano pratica-
mente come in AltaVista, e allo stesso
modo si usano gli operatori booleani.
L'originalità di WC sta però in due ope¬
ratori più avanzati, NEAR/n e ADJ, il pri¬
mo permette di stabilire l'ordine con cui
devono apparire due parole; ad esem¬
pio battendo Demi NEAR/7 Moore ven¬
gono rilevate solo le occorrenze in cui il
nome e il cognome, in qualunque ordi¬
ne messi, sono prossimi meno di sette
parole. L'altro operatore impone che
una delle due parole preceda l'altra; co¬
si Demi ADJ Moore non riconoscerà
l'occorrenza Moore Demi Ancora, inte¬
ressante è la sua implementazione di
un catalogo di argomenti che è possibi¬
le sfogliare; in questo ambiente c'è un
bottone, Spidey, che. schiacciato, ese¬
gue una ricerca, basata sui termini im¬
posti, nell'area di premteresse stabilita
aprendo il catalogo degli argomenti.
Webcrawler è un motore moderno,
con ottimi tool di ricerca, anche se il
suo database non è dei più grandi. Il fat¬
to di essere una emanazione di AOL lo
rende, comunque, uno dei motori di ri¬
cerca più utilizzati.
Lycos
http://www.lycos.con
E' stato per lunghissimo tempo il
punto di riferimento della concorrenza,
per il suo database immenso e per la
sua velocità. Oggi la sua fama è un po'
appannata, ma non tanto da non farne il
mezzo d’uso quotidiano di una gran
messe d'utenti. Offre ambedue le pos¬
sibilità di eseguire ricerche per parola
chiave e per argomento (i soggetti di ri¬
cerca sono chiamati "directory Servi¬
ces"), e in ambedue dimostra una velo¬
cità impareggiabile e una ricchezza di ri¬
sultati ottenuti per pura forza bruta. Non
LookSmart. il motore
che ci ha fatto fare più
anticamera, numerose
e ben articolate le ca¬
tegorie, modeste le
possibilità di persona¬
lizzare la ricerca
f LookSmart
loonm.il - «Htnonng mono
a c
« * 4
0VM Wvr*
a> a a * a
• t’Wet Mi Wi«
1
ha un gran numero
di operatori a di¬
sposizione e l'ope¬
razione di filtraggio
dei risultati è affi¬
data solo a cinque
aggettivi (loose.
fair, good, dose e
strong), che con¬
sentono di esegui¬
re ricerche sempre
più raffinate e pre¬
cise. Non è possibile indicare stringhe
da escludere dalla ricerca e il termine (-]
pur usato, serve solo a impedire che la
stringa che lo accompagna possa in¬
fluenzare il peso assegnato al documen¬
to. L'unica raffinatezza è data dalla wild-
card [SI che, aggiunta alla fine della paro¬
la, ha le funzioni di terminatore di qual¬
siasi lunghezza.
Excite
|http://www.excite.corrj
Excite permette di eseguire ricerche
combinate per parola chiave e argo¬
mento. La seconda tipologia, chiamata
"ricerca per concetto", permette di in¬
dividuare documenti correlabili col se¬
me di ricerca anche in funzione del si¬
gnificato del termine ricercato, e non
A««rU«« Cimili Miiktl Snapahoi
All ih* nrm yov Mtd. On* dici awèj.
U3ÌJ - nflC»nt 14 «
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SE
□ • •--- O I Utrlh I
solo in base al numero delle occorrenze
presenti. Non esistono veri ambienti se¬
parati per ricerca normale o avanzata, e
non esiste altresì possibilità di scegliere
l'aspetto (sommario/standard/avanzato)
dei risultati ottenuti.
Le tecniche di impostazione della
stringa o della frase di ricerca, in Excite,
sono le più strane nell'ambiente dei
motori; le frasi sono trattate come in Al¬
taVista. ma Excite è sensibile al numero
di occorrenze della parola nella stringa
di ricerca. In altri termini se battiamo
Apple Apple IBM, Excite elencherà i do¬
cumenti ricercati dando la precedenza a
quelli che sono significativi maggior¬
mente per Apple.
Excite supporta gli operatori booleani
AND, OR, NOT e un non tanto incon¬
sueto AND NOT (in assenza è sottinte¬
so OR). La confidence è valutata allo
stesso modo di AltaVista, ma non è det¬
to che il primo do¬
cumento della lista
si veda assegnare
il valore del 100%.
Una opzione inte¬
ressante è quella
che permette di
eseguire una scan¬
sione della lista e,
una volta schiac¬
ciato il pulsante
presente vicino
all'indice di confi¬
denza, una nuova
jlla:
internet
Di Mamma ce n é una
sola, e non ti abbando¬
na mai. nemmeno nel
cyberspazio
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
253
ricerca viene eseguita usando il conte¬
nuto del documento come riferimento.
Infoseek
http://www.infoseek.c6nj
Per lungo tempo motore d'elezione di
Netscape, Infoseek è sufficientemente
veloce e facile da usare, ma questi pregi
si pagano in termini di sofisticazione. Di¬
spone di operatori booleani ma la cosa
che piu infastidisce è che mostra solo i
primi cento documenti trovati. Funziona
Sawy Search. ottimo
esempio di directory,
ben articolato e com¬
prensivo
- » til. (ai ui.ik 6. fanoni..
jytL.
^ * z *
a
» m
a
«■* Wri»
SI Q A
»
(|raa>LM, ^.ao*,, . | J- . a
l- m IH. UH
Un'autostrada in
meno al mare? In
WWW può esserci
anche Questo, e ri¬
sponde al nome di
Highway 61 Si pud
indicare al motore il
tempo che si ha a di¬
sposinone. tanto noi
andiamo a tare un ba¬
gno
* * ^
juliMBl inatta lIASImf I
OD
IU—nW«.<liìl
□ «... 04r.cl.rl..
a 0
» ò si o ai a a
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V* 0*n, Hr.1 l>
vfjMAV
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Fioelly. 9 tttrctì lite t»
th# JOth century
P
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Oplions
Oor #•« | S
| TM. tfjr nm.. ; m ylng lo u» morso™ ■>)
• la»' Ot.l>' I B
I I .OH I 0.1 or
issai
sia da motore puro che da catalogo di
soggetti, e permette di cercare altresì
nei newsgroup Usenet, negli elenchi di
indirizzi, e nelle raccolte di FAQ.
La ricerca è case-sensitive Le frasi
vanno ricercate per intero con la tecnica
delle virgolette, e sono ammessi gli
operatori |+] e |-|. Ha una sezione di siti
selezionati, e sistemando due parole tra
parentesi quadre esegue la loro ricerca
finché sono a una "distanza" di cento
parole (il valore non è modificabile) Una
volta rilevato un sito interessante, esso
può essere impiegato come seme di ri¬
cerca per altre richieste, invocando il
comando "Similar Pages".
HotBot
http://www.hotbot.conj
me se fossero pa¬
role singole, frasi,
argomenti, senza
interventi da parte
dell'utente; un co¬
modo menu a ten¬
dina specifica se
occorre cercare
una sola o tutte le
parole indicate e se
esse vanno cercate
nell'ordine o no.
Una apposita opzio¬
ne permette ulte¬
riori affinamenti
della ricerca per da¬
ta, numero delle occorrenze per pagina,
locazione, ecc. Ad esempio è possibile
cercare pagine contenenti frammenti oi
codice Java, VRML, Acrobat, o immagini
GIF
L'operatore "must not" consente di
eliminare un termine dalla ricerca, men¬
tre "should" indica al motore di ricerca
di dare più importanza al termine che lo
segue. I veri e propri operatori booleani
sono raggiungibili tramite un menu, e la
ricerca è case-insensitive, tranne che
caratteri maiuscoli e minuscoli siano
mescolati nella stessa parola. E' possi¬
bile cercare suffissi di indirizzi (ad
esempio .mil o .it), e il bottone Geopla¬
ce permette di cercare su server siste¬
mati nei diversi continenti (in default va¬
le "tutto il mondo"). Cercando un URL
vengono visualizzati documenti che lo
contengono sia nel testo che come link.
Autodefinitosi il primo motore di ricer¬
ca Internet capace di scalare la monta- ODSnTBXt
gna del Web, HotBot ha una interfaccia r
colorata e accattivante, e alcune caratte¬
ristiche originali che lo rendono utile e
gradevole. HB cerca i termini inseriti co-
mente grande, almeno comparato con
quelli della concorrenza, ma è costante-
mente aggiornato, e supporta richieste
multilinguali. inclusi set alfabetici non la¬
tini Non è l'ideale per ricerca di risorse
particolarmente specializzate, ma grazie
alla sua velocità (e al fatto che forse
non è poi affollato come gli altri) è un
ottimo tool per ricerche di ampio respi¬
ro.
Caratteristica interessante di Open-
Text è la possibilità di specificare in
quale parte della pagina si desidera limi¬
tare la ricerca (titolo, URL, primo para¬
grafo, ecc.). E' possibile anche eseguire
una ricerca su una strana entità, il
"Sommario", che è rappresentato da
una collezione di dati, come titolo, te¬
stata della prima pagina, ancore e link
principali, e una serie di parole e strin¬
ghe significative del testo.
OpenText supporta gli operatori boo-
leam e quelli di prossimità (NEAR e
FOLLOWED BY). Il primo trova una pa¬
rola nell'intorno di 80 vocaboli (all'indie-
tro e in avanti; l'intervallo non è modifi¬
cabile). il secondo solo in avanti. In as¬
senza, tra le parole inserite nel seme di
ricerca è sottinteso AND; non si tiene
conto delle maiuscole, e sono ignorati
alcuni segni di interpunzione, singolare
e plurale sono considerati valori diffe¬
renti. Il foglio dei risultati ottenuti nella
ricerca non può essere salvato come
bookmark.
|http://www.opentext.corij
Non dispone di un database enorme¬
Nlight
http://www.nlsearch.ccmj
Solo qualche parola riguardo a questo
motore, che per certi versi si può consi¬
derare specialistico. La finestra di ricer-
254
MCmicrocomputer n, 182 - marzo 1998
ca è piuttosto semplice, si inserisce il
termine da ricercare e si schiaccia
FIND II risultato è offerto da una videa-
ta che mostra i ritrovamenti in sei cate¬
gorie separate (Information Databases,
Current News, Archived News. WWW
Internet Index, Desktop References e
Discount Bookstore), E' sottinteso un
AND implicito tra le parole, ma esiste
anche l'ÒR e il NOT; per ciascun opera¬
tore è prevista una shortcut, In accordo
con molti autori, NL è il motore in cui la
lunghezza della stringa inserita influenza
di poco la velocità di ricerca. Peccato
che, appena ci si discosta dalla ricerca
convenzionale, i servizi divengano a pa¬
gamento. Occorre però ricordare che in
certi campi (come per esempio articoli
e biblioteche) possiede un patrimonio
impareggiabile.
Yahoo
http://www.yahoo.coni
A rigore (vedasi l'articolo del mese
scorso) Yahoo non è un motore di ricer¬
ca ma quello che, con termini complica¬
ti, viene definito un indice dei soggetti
organizzato gerarchicamente. Ha subi¬
to, nel tempo, una serie innumerevole
di miglioramenti e di aggiustaggi, che
ne hanno fatto uno strumento di grande
raffinatezza, customizzabile in maniera
chirurgica, pur senza mai perdere la sua
facilità, intuitività e immediatezza d'uso.
La qualità delle ricerche è elevata, e
probabilmente Yahoo è il migliore punto
di partenza quando non si hanno le idee
molto chiare su cosa cercare; in altri ter¬
mini può essere considerato il migliore
sito da cui, eventualmente, poi trasbor¬
dare su siti più specializzati. Basta, in
questa ottica, cliccare il link "More
Yahoos", presente alla base della pagi¬
na di ricerca, per avere immediato ac¬
cesso a una serie di altri motori, anche
essi, sovente, dotati di ulteriore gerar¬
chia.
L'interfaccia di Yahoo è molto sempli¬
ce da usare; basta inserire il vocabolo o
la stringa da cercare e Y restituisce
informazioni suddivise in tre gruppi prin¬
cipali; "categorie", vale a dire aree che
corrispondono al termine in questione
(ad esempio inserendo "engine" ci ver¬
ranno restituite diverse categorie relati¬
ve ai motori d'automobile, ai motori
elettrici, ai motori di ricerca, e così via);
siti finali e categorie dalle quali le parole
cercate sono state indicizzate, anche se
non ne rappresentavano l'argomento
principale. E' possibile indicare dove ri¬
cercare (Yahoo, Usenet o indirizzi di e¬
Vitgilio, il primo moto¬
re di ricerca italiano
Ima utilizza Inloseekl
mail), usare opera¬
tori booleam come
OR o AND, speci¬
ficare sottostrin¬
ghe o stringhe
complete, control¬
lare il numero di ri¬
sultati per pagina
(10, 25. 50 o 100)
Ma la vera carta
vincente di Yahoo
è la sua liberalità;
sebbene esso usi
in default AltaVista (scusate se è poco!)
alla fine di ogni pagina sono elencati
una serie di link a tutti i più importanti
motori Inoltre chiamando Yahoo Remo¬
te si apre una pagina secondaria che è
possibile tenere a disposizione per gli
usi che più ci abbisognano (ad esempio
una ricerca parallela, senza perdere di
vista quella principale).
ma. BankDesk. Profusion, litanie (sic!) e
tanti altri, sovente utilissimi perché
estremamente specializzati, sovente per¬
fettamente inutili Inutile darvi le coordi¬
nate per cercarli, basta schiacciare, in
Yahoo, alla fine della pagina di ricerca
"More Yahoos..." per averli tutti elencati
e opportunamente linkati. Ancora, non
dimentichiamo che molti siti offrono una
griglia di motori in linea, per scegliere al
volo la cilindrata che più ci interessa.
E per concludere...
Già, per concludere, si fa per dire, non
possiamo non citare The Internet Sleuth
e Magellan; si tratta più che altro di due
servizi di ricerca, che superano il concet¬
to implicito nei motori per gestire le ri¬
cerche in maniera un po' diversa. Il pri¬
mo, ad esempio, controlla non uno, ma
una serie di database, e fornisce una pa¬
gina di input in cui essi sono disponibili;
le ricerche vanno fatte per approssima¬
zioni successive (ad esempio film, poi
classici, poi "Via col Vento"). Magellan.
ancora, non è un motore, ma più che al¬
tro una guida in linea a Internet che con¬
tiene un elenco di siti visionati e giudica¬
ti. In altri termini non è un luogo ottimale
in cui eseguire ricerche alla disperata,
ma un punto di riferimento per chi desi¬
dera. eseguendo una ricerca specifica
ma non molto specializzata, avere risulta¬
ti affidabili e di buona qualità.
Ma molto più ampia è la messe di siti
che si mette a nostra disposizione per
guidarci, come Virgilio, nell'inferno tor¬
tuoso del Web; già, proprio Virgilio, il pri¬
mo motore di ricerca italiano, ma occor¬
rerà ricordare anche MetaCrawler,
SavvySearch. Euroferret. EINET/Tra-
deware Galaxy, Aliweb, Netfirst, Ariad-
ne. Harvest. WWW Worm (oggi divenu¬
to Go2!), What-U-Seek, Wombat, Mam¬
Conclusioni
Beh, anche stavolta lo spazio si è
esaurito senza accorgercene! Certo l’ar¬
gomento è enorme e ci ritorneremo si¬
curamente su (ad esempio già solo i
servizi aggiuntivi richiederebbero una
puntata), ma lasciateci esprimere un pa¬
rere e dettare un consiglio. Non sceglia¬
mo un motore di ricerca solo guardando
alla grandezza del suo database. Soven¬
te una migliore indicizzazione, la possi¬
bilità di giungere al risultato attraverso
fasi successive, la disponibilità di acce¬
dere non solo ai documenti finali ma an¬
che alle categorie, paga, alla fine, molto
di più della forza pura e semplice. E'
questo il motivo della gran fortuna di
Yahoo; il perfetto connubio tra un po¬
tente motore (AltaVista) e una directory
ben costruita è un'arma sempre vincen¬
te, e il fatto che II suo sito sia visitato,
mediamente, da otto milioni d'utenti al
giorno (sarà vero, sarà falso, sarà la soli¬
ta leggenda metropolitana del cyberspa¬
zio?) è segno del successo dell'impo¬
stazione. Non a caso le tariffe per inse¬
rire un banner nella home page di
Yahoo sono cifre con molti (ma proprio
molti) zeri!
«e
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
255
Nel Cuore
della
Repubblica
Siete mai entrati nel Parlamento
della Repubblica? Probabilmente
no, anche se vivete a Roma. Se
poi ne siete lontani, è probabile
che ne abbiate un'idea molto
approssimativa, quella che tutti noi
ci formiamo guardando i
telegiornali. Grazie al CD
multimediale “Montecitorio”, avete
ora la possibilità di fare un viaggio
all’interno del cuore della
Repubblica, XIII legislatura.
di Dino Joris
Parlamento, Montecitorio, Repubbli¬
ca: parole fortemente frequentate da
tutti noi Tutti abbiamo letto almeno una
volta la Costituzione, tutti abbiamo
un'idea almeno approssimativa del fun¬
zionamento della Camera dei Deputati,
tutti abbiamo visto almeno delle brevi
immagini dell'Aula e dei corridoi in cui si
svolgono le attività parlamentari (anche
nei corridoi, se non soprattutto in quelli,
come mi è stato indicato da un giornali¬
sta politico).
Ma quanto sappiamo in realtà dell’or¬
ganizzazione nel suo insieme, ovvero
delle strutture fisiche e amministrative
che la compongono? Dopo avere con¬
sultato quest'opera, mi sono reso conto
che le lacune non sono poche. Lo stru¬
mento per colmarle ci viene offerto da
MEC, Multimedia European Center di
Messina
Questa giovane società (che è però,
sia pure indirettamente, una vecchia co¬
noscenza, visto che è composta da per¬
sone che avevano contribuito alla pro¬
duzione de I Vangeli, edito dall'ormai di¬
sciolta Editel Editoria Elettronica di Mi¬
lano) ha contemporaneamente prodotto
un'opera dedicata alla Mafia, confer¬
mando cosi la sua tendenza ad occupar¬
si di grandi temi.
256
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
(_l»frc . c.oLLL /.JlLì.LlÌ-l^v^lLLcJÌe)
Articolo
Proponente
•I rlncaUno (articoli 93. 3* comma • 94.1* • 3* ronuna Cori.).
Dote fluulon* di Indlrtno tono dunque contitolari la Comoro
•d 0 Gorerae: ri oipHro nella prorontazlono dot dlitgnl di
leggo nocosnri por doro attuatone al programma: mediante
unzione
unzìoue di indir/.
Presidente delta Repubblica
McfirecìWk
La Camera
dei deputati
più in generale
quella sorta di "cit¬
tadella politica"
che la zona rappre¬
senta. La presenta¬
zione è accompa¬
gnata da un com¬
mento parlato
(molto professio¬
nale, di Francesco
Discolo) e si esau¬
risce in brevissimo
tempo, lasciando
peraltro all'utente
COSTITUZIONE
DELLA REPUBBLICA ITALIANA
PRINCIPI FONDAMENTALI Art. I
l’Alt I E II
Ordlmmcnlu della Repubblica
TITOLO I SEZIONE I
LA CÒST1TU ZIO VE ITALIANA
LA CC
Montecitorio
La Camera dei Deputati
L'avvio dell'opera offre una breve pre¬
sentazione filmata dell'area al centro di
Roma che comprende Montecitorio e
Il U Uvctateir la dritti' *1 ma »rtn»«uvcr
Il po(v«30Ml* » TidU M w
l| Irrori» e «t cgn c u* lufinrràr «d •: ansar *
I tt» JU un fluirne U-t « r égr*»: •
|| La -W. ,t min ln-i Jr.,
|| « rt*hfejtUl»lr«$r
11 Uvurtfn- ti drtl.' «liqvw rrflnvadr r
|| i Irtr trtnUri- r n p**> ncnunan
AH V
1.4 d'aia Luto» ance h» «à dui din r, a
»• «riJ * à U»Wu. Ir rtrasr trainare <hr
l-n ai Uwntar Lr . rtvfcnro A
•ifVMi t (crurUnr TaJrnqmKtita <fcS« tu»
«rrnaale funaio* ixukmf e *aacuurr «la
m>kc e al l>»ohno una perule •!* ruta
' ir¬
la possibilità di
passare oltre con
un click (cosa che
probabilmente farà
con piacere, dalla
seconda consulta¬
zione in avanti).
Si arriva presto
Montecitorio -
La Camera dei Deputati
Produttore e distributore
Multimedia European Center
Via S Cecilia, is 1 15/B
98123 Messina
Tel.. (090) 695149
Teleta. (090)695139
E-mail-EnsbgSQlnet.il
Ambiente: Windows
Requisiti multimediali: standard
Prezzo:
Ut. 170.000
all'immagine fissa
del palazzo di
Montecitorio ed al¬
la prime scelte: La
Camera dei Depu¬
tati, Introduzione,
Il Palazzo.
L'Introduzione
presenta in apertu¬
ra i ringraziamenti
alla Presidenza del¬
la Camera per ave¬
re concesso le ne¬
cessarie autorizza¬
zioni ed informa¬
zioni, indica collaborazioni, contributi e
competenze ed infine presenta una gui¬
da alla consultazione che indica grafica-
mente la struttura delle varie sezioni.
Appare subito chiaro che gli autori han¬
no fortemente voluto una grande sem¬
plicità di consultazione, con la navigazio¬
ne basata sull'attivazione d'immagini si¬
gnificative, accom¬
pagnate da titoli al¬
trettanto significa¬
tivi scritti con ca¬
ratteri molto gran¬
di (potrei finalmen¬
te dimenticare gli
occhiali, senza far¬
ne un dramma ..)
La navigazione si
controlla anche
con due icone po¬
ste in alto a de¬
stra: la prima, che
rappresenta una
scalinata, porta in¬
dietro di un passo,
la seconda condu¬
ce alla schermata
d'apertura.
La navigazione è
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
257
*i % m *r
n PimMe» 4> IU Cunnt
“ finn— C am ini I mai etm^ammà U PrrrU^mie . FUfllcio
A/*aUm~ Unirai. » )• ramina. CortraHoa.)
U PtrUd.nl. < l’arfuia trami. d.Oa arganUmUann Unta d.U.
Cam.r.- di prapnlalnn.. di parafi. • di artlmio SI m In ima
V1QPRESI DENTI
forse ;• po' uop . - -
costretta
biare direzione e
necessario tornare
n'dio:! ■ ali i stazio¬
ne di partenza e
"attivare gli scam-
te preferisco avere
una maggiore fles¬
sibilità di consultazione anche nelle
opere multimediali come questa, che
sono fatte più per essere lette che con¬
sultate.
La parte dedicata alla Costituzione ne
propone il testo intero, da cui cito una
parte dell'articolo 1. "L'Italia è una re¬
pubblica democratica fondata sul lavo¬
ro". Si comincia subito a parlare di lavo¬
ro, come è giusto che sia. Ma il riposo,
è anche quello previsto dalla Costituzio¬
ne? Ecco una buona scusa per verifica-
re se l'opera dispone di una funzione di
ricerca. Cosi è. tanto che ci vuole un at-
mente all'argomento di interesse Non
c'è certo la necessità di creare un'am¬
pia base di dati, o di creare un motore
di ricerca sofisticato come quello di
un'enciclopedia, ma la possibilità di cer¬
care un argomento e accedere diretta-
mente alle pagine ad esso dedicate con
qualche click invece che con delle ricer¬
che manuali, mi sembra di non trascura¬
bile comodità.
Torniamo alla sezione dedicata alla
Costituzione per rilevare che è possibile
attivare delle "visite multimediali” ai va¬
ri articoli, intitolate Senato della Repub¬
blica, Camera dei Deputati, Presidente
della Repubblica, Parlamento in Seduta
Comune, Corte Costituzionale, Magi¬
stratura Per ogni visita ci sono proposti
timo per scoprire che, in effetti, è costi¬
tuzionalmente previsto anche il diritto al
riposo settimanale ed alle ferie retribui¬
te (art 36). Accertata l'esistenza di una
funzione di ricerca sul testo della costi¬
tuzione, si fa notare per la sua assenza
la possibilità di fare delle ricerche sulle
altre parti dell'opera. Mi riallaccio a
quanto già accennato sulla navigabilità,
per osservare che se anche questa è
un'opera che va letta in modo abba¬
stanza tradizionale, l'ambiente in cui è
sviluppata dovrebbe essere meglio
sfruttato per offrire al lettore anche la
possibilità di fare ri- |
cerche dirette sui
contenuti generali
» ed accedere diretta¬
CLwftttùssìoni bicamerali
U CoatttuztoM (articolo U6. 4*
uu Commi*«tono composta 41
topatatl » di sanatali por lo
luestionl («clonali
fggi o mediante pioredlmend
tramerai! non legislativi
irlnctpalmento mozioni) hanno
itltulto Commissioni tilrameral
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
gli articoli rilevanti,
accompagnati da fo¬
tografie (delle sedi
delle istituzioni, ad
esempio) e da filmati
(investitura dei Presi¬
denti, sedute alla Ca¬
mera, e altro). Si trat¬
ta in tutti i casi di do¬
cumenti filmati che
forse non possiamo
ancora definire stori¬
ci, visto che appar¬
tengono tutti alla le¬
gislatura corrente,
ma che ben si qualifi¬
cano per diventarlo
gno dei tempi mutati, in cui è possibi¬
le scommettere senza troppo azzar¬
dare sulla durata della legislatura (una
crisi di governo e nuove elezioni ren¬
derebbero l'opera subito obsoleta).
Viva la stabilità di governo, non crede¬
te?
Tuttavia bisogna osservare che con
la commissione bicamerale al lavoro,
molte affermazioni (come, ad esem¬
pio, quella che recita "i deputati so-
f/m
(ritengo che molti "addetti ai lavori" po¬
tranno trovare utile rivedere a piacimen¬
to. ad esempio, i momenti dell’elezione
del presidente della Camera ed altri
eventi parlamentari di buona importan¬
za).
Esaurita la lettura della Costituzione,
si passa all'esame delle funzioni della
Camera: legislativa, di indirizzo, di con¬
trollo e di informazione.
Per ogni funzione è presente una
scheda multimediale composta di testo
e di commento parlato, che ce ne spie¬
ga la natura, in modo chiaro e semplice,
e illustra le procedure connesse.
La parte dedicata all'organizzazione
chiarisce struttura e composizione della
Camera, cominciando dal vertice, rap¬
presentato dal Presidente della Came¬
ra. dai quattro vicepresidenti, dai que¬
stori e dai segretari. Ad ognuna di que¬
ste cariche è dedicata una scheda com¬
posta da una breve biografia scritta, da
un commento parlato e da una fotogra¬
fia. Questa parte cosi incentrata su per¬
sone specifiche sembra essere un se¬
no 630") potrebbero avere presto ne¬
cessità di revisione. L'effetto sarà dupli¬
ce: renderà necessarie nuove edizioni
dell'opera e renderà quest'opera un
pezzo da collezionismo (con "rito ab¬
breviato"). Sembra che la scelta della
MEC sia decisamente vincente. Ma an¬
diamo avanti con l’esame dei contenuti,
per trovare le schede sui Gruppi Parla¬
mentari, sulle Giunte, sulle Commissio¬
ni (permanenti, speciali, bicamerali,
d'inchiesta), sui Deputati (i nomi di que¬
sti ultimi sono elencati in ordine alfabe-
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
259
( LlL
chitettonici della
"cittadella politi¬
ca", composta da
Palazzo Montecito¬
rio, Palazzo San
Macuto e San
Gregorio Nazianze-
no. Quest'ultimo,
oltre ad essere tor¬
nato in tempi ab¬
bastanza recenti
luogo di culto, è
sede di un Archivio
di Stato.
La parte dedicata
agli aspetti storici
offre notizie su co¬
loro che contribui¬
rono all'architettura
dei luoghi della cit¬
tadella. da Gian Lorenzo Ber¬
nini a Carlo Fontana, e su co¬
loro che contribuirono con
trasformazioni e aggiunte in
tempi relativamente più re¬
centi, come Comotto e Basi¬
le.
Senza avere la pretesa di
offrire dei contenuti esaustivi
sull'argomento, questa se¬
zione è tuttavia abbastanza
curata da offrire elementi di
interesse.
tico, accompagnati
da indicazioni sulle
appartenenze di
gruppo e commis¬
sione).
Questa parte de¬
dicata agli aspetti
strutturali e organiz¬
zativi della Camera
dei Deputati si
esaurisce qui. Alla
fine della lettura si
può avere un'idea
più chiara del fun¬
zionamento del Parlamento, senza do¬
ver estrapolare le informazioni che quo¬
tidianamente ci provengono dai giornali
e telegiornali (probabilmente il metodo
più usato dal cittadino medio per for¬
marsi idee sulla materia) e senza dove¬
re ricorrere alla lettura di trattati di dirit¬
to amministrativo.
La parte successiva, intitolata II Pa¬
lazzo, esamina gli aspetti storici ed ar¬
Quest'opera sembra essere capace
di soddisfare una buona gamma di esi¬
genze diverse, con una consultazione
facile e piacevole anche grazie alla buo¬
na musica (classica) che l'accompagna.
Avere a disposizione un documento
come questo, che fissa con nomi e volti
un momento della nostra vita democra¬
tica. quello della XIII Legislatura, potrà
essere attraente anche per chi conosce
Nucleo centrale dell'Aula
1. Prr*»d«nlr drlld « «mera
2. Pn^drnlr tiri < ohm* li. i
3. ( onlnilki miimluul
4. K—.m.l futlaairaUri
5. I.*l n w un Jrl pnicmi trrlulr
già a fondo materia e luoghi Gli altri po¬
tranno trovare la lettura piacevolmente
informativa e apprendere i fatti fonda¬
mentali che riguardano il cuore della no¬
stra democrazia, o più semplicemente
colmare qualche lacuna che la cono¬
scenza indiretta (attraverso estrapola¬
zioni da informazioni della stampa o di
altri media) può comportare.
La Storia della Mafia
La Storia dalla
Mafia
Th* hlatory o: th« baila
Il fenomeno della Mafia è senza dub¬
bio complesso e di difficile analisi Per
questo mi sembra improponibile pensa¬
re che un'opera, multimediale o tradi¬
zionale, sia capace di offrirne un quadro
veramente esauriente.
L'obiettivo che si può prefissare
un'opera sulla Mafia è quindi quello di
descrivere a grandi linee il fenomeno, di
condannarlo più o meno esplicitamen¬
te... e di preservarne il fascino perver¬
so! Bene, La Storia della Mafia centra
l'obiettivo: testi, immagini, filmati e mu¬
siche di sottofondo riescono a rendere
questa visione documentaristica di que¬
sto aspetto della nostra società assai in¬
teressante, come potranno testimonia¬
re anche le immagini che vi propongo.
La Storia della Mafia
Produttore e distributore
Multimedia European Center
Via S.Cecilia. is. 115/B
98123 Messina
Tel (0901 695149
Telefax. (0901 695139
E-mail meciasoinèn
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Requisiti multimediali standard
Prezzo: Ut. 140.000
260
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Video DJeoonmi
6meHi«
AvvotonoMnlo di Puciotlé
Ir* mito e storia
n ella sto riai
ar¬
ma, guerra mondiale al fascismo
•■‘•VA
da g uerra mon diale e il dopoguerra
domhìto^^^.'
cria tratta dal limi Salvatoi
VA AFIA Origini storico-etimologiche
La mafia tra mito c storia
la mafia nella storia^
Dalla p'rim^ guerra mondiale al fascismo
■ VA
La seconda g uerra mon diale e il dopoguerra
L'età del dominio^^B
I grandi personaggio^
( l ì 'Lxj-ù.e.Li.L /.i.'i-LiLL'LLu.^u.LcafcK )
Tra le tribù’ arabe che conquistarono la Sicilia nel
sottimo secolo dooo Cristo ci sarebbe stata quella di
Ma-hafla. Leggenda sicuramente. Nella lingua araba
pero' si trovano vocaboli M cui etimo e' vicino al
termine mafia . In particolare mo'hafiat che significa
tra l'altro tranquillila', salute benessere, incolumità',
ciò' che e* al riparo da ogni danno e da ogni malo.
Significa anche braveria, baldanza sinonimi in
qualche maniera di coraggio e quindi indicherebbe
uomini coraggiosi, nel momento in cui la parola viene
scolta per indicare gli appartenenti a questa
organizzazione presunta segreta ...
La struttura dell'ope-
ra è ad albero; dalla
prima schermata si
sceglie uno degli argo¬
menti principali, poi si
procede nella direzio¬
ne scelta, che può
presentare varie rami¬
ficazioni Nella sezione
chiamata Vista Globa¬
le. la struttura diventa
evidente: sembra qua¬
si un (graficamente elegante) diagram¬
ma di flussi bidirezionali. Come nel ca¬
so del CD su Montecitorio, questa
struttura di navigazione mi sembra ab¬
bastanza rigida, ma anche in questo ca¬
so può valere la considerazione che
l'opera è pensata per la lettura e non
per la consultazione.
Le schermate degli argomenti speci¬
fici presentano la possibilità di controlla¬
re la larghezza del riquadro di testo, di
attivare la narrazione, specifica, da par¬
te dello speaker, di attivare il proiettore
quando sono presenti dei filmati, di ri¬
chiamare le fotografie (molte, spesso
molto interessanti). La documentazione
include, tra l'altro, dei canti di carcerati.
con testo originale
e traduzione a
fronte, forniti dal
Centro Studi e Do¬
cumentazione sul¬
la criminalità ma-
fiosa dell'Università di Messina, assie¬
me a campioni di lettere scambiate tra
mafiosi.
Nella sezione dedicata alle origini sto¬
rico-etimologiche troviamo le sezioni
dedicate al mito (origine araba, Vespri
Siciliani, riferimenti al '600) ed alla sto¬
ria della mafia, suddivisi in periodi che
vanno dalle origini alla prima guerra
mondiale ed al fascismo, dalla seconda
guerra mondiale al dopoguerra, dai
ifAAFIA C
1 ... fel
l'Ambìvnfc CII a
dtlU mAfu
ifSP» 1 '
— i cinipi...
siigin* tiàbi —
di gu*ri4
$3*
il |4tciimo
Alitato - i— (4Hio|*rro.
».sr t :
Il topArAtiimo . l5e«V * Oon C4I0900
ildllAiio lucano ■— Villini —
T J9
* 1 Vttprl le prlm*
1» nolani 'Jt. inchini*
4
Il
Mon
t. jt|orm*iion»
del crimine ... *
n =M:
U C.I.A. — Ctnco Unno
(i$*a ?
Lt origini . Il bng«nt«ggìo
-Ufi
U W4|l4
&*£
OaIIa itrege
14 tliAg* »4l»4tor*
1*
?
Mf
Là tfìàl'à || delitto
MlU... Mol4.b4.tOlO
m
l ■«4ti Pool. il (*nom«no
d* ...
Il CA.irtto - Origini
1 moaipro<«tii
IS V
la m4|i4
.uiaIc ...
’J*
Conduzioni
la ri|orm4
4914114
LA m4(i4 * 14
vioIrniA ... —■
Beati Paoli ai grandi personaggi d'epoca
recente. A proposito di questi ultimi, vo¬
glio ricordare che Giovanni Falcone par¬
lava di "menti raffinatissime". Se si
prendono in considerazione le condizio¬
ni estreme in cui opera la mafia, ci si
rende facilmente conto che per esserne
ai vertici e sopravvivere è davvero ne¬
cessario disporre di menti di prim’ordi-
ne (che, per quanto ovviamente e debi¬
tamente perverse, si sono a volte rivela-
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
261
P’L'oìIs^-Li.l L^LLl^d.LdU)
te insufficienti a garantire la sopravvi¬
venza). Tra i grandi personaggi mafiosi
l'opera elenca Don Vito Cascioferro,
Don Calogero Vizzim, Genco Russo,
Salvatore Giuliano. Al periodo segnato
da quest'ultimo, sono dedicati dei do¬
cumenti fotografici e cinematografici di
grande interesse La fotografia assieme
a Gaspare Pisciotta è emblematica
(quest'ultimo fu eliminato in carcere
con un caffè al cianuro, con la stessa
tecnica di eliminazione poi usata per
Sindona).
L'opera analizza la mafia attuale, le
sue strutture, la rete mondiale ed i rap¬
porti con la Chiesa (questo è il titolo di
un capitolo dell'opera).
Nella parte dedicata a mafia e società
sono esaminati i rapporti di questa con i
siciliani, si accenna al codice mafioso
ed anche, inevitabilmente, ai filoni cine¬
matografico e letterario. I prodotti di
questi filoni hanno rappresentato in
qualche caso una testimonianza di im¬
pegno civile, in altri casi un mero sfrut¬
tamento di un soggetto capace di pro¬
durre successo e denaro (basta ricorda¬
re il successo de La Piovra).
Nel complesso mi pare di poter affer¬
mare che ci siano tutti gli elementi per
sentire il fascino perverso della mafia,
ma anche per rendersi conto che lo spi¬
rito originario di fratellanza e sostegno
degli oppressi, che sembra la caratteriz¬
zasse, sia scomparso, probabilmente
affogato in un mare di droga e denaro
sporco.
Sul piano scientifico l'opera è stata ri¬
vista dal prof Saverio Di Bella, a garan¬
zia della serietà dei contenuti.
Come avete già capito, il mio giudizio
complessivo sull'opera è positivo, ma
non posso esimermi dal fare subito pre¬
sente al lettore che la presentazione,
della durata di qualche secondo, è un
male inevitabile
ogni volta che si
lancia l'opera. È ab¬
bastanza strano il
fatto che la possibi¬
lità di uscire dalla
presentazione sia
stato implementato
nell'altra opera.
Montecitorio, e non
in questa La pre¬
sentazione di Stona
della Mafia ha in¬
dubbiamente un
suo valore, è at¬
traente. ma anche
il migliore film del
mondo dopo qual¬
che visione può ve¬
nire a noia (forse
qualche patito di Via col Vento dissen¬
tirà, ma questo non cambia la sostanza
della mia affermazione). Inoltre la navi¬
gabilità, anche se buona, non lascia spa¬
zi ampi di manovra (ci si ritrova a segui¬
re dei percorsi abbastanza obbligati, bi¬
direzionali). L'obbligatorietà di percorso
a taluni potrà non sembrare un difetto,
ma sono certo di interpretare il deside¬
rio degli "spiriti multimediali liberi" au¬
gurandomi che gli autori sappiano, nelle
edizioni future, rendere la navigazione
meno costretta (e anche inserire dei si¬
stemi di ricerca).
La pesca in mare
Secondo le mie esperienze di bambi¬
no, tanto tempo fa, e di padre oggigior¬
no, sono molto rare le persone che pos¬
sono dire di non avere mai pescato, o
tentato di pescare, o quantomeno pen¬
sato di provarci. Tra coloro che hanno
provato, debbono essercene moltissimi
che si sono arenati sulla "secca" delle
prime ore di attesa infruttuosa, in cui
hanno scoperto che le esche sono sem¬
pre appetibili (spariscono dall'amo) .
ma solo per i pesci che hanno imparato
a nutrirsi a spese dei dilettanti.
Sicuramente questi pescatori mancati
avrebbero potuto cambiare la loro sorte
con lo studio di questa enciclopedia del¬
la pesca in mare, che spiega anche nei
minimi dettagli quello che si deve fare
per tornare a casa con qualche preda di
ragguardevoli (almeno nel racconto agli
amici) dimensioni
Le illustrazioni che propongo dovreb¬
bero essere in grado di darvi un'idea ab¬
bastanza compiuta di quanto si può tro¬
vare in questa enciclopedia.
La Pescheria può essere di interesse
anche per i non pescatori, visto che ci
fa vedere una sessantina di pesci diver¬
si. in schede che specificano ordine, fa¬
miglia e genere di appartenenza e che
mostrano, con fotografie professionali,
le fattezze di ogni... candidato alla pa¬
della. Le descrizioni di ogni pesce inclu¬
dono delle note sulle caratteristiche
morfologiche, su curiosità che lo riguar¬
dano e sulla sua commestibilità.
I consigli pratici coprono gli svariati ti¬
pi di pesca che sono possibili a mare:
da terra, dalla barca, alla trama, eccete¬
ra. a comprendere il surfcasting (ora
non ne ignoro più l'esistenza..,).
Doverosa la pagina sui nodi, che pro¬
pone non solo le immagini, ma anche le
animazioni per fare meglio capire come
farli (sembra facile...).
La pesca in mare
Produttore:
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00196 Roma
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Prezzo: Lit 69.000 lire 129 000
262
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
C PfrculeXi-i. Llv-Lllix^dLtTiP)
Le schede per
ogni tipo di pesca
comprendono spie¬
gazioni sui mezzi
da usare, ad esem¬
pio sui tipi di barca,
sugli accessori di
bordo, sulla canna,
sul mulinello, i
piombi, gli ami, le
esche e le varie
tecniche di pesca.
Come ex pesca¬
tore di lago (pecca¬
to di gioventù), non
sono assolutamente in grado di fare
commenti competenti, pertinenti o in¬
telligenti né sulla pesca a mare per sé,
né su questo prodotto. Sembra fatto
con la necessaria professionalità. Se si
dovesse rivelare guida sufficiente a far¬
vi catturare un bel dentice... ricordate
che posso consigliarvi una buona botti¬
glia di vino bianco per accompagnarlo.
La Pescheria
+< X D
Pesce sciabola
Li ano » mn do* • pai prooaMa un*
m*9po«* concanfriaone di poto sciatola.
sono quett do* durar*# rmo daranno
imo* branchi a poto La pesci*
poto toltoti. taci aeeOuata con Mimmi*
to*Mu« (Mio O SO pa* * corpo midi* • di uno
_Mi#, itti ti~li‘t tpoaoni di caia 40 c animato di ci*to
• scarto*r*. Inai • laada. TA- Inni €ìanCUttma. pm moro punoona c. umwdo a.
U«at OdtMf. PMmkKl P-Pesci • Mota. *»aaaa*a*a Comi «tea ti «saranno g*
•TiofMte. ft.Rv.iM.vri s-smc istMt slatti pasci presena sui *1090.
arqtMmKWniixlM nwMMimil.i<M>lin<lmM
»<-Pa«Mcata (sanine, Mona. tee)
za Me» 3-M*»» Mcata 'Jn* Ma aaaen» e seue uiaftou «tna n
BSlBP
tsItpIta
D
LDl P I F
1 I R
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BL
selpol f
LJ L
'•
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
263
1.2.3. Musica
Chi manca delle basi culturali fonda¬
mentali è definito un illetterato le fa par¬
te di una bella maggioranza); chi manca
della capacità di leggere e scrivere è un
analfabeta (e fa parte di una sparuta mi¬
noranza. almeno nell'Italia di oggi). Ma
non ci sono parole capaci di definire gli
equivalenti livelli d'ignoranza in campo
musicale: l'illetterato non diventa "im¬
musicato", l'analfabeta non è un "apen¬
tagrammato’’. Forse non è considerato
cosi grave essere incapaci di interpreta¬
re il pentagramma, di leggere la musica
Ma se voi considerate questa lacuna
come grave, allora ecco uno strumento
(doppio, come vedremo) che potrà aiu¬
tarvi a colmarla senza troppo sforzo.
1.2.3. Musica
Produttore:
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cftlPirrnTR-
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violino, secondo il
Sabatim-Coletti, ma
concedetemi licen¬
za m mancanza di
valide alternative).
Le immagini vi
possono dare
un'idea di quanto
trovate: disegni
animati che vi sug¬
geriscono come
leggere le note, co¬
me posizionare le
labbra e le dita sul¬
lo strumento, co¬
me emettere ar¬
moniosi suoni in
una sorta di ka¬
raoke strumentale
(vi sono molti facili
brani con cui eser¬
citarsi, una volta
fatti gli esercizi fon¬
damentali)
Se un adulto ci si
mette d'impegno,
in poche ore può
imparare a distin¬
guere le note e az¬
zeccarne qualcuna
sul flauto (posso ri-
spettosamente
suggerire di rispar¬
miare le orecchie
di parenti e amici e
di non farli parteci¬
pare alla vostra
scoperta - potreb¬
bero non apprez¬
zarla troppo...).
Questo prodot¬
to, tuttavia, è chia¬
ramente destinato
( Produ-Ul £Ji.isLlÌL__^.lùZtr)|
1.2.3 Musica vi offre as¬
sieme al CD-ROM un flauto
Yamaha marcato UBI Soft
Tra l'uno e l'altro, in poche
ore sarete in grado di legge¬
re la musica e "strimpellare"
il flauto (si strimpellano solo
la chitarra, il pianoforte e il
264
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
ai piu piccoli, che non corrono comun¬
que il rischio di perdere il nostro affetto,
nel caso manchino di talento lanche se
il nostro sistema nervoso potrebbe es¬
sere messo a dura prova).
A parer mio, 12.3 Musica è un gran¬
de banco di prova, in grado di farci capi¬
re in poche ore se i nostri bambini di¬
spongono di qualche talento musicale e
di un po' di voglia di imparare In man¬
canza dell'uno o dell'altra - o peggio, di
entrambi - potremo solo rimpiangere
d'aver speso invano qualche decina di
biglietti da mille, senza avere inutilmen¬
te coinvolto un maestro di musica in
carne ed ossa (che ci convincerebbe co¬
munque ad insistere per una dozzina di
lezioni, facendo aumentare il nostro di¬
spiacere proporzionalmente alla spesa).
Con 1.2.3 Musica il rischio è mimmo,
non credete? Al maestro potremo pen¬
sare poi, una volta accertato il talento
del pargolo. C'è poi anche una possibi¬
lità in più, quella del "riciclaggio legale":
non abbiamo forse noi tutti a disposizio¬
ne un piccolo parente che compie gli
anni e che potrebbe davvero meritare
un bel regalo?
Mordillo
La mia prima reazione alla vista di un
Mordillo su CD-ROM è stata di sorpre¬
sa, la seconda di scetticismo (sarà utile
trasferire questi strip su CD?), la terza
di grande, sorpreso piacere.
Il piacere è quello di chi si diverte un
mondo alle genialmente strampalate
idee di Mordillo (non ve ne anticipo
neanche una in più di quelle che potete
vedere nelle immagini); la sorpresa l'ho
avuta nel constatare che gli strip posso¬
no sfruttare bene il mezzo multimedia¬
le, acquistando quella dinamicità che
sulla carta può essere solo suggerita
dell'esplorazione
dei disegni di sfon¬
do (che possono ol¬
trepassare i confini
dello schermo)
L'impostazione di
questo libro multi¬
mediale, possibile
anche grazie alla
natura del sogget¬
to, è di fatto total¬
mente diversa da
Vi sono anche degli esempi di
vere e proprie animazioni, che
generalmente appaiono quasi
casualmente, nel corso
Produttore:
Prolile Multimedia e Ponderosa Arte
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quella di un libro
su carta, non solo
per l'ovvia ragione
che un libro su car¬
ta non ci propone
musica di sot¬
tofondo e anima¬
zioni. La diversità
sta nel fatto che ri¬
sulta quasi impos¬
sibile una consul¬
tazione lineare, co¬
me avviene (può avvenire) con i libri.
Ogni volta'che si consulta il CD ci si av¬
vicina alle strisce in modo diverso. È
un po' come aprire un libro a caso, ri¬
petutamente, ma con la differenza che
ogni volta le pagine sembrano offrire
gag diverse e spesso appaiono veri e
propri cartoni animati (sempre esilaran¬
ti).
Questo Mordillo è da tenere a porta¬
ta di mano per qualche momento di re¬
lax. Ogni volta potrà dare la sensazioni
di portare qualcosa di nuovo (questa è
almeno l'impressione che ne ho ricava¬
to).
I contenuti non sono limitati alle stri¬
sce comiche, animate o no. Si trova
anche la Mordillo Story, con la cronolo¬
gia di vita e premi e una piccola antolo¬
gia critica
Mordillo
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
265
Lu.L^(lLcdQ
'ine* Il
Juv^tud®" ad
l« Por tO)allo» In
min": 01
P'-OOUCO a
bulica
lM»nn«,lon#l*a'.t«
cravatta con » tuoi
Oliaci.
Nel regno del Chaos si trovano, oltre
alle strisce che appaiono con casualità,
anche dei giochi come Memory, Puzzle,
il Gioco del 15, Labirinto, che è anche
una sorta di percorso a premi
Per evitare di non trovare più (secon¬
do me è davvero possibile!) la gag che
vi ha fatto tanto ridere, potete annotarla
usando il menu delle "Top Ten"
Da tenere sempre a portata di perso¬
nal computer, specialmente sul posto di
lavoro se il vostro capo è antipatico o i
vostri affari non vanno a gonfie vele
non miglioreranno né il vostro capo né i
vostri affari, ma il vostro umore proba¬
bilmente si.
Valentina... e le altre
Rispetto all'erotismo più o meno
spinto, gli esseri umani si dividono in
due categorie: quelli che ammettono
d'esserne attratti e., gli altri. Lo scher¬
zo è d'obbligo, visto l'argomento. Lo
esaurisco subito, passando a categoriz-
zazioni serie, affermando che gli uomini
Valentina... e le altre
Produttore e distributore:
Aeditona Elettronica
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Tel 102) 8056033
Fax: (02) 8056038
Ambiente: Windows e Mac
Requisiti multimediali standard
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Ut 39.900
1
«2*
sta segnalazione, per mettere la Valenti¬
na multimediale nella lista dei prossimi
acquisti; gli altri decidano liberamente e
secondo coscienza.
Gli appartenenti all’una e all'altra cate¬
goria sappiano che troveranno sul CD¬
ROM non solo i disegni, ma anche gio¬
chi e avventure. Se è vero che tutto ri¬
mane basato principalmente sull’eroti¬
smo di Valentina, il lettore trova anche
delle "interattività” giocose, adatte allo
spirito di questo CD, che rendono la let¬
tura multimediale più vivace.
Chi vuole sapere qualcosa in più, non
accontentandosi di comprare a "scatola
chiusa" anche se
si tratta di Crepax,
sappia che troverà
in questo CD un
sorta di gioco d'av¬
ventura, in cui le
vignette nascon¬
dono oggetti di cui
impossessarsi e
parole segrete da
scoprire per riusci¬
re a raggiungere
sezioni nascoste.
C'è poi la stona
di Anita, una delle
"altre" del titolo,
italiani si dividono
davvero in due ca¬
tegorie quelli che
conoscono e ap¬
prezzano Crepax e
i suoi disegni eroti¬
ci, e gli altri.
Gli appartenenti
alla prima categoria
non avranno biso¬
gno di più di que-
che può essere percorsa in diverse ma¬
niere, ma sempre passando nel mezzo
di disegni che, anche quando rappre¬
sentano solo un volto, trasudano sen¬
sualità.
Infine c’è l'intervista immaginaria in¬
crociata con Guido Crepax e Valentina,
in questi due protagonisti svelano i se¬
greti l'uno dell'altro attraverso testi e
immagini.
Chi ama il genere probabilmente non
potrà rimanere deluso. «g
266
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
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Tulli il ut®i* 'L* -"«W I.
:■ : n ZttSS&ZS*TZSZi •• » w ~ ™ ; ‘
■r- r
Audio, video e vari effetti
Una grande news dal sito della Apple.
Un laboratorio audio-video per organizzare lo streaming di C&Vweb
(e non solo) via NetShow.
Tre applicativi shareware per fare il nostro multimedia.
Infine qualche dritta (in JavaScript) per dinamicizzare le nostre
personal page oppure arricchire l’idea di un Webgame da sballo.
di Bruno Rosali
Il sommario del numero (che vale
anche per C&Vweb'98 n.3) è presto
fatto:
- News (mediaLINK) Per quanto ri¬
guarda tale rubrica, questo mese pro¬
poniamo l'interessantissima notizia
inerente la resa disponibilità dell'Apple
QuickTime Developer 3.0 anche per le
basi PC-Windows. In piu una bella na¬
vigazione nei siti delle software-house
delle quali presentiamo gli shareware
di questo mese.
- Laboratori multimediali (media-
LABS); cominciamo a mettere a punto
file, codec, bit-rate e codice necessa¬
rio per pilotare le pagine di Computer
& Video On thè Web con il NetShow
Server,
- Il software applicativo (mediaWA-
REl; Deformer 1.0 (per fare effetti ani¬
mati su immagini statiche). Video Sta-
bilizer (per stabilizzare I flussi dei file
AVI) e AnaWave CoolCat (un web-edi-
tor capace di costruire anche mappe,
GIF Animate, Applet e JavaScript).
-realizzazioni pratiche (mediaGA-
ME). Provvederemo alla presentazione
di due routine JavaScript scritte per
C&Vweb e per essere liberamente uti¬
lizzate da chi ci legge.
Nell'ordine si tratta di: rotìmage (im¬
magini che ruotano, ciascuna con il
proprio link) e colorfade (transizioni
cromatiche programmabili in velocità e
numero di colori per il background)
mediaLINK
1 QuickTime 3.0 Developer Pre-
view |! -i r'': ' - iHH
pteview ) for Windows.
La notizia è un vero boom: il motore
di sviluppo mediale dei sistemi Mac/OS
è ora disponibile anche per le basi PC-
Wmdows! Non più quindi il solo runti-
me per la riproduzione, ma l'intera ar¬
chitettura Apple QuickTime approda nel
mondo Intel.
In pratica anche gli utenti di Windows
95/NT potranno perciò realizzare diretta-
mente in .mov i propri clip mediali.
Nel pacchetto della beta-version del
QT30 Developer for Windows, oltre
all'editor QuickTime, sarò possibile rin¬
tracciare anche il kit QuickTime-VR 2.1,
il nuovo runtime e tutti i codec compati¬
bili. Nella lista di quest'ultimi, oltre al
mov, sarà possibile rintracciare (e quin¬
di utilizzare in fase di codifica) i formati
Avi/lndeo, MPEG e DV Oltre a questi,
sono compresi nella lista altri formati
statici (.tif, ipg, png) e le notazioni MI¬
DI
Per quanto riguarda specificamente il
tool di sviluppo, ol¬
tre ad esser stato
dotato delle esten¬
sioni verso l'am¬
biente di Windows,
la nuova versione
risulta essere parti¬
colarmente svilup¬
pata anche dal pun¬
to di vista delle fun¬
zioni di editing Nel
tool autore è difatti
possibile rintraccia¬
re più di 150 tra ef-
Ecco la News del
QuickTime 3 0 Develo
per Preview Isia per
Mac che per Win¬
dows) e la nuova ver¬
sione del protocollo In-
deo Video 4.3
|i *•• 9il J V J &ùè t» »** P—
QuickTime 3.0 Oavatopai Pfavlaw - MacWorld Ralaaaa
CHS3» janum 36.1998-
QutckTlme 3 0 B16 nov»
«fratino* 3*titnovM
inde* Jan °*v <•>.
tnd*o Video is
now ovatiab* for Ctocl-Time
fc*Windows30 mreihas
aeoced a nev» verston of fbeii
Meo technok>7y specificai
for use wilh Appws
Developer Provi «w Rolease
ol QuckTime 3 0 Now
Windows user* can play
back Video fw Windows
(AVI) fites «hai coctan Meo
Video ccvttent Thsreieas*
of Meo «so contons thè
aoitiy to comprws confort
irto me Meo formai Meo
aKo suppocts odwjncod
feacues lite metta access
kevs. dota rato »miDng.
transparency Meo Video
4 3 beta ts avaiiabte for
•IO- * —
268
MCmicrocomputer n, 182 - marzo 1998
tetti di transizione e filtri audiovisivi.
Data la precedenza a quella che mul-
timedialmente parlando potrebbe esse¬
re la notizia dell'anno, passiamo ora alle
alte tappe che vi consigliamo di fare
nell'usuale navigazione mensile. Tappe
che invero risultano essere le stesse da
noi effettuate (in mezzo a decine e de¬
cine di altre...) per arrivare a scaricare
gli applicativi, in shareware o trial ver-
sion che sia, presentati nella rubrica
mediaWARE
2. La prima di queste tappe
imilP //www anawave còTTTl è quella
che ci porta all'home-page della
AnaWave dal cui sito abbiamo provve¬
duto a scaricare CoolCat
CoolCat (presente nella rassegna me¬
diaWARE di questo stesso numero) è
un web-editor capace di realizzare siti
web particolarmente dotati dal punto di
vista dinamico e mediale
Tra le sue caratteristiche, oltre alla
semplicità realizzala di frame. tabelle
e form, CoolCat annovera sicuramente i
preset disponibili per la realizzazione,
rapida e facilitata, di applet Java, con¬
trolli JavaScript ed inserimento di plug-
in. Fiori all'occhiello sono senz'altro i
moduli interni delegati alla creazione di
mappe sensibili e gif animate.
Scorrendo l'Home Page di AnaWave,
oltre che il web-editor CoolCat. troviamo
in catalogo altri
applicativi. Come
ad esempio
AnaWave Gra-
vity 2.0, un inte¬
ressante news-
Collage dei prodotti di
AnaWave WebSnake
per il browsenng olf-li-
ne, Gravity per il news-
reading e finalmente
CoolCat per l'authonng
Web
reader, e Web¬
Snake. un browser
off-line veloce e
"leggero" anche
per il quale è previ¬
sto il download del¬
la versione trial
3. Entrando poi
nel sito della Visdyn
livww visavì comi
è possibile scarica¬
re l'image-editor
JutVision. Un ap¬
plicativo questo in
grado di rendere
immagini panorami¬
che a 360°, incollando in serie una se¬
quenza fotografica come una più artico¬
lata ripresa video. Il risultato che si ot¬
tiene è un'immagine finale dove è pos¬
sibile vedere la riproduzione ad angolo
piatto di un intero panorama, sia che
questo fosse stato ripreso fotografica¬
mente che carrellando da camcorder
4 Quarta ed ultima tappa di questo
giro di mediaLINK è quella che ci porta
al sito della Sto ik Software ( htto://
^y-vm-SiaLLcomll
Nella lista di tale azienda, oltre al
Deformer (un generatore di effetti gra¬
fico-animati del quale è possibile segui¬
re una breve presentazione su queste
stesse pagine) sono disponibili altri ap¬
plicativi interessanti. Come ad esempio
Tot trMudM ■« *an iian Dui f«1 Imi.
IARN siooo'a
IH CAtH *
RRIIK...
*
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«MAT
Riti LUTI
PROMOTION
I jjiot- !«■»
■HI— I ■! OT IIP
il PictureMan PRO un image/video-
processor capace di manipolare imma¬
gini e frame attraverso l'elasticità delle
maschere cromatiche e dei layer. Cilie¬
gina sulla torta, PictureMan, oltre ad es¬
sere un vero 32bit, è anche MMX-com-
patibile Sempre della serie PictureMan,
nel catalogo Stoik è possibile rintraccia¬
re PictureMan Rubber e Rubber Plug-
In Il primo è una versione ridotta del
PM-Pro alla quale sono state comun¬
que aggiunte le funzioni di deforming
capaci di realizzare caricature ed altre
bizzarrie grafiche
evidente, risulta
essere la versio¬
ne plug-in utilizza¬
bile dallo sheet di
secondo, com'è
Visdyn presenta JulVi-
Sion per la riproduzione
di immagini panorami¬
che a 360°
jì 4
j v a j
Oirrtm . M A Mi NO
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Vfsdyn *
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(S*t<erTt*c 1097)
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
269
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^ Internet Video (MPEG -4| & Audio (FhG Layei-3) asd - NetShow ASF P1HE|
Ete E* y«" b*
Svilii S&ftwaraeSss
•DcFORMER 1 0
frt# Download»
Our Noducn
•P«w«*^POO
•CM Pubt»r
•»ubt4f PU^-ln
*>M*tCaltafy
•«■m Paini*»
•Oownlo*4 ft Bwy
•B»|iit»> No*»
«Compony Info
«Contaci ut
Stoik Software uno tra
i siti più coloriti e. so¬
prattutto. ricchi di
software da scaricare e
provare!
Trafittomi end animato
Hag#«
mi Reai Time ««*
Do Formar 1.0
^■nMln ■ it CDCC Mal - --— I — ■ f
UOMinN rntt DIO •HtlOn
S-Sr»*«Mb*2DN«
IUt« yow W.b )
«miti lanmik Brushcs
and Buttonlzers *
M PMNYKK
Download FACE ma .•'».on'
ASF Sonivi Detcr*Aon IASD)
MookA MPEG-4 video QQF (? 7 lp* FHi MPEG Layev-3 auto (? 8 fcbp* HtfwguaHy
SuimaySeOnp
Boaro 3211*0
Vdeo Codec MSMPEG4
Video Scuce
Auto Codec MPEG Leyei-3
AuloSouree C \«Woé\ctvl82\j«ov
Aulo Input
Poe
NetStow Serper
ConpuMNem
Coneoi
Siomaiy Siati
Ine OOOOOO
Data Sant 53Uoby«M
Fie C\artcofc\clv182\piove5atl
Fio Sue 54k**ytM
03.
Il tempiale audiovisivo MPEG-4 e FhG IMPEGI Layer-3 per la realizzazione
dei nostri video
Si noti al riguardo il bitrate massimo assegnato <22 Kbit/secl e Quello riparti¬
lo per la componente audio <8 Kbit/secl
■"*3 Internet Audio Only (FhG Layei-3) aid Net Show ASF Real-Time Enc H9C
Fio £<* Via- H*
ASF Stream Deacopfaon (ASO)
Dal tempiale solo audio,
dopo averlo richiamato
come Input File Imenu Fi¬
le), stiamo ora proceden¬
do alla conversione di un
file wav-pcm in asf-mp3
Baiale 32 Mips
Video Codec
Video Soutce
Audo Codec MPEG Layet-3
AudoSouce CVpeoccMoW>«Via li
Audo Input
Pori
NetShow Server
Conputat Name
SiamaryStatt
Tene OQOQOO
Data Sant 331iot*res
Fie C:\aiecol\clv1 82'crovaS art
Fie Sce 39 lAotarei
ir~s*~J
Ready
vero la possibilità di utilizzare un Net-
Show Server.
Per il momento tale trattazione sarà
puramente teorica, spesso pure acca¬
demica e di conseguenza non si provve¬
der (almeno per qualche altro articolo
ancora) ad andare oltre che ad alcune
"prove tecniche di trasmissione". Per
l'effettiva implementazione della piat¬
taforma aspetteremo varie conferme
(dal gradimento e la curiosità di chi ci
legge alla disponibilità del nostro provi¬
der).
Tanto per cominciare però ci siamo
iscritti come "developer" al sito Net-
Show IT-'.''.-- "■.FU SO” 0 P” l / l 'OO liò~vH
abbiamo scaricato le piu recenti versioni
dei NetShow Tools (Encoder, Converter
e Player) e cominciato a studiare
l'estensione NetShow Server per Win¬
dows NT. Quest'ultima dovrà essere at¬
lavoro di Photoshop e degli applicativi
8bf-compatìbili (al solito Photo-Paint 6
Pamter, Paint Shop Pro, Picture Publi¬
sher, ecc.) Morph Man questo pro¬
gramma di morphing, a differenza dei
più tradizionali sistemi a due immagini
(In/Out) è in grado di realizzare il
morphing dinamico trasformando i fra¬
ine dì due sequenze video.
PM Painter a sua volta è un pamting
plug-in compatibile capace di offrire
controlli su rese frattali, utilizzo di brush
e texture ed effetti buttomzer
Sempre in questo ricchissimo sito, ol¬
tre ai trial degli applicativi qui elencati,
c’è infine la possibilità di poter scaricare
anche le versioni demo dell'ancora più
ricca serie di plug-in multimediali che al¬
la Stoik hanno preparato per tutte le
piattaforme plug-in-compatibili.
Da Premiere e Speed-Razor per i si¬
stemi di video, a CakeWalk per i se-
quencer ed i sistemi per l'HD-Recor-
ding, fino al solito Photoshop (... &
Company!) per l'image-processing, non
c’è ambito produttivo che non viene
raggiunto dai plug-in di Stoik.
L'indirizzo da digitare e dal quale sca¬
ricare quante più demo-version sia pos¬
sibile è il seguente: httpV/www.
unboxed com/win.oluains.html .
mediaLABS:
primi passi nel mondo
di NetShow
Per quanto riguarda i mediaLABS. do¬
po aver parlato di MPEG (.mpg per il vi¬
deo e ,mp3 per l’audio), e quindi prova¬
to anche la novità dell'lndeo Video 5.0
Progressive Download, questo mese
vorremmo cominciare a parlare di un
progetto che riguarda C&Vweb'98. Ov¬
tivata dal provider come ulteriore Servi¬
ce (direttamente da sistema).
Entrando nel pratico, la prima fase
realmente produttiva ci vede ovviamen¬
te nei panni del webmaster che, dopo
aver acquisito e montato ì filmati ed i
commenti sonori che gli necessitano
per il sito, provvede alla loro conversio¬
ne da Avi e Wav allo standard Asf pro¬
prietario della piattaforma NetShow.
Al riguardo, così come lo standard
Avi di Video for Windows ingloba una
codifica audiovisiva in un determinato
formato (per il video solitamente Indeo
e per l'audio quasi esclusivamente il
PCM), anche l'.Asf adotta i formati di
codifica ad esso compatibili
Nello specifico esiste una lista di for¬
mati NetShow-compatibili. Tale lista, di
cui abbiamo già dettagliatamente di¬
scusso sui numeri passati, è attualmen¬
te formata dai seguenti protocolli di
compressione:
270
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
fr.j;rnrfpp (■■■ \Wtua.
- Compressore video ad alta velocità
MPEG-4
- Microsoft H.263 Video Codec
- Duck TrueMotion RT 2.0
- VDONet VDOWave
- CELP (4,8 bit/s) Lernout & Hauspie
- Microsoft G.723.1
- MPEG layer-3
- Microsoft Network Audio
- Voxware MetaSound
- Voxware MetaVoice
I primi quattro sono i codec video, i
successivi sei quelli audio. Tra questi,
per C&Vweb'98, abbiamo scelto (e por¬
teremo avanti "ad experimentum")
l'uso del formato MPEG-4 ad alta velo¬
cità per le compressioni video e il for¬
mato MPEG Layer-3 per quella audio.
Ciò significherà che tutti i contributi
mediali, che via via inseriremo nelle pa¬
gine dedicate alla sperimentazione del
"nostro" NetShow Server, per essere
visti e/o sentiti dovranno venire neces¬
sariamente riprodotti per mezzo del
NetShow Player. Quest'ultimo, oltre
che ad essere compreso nel kit di
estensione di Internet Explorer 4.0x, è
possibile scaricarlo sempre dal sito di
NetShow.
In base a tali assunzioni e dopo aver
acquisito e montato (in VidEdit come in
Premiere) i primi contributi sperimenta¬
li, stiamo provvedendo ad organizzare
una pagina del mediaLAB inserendo in
questa gli streaming Asf ottenuti per
conversione attraverso il modulo di la¬
voro NetShow RealTime Encoder
L'utilizzo di tale modulo (presentato
sul n.180 di MCmicrocomputer) ci per¬
mette di ottenere con estrema rapidità
e facilità gli streaming che ci necessita¬
no. Ciò grazie alla possibilità di sfruttare
dei template. Questi sono dei moduli di
lavoro nei quali sono già inseriti, in pre¬
set, i parametri audiovisivi e la velocità
di streaming da rispettare (bit-rate e
KHz) nonché la path di salvataggio ed
indirizzamento del file convertito.
Al riguardo abbiamo messo a punto
due differenti template di produzione, in
grado di caricare il modulo di conversio¬
ne già con i codec ed i rispettivi para¬
metri presettati.
Nello specifico abbiamo preparato un
template "audiovisivo" ed uno "solo-
audio".
Per quanto riguarda quello audiovisivo
l'abbiamo denominato come
Internet Video [MPEG-4] & Audio
[FhG Layer-3].asd
e dotato della capacità di automatizza¬
re le fasi della codifica nel rispetto di un
bitrate pari a 32 kbps (Kbyte per secon¬
do, di cui 24 per il video e 8 per l'audio)
ed un frame-rate di 7 frame/sec.
Deformer al lavoro su
di una bilmap da
640x480 alla duale va a
imporre uno dei suoi
tool-effect
L'immagine è ora di¬
ventala un file Avi
attraverso il guaio e
possibile lar eseguire
l'animazione dell'ef¬
fetto deformante
anche essere di tipo "custom", cioè di¬
verso a seconda della grandezza del
quadro originale di ogni singolo file da
convertire. Più in generale è meglio op¬
tare per assegnare un taglio prestabili¬
to. In tal modo riusciremo a controllare
meglio l'occupazione dei Kbyte.
Al riguardo il consiglio è quello di im¬
portare nel NetShow RealTime Encoder
dei file video già lavorati con un resize a
176x144 pixel.
Ma com'è la qualità d'immagine che
esce dalla ricodifica in .asf? Usando i
parametri appena descritti non c'è
d'aspettarsi nulla di eccezionale Quello
JutVision Da una serie
di trame prelevati da
una carrellata latta al
camcorder o da una se¬
ne di scatti fotografici
Ivedi la Crop View in
bassoI si può ottenere
una vista panoramica
sicuramente suggesti¬
va
Questi sono i parametri in grado di
realizzare l'unico tipo di contributo video
al momento in grado di riprodursi in li¬
nea. Impostandone il template va tra
l'altro ricordato che andrà specificata la
grandezza del quadro video che potrà
che dai primi file codificati per prova si
rileva alla vista è difatti caratterizzato da
una scarsa qualità d'immagine. A con¬
solazione suoni il fatto che c'è comun¬
que un vertiginoso abbassamento della
quantità, ovvero dell'occupazione in
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
271
Kbyte del contributo audiovisivo Senza
entrare fin da adesso nei dettagli, si può
comunque calcolare che, rispetto
all'Avi, un video in Asf occuperà al
massimo il 10-15% dell'originale.
Per quanto poi riguarda il template
"solo-audio", denominato a sua volta
come
Internet Audio Only (FhG Layer-
3).asd
l'abbiamo costituito in modo che sup¬
porti i parametri relativi al codec di
Fraunhofer MS MPEG Layer-3 Audio co¬
dec con rate pari a 32 Kbit/sec e risolu¬
zione monofonica di 22,05 KHz.
Tali parametri garantiscono una qua¬
lità riproduttiva che è buona per la voce
e più che sufficiente per la musica
Mentre nelle figure 6 e 7 proviamo ad
evidenziare i parametri imposti nei tem¬
plate audiovisivo e solo-audio, sul nu¬
mero di marzo di C&Vweb‘98 cerchere¬
mo di mettere già in linea i file realizzati
per le prime prove Resta sempre sot¬
tinteso che per eseguire gli .asf ci si do¬
vrà necessariamente dotare del Net-
Show Player.
mediaWARE: effetti
digitali, stabilizzatori di
clip ed un Web
Authoring Tool
Apriamo questa rubrica di marzo cari¬
cando su bito il Deformer 1.0 d i Stoik
Software IhttoV/www.stoik comi un ap¬
plicativo appositamente realizzato per la
resa di effetti di deformazione sulle im¬
magini.
Un po' com'è stato con il morphing.
ultimamente è stata lanciata la moda
delle immagini deformate. Immagini da
effettizzare in maniera massiccia o. nel
caso di personaggi più o meno famosi
ed ammali, da rendere in caricatura.
Deformer. seguendo questa scia, si
presenta sul mercato con tutte le carte
in regola per essere apprezzato e quindi
acquistato da cartoonist e bozzettisti in
genere
Deformer, facile all'uso e rapido nella
realizzazione degli effetti, si basa
sull'utilizzo di comandi e tool di lavoro
rappresentati in forma grafica. Gli stru¬
menti a disposizione sono tantissimi ed
oltre a deformare i soggetti nelle linee
generali della fisionomia (allungamento
di colli, ingrandimenti di nasi o di orbite
oculari) sono in grado di rendere altri ef¬
fetti ancora. Come ad esempio l'alone
delle bruciature che possono procurare
O/DB*- ffl
F •- A *' i/u all «• « E a — ■
«34 V Jl
CoolCat al momento
del caricamento
CoolCat Una fase del
lavoro di mappatura
che il tool interno per
la realizzazione di
mappe sensibili ci
consente di utilizzare
con facilita ed imme¬
diatezzai
i ferri da stiro, op¬
pure il "battuto"
ottenibile come
quando si martella
un oggetto metal¬
lico
Di ogni effetto è
possibile graduar¬
ne l'incidenza in
modo che questo
appaia più o meno
a marcato, realiz¬
zarne una preview
e quindi salvarne
(oltre che il file-
progetto) anche la
versione in bitmap
o quella animata
in Avi. Quest'ulti-
ma renderà gra¬
duale l'aumentare
dell'effetto realizzato dall'immagine ori¬
ginale a quella effettizzata
Vi consigliamo di scaricarlo nella sua
versione in prova (15 giorni di full opera-
tion), e magari di farci qualche bella cari¬
catura animata da mettere poi sulla vo¬
stra home-page.
Visdy n JutVision (scaric abile
dall'URL imo //w.vw visovn cori e un
software in grado di trasformare imma¬
gini fotografiche sequenziali, come vere
e proprie carrellate video, in immagini a
resa panoramica. Ovvero immagini (sta¬
tiche o dmamicizzabili via Java-applet)
che aprono una vista a 360°.
Il montaggio di più immagini fotogra¬
fiche in resa panoramica è abbastanza
semplice ed immediato Per attivare la
procedura (detta di "rendering stit-
cher") è sufficiente che si rinomini la
sene di bitmap fotografiche che si vuo¬
le montare in modo che queste abbia¬
no una successione cronologica <es.:
piazzaOI bmp, piazza02.bmp, piaz¬
zata.bmp... ecc ).
Riconoscendo la serie e rispettando
la numerazione, JutVision (un po' come
fanno gli scanner) provvederà a scandi¬
re pixel per pixel provvedendo ad ag¬
ganciare l'immagine successiva nella
giusta posizione appresso alla prece¬
dente, senza sovrapposizione oppure
antiestetici effetti shifting.
Per quanto riguarda la versione demo
in prova, questa non è purtroppo in gra¬
do di attivare la funzione "video wel-
der" con la quale diviene possibile ac¬
quisire una scena da un file avi. Tale
funzione può essere integrata scarican¬
do dallo stesso sito sopra indicato l’up-
grade che provvederà alla sua abilitazio¬
ne. L'effetto dell'immagine panoramica
ripresa da una carrellata video è sor¬
prendente, ed oltre che in posa statica
può essere resa anche con l'effetto car¬
rellata!
272
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Rotimage il file HTML
per la dimostrazione del
link rotante L'immagi¬
ne che vediamo subito
sotto il titolo 6 in realtà
una delle tre che si al¬
ternano ciclicamente in
screen, ciascuna con il
proprio link <A HREF
...>
~3
~3
ROIIM v*.i
riempio di Ja«tfScript iprrmrdinlr
Xk
l'immagine i|<m «opra < in rwlu il Iiimih ili unn irmpiMi//.t/»mf che manki mi «rt«cn
tcon niiiiOi MvnfMMHli iMcl'iuahli a |u*vicl
Ile di'ti*’ Miwiia^ii"
«mi di «tyiulf M iJtklc//a ma rimano cumma un pfupnii \|hviIVo link
‘HKI ire dncnr («fine II I MI
% inni-
si
.«■OlUr UmOlc 8^1
•UOO» «ni «ai»- •• t vaiviiu*>< • igaliun 1 0.4 0|| (pii(i«*n#w CraoA»*r) I
AmcUMPutarutrt 1400)» u-U"l^l--«l..ilM^.iaUrubl| -
-A un-- onClwi-'Ua temi piito-St m*m i
-MM HAMI- a**™,’ iHC«*
J)0-
1 OU BT WK»tM-‘100- «twil'-n- och*om« •*•«.*•
a*
I MSJIV a"'®-
4
Proprio sul sito
della Visdyn viene
data ampia dimo¬
strazione delle qua¬
lità di JutVision con
rese panoramiche
sia statiche che di¬
namiche.
Il terzo applicativo di questa rassegna
è il web-editor CoolCat l htto://www
nawgve co m).
In realtà, più che un semplice editor
HTML, l'applicativo in questione va visto
come un ampio sistema di Authoring,
capace com'è di scrivere codice partico¬
larmente sofisticato dal punto di vista di¬
namico ed interattivo. Dalla sua CoolCat
ha difatti una serie di frecce che lo faran¬
no sicuramente apprezzare da tutti 1
webmaster. Disponibili come moduli in¬
terni l’applicativo in questione dispone
dei tool di scrittura e compilazione di co¬
strutti JavaScript, canali CDF, animazioni
(in GIF e sotto forma di Java-applet),
mappe sensibili, form, tabelle e trame.
Le estensioni JavaScript ad esempio,
possono aiutarci nella realizzazione di
banner casuali, scrolling-text, inserimen¬
to di data ed orario. Java è supportato
dalle classi per realizzare applet inerenti
l'effettizzazione di testo e la realizzazio¬
ne di display a led. I Channel a loro volta
possono essere realizzati in compatibi¬
lità con il NetCaster e l'Active Channel.
Infine, moltissime le classi ActiveX a di¬
sposizione dell'utente che, a sua volta,
può indirizzare la scrittura del suo codice
e sfruttare di ogni tool anche le sole
specifiche che risultano supportate da
una precisa versione di browser.
Il convertitore da .txt ad HTML, il cor¬
rettore ortografico e un modulo per il
download-FTP completano questo bel¬
lissimo sistema autore.
- la prima (rotimage) realizza uno
script per avere delle immagini rotanti
che dotano una dopo l'altra sulla stessa
area di schermo, ciascuna con il pro¬
prio, specifico link.
- la seconda (colorfade) propone un
effetto cromatico sul background che
degrada dal colore iniziale a quello finale
creando l'atmosfera dinamica del giorno
e della notte.
Mentre di quest'ultima se ne potran¬
no godere gli effetti cromatici (e scari¬
carne l’HTML che la contiene) diretta-
mente su C&Vweb'98, della prima pen¬
siamo che sia proprio il caso di ap¬
profondire un po' le caratteristiche.
Dal punto di vista della programma¬
zione pura in JavaScript, tale "dritta"
(che d'ora in avanti definirei con il termi¬
ne più appropriato di "preset'') basa la
sua struttura su dì una funzione princi¬
pale (CreaArray) dotata di un ciclo FOR
così organizzata:
function CreaArray() {
this.length = CreaArray.
arguments.length;
for (var i = 0; i < this.
length; i++)
this[i+1] = CreaArray.
argumentsti];
}
e, oltre ad una variabile (var pubT,
pub=0;), su di una funzione di controllo
della durata in screen di ogni singola im¬
magine:
mediaGAME:
“dritte” in JavaScript
Due le dritte che proviamo a proporvi
su questo numero:
function Duratalmg(pubs,
pubDelail) {
pubDelai = pubDelail;
if (pub == pubs.length)
pub = 0;
document.publmg.sre = pubs z
[++pub];
pubT = setTimeout
("Duratalmg(pubs,pubDelai )",
pubDelail);
)
Tutto ciò è compreso come al solito
tra 1 TAG "<SCRIPT>" e "</SCRIPT>".
Nel <BODY>, direttamente al carica¬
mento (evento OnLoad) si assegnano
poi le denominazioni delle .gif da utiliz¬
zare (direttamente nell'identificatore
della funzione invocata CreaArray) e il
tempo di permanenza in schermo delle
stesse (il delay è univoco e va inserito
nell'identificatore della funzione Dura-
talng).
Infine, l'ultima cosa che si deve com¬
piere a livello di script è quella di indiriz¬
zare i link con il TAG <A HREF
Nell'esempio che troverete online su
C&Vweb'98 n.3, abbiamo descritto i se¬
guenti link:
<A HREF=" linkpg01.htm"
onClick="liens=new
CreaArray( 'linkpg01.htm' ,
'linkpg02.htm','linkpg03.htm' );
location=liens[pub]; return
false">
L'immagine di partenza infine sarà
descritta con il solito TAG:
<IMG NAME="pubImg"SRC=
"film01a.gif" WIDTH="100"
HEIGHT=" 76" BORDER="0"X/A>
In definitiva per utilizzare tale preset,
a parte il pizzico di accademia fatta,
sarà sufficiente inserire le vostre gif di
riferimento, settare la durata in scher¬
mo e quindi assegnare i link (la path an¬
drà inserita al posto dei generici
"linkpgXX.htm" da noi usati nell’esem¬
pio).
Una volta che si sarà completato l'in¬
serimento di immagini, in screen e link,
e ci si porterà a verificarne la resa nel
browser, sarà piacevole vedere che
tutto funziona davvero! Le immagini, a
seconda del delay settato, potrebbero
succedersi più o meno veloci come
quelle di una Gif-Animation, ma, oltre a
rendere esteticamente, avranno in più
la potenza dell'interazione II "rotima-
ge" (che. lo ripetiamo, può essere libe¬
ramente scaricato e utilizzato per le
proprie produzioni) funziona bene sia
sotto Explorer che Navigator, che ho
potuto però verificare solo nelle versio¬
ni 4.0.
KB
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
273
coordinamento di Andrea de Prisco
frez-Tlfó i
Il futuro della computer grafica interattiva
La VR sembra essere sparita dai media tradizionali. Fino a qualche mese fa i quotidiani,
i settimanali di opinione, i telegiornali, gli show non facevano altro che bombardarci di
immagini futuribili legate alla “cyber era” in cui si ipotizzava fossimo proiettati.
Poco dopo, il silenzio... o quasi. Il motivo? Finalmente gli illuminati futurologi hanno
dato fondo alle chiacchiere e i ricercatori
son potuti ritornare al ruolo che più
compete loro: l’osservazione e lo sviluppo.
di Gaetano Di Stasio
La contaminazione utopica dell’atti¬
vità scientifica e della ricerca tecnologi¬
ca. hanno contraddistinto il nostro seco¬
lo. Gli scrittori, i futurologi, i tuttologi, si
sono alternati in visioni fantascientifiche
descrivendo spesso la tecnologia già
presente o in fase di studio e sperimen¬
tazione, aggiungendo di proprio pugno
arditi e conturbanti scenari. Lo abbiamo
vissuto con l'intensa produzione lettera¬
ria, filmica e fumettistica che dagli anni
'30 si è sviluppata sul tema della con¬
quista della Luna e dello spazio che è
proseguita con una certa rilevanza solo
poco dopo la sua entusiasmante con¬
quista. L'esplorazione dallo spazio del
nostro pianeta palmo a palmo (fondali
oceanici compresi), hanno interrotto la
produzione legata alle isole e città per¬
dute (e popolate da strane civiltà anti¬
che, dinosauri o da enormi gorilla), o a
quelle sprofondate nei mari (come nel
triangolo delle Bermuda). L'evoluzione
elettronica e meccanica, con la robotica
e la microrobotica, è stata invece prece¬
duta e seguita dall’intensa attività lette¬
raria asimovìana che fra lo scientifico ed
il futuribile hanno capitanato un filone,
esaltato da alcuni immortali film di fan¬
tascienza. Poi, bruciando in un lampo
tutto ciò che c'è stato nel mezzo per
una necessaria ed inevitabile opera di
sintesi, approdiamo alla produzione gib-
quista di Marte, e
oltre, grazie alla
Stazione Spaziale
Internazionale il
cui primo modulo
verrà iniettato in
orbita alla fine di
quest'anno.
Non ragioniamo
più sull'esplorazione della nostra amata
Terra e sulla presenza di tracce aliene o
del King Kong di turno, ma continuiamo
ad osservarla dall'alto per individuare
giacimenti, per monitorare lo stato delle
nostre acque o l'attività vulcanica.
Non guardiamo con timore reveren¬
ziale l'impastatrice e l'affettatrice auto¬
matica in cucina e non tremiamo al ve¬
dere un robottino che si muove in un
ambiente non strutturato e ci saluta o
che suona il piano, temendo una loro ri-
somana che inter¬
pretando e proiet¬
tando l'attività
scientifica di fine
anni '80, impegna¬
ta sui calcolatori a
parallelismo mas¬
siccio e le reti ad
alta velocità, ha
concretizzato nella
visione della "ma¬
trice" cyberspazia-
le ciò che poi è stata la realtà virtuale ed
Internet sposata in un unico ambiente
VRML e/o JAVA Oggi infine siamo
proiettati nel filone delle mutazioni ge¬
netiche e della bioingegneria che ci fa
immaginare di poter creare da soli, co¬
me novelli Dei, rettili estinti qualche mi¬
lione di anni fa o di clonare pecorelle
smarrite e grandi "bufale''.
All'indomani di ogni saga, a prescin¬
dere dalla autorevolezza e dallo spesso¬
re contenutistico, il volante del nostro
sviluppo (quello reale, concreto e spes¬
so non dissimile da quello immaginato
dai vari autori) è passato di nuovo nelle
mani degli scienziati. Cosi la conquista
dello spazio non è finita con "2001
Odissea nello spazio", ma sta conti¬
nuando con grandiosi risultati scientifici
e tecnologici con le missioni congiunte
Shuttle e Mir. e continuerà fino alla con-
Viaggiare nella alta di
Bologna come in un
viaggio nel tempo Al
CI NEC A di Bologna
stanno sperimentan-
do un ambiente inte¬
rattivo in realta virtua¬
le sperimentabile in
rete a larga banda
274
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
volta al volere umano, perché ormai ab¬
biamo una certa consuetudine con la
meccanica, l'elettronica, la microroboti¬
ca, la robotica cellulare, la robotica chi¬
rurgica, la manipolazione robotica in te¬
lepresenza.
Nello stesso modo l'esaurirsi del filo¬
ne letterario di W. Gibson non ha voluto
dire la morte di Internet ma ha solo ac¬
compagnato il suo maturare, il suo in¬
gresso in ogni famiglia, il suo sviluppo
come strumento di comunicazione,
d'informazioni e di commercio insieme
alle applicazioni concrete della compu¬
ter grafica interattiva nel mondo profes¬
sionale.
Il futuro della VR:
la tecnologia di rete
Il futuro della realtà virtuale è legato,
secondo le prospettive registrate in
questi anni, alla crescita della potenza
espressa dalle workstation grafiche, al
perfezionarsi delle periferiche immersi-
ve, allo sviluppo di nuovi ambienti di
progetto ed animazione sempre più
compatti, intuitivi e realistici. Molto si è
visto già in questi anni e ritengo che le
applicazioni ludiche e soprattutto quelle
professionali, abbiano ancora discreti
margini di crescita.
Possibilità assolutamente ancora ine¬
splorate si individuano invece nella
computer grafica interattiva veicolata su
rete a larga banda. Nei prossimi cinque
anni questo settore non sarà più nicchia
di specializzazione, ma assumerà uno
spazio ed una rilevanza economica as¬
solutamente rilevante, grazie a due ele¬
menti propulsivi: il completamento del
progetto Socrate per il cablaggio delle
nostre città e l'espansione della fornitu¬
ra di servizi e prodotti multimediali ad
utenti residenziali, già ad oggi in parte
attiva.
Ma il reale salto di qualità si potrà ot¬
tenere solo quando cambierà il famoso
ultimo miglio, ovvero il tratto dalla cen¬
trale al condominio oppure a casa
dell'abbonato. Perché per passare da
Internet alla realtà virtuale, per poter ge¬
stire VOD (Video On Demandi, ma an¬
che computer grafica interattiva non ci
si potrà più solo basare sul classico
doppino telefonico (in tecnologia AD¬
SL), ma necessariamente anche su si¬
stemi a tutta fibra ottica o ibridi fibra-ca¬
vo coassiale.
Il primo mezzo che ha dato risposta
alla pressante richiesta di linee commu¬
tate a larga banda è
la rete ATM (Asyn-
chronous Transfer
Mode), una tecno¬
logia di commuta¬
zione e di multi-
plexing con la quale
si può arrivare a tra¬
smettere/ricevere
dati fino a 160
Gbit/s.
ATM è della se¬
conda metà degli
anni '80, ma nelle
TCL non sono rari i
casi in cui tra lo svi¬
luppo di una tecno¬
logia ed il suo utiliz¬
zo effettivo su larga
scala intercorrano
molti anni. Esempio classico è quello
delle reti ISDN, la cui tecnologia di base
è stata sviluppata negli anni '70. ma
che hanno cominciato a mostrare un li¬
vello di utilizzo significativo soltanto in
questi ultimi anni. Questo perché una
nuova tecnologia si afferma più facil¬
mente se è totalmente trasparente
all’utente, ovvero se agisce soltanto mi¬
gliorando i servizi già in uso, oppure se
giunge a soddisfare una precisa esigen¬
za maturata nel tempo. È questo il caso
della telefonia mobile e cordless, il cui
sviluppo è andato al di là di ogni previ¬
sione.
ATM, usata per la rete B-ISDN
— « m i i. l i n i
(Broadband ISDN), ha un’architettura di¬
stribuita, flessibile, modulare, con solu¬
zioni per la tolleranza ai guasti, per la
commutazione ad alta velocità, per il
controllo del traffico, la congestione, il
ritardo ed il management del traffico
isocrono. Un mezzo, frutto della colla¬
borazione fra AT&T e ITALTEL, già pre¬
sentato in queste pagine tre anni fa
(MC 151 e 152 del 1995) in termini di
tecnologia e servizi veicolagli.
Le esperienze più rilevanti sviluppate
in questo ambito in Europa sono ricon¬
ducibili ai programmi di ricerca CEE.
RACE, ad esempio, ne è stato l’antesi¬
gnano fra il 1987 ed il 1995. L'obiettivo
Le immagini mostrano
alcuni trame della navi¬
gazione nel tempo.
L'utente può digitare
l'anno o muoversi nel
tempo con uno slider
Cuccando sugli edifici
più importanti si ottiene
il modello tridimensio¬
nale ad alta risoluzione
e le fonti relative
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
275
MOSAIC.BMP
Sono ovviamente pre¬
senti delle tonti correla¬
te di approfondimento,
con ipertesti e relativi ri¬
mandi E' possibile ac¬
cedere ad informazioni
di carattere storico, cita¬
zioni letterarie, evoluzio¬
ne architettonica
I H
LaPooMi fc*aR«wpw*H«io>Alb»Ko IIW oranriUbanl**JJ h
Forano portile in S Petronio nel 17W4opo l'enuau d« Francai • Botata*. quante fa demo an
o delia dui' che conarntirar ai traffico veicolare di eaaert piu' ac o rtevo te Le QuafBo Creo
n troUmio e ma» n travavano M(li arto haoffct m au erano nate fti i dalle onpai, tee**
che nella ona «fri limi di fine «renio XVili avevano una rilevanza non pili' compratotele, perche'
delimitavano un'area «UiaU al centro della (rande urbanizzasene i
Bkc “ '
era ben definito: l'introduzione della co¬
municazione integrata a larga banda
nell'ambito delle reti nazionali ISDN (In-
tegrated Services Digital Network). Gra¬
zie a questa esperienza, notevole impul¬
so hanno avuto due progetti nazionali:
la rete sperimentale a larga banda in
tecnica ATM presso il CNR di Napoli,
che vede al centro della super rete di
comunicazione il nodo di commutazione
ultraveloce UT-XC, e lo stesso progetto
Socrate per il cablaggio in fibra ottica a
livello nazionale
Il programma di ricerche ACTS (Ad¬
vanced Communications Technologies
and Services), figlio naturale di RACE
ed attualmente in progress, si caratte¬
rizza invece come la punta più avanzata
dello sviluppo in campo delle tecnologie
a larga banda. A differenza di RACE, più
orientato alla ricerca precompetitiva.
ACTS sta sperimentando presso alcuni
utenti europei i servizi che possono es¬
sere veicolati sulle nuove tecnologie di
rete a larga banda.
In particolare, nell'ambito di questo
intenso programma di lavoro, il progetto
AMUSE (Advanced Multimedia SErvi-
ces for residential users) ed il progetto
MOSAIC (Museums Over States And
Virtual Culture), sono quelli che mag¬
giormente esprimono le potenzialità dei
servizi multimediali avanzati su rete.
In AMUSE ITALTEL è a capo della
"catena" di enti, organizzazioni e azien¬
de impegnate nell'iniziativa. Il progetto,
al quale partecipano 25 enti di 9 diversi
Paesi, ha come obiettivo la sperimenta¬
zione nel campo dei
servizi multimediali
interattivi offerti a
utenti residenziali di
sei città europee:
Milano. Monaco,
Basilea, Reykjavik.
Aveiro (Portogallo).
Mons (Belgio). I sei
trials (sperimenta¬
zioni sul campo)
consentono la distri¬
buzione di servizi a
larga banda utilizzan¬
do infrastrutture di
telecomunicazioni in
tecnica ATM punto
a punto (dal server fino all'utente finale,
end-to-end appunto) e reti di accesso
misto su cavo coassiale e fibra ottica
(HCF), reti ottiche passive (PON), reti su
fibra ottica fino all'utente (FTTB/FTTC),
reti su normale doppino (ADSL).
Nella seconda fase di questo proget¬
to. partita in questi mesi, si sperimenta
in particolare con gli utenti di Milano
Sempione, una rete di accesso PON
(Passive Optical Network) compieta-
mente in fibra ottica e dotata di compo¬
nenti passivi, i cosiddetti splitter, per la
distribuzione del segnale nei diversi
condomini. Tutto questo, naturalmente,
sempre utilizzando la tecnica di traspor¬
to ATM, dal server a tutti gli utenti. La
fibra ottica, quindi, con la sua enorme
capacità di trasmissione, arriverà fino al
marciapiede vicino alle abitazioni ( fìber
to thè curò) oppure direttamente
nell'edificio ( fiber to thè building).
Nessuna rete è al momento parago¬
nabile, a livello internazionale, con quel¬
le avviate nell'ambito di AMUSE Quello
che cambia, è importante dirlo, è il fa¬
moso ultimo miglio, il tratto dalla cen¬
trale al condominio oppure a casa
dell'abbonato.
MOSAIC (Museums Over States And
Virtual Culture) invece è più orientata a
definire i contenuti, introducendo un
nuovo approccio all'organizzazione, al
mantenimento ed alla promozione del
settore artistico e museale, pubblico e
privato basato sull'lnformation Techno¬
logy su rete a larga banda.
Lo scopo di MOSAIC è quello di dare
nuova visibilità al "cultural heritage", al
patrimonio culturale di ciascun paese,
facilitando l'incontro fra cultura ed iden¬
tità nazionale, fra beni artistici ed am¬
bientali, e cultori, studenti, ricercatori o
semplici interessati di ogni età, estrazio¬
ne sociale, nazionalità.
Sperimentazione,
servizi e servizi
avanzati
Lo scenario dell'lnformation Techno¬
logy è attualmente caratterizzato da
considerevoli aspettative per le oppor¬
tunità che possono presentare l'offerta
all'utenza residenziale, grazie ai servizi
innovativi veicolagli su canali a larga
banda con vari livelli d'mterattività
AMUSE è il futuro delle telecomuni¬
cazioni multime¬
diali. Già oggi alcu¬
ni campioni sele¬
zionati di utenti re¬
sidenziali, dislocati
nei sei diversi pae¬
si europei in cui si
svolgono le speri¬
mentazioni, utiliz¬
zano alcuni servizi:
i film su richiesta
(Movies on De-
mand. Swìtched
Video Broadcast ).
le news persona¬
lizzate per il pro¬
prio giornale elet¬
tronico su misura
(News on De¬
mandi. i program¬
mi della TV broad-
276
MCmìcrocomputer n. 182 - marzo 1998
MOSAIC.BMP
cast su richiesta (TV Programs on De¬
mandi, gli eventi sportivi, la musica on
demand, gli "special events". gli spot
interattivi, i servizi di teleacquisto e i te¬
lequestionari ( Info-Commercial on De¬
mandi .
Tali servizi sono stati individuati come
gli elementi fondamentali per il succes¬
so delle dimostrazioni e per questo ab¬
bracciano diverse aree (intrattenimento,
informazione, commercio, educazione)
Queste applicazioni sono riconducibili in
buona parte a ciò che nell'immaginario
collettivo è la televisione interattiva, ma
esse servono da ariete all'ingresso in
forza dei servizi avanzati per l'accesso a
grande velocità a Internet e per speri¬
mentare la migliore computer grafica in¬
terattiva seduti comodamente sulla pol¬
trona di casa.
Esistono infatti due problemi che con¬
dizionano la velocità di affermazione
delle nuove tecnologie sul mercato II
primo fra questi è legato alla resistenza
che il cambiamento induce sempre in
chi deve subirlo, ovvero nell'utente
Questo è il motivo della grande atten¬
zione che si pone alle interfacce, alla
modalità di approccio ed ai contenuti in
quanto l'accettazione del servizio dipen¬
de da diversi fattori, come l'utilità, la fa¬
cilità di apprendimento, di memorizza¬
zione e di uso. dalle prestazioni del si¬
stema, sia m termini di latenza sia in
termini di qualità e di interesse dei con¬
tenuti. Nel nostro caso poi, sono rese
disponibili delle applicazioni cosi innova¬
tive che occorre attendere che l'utente
inizi a percepirne i vantaggi.
Il secondo è la complessità di una re¬
te, che cresce in proporzione alla sua
estensione e al numero dei suoi utenti.
Una cosa è mostrare un esempio di te-
Lista degli eventi nei quali sarà presentato MOSAIC:
11 febbraio 1998 Roma - ABI Associazione Bancaria Italiana. La Catalogazione delle Col¬
lezioni d’atte delle Banche e il Progetto Museo Virtuale della Comunità Europea. Palazzo
Altieri, Sala della Clemenza, Piazza del Gesù 49, Roma.
25-28 marzo 1998 - Barcellona. Spagna - Conference/exhibition: Virtual Reality in Ar-
chaeology
Forum Mediaartech a Firenze a fine marzo - Applications in Archaeology Conference.
3-6 aprile 1998 - Ferrara - ARCHEOLAND 98 - RESTAURO 98 - Salone Internazionale
dell'arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali. V Edizione,
Ferrara Fiere.
25-29 aprile 1998 - Workshop on "Multimedia Access to Euro-Mediterranean Cultural
Heritage" Cairo, Egypt
22-24 ottobre 1998 - Goteborg - Svezia - Scandmavian Museum Fair in Goteborg
lelavoro intercon¬
nettendo tra loro
direttamente due
workstation ed
un'altra è far sì che
in ogni momento
qualsiasi worksta¬
tion connessa alla
rete possa interagi¬
re con qualsiasi al¬
tra in qualsiasi par¬
te del mondo. Una
cosa è mostrare
come con un sem¬
plice set top box
attaccato al televi¬
sore di casa si pos¬
sa accedere ad un server per seleziona¬
re un servizio scelto in un catalogo di
qualche decina. Un'altra è far si che tut¬
ti e 20 i milioni di abbonati italiani pos¬
sano contemporaneamente accedere
allo stesso servizio senza alcuna restri¬
zione.
In questo contesto il progetto MO-
SAIC (Museums Over States And Vir¬
tual Culture) si po¬
ne come punta di
diamante della ri¬
cerca e come gran¬
de palestra di spe¬
rimentazione.
Il fenomeno dei
Musei Virtuali al
quale si assiste da
un po' di anni, ha
raggiunto livelli di
evidenza numerica
impressionanti:
musei e gallerie di
tutto il mondo che
si presentano sulla
ribalta di Internet e
che rendono visibi¬
li, pubblicizzano e
mostrano il loro pa¬
trimonio, conqui¬
stando tramite la rete, milioni di utenti
ma anche di potenziali visitatori.
Nella necessaria opera di divulgazio¬
ne, valorizzazione e promozione del
pubblico accesso al patrimonio culturale
in ambito nazionale e mondiale, le nuo¬
ve tecnologie dell'informazione ed in
particolare le reti a larga banda svolgo¬
no un ruolo determinante tanto che og¬
gi è possibile parlare di una già diffusa
musealità virtuale.
Maurizio Forte (Presidente AIACE-CI-
NECA, Bologna), è a capo di una strut¬
tura di ricerca partner di MOSAIC. In
una breve intervista gli abbiamo chiesto
alcuni dettagli sul progetto di ricerca.
MC Che cosa può rappresentare il
museo virtuale e cosa possiamo aspet¬
tarci?
Forte " Il museo virtuale può diventa¬
re un importante elemento di sperimen¬
tazione a livello metodologico perché
raccoglie metafore cognitive e di ap¬
prendimento molto articolate, multidi-
mensionah e multitemporah. Multidi-
mensionah perché si esplicitano in geo-
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
2 77
MOSAIC.BMP
Il progetto MOSAIC
di Alfredo M. Ronchi
OISET Politecnico di Milano
Il progetto MOSAIC (Museums Over States And vlrtual Culture)
introduce un nuovo approccio per l'organizzazione, il mantenimento
e la promozione nel campo del patrimonio storico artistico, Tale ap¬
proccio mette a frutto le tecnologie avanzate ed il concetto di inte¬
rattività, multimedialità e telecomunicazioni, applicate a musei, gal¬
lerie. oggetti architettonici ed altre categorie di opere d'arte.
Come è ormai noto, il patrimonio culturale europeo dovuto ai dif¬
ferenti popoli che hanno abitato nei secoli il continente, risulta unico
e ricchissimo per qualità e quantità degli oggetti d'arte di ogni tipo,
dal graffito all'affresco per giungere alle opere architettoniche ed ur¬
banistiche, senza tralasciare l'artigianato.
In prima istanza può suonare strano ma è proprio questa incredi¬
bile ricchezza una delle cause dei problemi che notoriamente afflig¬
gono il settore dei beni culturali europei in generale ed italiani in
particolare La mancanza di un adeguato spazio espositivo, il ridotto
rapporto costi/benefici nella gestione degli spazi aperti al pubblico,
la carenza di infrastrutture, i costi legati al restauro ed al manteni¬
mento delle opere ed altri aspetti connessi alle principali funzioni re¬
lative alla gestione del patrimonio culturale quali la conservazione,
l'esposizione al pubblico e la didattica sono alcuni degli aspetti ai
quali l'uso delle tecnologie avanzate può fornire una soluzione.
In aggiunta vi sono numerose situazioni nelle quali l’uso di que¬
ste tecnologie sembra essere la soluzione più auspicabile; si pensi
a quella consistente porzióne del patrimonio culturale chiuso nei
magazzini o non accessibile al pubblico perché custodito in edifici
privati o comunque non aperti al pubblico.
Il principale obiettivo di MOSAIC consiste nell'accrescere la visi¬
bilità del patrimonio artistico delle collezioni nei musei europei,
diffondere la conoscenza e gli scambi culturali tra le nazioni euro¬
pee ed in particolare exrtraeuropee. Da recenti studi risulta infatti
che se circa il 28% degli europei si dichiara interessata a poter ac¬
cedere on-line al patrimonio culturale ben superiore è il potenziale
numero di visitatori provenienti dal continente americano e dal
Giappone.
MOSAIC è, sino ad ora, il solo progetto dedicato ai beni culturali
finanziato dalla Comunità Europea nel programma TEN-telecom
(Trans European Network Telecommunication). Il framework TEN è
destinato a promuovere e supportare la creazione di reti transnazio-
nali europee dedicate, in questo caso, a promuovere l'accesso mul¬
timediale al patrimonio culturale. Da questo punto di vista MOSAIC
può sembrare il braccio operativo del "Memorandum of Understan-
ding". promosso dalla Comunità Europea. Il Memorandum è un
protocollo d'intesa a cui hanno già aderito centinaia di musei ed
operatori del settore (circa 400). che si sono impegnati a lavorare
per consentire il più ampio accesso possibile alle risorse di Musei e
Gallerie attraverso sistemi di comunicazione multimediale.
Il progetto MOSAIC diviene dunque un elemento europeo pilota
nel sviluppo di servizi e prodotti di matrice culturale nel mercato
globale internazionale
Sulla rete
MOSAIC è essenzialmente rappresentabile come il prodotto di
due reti una rete telematica ed una rete di nodi fisici distribuiti sul
territorio. La rete telematica è costituita da maglie di vario livello di
prestazioni dalla ATM alla ADSL passando per Internet ed ISDN. La
rete costituisce sia banalmente il canale di comunicazione tra nodi
fornitori di contenuti e le varie tipologie di utenza identificate sia il
vero e proprio cuore del progetto in grado di generare servizi a valo¬
re aggiunto altrimenti non realizzabili.
Le soluzioni sono graduate e scalabili in modo tale da poter inte¬
ragire e soddisfare il variegato panorama di utenza che si presenta
in Europa, sia sul fronte museale sia dal lato utenza finale.
Questo ruolo di collegamento tra detentori di informazioni ed
utenti è identificabile attraverso la sovrapposizione di due reti: una
rete di telecomunicazioni avanzate distribuita capillarmente, in gra¬
do di trasferire i dati tra i musei e tra i musei e gli utenti, ed una re¬
te di centri pilota dove sia possibile ottenere servizi quali Vision
room, stampe alta qualità, modelli, esperienze di realtà virtuale im-
mersiva, "pay per pnnt" di cataloghi e documenti. Grazie all'elevato
standard di mteroperabilità della rete i servizi possono essere anche
offerti attraverso infrastrutture già esistenti facilmente collegabili
La costituzione di centri culturali tecnologicamente avanzati (vi¬
deo-conferenza, WEB server, sale visione di realtà virtuale, centri
conferenze...) è mirata a creare nuove opportunità lavorative e a
produrre fonti di finanziamento in termini di vendita prodotti e servi¬
zi a terzi.
MOSAIC Struciure
l
Miim-uiii
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MOSAIC Tclcmatic Network
y
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MOSAIC Phvsical Network
ullur.ij/
/ t citi) »
yy
Il Itili -«l 1 -
\ r% li v <
i—j ( • nli-j
La struttura formale di MOSAIC
Gli obiettivi
Troppo spesso ci si focalizza sugli standard e sul potenziamento
tecnologico delle infrastrutture, ma raramente si opera per capire
cosa si desidera e cosa ci si aspetta dai tool, dai titoli e dai servizi
attinenti al patrimonio culturale Per questo MOSAIC non vuole limi¬
tarsi ad imporre degli standard, ma si pone il problema di come va¬
lorizzare con l’uso degli standard tecnologici stessi il lavoro quotidia¬
no di chi tutti i giorni gestisce e promuove il patrimonio culturale II
tema più generale, allora, diviene la qualità dei contenuti e la moda¬
lità di utilizzarli attraverso l’ausilio delle nuove tecniche di
networking, multimediali, realtà virtuale e non il viceversa
MOSAIC, inoltre, si propone di creare le giuste sinergie tra gli ad¬
detti ai lavori e la più vasta platea possibile di utenti Infatti, le inizia¬
tive che si avvicendano nel contesto dei beni culturali spesso non
sono sufficientemente divulgate o rese fruibili al grande pubblico
Mentre da un lato si percepisce il forte desiderio di accedere alle
informazioni, dall’altro non si trovano gli schemi o il network per
renderle disponibili. Il primo processo è dunque di natura logica
creare un insieme di tessere di per sé autoconsistenti e posizionar¬
le nel contesto globale al di là degli Stati al fine di produrre un mo¬
saico multiplo e con molti potenziali punti di vista
MOSAIC grazie ai suoi molti partner pensa di poter creare quella
sintesi sui temi applicativi e dei servizi che potranno costituire il
punto di partenza di un percorso di cui si stanno effettuando i primi
passi.
Un interessante esperimento pilota sarà attivato entro il primo
semestre 98 presso il castello di Schoenbrunn in Austria. A Schoen-
brunn sarà infatti attivato il primo Centro Servizi MOSAIC in grado
di sperimentare a diretto contatto con il pubblico le soluzioni ed i
servizi proposti dal progetto.
278
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
metrie 2d e 3d. multitemporali, perché
manifestano l'evoluzione diacronica mu¬
seografica, museologica e di contenuto.
Credo che nessuna istituzione mu¬
seale al mondo miri a circondarsi di un
pubblico esclusivamente virtuale, e va
altresì smentita ogni ipotesi catastrofi-
sta che vede nel cyberspazio un'alterna¬
tiva al reale, come se una visita virtuale
al museo appagasse ogni finalità. Inter¬
net comunica informazioni per il museo
e non rappresenta il museo stesso, ma
può costituirne la memoria".
MC: Ma il museo virtuale, ed in parti¬
colare MOSAIC, può contribuire all'evo¬
luzione del museo reale? Può il museo-
on-line diventare la mappa semantica
del "Museo"?
Forte "In primis il concetto stesso di
museo virtuale va dettagliatamente
soppesato, perché sottende due istan¬
ze contigue: la virtualità in senso lato,
che include anche la simulazione, e la
simulazione m senso stretto. Vi è simu¬
lazione laddove il museo virtuale replica
la propria geometria reale scegliendo
una delle tante rappresentazioni sinteti¬
che e on-line: vi è virtualità pura nei casi
in cui il museo sceglie un'etero-rappre-
sen fazione, una metafora più comples¬
sa per descrivere i propri contenuti.
Il museo virtuale tende a estendere e
moltiplicare i contenuti del museo reale,
il museo simulato li semplifica soltanto,
li schematizza, talora anche in senso ri¬
duttivo. La linea di demarcazione fra le
due istanze appare labile e teorica, ma
ci serve come strumento guida per ap¬
purare correttamente quali sono le rap¬
presentazioni possibili del museo-on-h-
ne e i limiti che ne possono derivare.
Questo perché il museo virtuale non
deve approssimarsi al reale, ma costi¬
tuirne la memoria cognitiva, l'utopia,
l'ipertesto, la sovrastruttura dinamica, il
comportamento. Il museo virtuale pro¬
muove anche lo
scambio, la reci¬
procità dell'infor¬
mazione fra utente
e significato, pro¬
prio per questo le
metafore di navi¬
gazione bidimen¬
sionali e tridimen¬
sionali seguono di¬
namiche interatti¬
ve sempre più
evolute e com¬
plesse".
Java e il Virtual
Reality Modelling
Language sono le
basi di questa fer-
Per ulteriori informazioni:
ITALTEL S.p.A. - Central Research Labs
20019 - Castelletto di Settimo Milanese
(MI)
Tel.. (02) 43887479
Ing Marco Di Concetto
CINECA
Vìa Magnanelli. 6/3
40033 - Casalecchio di Reno (BO)
Tel : (051)6171411
Ing. Antonella Guidazzoli
DISET Politecnico di Milano
Dip Ingegnerìa dei Sistemi edilizi e territo¬
riali
Via Bonardi, 15
20133-Milano
Tel.: (02) 23996040
Prof Alfredo M. Ronchi
vente attività sperimentale, che non ha
sicuramente raggiunto il suo standard,
muovendosi ancora attraverso dimo¬
strazioni e "lavori in corso".
Ma in questa direzione attualmente
operano enti, istituzioni e organismi di
rilevanza internazionale. Sono infatti
molteplici le iniziative di studio, di ricer¬
ca, ma anche progettuali, intraprese da
tali soggetti al fine non solo di valutarne
la portata, ma soprattutto di sfruttarne
al meglio le enormi potenzialità offerte
da tali strumenti. Basti pensare alle ini¬
ziative del G7 (Multimedia Access to
thè World's Cultural Heritage) e del
Getty Art History Information Program-
me che prevede la fusione in un unico
data-base delle immagini del maggior
numero di collezioni e musei unitamen¬
te alla elaborazione di standard per il
trattamento dei materiali storico artisti¬
ci; ai programmi della Unione Europea
per l'accesso multimediale al patrimo¬
nio culturale all'interno dei quali rientra¬
Alcuni siti per chi desidera approfondire:
ntip://mosaic.poiimrfl
http://mosaic c| neca it
http://mosaic.bancaroma.it
http://mosaic.infobyte nhitp //mosaicl ioanneum.ac.at
http://mosaic.zgdv.de __
http://www cineca it/visit/NUME/proqelIo/index_qb htm|
http://www.cineca.il/visii/il UME/partner/
http://www cmeca it/visi VNU Mb/Java/bovrml .Rimi
http://www cineca.il/proiecls/aiacef
nno://www.aea. poiimi.it/gea/nentaqd
http://mnovaie.si.edJ
hHP://www.konbiP.nl/rkd/enoDuDI/rr| mwa/home.HTML
htip ://www. tub.il/telema/ 1 bLbMA6/DeKerck6 him|
http://www.civilization.ca/memDis/DiDlio/anicles/commrc1e.him
no una quantità innumerevole di proget¬
ti, tra cui anche MOSAIC, e con la crea¬
zione di un Memorandum di Intesa
(Memorandum of Understanding, MoU)
e della Carta Europea per Musei e Gal¬
lerie allo scopo di garantire un consen¬
so sugli obiettivi e i principi per favorire
nuove prospettive di accesso al patri¬
monio culturale.
Alcuni prodotti, come quelli presenta¬
ti entro MOSAIC e pubblicati in queste
pagine, danno lo stato dell'arte.
Fra questi il lavoro di ricerca sviluppa¬
to al VIS.I.T. di Bologna è fra quelli più
significativi. Il VIS.I.T. è un laboratorio di
elaborazione e visualizzazione di dati nu¬
merici provenienti dai supercalcolatori
del CINECA. Il laboratorio infatti è parte
del Supercomputing Group del CINECA
ed è dotato di un supercomputer grafi¬
co ONYX2 e varie SGI Workstations
connesse ad alta velocità con il super¬
calcolatore vettoriale C90 e il massiccia¬
mente parallelo T3E.
In questo ambito nasce il progetto
NUME, che sta per NUovo Museo Elet¬
tronico della Storia della Città di Bolo¬
gna, la cui idea base si rifà ad un am¬
biente che consenta di ripercorrere, at¬
traverso Tasse del tempo, l'evoluzione
storica di una città fra le più belle e civili
d'Italia.
Le fonti storiche disponibili sono inte¬
grate grazie ai supporti che le tecnolo¬
gie multimediali e della realtà virtuale
mettono a disposizione, consentendo
cosi di ricreare l'evoluzione storica della
realtà urbana
Un viaggio nel tempo insomma, fatto
in 3D con Tinterattività di un browser In¬
ternet e l'immediatezza della migliore
realtà virtuale.
Il risultato lo si è ottenuto attraverso
la ricostruzione tridimensionale della
città, soprattutto in riferimento all’epoca
della maggiore espansione. Si è realiz¬
zato cosi uno scheletro vettoriale degli
edifici che costituiscono la Piazza
dell'antica Porta Ravegnana (IV-V seco¬
lo) che consente la navigazione della zo¬
na, la vista della torre degli Asinelli e
della Garisenda fino al Palazzo degli
Strazzaroli (XV secolo).
Lo step successivo sarà quello di ri¬
creare la situazione al 1798, quando fu
demolita la Cappella della Croce, uno
dei segni urbani più significativi della
città, collocata in quel punto da S. Am¬
brogio.
Il viaggio nel tempo proseguirà poi fi¬
no al 1572, prima della costruzione
dell'attuale chiesa di S. Bartolomeo,
mentre la quarta ricostruzione permet¬
terà di risalire fino al 1411 ed ancora
otre fino al 1200. (*£
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
279
a cura di Corrado Giustozzi
L'attualità sulla Rete
Le agenzie di stampa usano tecniche “telematiche” sin dalla loro
origine: vi ricordate le telefoto, le telescriventi e tutti gli
ammennicoli elettromeccanici che si usavano per trasmettere
informazioni in tutto il mondo? L’arrivo del digitale prima e della
Rete poi ha cambiato radicalmente il modo in cui ci si scambiano le
informazioni. Che fanno coloro per cui questo è il pane quotidiano?
Oggi andiamo a curiosare per scoprire cosa si è mosso in questo
campo nella Rete.
di Sergio Pillon
"Un uomo che resetta il computer
non fa notizia, un computer che reset¬
ta un uomo è la notizia" potremmo af¬
fermare. parafrasando un famoso det¬
to del mondo del giornalismo L'attua¬
lità è da sempre il primo indirizzo di
una agenzia di stampa: cercare la noti¬
zia e trasmetterla prima degli altri, es¬
sere sul posto per primi, per annuncia¬
re un matrimonio, un disastro o la pri¬
ma dichiarazione dell'astronauta rien¬
trato dallo spazio Quale posto migliore
della Rete per trasmetterla, comunicar¬
la, trovarla, diffonderla, confermarla?
Le cose nella realtà non stanno esat¬
tamente in questo modo Internet è
gratuita e rischia di mettere in crisi il
modo stesso di fare affari delle agen¬
zie di stampa, che vivono vendendo
informazioni, per abbonamento ed a
grandi clienti che pagano molto, come
giornali e televisioni. Non sono attrez¬
zate per vendere a tanti che pagano
poco, come invece succede nella Re¬
te, non parliamo di fare raccolta pubbli¬
citaria, quello è un mestiere da giornali
o televisioni!
Facciamo un passo indietro per dare
un'idea sommaria di come entrino le
agenzie nel processo "giornalìstico",
offrendo ai giornali servizi “ad hoc", di
cui il primo sono le notizie in tempo
reale: il fatto arriva nelle redazioni
dall'agenzia, se è un fatto importante
si manda il giornalista, se è meno im¬
portante si segnala al corrispondente,
se merita davvero si mobilita un grup¬
po di giornalisti, che approfondiscono il
fatto sotto tutti gli aspetti. Le notizie di
agenzia vengono lette dai redattori,
che poi propongono i pezzi, o dal capo-
redattore, che li "assegna". Natural¬
mente le note delle agenzie non sono
l'unica fonte di informazione, non cre¬
do che lo siano in modo importante ad
esempio per MCmicrocomputer, ma
sono importantissime per l'attualità,
Volete realizzare un giornale? Abbona¬
tevi, lo potreste fare in 4 persone,
comprando dalle agenzie persino arti¬
coli "finiti" ed in questo modo, se ci
sapete fare, potreste diventare una te¬
stata famosa.
All'improvviso arriva Internet, nasce
la rete delle reti e le notizie circolano,
gratis , Va ancora bene per i giornali, il
mestiere di raccontarle esiste sempre,
di farle capire, ma quello di scovarle?
Esiste ancora? In questo numero ve¬
diamo come si pongono alcune agen¬
zie italiane ed internazionali nei con¬
fronti della Rete.
La Rete come fonte di
informazioni?
Dimenticatelo, le principali agenzie di
stampa italiane e molte estere non
considerano ancora la Rete una fonte
di informazioni attendìbile. Il problema
della notizia non è spesso quello di
scovarla, nel bar sotto casa si sentono
dire certe cose... ma è di confermarla,
di ottenerla cioè da una fonte attendi¬
bile. Alcune notizie, a volte innocenti,
possono far tremare titoli di borsa o
mettere alla berlina persone, e si può
anche andare in prigione per aver diffu¬
so notizie false. La fonte di informazio-
280
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
ne deve essere assolutamente attendi¬
bile e motivi oggettivi, oltre che una
scarsa conoscenza di Internet di alcu¬
ne agenzie, fanno considerare la Rete
alla stregua del bar sotto casa. Troppi
sono i pettegolezzi per una notizia vera
che ci si trova, meglio continuare con i
sistemi tradizionali.
E questo è piuttosto strano se pen¬
sate che all'ultimo Comdex, dopo il di¬
scorso dell'amministratore delegato di
Novell (una delle conferenze introdutti¬
ve più importanti del più importante
evento dell'anno del settore informati¬
co). l'ufficio stampa di Novell non ave¬
va nulla dell'intervento e neppure degli
argomenti di cui si era parlato. Una
gentilissima (e bellissima...) addetta
stampa, sbattendo due occhioni azzurri
mi ha detto: "On Internet you will find
anything, please use http://www.no-
vell.com Già, certo, ed allora oltre
Figura 1- Il sito della
Reuters, a mio parere il
migliore tra quelli delle
agenzie. Non abbiamo
citato CNN. che non e
una vera agenzia di
stampa, nel senso che
la maggior parte delle
notizie contenute sono
della Reuters (I). Si
tratta di un sito nato
per dare le informazio¬
ni. ai giornali, alle
aziende, ai manager,
un vero megasito. Esi¬
ste anche, senza la
parte grafica, in Italia¬
no.
City_N*w» Reuters Proposti Ret urn ol R rSlf«,
Radio Cash lo Shareholders... „ *
wopon...
REUTERS »
„* j'.»
Figura 2 - Lo spazio affari della
Reuters, per sapere, per un
manager, dove trovare le infor¬
mazioni che non deve chiedere
ai servizi segreti sui concorren¬
ti. A proposito, si tratta di un
mestiere nuovo, molto sofisti¬
cato ed in questi giorni si an¬
nuncia un nuovo report:
suH'ITAUAI Forse stiamo arri¬
vando ad avere un Interesse In¬
temazionale nei settori econo¬
mici...
REUTERS » «EUr
Figura 3 - Yahoo! mette le agenzie di stam¬
pa assieme ai “media", con una classifica¬
zione per argomento, che non serve molto
se volete capire quali si occupano di attua¬
lità "in tempo reale". Sufficiente però per
capire che si tratta di migliaia di siti. 7800
per la televisione, 2300 per la radio, insom¬
ma se volete aggiornarvi sulla rete non c'e
che l’imbarazzo della scelta. Il "Brodo pri¬
mordiale" dell'informazione, l’origine dei
giornali è molto più raro da trovare
"Yxhooi « a -a
lop iNww and Media
I HI . -■
• S«d>*oTY.I»o r SorchodyoNwr.»aM.di.
• Colimi Headline» - fcoa Reuuti Orine
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every organhation to profll from thè efleedve ute of
Information.
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onmediaie accei* to thè mfomunon they need to do thè» job
effectxvely. unhmdered by melevant. dupheate. arac curate, or unfimely
matenal
Reut eri wtB leek to espio* oew and exutng tee briologiei to prowde
a customaed enterpme-wtde nforma&on renne e. tadored to
organa aùoM' rpecéc requoements
By providog tunnel» mformatson roluDofU that fit thè exact ne e di of
organa «non» and individuali, Reutert bopet to play a egn£c«t role
tn thè reiohidon of informatico overload
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MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
281
AGENZIA ITALIANA DI INFORMAZIONE
ITALIAN NEWS AGENO
BENVENUTI IN ANSA. S*l«ùm»* a utio di .omo
inlHfiif * buona nwguinnr!
WELCOME TU ANSA-
Solon oppi opti jtrki.)
COSE
tuu
•UTB
IBI
ucraini
uiram
KM
santi:
MmìomIi Iniotno* (Mo«m
»BA fibf » a*i M
Notiziario 7 giorni di vita italiana
□ Mt&flM 7 p m li vìa Cììbu («orgru ftttgnacute -In pnoopoli
«nmA ukn tirar tent-jHo diri LuttCTvrr tei Caute 4 Fui
U DMuuno e 1 attualmente gratuito.
Po riceverlo e' ore elsa» «bbocuvn mvun«lc> uria mal jB’lxfcaso
LISTSEFV<giLISTSEBV CNTJCE CNF IT < mmrnir. nel trito e non nel rubyect
la b.v SUBSCRJBE ^GIORNI L Nome Cognome
t -iwurn-lc. a"Kooie Cognc-me’ d pcopoo nome e cognome
Ett 4s*r 1 1 »bCanato e' MCesuno nvuir «nj mal al'apfcum.
LUi:-c>-V^;LI:'' iSbE V CNUCE CU?. ~ citìmmir nel ie«o e noe nel mbject.
lah» UNSUBSCRIBE ^GIORNI L
Figure 4 e 5 - Il sito dell'ANSA. Potrebbe essere un sito del MINCULPOP. di
mussoliniana memoria, se ci si basasse sulla grafica o sul primo impatto. Il no¬
tiziario sulla vita italiana, per riceverlo, leggete le istruzioni. Mi sembra un po'
■ bizantino " come sistema. Certo. l'ANSA non ha una grande attenzione per In¬
ternet e si vede. Mi fermo qui. altrimenti... tare arrabbiare una agenzia di stam¬
pa di queste dimensioni, chissà...
che per i tuoi bellissimi occhioni per¬
ché ti pagano se tutto è su Internet?
La stessa cosa ho ottenuto andando
a chiedere nell'ufficio stampa della
IBM la cartella stampa sull’e-business:
tutto il mondo è pieno della campagna
da IBM sul commercio elettronico, vo¬
levo fare un pezzo, ma se le cose sono
già scritte sulla rete io che le riscrivo a
fare? (da IBM c'era un vero business¬
man, anche lui con begli occhioni,
sembrava il fratello di quella di Novell).
Anche voi. smettetela di leggermi, an¬
date su |http://www.intel.còmi http:/
l/www ib m comi hnp//wwwmicro -
soft.com. Mtp://www netscape corri .
eccetera!...
Le maggiori case automobilistiche
del mondo hanno siti per i giornalisti,
non hanno più bisogno delle agenzie
per informare? Di fronte a questo at¬
teggiamento delle grandi aziende, le
agenzie italiane, ma anche tra quelle
internazionali solo la Reuter è forte¬
mente presente nella Rete, non hanno
fiducia in Internet per cercare informa¬
zioni. Vi ricordate quello che è succes¬
so dopo l'incidente di Lady D? Persino
nei telegiornali si è parlato dello scoop
di "Internet'', ove sarebbero apparse
le foto della poveretta estratta dai rot¬
tami. In realtà si è trattato di un abile
Figure 6 e 7 - Il sito della Ziff Davis. Un esempio a
mio parere di come deve essere fatto un sito del
genere. Non si offenda nessuno, si tratta di un'opi¬
nione, ma come diceva Dan Peterson "A mio giu¬
dizio numero V". Vedete anche cosa succede a
grabbare una finestra "scrollabile". cioè più lunga della risoluzione dello schermo, impostata con Inter¬
net Explorer 4. Mancano alcune parli, semplicemente.
282
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
trucco e la storia del fotomontaggio
appariva proprio mentre i soliti "solo-
ni" fiammeggiavano contro la Rete,
nello stesso newsgroup dove era ap¬
parso il fotomontaggio.
"Dice Internet” appare anche nel
TG3 della mattina, ma per ora solo "di¬
ce il Web"... nessuno si spinge verso i
newsgroup, tranne, forse, la CIA e
l'FBI
Certamente, se vi aspettate qualco¬
sa di appena paragonabile con i giornali
on-line., dimenticatelo. Si tratta del
"brodo primordiale", della notizia pura
e semplice, del fatto, quasi senza com¬
mento. Però se volete provare a fare
un giornale è proprio da questo brodo
primordiale che dovete attingere per
essere nell'attualità: se scopiazzate i
vari giornali on-line avete perso, arrive¬
rete inevitabilmente dopo e peggio.
Nel mese di dicembre è nata nel
brodo primordiale una nuova agenzia
di stampa, realizzata dai missionari,
htto://www misna.org. che, a differen¬
za della maggior parte delle altre, esi¬
ste proprio grazie alla Rete. Nell’ulti¬
mo numero di Panorama un titolo: "È
dei missionari l'agenzia degli scoop",
e si riferisce proprio all'agenzia
MI.S.N.A Nel riquadro per maggior
dettagli.
La rete come veicolo
dell’attualità
Qui la situazione mi sembra molto
più fluida, molti sono sulla Rete anche
se m modo virtuale. Negli ultimi tempi,
ad esempio, ed anche mentre scrivo
questo pezzo, httn V/www adnkto -
nos.com è un sito fantasma (non ci si
riesce a collegare), r■ ; \
è un sito... "vuoto", il notiziario setti¬
manale è disponibile solo in e-mail,
previo abbonamento ad un listserver ,
oppure... sul sito della città invisibile.
|muv /Aviv'.-.- cm-'V - ! (almeno credo,
non sono riuscito a vederlo per "moti¬
vi di traffico"). Su Virgilio, il motore di
ricerca di Matrix ( fitto /
|/www Virgilio ;)| si trova la voce
"agenzie di stampa" e sono ben 29 le
italiane, solo tre quelle estere, altre si
trovano attraverso il sito dell’ASCA,
I 1 ■ : ~1 i primi a
credere veramente nelle notizie sulla
Rete.
Figure 8. 9 e 10 - La
MI.S.N.A. una notizia
urgente. sull'Africa.
Appare nel sommano,
può essere letta. Nello
stesso momento, sul
sito della Reuters si
trovano sullo SPLA so¬
lo loto di repertorio,
dell'ottobre u.s. In ge¬
nere arrivano molto in
fretta sulle novità di
questa parte del mon¬
do...
• B n t. tr € •* S •* s
B.T"--
—S-I
nsaiar ‘5
H*M|T *,
cawQgit» :«l.p t*--a
•J* «uonaru cm
’nni" ««-j.tnkifn.mi
*<»••» matn nomi
CtMOOEM Kh4!iC (V. Cmj
totutiA» uon-wtt <wiin«L »?rc>i ’n
coaooaaAXzmuia 9 «> t
conoc o«*r i» m -
CUOaeftl «t TfJ lPl* Lift PI m ~.
SVJOV 4 . 31 iVi 19 »( 1 t 461
STAMPA A NHAPTOUM SMf HTISCl IA COMOWSTA 01 WAU DA PAflTI
0(110 SPIA (FIASH. GfMRAl)
Forti 9H. MSNA fondono nolo che • -hartoum I* «lampa «x M (ikM
IW«« • »omob) loUon* (ha 900» WOeoo lo C«U di Wau • itolo
moccoli pò* in oro dn *fe* dolo Spia (L'PMKdO di LÉOlMtOM PopoUf* dot
Sudan) * John Garang Secondo la «lampa tudenete la cdtd non 4 porti itala
condonala • tuRo 4 rdom«o oda «ormattl Adfrttura ur. aereo «a»Mo
«tonalo nedaeroporto A Wau Inlonlo Jutt* Oop portalo dodo Spia a
Naoofr. ha dxh>ar«a ala MESH* cho la *0*1000 dr *<hartoum 4 ioni La potila
a lo guarda do*o pngmr. di Wau. «oconda lo Spia, non 10Q «• «ano arroti ma
naturo ctooMO & colobo* ara con 1 rfo* Noi tanempo. po-6. tarebbofo or
cono confortmo*ti or «tra zona non procit«« Ool Sud Sudan (por moti* <k
•09*010 mddara dolo Spia) Lo Spia ha anche roto nolo che i cardro » S*fca
Mofd. ala pordana di Wau don 10*90 la tlaxnrro torrona « tono * cordre do*
propn gomn La notizia, purtroppo, non pottono alia*» <er*c«e da tordi
• (CAJ
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
283
Le informazioni sul
della Rete
Fino ad ora abbiamo parlato di attua¬
lità, ma dove si va per trovare le infor¬
mazioni su quello che succede in In¬
ternet? lo posso dirvi dove vado io, or¬
mai da molti mesi, per farvi una de¬
scrizione di un modello che funziona
davvero. __
Si tratta di nti. '.VvWvy am i-iord^sTl
corri , a mio giudizio il migliore dei link
per le informazioni su Internet. È della
concorrenza, la Ziff-Davis, il maggiore
gruppo editoriale del mondo dell'infor¬
matica (ha recentemente "comprato''
persino il COMDEX) ed ogni giorno ha
articoli originali, brevi, sul nostro mon¬
do È lì che ho visto per primo citare
che Netscape regala il suo browser,
ma pochi giorni prima aveva, sempre
per primo, parlato del "tonfo" in borsa
e dei profitti di Netscape. Ad ogni arti¬
colo è agganciato un forum di com¬
menti, ed i più gettonati erano tutti
nmmmm —
I Missionari nella Rete
I sud del mondo per me era solo l’Antartide prima di incontrare Padre Giulio Albanese,
I missionario Comboniano, telematizzato, giornalista, ex (e con rimpianto) navigatore fi¬
no ad essersi diplomato all'istituto nautico di Roma ed avviato nell'accademia di Livorno.
È diventato missionario, da soldato dei mari che era partito, ma senza perdere nemmeno
una molecola della voglia di combattere: ha solo cambiato il "per chi" ed ora si occupa di
quella parte di mondo che lui stesso chiama il sud del mondo, quello che ai tempi del liceo
chiamavamo il terzo mondo e che, ora che lo spazzino è diventato operatore ecologico, si
chiama sud del mondo (figg 8 - 11 ).
Si tratta di Africa, Sudamerica, Asia, ma anche di parti di Europa e Nordamerica, di quei
posti dove vanno i missionari, che non sono più quelli mandati dagli spagnoli a "redimere” i
poveri Incas.ma sono delle persone che lottano a fianco dei poveri nel mondo. Ma le spade
non si usano più, mica lo possono fare con le pistole od i santini, lo fanno con i mezzi di og¬
gi e perché allora non usare Internet?
L'editrice missionaria Italiana, mi dice Padre Ottavio, amministratore, non è una casa edi¬
trice vera, appena qualcuno lo facesse al posto suo lui la chiuderebbe: è la voce di chi non
ha voce e la MI.S.N.A. è l’agenzia stampa di chi non ha voce,
Come sentite dai toni del discorso mi hanno convinto, i preti sono bravi con le parole ma
questi missionari anche con i fatti: hanno realizzato con un minimo investimento una agen¬
zia stampa che in un mese ha fatto parlare dì sé sui principali quotidiani e persino sulle tele¬
visioni. Volete sapere la verità su un fatto in quei paesi? Andate a farvi un giro su
Inttpy/www misna.ordl Un database delle notizie, classificate per argomento, formattate,
un motore di ricerca, un sito in italiano, inglese e francese. In tre persone fanno un lavoro
enorme, ricevono le informazioni dalle missioni sparse in tutto il mondo. Succede qualcosa
in Sudan? Padre Giulio sa a chi chiedere, naturalmente per e-mail, per avere informazioni
attendibili. Mentre ero da lui ha chiamato un suo amico, un altro padre Comboniano, chie¬
deva i siti Internet di Bujumbura (credo si scriva cosi, temo di non sapere neppure dove
sia...). Ho chiesto a cosa servissero: "Semplice", mi ha detto, "debbo inviare il set di carat¬
teri True Type di xxxxx (la lingua del posto) ai padri della missione, così possono stampare
nella lingua locale" Allora non gli servono i siti Internet ma un indirizzo di posta elettroni¬
ca... e padre Giulio: "Certo, ci sono i Saveriam di Buiumbura, l'indirizzo è..."lnsomma. il
pensiero che da un villaggio partisse una staffetta con il perizoma per prendere un floppy
con i true type per portarli in una capanna dove un missionario con il portatile stampa le
canzoni di Natale non era venuto in mente neppure alla IBM nella pubblicità più famosa del
mondo sulla rete. .
II sit o attualmente è gratui to; certo, se volete lasciare un'offerta perché continuino il la-
voro... |n;to7/wv.'W mi.sna.orcl
mondo
Figura 11- Le zone
del mondo “servite "
dall'agenzia dei mis¬
sionari. Più semplice
vederle in fotografia
che descrìverle in un
testo. Dallo stesso sito
I link verso l'editrice
missionaria, l'EMI, la
Federazione delle rivi¬
ste missionarie, FE-
SMI, con I link alle rivi¬
ste prodotte.
dello stesso tono "Netscape deve
rendere gratuito Commumcator" Do¬
po 5 giorni è successo, si è riaperta la
battaglia che sembrava quasi chiusa,
ed io ho installato Comumcator 4.04
Ero fermo al Navigator 3 0, mi ispirava
l'idea di una suite da "soli" 9 MByte al
posto dei 22 di IE 4.0, ma ero anche
stufo di pagare ogni volta la licenza di
Netscape: pagato il 2.0, il 3.0 poi ba¬
sta!
Ora regalano anche il codice sorgen¬
te, ragazzi, si sparano con i cannoni. .
A proposito, perché usare Netscape
per un giornalista? Semplice, il più fa¬
moso programma per "catturare" im¬
magini in movimento, ma soprattutto
una finestra scrollabile, si chiama
SNAGIT. Quando cattura una finestra
di IE 4.0 la scrolla, si, ma se ne perde i
pezzi, con Netscape invece tutto OK.
Il sito di Anchordesk è fatto davvero
bene, il forum, la lista e-mail dalla qua¬
le ricevo tutti i giorni le notizie, la pos¬
sibilità di inviare ad un amico la storia
che reputo interessante per lui, tutti
gli articoli con i riferimenti, le fonti, in¬
somma un... 'agernale ", chimera na¬
ta dalla fusione tra una agenzia di
stampa ed un giornale, con l'attualità
di una agenzia di stampa, le opinioni,
come un quotidiano e l'interattività di
una conferenza dal vivo.
Tremate gente tremate, è arrivato
I agernale!
«e
284
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
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a cura di Corrado Giustozzi
Dynamic HTML (III)
Con questo articolo concludo, almeno per ora, la mia panoramica sul
Dynamic HTML. E’ il momento di tirare le conclusioni e di capire se questa
nuova tecnologia può trovare applicazione pratica nelle pagine web che noi
realizziamo. I processori diventano sempre più potenti, i modem sempre più
veloci, la rete, almeno in teoria consente uno scambio dei dati sempre più
rapido, ma Internet risulta ancora lento. Il Dynamic HTML è un sistema che
consente di ridurre questi tempi di attesa rendendo possibile la modifica
delle pagine web senza la necessità di effettuare richieste al server.
Ma è veramente così efficace?
di Giuliano Boschi
Nello scorso numero ho esplorato le
modalità del Dynamic HTML legate
all'oggetto "window". l'oggetto che è
situato nella posizione gerarchicamente
più alta tra quelle presenti nel Dynamic
HTML . Ora parliamo dell'oggetto " do-
cument" che ne rappresenta il cuore, o
comunque la sezione più importante
Infatti il documento document (scusate
il gioco di parole) è proprio ciò che il no¬
stro browser visualizza nella sua fine¬
stra attiva, non è quindi errato dire che i
comandi ad esso riferito sono da rite¬
nersi indispensabile per un'ottimale rea¬
lizzazione delle pagine dinamiche che
intendiamo mostrare alla nostra attenta
platea di navigatori.
In questo articolo utilizzo i termini og¬
getto, metodo, evento e proprietà che
ho già illustrato precedentemente. Se
non ricordate di cosa sto parlando pote¬
te consultare il box 1
Le proprietà
Le proprietà dell'oggetto document
possono essere identificate in tre grup¬
pi: generali, che identificano proprietà
relative al documento e alla memoria di
massa che lo immagazzina; colore, rife¬
rite alle proprietà dei colori delle varie
parti del documento e altre che non
Box 1 Oggetti, metodi, eventi, proprietà e collezioni
Gli oggetti sono dei contenitori che consentono di realizzare delle funzioni a seconda del
metodo utilizzato. Non abbiamo bisogno di conoscere o di saper programmare un oggetto,
tutte le routine necessarie sono già implementate nel software che ne permette l'utilizzo (co¬
me ad esempio un browser). Un esempio è quello del videoregistratore, inseriamo l'oggetto
cassetta, vediamo un film ma fisicamente non osserviamo le testine che scorrono sul nastro
ne è necessario sapere che accade ciò per gustare comodamente seduti in poltrona il nostro
film preferito.
I metodi ci consentono di compiere azione sugli oggetti in modo semplice e preciso Rifa¬
cendoci all’esempio precedente possiamo dire che il metodo per registrare una videocassetta
è semplicemente quello di spingere il pulsante record. Il videoregistratore sa già cosa fare e
ancora una volta non abbiamo bisogno di conoscere l'effettiva tecnologia che c'è dietro il
compimento di questa azione. In parole semplici possiamo dire che il metodo è il modo di di¬
re a un oggetto cosa fare.
Gli eventi sono invece il sistema che utilizziamo per dire ad un oggetto come comportarsi
nel momento che si compie una determinata azione. Ad esempio il nostro solito videoregi¬
stratore sa che quando si verifica l'evento di fine nastro deve fermarsi, espellere la cassetta e
segnalare sul display lo stato di stop.
Le proprietà indicano valori o settaggi specifiche di un oggetto Tali valori o settaggi posso¬
no essere modificabili (read/write) o fissi (read-only). Utilizzando ancora una videocassetta co¬
me esempio possiamo dire che un valore fisso può essere la sua durata (la lunghezza del na¬
stro è quella e non abbiamo modo di modificarla), un valore read/write è la linguella di prote¬
zione dalla scrittura che possiamo o meno rimuovere.
Le collezioni sono paragonabili agli array di alcuni linguaggi di programmazione dove vari
oggetti sono raggruppati in strutture e legati agli altri oggetti vicini. Un esempio possono es¬
sere i frame di una schermata video. L'insieme dei trame può creare una collezione
286
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
refr^i ■-
rientrano nei due casi precedenti.
Le proprietà generali dell'oggetto do-
cument sono: title, che indica il titolo
del documento, quello che normalmen¬
te è racchiuso tra i tag <TITLE> e </TI-
TLE>; body (read-only), che identifica
la parte del documento racchiusa tra i
tag <BODY> e </BODY>; selection
(read-only), che fa riferimento all'ogget¬
to selection (di cui parlerò più avanti);
URL e location, che si relazionano
all'indirizzo (Uniform Resource Locatori
della pagina in argomento; domain, che
indica il "secure domain" del docu¬
mento; cookie, che illustra il valore di
un cookie memorizzato dal browser; la-
stModified, che indica la data in cui è
avvenuta l'ultima modifica del docu¬
mento e parentWindow, che consente
di tornare alla finestra genitrice della fi¬
nestra che contiene il documento. Mi-
meType, ci informa su che tipo di do¬
cumento stiamo elaborando, fileCrea-
tedDate rilascia la data di creazione del
file in oggetto e fileSize ci indica la sua
lunghezza in byte.
Le proprietà color dell'oggetto docu-
ment sono: bgColor, che identifica il
colore di fondo della pagina; fgColor,
che indica il colore di default del testo
del documento, linkColor, riferito al co¬
lore dei link non visitati; aLinkColor,
che identifica il colore dei link attivi
(cioè il colore del link nel momento
che viene cliccato il pulsante del mou¬
se su di esso); vlinkColor, ossia il colo¬
re dei link già visitati. Come si può fa¬
cilmente notare, in questo caso il rife¬
rimento ai normali codici HTML è im¬
mediato.
Restano ancora altre proprietà di cui
parlare. Si tratta di activeElement che
fa riferimento ad un elemento della pa¬
gina su cui, ad esempio, sta passando
il mouse. In questo caso possiamo far
si che proprio in quel momento una
scritta compaia nella barra di stato che
si trova nella parte inferiore del nostro
browser. Altra proprietà è readyState
In questo caso viene rilasciato un valo¬
re che indica lo status in cui si trova un
file che stiamo scaricando dalla rete. I
possibili valori sono: 1, che indica una
non-mizializzazione (probabilmente il fi¬
le è in fase di scaricamento); 2, il file è
in fase di scaricamento; 3, fase di dia-
Box 2 La pagina realizzata con questo listato è presentata in figura 1.
<html>
<headxtitle> The Document Object and Collections </titIex/head>
<style>
< I —
HI {£ont-family:"Arial”; font-size:16; color:blue)
H2 (font-family:'Arial*; font-size:10)
(font-family:'Arial'; font-size:14)
—>
«/style»
«body BGCOLOR='#FFCOAO*>
<hl ID='TopHeading'ximg SRC='element .gif ■ HSPACE='5" ALIGN='MIDDLE'
ID='imgElement" WIDTH='60" HEIGHT='57'>
The Document Object and Collections</hl>
«input TYPE='button' VALUE="Collections" NAME="cmdCollect"»
Senbsp;<b>Click me to list thè elements in this page.«/b>
<hr ID='HRulel“>
«script LANGUAGE='VBSCRIPT'>
<! —
Dim strlnfo
strlnfo = ■ «CENTERxTABLE WIDTH=100*>' _
& "<TRxTD>document. charset«/TD>' _
Se "<TD>«B>" Se document.charset Se "</TDx/TR>" _
& ”«TR»«TD»document. title«/TD>* _
Se "<TDxB>* & document.title & "</TDx/TR>" _
& "<TR»<TD»document.URL«/TD>" _
& *<TDxB>* Se document.URL S. "«/TDx/TR>' _
Se "<TRxTD>document. location«/TD>' _
Se "«TDxB>" Se document.location Se U «/TD»«/TR>' _
Se “<TRxTD>document .mimeType«/TD>' _
Se ”<TDxB>' Se document .mimeType Se "</TDx/TR>* _
Se "«TRxTD>document. f ileCreatedDate«/TD>" _
S, "<TDxB> ' & document. fileCreatedDate Se *</TDx/TR>* _
Se ”«TRxTD>document. f ileSize«/TD>” _
S. “«TD»«B»' 6, document. fileSize & “«/TD>«/TR»' _
Si "<TRxTD>document.re£errer«/TD>” _
5, ”<TDxB>' Se document.referrer Se *</TDx/TR>* _
Se "«/TABLEx/CENTERxP»'
document.wri te strlnfo
Sub document_onmousedown()
If window.event.button = 2 Then
MsgBox document.elementFromPoint(x, yl.tagName
End If
End Sub
Sub cmdCollect_OnClick()
On Error Résumé Next
Set NewWindow = window.openCblank.htm')
NewWindow.document.write “<HTMLxHEADxTITLE>The all Collection«/TI-
TLEx/HEAD>«BODY>'
NewWindow.document.write “«H3>The all Collection«/H3>"
For Each objltem In document.all
NewWindow.document.write objltem.tagName
if objltem. id «> ”' Then NewWindow.document .write * - id=' Se objl¬
tem. id
NewWindow.document .write “ - src=“ Se objltem. sre
NewWindow.document.write * - name=' & objItera.name
NewWindow.document.write “«BR»"
Next
NewWindow.document .write "«HRx/BODY>«/HTML»"
NewWindow. document. dose
End Sub
«/script»
«input TYPE="button" VALUE='A Button" NAME="cmdButton'>
«input TYPE='text' VALUE='A Text Box" NAME=■txtTextBox">
«h2>©1997 Wrox Press Limited«/h2>
«/body»
</html»
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
287
V» e— 2
Jilfl 304*
.U^r
m
-1
The Document Ob|ect end CoDecbone
| cm* «« to *»« »• Mimmi m im» pigi
«Xime* ifwvrf
doari»* no»
Tho Document Ot>*ct «od Cotlecttone
Oocuma* URI
<*x.»no*lotd®«jn
donno* mimoTypo
Hypertext Document*
■fccwwn
lunedi S gennaio 1998
doari»* lUftSuo
2872
donne* reforro»
-
Figura I - Ecco un esempio su come utilizzare le proprietà dell'oggetto docu-
ment Tulle le notizie che potete vedere elencate possono essere utilizzale
ad esempio inserendole in un database per successive analisi statistiche di
accesso al nostro sito. L ombrellino in allo a sinistra è un optional, acquistabi¬
le a parte
• a jJ J V
Ik. J t ■Innati
Figura 2 - Con l'utilizzo delle collezioni pos¬
siamo creare un elenco degli elementi pre¬
senti nella pagina che stiamo visualizzan¬
do In questo caso ecco allineati tutti i tag
HTML che la compongono
logo tra il nostro computer e il server
da cui stiamo effettuando lo scarica¬
mento del file; 4, procedura completa¬
ta. Infine, come ultima proprietà refer-
rer, che indica la URL dalle quale ab¬
biamo raggiunto la pagina corrente.
In figura 1 potete vedere un esem¬
pio di quanto sopra illustrato, il sorgen¬
te della pagina lo potete consultare nel
box 2. Questo e gli altri esempi e listati
presenti in questo articolo sono stati
"catturati" dal sito della Wrox
I http://rapid.wrox.co.ulOI
I metodi
Grazie all'utilizzo dei metodi, possia¬
mo compiere azione sugli oggetti.
L'oggetto document segue questa re¬
gola utilizzando metodi che possiamo
dividere in due gruppi: generali e di co¬
mando.
I metodi di tipo generale ci consen¬
tono di aprire una nuova finestra del
browser con il comando open, di scri¬
vere un testo o un tag HTML in un
specifica finestra con write o di scrive¬
re un testo o un tag HTML seguito da
un ritorno a capo con writeln . Ancora
possiamo chiudere un collegamento
con l'esterno con dose, azzerare il
contenuto di una selezione con clear,
creare un nuovo elemento con crea-
teElement e ritornare all'elemento di
coordinate x e y con elementFrom-
Pomt.
I metodi di tipo comando consento¬
no di manipolare l'area di influenza di
un oggetto In particolare execCom-
mand consente di eseguire un coman¬
do, queryCommandEnabled identifica
se un determinato comando è disponi¬
bile. queryCommandlndeterm specifi¬
ca se un comando è in "stato indeter¬
minato", queryCommandState riporta
lo stato corrente del comando, query-
CommandSupported specifica se un
comando è supportato, queryCom-
mandText riporta una stringa associata
ad un determinato comando
Gli Eventi
Gli eventi consentono di comunicare
ad un oggetto come comportarsi nel
caso che si compia una determinata
azione. Nello specifico dell'oggetto do¬
cument possiamo realizzare effetti e
situazioni che permettono all'utente di
realizzare pagine, non solo veramente
dinamiche, ma anche pratiche e di faci¬
le utilizzo. Basti pensare alla possibilità
che si realizzi una determinata azione
ogni volta che con il cursore del mouse
si passa su di una specifica area dello
schermo. Ad esempio quando il mou¬
se passa sulla scritta "Capitolol" pos¬
siamo mostrare i titoli di tutti i paragra¬
fi presenti nel capitolo. Quando il cur¬
sore del mouse si sposta su di un altro
capitolo vengono invece mostrati i pa¬
ragrafi relativi a quel capitolo.
Partendo dall'esempio appena visto
vediamo quali sono gli eventi legati,
per cosi dire, all’utilizzo del mouse. Il
primo è onclick, questo evento occorre
quando si preme e si
rilascia il pulsante del
mouse Onclick occor¬
re anche quando sullo
schermo sono presen¬
ti dei bottoni eviden¬
ziati (in finestre di sistema) e si preme
il tasto return. Se l'utente effettua un
doppio click l'evento da considerare ha
invece il nome di ondblclick. L'evento
che occorre quando si effettua la sola
pressione del tasto del mouse è on-
mousedown, quando invece il pulsante
viene rilasciati si ha l'evento onmou-
seup. Onmousemove si realizza quan¬
do il puntatore del mouse si muove e
onmouseout quando il puntatore lascia
l'area occupata da un elemento specifi¬
co. Onmouseover consente di indivi¬
duare un evento che si realizza quando
il puntatore del mouse entra nell'area
di un elemento. Ondragstart occorre
quando l'utente comincia a selezionare
un testo o comunque un elemento del
documento, onselectstart si realizza
quando l'utente seleziona un testo o
un elemento.
E possibile anche realizzare eventi
legati alla pressione di un tasto.
Onkeydown occorre quando l'utente
preme un tasto qualsiasi, onkeypress
quando un tasto viene mantenuto ab¬
bassato, onkeyup si riferisce al rilascio
di un tasto e onhelp occorre quando
viene premuto il tasto "FI" o, nei
computer/tastiere che ne sono dotati,
il tasto "Help".
Vi sono altri eventi legati all'oggetto
document di carattere più generale.
Onreadystatechange quando si modifi¬
ca la proprietà radyState del documen¬
to. Onbeforeupdate consente di attiva¬
re un evento nel caso che l'utente ese¬
gua un reload della pagina prima che
questa abbia terminato di effettuato
288
MCmicrocomputer n, 182 - marzo 1998
[n‘frf/,1'
uno scambio di dati. Onafterupdate oc¬
corre invece quando le modifiche di cui
sopra sono terminate. Onload consen¬
te invece di individuare un evento lega¬
to al completamento di modifiche dina¬
miche del documento.
Le collezioni
Le collezioni dell'oggetto document
ci consentono di reperire tutta una se¬
rie di informazioni sulla pagina web at¬
tiva Abbiamo nove collezioni. Utilizzan¬
do all possiamo avere l'elenco di tutti i
tag e gli elementi utilizzati nel body del
documento Se invece vogliamo cono¬
scere tutti i comandi anchors (es. <A>)
presenti possiamo utilizzare, neanche
a dirlo, la collezione anchors. Applets
ci permette di avere l'elenco di tutti gli
oggetti presenti nel documento, com¬
presi eventuali applet, embed ed altro.
Se desideriamo conoscere solo la col¬
lezione di tutti gli <EMBED> non resta
che utilizzare... embed 1 . Filters rilascia
l'elenco di tutti gli oggetti filtro utilizza¬
ti, frames di tutti i frame definiti con
<FRAMESET>, forms di tutte le form
presenti e images di tutte le immagini
esistenti nella pagina. Con links ci vie¬
ne invece rilasciato l'elenco di tutti i
link, compresi quelli che si realizzano
tramite mappe. Se invece vogliamo sa¬
pere quali plug-in sono disponibili nella
pagina dobbiamo utilizzare il comando
plugins. Scripts è l'elenco di tutti gli
script presenti e styleSheet rilascia
l'elenco di tutti i comandi Style Sheet
utilizzati nella pagina.
Vediamo come utilizzare in pratica le
collezioni. Se vogliamo indicare la quar¬
ta immagine del documento possiamo
utilizzare la sintassi document.ima-
ges(3) (l'indice parte dal numero 0) op¬
pure possiamo richiamare l'immagine
attribuendogli un nome con il comando
NAME dell'HTML: <IMG SRC=pippo
gif NAME=pippo> e quindi utilizzare il
comando document.imagesC'pippo").
Un esempio di collezione lo potete
vedere in figura 2. La pagina si ottiene
cliccando sul pulsante "collections”
presente nella figura 1. Il risultato e
l'elenco di tutti i tag presenti nel docu¬
mento.
L’oggetto selection
L'oggetto document ha a sua volta
un oggetto definito sussidiario select.
Questo oggetto fa riferimento a quella
parte del documento che è stata sele¬
zionata con il mouse. L'oggetto select
ha una sola proprietà type che identifi¬
ca il tipo di contenuto della selezione
rilasciando un numero a seconda del
tipo rilevato: 0= nulla. 7= testo, 2=
elemento di controllo, 3=tabella.
Select dispone di tre metodi: clear,
che permette di pulire il contenuto di
una selezione; createRange, che rea¬
lizza una copia della selezione e
empty che deseleziona la selezione
corrente e setta la proprietà type sul
valore di zero. Un esempio di utilizzo,
anche se semplice, lo potete trovare
in figura 3 Nelle parte superiore pote¬
te vedere lo status di partenza, in
quella centrale la successiva selezio¬
ne di un testo ed infine, nella parte in¬
feriore l'immagine del nuovo docu¬
mento dove non è più presente la par¬
te di testo precedentemente selezio¬
nata, il tutto "dinamicamente" e sen¬
za la necessità di ricaricare il docu¬
mento. La sorgente di questa pagina
si trova nel box 3.
I filtri
Esaminiamo ora un altro aspetto del
Dynamic HTML: i filtri. Si tratta di fun¬
zioni che permettono di realizzare ef¬
fetti speciali generalmente su testi o
immagini. Consentono di elaborare
questi elementi creando effetti tipo
specchio, negativo fotografico, ombre,
dissolvenze e altro ancora.
I " visual filler effects" sono un in¬
sieme di effetti che permettono di mo¬
dificare dinamicamente blocchi o parti
di testo. Alcuni di questi filtri necessi¬
tano di parametri Una lista dei filtri,
dei parametri e del loro effetto è pre¬
sente nel box 4 La sintassi da utilizza¬
re è del tipo imagel style.filter="in-
vert" In figura 4 si possono apprezza¬
re alcuni di questi effetti. La prima im¬
magine è quella di partenza quindi a
seguire sono stati applicati i filtri flipv,
wave, shadow, mask, blur, dropsha-
dow
I " transition filter effects" consento¬
no di realizzare effetti incrociati quando
desideriamo effettuare uno slide
show. In particolare permettono di
passare da un immagine ad un'altra
utilizzando schemi di transizione che
non siano il semplice sparire di un’im¬
magine con la conseguente visualizza¬
zione di quella successiva. Nel box 5
sono elencati tutti gli effetti possibili e
il loro valore numerico. Se invece vole¬
te vedere uno degli effetti possibili da¬
te un'occhiata alla figura 5.
Box 3 La pagina realizzata con questo listato è presentata in figura 3.
<IDOCTYPE HTML PUBLIC ‘-//IE7F//DTD HTKL//EH‘>
<RmL>
<HEAD>
<TITLE>Osing che Selection Object</TITLE>
</H£AD>
<BODY>
<H3>Using thè Selection Object</K3>
<H4>Drag over some text using thè mouse. When you releese thè button. it is retrieved
frodi thè document and displayed in a message box. If you drag with thè rlght mouse
button, it will be removed froo thè document as well.</H4>
<HR>This all changes in Dynamic HTML. Almost anything that's visible in thè page, plus
many things that aren't, can be accessed through thè extensions to thè object model. This
is thè subject of this chapter. We'll take an OverView of thè whole structure, then inve¬
stigate thè new and thè most useful objects. In thè next chapter, we’ll continue this
process. to look at thè objects that are most useful for integratlng our script into thè
pago.<HR>
<SCRIPT LANGUAGE=VBSCRIPT>
Sub document_onmouseup ( )
Set MyRango = document.selection.createRange
strMsg = ‘Selection Type is: * 4 document.selection.type 4 Chr(lO) _
& ‘Content is: ‘ 4 MyRange.text
MsgBox strMsg
If [window.event.button And 2) And (document.selection.type <> ‘None‘1 Then docu¬
ment -selection.clear
document. selection. empty
window.event.cancelBubble - truc
window.event.returnValue = false
End Sub
</SCRIPT>
<rBODy>
</HTML>
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
289
rete è una severa maestra
Visto che nelle pagine precedenti abbiamo parlato di Dynamic
HTML, ho pensato di presentarvi un sito italianissimo che ne fa¬
cesse uso.
Si tratta del sito, più volte da me citato, dello “Star Trek Itahan
Club" (STIC) il principale e credo unico, club italiano dedicato al
mondo di Star Trek. Purtroppo non posso definirlo ufficiale (an¬
che se poi lo è di fattoi perché per dichiararsi tale un Club deve
pagare alla Viacom, la società che detiene i diritti di questa
splendida saga televisiva, una somma che si dimostrerebbe de¬
cisamente eccessiva per un club che annovera tra i suoi iscritti
oltre 4000 persone, tante per la realtà italiana, poche se rappor¬
tate al fenomeno americano.
Ma veniamo al sito (gestito, progettato e realizzato da Luigi
Rosa) che, proprio in questi giorni, ha subito un restylmg con l'in¬
troduzione di pagine che utilizzano codici in Dynamic HTML Pre¬
metto subito che non si tratta di un sito particolarmente appari¬
scente o ricco di effetti speciali, ma che assolve pienamente al
suo obiettivo, cioè quello di essere un punto di riferimento dei
soci di un club fornendo notizie, bollettini ed informazioni su tut¬
to ciò che riguarda l'argomento trattato. Troppo spesso mi capita
di notare, in situazioni simili, siti ridondanti di immagini e pagine
raffazzonate, in cui si denota si la passione per l'argomento da
parte di chi lo ha realizzato, ma spesso anche la totale mancanza
di buon gusto. Come dire che anche quando si parla di passioni
o di hobby quella che deve prevalere è sempre classe e stile.
Digitando l'indirizzo del sito \htto://www. stic.it possiamo ca¬
ricare la home page (figura 6)
In questa pagina, dove il color nero di fondo ben si addice ad
un argomento che fa del viaggio stellare la sua propria ragion
d'essere, ricevia¬
mo le prime infor¬
mazioni. Oltre il
logo del club, agli
indirizzi e ai nu¬
meri di telefono
vi sono indicati
tre modi per en¬
trare all'interno
del sito II primo
consente l'acces¬
so alle informa¬
zioni agli utenti
che utilizzano
Figura 6 - Già dalla
home page possia¬
mo evidenziare il ca¬
rattere informativo
del sito e la particola¬
re attenzione verso
tutti gli utenti a pre¬
scindere dai Browser
o computer utilizzati
per la navigazione
Figura 7 - La pagina,
anche con la presen¬
za di tre trame, risul¬
ta ben divisa e godi¬
bile E’ importante
notare che le notizie
vengono aggiornate
quasi ogni giorno,
caratteristica indi¬
spensabile per la
buona riuscita di un
sito di servizio
sme
STAR TR€K ITALIA* CLU 8
Star Trek Italian Club
i ’arelLi i'itUlc 11
TifU28 San Mtclivlc al I **Jwmviito \T
tir le limo c V>. Hl-Mtrw* (of* rii ectMl
» Ut let* iiuViyiiltM. l |%|i
Uwil I «l • > I* fi.»--...., ».i...
\vti >a InioM, M» dri '<•««. vmiI «tei te*
Vu.mi panini' tono mimate da
JSL~
in 4 ? f’f
software e computer evoluti segnalando la presenza nelle pagi¬
ne interne, di trame. JavaScript ed altro. Per i meno fortunati è
stato progettato un secondo sito che. anche senza l'utilizzo di
feature accattivanti, ne consente comunque la navigazione. An¬
cora sotto sono indicati i link diretti alle principali sezioni del sito
in modo che non ci sia la necessità di girare più pagine per arri¬
vare a leggere l'informazione desiderata. Tutto ciò denota un'at¬
tenzione particolare verso l'utenza. Tutti possono reperire infor¬
mazioni da questo sito e, anche se ciò ha comportato una mag¬
giore fatica da parte del progettista, sicuramente gli ha rispar¬
miato gli accidenti di qualche iscritto al club che magari utilizza
ancora Netscape Navigator 1.
Ancora più sotto veniamo a sapere che il sito appartiene ad un
“Webring". I "Webring” sono una specie di associazione di siti
che trattano tutti uno stesso argomento specifico e che sono in¬
catenati tra di loro da questi link che consentono, in maniera
semplice, di navigare da un sito ad un altro. Sono un ottimo si¬
stema per pubblicizzare il proprio sito e sono molto apprezzati
dall'utente.
Scegliamo ovviamente la visita al sito hi-tech ed eccoci ad
una pagina con tre trame (figura 7) In quello centrale, che occu¬
pa la maggior parte dello schermo, è presentato il documento
che desideriamo consultare mentre negli altri due abbiamo delle
tool di navigazione A sinistra sono presentati i link a pagine che
trattano notizie di carattere immediato come le notizie su Star
Trek in Italia e nel mondo, mostre, annunci e indirizzari. In quel¬
la superiore invece vi sono link ad una sorta di database come
quello relativo e tutti i libri o a tutti i CD-ROM Star Trek editi in
Italia. Da notare che nella pagine centrale sono ancora presenti i
"quick link” con in più la segnalazione della data dell'ultima mo¬
difica fatta in quella pagina. Ciò consente ad un visitatore abi¬
tuale di andare a leggere solo le pagine che sono state modifi¬
cate dopo la sua ultima visita. Le tool di navigazione sono state
realizzate utilizzando gli stessi font visti nei film e telefilm di
questa saga trentennale dando al sito un aspetto decisamente
"trek".
In figura 8 e 9 potete vedere due pagine interne, una che illu¬
stra il libro tratto dal film "Generazioni" e l'altra con le date di
una mostra itinerante Le fasce colorate sono semplici applica¬
zioni in Dynamic HTML.
Come già evidenziato nelle pagine precedenti, difficilmente
un sito in Dynamic HTML viene ben visualizzato con i due prin¬
cipali browser presenti sul mercato. Infatti se utilizziamo Net-
290
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Box 4
La tabella mostra l'elenco dei "visual filter effects Oltre il nome del filtro so¬
no indicati i parametri necessari per la sua esecuzione e l'effetto che realizza.
[Filtro
Parametri necessari
Effetto
alpha
opacity, finish opacity,
style, startx, starty,
finishx, fimshy
trasparenza
blur
add, direction, strenght
movimento
chroma
color
rende trasparente un colore
dropshadow
color, offx, offy, positive
crea una silhouette dell'oggetto
fliph
nessuno
crea un'immagine speculare
sull'asse orizzontale
flipv
nessuno
crea un'immagine speculare
sull'asse verticale
glow
color, strenght
crea un effetto di luminosità
grayscale
nessuno
trasforma l'oggetto da colore
a scala di grigi
inveri
nessuno
inverte i valori dei colori presenti
Ughi
nessuno
crea una fonte di luce
mask
color
crea una maschera trasparente
shadow
color, direction
crea un effetto ombra
wave
add, freq, light strenght.
phase, strenght
distorce l'oggetto originale
xray
nessuno
mostra solo i contorni dell'oggetto
Conclusioni
Da questa serie di articoli avrete sicu¬
ramente potuto apprezzare le potenzia¬
lità insite nel Dynamic HTML. La possi¬
bilità di realizzare effetti ed azioni dina¬
miche senza la necessità di ricaricare la
pagina e senza richiedere un collega¬
mento al server, consente di realizzare
pagine non solo gradevoli, ma anche di
rapido utilizzo. Abbiamo visto esempi
semplici ed apparentemente poco inte¬
ressanti, ma è sbagliato pensare che il
Dynamic HTML sia solo un insieme di
giochetti che ci permettono di cambiare
colore ad un testo o di far ruotare
un'immagine. All'interno del suo codi¬
ce, e soprattutto nella fantasia e genia¬
lità dei programmatori, sono presenti
notevoli possibilità di sviluppo che pos¬
sono rendere un sito non solo accatti¬
vante, ma anche pratico alla navigazio¬
ne e al rapido reperimento delle infor¬
mazione di cui necessitiamo.
Questo non è e non è stato un corso
di Dynamic HTML (moltissimo ci sareb¬
be ancora da dire). Ho voluto solo ana¬
lizzare alcuni aspetti di questo linguag¬
gio in modo da capirne la struttura e il
modo di utilizzo. Spero quindi che si sia
capito che programmare in Dynamic
HTML, pur richiedendo un minimo di
studio e di esercizio, è alla portata di
tutti e che non necessita di nessun di¬
ploma da programmatore. Devo dire
che in rete si trovano molti siti che pre¬
sentano l'elenco dei comandi e la loro
sintassi di utilizzo, ma nessuno di quelli
da me consultati presentano dei corsi
che ne permettano l'apprendimento. Al
momento il mio consiglio, per chi voglia
scape Communicator 4 per la sua navigazione di questo sito ci
accorgiamo di alcune imperfezioni come parti di testo tagliate o
pagine che non possono essere stampate. Poteva comunque
andare molto peggio e il sito risulta godibile, almeno nel suo
obiettivo principale che è quello di informare, per tutti i naviga¬
tori della rete. Anzi possiamo sicuramente dire che il suo punto
di forza è proprio la sua attenzione a tutti i navigatori.
Adesso la palla tocca di nuovo a voi. Vi invito a visitare le altre
parti del sito e a verificare se i vostri giudizi sono in sintonia con
i miei, e chissà che molti di voi non decidano di iscriversi allo
STIC. In questo caso può essere che mi facciano socio beneme¬
rito. Lunga vita e prosperità.
Figura 8 - La sezione dedicala a libri, cd-rom e cd musicali è un'inesauribile
mimerà di informazione per appassionali e collezionisti
Figura 9- In un sito di questo tipo non poteva mancare una sezione dedicata al¬
le mostre Qui è possibile reperire date e indirizzi di dove esse sono ospitate
t» m ». e— ì
*■- 'Ji2 aijv
Slar Trek Generazioni (Star Trek:
Gcneralions)
J.M. Dinar d (radu/ione di Alberto Listerò e
Gabriella Cordone)
240 pagine
Collana Biblioteca di Fantascienza n 10 1995
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
291
rimi'.
Let s see what filters can do 1
WROX PKESS K]
Wrox Preti Devotopen' Referente
bioOtmiifyi poofi »ipii pA buiOuuuJHi
Min ^isn gsAtpbsu, |s|sisim
MKOXbKSB
ret,2 266 M^i9{ y|(GL2 CSU qO|
Pillo» fiipvi mutilai I)
Lete see what tirters can do'
Hhr ftw A n »fc pi f i ‘ft < ww
lilla» «.uctliai 2. «li a udì i o |*Imsc 0.
lidi!'licimili <1. Ailil n. auililal I)
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"l-Fu08H.«lue»lioir Il 5,eiuilile»l
l et’s see what filters can do 1
WROX PRESS Al
Wrox Presi Dsnlopsn' Ithmu
f*fooqrai»ri*iq h oofc. » ntUmi ùy pnonnwi
Pillo» nwi*k«olor^FPOOOO .awblcd I)
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Vkroit Pian Dwrelppasi R renca
•vm 1 «wmw
l'ilio» 'bu|Mtuulow(o(fìr-t, otr> »). cola
« 008 tir.awbled’»ll
Figura 4 - Effetti e filtri un
matrimonio decisamente
riuscito L'immagine origi¬
nale e solo la prima, le al¬
tre sono state ottenute ap¬
plicando ad essa dei filtri
che hanno modificato in
tempo reale la pagina vi¬
sualizzata
Questi sono invece i " transition filter effects". La tabella mostra il nome del fil¬
tro, il numero che lo contraddistingue da utilizzare come valore di programma¬
zione e l'effetto che si realizza con il suo utilizzo.
Filtro
Numero
Effetto
Box in
0
Quadrato verso l'interno
Box out
1
Quadrato verso l'esterno
Orde in
2
Cerchio verso l'interno
Circle out
3
Cerchio verso l'esterno
Wipe up
4
Tendina dal basso verso l'alto
Wipe down
5
Tendina dall'alto verso il basso
V/ipe right
6
Tendina da sinistra verso destra
Wipe left
7
Tendina a destra verso sinistra
Venical blinds
8
Fasce vellicali
Horizontal blmds
9
Fasce orizzontali
Checker board across
10
Scacchiera da sinistra verso destra
Checker board down
11
Scacchiera dall'alto verso il basso
Random dissolve
12
Dissolvenza
Split venical in
13
Tendine verticali verso Tinti-me
Split venical out
14
Tendine verticali verso l'esterno
Split horizontal in
15
Tendine orizzontali verso l'interno
Split horizontal out
16
Tendine orizzontali verso l'esterno
Strip left down
17
Diagonale dall'angolo in alto a destra
Stnps left up
18
Diagonale' dall'angolo in basso a destra
Strip right down
19
Diagonale dall'angolo in alto a sinistra
Strip right up
20
Diagonale dall' ingoio in basso a sinistra
Random bars horizontal
21
Linee casuali orizzontali
Random bars venical
22
Linee casuali verticali
Random selection
23
approfondire questo argomento, è di af¬
fidarsi alla carta stampata e di acquista¬
re uno dei numerosi e validi testi pre¬
senti sul mercato.
Veniamo ora alle dolenti note. Net¬
scape Commumcator 4 e Internet Ex¬
plorer 4 non interpretano gli stessi codi¬
ci di Dynamic HTML quindi quasi sem¬
pre vi troverete nella necessità di sce¬
gliere se programmare il vostro sito per¬
ché sia visibile con un browser piutto-
Figura 5 - Ancora dei filtri,
questa volta ci consentono
di dissolvere tra due immagi¬
ni tramite effetti che, se non
proprio pirotecnici, ci per¬
mettono di dare movimento
ed originalità alla pagina. At¬
tenzione a non eccedere, gli
effetti sono si simpatici, ma
a troppo utilizzarli potremmo
correre il rischio di involgari¬
re il nostro sito
sto che con l'altro. La scelta ottimale,
ma anche decisamente onerosa, è
quella di progettare due siti, uno per gli
utenti che utilizzano Netscape Commu-
nicator, ed uno per chi utilizza Internet
Explorer. Attualmente indagini statisti¬
che, che quando leggerete queste righe
saranno già superate, dicono che il mer¬
cato è diviso esattamente a metà tra i
due browser ma con Internet Explorer
che sta guadagnando utenti con una ve¬
locità che, nell'ultimo periodo, è stata di
almeno il 3% al mese.
Tenete anche presente che il Dyna¬
mic HTML è ben supportato solo dalle
versioni 4 dei due browser, con buona
pace per chi possiede versioni prece¬
denti In questi articoli ho trattato il Dy¬
namic HTML come visto da Internet Ex¬
plorer 4.
E' importante quindi sapere che utiliz¬
zando questa tecnologia andrete sicura¬
mente incontro alle lamentele di una
parte dell'utenza che non potrà apprez¬
zare totalmente le vostre creazioni. Sta
adesso a voi scegliere se il rischio vale
la candela e se bisogna mostrare più at¬
tenzione ad una dissolvenza piuttosto
che alle esigenze di una parte dei navi¬
gatori di Internet.
KG
292
MCmicrocomputer n, 182 - marzo 1998
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j MC-MIC
a cura di Francesco Romani
Parole Crociate Crittografate
(soluzione assistita)
Ritorniamo a parlare di enigmistica con un problema classico, le parole crociate
crittografate, che si presta bene ad essere attaccato in molti modi diversi.
1. Il problema
Il problema seguente è comparso ne’l numero 3431 de la Set-
timana Enigmistica. A numero uguale corrisponde lettera
uguale e il lettore deve completare lo schema sfruttando il
suggerimento
ir ip
| R O N
■ |
P
i.-
■
■
■Trjr
T
rnm
14 3 IS ‘ 4 10
TII
II
Figura 1
Il primo passo è quello di inserire i caratteri della traccia (una
voce dello schema di pochi caratteri lasciata in chiaro) nelle
caselle contenenti i numeri corrispondenti. Grazie a tale ope¬
razione si cominciano già ad intuire alcune voci. Si procede
poi per tentativi, spesso partendo dalle voci più lunghe, anco¬
ra incomplete. Dopo che questa fase di tentativi ci ha portato
all'individuazione di un paio di voci e relative sostituzioni nu¬
meri-caratteri, la risoluzione dello schema procede spedita-
mente. Talvolta ci si può bloccare a causa di pigrizia o distra¬
zione, perché magari non si è effettuato l’inserimento corret¬
to e completo dei caratteri scoperti, problema che non si ve¬
rifica se decidiamo di risolvere il gioco, mediante l'ausilio del
calcolatore.
Di fronte ad un problema di questo genere sono molte le
possibili divagazioni informatiche che vengono in mente Fac¬
ciamo qualche esempio:
• Problemi di gestione dei dati (ad esempio stampa dello
schema);
• Generazione automatica di problemi,
• Risoluzione automatica di problemi,
• Risoluzione manuale di problemi, assistita dal calcolato¬
re.
In questo articolo ci occupiamo del primo e dell'ultimo di
questi esempi, l’obiettivo è quello di fare pratica con la pro¬
grammazione funzionale non numerica di Mathematica ma¬
neggiando dati abbastanza "divertenti".
Il problema di una risoluzione automatica verrà trattato in un
prossimo articolo, quello della generazione automatica lo tra¬
scureremo (non abbiamo certo intenzione di fare concorrenza
alle riviste di enigmistica)
2. Rappresentazione del problema
Vediamo innanzitutto come rappresentare e trattare il proble¬
ma. Lo schema della rivista viene tradotto in una matrice a
valori interi dove lo 0 rappresenta il quadratino nero:
12 3
3 0 9
6 9 5
10 2 0
4506070284
8495732 10 0 10
0 9 8 4 10 2 8 0 11 11
7 3 4 12 10 13 13 5 4 3
294
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
0 3 2 5 6
0 9 8 4 12
8 0 9 3 2
2 8 9 2 8
3 2 5 10 0
2 5 3 12 12
5 8 0 8 10
12 8 12 10
3 7 5 4
1 8 4 10
5 0 11 0
13 3 0 8
5 14 3 15
0 8 13 5
13 10 0 12
3 2 6 5
2 5 3 0
10 0 14 5
0 4 3 12
5 8 4 10
14 5 10 2
Questo file viene letto in una matrice b
{j-0.4,m-i+0.4},{0,0}]/;
LetterQ[A [[i,j ] ]];
Inl5l:= (’ versione 3.0 )
lettcas[_]:= 0;
lettcas[i_,j_]:=Text[ToString[A[[i,j]]],
{j-0.4,m-i+0.4),(0,0),
TextStyle->(FontSize->24)]/;
LetterQ[A[[i,j]]];
Itili]:*
file=OpenRead[”3142"];
B=ReadList[file,Number,
RecordLists->True];
Close[file];
(m,n)=Dimensions[B] ;
I valori nulli vengono sostituiti con il carattere Viene
creata anche una matrice a che conterrò la soluzione e che,
per ora, è uguale a b. Inoltre una matrice m con 0 nella posi¬
zione delle caselle nere e 1 altrove servirà a disegnare il grafi¬
co dello schema:
Inl2l:=
B=B/.{0
M=B/.{*' + «->0,_?NumberQ->l};
A=B ;
II suggerimento della rivista (la parola RON in alto a destra)
viene inserito nella matrice a al posto dei numeri
ln[23:=
A [ [ 1, 11] ] »''R";
A[[l,12]]-"0";
A [ [1#13]]="N";
La funzione Pmat stampa lo schema delle caselle bianche e
nere per mezzo della funzione ListDensityPlot:
Inl41:=
Pmat:=
ListDensityPlot[Reverse[M],
FrameTicks -> None];
P[{x_,y_}]:={y-1+0.01,m-x+l);
La funzione lettcas e numcas stampa le lettere presenti
nella matrice a m nero e al centro del quadrato. L'uso della
primitiva Text è cambiato nel passaggio dalla versione 2.0 a
quella 3.0, ora esiste l'opzione Textstyle che permette di
determinare in che modo viene stampato il testo (per mag¬
giori dettagli consultare il manuale o la documentazione in li¬
nea). Ecco le due varianti per lettcas:
Inl51:= (* versione 2.0 )
lettcas[_]:= 0;
lettcas[i_,j_]:=Text[
FontForm[ToString[A[[i,j]]] ,
{"Courier", 24) ],
La funzione numcas stampa i numeri presenti nella matrice b
in rosso in alto a sinistra:
Inl61:=
numcas[_]:= 0;
numcas[i_,j_]:=Text[
ToString[B[[i,j]]].
{j-1+0.25 ,m-i+l-0.2>,(0,0)]/;
NumberQ[B[[i,j]]] ;
La funzione showtab mette tutto insieme, stampando lo
schema, i numeri rossi di b e le lettere di A
Inl7l:=
showtab : = (
Block[{$DisplayFunction=ldentity>,
tab=Pmat;
aaa=Select [
Flatten[Array[lettcas,(m,n)]],
#= J-0&];
bbb=Select [
Flatten[Array[numcas,{m,n)]],
#= 1 = 06 ]];
Show[tab,Graphics[(aaa,Red,bbb)],
AspectRatio->m/n];)
showtab
A questo punto si ottiene lo schema già visto in figura 1.
Il primo passo che farebbe un risolutore umano sarebbe di
usare il suggerimento ovunque possibile. Per fare questo ac¬
coppiamo i casi in cui in b c'è un numero e in a una lettera e
ricaviamone una regola di sostituzione (vedi incorniciato):
Inl8l:=
rule=Rule@@#&/@Select[Union[
Transpose[(Flatten[B],Flatten[A])]],
LetterQ[# C [2] ]]&]
Outl8l=
[2->R, 4->N, 8->0)
Si noti che la inputForm di questa lista di regole contiene gli
apici perché le lettere sono caratteri e non simboli:
Inl9l:=
rule//InputForm
Out[9h
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
295
{2->"R”, 4->"N", 8->"0"}
Applicando la regola ad A lo schema si evolve:
Ini! 01:=
A=A/.rule;
showtab
Figura 2
3. Scrittura dei vincoli
Il solito risolutore umano a questo punto scorre le righe e le
colonne cercando di indovinare qualche parola per poi sosti¬
tuire le lettere trovate. Facciamo lo stesso con il programma.
La funzione str scorre la matrice per righe isolando le parole
tra le caselle nere:
lnlll:=
str[x_]:=(
AF=Flatten[Append[#,"‘"]&/@x] ;
pas=Flatten[Position[AF, "*"] ] ;
pasl=Transpose[
{Prepend[Drop[pas,-1] ,0] +l,pas-l}];
Select[AF[[Range@@#]]&/@pasl,
((Length[#]>2)&&
(!TrueQ[And@@LetterQ/@#]))&])
Applicando str alla trasposta di a si fa lo stesso per le colon¬
ne Mettendo tutto insieme si ottengono i vincoli del proble¬
ma:
Ini 11:=
vincoli:=(
or=str[A];
ver=str[Transpose[A]] ;
Union[or,ver])
vincoli//ColumnForm
Outl1l=
{3,9,5}
{3,14.0}
{6,9,5}
{N,3,12)
(N,0,5}
(0,15,5)
{1,3,6,10}
{3,R,5,10}
{5,10,R,5)
{5.12,10,R)
{9, R, 3,9}
{O,R,5,0}
{1,R,3,N,5}
{O, R, 3 , R, 5}
(6,3,14,3,N,10)
{9,0,N,10,R,0}
{N,10,11,3,12,5}
{R,0,9,9,5,3}
{R,0,9,R,0,5}
(6,5.N,12,0,7,0)
{7,3,R,13,10,N,10}
{7,10,10,12,5,N,11)
{O,13,5,14,5,10,R}
(R,0,13,13,3,R,10}
{5,N,9,3,6,12,R,0}
{7,5,N,3,R,10,12,0}
(9,O,N,9,5,7,3,R,10)
{9,0,14,12,3,1,5,13,5}
{3,R,5,6,12,0,12,10,13,10}
{7,3,N,12,10,13,13,5,N,3)
(9,3.R,l,O,N,10,R,5,3)
{9,0,N,12,3,7,5,N,3,R,6,5}
{R, 5,3,12,12,5,14,3,15,5,0,N,10)
4. Ricerca della soluzione
Concentriamoci sui vincoli {R,0,9,9,5,3} e IR,0,9,R,0,5} Con
un po' di fortuna e di abilità si trova una possibile soluzione-
ROCCIA e ROCROI che ci dà altre tre lettere:
Inl11:=
A=A/.{9->"C",5->"I",3->"A"};
showtab
Vedi Figura 3
A questo punto si va avanti come si farebbe a mano, usando
296
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
R
A
N
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R
0
N
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A
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I
A
I
A
I
0
N
'i
o
■
o
■
o
I
I
R
Figura 3
però le regole di sostituzione per riempire lo schema. La pa¬
rola più lunga è evidentemente CONTAMINARSI.
Inl21:=
A=A/.{12—>"T",7->"M" ,6->"S"};
Bhowtab
Figura 4
E ora salta agli occhi ARISTOTELE
Programmazione funzionale
in Mathematica
Per chi ha cominciato da poco a lavorare con Mathematica alcu¬
ne delle notazioni usate nei programmi precedenti possono
sembrare esercizi di sintassi ostrogota Vediamo di spiegare in
maggiore dettaglio alcuni dei costrutti più comuni con le loro ab¬
breviazioni
Map [ f, lista] abbreviato in £/?lista forma la lista delle ap¬
plicazioni di f agli elementi di lista
In/ 11 =
f/»(l,2,3)
Out[1]=
{£[1], £(2], £(3])
La funzione può essere una funzione pura, cioè una espressio¬
ne nell'argomento # che termina con il simbolo &
m=
#*2*/@{1.2.3)
Out[2]=
{1. 4, 9}
Se si applica una funzione ad una lista di liste, la valutazione si
ferma al primo livello (a meno che f non abbia lo speciale attri¬
buto Listable)
ln[3J:=
f/@{{1.2,3},{4,5,6>>
Out[3]=
{£I{1. 2. 3)1, f[{4, 5, 6)])
f/@#s e una funzione pura che applica f agli elementi di una li¬
sta. Applicandola ad una matrice (una lista di liste! si ottiene la
matrice delle valutazioni;
ln[4]:=
£/0«K/0((l,2.3),{4,5.6>>
Out[4]=
fili f[2] f [3]
f [4 ] £ [5] £ [ 6]
Una regola di sostituzione ha l'head Rule e si abbrevia con il
simbolo ->
!n[5]:=
Rule[a,b]
Out[5J=
a -> b
Applicando Rule ad una matrice si sostituisce una riga nell'al¬
tra:
ln[6]:=
Rule@@{(a,b),(c, d))
Out[6]=
(a, b) -> {c, d)
Se si vuole sostituire una lista di coppie si deve usare una fun¬
zione pura.
Continua a pag. 298
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
297
Segue da pag. 297
ln[71>
Rule@@#S./8{(a,A>, (b,B), (c.C))
Ou![7]=
{a -> A, b -> B. c -> C)
E se gli elementi da sostituire sono quelli corrispondenti di due
liste di uguale lunghezza, si deve usare Tran»po«o per creare
la lista di coppie:
ln[8j:=
Rule90*&/8Transpose[{{a,b,c),(A, B,C))]
Out[8]=
(a -> A. b -> B. c -> C)
Infine notiamo che nelle regole di sostituzione si possono usare
i Pattern Per esempio, se vogliamo sostituire gli asterischi in 0
e tutti i numeri in 1 possiamo fare
ln[9]:=
InputFormI
{"*",1,2,3,4,"*”,"pippo")/.
{"*»->0,_?NumberQ->l) ]
Out[9]=
{0, 1. 1. 1, 1. 0, -pippo*}
Inl3l:=
A=A/.{10->"E", 13->"L"} ;
showtab
Figura 5
La scoperta di MEETING e CARBONERIA ci dà altre due let¬
tere.
Inl4l:=
A=A/.{11->"G",1->"B"};
showtab
Figura 6
Infine è facile trovare con RIATTIVAZIONE le ultime due let¬
tere mancanti.
In[1]:=
A=A/.{14->"V",15->"Z");
howtab MS
Figura 7
Bibliografia
298
La Settimana Enigmistica, n. 3431, 27 Dicembre 1997, proble¬
ma n. 3142, pag. 7
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
à&<- fi
’er ordinare
'Roma Misura del Tempo"
servirsi del tagliando
pubblicato in fondo alla rivista,
indicando il codice Roma
Il prezzo è di 160.000 lire.
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UN VIAGGIO
ALLA SCOPERTA DI ROMA
_
. . fi,u • Antonio Mui-iini
ATTRAVERSO I SUOI
OROLOGI E,
SOPRATTUTTO,
LE STORIE LEGATE
AD ESSI. NELLE 352
PAGINE, AMPIAMENTE
ILLUSTRATE,
SI ALTERNANO I
MONUMENTI PIÙ
FAMOSI E GLI
ANFRATTI PIÙ MINUTI,
NOTI SOLO A QUEI
POCHI APPASSIONATI
E STUDIOSI DI ROMA
CHE HANNO SAPUTO
DEDICARE TANTO
MINUZIOSO IMPEGNO
ALLO SCOVARNE
I SEGRETI.
QuarkXpress 4.0: finalmente!
L’attesa si prolungava ormai da anni, ma ecco che finalmente è arrivata
la nuova versione di uno dei più popolari programmi di impaginazione
elettronica, QuarkXpress. Le novità sono tante e forse questo articolo
riuscirà solo in parte nell’intento di illustrarvele. Senza dubbio
riprenderemo gli argomenti in altri articoli nei prossimi numeri.
dì Mauro Gartdini
La rincorsa continua
L'impresa del cronista che deve de¬
scrivere un nuovo prodotto software è
veramente ardua: ormai le funzionalità
che vengono aggiunte in ogni nuova
versione sono così tante e cosi com¬
plesse che sarebbero necessari mesi
di prove e articoli di lunghezza impro¬
ponibile. Il lavoro è così complesso
che a volte si rischia persino di scam¬
biare per nuova qualche funzione ma¬
gari già presente nelle versioni prece¬
denti.
Ma torniamo a QuarkXpress 4.0.
questa versione è stata lungamente at¬
tesa e fa parte di una saga, che vede
come principali protagonisti i due mag¬
giori contendenti su questo mercato,
Adobe PageMaker e QuarkXpress. Or¬
mai da oltre 10 anni questi due prodot¬
ti tengono banco, con relativi fan di
questo o dell'altro prodotto. All'inizio
fu PageMaker il primo prodotto ad es¬
sere presentato sul mercato, ma dopo
circa un anno ecco l'arrivo di Xpress
con funzionalità cosi avanzate da ri¬
chiamare a sé molti di coloro che ne¬
cessitavano di un software di impagi-
nazione Probabilmente fu quello il mo¬
mento in cui avvenne la divisione tra
sostenitori dell'uno o dell'altro, e da al¬
lora i travasi sono stati molto limitati:
nell'ultimo periodo forse PageMaker
6.5 è riuscito a riconquistare la testa,
visto il ritardo, quasi insostenibile, con
cui viene presentata questa versione 4
di Xpress.
Passiamo, quindi, ad esaminare le
nuove funzionalità: non essendo dispo¬
nibile, nella copiosa documentazione
del prodotto, un elenco di nuove fun¬
zionalità, il nostro lavoro si basa sulla
documentazione rilasciata da Quark.
Il prodotto in generale
Le confezioni di Xpress 4.0 per Ma¬
cintosh e Windows sono praticamente
identiche: una voluminosa e piuttosto
pesante scatola contiene il manuale
principale di oltre 500 pagine, un volu¬
metto di anteprima di Xpress per poter
seguire un corso di autoapprendimen¬
to, e altri due volumetti ancor più pic¬
coli con le scorciatoie da tastiera e un'
interessante guida alla gestione del co¬
lore e alla pre-stampa. Oltre a questo
troviamo una busta contenente i di¬
schi, la licenza e le istruzioni per l'in¬
stallazione del prodotto.
Questa operazione avviene in manie¬
ra abbastanza originale: al posto di far
partire l'installazione direttamente da
CD-ROM, esiste uno specifico dischet¬
to con il programma di installazione ac¬
compagnato dall'inseparabile dischetto
di registrazione dell'utente che deve
essere rispedito al locale distributore
del prodotto. Facendo partire l'installa¬
zione, vengono chieste all’inizio una
serie di informazioni sull'utente che
andranno poi a finire nel disco di regi¬
strazione utente: tra le prime troviamo
anche la richiesta di inserimento della
Abbiamo esteso quasi al massi¬
mo la barra degli strumenti, ma
abbiamo lascialo un raggruppa¬
mento per mostrarvi il funziona¬
mento degli strumenti a scompar¬
sa
| t£ff (5) | cS) | ® | © | B31 |
(ZI
( 2 )
/
Slr
data di acquisto. E' stato il
primo problema da supera¬
re, visto che il formato
classico 1-1-98 non veniva
riconosciuto: abbiamo ten¬
tato l'inserimento del me¬
se al completo o abbrevia¬
to, ma non c'era nulla da
fare. Infine abbiamo sco¬
perto che il programma ri¬
conosce solo le barre incli¬
nate come divisori, nel for¬
mato quindi 1/1/98: visto
che questa indicazione es¬
senziale non è presente
sul manuale di installazio¬
ne, sarebbe stato conve¬
niente che, nella maschera
in cui viene chiesto l'inseri¬
mento di questo dato, ve¬
nisse indicato un facsimile
del formato richiesto. Co¬
me in passato il program¬
ma richiede l'inserimento
di una chiave hardware per
300
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
teff
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•L i ’l
funzionare, da inserire nella porta pa¬
rallela per i computer Windows e sul
connettore ADB per i Macintosh.
Il manuale principale è un tomo co¬
me non se ne vedevano da tempo, abi¬
tuati come siamo alle guide in linea:
naturalmente deve essere utilizzato co¬
me riferimento, non essendo pensabi¬
le una sua lettura completa.
Il programma si presenta all'utente
con la stessa interfaccia della versione
precedente: non pensiamo possano
esserci problemi di utilizzo da parte di
chi già conosce la versione 3.3. Anche
i menu sono molto simili e le scorcia¬
toie da tastiera sono quasi invariate, a
sottolineare la volontà dei progettisti
di non creare problemi agli utenti. E
proprio per questo forse bisogna muo¬
vere qualche critica perché spesso il
programma obbliga l'utente ad utilizza¬
re come in passato i menu dove si sa¬
rebbero potuti usare dei semplici pul¬
santi posti da qualche parte sul peri¬
metro del foglio di lavoro, come le più
moderne tecniche di interfaccia consi¬
gliano.
Altro punto che ci lascia perplessi è
la funzione di Annulla che purtroppo si
riferisce solo all'ultima azione svolta e
spesso nemmeno a quella: per esem¬
pio quando modifichiamo una curva
(vedremo poi questa funzionalità) non
ci è data possibilità di ritornare sui no¬
stri passi.
Una cosa molto positiva è, invece, la
presenza, in molte finestre, di un tasto
Applica che consente di vedere subito
come le modifiche vengono realmente
applicate: questo in parte controbilan¬
cia quanto detto prima sulle possibilità
della funzione Annulla.
Gli strumenti e i
controlli
Iniziamo a vedere gli strumenti di¬
sponibili che sono ben 28: se doves¬
sero essere sempre esposti occupe¬
rebbero uno spazio considerevole. La
tavolozza di default ne presenta esat¬
tamente la metà: gli altri sono "nasco-
confezio-
' ni di Xpress 4 0
^per Macintosh e
^Windows sono pratica-
, mente identiche: una
voluminosa e
Un esempio dì cornice
peni testo generala ai- „ npr f ar |j
traverso le curve di Be- Stl . e per rari!
zier apparire basta
premere la pic¬
cola punta di
freccia posizio¬
nata sull'icona di uno strumento per
vedere comparire lateralmente gli altri
della stessa famiglia. Tenendo premu¬
to il tasto Control e selezionando uno
degli strumenti non presenti diretta-
mente sulla tavolozza, esso vi compa¬
rirà: per nasconderlo sarà sufficiente
fare clic con il mouse su di esso sem¬
pre tenendo premuto il tasto Control.
Questa possibile personalizzazione è
molto utile, perché consente di avere
sempre a portata di mano tutti gli stru-
Xpress d 0 introduce
menti rhe ser- un alternativa alla tme-
menil cne ser stra del layout per la
vono e occupa- scelta rapida della pagl¬
ie il minor spa- nadoveandare
zio possibile sul¬
la propria scriva¬
nia virtuale.
Al limite è possibile ridurre al massi¬
mo la tavolozza lasciando i soli 10
strumenti di base, di cui 4 avranno la
possibilità di mostrare gli altri facendo
clic su di essi per più di 1 secondo.
Altra novità, ma solo nella versione
per Windows, è la possibilità di utiliz¬
zare il bottone di destra del mouse per
visualizzare un menu, che consente di
passare velocemente da una visualiz¬
zazione ad un'altra (pagina intera, di¬
mensioni reali o miniatura), modificare
le caratteristiche generali del docu¬
mento e attivare azioni di taglia, copia
e incolla.
Visualizzazione e navigazione nel do¬
cumento
Quando si sta lavorando su un docu¬
mento complesso con molte immagi¬
ni, spesso capita che una specifica
azione sia seguita da un ridisegno del
documento stesso: per evitare di per¬
dere tempo è sufficiente fare clic sul
documento per fermare momentanea¬
mente il ridisegno e passare, per
esempio, ad una nuova pagina o ad
una modifica di testo già visibile.
Finalmente qualcu¬
no ci ha pensato:
come per i pro¬
grammi dì illustra¬
zione ora 6 possibi¬
le scegliere di ridi¬
mensionare un og¬
getto mantenendo
o adattando alcuni
dei suoi attribuir In
questo caso vedia¬
mo la stessa corni¬
ce di testo ingran¬
dita nei due diffe¬
renti sistemi.
Le
conto io¬
ni di Xpress 4 0
pei Macintosh e
Windows sono pratica-
mente identiche una
voluminosa e [3
Le
confezio¬
ni di Xpress 4.0
per Macintosh e
Windows sono pratica-
mente identiche: una
voluminosa e 0
Le
confezioni
di Xpress 4 0
pei Macintosh e
Windows sono praticamen¬
te identiche una voluminosa
e piuttosto pesante scatola contiene il
manuale principale di oltre 500 pagine,
un volumetto di Anteprima di Xpress
per poter seguire un corso di
autoapprendimento, e altri
due volumetti ancor
prò pKHJ
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
301
Ma la novità piu interessante di
Xpress 4.0 è la possibilità di spostarsi
istantaneamente da una pagina ad
un'altra senza aver bisogno di tenere
sempre aperta l'ingombrante finestra
del layout del documento In basso a
sinistra, a fianco della finestrella con la
percentuale di visualizzazione del do¬
cumento, appare il numero della pagi¬
na visualizzata (o di una delle pagine
master) seguito da una freccia pre¬
mendo questa freccia appare la se¬
quenza delle pagine (ci ricorda tanto
PageMaker) dove si può scorrere per
scegliere la pagina desiderata.
Formati
Parlando di formati, la prima cosa da
dire è che la nuova versione 4 0 può
salvare il documento nel formato prece¬
dente, cioè in Xpress 3.3: questa è una
grande comodità in fase di transizione
poiché ci garantisce che, pur lavorando
con la versione aggiornata, sarà poi pos¬
sibile trovare con facilità un Service in
grado di tradurre il nostro lavoro in ma¬
teriale da stampa.
Sempre parlando di formati. Xpress
4.0 offre la possibilità di importare con
un'unica operazione le preferenze relati¬
ve a fogli stile, colori, sillabazioni e giu¬
stificazioni, elenchi e tipologie di trat¬
teggi: nel menu file abbiamo infatti la
voce Aggiungi che ci consente di attua¬
re questa importazione da qualsiasi fon¬
te, compreso un altro documento dal
quale vogliamo copiare tutti o parte de¬
gli elementi sopra indicati.
In qualsiasi momento è inoltre possi¬
bile controllare quali sono gli elementi
effettivamente utilizzati: se, per esem¬
pio, abbiamo importato un certo nume¬
ro di stili di testo o di colori da un altro
documento, potremmo controllare se
effettivamente erano tutti necessari o
Ancora su CorelDraw 8
Un attento lettore ci ha fatto notare che, nell’articolo apparso
su MCmicrocomputer di Gennaio dedicato a CorelDraw 8, ab¬
biamo citato alcune funzionalità come nuove, mentre esse era¬
no già presenti, magari in forma leggermente differente anche
nella versione precedente. In effetti ciò è vero, anche se dobbia¬
mo notare che in CorelDraw 8 molte funzioni hanno subito un
"restyling” che ne ha reso più comodo l'utilizzo. L'articolo è sta¬
to preparato prima che Corel desse l'annuncio ufficiale della di¬
sponibilità del prodotto in lingua italiana, con relativa pubblicazio¬
ne di un elenco ufficiale di nuove funzioni.
Abbiamo quindi deciso di riassumere qui di seguito alcune
delle funzioni nuove e migliorate di CorelDraw 8:
• Personalizzazione: molti elementi dell'ambiente di lavoro di
CorelDraw 8, tra cui le barre degli strumenti, i tasti di scelta rapi¬
da, i menu, la barra di stato, le tavolozze di colori e le preimpo-
staziom dell'applicazione sono completamente personalizzabili e
possono essere salvati in diverse configurazioni di Area di lavo¬
ro.
• Strumento Distorsione interattiva: questo strumento consen¬
te agli utenti di aggiungere in modo interattivo agli oggetti vane
contorsioni e interessanti effetti La distorsione Schiaccia e al¬
lunga attira o respinge i nodi rispetto al centro di un oggetto,
mentre la funzione Zipper offre un metodo intuitivo per applica¬
re modifiche con frequenza variabile a linee e curve. Lo stru¬
mento Turbine avvolge i nodi di un oggetto intorno al suo cen¬
tro.
• Strumento Estrusione interattiva: in CorelDraw 8 si può appli¬
care un'estrusione a qualunque oggetto facendo clic e trasci¬
nando per impostare il punto di fuga e regolare la profondità
dell’estrusione. L'oggetto estruso può anche essere ruotato in
tre dimensioni direttamente sullo schermo
• Fusione colori interattiva: gli utenti possono sperimentare con
I colori a schermo premendo il tasto CTRL intanto che fanno clic
su qualunque colore nella tavolozza colore a schermo.
• Testo sul riquadro, l'opzione Testo sul riquadro può essere
selezionata dal menu Testo o aggiunta alla barra degli strumenti
in modo che con un solo clic sia possibile adattare il testo di un
paragrafo a un riquadro.
• Grafica incorporata: per il disegno creativo di logo e di formati
di pagina si può copiare la grafica negli appunti, da dove può poi
essere inserita in un paragrafo o in una stringa di testo artistico
• Scorrimento di testo: il testo può ora scorrere da un paragrafo
verso qualunque numero di oggetti o di tracciati e ritornare a un
altro riquadro di paragrafo di testo.
• Blocco di oggetti gli oggetti possono venire bloccati sullo
schermo da disegno per evitare modifiche o spostamenti acci¬
dentali quando si lavora su altre parti di un disegno.
• Annullamento migliorato CorelDraw 8 supporta l'annulla¬
mento attraverso i comandi File Salva, consentendo agli utenti
di ritornare a un punto precedente della procedura di disegno,
perfino se il lavoro era già stato salvato.
• Duplicazione intelligente degli oggetti una volta creato e
portato in una nuova posizione un oggetto duplicato, l'opzione
Duplica userà la nuova posizione traslata per posizionare i du¬
plicati successivi
• Linee guida migliorate: gli utenti possono ora selezionare
più linee guida, ruotarle e regolarne il centro di rotazione per
ottenere una precisione ancora maggiore.
• Effetti di testo 3D: si possono applicare realistici effetti tridi¬
mensionali al testo, usando l'illuminazione, l'opzione di smus¬
so e le texture per ottenere interessanti tipi di estrusione In
modalità di modifica si possono applicare al testo anche le tra¬
sformazioni come la rotazione e lo zoom.
• Visualizzazione della sovrastampa una segnalazione visibile
sulla barra di stato indica che l'utente ha applicato una sovra¬
stampa agli oggetti in un file di CorelDRAW 8.
• Miglioramenti alle bitmap l'espansione delle bitmap regola
le dimensioni di una bitmap in modo che gli effetti vengano
applicati in modo ottimale. Il supporto per la bicromia, presen¬
te in precedenza solo in Corel Photo-Paint 8, è ora disponibile
direttamente in CorelDraw 8
• Pubblicazione HTML WYSIWYG: grazie all’uso sofisticato
delle tabelle, dei livelli e dei fogli stile HTML, la posizione degli
oggetti sulla pagina viene mantenuta quando questa viene
pubblicata in HTML. L'autocomposizione HTML guida l'utente
nella procedura di pubblicazione, che supporta sia il formato
GIF che il formato JPG.
• Compatibilità HTML questa caratteristica risolve le incer¬
tezze della pubblicazione in HTML, eliminando automatica¬
mente le formattazioni non supportate dai browser Web stan¬
dard.
• Oggetti Internet: si possono aggiungere applet Java, pul¬
santi di scelta, liste opzioni e campi di testo direttamente nel
documento Web di CorelDraw 8.
• Gestore di segnatari il nuovo Gestore di segnalibn registra
i segnalibri di Internet aggiunti nei file di CorelDraw 8
• Nuovo Editor di tavolozza la creazione e la modifica di tavo¬
lozze è ora facile più che mai, grazie al nuovo Editor di tavoloz¬
za Inoltre, le tavolozze a comparsa permettono all’utente di
scegliere da più sfumature di uno stesso colore.
• Corel Versions: una funzione di gestione delle versioni che
raccoglie in una lista cronologia una panoramica dei file archi¬
viati. per consentire agli utenti di reperire qualunque file archi¬
viato quando se ne richiede una versione precedente
302
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
se alcuni non risultano utilizzati.
Infine abbiamo ora la possibilità di
scegliere direttamente, in fase di crea¬
zione di un documento, se lo vogliamo,
con l’orientamento verticale o orizzonta¬
le, senza dover andare a inserire ma¬
nualmente i valori invertiti nelle caselle
di altezza e larghezza
Disegno
Per dare una esauriente spiegazione
di tutte le novità introdotte in questo
campo, probabilmente non basterebbe¬
ro 10 pagine. In effetti Xpress 4.0 è il
primo strumento di impaginazione che
introduce degli strumenti di disegno co¬
si potenti: naturalmente c’è già chi criti¬
ca questa scelta obiettando che se uno
ha bisogno di realizzare un disegno di
una certa complessità normalmente pre¬
ferisce utilizzare strumenti specifici co¬
me lllustrator e poi importare l'immagi¬
ne Tuttavia dobbiamo dire che spesso
può essere utile avere qualche strumen¬
to in più direttamente nel programma di
impaginazione, senza dover uscire dal
lavoro, aprire un altro programma, fare
un semplice disegno, salvarlo e impor¬
tarlo nella nostra pubblicazione.
Gli strumenti di disegno di Xpress 4.0
si basano sul concetto delle linee di Be-
zier: sia tra gli strumenti di disegno dei
box di testo sia tra quelli per le altre tipo¬
logie di figure e box ne troviamo uno
con l’icona di una penna. Questi stru¬
menti consentono il disegno a mano li¬
bera, ma in pratica realizzano delle curve
di Bezier che possono essere modifica¬
te sia durante l'esecuzione del disegno
sia successivamente. Le curve create
con gli strumenti per la generazione di
box creano sempre curve chiuse, men¬
tre quelle create con la semplice penna
danno luogo a curve aperte: in questo
caso è possibile unire più curve tra loro
avvicinando i due punti terminali da uni¬
re e scegliendo dal menu Oggetti l’op¬
zione Fusione e poi Unisci le estremità.
Con questo abbiamo esaminato le
funzioni elementari, vediamo ora cosa
si può fare praticamente e quali altre
possibilità ci vengono aperte. Per prima
cosa vediamo che le figure generate at¬
traverso gli strumenti di Bezier sono
tutte modificabili sia agendo sui loro no¬
di, sia deformandole mediante i loro
punti estremi (i soliti quadratini/mamglie
che appaiono sui quattro angoli e sui
quattro lati). Per passare da un modo
all’altro bisogna intervenire nella voce
Cambia Forma del menu Oggetti: esiste
anche una scorciatoia che prevede un
semplice doppio clic sulla figura.
oh yemb
oh yeah
©Do
oh
J
!
v .sC‘ „
Ecco alcuni degli
effetti che è possi¬
bile applicare ad
un testo dopo
averlo trasformato
in curve di Bezier
Se avete neces¬
sità di unire più box
tra di loro esiste la
funzione di Fusione.
Ci sono ben 6 diffe¬
renti tipologie di Fu¬
sione: Intersezione, Unione, Differenza,
Inverti la differenza. Esclusivo, Combi¬
na. Quest’ultima funzione ci consente
di creare e combinare oggetti delle for¬
me più strane per poi utilizzarli come
cornici per l’inserimento di testi, imma¬
gini o foto. Naturalmente, in qualsiasi
momento potremo cambiare la destina¬
zione della cornice, da contenitore di te¬
sto a contenitore di immagini e vicever¬
sa. Oppure potremo decidere di utilizza¬
re il contorno come curva su cui inserire
un testo e l'interno per posizionare
un'immagine (oppure un altro testo).
Tutto quanto detto fino ad ora sulle fi¬
gure realizzate attraverso gli strumenti
di Bezier è applicabile anche alle cornici
tradizionali: è suffi¬
ciente, una volta di¬
segnato per esem-
Altra possibilità intro¬
dotta da Xpress 4 0.
Quella di scrivere lungo
una linea, sia essa dirit¬
ta, disegnata a mano,
inclinata o una curva di
Bezier come Quella raf¬
figurata
&
e confezioni di
Xpress 4.0 per Macintosh e
Windows sono praticamente
identiche: una voluminosa e
piuttosto pesante scatola
contiene il manuale principa¬
le di oltre 500 pagine, un
volumetto di Anteprima di
Xpress per poter seguire un
corso di autoapprendimento,
e altri due volumetti ancor
più piccoli con le scorciatoie
da tastiera e un interessante
guida alla gestione del colo¬
re e alla pre-stampa. Oltre
pio un rettangolo,
trasformarlo in una
figura di Bezier per
poi poter modificare
i suoi lati a piaci¬
mento sia mante¬
nendone l’aspetto
di segmenti, sia trasformandoli in cur¬
ve, con la possibilità di applicare anche
criteri di simmetria. Inoltre una cornice
può essere smembrata nelle linee che
la compongono in modo da poterne uti¬
lizzare poi i singoli segmenti.
Giunti a questo punto ci sembra di
aver illustrato più un programma di di¬
segno che uno di impagmazione. .. ma
non è ancora finita. .
Altra interessante caratteristica è
quella del testo su linea. Xpress 4.0 of¬
fre 4 possibilità di inserimento del testo
su una linea: linee rette, linee inclinate,
curve disegnate a mano libera, curve di
Bezier. In ogni caso è possibile decide¬
re come il testo deve essere posiziona¬
to (sopra, sotto o centrato sulla linea) e
persino il modo in cui deve apparire
In Questo caso il
testo e stato tra¬
sformato m una fi¬
nestra dove è stato
importato un fon¬
do, ma si e mante¬
nuto l'ancoraggio
con il testo stesso
M\sto le r
\
%r,;
%
<%no
MCmicrocomputer n, 182 - marzo 1998
303
Unoo Porcono del lesto | Oreoodo |
Qn*«eiione d#lt®**o
AJIme omento tosto
r Copovolgim
Allineo lesto | Lineo di bose
ero oscend
enooto
»ro ducono
Questa finestra dà
la possibilità di de¬
cidere come deve
risultare il lesto ap¬
plicato ad una li¬
nea.
OK | Annullo
Appfcca
dante
Con Xptess è possibile creare tratteggi da applicare alle proprie linee in
Questo caso sembra quasi un codice a barre
(lettere sempre in
verticale, oppure
seguendo in diffe-
_ renti modi le incli¬
nazioni della curva).
E, visto che parliamo di testo, esami¬
niamo subito un'altra interessante op¬
portunità offerta da Xpress 4.0. Come
abbiamo visto, praticamente tutti gli og¬
getti e le cornici possono essere tra¬
sformati in curve di Bezier: perché allo¬
ra non trasformare in curve e. quindi, in
cornici anche il testo? Nulla di più sem¬
plice dopo aver scritto del testo o an¬
che solo una lettera è sufficiente sele¬
zionarla e trasformarla grazie alla funzio¬
ne "Crea finestra” nel menu Stile A
questo punto verrà automaticamente
creata una cornice con lo stesso profilo
del testo selezionato, che sia esso una
sola lettera o una frase Questa cornice
sarà a tutti gli effetti una curva di Be¬
zier, con tutte le possibilità di modifica
del caso.
Fino a qui abbiamo visto una delle
due possibilità di
trasformazione di
testo in curve: l'altra
consiste nel mante¬
nere la lettera o le
lettere ancorate nel¬
la loro posizione
all’interno del testo.
Questa seconda
strada è molto interessante, perché ci
consente, per esempio, di inserire un
Capolettera all'inizio del testo e riempir¬
lo con un'immagine o con un qualsiasi
fondo decorativo, oppure possiamo evi¬
denziare una parte del testo inserendovi
anche in questo caso un fondino parti¬
colare.
Siamo quasi certi, per quanto riguarda
il disegno, di aver tralasciato qualche al¬
tra funzione minore, ma senza dubbio vi
abbiamo dato un'idea delle possibilità
offerte dal programma.
Modifica dimensioni
La funzione di cui stiamo per parlarvi,
in effetti, è anch'essa mutuata dai pro¬
grammi di disegno. Qualsiasi oggetto
può essere ridimensionato e fino a qui
nulla di nuovo: la novità sta nel fatto che
il ridimensionamento può essere attuato
sia in forma statica, cioè con il manteni¬
mento delle caratteristiche di base
Sressa possibilità ma
applicata in lunghezza,
questo tipo di linee e
tratteggi possono es¬
sere salvati e riutilizzati
anche in altri documen¬
ti.
dell'oggetto, sia in forma dinamica, con
l'adattamento degli attributi. Useremo
un esempio semplicissimo per spiegarvi
cosa succede: se prendiamo un box con¬
tenente del testo e lo rimpiccioliamo, ve¬
dremo il testo mantenere la stessa gran¬
dezza in punti tipografici e rifluire per oc¬
cupare lo spazio adattandosi alle nuove
misure. Se, invece, utilizziamo il ridimen¬
sionamento dinamico, il testo diminuirà il
suo corpo e manterrà la stessa posizione
all'interno della finestra modificata.
Questa possibilità di ridimensionamen¬
to dinamico è applicabile a qualsiasi og¬
getto anche se composto da più oggetti
raggruppati e interessa, oltre agli even¬
tuali testi inseriti, anche lo spessore del¬
le linee e altri attributi soggetti a possibili
variazioni. E' una funzione, questa, molto
utile, specie per le modifiche dei testi:
quando, per esempio, si deve inserire un
titolo in un spazio ristretto, spesso biso¬
gna cercare il corpo più adatto per tenta¬
tivi. Ora, invece, sarà possibile avvicinar¬
si a tale valore molto più rapidamente e
rifinire poi il tutto attraverso altre funzioni
come restringere o allargare i caratteri
Sempre per quanto riguarda il ridimen¬
sionamento, Xpress 4.0 ci offre la possi¬
bilità di ribaltare in verticale o in orizzon¬
tale un oggetto, trascinando semplice¬
mente le sue maniglie da una parte all'al¬
tra.
Linee
Le novità in Xpress 4.0 riguardano
anche la possibilità di creare tratteggi e
linee personalizzate Nel menu Modifi¬
ca troviamo Tratteggi e strisce... che ci
introduce ad una finestra dove possia-
304
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
mo decidere di creare o modificare un
nuovo tratteggio oppure creare o modi¬
ficare una linea. Le possibilità messe a
disposizione sono tantissime con
un'unica limitazione: non è possibile
avere più di 5 differenti tipi di interru¬
zione in un unico tratteggio.
Gestione
documenti lunghi
Anche in questo campo le funziona¬
lità di Xpress 4.0 sono notevolmente
aumentate I documenti complessi pos¬
sono ora essere meglio organizzati e
gestiti. Vi diamo una carrellata di tutte
le nuove funzioni che sono in qualche
modo correlate alle necessità di lavora¬
re su pubblicazioni lunghe o composte
da più parti
• Possibilità di generare Indici ramificati
fino a 4 livelli.
• Accesso ai principali controlli per la
generazione automatica attraverso una
specifica finestra: dobbiamo segnalare
che la funzione di generazione degli in¬
dici viene svolta attraverso una Xten-
sion che non viene caricata e attivata
con l'installazione del programma Que¬
sto perché la sua attivazione continua
potrebbe portare ad un certo rallenta¬
mento dell'operatività del programma.
• Determinazione di 6 opzioni che de¬
terminato l'inserimento di una voce
nell'indice.
• Formattazione automatica di strutture
di indice.
• Aggiornamento automatico non appe¬
na terminate le operazioni di inserimen¬
to di un testo.
• Creazione di "libri" attraverso il con¬
catenamento di più file: questa funzione
consente anche la gestione in rete di un
progetto in modo che più persone pos¬
sano lavorare contemporaneamente alla
realizzazione di un libro, agendo su parti
separate.
• Sincronizzazione automatica di ele¬
menti come la numerazione delle pagi¬
ne, i fogli stile, i colori, le linee e le cor¬
nici per tutti i documenti che compon¬
gono un'unica lunga pubblicazione.
• Riorganizzazione e aggiunta di capitoli
ad un libro in qualsiasi momento.
• Stampa di singoli capitoli anche multi¬
pli, senza dover reimpostare la stam¬
pante.
C’è dell’altro?
Inutile dire che ci sarebbero ancora
molte cose da raccontare Per finire fac-
Ecco i differenti tipi di
fusioni tra due oggetti
Il intersezione. 2 1
unione, 31 differenza.
41 differenza inversa tm
pratica viene presa la
parte rimanente dell'al¬
tro oggettol; SI Esclusi¬
vo e Combina lvisiva¬
mente il risultato e lo
stesso, solo che nel
primo caso l'oggetto è
composto dalle due
parti saldate insieme
con un toro al centro,
mentre nel secondo è
un oggetto unieoi
ciamo una carrellata sulle altre principali
innovazioni di Xpress 4.0.
• Un testo sottoposto ad azioni di "ta¬
glia" e "incolla", mantiene automatica¬
mente le spaziature tra una parola ed
un'altra.
• Le azioni di "trova e sostituisci" sono
applicabili a fogli stile, inclusi gli stili di
formattazione dei caratteri.
• Nuove possibilità di gestione della sil¬
labazione attraverso vocabolari persona-
lizzati.
• Possibilità di far scorrere un testo
all'interno di un buco presente in una
immagine.
• Gestione dello scontorno di un'imma¬
gine per l'aggiramento da parte del te¬
sto attraverso le curve di Bezier.
• Se un oggetto viene posto al centro di
una colonna, il testo potrà aggirarlo su
tutti e quattro i lati.
• Possibilità di inserire come scontorno
di un'immagine per l'aggiramento del te¬
sto uno spazio bianco oppure un "cana¬
le alfa" o uno sfondo.
• Nel momento in cui si importa un'im¬
magine, nella finestra che ne consente
la scelta viene visualizzata una miniatura
completa di tutte le informazioni (posi¬
zione e grandezza del file, data dell’ulti¬
ma modifica, tipo di colore, tipo di file,
dimensioni fisiche).
• Possibilità di scontorno di un'immagi¬
ne direttamente all'Interno di Xpress.
• Rimozione di un'immagine dalla sua fi¬
nestra senza l'eliminazione della stessa.
• Gestione delle percentuali di colore
anche su colori spot e su colori compo¬
siti in quadricromia
• La generazione delle pellicole di ogni
singolo colore possono avere controlli
separati di frequenza, angolatura e tipo¬
logia di punti.
• Gestione separata delle immagini in
formato RGB per una migliore resa in fa¬
se di stampa
• Gestione del colore attraverso i siste¬
mi ICC e CMS.
• Riconoscimento automatico di ogget¬
ti che causano errori di PostScript per
una veloce risoluzione dei problemi di
stampa,
• Visualizzazione di come la pagina
verrà posizionata e stampata sulla carta
della stampante
• Stampa di pagine non contigue.
• Generazione di uno stile di stampa da
riutilizzare per differenti documenti,
senza dover ogni volta ripetere il settag¬
gio dei parametri.
• Utilizzo di buona parte delle Xtension
disponibili per la versione precedente.
• Gestione delle Xtension attraverso un
Xtension manager per abilitare solo
quelle che servono.
Conclusione
Alcune note prima di chiudere. Il pro¬
dotto e disponibile in Italiano, sia per la
piattaforma Macintosh, sia per Win¬
dows: la compatibilità è pressoché to¬
tale cosi pure l'utilizzo su una piattafor¬
ma piuttosto che un'altra. Il fatto che il
prodotto possa salvare i file nel forma¬
to della versione precedente è un gran¬
de stimolo per chi vuole subito avere a
portata di mano i nuovi strumenti pre¬
sentati in questa versione 4.0.
Resta il fatto che il prodotto si è fat¬
to aspettare per un tempo veramente
troppo lungo. Nonostante si siano sus¬
seguite versioni più o meno nuove, in
10 anni di vita del prodotto si sono vi¬
ste solo 4 versioni. Viste le performan¬
ce degli altri produttori di software e
visto che Quark in pratica è una so¬
cietà monoprodotto, pensiamo che ta¬
le comportamento sia un po' a rischio.
Scendendo nello specifico sul pro¬
dotto. possiamo dire che lo sforzo è
stato notevole anche se forse un po'
troppo sbilanciato verso la parte di in¬
tegrazione grafica, piuttosto che verso
l'introduzione di funzionalità nuove ef¬
fettivamente concentrate sui problemi
dell'impaginazione.
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
305
Pensare in tre dimensioni:
dalla teoria alla pratica
Seconda parte
di Francesco Petroni e Aldo Azzari
Come promesso nella pri¬
ma puntata di questa serie
di due articoli dedicata alla
grafica tridimensionale, in
questa seconda metteremo
in pratica una serie di teorie,
che in un prodotto CAD di¬
ventano comandi di traccia¬
mento e di editazione, appli¬
candole alla progettazione di
un tempio greco.
Abbiamo scelto un Tem¬
pio Greco, che avrete sicu¬
ramente già intravisto nelle
figure a corredo, per una se¬
rie di motivi, tecnici e non
Quelli tecnici dipendono dal
fatto che un tempio greco ha una struttura
relativamente semplice, sia come elemen¬
ti base che come loro ripetitività, per cui la
sua realizzazione è alla portata anche delle
persone non particolarmente esperte di
CAD. Inoltre la sua realizzazione "movi¬
menta" buona parte dei comandi "fonda-
mentali" visti nella prima puntata.
I motivi non tecnici dipendono dall'in¬
dubbio fascino che un edificio del genere
ancora emana,
In Grecia e nella Magna Grecia se ne
trovano tanti e sono tuttora meta di turi¬
smo. si pensi al Partenone di Atene, ai
Templi di Paestum, alla valle di Tempi di
Agrigento (purtroppo famosa anche per le
insidie urbanistiche ed architettoniche che
costantemente subisce).
Anche nei secoli passati gli architetti, i
pittori, gli artisti in genere, in un certo sen¬
so, cercavano di rivivere e di far rivivere le
stesse suggestioni. Si pensi a quante vol¬
te, nel corso dei secoli, sono nati stili archi¬
tettonici Neoclassici, che in pratica "imita¬
vano" i vecchi stili di 2.500 anni fa.
Foto, piante, descrizioni dettagliate delle
loro caratteristiche architettoniche, relativi
ai tempi greci in generale, e su quelli che
esistono ancora in particolare, si possono
trovare in tutti i libri di Storia dell'Arte e in
tutte le Enciclopedie.
Cosa intendiamo fare
Nelle prime due figure a corredo vedia¬
mo due incisioni dei primi di questo seco¬
lo. La prima riproduce il Partenone di Ate¬
ne e la seconda la sua pianta. Nella terza e
quinta figura vediamo il risultato dopo la
Volendo dare concretezza
alla nostra trattazione abbia¬
mo pensato di progettare
un edificio che già esiste,
che 6 ben conosciuto da
tutti, che possa essere rea¬
lizzato con ~poche mosse "
ed m poco tempo, e che
permetta di applicare prati¬
camente i vari concetti che
abbiamo esposto teorica¬
mente nell'articolo del me¬
se scorso un Tempio Gre¬
co Riproduciamo Questa in¬
cisione dei primi del secolo
per confermare il costante
interesse per un edificio co¬
si semplice nelle sue for¬
me. ma che e rimasto affa¬
scinante nei secoli
"cura CAD". In prati¬
ca la piantina del no¬
stro progetto ed una
sua vista realistica.
Abbiamo usato
AutoCAD 14, solo
perché è il prodotto
CAD più noto e dif¬
fuso Lo stesso pro¬
getto. data la sua
semplicità, si può
realizzare con qual¬
siasi altro prodotto di
grafica tridimensio¬
nale. non necessa¬
riamente di catego¬
ria CAD.
Occorre dotarsi di
una piantina dell'edi¬
ficio necessaria per
rispettare le dimensioni dell'edificio, e per
rispettare le sue proporzioni che risponda¬
no a precise leggi estetiche definite dagli
architetti dell'epoca
Altro prerequisito è quello di avere una
conoscenza, anche minima, del prodotto
CAD e quindi dei suoi comandi fondamen¬
tali, sia quelli di tracciamento (ad esempio
il comando con il quale si traccia un paral¬
lelepipedo) che quelli di editazione (ad
esempio quello per clonare le colonne)
che quelli di aiuto al disegno (gli snap in fa¬
se di tracciamento degli elementi).
In una tabella numeriamo e descriviamo
le varie fasi realizzative. passo passo ed in
marnerà schematica. La sequenza non è
obbligata, quella indicata è solo la più logi¬
ca La tabella indica il comando da utilizzare
in quella particolare fase e riporta una bre¬
ve descrizione della fase stessa.
Fi*. 18.
PIANTA DEL PARTENONE.
I templi greci si assomigliano tutti Lo lo¬
ro caratteristica piu esteriore e ovviamen¬
te costituita dalla sene colonne, frontali e
laterali, che spesso occupano più file
All'interno è presente un ambiente, a
pianta rettangolare, si chiama Naos, che
contiene i vari altri ambienti dedicati al
culto Nei libri di stona dell'Arte sono ri¬
portati tutti i nomi dei vari elementi che
caratterizzano tale tipo di costruzione.
Naos Frontone. Capitello, Timpano, Me-
tope. ecc II nostro progetto si rifarà,
grosso modo, al Partenone di Atene.
Cambieremo il numero delle colonne por¬
tandolo dalle 8 per 17 alle 6 per 13
Oltre ai comandi che servono per traccia¬
re i vari elementi della composizione, nella
tabella trovate anche i comandi che servo¬
no per modificare dinamicamente il siste¬
ma di coordinate al quale riferirsi durante il
lavoro. Questa funzionalità è utilissima, ad
esempio, quando occorra lavorare su piani
inclinati (nel nostro caso quando realizzia¬
mo il tetto del tempio) in quanto il sistema
di coordinate utente fa diventare, solo tem¬
poraneamente, orizzontale un piano, che
nel sistema globale, è invece inclinato.
La tabella descrive solo la realizzazione
del progetto "wireframe"
Le successive operazioni di rendering e
preparatorie al rendering, che pure abbia¬
mo eseguito e che mostriamo nelle figure,
non le abbiamo riportate nella tabella, co¬
stituiscono la parte "a piacere” dell'eserci¬
tazione.
306
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
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La differenza fondamentale Ira la pianta vista nella figura precedente e que¬
sta, ricostruita con AutoCAD, consiste nel fatto che nel primo caso si tratta di
un disegno bidimensionale, mentre nel secondo caso si tratta di un progetto
tridimensionale, del quale la pianta e solo una delle infinite possibili viste
Questo è il risultalo finale del nostro lavoro, come appare nella vista più realisti¬
ca possibile realizzabile con AutoCAD Sono stati scelti i materiali e sono state
inserite delle fonti luminose per illuminare, anche dal di dentro, il nostro sog¬
getto Mancano i fregi, ed in particolare i Frontoni di Fidia, un po' difficili da ri¬
costruire da capo
La colonna pud essere realizzata componendo elementi semplici, parallelepi¬
pedi e tronchi di cono Questi si possono spostare fino a farti "toccare " e poi
associare in un unico oggetto, per il quale si può definire, semplificando for¬
se un po' troppo la simulazione, un certo materiale, nel caso specifico un ti¬
po di marmo presente nelle librerie
Una delle funzionalità
più importanti m un pro¬
dotto CAD è quella che
permette di lavorare con i Layers Ogni elemento della composizione può essere associato ad un Layer
ttradotto in PianoI. Ad esempio, se non volessimo vedere la copertura del tempio, che abbiamo associa¬
to ad un suo specifico piano, possiamo "spegnere " Ioccorre fare click sul piccolo sole che diventa gn-
giol l'icona che imposta il flag di visualizzazione
Considerazioni finali
Ripensandoci a posteriori ci accorgia¬
mo che un esercizio del genere non pre¬
senta alcuna difficoltà né di tipo concet¬
tuale né di tipo operativo. L’edificio è
a jaiaM il *1*1 tassala jj.
ssl? J * VD= 3 il ■]F = — 1U.
"71 M
55 •!! -r 1
•■I omo su «li
Chiariamo subito quanto detto nella didascalia precedente La pianta, in un
disegno tridimensionale, è un'assonometria il cui punto di vista è posto
esattamente sulla verticale dell'edificio progettato, oppure una sezione otte¬
nuta "tagliando' con un piano orizzontale l'edificio stesso, operazione che
esegue lo stesso prodotto CAD Se invece dell'assonometria eseguiamo
una prospettiva e se ci avviciniamo all'edificio, sempre rimanendo sulla sua
verticale, ci accorgiamo che esiste anche la sua terza dimensione E‘ eviden¬
te l'efficacia di questa vista dall'alto che. oltre a dare l'esatta informazione
sulla pianta dell'edificio, permette di coglierne pienamente anche l'altezza
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
307
Fase
Comandi interessati
escrizione
1
Colonna
1.1
Fusto • Base
Disegna - Poligono (20 lati)
Tracciamento sul piano di un poligono di 20 lati.
specificando il raggio della circonferenza
che lo circoscrive
1.2
Fusto - Elevazione
Disegna - Solidi - Estrudi
Estrusione del poligono indicando l'altezza e
l'angolo (opzione angolo di estrusione) di rastremazione
1 .3
Capitello - parte inferiore
Disegna . Solidi - Parallelepipedo
Tracciamento del solido utilizzando la primitiva
Parallelepipedo, definendo la lunghezza dei lati e l'altezza
1 .4
Capitello - parte supcriore
Disegna - Solidi - Parallelepipedo
Come sopra
1.5
Posizionamento dei pezzi
Edita - Sposta ♦ OSnap
Posizionamento in asse degli oggetti che formano
colonna e loro posizionamento verticale
modificando le elevazioni sull'asse Z
1.6
Unione dei pezzi
Edita - Booleano - Unisci
Unione, con il comando che esegue l'operazione
Booleana. dei tre solidi che diventano un solo oggetto
2
Colonnato
2.1
Duplicazione delle colonne
Edita - Serie - Rettangolare
Copia dell'elemento colonna per 6 volle in
orizzontale (6 colonne) e per 13 volte in verticale
(13 colonne) definendo la distanza Ira una
colonna c l'altra
2.2
Cancellazione
Edita - Cancella
Eliminazione delle colonne per fare spazio
delle colonne in più
all'ambicnlc interno al Tempio
3
Corpo Interno
3.1
Perimetro corpo interno
Disegna - Polilincu chiusa
Tracciamento del perimetro del corpo interno
(comando bidimensionale)
3.2
Estrusione perimetro
Disegna - Solidi • Estrudi
Estrusione del profilo definendo l'altezza del
corpo interno
4
Architravi
4.1
Architrave longitudinale
Disegna - Solidi - Parallelepipedo
Tracciamento del solido utilizzando la primitiva
Parallelepipedo, definendo la lunghezza dei lati e l'altezza
4.2
Posizionamento
Edita - Sposta ♦ OSnap
Posizionamento dell'oggetto in asse sulle colonne
del lato lungo e posizionamento sull'asse Z
4.3
Duplicazione dell'architrave
Edita - Specchio
Duplicazione dell'architrave sul lato opposto
4.4
Architrave trasversale
Disegna - Solidi - Parallelepipedo
Come il precedente
4.5
Posizionamento
Edita - Sposta + OSnap
Come il precedente
4.6
Duplicazione
Edita - Specchio
Come il precedente
5
Frontoni
5. 1
Impostazione variabile
Impostazione della variabile
L'impostazione della variabile di sistema che permette
UCSFOLLOW = | (da tastiera)
di posizionarsi automaticamente in una vista parallela
all* UCS (Sistema di Coordinate Utente)
5.2Posizionamento del piano
Strumenti
Rotazione del piano di lavoro XY prima di 90 gradi rispetto
parallelo al prospetto
UCS - ruota sull'asse X (90 gradi)
all'asse X, disponendosi lungo il prospetto longitudinale, c
UCS - ruota sull'asse Y (90 gradi)
poi di 90 gradi rispetloall'asse Y. disponendosi lungo il
il prospetto frontale (il punto di vista segue la rolazionc
sugli assi grazie alla variabile UCSFOLLOW)
5.3
Perimetro del Frontone
Disegna - Polilinea chiusa
Tracciamento del perimetro triangolare del frontone
5.3
Estrusione del perimetro
Disegna - Solidi • Estrudi
Estrusione del frontone definendone la profondili)
5.4
Posizionamento
Edita - Sposta ♦ Osnap
Posizionamento dell'oggetto in asse sulle colonne
prospetto
5.6
Ritorno alla vista piana
nel sistema globale
Strumenti - UCS Globale
Ritorno al sistema di coordinate globali (WCSI
5.7
Duplicazione
Edita - Specchio
Realizzazione del frontone posto sul lato opposto del
Tempio
6
C n p e r 1 u r a
6. 1
Identificazione del piano
Strumenti - UCS
Rolazionc del piano di lavoro in modo che corrisponda
parallelo al lato obliquo
Nuovo piano identificato da 3 punti
al piano inclinalo del tctlo del frisinone
6.2
Prima falda del tetto
Disegna - Solidi - Parallelepipedo
Tracciamento della falda usando la primitiva
Parallelepipedo
6.3
Ritorno alla vista piana
nel sistema globale
Strumenti - UCS Globale
Ritorno al sistema di coordinale globali (WCS)
6.4
Duplicazione della falda
Edita - Specchio
Realizzazione della seconda falda
6.5
Unione delle due falde
Edita - Booleano - Unisci
Unione delle due falde (operazione Booleana di Unione)
per farle diventare un unico oggetto
7
Base
7.1
Primo piano della Base
Disegna - Solidi - Parallelepipedo
Tracciamento del solido utilizzando la primitiva
Parallelepipedo, definendo la lunghezza dei lati c l'altezza
7.2
Altri piani della Buse
Disegna - Solidi - Parallelepipedo
Come il precedente
308
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Terminalo l'assemblaggio dei van
pezzi il progetto può considerarsi
finito, nel senso che si possono
produrre le varie viste, magari ar¬
ricchite dalla quotatura ed orga¬
nizzate in tavole da stampare o
plottare. necessarie a chi deve
poi materialmente realizzare
l'opera. Un prodotto CAD per¬
mette. ovviamente, di fare molto
di più, permette ad esempio di
creare delle Viste Realistiche del
progetto stesso, operazione che
passa attraverso la definizione dei
materiali Ih vediamo nella figurai
ed il posizionamento delle luci
composto da pochi elementi che si ripe¬
tono ed i comandi coinvolti sono pochi e
sono quelli fondamentali Sono quindi
presenti in tutti i prodotti di grafica tridi¬
mensionale. non solo in quelli più evoluti
L'esercizio può interessare non solo gli
appassionati di Arte o di Architettura ma
anche chi debba solo "studiare" l'argo¬
mento Tempio Greco e lo voglia fare in
un modo alternativo, che gli faccia capire
meglio alcuni aspetti e addirittura scoprir¬
ne degli altri.
Una volta realizzati i van componenti occorre affrontare il problema del loro as¬
semblaggio. operazione che si può eseguire zomando sul punto di incrocio tra i va¬
ri elementi in modo che non si lascino dei vuoti e non si creino sovrapposizioni Gli
elementi accostati con questo spostamento "millimetrico " possono essere saldati
anche con un'Unione, operazione di tipo booleano.
Oltre alle colonne, che come visto possono essere riprodotte in sene per
"clonazione", occorre inserire nel progetto una serie di altri elementi Sempli¬
ficando. occorre realizzare la base, con la scalinata, ottenuta con una sene di
parallelepipedi sovrapposti, il corpo centrale realizzabile con una sene di linee
luna polilineal di una data altezza, gli architravi, posti sopra le colonne, sia nel
senso frontale che laterale, i due frontoni ad andamento triangolare che ospi¬
tavano i bassorilievi di Fidia, e la copertura realizzata con due piani obliqui
Un file contenente un progetto, nel nostro caso il progetto di un edificio, può con¬
tenere anche altri elementi, non necessariamente riferibili all'edificio progettato
Ad esempio la colonna prototipo è stata inserita nel file, ma vive in un suo piano,
isolato dagli altri, in modo che possa essere facilmente esclusa dalle visualizzazioni
dell'edificio completo Iorganizzazione per Piami Altra forma di organizzazione in¬
terna e quella costituita dalle Viste In pratica una volta finito il progetto e predispo¬
sta una sua particolare modalità di visualizzazione le si può assegnare falla moda¬
lità di visualizzazioneI un nome, facilmente richiamabile all'occorrenza
Una volta realizzata la prima colonna, ovvero il prototipo della colonna Iche
abbiamo anche isolato in un suo pianoI. lo si può clonare n volte con il co¬
mando Serie, che permette di ripetere, nel nostro caso secondo una maglia
latta di righe e di colonne, un qualsiasi elemento di partenza I parametri ri¬
chiesti dal comando sono: numero di elementi frontali, numero di elementi
laterali e distanza Inei due sensiI tra gli elementi riprodotti. In questo caso
usiamo le misure rilevate dalla piantina originale
B 1 *
Oliai «l-Mrl «M Hi Stoini lA CI<*IQI«H ?l
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
309
a cura di Francesco Petroni
MS Word 97 come report generatori
5 esercizi
Word della Microsoft, il word processor oggi più utilizzato al mondo, dispone di
una serie di funzionalità molto evolute che ne permettono un uso differenziato,
adatto alle varie tipologie di documento: dalla semplice lettera al complesso
documento composto, dalla brochure alla pagina HTML.
Ora, con la versione 97, Word è stato enormemente migliorato nella sezione
macro con l’introduzione del Visual Basic for Application 5.0, potente strumento
di sviluppo che consente sia personalizzazioni spinte dell’ambiente, sia la
realizzazione di vere e proprie procedure che si appoggiano su documenti Word.
Vogliamo esplorare alcune strade che si aprono quando si utilizzano le procedure
tipiche di accesso ai dati, disponibili in VBA, ed in particolare la possibilità di
usare gli oggetti DAO, utili per riversare i dati stessi sulle pagine dei documenti
Word. Alcune di queste strade, ad esempio la produzione di lettere in serie, erano
praticabili un tempo con la funzionalità Mail Merge.
Il Mail Merge
Una delle funzionalità classiche ri¬
chieste ad un word processor è quella
che si chiama Mail Merge (mal tradot¬
to in "stampa unione") e che consiste
nella produzione di varie copie di una
stessa lettera, in cui ci sono elementi
fissi e elementi che variano che ven¬
gono letti via via da un database.
Insomma da una parte c’è un data¬
base, che mette a disposizione una ta¬
bella o una query, dall'altra una lettera
tipo, composta da frasi fisse, scritte
normalmente, e da elementi codificati,
in pratica dei "segnaposto", che rap¬
presentano la posizione del campo nel
documento stesso (figura 1).
Nel corso delle versioni di Word
(1.0, 1.1. 2.0, 6.0, 7.0 per Windows
95, ed infine 8.0 detta anche Word 97)
sono state via via migliorate le sue
funzionalità di Mail Merge Ad esem¬
pio ora è possibile inserire nel docu¬
mento elementi derivati:
nuovi campi ottenuti da calco¬
li sui dati del database
elementi condizionali, che
vengono inseriti o meno a seconda del
verificarsi di una certa condizione.
E' anche possibile inserire delle con¬
dizioni a monte, con le quali seleziona¬
re i record da portare nei documenti.
Insomma quando viene utilizzato nel
modo più spinto, il Mail Merge diventa
un vero e proprio strumento di pro¬
grammazione.
Dal punto di vista dell’operatore,
quando viene lanciata la funzionalità
Mail Merge appare una finestra nella
quale vanno indicate sostanzialmente
due cose, quale sia il documento tipo
(che Word chiama documento princi¬
pale) e quali sono i dati da associare al
documento (origine dati)
Come motore di acquisizione dei da¬
ti viene usato l’ottimo MS Query, ac¬
cessorio generalizzato (nel senso che
"pesca" qualsiasi tipo di database e
che può essere richiamato come ser¬
vizio da qualsiasi applicazione clienti
che consente di creare al volo delle
query, anche molto complesse, il cui
risultato viene poi proposto diretta-
mente in Word per facilitare la prepa¬
razione del documento principale.
In pratica l’ambiente Word si arric¬
chisce di una barra di strumenti che
mostra campi, istruzioni per la pro¬
grammazione del Mail Merge, funzioni
di debug, ecc. (lo vediamo ancora in fi¬
gura 1).
Una volta definito il documento di
310
MCmicrocomputer n. 182 - Marzo 1998
tv».. vuuàzio Ifatnut fflrmflto SmvArtl Iatola fQAtfro ; -Iffl X:
Da#Haar r<f ••■ t« iqsi^eii o
- T«.».l«n .,0 . Q / a »»!■ E5g» Q
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|Rivotg«i*i aU« don iMQuranJ
0« | AmAo
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f*T iti UT
11 *
Figura I - MS Word 97 -
Mail Merge
Un documento, scritto con
un moderno word proces¬
sor, può contenere dati let¬
ti direttamente da un data¬
base Tradizionalmente di
questo compito si occupa¬
no le funzionalità Mail
Merge lmalamente tradot¬
to in "stampa unione"),
che. con l'evolversi del
prodotti, sono state via via
migliorate fino a permette¬
re una vera e propria ela¬
borazione, con possibilità
di inserire anche delle con¬
dizioni, sia per selezionare
i record da stampare, sia
per modificare il contenuto
del documento al verificar¬
si di certe condizioni sui
dati
Figura 2 - MS Word 97
come report generator -
La macro in azione.
Iniziamo con una macro,
da lanciare quando si ini¬
zia a lavorare su un nuo¬
vo documento, e che ser¬
ve per impostare tutte le
sue caratteristiche di im-
paginazione Al lancio
della macro appare una
UserForm Icosi la chiama
il VBA) nella quale abbia¬
mo inserito una serie di
TextBox da riempire, nel¬
le quali si possono impo¬
stare i margini della pagi¬
na, i vari titoli, le intesta¬
zioni, ecc, insomma tut¬
te le caratteristiche gene¬
rali del documento In
uscita dalla form I valori
digitati nelle box vengono
riportati sul documento ,
IV».. t™*»' r»-«o
»"“■* t** 'W*™ t xiali
orfu «a; r,<t
a* anta» 4 si a 0
j tarmato « »m*t N**»P.cm«n • IO
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L • 1 • 1 •*•••>• • •
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Questo-è il Titolo del-Documento^ _
TITOLO | o»oiiim*io«w»<r
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A
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partenza ed impostata la selezione, si
può lanciare la procedura di stampa
che legge via via i record del database,
confeziona la singola lettera e la stam¬
pa.
Un’alternativa molto comoda è quel¬
la che consente di produrre, invece
che direttamente la stampa, un nuovo
documento con tante pagine, una per
ogni lettera. Utile nel caso in cui si
rendano indispensabili successivi in¬
terventi sulle varie lettere prima della
stampa definitiva
E se lo facessimo
con il VBA?
Ora che è possibile programmare le
macro di Word con il VBA si aprono in¬
vitanti alternative alle varie funzionalità
più evolute.
Ad esempio tutte le impostazioni ge¬
nerali del documento possono essere
settate con una procedura che le chie¬
de, e le controlla, in una specifica
UserForm.
Oppure il Mail Merge può essere va¬
lidamente sostituito da una procedura
che accede direttamente al database e
riporta sul documento i campi. Significa
che un documento Word può essere
riempito di dati letti da un database
usando la programmazione degli ogget¬
ti DAO.
I nostri esercizi, tutti escluso il primo,
sono di questo tipo.
Nel primo esercizio, mostrato nelle fi¬
gure 2 e 3, mostriamo come creare una
UserForm (è il nome che il Visual Basic
assegna alle dialog box), nelle quale in¬
serire i quattro valori dei margini ed un
titolo per un nuovo documento. Il lista¬
to iniziale è semplicissimo, in quanto
prevede un'unica istruzione (non si ve¬
de nella figura) che serve per far appari¬
re la Form (che noi abbiamo chiamato
UF)
US.SHOW
II "grosso" del codice viene eseguito
al clic sul pulsante. Il codice è stato, ov¬
viamente, inizialmente trascritto dal re¬
gistratore. Quindi per cercare le istru¬
zioni VBA che servono per impostare i
margini della pagina, basta accendere il
registratore, impostare, a mano, i mar¬
gini stessi (ad esempio con i valori 3, 4,
5, 6) e poi spegnere il registratore. Poi
basta sostituire, nel codice così ottenu¬
to, i valori 3, 4, 5 e 6 con i valori presi
dalle quattro caselle di testo.
Come faremmo
senza il registratore!!!
La sintassi dei comandi VBA, specifi¬
ci di Word, non è del tutto intuitiva, so¬
prattutto per la complessità del suo
modello ad oggetti che prevede una
gerarchia molto spinta.
Non vogliamo assolutamente entrare
nel merito, in quanto riteniamo che,
perlomeno all'inizio, sia sufficiente sa¬
per usare il registratore per trascrivere
le istruzioni necessarie alla macro e sa-
Box 1
Selection.TypeText Text:="Ciao"
Selection.TypeParagraph
Selection.InsertBreak Type:=wdPageBreak
Act i veDocument.Tables.Add Range:=Selection.Range,
NiunRows:=3. NumColumns :-3
Selection .MoveRight Uniti =wdCell
scrive la parola “Ciao"
inserisce una “andata a capo"
inserisce un salto pagina
inserisce una tabella 3 per 3
in una tabella passa alla cella successiva
MCmicrocomputer n. 182 - Marzo 1998
311
per lavorare di "forbici" per togliere le
istruzioni di troppo.
Le istruzioni possono essere divise
in due grosse categorie, quelle che ri¬
guardano il contenuto del documento
ed i movimenti nel documento (poche)
e quelle che riguardano la sua estetica
(numerosissime). Ci interessano so¬
prattutto le prime Ne vediamo un pic¬
colo campionario nel box 1 .
Mischiando queste poche istruzioni,
nel caso non le si ricordassero si pos¬
sono registrare in pochi secondi, con
istruzioni di accesso ai dati, ad esem¬
pio con le istruzioni che maneggiano
oggetti DAO, è possibile creare docu¬
menti pieni di dati, oppure delle liste,
oppure dei tabulati, oppure dei docu¬
menti misti, non realizzabili con il ge¬
neratore di report presente nel prodot¬
to database
r—o >pB frtug Iw FQana l «Iti»
w a-o ex
■ » H .* *
na pi
I* 1 zi 1°*“ zJ
Private Sub Cl ClickO “
- « -*»™*
W*.th ActiveDocuMnt.FageSetup
- a '">w«t«swoi)
.Orientation - wdOrtentPortrait
- n Nota* word Gggrit
. TopHargir. - Cent laeteraToRomt* (SUR)
TT»aCoa
Po*. t.-rHergin • Cent ìneteiiToPoint* ( INf
a «a Rcx.
.LettRergin - CentinatersToPointi(SIN)
aO
.PightHargin - CentisatertToPoints(DESI
e ti*wi
.PeqeHidth • Cent iwtersToPointe (2 1 (
FageHeigbt - CentinetersToPoints(29.7)
• l o lewr«i
tnd Pith
•i ia
Selactioa.TypeText Taxt:-TXT
Selection.TypeParagreph
Teiect ton. McoBcKey L'mt :-edStory
C1 CcMandbunon j*J
Salace lon. Inditey Onit:-edLlne. Extend:-vdCxtei
«fabrixo
Sa lact lon. Pont .Naa - "ir lai*
Selectìon.font.Site • Zi
Salaciton.font.Bold - edToggle
kcriaec
Salactlon. ParagrapbPorMt.Alignaent - wdAlignl
kAtétn
Selection. EndJtey Unii :-edStory
«Co*. □ tMOOOOO
Selactlon.TypeParaqraph
1 *•**»*.
or. tolda
-****' <*
End Sub
■iU ìT
Figura 3 - MS Word 97
come repori generator -
Il listalo VBA 5 0
La sintassi di una ma-
ero. scritta in VBA per
lavorare con un docu¬
mento Word, contiene
istruzioni in VB 'liscio"
ed istruzioni, specifiche
di Word, che agiscono
sul documento stesso
Poiché si tratta di istru¬
zioni non intuitive, diffi¬
cili da ricordare e da tro¬
vare nei manuali, il si¬
stema piu produttivo
per scrivere Questi brani
di codice consiste nell’utilizzare il registratore di macro. In pratica si accende il registratore, poi si ese¬
gue a mano il comando che si vuole tradurre in macro, e poi, una volta spento il registratore, si modifi¬
ca a mano il codice prodotto, anche per eliminare le parti non indispensabili che il registratore tende ad
inserire
Box 2
Leggere i dati con DAO
e scriverli nel
documento Word
Set DO = OpenDatabase(DATI)
Set RR = DD.OpenRecordsetCPERSONE")
Do While noi RR Eof
Selectìon TypeText Text:=RR'COGNOME
Seleclion.TypeParagraph
RR MoveNexl
Loop
' apertura oggetto database
' apertura oggetto recordset
' routine di scorrimento
' scnttura del cognome
a capo
' skip al record successivo
1 chiusura del ciclo
Il primo esercizio prevede tre figure,
la prima e l’ultima mostrano due listati
riferiti a due macro (Macroi e Macro2),
la seconda mostra il documento crea¬
to, dal nulla, con la seconda delle due
macro.
Figura 4 - MS Word 97 come report generator -
Una tabella semplice - Listato
Questa macro esegue un’interrogazione sul data¬
base e con il recordset risultante produce una
semplice tabella Le istruzioni di accesso ai dati
utilizzano gli oggetti DAO. mentre le istruzioni per
scrivere nel documento le abbiamo "rimediate"
accendendo il registratore ed eseguendo le ope¬
razioni di scrittura ISelection TypeText Textl e
quelle di passaggio da una casella alla successiva
ISelection Move Flight Unii =wdCell)
Si tratta di due variazioni sul tema
accennato prima, si crea un recordset
DAO, lo si scorre leggendo i campi di
interesse che poi si riportano nel docu¬
mento.
Ad esempio se il database si chia¬
masse dati, la tabella di interesse si
chiamasse persone ed un suo campo
si chiamasse cognome, per avere
l’elenco di tutti i cognomi della tabella
basteranno sette istruzioni come
nell'esempio in box 2.
Questo è il codice "minimo indi¬
spensabile”, dal quale si può partire
per qualsiasi tipo di elaborazione
Ad esempio la Macroi, di cui però
non mostriamo l’output, visualizza tre
campi e li sistema in una tabella Word.
La Macro2, invece, si occupa anche
dell’organizzazione dei dati riprodotti
Figura 5 - MS Word 97 come report generator -
Una tabella un po ' complessa
Ouesro è il risultato da raggiungere con il prossi¬
mo esercizio Si tratta di uria tabella non ottenibile
con un semplice Mail Merge, in quanto utilizza le
proprie righe e colonne per eseguire una sorta di
raggruppamento La cella di sinistra contiene il
nome di una città, quella di mezzo le qualifiche
presenti in quella citta e quella di destra, su più ri¬
ghe. cognomi riferibili a quella città e qualifica
. tf WffW* Q
=T
Sub lucro» <l
Set dd • opendat «base ( 'c:\cor »ovt>a\dat t •■db")
• • "salact citta.quali*tea.coq n ow a froa» prnon
a • a ♦ • ordar by citta, qual itica.cognoae"
Sai rt - dd.OpenPecocdset(a, 9»
Salactlon.TypeParagcapb
ActiveDocu»ent.Tables.Add _
Pange:-Salactlon.Panqe. Nim»o»s:-1, NmCoIu
Do Uhi la Not rr.KOf(1
Salaction.TypaTait Tanti-rr'citta
Selection.iovePigbt Onitt-adCell
Salactlon,TypeText Text:-cc'qualitica
Selectìon.SovePlght Umtr-adCell
Salactton.TypeText Textt-ct'coqnoae
Selection.RovaPight Umt:-wdCell
er.BoveNext
Loop
Selection.EodXey Onltt-vdStory
Salactlon.Hoaetey Onitx-vd3tory
End Sub
^aurine Inserì» Pgrea» Stimmi
Dcsuaar • a* a^tai
• • o ' « «■■ ■ li e IX* lo-
1 a «t Rj « 0
' i • ■• . « • it
J
TEBT-
■minine*-
'COIWIESSO-
COGNOMI-
SFURI
BONETTI
CESARI
GUGLIELMI
ZELOTTI
DIRIGENTE
BELLEI
CORSINI
FONTANA
FRANZINI
GAIETTI
GIULIANI
RONDE LLI
STANZANI
VENTURI
FUNZIONARIO
ÉERNINI
BLU
EBANO
FONTANA
J
312
MCmicrocomputer n. 182 - Marzo 1998
Figura 6 ■ MS Word 97
come tepori generalor -
Una labella un po' com¬
plessa ■ Listalo
Per generare il raggrup¬
pamento sulle città e
sulle quahhche abbiamo
utilizzato tre cicli Do
While Loop II primo
scorre lutti i record, il
secondo scorre la singo¬
la città, il terzo la Qualifi¬
ca Il ciclo interno, quel¬
lo sulla qualifica, serve
per scrivere l'elenco dei ,
cognomi di quella quali¬
fica, quello esterno ser¬
ve per trovare la nuova città e scriverla nelle
celle della prima colonna e cosi via. Altre istru¬
zioni servono per gestire il corretto passaggio
da una cella all'altra e da una riga all'altra, senza
scrivere righe a vuoto
I«* Itactoio
M< aa - cp*no»i«i)a»« |-ct\coi»ovi>«',tai i ,i»*i-i
• • • • * oiatai by Giiu.gMiilici.coguH*
Mi fi • dd.OpanPaconlaat <•, «i
»« Uct lon. TypaFaiagcapà
ACllvabociMBl.TMlaa.AM _
lanjai-9al.olloo.Sano., Nia*oaa,*l. Wolrnfl
0« nilt NOI (I.IOflI
* fi «ornai Salaci lon.TypaTaat Taati-bl
Baiacilon. PovoRight Unin-MCall
ta Nula »l * 11 «olila
U - rr 'qualificai Solaci io». lypaTa.t Taali-U
Salaci lon. Uova* igni Vnn :-•*£*! 1
Se Voi la U • fi 'qualifica
Salaccio*.TypaTaat Tait i*n cogno**
Jf II.«Of Tftaii liti SO
Il W - il'qualifica Than SalacitOD.TypaPaiagiaio
lOO|l
Sa taci io». Rovai tulli Onici••«Cali
ir ri.ior man t«u i*a
If ai • ir 'citia mai, Salaoi lon.NovaSiohi DincaaCill
salaciion.Inoray Oatli-aOSlc
-My vnii.-ansioiy
if 1
Box 3
Set DD ^
Set RR :
Do Whil,
OpenDatabase(DATI)
DD.OpenRecordset("PERSONE*)
not RR.Eo£
Mail Merge
da un file testuale
Il funzionamento dell'esercizio suc¬
cessivo è evidenziato dalla figura 7,
che mostra in primo piano un file te¬
stuale puro, visto nel blocco note di
Windows, organizzato in righe (un re¬
cord occupa sei righe) ed in secondo
piano la sua trasposizione nel docu¬
mento Word
Il documento contiene alcune frasi
' apertura oggetto database
' apertura oggetto recordset
1 routine di scorrimento
sul documento Word, Li ordina per se¬
de, per qualifica e per cognome e poi li
riporta in una tabella che li mostra in¬
colonnati secondo gli stessi tre campi
In questo caso la routine di scorri¬
mento classica viene suddivisa in tre
cicli Do While... Loop annidati che ser¬
vono per organizzare non tanto i dati
(che già arrivano in ordine) quanto la
tabella.
Altre piccole precauzioni vanno pre¬
se per evitare righe inutili, ad esempio
non bisogna inserire un paragrafo vuo-
Figura 7 - MS Word 97 come report generator -
Un MaiI Merge autarchico
Abbiamo un file testuale puro, in primo piano nel¬
la figura, che riporta dei record su righe successi¬
ve lad ogni record sono destinate sei righe!. Il file
viene letto, grazie ad una semplice e tradizionale
Iesisteva anche nei primi Basic) routine di lettura
di file sequenziale, ed ogni record viene utilizzato
per creare una lettera Iche vediamo in secondo
piano! che contiene campi letti, campi calcolati ed
una frase che varia a seconda del risultato di un
calcolo
Seleccion.TypeText Text :=RR!COGNOME
Selection.TypeParagraph
RR.MoveNext
Loop
to quando sono terminati i cognomi di
una stessa qualifica.
Analizziamo il risultato in figura 5 ed
il listato in figura 6. Precisiamo che la
nostra tabella persone contiene 500 re¬
cord per cui le pagine prodotte con ta¬
le impaginazione sono una decina.
Ce la siamo cavata con appena una
ventina di righe di programma, e que¬
sto, guardando anche l'efficacia del ri¬
sultato, la dice lunga sulle potenzialità
di questi nuovi strumenti di program¬
mazione.
E’ chiaro, infine, che il contenuto del
documento può variare facilmente va¬
riando la query che produce i dati, al li¬
mite lo si può fare dinamicamente, in
fase di apertura del documento, facen¬
dosi aiutare da una UserForm nella
quale impostare e scegliere opzioni.
1 scrittura del cognome
1 a capo
' skip al record successivo
' chiusura del ciclo
uguali in tutti i documenti, alcuni cam¬
pi letti dal file testuale, alcune espres¬
sioni calcolate sulla base di elaborazio¬
ni, matematiche o logiche, eseguite
sui dati letti.
Nel listato, visibile al gran completo in
figura 8, si possono notare varie cose.
Figura 8 - MS Word 97 come report generator
Un Mail Merge autarchico - Listato.
Come si evince dal listato, le parti fisse dei docu¬
mento sono state memorizzate in una matrice di
stringhe I due numeri presenti nel file testuale
rappresentano un dare ed un avere. A seconda del
fatto che ci sia un saldo ed a seconda del suo se¬
gno, viene mandato uno specilico messaggio. Ad
esempio viene segnalato un debito se il saldo è
minore di 0. altrimenti viene segnalato un credito
Se le due cifre corrispondono il messaggio segna¬
la che non risultano pendenze né da una parte né
dall’altra
Ma II, M. Mi M, M, N, ria»
lUfialll
kulila
•ei\e#i*aa*ai«au.iM- » . i.*u< u «i
t»« *.iì« »• ioni»
lift# Itami fi. Mt lift# fi, Ni Lio# Input «I, Pi
Um Inpu. fi. Mi Un# l)«ut fi. Mi Um lupvi fi. Mi M • M Ni Catuaa
la#»
fio»*
In4 «ita
3 mi Iniiiali
fili • -lima», "i fin • "la inviano anno il ru> influii* *
rii» • ’. il i#*mc«*ii# mini** alla »»» piani», ■. «macoli» *
ri«» • "Mi* Uia |’I F(l» • "Arai# In» i"
rifi • -Il tabu* a pan a in* i*i FiTl . -Il inaila » pan a Un i*
ri»| • -Oan muli »»e p*na«an -| liti • -fi inviano aiiunti lai oli'
II
i B*l*«uan.Ty»*raia9n»M talamo*. Ty»*rai»*i*eo
tal#ma*.Typ*T*n Ta.li. Fili .
lalamaa.TypaTait TMicFUi •
Salacua*.TypaTut Imi-' - . FUI a U • -|“t BaI*cua*.rrp*Fai*«i*pl>
Salactlsn.TypaTni Tnt.-F<«> a v*Ta* « Fornati»!, *f.f#<r>: maniaci. Ty?» lai ogni*
mainaci.Typ«T»«i TntnFISI a v*Tab • Fona»(PI. -f.ffO-n m.cuaci.T»*»..,,«*!*
lalaci fan NT
Caia la i 0
Salaccim.TypaTDt TaxlnFlfl • vota* » Fonati Api (RI). *f.ffO“l
fan 0
Salacttoa.TypaTui TaatnFifi
Cai» li » 0
talamo*.TyprTrit Taci-FUl » vpTab » Fonai(Afa(PTi. *f.#»0*»
Imi tallii
tal ai u o*.ryp«> ai ayi ape,: taire n aoTypa lai aaiap*
talami*.TyyaTnt Tun-Fl»l) talamo*. InaaitSnaH Ty»*>-vtlajalna*
MCmicrocomputer n. 182 - Marzo 1998
313
Innanzitutto la routine classica di let¬
tura di file sequenziali, che il VBA ha
ereditato dai primi Basic di venti e pas¬
sa anni fa (box 3).
Da precisare il fatto che nel nostro
caso, poiché negli indirizzi ci sono delle
virgole (che potrebbero essere inter¬
pretate come caratteri separatori di
campo), sarebbe preferibile usare
l'istruzione Line Input.
Altra considerazione riguarda il fatto
che l'istruzione Input esegue anche un
passaggio al record successivo, per cui
non esiste un'istruzione del tipo Move-
Next, necessaria invece in un codice
DAO.
Insomma VBA può leggere, con la
stessa facilità, sia database strutturati,
ad esempio quelli in formato Access,
sia dei file testuali sequenziali "vulga-
ris".
•3 E* BadfKa *uafau tnmka Fgratfo ? nmt Ubala FfcMtja J__ -IffJ *1
ogsb «a? > p 0
• **• 10 • G / S §»!■ 1=!=*»
QUERY Query€ - Statistica
QUERY SELECT DISTINCTROW QUALIFICHE QDESCRIAS QUALÌFICA.
Cou ni (PERSONE COGNOME) AS NUMERO. Sum(PERSONE IMPORTO) AS TOTALI FROM
QUALIFICHE INNER JOIN PERSONE ON QUALIFICHE QCOOOUA» PERSONE C00QUA
GROUP BY QUALIFICHE QOESCRl.
COMMESSO
WHI5ENTE-
~57“
—XS97TTOH
FUNZIONARIO
ÌMPIECXTOT
TT
30781 ICO*
—vusim
IMPIEGATO II
72
325)011»
OPERAIO 1
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106
51“
471S55ÙCM
Jfl65(>00df
snrcT ot5Tiw:n»ow
QU*UT»0« .QDCSOU A5 QUALIFICA,
Co«*HPCR5C** .CO®#»*) AS
HKHO, S^KPWSCNf WPOP TO) AS
lOTAil
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PCP50NE ON QUALIFICX.OCCOQUA -
PCPSONE CCOQUA
•3JOJP BV QUALIFICHE.QCC3CRI;
■s
3
*.i ari
—
irinsrs¥uì
Figura 9 - MS Word 97
come report generator -
Scelta e lancio di una
query - La lorm
Usiamo Word come un
generatore di report Ab
biamo un lite Access Ide-
sinenza MDBI che con¬
tiene una sene di query
lOueryl, Ouery2, ecc I il
cui contenuto deve esse¬
re stampato con Word
Ebbene, la macro di
Word propone, in una
box, l’elenco delle query.
e ne mostra anche
l'istruzione SOL sotto
stante Una volta scelta
la query desiderata,
uscendo dalla UserForm,
il nome della query. il co
mando SOL ed i dati ge¬
nerati dalI'SQL vengono
nprodow sul documento
Per stampare le query
presenti in un
database Access
Un database realizzato con Access
contiene una serie di oggetti. Innanzi¬
tutto le tabelle, che sono gli unici og¬
getti che contengono i dati. Poi ci sono
Box 4
Set DD = OpenDatabase(DATI)
NQ * DD.QueryDefs.Count-1
Por I = 0 TO NQ
CI * DD.QueryDefs(Il.Name
C2 « DD.QueryDefs(I).SQL
Select ion. TypeText Text:=Cl & C2
Se1ection.TypeParagraph
Next
' apertura oggetto database
' numero delle query presenti
' scorrimento dalla prima all'ultima
' proprietà nome della query numero I
' proprietà SQL della query numero I
' scrittura delle due proprietà
' a capo
' alla query successiva
Figura IO - MS Word 97 come report genera-
tor - Scelta e lancio di una query
L editor delle macro dispone di un comando
con il quale si inserisce una UserForm nell'ap¬
plicazione Si disegna il suo aspetto, impo¬
stando le caratteristiche della lorm ed inse¬
rendovi i vari componenti, e si programmano i
suoi oggetti Per farla apparire il comando,
che va eseguito quindi dall'esterno rispetto al¬
la lorm, è NomeForm.Shon Per chiuderla il
comando è NorneForm.Hide
le query che sono delle interrogazioni
sulle tabelle, memorizzate come istru¬
zioni SQL. che non contengono dati
perché vengono rieseguite nel mo¬
mento in cui sono richiamate, Una
query può avere un qualsiasi livello di
complessità, in quanto può aggregare
dati da più tabelle, può eseguire calco¬
li, ordinamenti, raggruppamenti, ecc.
Il problema è questo: è possibile leg-
Figura 11 - MS Word 97 come report genera-
tor - Scelta e lancio di una query ■ Il listato
La Macro2 serve per riempire la ListBox con
l'elenco delle query memorizzate all'interno
del database Access Utilizziamo gli oggetti
DAO Ira i quali c'è quello che contiene la colle
zione di query OueryDels La sua proprietà
count ci dice quante sono Ile query). per ognu¬
na delle quali vediamo il nome ed il comando
SOL, ovvero leggiamo due delle proprietà della
singola query
ln«n sub U CUek()
TI - USILI.LlstlndeH)
.te Sub
(Ctlon.TypeText Text! -"OUtPY - « LI
tlon.TypePaiaQiaph
ctloo.TypeText Text:-"QUEST * « Ttln(Tl)
et lori. Type Fai agi aph
P 2 • DD.OpenPecocdaet (Tl)
UM
P2.rield3.Count - 1
vtPocuaent. Tati les. Add Panget-Selectlon.Pange, Ih
fiale Hot P2.E0F
X • 0 To P2. ridda. Count - 1
’ : : lection.TypeText Texti-P2.riaIda{I)
I <• UT Iì»en Selectlon.HovePight Uniti-vdCell
X
Fatimi© Qctexj L"tM Sbatterti r***». »
. H .12 g
d
zi
Sub Beccolo ‘
Set DD - opendatebaae("cncocaovba\dati.adb")
ActlveDocuaent.Teblee.Add Pangr:-Selectlon.Pnnge, BUaPo<
Fot I - 0 To DD.QuetyDefa.Count - 1
Selectlon.TypeText Text: -DD.QuetyDefe(I) .Bue
Selectlon.HovePight Uniti«odCell
Selectlon.TypeText Text:-DD.QuecyDefi(I|.SQL
Selectlon.TYpeBachspace
Xf I < DD.OuecyOefa.Count - 1 Tben
Selectlon.HovePigbt Uniti-«dCell
End XC
Beat I
Selectlon.HoveDoun Uniti-odline, Counti-1
End Sub _
Sub Itaci"? ( )
UT.LI.Clese
Set DD • apendatabaae ("c: \couovba\dati . adb" )
Toc I - 0 To DD.QutcyDefs.Count • 1
OT. LI.Addite* DD.QuetyDefa(X).Base
R3(X) - DC>. QuetyPef » (I). SQL
Bext X
UT.Sho»
314
MCmicrocomputer n. 182 - Marzo 1998
Figura 12 - MS Word 97
come tepori generator -
Catalogo d'arte.
Vi proponiamo un 'altra
tabella che. oltre a mo¬
strare i campi altanume-
rici, ponendoli nelle cel¬
le di sinistra, carica un
file grafico nelle celle di
destra. Il nome del file
grafico è presente co¬
me campo nella tabella
che si sta leggendo. Da
notare come la lettura di
dati dal database trovi
nella tabella di Word
l'oggetto più adatto alla
loro visualizzazione.
^ iflxj
Cfc *■»*• t—roo fon» gnanm IKal. fqxoi I -Ul»l
d s* a a a r *<?■-- g
Bonari -IO • G / S * ■ ■ ■ 1= E * * n Q •
T 8
TITOLO :
BKMHrri sui-» spiaceli di twwviiìx
D l1149
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p. » i " ' • . Il > U N 65* W * 1 0
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JlBwwaM)
3
Sul Racxoli)
Ma OD A» Databasi. RJ> A» Pccotdsit
Si». DO - opindatabafc C*4: \tei(Soffice", Tiui, Tiu»,
Si' W - DI).opiniecoiditti"qualn", dbopcnsnapshot)
ActlvtDocuacnt.Tablei.Add Pangi:•Scltccion.P
Do Uhi le Mot PP.COP
CI - ’AirniPI l- i W ASTIO
C2 • "TITOLO I- * «ITITO
CJ - “Amo I- 4 PP 1 ANNO
C4 - "RUMO i" 4 PP'LUOO
C5 • “RISSI** i" 4 PP'DIHi
■f • "Di\*Mt*\OITICZ\" & PP'RORC a -.BRP-
3«l«ction.Typ*Text Ttxti-Cli Silicuon. Typ« I ac agi aph
Silcction.TYpiTixt Tinti>C2i Silicuon.TypsPacaorapIi
Stlecuon.TypeTevt Tinti -CI: Scliction.iypiraiaytapit
Siliction.TypiTent TWCti-C4i Siliction.TypiPaiaflraph
Stlictlon.TypvTixt Tinti>CS
Jilicuoo.RovePlgbt Unii:ili
Silictloo.InllniShapis.AddPlctuti niiiaai:>RP
3rlietion.HoviPlght Uniti•vdCiil
PP.RoveRint
Loop
tnd Sub
fc*4l—J
2?
Figura 13 ■ MS Word
97 come tepori genera¬
tor - Catalogo d'arte -
Listato
Anche le istruzioni ne¬
cessarie al caricamento
del file grafico possono
essere desunte da una
macro registrata In
mancanza del registra¬
tore trovare il comando
corrispondente lad
esempio nel nostro ca¬
so Quello che serve per
leggere il file graficoI
diventa una tragedia,
vuoi per la complessità
del comando, vuoi per
l'insufficienza della do¬
cumentazione relativa¬
mente ai comandi ma¬
cro VBA
gere l’elenco delle query presenti in
database MDB, e poi è possibile ese¬
guirle? E con quale strumento?
La risposta è positiva in quanto tra gli
oggetti DAO ci sono anche tutti gli og¬
getti "internai” di un database Access,
memorizzati nelle sue tabelle di siste¬
ma, Per elencare tutte le query e per
leggerne il codice SQL. la routine DAO
è visibile nel 4.
Il programma che vi proponiamo si
può dividere in due tempi.
Nel primo tempo (Macro2 listata in fi¬
gura 11) viene visualizzata una
UserForm che contiene una ListBox ed
una TextBox. Nella lista mostriamo
l’elenco delle query ottenuto con la
routine prima descritta. Scegliendo una
riga, ovvero una query, dalla lista, fac¬
ciamo apparire la corrispondente istru¬
zione SQL nella TextBox.
Occorre conoscere le caratteristiche
delle ListBox di VisualBasic che posso¬
no essere caricate con il metodo Addl-
tem, ed i cui item, una volta caricati,
sono anche identificabili attraverso un
numero progressivo (proprietà Listi¬
tene. Se si sceglie, ad esempio, la ter¬
za query possiamo sapere quale è il
suo progressivo che corrisponde an¬
che a quello della Collection Query-
Defsl).
Il secondo tempo (Sub P1_Click() di
figura 10) è quello che viene eseguito
quando si fa clic sul pulsante OK della
UserForm (che vediamo in figura 9,
mentre nelle figure 10 ed 11 vediamo i
listati corrispondenti ai due tempi).
Viene prodotto un nuovo documento
che visualizza tre cose: il nome della
query, la sua istruzione SQL, e, in una
tabella, il suo contenuto.
Il numero dei campi di una generica
query, necessario in pratica per deter¬
minare quante colonne ha la tabella da
produrre, può essere desunto utilizzan¬
do la Collection FieldsO, le cui proprietà
ed il cui comportamento sono del tutto
analoghi a quelli visti per la Collection
QueryDefsO.
Attenzione nella figura 11 c'è anche
la Macroi, di cui non vediamo l’effetto,
che produce una tabella Word con
l'elenco delle query (nome e SQL) pre¬
senti in un dato database.
Catalogo grafico
Chiudiamo proponendovi un'ultima
variazione sul tema DAO.
Box 5
In questo caso nel nostro database
c’è una tabella quadri, che contiene
informazioni relative a certe opere, e
contiene anche il nome di un file Bit-
Map, con la riproduzione del quadro
stesso. La novità consiste nell’utilizza-
re il comando macro, al solito per evi¬
tare di scriverlo lo ricaviamo da una re¬
gistrazione, che corrisponde al coman¬
do inserisci immagine, presente nel
menu di Word (box 5).
Il resto non differisce dagli esercizi
precedenti. Usiamo una tabella di
Word, con due colonne. In quella di si¬
nistra mettiamo i campi alfanumerici,
su più righe, ed in quella di destra le ri¬
produzioni. In figura 12 l’effetto finale
e nella 13 il listato, come al solito, rea¬
lizzato con l’ausilio del registratore di
macro.
Conclusioni
Abbiamo sfruttato una delle tante si¬
nergie possibili tra le varie applicazioni
Office Compatible e VBA Compatible
ed i vari strumenti in esse disponibili,
primo tra tutti la programmazione degli
oggetti DAO per l’accesso ai database
Abbiamo usato Word, che è lo stru¬
mento più lontano dalla logica del pro¬
grammatore, in quanto ì suoi oggetti,
documenti, pagine, ecc., non hanno nul¬
la di strutturato, proprio per dimostrare
le potenzialità di queste nuove possibili
sinergie.
MS
nf = "c:\dati\B & RRlNomg u ".BMP* 1 nome del BitMap nel campo Nomg
Selection.InlineShapes.AddPicture FileName: =NF 1 comando di inserimento Immagine
MCmicrocomputer n. 182 - Marzo 1998
315
di Claudio Petroni e Luigi Sandulli
MS SNA Server
il componente MS BackOffice
per l'accesso ai grossi sistemi
Man mano che il numero di PC collegati in rete è aumentato, la loro
importanza nei sistemi informativi aziendali è cresciuta sino a fargli giocare
un ruolo critico nel funzionamento del sistema di automazione a livello
“Enterprise”. I cosiddetti “Legacy System” (i sistemi esistenti, per esempio le
grandi applicazioni Cobol che girano sui mainframe, inamovibili per ragioni di
operatività, economicità, sicurezza, ecc.) gestiscono la maggior parte dei dati
che sono strettamente legati all’operatività aziendale: qualcuno ha calcolato
che circa 1*80% di tutte le informazioni disponibili su computer è accessibile
solo attraverso reti IBM SNA (System Network Architecture).
prima parte
Che cos’è quindi SNA?
E' un'architettura, sviluppata dalla
IBM, per definire una cornice nella qua¬
le collocare il networking tra i mainfra¬
me, i midrange e i personal computer.
In SNA sono definiti sia i protocolli di
comunicazione che il formato dei mes¬
saggi per lo scambio e per la gestione
dei dati su una rete IBM ortodossa.
Ritorniamo a noi. Se l’80% delle
informazioni è gestita in architetture
SNA. è evidente l'importanza che assu¬
me la disponibilità di accesso, tramite
PC e tramite gli strumenti software
"desktop", alla massa delle informazio¬
ni aziendali
Le prime soluzioni orientate al supe¬
ramento di questi problemi si limitava¬
no a connettere i PC con gli host trami¬
te schede e cablaggi, che però erano
dedicati consistevano in una scheda
316
(per esempio una Twinax) ed un cavo
collegato direttamente con una Control
Unit Ivedi paragrafo “L'architettura
SNA") IBM locale. L'evoluzione tecno¬
logica portò, m seguito, a soluzioni in
cui risultava possibile utilizzare schede
Token Ring collegate alle Control Umt
via DLC (Data Link Protocol) e di servir¬
si, per il collegamento remoto, di con¬
nessioni SDLC (Synchronous Data Link
Control) su linee in affitto
E' stato a questo punto che è emersa
in maniera evidente la necessità di inte¬
grazione tra il mondo SNA e gli altri
mondi
In genere le reti SNA restavano sepa¬
rate dalle Lan basate su architetture di¬
verse Queste erano per la maggior par¬
te Ethernet con IPX/SPX o TCP/IP. ric¬
che di Router e di Bridge non SNA. La
necessità fece sì che i due ambienti co¬
minciassero a contaminarsi. Con il tem¬
po si cominciò a mischiare SNA ed
alieni grazie ad implementazioni che
permettevano alla stessa scheda di uti¬
lizzare contemporaneamente i due pro¬
tocolli. permettendo così la condivisio-
ne della stessa rete fisica.
Il risultato fu deludente per l'incom¬
patibilità dei due sistemi. I problemi ini¬
ziavano dalla workstation e si propaga¬
vano lungo la Lan/Wan fino all'host Ad
esempio il polling dei desktop sulla rete
(anche quando non c'era attività) causa¬
va spesso la saturazione di banda sulla
rete.
La conversione di protocollo, esegui¬
ta a livello host, consumava cicli di CPU
deprimendo le prestazioni del sistema.
Gli host sono stati progettati per ese¬
guire applicazioni e non per gestire co¬
municazioni. attività assegnata da IBM
ai Front End Processor, o FEP (vedi pa¬
ragrafo "L'architettura SNA"). Le con-
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Figura 1 - L'architettura
client/server
Per architettura si inten¬
de un insieme di stan¬
dard per definire e con¬
trollare le interfacce e
l'integrazione dei com¬
ponenti di un sistema.
L'architettura client/ser-
ver è complessa e ri¬
chiede la cooperazione
di tutti i componenti di
un sistema informativo.
Sia l'infrastruttura di re¬
te che il sistema di ge¬
stione dati sono fattori
principali nel disegno
client/server la prima e
il co/legamento tra il
cileni e il server, il se¬
condo è ciò che forni¬
sce accesso ai dati e, in
alcuni casi, funzionalità
applicative, Che cos'è
SNA? Un'architettura
sviluppata da IBM per
definire una cornice nella quale collocare il networking tra mainframe, midrange e personal computer
L'ottanta per cento delle informazioni è gestita in architetture SNA, è quindi evidente l'importanza della
disponibilità di accesso, tramite PC e strumenti software "desktop ", alla massa di informazioni azienda¬
li. Nella figura vediamo diversi tipi di architettura client/server, differenziali tra loro nella distribuzione di
compiti tra Client e server Da sinistra a destra presentazione remota (l’intera interfaccia utente è sul
Client, la logica applicativa e i dati sono sul server!, logica distribuita fdati e parte della logica applicativa
sul server, interfaccia utente e parte della logica applicativa sul clienti, data management remoto Idati e
software di gestione sul server e applicativo sul clienti, data management distribuito (dati e software di
gestione su più di un server, applicativo sul clienti.
nessioni risultavano instabili su WAN
per i continui timeout DLC.
L'amministrazione risultava comples¬
sa, i problemi erano troppo difficili da ri¬
solvere, troppo onerosi anche rispetto
ad una eventuale gestione di due Lan
separate.
Occorreva praticare una strada alter¬
nativa che risolvesse tutti i problemi.
Una soluzione già allora disponibile
era quella di creare un gateway tra Lan
e SNA.
I buoni risultati ottenuti hanno fatto
sì che questa oggi si configura di fatto
come la soluzione standard Non c'è
più bisogno di TSR sui desktop, di con¬
seguenza c’è più memoria libera ed i
desktop sono più stabili. E' possibile
indirizzare il traffico di rete diretto a
SNA su una dorsale e concentrare le
comunicazioni in un numero minore di
Physical Unit (o PU, vedi paragrafo
"L'architettura SNA") dell'host, non
occorre fare il polling dei desktop, ma
gestire una sola connessione quando
si utilizza il gateway, poiché sarà il ga¬
teway stesso ad operare la conversio¬
ne di protocollo, permettendo, in alcu¬
ne configurazioni, l’eliminazione del
FEP con relativi risparmi di costi legati
alla gestione dell'hardware del softwa¬
re FEP
II networking dal PC al server della
Lan avviene, con questo sistema, su
protocolli Lan standard
Sarà il server a gestire, tramite proto¬
colli SNA standard, la comunicazione
verso host. Sui desktop avremo solo
protocolli non SNA, sugli host solo quel¬
li SNA. Sul server, che farà da gateway,
sarà installato un software specializzato
e l’hardware necessario al collegamen¬
to con la rete SNA. In questo modo è
possibile approfittare di quei benefici
che interfaccia grafica, architettura
client/server, tool di produttività e di svi¬
luppo offrono in termini di flessibilità,
tempestività, velocità ed economicità di
realizzazione.
Microsoft ha un suo SNA Server, un
gateway disegnato per NT Server verso
l'architettura SNA IBM.
Cos’è quindi un
gateway?
Oggi le Lan sono diffusissime ed è
sempre più facile trovare nelle aziende
situazioni in cui occorra integrare le ri¬
sorse gestite da un sistema basato su
una specifica tecnologia con quelle di
un altro sistema basato su tecnologie
diverse ed incompatibili. Per esempio,
collegare e far parlare due server, il pri¬
mo basato su NT ed il secondo basato
su NetWare, accedere a dati DB2 da
una macchina Windows 95 oppure ren-
«Hi
: ■ n • a
3 ri 1 1 B
■ ; J *
Figura 2 - Panoramica
sulle funzionalità di MS
SNA Server
Dall'alto verso il basso
vediamo che i collega¬
menti tra host e SNA
Server possono avvenire
tramite connessioni di ti¬
po Lan. attraverso linee
sincrone o X.25, o attra¬
verso collegamenti dedi¬
cati Twinax, IBM Chan¬
ce! ecc. I tipi di host
vanno dal mainframe
all‘AS/400 Advanced 36,
System/36, System/38
Le Physical Unit IPUI co¬
prono da APPN LEN, a
PU 2.0, PU 2 I, DSPU.
Microsoft fornisce le API
per tutti i sistemi operati¬
vi desktop MS-DOS,
Win 3xo Workgroup,
OS/2, MAC, UNIX, Win
95, Win NT Workstation
Le Logicai Unit (LUI di tipo 2 supportano le sessioni di tipo terminale, mentre le LU I e 3 quelle di stampa
Le LU 0 sono dedicate a compiti specifici, per esempio ATM (Automatic Teller Machinel. (.e LU 6.2 sup¬
portano APPC e Common Program for Commumcation (CPC-II e Common Service Verbs (CSVI. Le utilità
vanno dall'AFTP (APPC FTPI supportato dai sistemi operativi OS/390, MVS, VM. OS/400. all'ODBC/DRDA
(Open DataBase Connectivity/Distributed Relation Data Accessi una API standard per l'accesso a DB2 da
più disparati sistemi operativi. I servizi vanno da TN3270/TN5250. a shared folder, Data Encryption e Net¬
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MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
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Figure 3 e 4 - Due mo¬
menti dell'installazione
serviti e componenti
In tase di installatone,
nell'insieme, se le idee
sono chiare, si tratta di
una operatone piutto¬
sto facile e Den guida¬
ta, è possibile selezio¬
nare gli elementi che si intendono attivare o utilizzare sul server Infatti la selezione 6 funzione dell'am¬
biente IBM SNA che si va ad interfacciare Non occorrerà installare componenti relativi al gateway per
mainframe se sulla nostra rete sono presenti solo midrange AS/400 La maggior parte delle opzioni se¬
lezionabili sono utilizzate per tornire servizi addizionali alle tunzioni pnncipali di SNA Server Tra queste
sono compresi gli accessi 3270 e 5250 La selezione piu importante e quella relativa ai Link Service E'
qui che Si specifica il driver per l'interfaccia che si vuole utilizzare tra SNA e la scheda sul computer
dere compatibili con uno standard di
posta elettronica (per es X400) mes¬
saggi inviati secondo standard diversi.
Ogni architettura ha le sue caratteristi¬
che ed occorre disporre di elementi ido¬
nei al collegamento di mondi tra loro in¬
compatibili.
Quindi quando i protocolli di comuni¬
cazione non sono gli stessi, quando la
struttura o la formattazione dei dati
cambia, quando i linguaggi o le architet¬
ture sono incompatibili, allora occorre ri¬
correre a componenti di tipo gateway.
I gateway sono, in genere, dedicati
ad uno specifico tipo di collegamento,
ovvero ad un determinato tipo di con¬
versione, e sono posti al "centro" del
nostro disegno, tra i due sistemi incom¬
patibili. Intercetteranno i pacchetti in ar¬
rivo da un lato, rispondenti ad un certo
insieme di regole di impacchettamento
e di trasmissione, e, dopo averli disas¬
semblati, li riassembleranno secondo le
regole dell'ambiente di destinazione, in¬
tervenendo anche, ovviamente, sullo
stack dei protocolli.
L’architettura SNA
Il modello gerarchico
L'insieme delle specifiche SNA defi¬
nisce i metodi di accesso dal terminale
al computer midrange o mainframe, le
modalità per il file transfer, le modalità
per la stampa dei dati su una stampan¬
te SNA. le modalità per il colloquio tra
le applicazioni (program to program
communication).
I modelli di implementazione possibili
sono due (sebbene l'orientamento del
mercato vada sempre più verso il se¬
condo) modello gerarchico e modello
peer oriented
Nel modello gerarchico si realizza una
totale centralizzazione delle risorse, eu
è definita la struttura di rete che per¬
mette ad utenti distribuiti geografica¬
mente di utilizzare le applicazioni cen¬
tralizzate
Nel modello "peer oriented" tutti i
computer sulla rete hanno accesso alle
risorse di tutti gli altri computer.
Nel modello gerarchico le comunica¬
zioni iniziano nella parte superiore del
sistema e, attraverso componenti di va¬
rio genere, hardware e software, proce¬
dono verso il basso fino all'utente.
I componenti hardware sono il main¬
frame. i front end processor, i cluster
controller ed i terminali video e le stam¬
panti.
Cosa sia il mainframe è noto a tutti.
Il componente di livello immediata¬
mente adiacente è il front end proces¬
sor, o FEP, che si occupa, in maniera
attiva, con grandi capacità elaborative
e. di fatto, scaricando il server dalle re¬
lative incombenze, del controllo delle
comunicazioni tra rete e mainframe.
Viene chiamato anche "communica-
tion controller" o "governo linee"
L'elemento seguente, il cluster con¬
troller, controlla gruppi, o cluster di ap¬
parati end user, siano essi terminali o
stampanti.
I componenti sono collegati tra loro
tramite connessioni fisiche di vario ge¬
nere. Tra il mainframe e il front end pro¬
cessor abbiamo la possibilità di utilizza¬
re "canali IBM" o Open System Adap-
ter (OSA). I primi sono collegamenti ad
alta velocità proprietari IBM, i secondi
permettono il collegamento diretto a re¬
ti Ethernet, Token Ring o FDDI (Fiber
Distnbuted Data Interface)
Per collegare un FEP ai cluster con¬
troller abbiamo a disposizione connes¬
sioni di tipo 802.2 per Ethernet, Token
Ring, FDDI, SDLC (Synchronous Data
Link Control) per le reti di tipo telefoni¬
co. X 25 e Frame Relay.
Esiste del software per ciascuno di
questi componenti e, quando si attiva il
software sul componente, l’unione dei
due, hardware più software, è indicata
come "Physical Unit" o PU. Ci saranno
quindi diversi tipi di PU a seconda del li¬
vello gerarchico cui si riferiscono: l'in¬
sieme del mainframe con il suo softwa¬
re formerà una PU di tipo 5, PU 5, men¬
tre il FEP ed il suo software formeranno
una PU 4
II mainframe farà girare il VTAM (Vir¬
tual Telecommumcation Access
Method), il programma che risponde al¬
le richieste di risorse da parte dei termi¬
nali connessi in rete Parte del VTAM e
SSCP (System Service Control Pro¬
gram) che attiva, controlla e disattiva le
risorse di rete.
Tutte le risorse che fanno capo ad
una PU 5 formano un dominio SNA
(non confondiamoci con altri tipi di do¬
minio: dominio è una parola utilizzata in
molti ambienti diversi).
Se su una rete esistono più PU 5 ci
troviamo in una rete SNA multidomimo.
Le PU 5 comunicano, in genere, di¬
rettamente con le PU 4 attraverso i ca¬
nali o attraverso OSA.
318
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
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I FEP fanno girare un software chia¬
mato ACF/NCP (Advanced Communica-
tion Function/Network Control Pro¬
gram). Con questo software il FEP con¬
trolla e gestisce le risorse sulla rete. Il
software è configurato sul mainframe e
da questo scaricato dal FEP. Il "cluster
controller", o PU 2, fa girare software di
amministrazione, il configuration sup-
port, che controlla la connessione con i
dispositivi "end user", che sono, come
già detto, i terminali e le stampanti.
Le PU controllano e trasmettono pro¬
tocolli. Nell’architettura SNA questi pro¬
tocolli si chiamano Logicai Unit o LU.
Esistono, come per le PU, vari tipi di
LU, anche questi numerati, ed ogni LU
serve uno specifico scopo. In altre paro¬
le ogni tipo di LU, o protocollo, serve a
trasmettere un determinato tipo di dati.
Le LU 2 sono connessioni di tipo termi¬
nale, ossia definizioni di come i dati di ti¬
po terminale sono formattati e trasmes¬
si. Le LU 2 e LU 3 riguardano la trasmis¬
sione e formattazione di dati per stam¬
panti.
Volendo descrivere un possibile sce¬
nario, potremmo immaginare una situa¬
zione in cui un mainframe si collega con
due FEP, uno collegato tramite SDLC
ad un cluster controller remoto, l'altro
collegato via Token Ring ad un cluster
controller locale.
L’architettura SNA
Il modello peer oriented
In un modello peer oriented ciascun
computer sulla rete può comunicare
con gli altri computer. IBM ha disegnato
una architettura "peer oriented" chia¬
mata APPN (Advanced Peer to Peer
Networking), nella quale è abilitato il Di-
stributed Processing (elaborazione di-
Figure 5 e 6 - MS SNA
Server Manager
Attraverso questa utilità è possibile eseguire tutto il processo di configuratone del gateway e seguirne il
funzionamento. Il processo di configurazione prevede la selezione del Link Service appropriato al proprio
schema di networking, la configurazione delle connessioni sui rispettivi Link Service, la creazione delle LU
e la gestione degli aspetti relativi agli utenti ed alla sicurezza I Link Service, accessibili attraverso Server
Manager, sono quelli selezionati in fase di installazione del software La scelta dei Link Service da utilizza¬
re, che corrisponde in qualche modo ad una attivazione, avverrà sull'elenco di quelli disponibili. Una volta
definiti i Link Service, sarà possibile definire le connessioni. Le configurazioni possibili sono molteplici e
ciascuna connessione sarà configurata per l'accesso all'host. Definite le connessioni si può procedere con
la configurazione delle Logicai Unit. o LU E' come definire il veicolo con il quale l'utente accederà al main¬
frame utilizzando un software di emulazione di terminale. E' possibile definire dei range di Logicai Unii per
permettere l'accesso simultaneo da parte di più utenti alle risorse dell'host. Un altro utilizzo di range di Lo¬
gicai Unii ò quello finalizzato alla realizzazione di un sistema "fault tolerant", dove, semplificando, diversi
range di Logicai Unit tanno da backup l’uno dell'altro. A questo punto possiamo definire utenti e gruppi
per assegnare loro i permessi necessari per l’utilizzo di una determinata Logicai Unit, Questi permessi
possono essere assegnati a livello utente ed a livello workstation. In questo ultimo caso, qualsiasi utente
si colleghi tramite la workstation definita, potrà accedere alle risorse host
Finita la configurazione dello SNA Server è possibile collegarsi con l'host. Si può quindi procedere con l'at¬
tivazione di un emulatore di terminale, come per esempio il 3270. SNA Server include degli emulatori di
terminale, ma solo a scopo di testing del sistema e non per ambienti operativi. Per ambienti in cui la fun¬
zionalità deve essere sicura e totale la stessa Microsoft consiglia l'utilizzo di software specifici anche di
terze parti.
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mobili: i m K
ij«a nn\r.H
raun irnviti
»TT AVITOAntWAY
Figura 7 ■ FTP/AFTP IFi¬
le Transfer Ptotoco-
l/APPC File Transfer
Protocol).
MS SNA Server può
fornire servizi di FTP
Server per Client TCP/IP
che vogliano caricare o
scaricare file da un si¬
stema host. SNA Ser¬
ver FTP/AFTP Gateway
Service converte i co¬
mandi FTP (TCP/IP) m
comandi APPC (SNA). Il
protocollo di conversio¬
ne si attiva a livello di
SNA Server, lasciando
indenne il sistema host.
Sarà sufficiente attivare
APPC Application Suite
per OS/390, OS/400.
MVS, VM. Come spes¬
so accade per i prodotti
Microsoft, un numero _
piuttosto nutrito di ter¬
ze parti sviluppa per
SNA Server. Sui siti Microsoft è possibile rintracciare i nomi di una decina di produttori di software com¬
patibili per il file transfer da PC a host. L'emulatore TN3270 ITN5250), detto TN3270 Client ITN5250
Client), è un software che permette il collegamento tra Client e host, nel caso che su host giri il TCP/IP.
In questa configurazione l'host elabora i trame TCP/IP ricevuti dal Client e li traduce nel protocollo SNA
nativo. Il tutto si trasforma in una penalizzazione delle performance, anche se a fronte di una semplifica¬
zione della rete. Con SNA è possibile attivare un servizio TN3270 (TN5250I sul server Lan ed evitare di
far girare TCP/IP sull'host. Il lavoro di traduzione sarà delegato al server SNA, che, tra l'altro, è anche
più adatto ad elaborazioni di questo tipo.
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MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
319
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VN\ M R\l R
WARED FOLTI RS
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NT FILI Ml\KF S
Figura 8 - Shared tolder
e ODBC/DRDA (Open
DataBase Connecn-
vity/Distnbuted Rela¬
tion Data Accessi
In modo simile al ga¬
teway Service for
NetWare, che permette
ad un server NT di con¬
dividere nel suo mondo
delle directory residenti
su un file server
NetWare, lo Shared Fot-
ders Service di SNA
permette ai PC. senza
software SNA Client, di
accedere agli shared
tolder, risorse file su
AS/400 Implementato
come un file System
nativo NT. il servizio fa
si che risorse AS/400
appaiano sulla rete co¬
me risorse di un disco
fisico del server L ope¬
razione SI compie attraverso funzionalità di console di SNA Server Manager, e risolve finalmente un pro¬
blema di amministrazione di rete e di ottimizzazione deH'unlizzo di banda dovuto alla presenza su cileni
di software per l'accesso agli shared tolder II software non risiede più sui Client, ma sul server, e si ot¬
tiene cosi una centralizzazione dell'amministrazione delle risorse e la concentrazione su una unica mac¬
china del lavoro di gestione del collegamento con gli shared folder In relazione all'accesso ai database
sull'host. i driver ODBC/DRDA permettono il collegamento di una Qualsiasi macchina ODBC con databa¬
se DB2 tramite, ovviamente, SNA Server Inoltre, con l'ulteriore concorso di Microsoft Internet Informa¬
tion Server, è possibile integrare soluzioni basate su WEB Browser con sistemi informativi su host Tra¬
mite ODBC/DRDA si possono supportare attività di manipolazione dati, anche a livello record, attraverso
una qualsiasi applicazione standard Windows che veda ODBC
-jffl—n—Or ,mr
J*TWRK WHW WINIOR
SIN/. A WKM.
SOTTO. SOTTO. M V.A
«\\ SNL SOTTO.
O
usui cete.
» ' Il
iììf oo»<
Kg
wskc >. «a»*
stribuita) vale a dire più computer che si
scambiano dati tra loro In questo mo¬
dello giocano un ruolo componenti
hardware, connessioni fisiche e compo¬
nenti software, Una configurazione tipi¬
ca è costituita da piu computer midran-
ge, come AS/400, connessi tra loro tra¬
mite LAN. Il componente hardware di
questo modello è la PU 2.1, un'esten¬
sione della PU 2 discussa prima. In una
rete APPN una PU 2 può assumere il
ruolo di End Node (EN), Network Node
(NN) e Low Entry networking Node
(LEN). ciascuno dei quali metterà in gio¬
co un maggiore o minore numero di
funzioni APPN. Gli elaboratori AS/400
sono configurati in genere con NN o
EN. Se configurati come NN, oltre alle
loro normali funzionalità di elaborazione,
avranno anche compiti di "routing" e di
"directory naming"
Anche in questo caso abbiamo la pos¬
sibilità di scegliere tra diversi tipi di con¬
nessione: 802.2, SDLC, X.25, Frame
Relay e Twinax. Il protocollo di rete più
comunemente associato ad APPN è
APPC (Advanced Program to Program
Communication). La sua Logicai Umt è
la LU 6.2. che è diversa dalle altre LU
perchè fornisce in più le basi per far si
che processi che girano su macchine di¬
verse possano comunicare direttamen¬
te tra di loro attraverso la rete. I pro¬
grammi che dialogano attraverso le LU
6.2 sono chiamati Transaction Program
(TP) Un TP può fornire qualsiasi tipo di
servizio, inclusi quelli di emulazione di
terminale, data transfer, database
query. ecc.
MS SNA Server 4.0
Panoramica
Nel nostro articolo ci occuperemo di
un gateway utile al collegamento di reti
Microsoft Windows NT con l'ambiente
SNA (System Network Architecture) di
IBM. In questo scenario un computer
nella Lan NT viene designato come
computer gateway. In genere sarò una
macchina dedicata, data la complessità
delle operazioni che sarà chiamata a
eseguire. Su di essa quindi girerà princi¬
palmente il software MS SNA.
MS SNA Server, componente della
suite BackOffice, ha un'architettura di
tipo client/server e scarica l'onere della
gestione ed esecuzione delle attività re¬
lative alla comunicazione dai PC e
dall'host, concentrandolo sul server NT
designato allo scopo. Dal lato PC le co¬
municazioni avvengono su protocolli
Lan standard, quali TCP/IP. IPX/SPX,
NETBEUI. APPLETALK, ecc., sul server
avviene la traduzione nei protocolli IBM
SNA.
SNA Server è un software Microsoft,
e. come tale, è provvisto di utility per il
setup e per l'installazione secondo gli
standard Microsoft, è dotato sia di uti¬
lity di amministrazione centralizzata che
di strumenti per il monitoraggio, tutti
grafici e di immediato utilizzo.
MS SNA Server fornisce sia il suppor¬
to per l'emulazione 3270 (la famiglia più
comune di terminali, stampanti, cluster
di control umt, tra quelle utilizzate in
collegamento con i mainframe IBM) sia
quello per terminali 5250 (AS/400). Ma
se si fermasse alla emulazione 3270 e
5250 sarebbe un prodotto ben poco in¬
novativo. Il valore aggiunto è dato dalla
possibilità di arrivare ad una integrazio¬
ne molto spinta tra dati e applicazioni
che girano e risiedono su entrambi i lati
della nostra rete.
Grazie al supporto ODBC/DRDA
(Open DataBase Connectivity/Distribu-
ted Relation Data Access) e agli ''sha¬
red folder" verso AS/400 è possibile co¬
struire sistemi che integrano, abbastan¬
za facilmente, VSAM (Virtual Storage
Access Method. uno dei dataset adot¬
tati su mainframe) e dati AS/400, tran¬
sazioni CICS e IMS su host con applica¬
zioni che girano in ambiente Windows
NT, per poi spingersi verso sistemi e
soluzioni che vanno dalla elaborazione
di transazioni distribuite alla integrazio¬
ne di WEB e host.
Vediamo in dettaglio, anche se velo¬
cemente, quali sono le caratteristiche
salienti del prodotto.
Sicurezza
Il problema sicurezza è stato affronta¬
to adeguatamente: è possibile far si
che sia Windows NT ad autenticare
l'utente ed a passare lo userID e la pas¬
sword all'host, con la conseguente eli¬
minazione degli userID e delle pas¬
sword multiple. E' possibile utilizzare
una utilità per la sincronizzazione bidire¬
zionale delle password tra NT e host,
adeguata ai vari metodi e standard di si¬
curezza.
Oltre alla sicurezza a livello di Logon,
il sistema prevede la possibilità di abili¬
tare gli utenti all’uso delle LU (Logicai
Umt), e, per applicazioni APPC critiche
(Application Program to Program Com¬
munication), anche a quelle di tipo 6.2 o
A (LU 6.2 e LU A).
Per coloro che volessero migrare in
blocco gli utenti definiti su NT è dispom-
320
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Figura 9 - Host io Web
Publishmg
Questo approccio
spesso vuol dire inte¬
grazione tra diversi
metodi di accesso ai
dati, di replica di data¬
base e di li le E' solo
uno dei metodi possi¬
bili di interazione tra si¬
stemi informativi su
host e mondo Inter-
net/lntranel con le sue
soluzioni "btowser ba-
sed" Nella figura ve¬
diamo uno schema in
cui l'accesso e la ma¬
nipolazione diretta dei
dati avviene per mez¬
zo dell'Internet Data
Collector HDC) di Inter¬
net Information Server
IIISI e dell'Internet
Server Application Pro-
grammmg Interface
us uhi m
DBS
ORDA
Aire
MS IIS w
WWW SEKVI1E
“"J \
SNA SERVER
ODBC DIMA
WIN AITI
MS INTERNET EXlt-ORt II
DATI HOST IN IITMI.
SERVER NT
HIIOWSTH W1.ll
bile una utilità di migrazione/sincronizza¬
zione. Per quanti si interrogano sulla si¬
curezza dei dati durante la trasmissione,
è prevista, dove l'architettura lo rende
possibile, la criptazione dei datastream.
Integrazione con Phost
Ole DB Provider per AS/400 e VSAM
fornisce l'accesso a livello record per le
più svariate organizzazioni di dati su ho¬
st: file fisici e logici di AS/400, BSAM e
QSAM, ESDS, KSDS, RRDS, VRRDS
(VSAM).
ODBC/DRDA permette l'accesso
SQL ai database DB2 su piattaforma
mainframe o AS/400. E' su questa tec¬
nologia che è stato sviluppato il recente
host Data Replicator, della Microsoft,
che permette la replica bidirezionale dei
dati tra SQL e DB2.
SNA Server permette l’integrazione
di MTS (Microsoft Transaction Server)
con CICS e IMS. L'interfaccia Microsoft
permette lo sfruttamento di tecniche di
"drag e drop" per la creazione di com¬
ponenti MTS da applicazioni mainfra¬
me. Grazie all'integrazione di MTS con
IIS (Internet Information Server) le ap¬
plicazioni possono essere utilizzate da
Client DCOM, Active Server Web e Sto-
red Procedure SQL Server.
Un altro modo di accedere al dati su
AS/400 consiste nelle shared folder: Si
tratta di un gateway che rende disponi¬
bili le directory AS/400 come se fossero
risorse del server NT. Una volta rese di¬
sponibili le risorse, sarà possibile sfrut¬
tare tutte le regolazioni della sicurezza
previste da NT.
Per ciò che concerne le problemati¬
che di stampa, sia AS/400 che mainfra¬
me ottengono la giusta attenzione. So¬
no previste Logicai Unit di tipo 1 e di ti¬
po 3, inoltre il supporto per IPDS (Intelli-
gent Printer Data Stream) permette alle
applicazioni su mainframe di inviare
stampe alle stampanti sulla Lan senza
nessun tipo di adattamento. Le funzio¬
nalità AFP (Advanced Function Presen-
tation) possono essere ottenute tramite
componenti di terze parti Mediante
l'utilizzo delle funzioni native AS/400
HPT (Host Print Transform) sono possi¬
bili attività di stampa "pass-through"
per le stampanti grafiche 3812.
Servizi
Un semplice elenco dei servizi dispo¬
nibili può dare una immediata idea della
IISAPII. IDC la si che
l'amministratore possa accedere facilmente ad
un data source esterno “ODBC enabled" E'
possibile quindi che IIS pubblichi dati residenti
su DB2 grazie a driver ODBC. Con ISAPI sarà
possibile sviluppare routine per catturare input
dal WEB Browser per memorizzarli nel databa¬
se DB2 tramite ODBC/DRDA.
ricchezza delle possibilità: AFTP (APPC
File Transfer, per il file transfer AFTP da
host), gateway FTP-AFTP (File Transfer
Protocol - AFTP, che permette ad un
Client FTP standard di scaricare da host
che fanno girare AFTP), VSAM File
Transfer (per la copia dei file da un am¬
biente all'altro), PU Pass-Through (per
assegnazioni fisse di LU ai clienti, SNA
Session Level Compression (sfrutta il
VTAM Session Level Compression per
ottimizzare l'utilizzo della rete, 30.000
connessioni simultanee ne fanno uno
strumento adatto a soluzioni "Enterpri¬
se"), emulazione nativa 5250 e 3270,
servizi TN5250 e TN3270 (in caso giri il
TCP/IP su host), "Hot Failover" (la pos¬
sibilità di definire pool di gateway che
facciano l’uno da backup per l'altro),
"Load Balancing" (la possibilità di distri¬
buire i pool di LU su più server, cosi da
distribuire il carico su più macchine),
Link Service diversificato (il supporto di
schede di collegamento diverse), Client
installabili via Web (per Win95).
Gestione e supporto
Cominciamo col dire che tutti i mes¬
saggi di errore di SNA Server e tutte le
procedure di risoluzione e ripristino so¬
no documentate in un database a cor¬
redo del pacchetto. Inoltre, l’integrazio¬
ne con NT e BackOffice fa si che quan¬
to di meglio sia disponibile in fatto di
monitoring degli eventi, delle perfor¬
mance e della sicurezza, sia disponibile
anche per SNA Server.
Ancora sono utilissimi i "wizard" che
facilitano la definizione e la configura¬
zione di connessioni, sia AS/400 che
3270, la regolazione delle regole di si¬
curezza e la configurazione di transa¬
zioni integrate (COM Transaction Inte¬
gration) La centralizzazione delle ope¬
razioni è ottenuta tramite SNA Server
Manager, attraverso il quale si aggiun¬
gono, configurano e controllano tutti i
componenti di SNA Server, tutto trami¬
te un'interfaccia simile a quella di Ex¬
plorer.
Conclusioni
In questo primo articolo abbiamo
cercato di aprire uno spiraglio sull'ar¬
chitettura e sulla terminologia IBM
SNA. Speriamo che il nostro sforzo sia
utile alla migliore comprensione di
quanto illustreremo nel prossimo arti¬
colo.
Proseguiremo con un esempio d'in¬
stallazione del prodotto, illustreremo le
fasi di definizione dei vari elementi ne¬
cessari al funzionamento di SNA Ser¬
ver per connessioni con mainframe e
AS/400.
Accenneremo alle tecniche di fault
tolerance, alla configurazione di detta¬
glio dei rapporti utenti/risorse. Cerche¬
remo, se lo spazio lo permetterà, di
proporre degli esempi riguardo alle
shared folder ed al Ras, di accesso a
dati DB2 e WEB
«SS
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
321
a cura di Corrado Giustozzi
AutoPC, CE neirauto
Stardate 9804.01. Chi vi parla è il computer di bordo della vostra
automobile, programmato da Microsoft e da voi personalizzato per fornirvi
le seguenti informazioni. Siamo in viaggio da 32,4 minuti. Tutti i sistemi
hanno completato regolarmente il controllo periodico, e funzionano
perfettamente. L'analisi della posizione fornita dal GPS rivela uno
scostamento di 16 Km tra la posizione scaricata dalla porta ad infrarossi
e quella attuale. La mailbox è vuota, mentre la segreteria del cellulare
ospita due messaggi. Il CD che state ascoltando è lo stesso da
32,8 minuti. Fantascienza? No, assolutamente, anche se la data stellare
che abbiamo indicata è quella del prossimo
primo aprile. Ma la notizie è confermata:
Microsoft ha adattato Windows CE ai
sistemi automobilistici.
Vediamo come.
M
C
di Leo Sorge
E' senz'altro il momento di pensare
ad interfacce diverse dalla tastiera.
Guardando intorno a noi le ultime
novità informatiche parlano chiaro: la
versatilità del personal sta cercando
nuove strade, che siano piu collegate
ai nostri sensi (voce e scrittura
manuale), oppure ancora meccaniche
ma meno sofisticate (tastiere alfanu¬
meriche o insiemi di bottoni) per finire
alle carte di credito di vario tipo.
In questa puntata dedichiamo spa¬
zio all'AutoPC di Microsoft, la fusione
tra l'autoradio, il telefono cellulare e il
computer portatile senza tastiera.
Benché appena annunciato è senz'al¬
tro uno dei più promettenti oggetti
degli ultimi anni. Ne avevamo già par¬
lato in breve nel reportage dal
Developer’s Forum italiano organizza¬
to dalla DS Group, sotto il nome di
Apollo. A proposito, il lo ro sito
http://www.enterprisece.con1 mostra
un affascinante reportage sulle decine
Clarion
CHI IDDIO a DETONO
I he I cader in Car Mullimali.i
TKH
«Il HI. MUUIMIO.a
di oggetti e curio¬
sità su CE presen¬
tate allo scorso
CES (il destino è
nei nomi...).
Proprio gli amici
del DS Group ave¬
vano parlato di
Apollo, un siste¬
ma operativo per
elettrodomestici con display la cui
interfaccia utente era basata su un
'Form Manager' anziché sulle tradizio¬
nali finestre Pochi giorni dopo il gran¬
de annuncio. Il prossimo momento
importante sarà con ogni probabilità il
6 aprile, data di apertura della secon¬
da conferenza mondiale degli svilup¬
patori su CE: la presentazione dell'e¬
vento parla anche di altre sorprese!
Tra l'altro contemporaneamente
all’annuncio dell’AutoPC è stato pre¬
sentato anche il PalmPC, un HPC ulte¬
riormente ridotto.
AutoPC:
prime informazioni
Esteriormente si presenta come
un’autoradio, ma integra un elaborato¬
re dedicato con una doppia interfaccia:
da un lato la tastiera, dall'altro la voce.
In questo modo un elevato numero di
comandi possono essere dati senza
distogliersi dalla guida. Il sistema
comunica con un telefono cellulare
(stanno tornando di moda quelli fissi
da auto, vedere ad esempio il Clarion
322
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
JCB 1150) e con il satellite GPS che
scopre dov'è l'auto. Sono già disponi¬
bili sistemi con schermi LCD di buone
dimensioni che possono mostrare una
mappa contenuta su CD-ROM. ma
non sono ancora compatibili con
Windows CE il cui display nella versio¬
ne AutoPC è di ridotte dimensioni
Secondo la documentazione l'ogget¬
to mostruosamente proibito è già in
vendita negli States; sarebbe anche in
corso di acquisizione da parte di pro¬
duttori d'automobili che lo montano
direttamente sui veicoli. Tra i nomi ci
sono Mercedes e Volkswagen,
Daewoo, Nissan e Hyundai. Il sito
però indica solo due link a costruttori,
dei quali in questi
giorni la sola
Clarion (www.cla-
rion.com remdiriz-
za ai siti attivi)
sembra raggiungi¬
bile. da lei, com'è
evidente, abbiamo
prelevato l'immagi¬
ne di apertura di
questo articolo. Il sito però ha qualche
pecca cliccando sulla lente d'ingrandi¬
mento relativa all'AutoPC si ottiene la
stessa schermata d'apertura, ma all'in¬
terno del trame grande di destra
Il prezzo intorno al quale si dovrebbe
focalizzare la versione base della
prima ondata di oggetti è di 1.000 dol¬
lari, che in Italia diventeranno perlome¬
no due milioni, una cifra accettabile
dato che nel prezzo è compresa l’auto¬
radio
Sp ecifiche hardwa re princi pali
La carta geografica
Questa l'abbiamo già vista, tutto
sommato, ed è anche disponibile. Una
carta digitale, oggi ipotizzabile su CD¬
ROM, ma domani anche trasmessa via
etere, può essere interrogata e con¬
frontata sia con l'attuale posizione
(offerta dal GPS, che ha uno scarto di
qualche decina di metri) che da coordi¬
nate precedentemente indicate con
precisione Tali coordinate possono
essere inserite sia dalla tastiera
dell'AutoPC che comunicate ad infra¬
rossi dall'HP/C che ognuno di noi porta
nel taschino.
Software downloading
Il supporto dell'interfaccia ad infra¬
rossi lascia aperta una ridda di ipotesi
sullo scambio di software tramite un
HPC, il che aprirebbe una porta al
software per automobile. La documen¬
tazione Microsoft dice che anche i tra¬
dizionali desktop potranno svolgere la
funzione di host per il trasferimento
del software, ma attraverso la porta
wireless opzionale su compact card
Oltre mille programmatori stanno svi¬
luppando software seguendo il piano
per Windows CE, e molti di loro si
riverseranno anche sul nuovo oggetto.
Se un acquirente di AutoPC ha qualche
idea particolarmente brillante può scri-
La fonte tecnologica potrebbe esse¬
re un'altra. Infatti nell’attuale catalogo
Clarion è già presente un'autoradio
che ne fa uso: si tratta del VRN1100,
un oggetto che pur senza Windows
CE fa svariate cose quali ad esempio
accettare comandi vocali e leggere
carte geografiche disponibili su CD¬
ROM.
Un cruscotto norma¬
le. con un autoradio
normale? No, den¬
tro c’è un computer.
Ecco un prototipo
visto trontalmente,
E' elevato II numero
di tasti meccanici.
La voce
Grazie ai nuovi microprocessori di
basso costo ma con intrinseche capa¬
cità di elaborazione del segnale è stato
possibile sviluppare del software di
riconoscimento della voce abbastanza
indipendente dal rumore e dal parlato¬
re, i tipici problemi di queste situazioni.
Il sistema ovviamente sintetizza anche
la voce e risponde non solo sul display
ma anche attraverso gli altoparlanti.
Non è stato ancora specificato, ma è
probabile che la tecnologia di ricono¬
scimento sia quella di Lernout &
Hauspie, che tempo addietro erano
stati contattati dai vari produttori di
HPC. Il riconoscimento sarà certo limi¬
tato a poche parole, ma è quanto basta
per evitare un gran numero d'incidenti.
Schermo da 256x64 punti a 8 colori
CPU da almeno 60 MIPS
RAM 8MB, ROM 8MB almeno
Windows CE 2.0
Sintonizzatore AM/FM
Lettore CD e CD-ROM
Uscita a 4 canali
Microfono
Tasti di navigazione: start, su/giù/sinistra/destra/scegli, help
Tastierino numerico (sintonia, comandi a CE, composizione numeri telefonici)
Funzioni dirette aggiunte dal produttore (fino a 3 tasti)
Porte: seriale standard, USB ed IrDA
slot CompactFlash: memory & wireless cards
Opzioni
Ricevitore GPS (Global Positioning Satellite)
Slitta per telefono cellulare
Caricatore di CD multipli
Uscita a 6 canali
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
323
;r la ad un indirizzo di e- mail dedicato,
tTiswishWmicrosoh comi
Il telefono
L'integrazione con i telefoni cellulari
permetterà dì comporre i numeri con
comandi vocali, ma questa funzione è
allo studio da terze parti In realtà già
esistono telefoni cellulari delle
dimensioni d'una carta di credito che
possono facilmente essere adattati
alle interfacce di cui dispone
l'AutoPC, che quindi potrà funzionare
direttamente come un telefono voice-
operateci.
12355 Butti RU«1 SW
t ® i ra ss
Directions
0 A
Sii
Addiess Book
Messaggio (1-734)
N*wi (9. z-o
Irillk (2. 4)
Ecco tutta insieme
cinque schermate
del visore da
256x64 punti ad 8
colori. Uno di loro
parla anche della
posta elettronica.
Che meravigliai
... e la posta
elettronica!
Una delle funzioni
piu interessanti che
sono in circolazione
è l’accesso alla
posta elettronica tra¬
mite un normale
telefono Se l'internet provider ha
installato un server apposito, infatti,
il messaggio in ingresso viene letto
tramite sintesi vocale, mentre l'even¬
tuale risposta diventa un attachment
in formato wav Di queste cose
abbiamo parlato diverse volte, e ne
Red Hat Linux 5 . il Plua’n’Pla v
Red Hat. di cui ora analizzeremo la nuova versione 5.0, è proba¬
bilmente la più diffusa distribuzione di Linux. Si possono individua¬
re due motivi principali: poiché si tratta di una prodotto costruito e
pensato per soddisfare le esigenze di un'utenza di tipo commer¬
ciale e perché, nonostante ciò, è disponibile anche a costo basso
(si CD-ROM) o nullo |rttp //www retina; com/'| i due fatti non
sono in contraddizione poiché nella versione a pagamento sono
inclusi molti prodotti e servizi che non esistono in quella gratuita:
un server X Window più veloce e in grado di supportare al meglio i
rrc delti piu recenti di schede grafiche (Metro-X). un software per il
biickup dei propri dati (BRU2000-PE), i programmi necessari per la
trasmissione e la ricezione di immagini e suoni in tempo reale
aiti averso Internet secondo gli standard RealAudio e RealVideo
Non ultimo, nella versione a pagamento è disponibile il supporto
tecnico mediante e-mail o telefono,
La possibilità di ottenere gratuitamente il prodotto fa si che il
numero dì utenti sia molto elevato e che la ricerca di eventuali
errori sia più accurata e veloce rispetto a quanto avviene con una
distribuzione solamente commerciale Per Linux questa filosofia è
risultata sempre vincente, ed ha portato fortuna alle distribuzioni
che l'hanno adottata (a partire da Slackware), in quanto, pur invo¬
gliando ad acquistare il prodotto, é in grado di accontentare anche
l'utenza domestica
La versione 5.0 del prodotto in oggetto, lungamente indicata
con il nome in codice, ovvero Hurricane. è stata rilasciata da poco
Notevoli le migliorie rispetto alla precedente. Le più importanti di
esse sono senz'altro la maggiore
compatibilità con l'hardware esi¬
stente e. m fase di installazione,
la possibilità di riconoscere auto¬
maticamente le periferiche e le
schede installate e di autoconfi-
gurarsi correttamente in base
alle informazioni acquisite. Il
tutto è ottenuto quasi miracolo¬
samente, utilizzando un unico
dischetto di installazione
In Linux questa specie di
Plug&Play è sempre esistito
per le schede hardware più dif¬
fuse. ad esempio le ethernet NE2000 o 3C509 Negli altri
casi, però, l'autoriconoscimento dell'hardware poteva causare pro¬
blemi. costringendo ad inserire a mano gli indirizzi e spesso a
ricompilare il kernel del sistema operativo, nella buona tradizione
di UNIX. Negli ultimi anni il kernel di Linux è stato quasi compieta-
mente modularizzato. ovvero il codice non strettamente necessa¬
rio al funzionamento del sistema (device driver, servizi come PPP
o SLIP. . ) non viene piu compilato dentro a un unico file, ma può
essere caricato al boot oppure, mediante II demone kerneld, solo
quando occorre In quest'ultimo caso il codice può essere scarica¬
to automaticamente dalla memoria dopo un periodo prefissato di
non uso, con un indubbio vantaggio nello sfruttamento della
Fl-fldd F?-*Wd WS ti tdit F4- Delcte F 5 « M e i FI2 {*
FHkM FP^WdWS F3-Cdtt F4-DeleU FSRraet F12-»
Due schermate dinstailazione della nuova RedHat Si noti I immediatezza nel comprendere la situazione
324
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
&tonh C*nwrit>i
riparleremo tra breve dato che (come
annunciato nelle notizie) anche un’a¬
zienda italiana ha prodotto del
software di questo tipo: è la Profuso
di Giuseppe Zanetti, il nostro esperto
di Linux,
Forse non guasta ricordare anche
che Bill Gates in prima persona è uno
dei finanziatori di Teledesic, il siste¬
ma satellitare a banda larga ribattez¬
zato Internet-in-the-Sky, Con una
costellazione attualmente scesa a
240 satelliti (contro gli 840 iniziali),
Teledesic copre il globo con grande
ridondanza, ed è alla ricerca di poten¬
ziali mercati con i quali attrarre finan¬
ziatori.
E’ anche un’autoradio
Non dobbiamo dimenticare che la
funzione iniziale di quest'oggetto è di
essere un'autoradio digitale. Nelle
specifiche è presente un equalizzatore
grafico a 10 punti d'intervento tra 31
Hz e 16 kHz, un crossover attivo a tre
vie e filtro sui bassi che scende di 6
dB/ottava a partire da 90 Hz. L'uscita
di base ha 4 canali (tra le opzioni altri
due uscite) e permette anche il sur¬
round.
Inoltre, poiché Microsoft si sta
impegnando per imporre sul mercato
dei DVD proprio una versione ridotta
di Windows CE, è prevedibile che il
superdischetto verrà visto a breve ter¬
mine.
Osservazioni
In realtà ci aspettavamo qualcosa di
più verso il controllo dell'automobile
vera e propria: stato dei sistemi, tem¬
perature e livelli vari, controllo del cor¬
retto funzionamento. Per ora quindi
non c’è nulla di esplicito che si rivolga
a questo tipo di funzioni. L’oggetto
però è estremamente stuzzicante, e
lascia aperte molte porte in un mondo
nel quale l'automobile è sempre più
usata. /nE
Una schermala grafica con molle lìneslre. Come architetto del video, Il buon
Giuseppe sembra altrettanto ricco che come intormatico, ma anche uno zln-
zìno meno ordinato ...
memoria, che in un sistema Linux è un bene preziosissimo. Tale
vantaggio risulta ancora più evidente nel caso di driver o servizi
utilizzati solo saltuariamente (tape per il backup, PPP, ...).
Particolarmente potente è la funzione di riconoscimento di
schede PCI, che viene utilizzata anche per suggerire la migliore
configurazione di X-Window in base all'hardware posseduto. Il
dischetto d'installazione presenta anche altre novità interessanti
che. anche se non indispensabili, facilitano di molto la vita a un
utente inesperto: un comodo help in linea, ottenibile già prima del
boot vero e proprio mediante i tasti funzione, ed un nuovo pro¬
gramma per il partizionamento del disco, Druid. molto più sempli¬
ce da usare del classico fdisk Mediante Druid è possibile creare
partizioni di dimensione non fissa, che quindi durante la fase di
partizionamento possono essere espanse, onde evitare di lasciare
buchi di spazio non allocato.
L'installazione può avvenire, come nelle versioni precedenti, da
CD-ROM, da un disco locale DOS. oppure da rete, mediante FTP
o NFS (il metodo che preferisco). In tutti i casi essa risulta assai
semplice e quasi sempre propone scelte di default adeguate all'u¬
tente inesperto. La fase di selezione dei pacchetti da installare
non è stata modificata, e consiste nella scelta delle tipologie di
software (Networking, ..,) da installare. Le cose sono ulteriormen¬
te facilitate dal fatto di poter scegliere la configurazione preferita
di Giuseppe Zanetti
da una lista di profili già pronti (Dial-up Workstation,
Networked Workstation etc). L'utente esperto può poi proce¬
dere ad una scelta personalizzata dei singoli programmi da
installare che, anche se si tratta di un'operazione un po'
noiosa, permette di risparmiare molto spazio nel disco.
Eventuali errori nella selezione dei pacchetti, ad esempio il
tentativo di installare un programma senza caricarne un altro
dal quale esso dipende, viene adeguatamente segnalato e
corretto. Una volta eseguita la prima installazione è possibile
salvarne il profilo su un file o su un server di rete. In seguito
si potranno utilizzare queste informazioni per installare auto¬
maticamente altre macchine simili (kickstart mode). Sarà
sufficiente inserire il dischetto creato ed attendere il termine
dell'operazione bevendosi una buona tazza di caffè, possibil¬
mente di marca Java
Oltre alle novità nell'installazione vera e propria, Red Hat 5
permette di scegliere il proprio window manager preferito tra
fvwm95, Lesstif ed Afterstep. Essa offre inoltre molti più tool gra¬
fici per la manutenzione del sistema (gestione utenti, configura¬
zione stampanti, suono, PPP, networking...), alcuni dei quali ven¬
gono ora forniti anche all'utente non amministratore ne siano
esempio mounting e formattazione di periferiche removibili o la
modifica del proprio account.
Il corredo di software utile già pronto da installare è veramente
molto vasto e comprende tutto il necessario per la gestione di un
server Internet (WWW, FTP, email, ...). Tutti i programmi sono for¬
niti nelle versioni più recenti: sendmail, ad esempio, contiene già
le modifiche necessarie alla gestione dell'anti spammer, che per¬
mette di non ricevere la posta spedita da quei simpatici personag¬
gi che ogni giorno inondano le nostre mailbox con offerte promo¬
zionali, catene di Sant'Antonio e affini.
La distribuzione è ben curata anche per quanto riguarda la sicu¬
rezza: tutti i programmi contenuti nella distribuzione che hanno
necessità di verificare delle password fanno uso di PAM, Plugin
Authentication Module. una libreria che permette di aggiungere
nuovi metodi di autenticazione senza dover ricompilare i program¬
mi, ma semplicemente agendo su un file di configurazione.
Esistono plug-in che permettono l'impiego delle shadow pas¬
sword, di password generate dinamicamente e valide per una sola
sessione di lavoro oppure che eseguono la verifica di un utente
mediante un server NT o Samba. La documentazione fornita col
prodotto è di circa 300 pagine, ed è anch’essa disponibile gratuita¬
mente in Internet (nei formati PostScript e HTML).
Red Hat 5 è disponibile per piattaforme Intel, Digital Alpha e
SPARO, all'indirizzo http://www.redhat.corn7| Il prezzo della versio¬
ne commerciale è di $49.95.
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
325
a cura di Corrado Giustozzi
Network Computing
con server affidabili
Il mondo dell’Informatica è in continua evoluzione sia dal punto di vista
tecnologico sia dal punto di vista culturale e di impatto sulla comune vita
quotidiana. Nel corso degli anni siamo passati dall'Informatica con operatori in
camice bianco, considerati come dei “santoni”, ad un’informatica personale in cui
a volte strumenti con caratteristiche non professionali sono stati innalzati fino ad
un uso in ambiente lavorativo e di impresa con incerti risultati. Continuiamo in
questo articolo a vedere le funzionalità presenti in OS/2 Warp Server versione 4,
l’attuale componente Manager di WorkSpace On Demand, un prodotto robusto ed
affidabile utilizzabile sia in ambiente enterprise sia Small Office Home Office.
seconda parte
di Giuseppe Cosarono
Un paio di anni fa fece abbastanza
clamore un documento del Gartner
Group che più o meno raccomandava
alle grandi aziende di non investire più
in OS/2 come un sistema operativo
per desktop ma sottolineava anche
come questo tipo di raccomandazione
non era valida se si considerava OS/2
come un sistema operativo per server
di rete. Questo tipo di consiglio nasce¬
va principalmente dalla considerazione
che la mancanza cronica di applicazioni
per OS/2, anche se superabile con
un’adeguata diffusione, era valida se si
considerava questa piattaforma da un
punto di vista della produttività perso¬
nale, ma non era piu valida se si consi¬
derava OS/2 come una componente
server di un’architettura di rete.
Sinceramente, credo che già prima di
due anni fa fosse abbastanza chiaro
che difficilmente ci sarebbe stato un
Office per OS/2 ma, nonostante que¬
sto, specialmente in ambito bancario,
si è continuato ad usare questo siste¬
ma operativo specialmente dove servi¬
vano soluzioni applicative sviluppate
"ad hoc". Dal punto di vista di server
di rete OS/2 Warp ha potuto godere di
tutta l’esperienza IBM in questo ambi¬
to e l'insieme di applicazioni "server"
non sono mai mancate e soprattutto
sono sempre state allo stato dell’arte
per quando riguarda funzionalità ed
integrazione.
Forse in questo periodo, in cui sem¬
pre di piu si parla di network compu¬
ting, di e-business, di workgroup e di
Java, può nascere qualche nuova spe¬
ranza per un riaffermarsi di OS/2 anche
in veste di desktop o, meglio, di thm
Client con una valida JVM (Java Virtual
Machines).
LAS
à Apffccsnou LAN 1
DO&Wudo».
I^SSSStI 1 — —*
«BUU_
Rina 0
API NefB
i*S
1 1 NETWIU
I LANVDD SYS
TA2*» -
.VCTBIOS osn
OS/2 Warp
Server
Abbiamo già visto
nello scorso nume¬
ro della rubrica
come OS/2 Warp
Server sia stato
progettato tenen¬
do ben presenti le
esigenze delle
Tulle le applicazioni
che fanno uso di
NetBEUI e di TCP
BEUI sono eseguite al
ring 3.
326
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
aziende e con il chiaro intento di otte¬
nere un prodotto affidabile e semplice
da usare Per OS/2 Warp Server è
stato utilizzato lo stesso approccio che
aveva caratterizzato OS/2 Warp
Connect ovvero il prodotto finale è
composto da una serie di applicazioni
server già esistenti e generalmente
vendute in maniera separata. Uno dei
valori aggiunti di OS/2 Warp Server
consiste proprio nel proporre in un
unico prodotto la perfetta integrazione
di diverse componenti server separate
ed ora invece installabili e fruibili in
maniera centralizzata anche da perso¬
nale non altamente tecnico
La somma delle varie componenti
supera di gran lunga il costo di acqui¬
sto di OS/2 Warp Server ed infatti,
all'interno del CD-ROM, troviamo: il
sistema operativo OS/2 Warp, la com¬
ponente di rete MPTS (Multi Protocol
Transport Services), la suite di proto¬
colli TCP/IP per OS/2, il server di rete
LAN Server (Entry e Advanced), il ser¬
ver di connessione remota LAN
Distance Connection Server, la compo¬
nente per il sistema di gestione
SystemVìew per OS/2, il prodotto per
un backup anche distribuito come
Personally Safe and Sound, funziona¬
lità assolutamente avanzate di stampa
come quelle presenti in PSF/2 per
OS/2 Warp Server, il Client NetWare
Requester for OS/2 ed altri ancora.
Tutti questi prodotti possono essere
selezionati e installati tramite una pro¬
cedura integrata che attraverso sempli¬
ci click di mouse ci porta ad un unico
processo di installazione.
Dopo aver brevemente descritto la
scorsa volta le componenti LAN Server
e LAN Distance Connection Server
proseguiamo con gli altri elementi che
compongono OS/2 Warp Server ver¬
sione 4
Print Services Facility
for OS/2
In aggiunta a tutte le diverse moda¬
lità di stampa già previste all’interno
di OS/2, come ad esempio il semplice
trascinamento di un file sull'icona che
rappresenta una stampante o la sele¬
zione della voce Stampa all'interno di
un menu di un'applicazione, OS/2
Warp Server mette a disposizione
delle funzionalità di stampa sofisticate
che supportano diversi protocolli
attraverso il PSF/2 ( Print Services
Facility for OS/2 ) e l'ANPS ( Advanced
Network Printing Solution) che a sua
Leggendo questo
schema si può linai-
mente associare una
specifica lunzionalità
ad alcuni device driver
a volte sconosciuti e
anche comprendere
meglio come funziona
il TCPBEUI sotto
OS/2.
Hill»,'
fUilgO
C
NETBIOS OJW
£
TCPBIUI US2
LANVDD SYS
snt
Virtual Detice Driver
l.ÀNPDD SYS
NETBEUI OS/i
| Network Addita Dm«i f j Network Adepto
volta è composto da Enhanced OS/2
Warp Server Print System, dall’HP
JetAdmm e da Lexmark MarkVision
for OS/2. Questi prodotti, in linea con
la filosofia alla base di OS/2 Warp
Server, sono perfettamente integrati
con il sistema operativo e permetto¬
no, ad esempio, di selezionare una
stampante piuttosto che un'altra in
base al contenuto del lavoro di stam¬
pa o di stampare file PostScript anche
in assenza di una specifica stampante
che supporti questo linguaggio di
descrizione di pagina. In più, con il
PSF/2, è possibile controllare ed utiliz¬
zare stampanti di rete ad altissima
velocità come quelle, tipicamente uti¬
lizzate con sistemi dipartimentali o
mainframe, che supportano stampe di
300 è più pagine al minuto. Inoltre,
sempre per merito delle funzionalità
aggiuntive intro¬
dotte dal PSF/2,
si può usare l'in¬
terfaccia grafica
ed il drag-and-
drop per stampa¬
re documenti rila¬
sciandoli su una
qualsiasi stam¬
pante senza
curarsi troppo del
loro tipo, conside¬
rato il fatto che in
automatico posso¬
no essere effet¬
tuate le seguenti
conversioni: da
file ASCII a
PostScript, da
PostScript a IPDS,
da PostScript a
FIP-PCL 4 o 5 senza che alcun suppor¬
to PostScript sia attualmente presen¬
te sulla stampante. In definitiva PSF/2
usa il server per precompilare il file da
stampare in formato PostScript otte¬
nendo in questo modo una stampa
alla massima velocità consentita dalla
stampante di destinazione. Il supporto
per le stampanti HP e Lexmark colle¬
gate in rete Ethernet o Token Ring
permette la visualizzazione dello stato
della stampa e dei possibili messaggi,
generalmente indicati sul display della
stampante, direttamente sul desktop
dell’utente ed inoltre permette di
poter intervenire sulla configurazione
delle stampanti stesse o eventual¬
mente di effettuare un reset in remo¬
to per far riprendere una stampa inter¬
rotta. Il sottosistema di stampa di
OS/2 Warp Server supporta anche le
OS/2 Peci
con NetBIOS LAN
Rc<pio4a
cai
NetBIOS.
TCPBEUI e , x >
TCMFvl < * .■ - O
Con il TCPBEUI è
possibile collegare tra
di loro computer resi¬
denti su segmenti di
rete ditferenti. ma che
ugualmente tanno
uso di servizi del pro¬
tocollo NetBIOS che
non supporta routing.
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
327
stampanti bi-direzionali. ovvero quelle
stampanti che, anche se connesse
con un tradizionale collegamento
parallelo o seriale, prevedono la possi¬
bilità di inviare informazione aggiunti¬
ve sul loro stato oltre a quelle even¬
tualmente previste dal protocollo di
collegamento Ad esempio, se una
stampa richiede una particolare quan¬
tità di memoria sulla stampante per
poter essere elaborata o se la carta è
finita, invece di un generico messag¬
gio di lavoro ancora in coda di stampa
o di un generico errore si potrà avere
un'indicazione più puntuale che ci
permetta di risolvere il problema al
più presto.
Backup e Recovery
Come server pensato per un utilizzo
in ambiente aziendale, dove le infor¬
mazioni trattate e gestite dal sistema
informativo possono essere critiche
ed essenziali per le attività lavorative,
OS/2 Warp Server ha chiaramente un
sistema di backup. di restore e di
recovery funzionale ed affidabile.
Finalmente! mi verrebbe da dire,
anche se in realtà il mio disappunto
riguarda più OS/2 Warp nella sua ver¬
sione "liscia”, non server, che tuttora,
giunto ormai alla versione 4, mantiene
ancora uno "striminzito" backup da
riga di comando che solo adesso salva
anche file nascosti e di sistema, ma
ancora non sa cosa siano i nastri
come supporto di registrazione
Con Personally Safe and Sound
OS/2 risolve in maniera brillante la
necessità di un componente chiave
per un server che vuole garantire affi¬
dabilità in un ambiente lavorativo con
tutta la semplicità d'uso di un'interfac-
Personally Sale and
Sound dimostra come
sìa stato pensato
anche per un' utenza
non esperta
eia grafica sempli¬
ce e guidata Con
Personally Safe
and Sound è possi¬
bile salvare tutti i
file del proprio sistema non solo su
eventuali unita disco locali, come
floppy disk o partizioni diverse resi¬
denti sullo stesso disco o su dischi
diversi sempre però locali al sistema,
ma anche su nastri, eventualmente
anche SCSI, su dischi magneto ottici,
su dischi di rete anche montati su
sistemi Novell NetWare o Windows
NT. I backup possono essere organiz¬
zati per essere eseguiti in maniera
manuale o automatica con tantissimi
possibili parametri per meglio incon¬
trare le diverse esigenze ed eventual¬
mente si può attivare anche il suppor¬
to alla compressione dei dati durante il
NetBIOS su TCP/IP ovvero... TCPBEUI
Una delle caratteristiche piu interessanti di OS/2 Warp Server
consiste nell'implementazione del NetBIOS su TCP/IP, detto anche
TCPBEUI.
Il TCP/IP è stato inizialmente sviluppato con la sponsorizzazione
del Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA), ma
ormai le sue specifiche sono state rilasciate nel pubblico dominio,
inoltre, specialmente per merito della grande diffusione di
Internet, è diventato il protocollo piu diffuso ed usato in una larga
varietà di tipologie di rete come Ethernet, Token-Rmg. linee seriali
dedicate, ecc.
Il TCP/IP generalmente e considerato un protocollo appartenen¬
te al livello 4 dell'ISO/OSI. quello di "Transport", e si compone del
protocollo IP (Internet Protocol), del 3° livello nella scala ISO/OSI
chiamato "Network", che definisce il modo in cui i nodi nella rete
vengono indirizzati in termini di "numero di rete" e "numero di
stazione", e del protocollo TCP, definito a livello "Transport". che
invece contiene la specifica delle modalità di servizio, come è
mostrato schematicamente in figura Le specifiche di nuovi proto¬
colli a livello di sessione vengono stabilite con un procedimento
composto da passi successivi, il primo dei quali consiste nella pub¬
blicazione dello standard proposto in una forma chiamata
"Request for Comment" e. dopo una sene di modifiche ed even¬
tuali discussioni, una volta approvato come standard viene identifi¬
cato con la sigla RFC ed il suo numero univoco di identificazione.
I numeri RFC 1001 e 1002 definiscono un protocollo per l'uso
con il TCP/IP di Client che supportano e si aspettano uno strato
comunicativo come il protocollo NetBIOS. In queste specifiche
vengono contemplate alcune classi di implementazione del proto¬
collo NetBIOS su TCP/IP la più semplice ed anche la più diffusa, è
l'implementazione in nodi Broadcast (B-node), specifici degli
ambienti che supportano configurazioni broadcast o Ethernet,
Esistono poi altre implementazioni, come quella con nodi point-to-
point (P-node), che operano in ambienti in cui esistono solo con¬
nessioni pomt-to-point. e le implementazioni miste (M-node), che
operano in ambienti eterogenei
Con il supporto del TCPBEUI OS/2 Warp Server migliora in
modo significativo le sue possibilità di servire Client anche non
strettamente connessi alla stessa LAN, abilitando, ad esempio,
una macchina con IBM Peer for OS/2 o con OS/2 Lan Requester, a
poter comunicare con un server OS/2 Warp anche se appartiene a
un segmento di rete non collegato direttamente
Questi tipi di collegamenti sono resi possibili perché il TCPBEUI
fornisce lo stesso protocollo di interfaccia, l'LMIO, fornito general¬
mente dal protocollo NetBEUI, ed inoltre mappa le chiamate alle
API NetBEUI a reciproche API nel protocollo TCP/IP Un migliora¬
mento significativo rispetto alle RFC 1001/1002 consiste nella pos¬
sibilità. offerta dal TCPBEUI. di aumentare le prestazioni del siste¬
ma diminuendo il broadcast ed estendendo la comunicazione
anche ad apparati router e bridge, in maniera del tutto trasparente
per le applicazioni NetBEUI.
Bisogna precisare che per ottenere queste funzionalità il TCP-
BEUI non usa una tecnica di incapsulamento, ma costruisce pac¬
chetti conformi alle specifiche presenti nelle RFC 1001/1002 e li
invia tramite UDP e TCP. Così, per esempio, una volta stabilita una
sessione NetBEUI, il TCPBEUI userà i comandi di invio al Socket
su una connessione TCP/IP per inviare dati della sessione
NetBEUI, facendo precedere i dati utente correnti con un header
di sessione di soli 4 byte, con un overhead realmente minimo.
328
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
problematiche di workgroup aziendali
anche con moderne Intranet.
Per di più IBM, accusata ormai in
diversi ambiti di aver sempre più
abbandonato OS/2, in realtà sta lavo¬
rando in maniera realmente assidua
alla Java Virtual Machine per questo
sistema operativo effettuando anche
modifiche a livello di codice ad OS/2
Warp stesso. Tanto per dare un idea
dell'incremento di performance otte¬
nute si è ottenuto
un +44% con il
passaggio dalla
versione 1.02 alla
I. 1 ed un +50%
con la versione
II. 4 ottenendo
risultati di assoluto
rilievo in confronto
a qualsiasi altra
piattaforma Se
pensiamo a come
IBM consideri
strategico il lin¬
guaggio e l'am¬
biente Java ed al
fatto che stanno
arrivando non solo
le prime suite
Office compieta-
mente in Java ma
anche componenti
server scritte con questo linguaggio
allora, chissà, potremmo essere in
procinto di un ritorno in auge di que¬
sto sistema operativo anche presso la
casa madre.
«e
Per ellelluare un
backup basta, segui¬
re il tuboI Scherzi a
parte abilitare o meno
un'opzione con que¬
sta mterlaccia risulta
essere veramente
gradevole
lUf.Jt,:
Back •* Dim CtaiN Mail back.* tal
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* O* •*» tm*w c* Mm fiata*
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1 D.Ul~“Vm -, T O j 1
■ ttalai* ■ I &| J }
: .I.
mm
r<ft *a ma»M. ,au te back.*
backup per otti¬
mizzare l'occupa¬
zione di spazio sul
supporto scelto per la memorizzazio¬
ne. L'interfaccia utente è semplice e
gradevole ed inoltre è possibile asso¬
ciare dei file con musiche e suoni in
formato WAV con tutti i principali
eventi di sistema in modo tale da
essere avvisati su eventuali evoluzio¬
ne del backup anche senza stare di
fronte al monitor per lungo tempo.
Se poi ci sono esigenze ancora più
vaste e l'ambiente in cui si opera è
complesso ed eterogeneo Personaliy
Safe and Sound può lavorare insieme
al prodotto IBM ADSM ( ADSTAR
Distribuled Storage Management) ed i
backup possono essere inviati anche
su server diversi usando uno qualsiasi
dei protocolli disponibili come
NetBIOS, TCP/lP, APPO e cosi via. Il
server centrale ADSM può essere
eseguito sulla stessa macchina con
OS/2 Warp Server o su una macchina
differente come un sistema IBM 390,
un AS/400, un server Sun e tanti altri
ancora.
Personaliy Safe and Sound può
essere utilizzato sia per normali
backup e restore sia per recuperare
situazioni disastrose come la perdita di
un intero disco di sistema; basterà
infatti sostituire il disco e, se si ha un
backup dell'intero sistema, è prevista
la possibilità di ripristinare un sistema
a partire da un disco nuovo.
Alcune applicazioni,
come HP JetAdmin e
Lexmark Mark Vision
lor OS/2, sono distri¬
buite all'interno del
secondo CD-ROM di
OS/2 Warp Server e
devono essere instal¬
late separatamente
Con il Prinl Sen/ices
Facility lor OS/2 è
possibile specilicare
come utilizzare le
possibili trasforma¬
zioni da uno specifi¬
co formato in input
a quello di output.
Conclusioni
Come si può ben capire dalla sep¬
pur breve descrizione delle diverse
componenti di OS/2 Warp Server ver¬
sione 4 il prodotto ha delle funziona¬
lità ed un valore ben più alto di un
semplice sistema operativo di rete
per la condivisione di risorse disco e
di stampanti II fatto poi che, attual¬
mente, sia l’unico sistema operativo
che possa ospitare la componente
Manager di WorkSpace On Demand
lo rende ancora più interessante in
un'ottica di network computing sem¬
pre più spinto. Inoltre, l'architettura a
componenti di OS/2 Warp Server ver¬
sione 4, permette la sua facile esten¬
sione con ulteriori server come Lotus
Notes o Lotus Domino che danno la
possibilità di creare soluzioni a tutte le
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
329
■ PD-SOFTWARE
coordinamento di Corrado Giustozzi
Utility per tutti i gusti
Questo mese dedichiamo la rubrica a tre programmi di utilità molto
diversi fra loro: Warp Enhancer, un bellissimo addon per la WPS
che dimostra ancora una volta quanto sia flessibile e configurabile
l’interfaccia ad oggetti di OS/2; PM Diskcopy, prezioso per chi usa
spesso il floppy; ed infine Warp Cron, uno schedulatore di
programmi efficiente e parco di risorse che vi permetterà di
automatizzare le operazioni di routine sul vostro PC.
Vi ricordiamo come sempre di visitare il nostro sito WWW per le
ultime novità e di prelevare Khttp:/ www.mclmk.it mclink/teamos2it]
l’ultimo numero di JUSTWarp!
a cura del Team OS/2 Italia
Warp Enhancer
0.25
• Genere : utility per WPS
• Files : we025.zip (144 Kb)
• Autore : Achim Hasenmùller
(support@frodo.s.bawue.de)
• Reperibilità Internet:
hobbes.nmsu.edu
• Autore recensione : Flaviano
Prospermi K<laviano(fl>usa.net)
Volete vedere
quanto è grande una directory senza
aprire una Shell OS/2? Volete utilizzare il
tasto centrale del mouse 7 E i tasti
"Win95" sulle nuove tastiere?. Potete
allora usare l'ottimo Object Desktop
della Stardock che, tra le altre cose fa
anche questo, oppure, ad esempio.
Warp Enhancer. Il programma, non
richiede particolari configurazioni di
sistema, l'importante è che si abbia
Warp 3 o superiore, per installarlo basta
scompattare il file we025.zip in una
qualsiasi directory, lanciare
REMOVE.CMD se si utilizza una qualsia¬
si versione precedente del programma,
ed in seguito INSTALL.CMD il quale
creerà un oggetto sul desktop per poter
lanciare il programma. Lanciando il pro¬
gramma per la prima volta, nella direc¬
tory \OS2\DLL verrà copiato il file
WEWPS.DLL, registrata una nuova clas¬
se WPS (che occuperà circa 14 Kb e
non sostituirà nessuna classe esistente
cosi che nessun programma potrà esse¬
re compromesso) e creata un'istanza di
questa classe. Utilizzando un'opzione
nelle proprietà di Warp Enhancer si può
specificare di cancellare la DLL copiata
ogni volta che il programma viene chiu¬
so, in modo che nessun cambiamento
effettivo sarà apportato al sistema
La "barra di stato" viene visualizzata
nella parte inferiore delle finestre e ricor¬
da (anzi le funzionalità sono praticamen¬
te le stesse) quella di Object Desktop,
infatti sono visualizzate informazioni
riguardi il numero di oggetti, la loro gran¬
dezza. il numero di oggetti selezionati e
rispettiva grandezza complessiva, la dif¬
ferenza sostanziale tra le due è che que¬
sta è configurabile. E’ infatti possibile
visualizzare solo le funzioni desiderate,
definire il font, i colori dello sfondo e del
carattere semplicemente trascinando il
colore ed il font desiderati direttamente
sulla barra.
Il tasto centrale del mouse può simu¬
lare un doppio click e/o permettere lo
scorrimento delle finestre senza dover
muovere il mouse sulla barra di scorri¬
mento Imolto utile ad esempio per
Netscape), un click del secondo tasto
(quello di destra per i non mancini) sulla
barra della finestra visualizzerà il menu
di sistema senza dover andare a cercare
l'iconcina in alto a sinistra Quando inve¬
ce si premerà il secondo tasto del
mouse in una parte qualsiasi della fine¬
stra o della barra di stato verrà visualiz¬
zato un menu dal quale e possibile cal¬
colare la grandezza della directory com¬
prese le sottodirectory.
La finestra di Shutdown è aggiornata
con l'aggiunta di alcune voci: shutdown
semplice, reboot (il sistema riparte
330
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
PD SOFTWARE ■
subito dopo lo shutdown), dual boot o
ibernazione del sistema.
Un filtro può essere aggiunto alla
wmdow list, cioè i programmi selezio¬
nati non verranno visualizzati sulla stes¬
sa dopo il loro lancio.
Altre funzioni sono, il supporto ai
tasti Win95 sulla tastiera, ordinamento
per estensione delle cartelle, ordina¬
mento delle cartelle quando aperte, le
finestre massimizzate non si possono
né muovere né dimensionarle, tenere
sempre acceso il NumLock, il tasto di
backspace (la freccia a sinistra in alto a
destra) fa aprire la cartella padre di
quella selezionata.
L'unica raccomandazione è quella di
non chiudere il programma con una uti¬
lity di kill per non incorrere cosi in un
eventuale crash della WPS, ad ogni
modo questa è più una pre-release che
una versione definitiva per cui è lecito
aspettarsi nuove funzioni e caratteristi¬
che nelle versioni successive ma ciò
non toglie che Warp Enhancer è un
programma ben sviluppato, di facile uti¬
lizzo e che rende sicuramente più sem¬
plice e veloce il nostro lavoro.
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C 1 H*. |
Ert*E
Dl*«C
M4H
|C1 24nmvr
• PM Diskcopy
v2.3A
• Genere: Utility, Shareware
$17-25 o$55
• File: pmd23e.zip (310Kb)
• Autore: Bernd Wetzel
• Reperibilità lnternet:ftp://
hobbes.nmsu.edu/pub/os2
• Autore recensione: Gian Luca
Prosperim |;ciian-luca(a>usa.net|
Copiare i dischet¬
ti è una delle operazioni più utili e
noiose. Pertanto, un programma effi¬
ciente e (perché no?) divertente è
quello che ci vuole.
A prima vista, PM DISKCOPY si
presenta con interfaccia grafica grade¬
vole e forse anche un po’ scherzosa.
Dietro tutto questo c'è una utility a
32-bit potente e funzionale.
L’installazione è facilitata da un como¬
do programma ed è assistita da un
help in linea presente anche nel pro¬
gramma stesso.
Con PMDISKCOPY si possono
effettuare più copie di uno stesso
dischetto, confrontare il contenuto di
due dischi e creare un file immagine
sul nostro hard disk. Inoltre, è possibi¬
le formattare un dischetto (c'è anche
il quickformat) oppure, se non si ha la
pazienza di aspettare, copiare solo le
tracce del disco realmente utilizzate
C'è anche la possibilità di copiare
dischi con diversi formati, a patto che
il formato di destinazione sua piu
capiente di quello di origine. Per
esempio: se vogliamo copiare un
dischetto da 1.2Mb 5.25" su un
dischetto da 1.44Mb 3,5", possiamo
farlo. Prima di eseguire la copia
dovremmo, però, accertarci di aver
selezionato l'opzione "format target
disk". In sostanza, ogni volta che si
vuole copiare dischi di diversi formati
dobbiamo formattare il disco di desti¬
nazione.
In PM Diskcopy troviamo pure un
pulsante configurabile a nostro piaci¬
mento per lanciare un programma di
anti-virus per OS/2 o per DOS
Possono essere specificati anche dei
parametri (oltre a quelli standard di
OS/2), per esempio %D verrà sosti¬
tuito con il nome del drive sorgente
Possiamo, inoltre, impostarlo in modo
da lanciare uno script CMD o BAT, in
MCmìcrocomputer n. 182 - marzo 1998
331
■ PD SOFTWARE
modo da far eseguire piu di un
comando.
Una finestra visualizzerà i file e le
directory contenute nel disco sorgente
o dell'immagine del disco su hard disk,
alcuni dati riguardanti la F.A.T., il nume¬
ro seriale ed altre informazioni utili
Un’interessante funzione e il "sec-
tor sliding". ossia un metodo per eli¬
minare i tempi morti durante la lettu¬
ra/scrittura del disco. Normalmente,
quando il drive deve passare da una
valore ottimale per il nostro sistema
Tempi di lettura tra i 37s ai 44s sono
indicati come buoni per un disco ad
alta densità da 3.5". Questa opzione
può essere attivata e disattivata
anche mentre si sta eseguendo la
copiai
Per gli utenti più esperti, è possibile
far ignorare gli errori di lettura in
modo da permettere, in casi particola¬
ri, di copiare anche dischetti rovinati.
Anche questa opzione può essere
Volume label: CSI DISK I
Capatila (K|: 1440
DwT-PCDOS?|f«TI OMcuwTr
Fra* fi SI 3 BBS <*S6*3? St.*irgj»
tóUSBOSOlD
«JTOMCBAI
»U!0D«0->.
»Q BB
X I
i 1
** Caro».
Ho
Scuce
'•IH
□
Deve A
□
Deve A
□
IwiÉ-
□
(•
S
E3
Imago FI»
traccia a un'altra o cambiare faccia,
impiega del tempo che con questa
opzione diminuisce sensibilmente.
Però, essendo OS/2 un sistema
operativo multitasking e multithrea-
ding, lavorare calcolando continua-
mente tracce e facce non è sempre
una buona idea Infatti, quando il
sistema sta eseguendo molte applica¬
zioni e l'utilizzo della cpu si aggira
attorno al 100% la funzione "sector
sliding" può rallentare la lettura o la
scrittura. In questo caso, sarà meglio
disabilitare la funzione, che è configu¬
rabile dall'utente che può scegliere il
numero di settori da far "scorrere"
quando si cambia traccia o faccia.
Per determinare l'ottimo dovremo
far leggere completamente un disco e
prendere appunti sui tempi di esecu¬
zione e i parametri impostati. Dopo
alcune prove avremo sicuramente un
cambiata mentre si sta lavorando sul
disco
Inoltre, è possibile impostare il
numero massimo di tentativi da effet¬
tuare in caso di errore su disco.
Se vi accontentate di copiare la sola
parte del disco contenente i dati,
potete farlo e risparmierete del tempo
prezioso. In questa modalità di funzio¬
namento, anche se un solo settore di
una traccia è scritto, tutta la traccia
verrà considerata piena e copiata.
Dato che solo le tracce piene ven¬
gono scritte sul disco di destinazione,
nel resto del dischetto rimarrà il con¬
tenuto originario, che sarà, pertanto,
ancora accessibile con particolari pro¬
grammi in grado di leggere singole
tracce del disco.
Per velocizzare ulteriormente il pro¬
cesso di copia si può attivare il "NON
STOP MODE" Automaticamente, al
termine della copia il programma sarà
pronto per lavorare su un nuovo
disco
A differenza di quanto avviene per i
dischetti formattati con il DOS. quelli
formattati con OS/2 bloccano il boot-
strap del computer nel caso in cui
contengano file di sistema Questo
comportamento non è del tutto sba¬
gliato, perché un virus che dovesse
installarsi sul boot sector potrebbe
infettare anche l'hard disk.
Se volete che i dischetti non di
sistema non interrompano il boot-
strap, allora basta dire a PM DISK-
COPY di manipolare il settore di boot
quando si esegue la formattazione
veloce. Il programma riscriverà il con¬
tenuto del primo settore del disco in
modo da permettere, all'accensione
del computer, di ignorare la presenza
del dischetto. Questa opzione funzio¬
na anche quando si copiano i dati da
un file immagine.
Durante la copia la finestra di PM
DISKCOPY può essere automatica¬
mente minimizzata in modo da libera¬
re la scrivania. Inoltre, se si è impo¬
stato OS/2 per visualizzare sulla scri¬
vania le finestre minimizzate, verrà
visualizzata una percentuale che indi¬
ca lo stato di avanzamento del lavoro,
finito il quale la finestra ricomparirà.
Molto interessante è la funzione di
supporto di più di due drive per i
dischetti.
Come già detto PM DISKCOPY sup¬
porta le immagini dei dischi su hard
disk. I formati gestibili sono: PM
DISKCOPY (lettura e scrittura con
controllo CRC), VMDISK (sola lettura,
creato con l'utility VMDISK.EXE di
OS/2), DSK (sola lettura, creato con
SAVEDSKF - per intenderci: il formato
con cui vengono distribuiti i fixpak di
IBM).
Permette, inoltre, di generare ese¬
guibili OS/2 da uno o più file immagi¬
ne.
Ma non è finita qui! Insieme al pro¬
gramma troviamo l'utile PM FILEMA-
NAGER attivabile dalla sua icona o
direttamente da PM DISKCOPY che
permette di gestire i file presenti
sul nostro sistema. Tra le funzioni
disponibili troviamo: la copia, la can¬
cellazione, lo spostamento di file, l'a¬
pertura ed l'impostazione degli ogget¬
ti e la stampa.
Riassumendo: PM DISKCOPY è un
prodotto shareware ben concepito e
gradevole; la registrazione costa solo
17$ per gli studenti e 25$ per i nor¬
mali utenti. Se usato in ambito com¬
merciale il costo è di 55$
332
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
PD SOFTWARE ■
WarpCron 1.98
• Genere : schedulatore
Postcardware
• File: Wcron198.zip 66871
bytes
• Autore: Julìan Buss
Hlulian@deadend.argh.or(j )
• Reperibilità Internet:
Hobbes-FTP, ftp.leo.org
• Autore recensione : Luigi
Morelli [L.Morelli(g)mclinK it|
Come purtroppo
sappiamo, sotto OS/2 nativo non esiste
un sistema tipo Cron-AT che ci permet¬
ta di lanciare un'applicazione in auto¬
matico ad intervalli prestabiliti, che sia
leggera e richieda poche risorse
Fortunatamente però esistono numero¬
si programmatori di buona volontà che
dedicano il proprio tempo libero allo
sviluppo o al porting di applicazioni per
OS/2.in particolare vi sono moltissime
utility di derivazione unix-Linux, grazie
al fatto che esiste una versione nativa
per OS/2 dell'ambiente di sviluppo
GNU EMX.
WarpCron è esattamente ciò che il
nome suggerisce: una utility Cron-like
leggera ed efficiente, scritta con
VirtualPascal/2 per OS/2 Warp 4 a 32-
bit, compatibile con le versioni 2.x e
3.x.
Come è possibile vedere nell'illustra¬
zione. WarpCron funziona in modalità
testo, è il programma ideale su tutte
quelle macchine che hanno problemi di
scarsa memoria, e soprattutto "ruba"
solo un paio di millisecondi di tempo di
CPU per mantenere aggiornata la pro¬
pria lista di task in esecuzione. Il pro¬
gramma assume la lista dei task da
controllare attraverso un file di configu¬
razione (un semplice file di testo); in
caso di modifica di tale file, il program¬
ma è in grado di acquisire la nuova con¬
figurazione "on thè fly", senza blocca¬
re le attività schedulate e lanciate nel
frattempo.
Come funziona? Anziché addentrarci
in un roveto di parametri e di token da
ricordare per configurare il programma,
proviamo a utilizzare WarpCron confi¬
gurandolo per un caso reale: uno sche¬
dulatore per un'agenzia di viaggi Per
prima cosa automatizzeremo il sistema
di backup: quotidiano incrementale
disco-disco dopo le ore 20:00, settima¬
nale completo compresso, su nastro o
supporto magneto-ottico, dopo le
21:00; ovviamente il giorno del backup
generale NON verrà lanciato il quotidia¬
no. Chiusura contabile giornaliera auto¬
matizzata dopo la chiusura dell'agenzia
ma prima del backup, con controlli
relativi alla congruenza dei dati (in caso
di errore della procedura, anziché parti¬
re il backup viene lanciato un |ob di
recovery, viene abilitato un semaforo
per bloccare eventuali backup succes¬
sivi e infine parte un programma di
avvertimento indirizzato alla prima con¬
nessione disponibile). Controllo di lavo¬
ri m scadenza anche in caso di black¬
out elettrico (alla ripartenza del siste¬
ma i lavori schedulati nel periodo di
black-out verranno lanciati automatica¬
mente). Preparazione mensile di mai¬
ling-list automatizzate, personalizzate a
seconda del mese. Gestione degli
allarmi, con e-mail automatica al gesto¬
re del sistema. Chiusura automatica
(kill) delle applicazioni ancora attive ad
una certa ora. Lancio in automatico di
programmi specifici (DOS, Windows,
OS/2, Rexx) ad una certa ora. Statistica
di tutti gli eventi gestiti attraverso un
file di log.
Naturalmente è possibile attivare
automaticamente l'editor testuale,
controllare le caratteristiche di ciascun
evento programmato, o terminare i
programmi lanciati come child da den¬
tro WarpCron, che funziona anche
come monitor dei task da esso dipen¬
denti.
Il programma funziona in modo effi¬
ciente L'ho provato sul server di un'a¬
genzia di viaggi (ovviamente...) e non
mi ha dato alcun problema di compati¬
bilità: se viene configurato a dovere
all'inizio, è possibile snellire tutte le
procedure ripetitive, lasciando che il
personale si concentri su attività piu
utili. In chiusura, ho appreso da Julian
Buss che la tanto attesa versione 2 00
è in Alpha-test su Hobbes, directory
"incoming", e dispone delle seguenti
nuove features: la presenza di un pro-
ramma di setup per PM (scritto con
ibyl), la possibilità di lanciare pro¬
grammi "figli" assieme a programmi
indipendenti, l'indicazione del periodo
di attività del programma e di tutto il
sistema; anche il formato del file di
configurazione ha subito una modifica,
ed è stato reso piò leggibile e digeribi¬
le al parser del programma e all'even¬
tuale lettore umano. Probabilmente
quando leggerete questo articolo sarà
già uscita la beta o la versione definiti¬
va.
Infine, WarpCron fa parte del
"WarpWare", e maggiori informazioni
pos sono essere richieste alla mailing-
list Ivvarpware'fflaeadend.arqh orai
Sottoscrizioni a w arpware-
Irequesteideadend.arqh orcj con "sub-
scribe" nel corpo del messaggio se
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
333
coordinamento di Andrea de Prisco
Mainstay VIP BASIC e VIP C
di Raffaello De Masi
Mainstay VIP BASIC
e VIP C
Partii a servire la patria
alla veneranda età di ven-
tidue anni, arma bersa¬
glieri, dopo aver tentato
di tutto (anche arrivando
ai più ignobili sotterfugi;
sono un signore, non
posso "sprofferirli" qui in
pubblico) per farmi eso¬
nerare Ovviamente ebbi
le rassicurazioni più con¬
solanti da tutta la gerar¬
chia militare che andai a
importunare, da un mare¬
sciallo amico di mio padre
a un generale semirim-
bambito che. ogni volta
che andavo a trovare, mi
raccontava per filo e per
segno una sua azione di
guerra in cui, a capo di un
manipolo di ardimentosi,
aveva conquistato una te¬
sta di ponte in una sper¬
duta località della Grecia,
e, ogni volta, ovviamente,
la schiera dei truculenti
avversari diveniva sem¬
pre piu numerosa, la
coorte dei suoi sempre
più sparuta ma dal corag¬
gio ancor piu leonino, le granate esplose
a non più di trenta centimetri di distanza
sempre più terrificanti e inutili di fronte al
suo coraggio, lo ascoltavo, dando escla¬
mazioni di stupore schifosamente condi¬
scendenti, e professando che mai e poi
mai sarei stato capace di tanto, e nel
frattempo facevo di tutto per mettergli
davanti il telefono perché facesse quella
chiamata che mi avrebbe salvato dalle
patrie legioni. Manco a dirlo, mi fecero
abile arruolato al primo giorno di visita,
mi vestirono di una patria divisa, tanto
caruccia, e mi spedirono, per sommo
scorno, a mille chilometri da casa
Tra le patrie montagne del Piemonte
trascorsi tutto l'inverno, senza sapere a
chi santo voltarmi; freddo cane, fuori e
dentro (la mia ragazza di allora, senza
metterci tempo in mezzo, dopo una set¬
timana dalla mia partenza se n’era già
trovato un altro, militesente), guardie
Produttore:
Mainstay Ine
591 A Constitution Avenue
Camarille) CA 93012-9812
l'tte '-.v.vv. •■■■■-■ i, |
e-maii |r-.ro«tn■,-sMy .|
Distribuiti in Europa da:
IRIS Europe
Image Recognition Integrateci Systems
Rue du Bosquet. 7
B- 1348 Louvam-La-Neuve
Belgio
Tel +♦ 32 10 451364
e-mail support@irislink com
Prezzo:
VIP BASIC 295$
VIP C 495$
notturne a non finire (an¬
che l'ultimo dell'anno, gli
altri si baciavano la ragaz¬
za e io mi baciavo il Ga¬
rantì), rancio e gavettom
da soldataglia, licenze
manco a parlarne. Conse¬
guita la specializzazione in
centralinista, fui trasferito
a Civitavecchia, favolosa
località balneare, dove,
quando si dice avere una
specializzazione, fui subi¬
to impegnato a seguire i
compiti a casa della figlia
del tenente colonnello
Ovviamente questa in¬
combenza mi portava via,
si e no, un'oretta al gior¬
no (la ragazzina frequen¬
tava la quinta elementa¬
re); e per il resto, che fare
di tutta la giornata? Deci¬
si. cosi, di imparare una
lingua e comprai un corso
(si chiamava Venti Ore,
se non sbaglio) di russo
(mica robetta da poco!)
che seguii puntigliosa¬
mente dalla prima alla pri¬
ma cassetta Poi decisi
che le forze armate mi avevano voluto,
ed esse dovevano sopportarmi, e mi de¬
dicai a meno impegnative attività, come
fare un giro allo spaccio o ascoltare la ra¬
dio ben nascosto nel magazzino coperte
Beh, il russo l'ho cominciato a rimasti
care da qualche anno, per altri motivi
ma tentativi con linguaggi umani non ne
ho fatti piu In compenso le nostre ado
rate macchine mi hanno costretto ad im
pararne molti altri, di idiomi, tra cui l'ama
to FORTRAN (il primo amore non si scor
da. .), l'adorato BASIC, Codiato Pascal
l'indispensabile C. Oggi la moda dei lin
guaggi è un po' passata (una quindicina
di anni fa cominciò il loro boom, e chiun
que. per saper scrivere uno straccio d
sorgente in Basic o Pascal, si autodefinì
va programmatore), questi sono ritornat
patrimonio del vero professionismo, s
sono liberati del ciarpame che aveva in
fazionato il mercato, hanno riassunto il
334
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
loro vero ruolo di tool da specialisti, po¬
tenti e raffinati Tutto questo ha portato a
ridurre consistente¬
mente il numero
delle firme presenti
sul mercato, ma le
presenze attuali so¬
no caratterizzate da
qualità elevata, raffi¬
natezza stilistica e
formale, potenza
delle prestazioni, fi¬
no a divenire veri
ambienti di sviluppo
di grande efficienza
ed eleganza. Sem¬
brerà strano, ma
Macintosh continua
a godere di una po¬
sizione privilegiata
nel campo dei lin¬
guaggi, con presen¬
ze ancora numero¬
se di grande qua¬
lità Ne esamineremo, in questa puntata,
due, che hanno il pregio di una filosofia
d'uso tanto originale quanto raffinata, ol¬
tre tutto ben integrata nell'ambiente
operativo del Mac.
Un esempio di frammento di sorgente in questo
caso una chiamata a una routine di toolbox
Il linguaggio dei VIP
I lettori più fedeli di questa rubrica ri¬
corderanno che, proprio su queste pagi¬
ne, abbiamo presentato la prova, un paio
d'anni or sono, del VIP BASIC, un lin¬
guaggio strano, curioso, elegante e raffi¬
nato. per il quale esprimemmo diversi.
lusinghieri commenti. Ci stupì, in quella
occasione, il modo completamente nuo¬
vo di affrontare la problematica connes¬
sa con l'uso dei linguaggi, modo che era
comune a quello dell'altro idioma prodot¬
to dalla Mainstay, il C. Oggi siamo alla
versione 2 di ambedue i rappresentanti,
e l'eccellente impressione che, a suo
tempo, ci fece il BASIC si rafforza ancora
di più in questa release completamente
rinnovata, nella sostanza più che nella
forma, dei due linguaggi
Sembrerà strano aver riunito, nello
stesso articolo, due linguaggi che. alme¬
no in senso generale, sono così distanti,
per sintassi, concezione, perfino destina¬
le chiamate di variabili, sebbene non sia obbliga¬
toria la loro definizione, il linguaggio le riconosce,
elencandole, e. poi. consentendone una successi¬
va caratterizzazione
6
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
335
editing, nelle tecniche di utilizzo, debug,
compilazione, addirittura nei menu e per¬
fino nei manuali. Indipendentemente
dalle caratteristiche e dalle tecniche di
redazione proprie degli specifici linguag¬
gi, i due VIP girano e funzionano allo
stesso modo. Sebbene le sintassi dei
due idiomi siano del tutto diverse, non
solo nella forma e nella grammatica, im¬
parare a usare BASIC è imparare a usare
C e viceversa. Come mai può essere tut¬
to ciò?
La risposta è semplice, e di una sem¬
plicità disarmante; per imparare a usare
l'uno o l'altro dei linguaggi non è neces¬
sario mandare a memoria alcuno state¬
ment, alcuna forma di scrittura, alcuna
regola idiomatica; ambedue sono la più
alta applicazione del concetto di pro¬
grammazione per oggetti che. almeno
io, abbia visto in circolazione
In altre parole una applicazione è fatta
di una serie di blocchi, per cosi dire mat¬
toni, ognuno dei quali è un mondo a sé,
un listato è formato da una serie di co¬
mandi, loop, strutture condizionali, chia¬
mate a file esterni, che viene costruito,
sullo schermo, in una specie di flow-
chart, che si autocostruisce trascinando¬
ci su routine staccate Queste routine
sono pièce grafiche, che, cliccate. si
aprono per poter inserirvi parametri, va¬
lori di conta, trap di controllo e cosi via
Ovviamente ogni pezzo può contenerne
altri, e così via. In questo modo diventa
completamente inutile sapere come va
scritto un ciclo FOR .. NEXT Trascinia¬
mo sulla pagina bianca l'icona dei loop,
scelta da una tavolozza, la cucchiamo per
aprirla, nella finestra ottenuta indichiamo
i valori di entrata, uscita e l'incremento,
e abbiamo finito. Nel loop occorre inseri¬
re delle operazioni? Altrettanto sempli¬
ce! Dalla stessa tavolozza trasciniamo gli
operatori che ci servono (dalla più banale
addizione al più complesso confronto
booleano), clicchiamo la nuova icona, e
inseriamo il valore degli operatori; cosi
II selup delle preferenze,
mollo miglioralo rispetto
alla precedente versione
zione e utilizzo. Ebbene, scopriremo tra
poco che non è cosi; sebbene infatti si
tratti di due idiomi dalla filosofia tanto di¬
versa. la loro visuale di utilizzo è tanto si¬
mile che descriverne uno è come descri¬
verli entrambi. E la cosa è tanto vera che
non ci preoccuperemo, durante il resto
dell'articolo, di precisare più se quanto di¬
remo si riferirà a questo o a quello Come
nell'ambiente umano, i VIP sono tutti
eguali!
Ambedue i pacchetti sono giunti alla
versione 2, ed è stato un bel salto dalla
versione precedente; quando, un paio di
anni or sono, parlammo della prima relea-
se, il tutto era ospitato da un paio di di¬
schetti alta densità. Oggi ambedue gli
ambienti sono cresciuti, e di molto, tanto
da richiedere un CD-ROM (la versione su
floppy non è prevista neppure come op¬
tional). che ospita anche i tre manuali
(User Guide, Tutorial, e Reference). L'in¬
stallazione richiede,
in entrambi i casi,
una quindicina di
megabyte, ma mol¬
to materiale, come
le utility, diverse li¬
brerie di esempi e i
grossi manuali, re¬
stano sul CD.
A proposito di ma¬
nuali, non compren¬
diamo la scelta di
Mainstay di evitare,
dalla versione 2, la
stampa del materia¬
le cartaceo. Mai come in un linguaggio,
l'avere a portata di mano un manuale in
forma di libro è sicuramente indispensa¬
bile. Inoltre c'è da dire che la particolare
filosofia di gestione e d’utilizzo dell'am¬
biente, ancorché pratica e piacevole da
usare, ha bisogno, almeno all'inizio, di un
minimo di supporto costante, di manuali
da consultare rapidamente, di pagine con
segnalibro a cui accedere immediata¬
mente. E andare a cercare le informazioni
che ci servono su un file formato pdf o ,
addirittura, e.doc non è poi cosa di gran¬
de agilità.
Come funzionano i VIP
I linguaggi della Mainstay, VIP BASIC e
VIP C, hanno una caratteristica che li ren¬
de immediatamente interessanti; sono
praticamente identici, nell’ambiente di
336
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
via. Un po’ come utilizzare l'autocompo-
sizione delle funzioni in Excel, o, meglio,
gli oggetti di AuthorWare o di Course
Builder
Per dirla con gli implementatori, VIP
è visualmente interattivo. Usare i pac¬
chetti per agganciare un'idea e trasfor¬
marla in un'applicazione è cosa ben più
semplice che usare un linguaggio tradi¬
zionale. Non è necessario creare un
ambiente di test dei prototipi, e, cosa
purtroppo cui ci hanno abituato i più re¬
centi linguaggi, non è necessario en¬
trare e uscire da diversi ambienti per
realizzare l'applicazione finale; tutti i
tool, dai più banali statement ai più
complessi mezzi tecnici per la compila¬
zione, sono II a portata di mano,
La vera forza vincente di VIP sta pro¬
prio qui; a disposizione del programma¬
tore ci sono un text editor (per chi ne
avvertisse la necessità, ma posso assi¬
curare che una volta entrati nella filo¬
sofia, se ne farà volentieri a meno), un
editor di flowchart, un interprete, un
debugger e dodici editor di risorse, tut¬
ti perfettamente integrati in un singolo
ambiente. L'avere a portata di mano
tutto, senza praticamente mai muover¬
si da un solo ambiente, rende lo svilup¬
po e la messa a punto di una applica¬
zione estremamente rapida. Oltre tut¬
to, questo approccio "visuale" rende il
"tracing" del programma facile e offre
una marcia in più nello scoprire gli er¬
rori Ovviamente la stessa struttura
grafica del listato evita penose sedute
di decifrazione di listati che, come ben
si sa, tendono a divenire criptici dopo
poco tempo anche per il più ordinato
? Linguaggi di concezione mo-
j dernissima, strutturati in di-
OC ; versi livelli d’ulilizzo.
n : Ambiente di programmazio-
= ne di grande respiro e qua¬
lità. intuitivo e rapido da ap¬
prendere, che, per le sue
tecniche di redazione, rende il debug facile e
rapido.
Fastidiosa la disponibilità dei
manuali solo sotto forma di
file, in formato "pdf" ed
e''doc”.
Le applicazioni non sono
compilate, nel vero senso
della parola, ma solo criptate
e dotate di una runtime.
tdii .. im.i■. i- ■ affli*
JaL-S *
itni’nnin’.i» «mi
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Organi*» P»l»tt»..
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vr^*.4
vr
■
-r'--,—_
I
0 llvmt ol 55?
-L
dei programmatori.
Il disegno visuale per certi versi rivo¬
luzionario di VIP, i suoi tool d'aiuto per
la creazione di un'applicazione, la pos¬
sibilità di modificare, sovente con un
solo tocco del mouse, il codice e ve¬
derne immediatamente i risultati, sono
di aiuto incomparabile per un program¬
matore. E anche un programmatore
esperto, e già abituato a tecniche tradi¬
zionali, troverà a portata di mano tutto
quello cui è abituato, almeno fino a
quando non si sarà adeguato alla nuo¬
va filosofia; addirittura VIP permette, in
ogni momento, di passare dall’ambien¬
te grafico a quello d'editor, e questo
potrebbe essere anche visto favorevol¬
mente dal punto di vista della didattica.
VIP integra cinque livelli d’aiuto sem¬
pre più comprensivi, permettendo a
programmatori di gusti diversi di sce¬
gliere il mondo più
idoneo al proprio
stile di program¬
mazione e di reda¬
zione del sorgen¬
te. Al più basso li¬
vello VIP mette a
disposizione un
editor ANSI, in cui
i comandi possono
essere battuti di¬
rettamente dalla
tastiera o, meno
francescanamen¬
te, estratti da un
pop-up menu, che
almeno assicura
una sintassi certa¬
mente corretta (in
ogni caso VIP ese¬
gue automatica-
mente il flowchart del codice inserito,
e mette sempre a disposizione i proto¬
tipi di chiamata al toolbox, liberando il
programmatore dalla seccatura di an¬
darseli a cercare e di batterli alla tastie¬
ra).
Per i programmatori che non hanno
avuto tempo, voglia o pazienza di en¬
trare in intima conoscenza delle tecni¬
che di lavoro interno del Mac e di leg¬
gere le x-mila pagine di Inside Macin¬
tosh, VIP fornisce un livello di supporto
più elevato. Oltre 500 funzioni e co¬
mandi precompilati, di alto livello, sono
immediatamente disponibili, riducendo
la complessità del Toolbox a un gioco da
ragazzini. In questo modo è garantito a
chiunque, anche a chi di QuickDraw e di
routine di TB sa poco, di accedere alle
potenzialità interne del Mac, anche se ha
poca confidenza con le cineserie di utiliz-
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
337
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0 ,
I
lìrr
zo delle routine in¬
terne.
E non è finitol
VIP offre, a un livel¬
lo ancora superiore,
un immediato ac¬
cesso alle librerie
standard ANSI, la
disponibilità di fun¬
zioni e di comandi
diviene, allora, im¬
pressionante, con
oltre 2900 chiamate
(praticamente tutte
quelle comprese
nei diversi volumi di
Inside Macintosh). I
due ambienti, tanto
per dare qualcosa
in più, possiedono
Un esempio di codice
puro C, generato da
VIP
T- m HI» 1011 NawgoNon IMrn, Ulinflom
I manuali compresi nel
CD. lasndiosamente
non presenti in torma
cartacea
• jfl «? & % ‘>
VIP-C Editor
Th* haart of «ny d#v*lopm*nt •nv»ronm»nt 1» iti «dltor Th# *dit«.f 11 uud by th*
f»rcgr*mm*r b> «xnpo* Ut* <od* **<uon« or * profocl a good oditof c»n up
4«v«lopm»nt Urn» coniidarably by a«UUng U\* programmar in chocking U>* pro|*t and by
«l*rUng ih* programmar lo poiantial problemi A poor adì lor <an »Jow « programmar and
ultxmataly dalay a projact’i compUtion No mattar what programmmg anviroomant la usali,
ih* aditor plays a cruciai fola in a projaefa craaUon
V|P< ollars a robust and innovativa aditoi Ai coda it wrlU*n. Dia Editor lokaniz*» aach
Un» ebacking lor tynux arrori. irralavant funcuon». and missmg quotai Sourca coda it
automaUcally rormattad lor naatnaw and raadability Tha Editor craotaa a halpfui flowcbart
ol tba coda, vuuaily diipiaying ita itructura A* tba programmar modulai tba coda, tba
flowcbart updatai automaUcally Thaaa laaturai and otbars can «va a programmar boura ol
Urna dacipbanng sourca coda
Du# to iu visual natuia. tba V|p< Editor providas daar. affacUva organitaUon for a
projact RouUnas ara listad naaUy in a globaliy accattiti» projact wmdbw Doubla-clicking a
rouuna opan» a window dispiaymg iu contanti tn an intutUva Mac-lika fashion ObjacU,
sucb as vanabias and macroi, ara groupad by klnd along tba laft uda of aach window Thasa
organitaUon fatturai assist a davalopar in wriung Pattar mora afficiant program!
Each part ol tba VIP-C Editor providat an alamant of halp and control tbat 11 not affordad
in otbar anvironmant» Control flow statamanu and funcuons can ba craatad quickly from a
pop-up manu Tha top of tba adiUng window displays tba full syntax for aach function
including argumant typas Halp is always just a mousa click away Fatturai Uka Uiasa mak*
programmmg in VIP-C a mora rawarding axp^nanca
una utility che permette di implementare
automaticamente nuove funzioni delle
future RAM e dei futuri sistemi operativi.
Pensavate fosse finito? Ancora no, c'è
una marcia in più. VIP Dispatcher, un
ambiente estremamente sofisticato, per¬
mette di creare lo scheletro di un'appli¬
cazione senza sforzo, settando tutti gli
"event loop", che poi sono la vera spina
dorsale del Mac.
Conclusioni
VIP BASIC e VIP C sono due splendidi
esempi di linguaggi programmazione
dell'ultima generazione. Mai come ades¬
so costruire una applicazione, anche per
chi ignora le talora fastidiose regole di re¬
dazione dei linguaggi, è facile e redditi¬
zio La vera forza dei due idiomi, che fun¬
zionano in maniera assolutamente identi¬
ca, sta nella possibilità di intervenire sul
codice e di vedere immediatamente 1 ri¬
sultati. Questo, assieme alla piacevole
leggibilità del codice stesso, che abban¬
dona la vecchia tecnica editoriale per ge¬
stire alla grande la programmazione gra¬
fica per oggetti, crea un ambiente piace¬
vole e amichevole, in cui sovente una
semplice occhiata all'ossatura del sor¬
gente, cosi redatto, consente di indivi¬
duare funzioni, possibili migliorie, o sem¬
plicemente gli scopi che il programma è
chiamato ad assolvere. La trasparenza
dei due pacchetti è completa, tanto che
un programma può essere "tradotto"
nell'altro linguaggio senza difficoltà, ed è
curioso, se si parte da un listato ANSI,
vederlo trasformato nell'altra sintassi, so¬
vente con una struttura completamente
diversa.
Lo ricordate BASTOC? Beh, qui siamo
anni luce avanti.
DOS Mounier 95 1.1
di Raffaello De Masi
Da che mondo è mondo, il problema
dell'incomunicabilità è stato dibattuto
da filosofi, pedagogisti, liberi pensatori,
è divenuto addirittura una bandiera di
gruppo e un emblema di fede politica,
ha fatto testo e bella presenza in salotti
culturali di bel nome, è stato asservito
a tanti padroni. Poteva mai essere che
nel nostro bel mondo del bit l'incomuni¬
cabilità non fosse presente? Certo che
no, visto che DOS/Windows e Mac non
hanno mai fatto poi grandi sforzi per, al¬
meno, guardarsi dalla finestra.
Per la verità. Apple qualche timido
tentativo per avvicinarsi all'acerrimo ne¬
mico l'ha sempre fatto (ma non crede¬
teci poi tanto, a questa storia dell'acer¬
rimo, diceva mia nonna "Consiglio di
volpi, strage di galline!") A partire dal
rudimentale Apple File Interchange, ru¬
vido da maneggiare e incerto nei risul¬
tati, si sono susseguiti numerosi tenta¬
tivi, peraltro neppure cattivi, per aprire
un varco nell'incomunicabilità. Ricorde¬
remo tutto il buon software presente
nello shareware, e l'eccellente esten¬
sione PCExchange, praticamente tra¬
sparente all’utente Poi venne il Sy¬
stem 7 che integrò completamente nel¬
le sue vaste viscere le funzioni che era¬
no state prima proprie di questi pac¬
chetti (riconoscimento e lettura auto¬
matica dei file, loro corretta assegnazio¬
ne al programma, formattazione di di¬
schi nel corretto formato, perfino crea¬
zioni di partizioni dedicate all'uno e
all’altro ambiente). Sembrava che non
ci fosse null’altro da scoprire; e invece
ecco DOS Mounter, oggi nella versione
95 1.1: si tratta della versione rinnovata
e aggiornata di un pacchetto di Softwa¬
re Architects, già presentato nella no¬
stra rubrica, e che offre non piu una uti¬
lity, ma un vero e proprio ambiente per
il trattamento e la gestione di file PC
nel mondo Macintosh.
Cosa è DOS Mounter
DOS Mounter 95 è un'utilità di tra¬
sferimento di file progettata per sfrutta¬
re al meglio le capacità cross-platform
offerte da molte delle principali applica¬
zioni software disponibili sul mercato
Grazie a DOS Mounter 95, l'utente può
installare un disco PC dal Macintosh,
338
MCmicrocomputer n, 182 - marzo 1998
accedere ai file DOS e manipolarli co¬
me se fossero file Mac, mappare a tre
caratteri le estensioni di file DOS o
Windows ad applicazioni Macintosh per
consentirne il lancio automatico ed usa¬
re il Macintosh per effettuare operazio¬
ni di formattazione e partizione DOS.
Inoltre, attraverso DOS Mounter, gli
utenti Mac potranno leggere diretta¬
mente dischi DOS, Windows 3 e Win¬
dows 95, compresi floppy, dischi ma-
gneto-ottici, unità rimovibili Syquest e
DOS Mounter 95,
versione 1.1
Produttore:
Software Architecis
19102 North Creek Parkway 101
Bothell. Washington 98011-8005 USA
Tel. 12 061487 012? _
e-mail-lsu pporl'gsoltarcn coni
|nttp //www sonare.!-. unm.|
Distribuito in Italia da:
Lead SRL,
Via C Battisti, 3 - 21045 Gazzarda Schianno (VA).
Tel 0332/870780
Prezzi (IVA esclusa);
DOS Mounter 95 versione 1 1 L 140.000
Bernoulli. unità a nastro; sarà possibile
aprire i file direttamente nell'applicazio¬
ne preferita, copiare su disco file per
trasportarli dall'una all'altra unità, visua¬
lizzare il nome dei file rispettando le
convenzioni dell'uno e dell'altro am¬
biente E' garantito il massimo livello di
integrità dei file, visto che DM è una
utility di trasferimento file, e non di tra¬
duzione.
Molte delle principali aziende di
software offrono applicazioni in versioni
per Macintosh e PC. Ad esempio, sono
in commercio versioni Macintosh e
Windows di Microsoft Word, Microsoft
Excel, Adobe PageMaker, Corel Draw e
molti altri programmi. Generalmente, le
applicazioni cross-platform garantiscono
la codifica uniforme dello stesso file in
ambienti diversi. Grazie alla funzionalità
incorporata di trattamento di file creati
su una piattaforma diversa, la lettura di
file su qualsiasi piattaforma risulta sem¬
plice. Nonostante la funzionalità cross-
platform delle applicazioni, i due sistemi
operativi sono comunque sostanzial¬
mente diversi. Spesso l'uso di un Ma¬
cintosh per la lettura di file DOS grandi
o di un numero elevato di file DOS può
richiedere molto tempo. Se a questo si
aggiunge la difficoltà dei PC di leggere
dischi Macintosh, l'utente si trova so¬
vente infastidito dalle operazioni di spo¬
stamento dei file da una piattaforma
all'altra.
È proprio qui che entra in gioco DOS
Mounter 95. Con questa preziosa utility
è possibile leggere, scrivere, trasferire
file PC al Macintosh e viceversa, DOS
Mounter 95 esegue i passi necessari
per rendere automaticamente il disco
DOS o Windows un volume Macintosh,
conservando al tempo stesso le infor¬
mazioni dei file specifici alla piattaforma.
Visualizzazione
dei dischi DOS
Una volta installato DOS Mounter 95,
l'interfaccia per la visualizzazione di di¬
schi DOS è completamente trasparen¬
te: basta inserire il disco nell’unità o col¬
legare l'unità al Macintosh e fare doppio
clic sull'icona del disco. Quando si apre
il disco, le directory appaiono sotto for¬
ma di cartelle Macintosh ed i file sotto
forma di documenti Macintosh. Sono
disponibili tutte le tecniche note di ma¬
nipolazione del disco e del relativo con¬
tenuto. E' possibile selezionare, trasci¬
nare, copiare, duplicare, rinominare e
mettere elementi nel Cestino proprio
come se fossero file Macintosh.
In un computer sul quale è in esecu¬
zione Windows 95, i nomi di file devono
essere conformi alle convenzioni di no¬
menclatura di Windows 95. Windows
95 consente l'uso di un massimo di 253
caratteri per specificare un nome di di¬
rectory o file, compresi gli spazi ed i se¬
gni di punteggiatura.
Quando si usa un disco DOS, Win¬
dows o Windows 95 sul Macintosh, val¬
gono le convenzioni di nomenclatura
Macintosh. Il Macintosh consente tutta¬
via l'uso di un massimo di 31 caratteri
per il nome di un file. Siccome le con¬
venzioni di nomenclatura Macintosh e
DOS sono diverse, per ogni elemento,
DOS Mounter 95 mantiene tre nomi su
un disco DOS un file o nome di direc¬
tory DOS con formato troncato 8.3, il
nome di documento o cartella Macinto¬
sh a 31 caratteri ed il nome di file este¬
so di Windows 95. Su un computer Ma¬
cintosh, DOS Mounter 95 converte il
nome DOS in modo che risulti confor¬
me agli standard Macintosh, inserendo
una tilde (~) ad indicare caratteri cancel¬
lati, dove pertinente.
I tre caratteri dopo il punto in un no¬
me di file DOS rappresentano l'esten-
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
339
A
I Utility completamente tra-
| sparenti, capaci di gestire la
j non sempre facile compatibi-
! lità DOS-Windows-Mac sen-
j za richiedere competenze
| specifiche da parte dell'uten¬
te
Possibilità di creare e testare, su unità remo-
vibili SCSI, partizioni dedicate ai diversi am¬
bienti
Creator e Ti po.
un alias delle estensioni
sione del file
L'estensione viene
usata dal PC per indicare l'appartenen¬
za di un file ad un'applicazione partico¬
lare. La tecnologia di mappatura delle
estensioni nel DOS Mounter 95 usa
una tabella che associa le estensioni di
file DOS con le applicazioni Macintosh.
Una volta mappata un’estensione, è
possibile aprire un file DOS facendo
doppio clic sull'icona del file nella scri¬
vania Macintosh
Senza questa funzione di mappatura,
il Macintosh non sa quale applicazione
lanciare quando viene fatto doppio clic
sull'icona di file DOS L’utente deve
pertanto aprire il file DOS da dentro
l'applicazione Macintosh appropriata
Una volta che l'estensione DOS è
mappata all'applicazione Macintosh,
Le utility sono del tutto in¬
compatibili con le corrispon¬
denti del sistema operativo,
queste ultime vanno quindi
eliminate prima dell'uso di
DOS Mounter 95
Generalmente i file Macintosh non sono dotati di un'estensione. Quando tuttavia un'appli¬
cazione Macintosh salva un file, essa vi aggiunge le informazioni sul Creator e il Tipo A
differenza delle estensioni sui file PC, il Creator e il Tipo sono nascosti all'interno del file
Macintosh II Creator è una stringa di quattro caratteri che identifica in modo unico l'appli¬
cazione usata per creare e salvare il file. Il Tipo è una stringa di quattro caratteri che indica
il tipo di dati contenuti nel file.
Le informazioni sul Creator e il Tipo sono usate in modo simile alle estensioni sul PC: es¬
se forniscono al file l'icona corretta per la visualizzazione, e indicano al Macintosh l'appli¬
cazione da lanciare all'apertura del file.
340
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
questa viene automaticamente lanciata
Ciascun elemento nella mappa delle
estensioni di DOS Mounter 95 associa
un'estensione DOS all'applicazione Ma¬
cintosh appropriata. DOS Mounter 95
viene fornito in dotazione con imposta¬
zioni di default, tra cui la mappatura del¬
le estensioni per le applicazioni principa¬
li. Se le impostazioni nella mappa delle
estensioni di default non corrispondono
a quelle desiderate dall'utente, è possi¬
bile personalizzarle. L'utente può ag¬
giungere mappature per nuove immis¬
sioni, modificare le impostazioni per
mappature esistenti o cancellare immis¬
sioni vecchie dalla mappa.
Una parola va spesa per le mappature
multiple. E’ possibile mappare più di
una estensione ad un'applicazione spe¬
cifica. Ad esempio, sul PC l'utente usa
sia Word Perfect che Microsoft Word
per lavorare con file di elaborazione di
testo Word Perfect potrebbe non esse¬
re disponibile nella versione Macintosh,
ma l'utente ha a disposizione un filtro
che consente di lavorare con file in
Word Perfect dal PC. In questo caso,
nella mappa delle estensioni sono ne¬
cessarie due immissioni, una per la
mappatura dei file PC Word all'applica¬
zione Macintosh Word ed una per la
mappatura di file Word Perfect all'appli¬
cazione Macintosh Word.
Ovviamente non è possibile mappare
un'estensione singola a più di un'appli¬
cazione. Se si tenta di aggiungere una
mappatura per un'estensione già pre¬
sente nella mappa, DOS Mounter 95
sostituisce la mappatura esistente con
quella nuova per l'estensione.
Non si creda, comunque, che la tecni¬
ca della mappatura possa risolvere ogni
problema. Nulla vieta all'utente di map¬
pare estensioni alle applicazioni che non
supportano file di un determinato tipo
E' inoltre possibile mappare estensioni
alle applicazioni non presenti. Tuttavia,
si potrebbero ottenere risultati inaspet¬
tati. Di conseguenza, è necessario assi¬
curarsi di avere a disposizione le appli¬
cazioni necessarie quando si effettua la
mappatura delle estensioni alle applica¬
zioni.
E inoltre importante capire che la
semplice mappatura di un'estensione
ad un'applicazione non elimina il biso¬
gno di effettuare la traduzione dei file.
Se si mappa un'estensione ad un'appli¬
cazione incompatibile, si otterranno ri¬
sultati inaspettati II file potrebbe aprirsi,
ma alcuni caratteri potrebbero apparire
in modo errato, potrebbero essere inse¬
riti caratteri extra, la formattazione po¬
trebbe andare persa o potrebbero verifi¬
carsi errori di altra natura. Il manuale di
riferimento spende un ampio spazio per
tenere lontano l'utente da pericoli di
questo genere
Infine, la mappatura delle estensioni
non influenza minimamente i file Macin¬
tosh Il Macintosh non usa estensioni
per determinare le applicazioni da lan¬
ciare.
Conclusioni
DOS Mounter, in questa nuova ver¬
sione, elimina alcune mancanze pre¬
senti nel precedente pacchetto e si in¬
tegra perfettamente nelle specifiche di
Windows 95. Sebbene a stretto rigore
egli svolga un lavoro di cui già si incari¬
ca il sistema operativo, è pur vero che
le possibilità da esso offerte sono di
gran lunga più articolate e interessanti.
Come buona misura, DOS Mounter
permette il riconoscimento delle unità
SCSI attive, la modifica (ove l'unità lo
permetta) del fattore di interfoliazione,
e contiene inoltre una utility. Multifor-
matter, che consente di formattare,
creare partizioni, testare e caricare sup¬
porti DOS rimovibili dal Macintosh.
La mappa delle estensioni
e la corrispondenza PC-MAC
DOS Mounter 95 è fornito di una mappa delle estensioni preimpostata. La tabella a pagi¬
na 25 contiene la mappa di default delle estensioni e delle relative applicazioni La mappa
di default rappresenta le applicazioni considerate le più importanti nel settore. Le immis¬
sioni stesse associano le applicazioni più appropriate alle estensioni corrispondenti
Mappa delle estensioni di default di DOS Mounter 95
Applicazione
estensione PC
Tipo
Creatore
Canvas
CVS
drw2
DAD2
ClarisWorks
.CWK
CWWP
BOBO
Excel 3.0 Worksheet
XLS
XLS3
XCEL
Excel 4.0 Worksheet
XLS
XLS4
XCEL
Excel 4.0 Workbook
.XLW
XLW4
XCEL
Excel 4.0 Chart
.XLC
XLC4
XCEL
Excel 4.0 Macro Sheet
.XLM
XLM4
XCEL
Excel 5.0 Worksheet
.XLS
XLS5
XCEL
FileMaker Pro
,FM
FMPR
FMPR
FoxPro
.DBF
F+DB
FOXX
FrameMaker
.FM
FASL
Fram
FreeHand 3.1
.FH3
FHD3
FHA3
FreeHand 4.0
.FH4
AGDI
FH40
FreeHand 5.0
.FH5
AGD1
FH50
FreeHand.eps
EPS
EPSF
FHA3
lllustrator 3.2
.EPS
EPSF
ART3
PageMaker 4.X
,PM4
ALB4
ALD4
PageMaker 5.0
PM5
ALB5
ALD5
PageMaker 6.0
.PM6
ALB6
ALD6
Persuasion 3.0
.PR3
PRS3
PLP3
Photoshop 2.5
.TIF
TIFF
8BIM
Photoshop 2.5
.GIF
GIF»
8BIM
Photoshop 2.5
JPG
JPEG
8BIM
Premier
PPJ
PROJ
PrMr
QuarkXPress
QXP
XDOC
XPR3
SìmpleText picture
PCT
PICT
ttxt
Teach or SimpleText
.TXT
TEXT
ttxt
Word (5.X e precedenti)
DOC
WDBN
MSWD
Word (5.X e precedenti)
.RTF
TEXT
MSWD
Word (5.X e precedenti)
.MCW
WDBN
MSWD
Word 6.0
DOC
WóBN
MSWD
WordPerfect 3.0
WPG
WPD3
WPC2
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
341
■ PD-SOFTWARE
coordinamento di Andrea de Prisco
Suoni di primavera
Era un po' di tempo che non girovagavo su Internet alla ricerca
di nuovi suoni e nuovi programmi. Con sorpresa ho scoperto
che, forse per la crescente diffusione di Macintosh dotati di
audio stereo a 44 kHz e processori veloci, l’ambiente è in
subbuglio. Ho dovuto limitare la scelta a quelli più nuovi e più
interessanti o divertenti, ma se vi interessa l’argomento fate un
salto personalmente nei più famosi siti Mac, perché sono uscite
anche le nuove versioni di molti programmi famosi (già
recensiti in queste pagine) tra cui, ad esempio, la versione
4.5.9.1 di Player Pro. E adesso... Musica maestro!
di Valter Di Dio
Agent Audio 1.2
• Genere: Gestore suoni -
Shareware (12$)
• Nome File:
agent-audio-ppc.hqx
• Autore:
<email@clixsounds com>
• Reperibilità Internet:
pttp. WWW ciixsounds.colili
products/agentaudio/
Il Mac è nato per
essere facilmente personalizzato,
soprattutto per quanto riguarda i
suoni! Molte case produttrici di
software escono poi spesso con
nuovi set di suoni da sostituire alle
proprie applicazioni Ma come sosti¬
tuire suoni alle applicazioni altrui? Il
metodo generalmente utilizzato è
quello di ricorrere a ResEdit, ma
ResEdit, nelle mani sbagliate, è un'ar¬
ma pericolosissima. Se tutto quello
che volete fare è estrarre o sostituire i
suoni di una qualsiasi applicazione
Mac, ecco il programma adatto.
Agent Audio utilizza una finestra
comodissima, e molto hi-tech, in cui
aprire da un lato l'applicazione da
modificare e dall'altro i suoni da inse¬
rire I suoni contenuti nell'applicazio¬
ne vengono visualizzati e possono
essere suonati o salvati singolarmen¬
te come suoni di sistema La sostitu¬
zione avviene semplicemente ciccan¬
do su un suono e poi sul bottone
"move": niente di più facile e sicuro!
342
MCmicrocomputer n 182 - marzo 1998
Singer 1.1
• Genere: Gadget - Pannello di
controllo - Shareware (10$)
• Nome File: singer-11 .hqx
• Autore: A. Levi Montalcim e A.
Ricci <singer@riccisoft.com>
• Reperibilità Internet:
|http www.riccison corri singer]
Alessandro Levi
Montalcim in compagnia questa volta di
un altro prolifico autore italiano, Andrea
Ricci, ci stupisce ancora con gli "effetti
speciali". Ispirato da una sua amica, ha
deciso di associare a ciascuna parola
che si sta scrivendo (in qualsiasi fine¬
• Animals for Singer
• Genere: Raccolta suoni -
Freeware
• Nome File: animals-for-sin
•Snd Cataloguer 1.5
• Genere: Catalogatore di
suoni - Shareware (15$)
• Nome File:
snd-cataloguer-15.hqx
• Autore: David Sinclair
<info@dejal.co.nz>
• Reperibilità Internet:
http://hyperarchive.lcs.mit.edu/
HyperArchive/gst/snd
Non so voi, ma a
me piace raccattare in giro tutti i suoni
che trovo. Cosi mi ritrovo spesso con
cartelle "suoni vari” da diverse decine
di mega. Spesso poi li piazzo da varie
parti a seconda dello spazio rimasto
libero sui dischi. Come risultato finale
ogni volta che mi serve un suono devo
stra testo del Mac) un suono. Se scri¬
vete "stamattina ho preso il Tram"
appena finita di battere la m di Tram
sentirete il suo rumore uscire dagli
altoparlanti del Mac (anche in stereo
se volete).
Il trucco è semplice e gemale: una
estensione controlla tutti i caratteri
digitati e appena identifica una
sequenza corrispondente ad un nome
di suono, presente nella cartella siste¬
ma di Singer, esegue il suono stesso.
E' possibile anche utilizzare parti di
parola (ad esempio "strili" per "strillo"
o "strillare"), ed è possibile utilizzare
degli alias per assegnare uno stesso
suono a più parole (ad esempio
"abbaia" e "cane" per il suono
"bau!"). Il programma viene fornito
con un set di suoni base in inglese (i
nomi), ma ci vuole poco per persona¬
lizzare sia i suoni che i nomi dei file
traducendoli in italiano. Stupendo per
sorprendere i bimbi, peccato non sia
possibile disabilitarlo dal relativo pan¬
nello di controllo.
ger.hqx
• Autore: A. Levi Montalcini e
A. Ricci<singer@nccisoft.com>
• Reperibilità Internet:
[http wwwnccisott.com/singerl
perdere mezz'ora per scoprire dov'è
finito.
Adesso con Snd Cataloguer la caccia
al suono dovrebbe
essere più sempli¬
ce. Questo pro¬
gramma permette
di realizzare un file
di testo contenente
il catalogo, ed una
descrizione genera¬
le. di qualsiasi car¬
tella contenente
suoni. Riconosce
suoni di tipo AIFF,
AIFF-C. SoundEdit,
Mac OS suoni e
valigette. Sound
Mover. HyperCard
nonché applicazioni
e file con risorse
"snd". Le informa¬
zioni raccolte com¬
prendono: nome,
cartella, disco,
nome detl'eventua-
Pnma raccolta di suoni per il program¬
ma Singer. Si tratta di una trentina di
suoni contenenti vari versi di ammali.
Come per Singer, i nomi dei file sono in
inglese e si deve perdere un po' di tempo
per tradurseli in italiano; non avrebbe
molto senso sentire il Mac che miagola
ogni volta che scriviamo "Cattedrale" ..
le valigetta, dimensione e formato del
suono. Gestisce gli Apple Event e quin¬
di anche il drag&drop.
Cortooni.cot
I Star tup 1-2
TZLlU SndCatoloouor 1.5 09JO |
SìS!J"ì-2 ® 0 Pa«*i-D*t*ÌS~mci9tdUi». IO
, K^tt*/ IO
Copyright • (992-19»/ by Dovid Smelo»
•aap Sound 1-2
Ola* Inaort 1-2
Ola* CJact 1-2
•od Ola* 1-2
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Floldi
Include thè foiiouung fieldt In Ihe TIMI file:
0 Sound Nome»
0 Sound Stze*
□ Sound formati
0 Suite aie Nomei
0 Tolde» Nomei
0 Olile Nomet
0 Include a Oeicrtptlue Column Heoder
Uildth:
31
chorocIeri
inèditi:
6
chorocteri
Uildth:
17“
choroderi
Uildth:
20
cherocteri
Uildth:
20
chorocIeri
Uildth:
27
chorocteri
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
343
■ PD SOFTWARE
Simple Song 1.1
• Genere: Gestore canti
Shareware (demo)
• Nome File:
simple-song-demo.hqx
• Autore: K. Kaufman
<k_kaufman@hotmail.com>
• Reperibilità Internet:
http://hyperarchive.lcs.mit.
edu/HyperArchive/gst/snd
Non crederete
ai vostri occhi, o
meglio alle vos¬
tre orecchie: il
Mac canta!
Il bello è che
non canta grazie
ad un file di suo¬
no, questo già lo sappiamo che lo sa
fare. No, quello che canta è il Simple
Text! E cosa sta cantando? L'ultima
mail (di testo) che avete ricevuta
Simple Song è un programmino
divertentissimo che, utilizzando i
comandi di pitch e durata dello
Speech Manager, permette al Mac di
cantare il testo che gli state facendo
irate 5001lii «itilo llpbai 62!lllrate
Mirata IOOHomiii llpbai 57llllrata
rata 5011.-.' llpbai 57||||rate
Irate 200ll%ini) llpbai 52lll|rate
Idrata 200I|imiuu< llpbai 52llllrete
ala tool limi llpbai SOIIIIrate
Idrata 200l|n« llpbai SOIIIIrata
Il llemntll llilnc 50011 llpbai
Ipbai 52llllrata 50lltia.nl llpbai
ai 60 llllrate toolliirat llpbai
a tirata 1000011., llpbai 55lldrate
Sfinirete 2001|mi>M' llpbai
pbei 62 llllrate toollhatiti llpbai
òOIIIIrete 20011- rn>. llpbai 59llllrata lOOIIn llpbai 57l|llrate 20011 llpbai
55llllrata 10011 llpbai 55llllrate 20011 llpbai 55lldrate 20011'm.) llpbai
55llllrala 20011 .i, llpbai 55lldrata 25l|l>taln|
"leggere" con un qualsiasi program¬
ma compatibile "Text-to-Speech" (ad
esempio Simple Text). Utilizzando il
plug-in "Talker" sarà possibile far can¬
tare il Mac da una normale pagina
Web
La versione demo permette un mas¬
simo di 32 note, quella registrata arri¬
va fino a mille note.
• SIDPLAY 1.36
• Genere: Generatore sonoro
Shareware
• Nome File:
agent-audio-ppc.hqx
• Autore: Andreas Varga
<e942644@stud1 .tuwien.ac.
at.com>
• Reperibilità Internet:
|http. studi tuwien.ac.at
~e942644/sidpage.html
Lo so che gioco
fuori casa, ma qualcuno si ricorda del
buon vecchio SID 6581? Era il chip
sonoro montato sui Commodore 64.
SID sta per Sound Interface Device
ed era il Cmos dedicato alla genera¬
zione sonora. Grazie a quattro gene¬
ratori ed una notevole capacità di fil¬
traggio e inviluppo, il SID poteva
creare della otti¬
ma musica (bas¬
ta ricordare i file
MODI. Esistono
in giro migliaia
di suoni e colon¬
ne sonore deri¬
vate dai giochi e
dalle collezioni
per Commodo¬
re Adesso, con
questo SIDPLAY
potrete ascoltar¬
le anche sul
vostro Mac.
I file possono
essere esportati
in vari formati
Commodore e
in AIFF Serve
un Mac con
PowerPC ed al¬
meno il SoundManager 3 1 SIDPLAY
è anche pienamente compatibile con
MacOS 8.
* Virtual Drummer 3.1
• Genere: Batteria elettronica
QT- Shareware
• Nome File:
virtual-drummer-31 .hqx
• Autore: Jon Nichols <jni
chols@plinet.com>
• Reperibilità Internet:
|http www.plinei.com H nichols
Virtual Drum¬
mer è una picco¬
la, essenziale,
ma completa e
facile da usare,
batteria elettroni¬
ca Utilizza
QuickTime 2 5
per eseguire i
suoni degli stru¬
menti (percussivi
ovviamente) e
consente con un
comodissimo
344
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
III
editor di creare una sessione ritmica
multitraccia Si possono aggiungere
strumenti al set base e si possono sal¬
vare i drum-set cosi creati.
L'esecuzione avviene solo attraverso
gli altoparlanti del Mac. Peccato che
non possa esportare la traccia in for¬
mato MIDI. Tutte le istruzioni sono
sotto il Balloon Help.
• Sound Vision d51.2
• Genere: Analizzatore di
spettro Audio - Freeware
• Nome File:
sound-vision-d51 -r2.hqx
• Autore: Masafumi Ueda
<masa-u@highway.or.jp>
• Reperibilità Internet:
http://hyperarchive.lcs.mit.
edu/HyperArchive/gst/snd
Vedere i suoni.
Negli anni '50 andava di moda mettere
nelle "discoteche" uno o più oscillo¬
scopi che visualizzavano la musica
suonata. C'erano anche delle riviste di
elettronica che pubblicavano progetti
per trasformare un televisore in oscillo¬
scopio. Oggi con un
semplice program¬
ma freeware, Sound
Vision, non solo
possiamo visualizza¬
re le forme d'onda,
ma anche lo spettro
e lo spettrogram¬
ma!
L'ingresso audio
sarà uno di quelli
standard Mac: la linea, il CD o il
microfono. L'uscita può essere una
traccia oscilloscopica. l'istogramma
delle frequenze, una combinazione di
oscilloscopio e analizzatore di spettro
o, infine, lo spettrogramma (anche a
colori).
Dietro tutto ciò c’è un PowerMac
che esegue trasformate veloci di
Fourier in tempo reale sul segnale
(purtroppo solo ad 8 bit) campionato.
Un algoritmo chiamato RDS (Re-
dundant Drawing Suppression) per¬
mette di aumentare la velocità di refre-
sh evitando di disegnare punti che già
sono presenti nel video. L'analisi dello
spettro può essere rappresentata sia
con dei blocchi (istogramma) sia dalle
singole righe spettrali. Un filtro "slow
decay" permette di ammorbidire il
decadimento delle righe spettrali per
facilitare la visione dei transitori. La tra¬
sformata veloce (FFT) può essere fatta
su 128 o 256 punti a seconda della
velocità della vostra macchina. Per una
FFT a 256 basta già un 68040. Gli spet¬
tri possono essere esportati come file
di testo (pronti per uno spreadsheet).
• MacMod Pro 5.1
• Genere: Player/Editor Mod
Shareware (25$)
• Nome File:
macmod-pro-51 .hqx
• Autore: lan Mouton
<imouton@indweller.com>
• Reperibilità Internet:
http://www.indweller.com
I file MOD sono
delle specie di file MIDI in cui, all'ini¬
zio, vengono inseriti i suoni campionati
che costituiscono la fondamentale
degli strumenti utilizzati in seguito.
La principale caratteristica dei file
MOD è quella dì essere molto piccoli,
di suonare bene e di poter contenere
anche piccole parti vocali (cosa impos¬
sibile nei file MIDI). Il difetto principale
dei file MOD è un residuo dei limiti del
chip per il quale furono
ideati (il SID della
Commodore) che aveva
solo quattro generatori
sonori Chi crea un file
MOD deve quindi fare
attenzione a non avere mai
più di quattro tipi di stru¬
mento che suonano nello
stesso momento.
MacMod Pro oltre ad
essere un player di file
MOD (e per Mac ce ne
sono diversi) è anche l'uni¬
co a permettere di editarli
o addirittura di crearli. Per
chi volesse solo ascoltarli
ci sono dei siti specializzati
in MODs, eccone tre:
"ftp://ftp.luth.se/pub/amiga/.
3/mods"
"ftp://ftp.luth.Se/pub/msdos/.2/music/so
ngs"
"ftp://ftp.cdrom.com/pub/demos/music/"
I file MOD proprio per la loro caratte¬
ristica di contenere gli strumenti, non
possono essere convertiti in MIDI o
altri formati descrittivi MacMod Pro
permette comunque di generare un
file MOD autoplay che può essere
suonato anche senza avere alcun
player di questo tipo.
KB
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
345
Amiga F/X
Il ray-tracing: limiti e inefficienze
Molto spesso preso a sinonimo di computer grafica tridimensionale,
il ray-tracing è in realtà solo una delle tante tecniche che permettono di
realizzare immagini “fotorealistiche”. Raramente impiegata in ambito
professionale, gode di una nutrita schiera di ammiratori tra gli appassionati di
computer graphics, ed il
solo nome è sufficiente per
fare impressione sui profani.
Questo mese vedremo in
dettaglio cosa sia e come
funzioni il ray-tracing, così
da poterne comprendere
pienamente i limiti, le
inefficienze e anche,
perché no, i pregi.
di Massimiliano Marras
Il ray-tracing “puro”
Con ray-tracing "puro" intendiamo
l'applicazione completa dell'algoritmo di
ray-tracing, cosi come è stato ideato da
Appel nel 1968 e successivamente
esteso da Whitted nel 1980. Il ray-tra¬
cing "puro", per fare un esempio, è alla
base di programmi come POV-Ray e
altri ray-tracer liberamente distribuibili,
ma anche di programmi commerciali
come Real3D e Imagine. Da questo
momento in poi, finché non parleremo
delle tecniche ibride, ogni riferimento
sarà al ray-tracing "puro". Diciamo
subito che questa forma di calcolo delle
immagini è la più inefficiente e lenta
che sia possibile pensare. Al tempo
stesso, è anche quella la cui codifica è
in assoluto più semplice (il che spiega
la grande quantità di ray-tracer libera¬
mente distribuibili) e si basa su una
assunzione apparentemente logica ed
evidente: che ogni pixel di una imma¬
gine di sintesi rappresenti uno ed un
solo oggetto, essendo di dimensioni
infinitesimali. Questo è ovviamente
inesatto, e causa seri problemi di alia-
sing nelle immagini, ma per il momen¬
to possiamo assumere che sia corret¬
to. Se accettiamo questa assunzione,
possiamo pensare di disegnare una
griglia di punti su di un vetro, e quindi
di guardare attraverso di esso, regi¬
strando punto per punto quale oggetto
è visibile in quel quadretto di griglia.
Tracciando cioè dei raggi dal nostro
occhio verso la scena. Completata l’o¬
pera, avremmo ottenuto una "immagi¬
ne" bidimensionale della scena Se
quanto appena detto ci ricorda la cele¬
bre illustrazione di Dùrer "Disegnatore
mentre copia una donna in prospetti¬
va” (fig. 1) che ritrae la macchina idea¬
ta dallo stesso Dùrer nel 1500 per rea¬
lizzare fedeli copie di immagini in pro¬
spettiva, possiamo renderci conto di
come davvero non si trovi nulla di
346
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1997
nuovo sotto al sole.
Il problema è che questa tecnica,
decisamente intuitiva, si adatta bene
alla copia di un soggetto reale da parte
di un essere umano, ma molto male
alla automatizzazione quando un com¬
puter deve affrontare oggetti poligonali
e astrazioni geometriche. Il computer
non può guardare attraverso una griglia
e deve ricavare le intersezioni matema¬
ticamente. scartandole una ad una fin¬
ché non trova quella giusta. In questo
senso è come un disegnatore cieco
che debba chiedere ad un assistente,
capace solo di dire s) o no, se un ogget¬
to si trovi o meno aH'interno di una
intersezione di griglia. Questo sembra
uno scenario da incubo, eppure il ray-
tracmg funziona proprio cosi: per ogni
pixel deH'immagine, dal primo all'ulti¬
mo, il calcolatore esamina tutto il suo
database di oggetti per trovare una
intersezione. Ora, il calcolo di una inter¬
sezione non è di per sé una operazione
di enorme complessità (circa una cin¬
quantina di operazioni floating point per
l'intersezione con un triangolo) ma
deve essere ripetuta in ogni pixel per
tutti i poligoni di tutti gli oggetti presen¬
ti nella scena. Una immagine 640x480
è composta da 307.200 punti; se anche
ci fosse un solo oggetto, composto da
un solo triangolo, un ray-tracer dovreb¬
be effettuare più di 300.000 intersezio¬
ni (15 milioni di operazioni floating
point) Due triangoli nel nostro oggetto?
600.000 intersezioni e 30 milioni di ope¬
razioni floating point. Per un database
ridotto, composto da un migliaio di poli¬
goni, questo significa 15 miliardi di ope¬
razioni floating point. e solo per stabilire
se un oggetto è visibile oppure no.
senza ancora aver effettuato il calcolo
dell'illuminazione, quello delle ombre,
delle riflessioni, delle rifrazioni, degli
effetti di atmosfera e quant'altro. Una
prima obiezione che si potrebbe fare a
quanto appena esposto è che in realtà i
calcoli sarebbero molti meno perche
una intersezione verrebbe trovata in
media entro la prima metà dei tentativi
È vero, le intersezioni vengono trovate,
ma è comunque necessario effettuarle
tutte perché solo l'intersezione con
l'oggetto più vicino all'osservatore è
valida per generare l'immagine!
Esistono fortunatamente molti modi
per sveltire questa prima fase di calco¬
lo. Il più ovvio è usare una "scatola di
contenimento", che non ha nulla a che
vedere con Star Trek, ma è semplice-
mente un oggetto semplificato, ad
esempio una sfera o un parallelepipe¬
do, il che permette di determinare rapi¬
damente se avviene una intersezione
tra esso e il raggio: solo se questa
avviene si procede con l'intersezione
di tutti i poligoni all'interno della scato¬
la. Naturalmente ci saranno delle false
intersezioni ogni tanto (ovvero interse¬
zioni con la scatola o la sfera, che però
non portano ad intersezioni con i poli¬
goni effettivamente contenuti) ma l’in¬
cremento di velocitò è già molto signi¬
ficativo Una seconda soluzione è quel¬
la di ricorrere a scatole gerarchiche,
una sorta di Matrjoska del ray-tracing:
ogni scatola contiene altre scatole,
cosi si possono eliminare più oggetti
con una singola intersezione. Esistono
poi molte altre tecniche ancora più
ca alla ricerca di un nome quando si
conosce già la pagina in cui esso si
trovai
Ma allora quale è l'utilità prati¬
ca del ray-tracing? Tralasciando ancora
le tecniche ibride, l'unica utilità pratica
del ray-tracing è nella sua estrema
semplicità di codifica. Scrivere un ren-
derer non banale che effettui la proie¬
zione prospettica mediante formule
richiede la comprensione delle coordi¬
nate omogenee (una sorta di spazio
quadrimensionale), la stesura di un
robusto clipper di poligoni tridimensio¬
sofisticate. che permettono di creare
delle complesse strutture di velocizza¬
zione ( octree. griddmg...) partizionando
il mondo in sotto-aree che vengono
controllate solo se la direzione del rag¬
gio è rivolta verso di esse. Di certo aiu¬
tano molto nella stesura di un ray-tra¬
cer efficiente, ma richiedono solita¬
mente una complessa fase di pre-cal-
colo e l'uso di strutture dati aggiuntive
che consumano memoria; se questa
fosse l'unica strada per ottenere
un'immagine sintetica, non dovremmo
fare altro che accettarne le limitazioni,
ma non è così. Nel 1500 Dùrer doveva
usare la sua macchina perché le leggi
della prospettiva non erano ancora
note, ma oggi lo sono: poiché posse¬
diamo le coordinate dei poligoni che
costituiscono la scena, ed esistono le
leggi della prospettiva, non c’è alcun
bisogno di effettuare le intersezioni!
Tornando all'esempio del triangolo,
proiettare in prospettiva le sue coordi¬
nate. e quindi conoscere immediata¬
mente i punti deH'immagine che esso
copre e la sua profondità relativa
rispetto ad altri oggetti, può richiedere
poco più di un centinaio di operazioni
floating point. con la garanzia che nes¬
suna di queste verrà sprecata perché
inutile. In altre parole, affidarsi al ray-
tracing. persino alla versione più otti¬
mizzata che possa esistere, significa
sempre sfogliare l'intera guida telefoni¬
nali. capace di scar¬
tare le parti dei poli¬
goni che non cadono
nella piramide di
visione della scena
senza che ne vengano alterate le pro¬
prietà, la creazione di una cosiddetta
"pipeline" (tubatura) attraverso la
quale trasformare i punti e i poligoni in
base alla posizione della macchina da
presa, e da ultimo scontrarsi con lo
spazio prospettico, che non è uno spa¬
zio lineare Nello spazio prospettico,
infatti, le linee risultano compresse
lungo la profondità (gli oggetti appaio¬
no più piccoli, come nel mondo reale)
e questo significa che tutte le normali
tecniche di interpolazione lineare devo¬
no essere adattate per restituire valori
corretti (ad esempio attraverso l'mter-
polazione iperbolica). In contrasto, nel
ray-tracing ogni calcolo avviene all'in¬
terno delle coordinate "mondo" alli¬
neate agli assi cartesiani. Non ci sono
trasformazioni, l'interpolazione lineare
funziona, non c’è bisogno di effettuare
il clippmg dei poligoni, perché il databa¬
se viene ispezionato solo dal primo
all'ultimo punto dell'immagine. In altre
parole, un ray-tracer può essere scritto
in un pomeriggio con una 70ina di
linee di codice, mentre un renderer
poligonale di eguale qualità richiede
qualche mese di lavoro e una maggio¬
re conoscenza della materia. A riprova
Figura ! - La stam¬
pa di Durai che
illustra il “ray-tra¬
cing " del 1500
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1997
347
effettuata in poco tempo. Ma è davve¬
ro questo l'unico modo per ottenere
ombre, riflessioni e rifrazioni? La rispo¬
sta è no. Esistono altri metodi, assai
più efficienti e persino di migliore qua¬
lità! Possiamo già aver intuito che
sono estremamente piu complessi da
implementare, e questo spiega la loro
assenza nella maggior parte dei pac¬
chetti di grafica 3D non professionali
(ed anche da qualcuno di quelli più
noti!). Si tratta delle mappe di ombra
(queste piuttosto diffuse e relativa¬
mente semplici da realizzare) e di quel¬
le di ambiente. Prima di parlarne, però,
affrontiamo uno dei più grandi limiti del
ray-tracing: la natura infinitesimale dei
suoi raggi
Nel ray-tracing le riflessioni (prendia¬
mo queste in esame, ma il discorso
vale anche per ombre e rifrazioni) sono
ottenute mediante raggi infinitesimali
Questo significa che uno e un solo
punto nello spazio determina quale
sarà il colore del punto dell'oggetto
riflettente preso in esame. Il risultato è
una forma di aliasing (ovvero di distor¬
sione dovuta ad una insufficiente fre¬
quenza di campionamento) Perché?
Prendiamo ad esempio la "teiera nello
stadio con magliette" (esistono dozzi¬
ne di questi esempi sulla teiera nello
stadio, che evidenziano le varie man¬
canze del ray-tracing) e vediamo cosa
accade. Adagiamo una teiera rifletten¬
te nel centro di uno stadio da football,
tutti i tifosi presenti indossano magliet¬
te sgargianti. Poniamo quindi la mac¬
china da presa vicino alla teiera e scat¬
tiamo una fotografia. Avremo ottenuto
una bella teiera con riflessi sfocatissi-
Figura 2 - Una
semplice scena di
prova, realizzata in
ray-tracing.
di quanto appena esposto c'è il fatto
che raramente, se mai, la computer
grafica professionale viene realizzata
con dei ray-tracer "puri", preferendo
altre tecniche di rendering (principal¬
mente Z e A Buffermg) e incorporando
tecniche ibride di ray-tracing per sfrut¬
tare alcune delle peculiarità (queste sì
valide) dell'algoritmo, che vedremo tra
poco.
La qualità
D'accordo, il ray-tracing è lento, inef¬
ficiente, ma la qualità. ! La qualità
delle immagini generate è ovviamente
soggettiva. Chi scrive ritiene che sia la
capacità di chi realizza le immagini, e
non l'algoritmo impiegato, a fare la dif¬
ferenza. È, però, vero che è più sem¬
plice realizzare delle immagini di un
certo impatto spettacolare con un ray-
tracer che non con la maggior parte
dei renderer che non usano il ray-tra¬
cing. Ecco che torniamo alla questione
della semplicità, prima di codifica,
adesso di utilizzo: un'immagine sinteti¬
ca senza ombre è irreale, mentre con il
ray-tracing è facile generare ombre, e
un'immagine con un vetro privo di
rifrazione è irreale, e il ray-tracing
genera facilmente le rifrazioni (lo
stesso vale per le riflessioni).
Escluse queste tre cose, il calcolo
dell'ombreggiatura di un pixel in un
programma di ray-tracing e in uno
che non sfrutta questo algoritmo
avviene nello stesso, identico modo,
non c'è alcuna differenza, di nessun
genere. Allora
perché non
adoperare il
ray-tracing solo
per calcolare
ombre, rifles¬
sioni e rifrazio¬
ni. lasciando
alle altre tecni¬
che ben più
efficienti il
compito di cal¬
colare il resto
dell'immagine?
Eccoci quindi
arrivati al con¬
cetto di ray-tra¬
cer ibrido. Un
ray-tracer ibri¬
do (come
Lightwave o 3DStudio Max) effettua il
rendering della scena con le tecniche
convenzionali, e opzionalmente per¬
mette di effettuare il ray-tracing dei
raggi secondari (quelli di riflessioni,
rifrazioni e ombre) per quegli oggetti
che lo richiedono. Immaginiamo que¬
sta scena: un paesaggio montano con
un laghetto che riflette le montagne
intorno. Non ha ovviamente senso cal¬
colarla tutta in ray-tracing è sufficiente
calcolare le montagne e il laghetto con
tecniche non-ray-tracing, e quindi lan¬
ciare solo dei raggi riflessi da ogni
punto della superficie del lago verso il
cielo e le
montagne
fino ad aver
completato il
calcolo della
scena. Lo
stesso vale
per le ombre
e le rifrazioni,
e poiché un
ray-tracer è
cosi semplice
da scrivere,
l'aggiunta ad
un renderer
può essere
Figura 3 - La stessa
scena della figura t.
realizzata con mappe
cubiche Le differen¬
ze con l'immagine in
figura 2 sono mini¬
me
348
MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1997
immagini bidimensionali, possiamo
facilmente ridurre il problema della
ricerca esaustiva effettuata dal ray-tra-
cing in tre dimensioni ad un problema
più semplice, in sole due dimensioni.
Come? Prendiamo prima in esame il
problema delle ombre un'ombra por¬
tata non è altro che l'assenza della
luce in quel punto Se posizioniamo la
nostra macchina da presa sintetica
nella posizione della luce, ed effettuia¬
mo un veloce rendering della scena
senza tenere conto delle proprietà dei
materiali ma solo della loro profondità
relativa alla luce, otteniamo una
mi, un vero e proprio impasto di pixel
che rappresentano i dintorni della
scena Rifacciamo tutto in ray-tracmg,
creando un dettagliatissimo oggetto
poligonale, con ogni spettatore, ogni
filo d'erba, ogni maglietta sgargiante.
Facciamo un rendering, ed ecco che
avremo ottenuto una specie di teiera-
arlecchmo, con tutti i punti dell'oggetto
diversi tra loro. Qualcuno più brillante,
qualcuno meno, qualcuno rosso, qual¬
cuno verde Questo avviene perché il
raggio che parte da ogni punto della
teiera finisce con il colpire superfici
distantissime tra loro (ovvero magliette
di diverso colore), mentre nella realtà
dovrebbe restituire un valore medio, la
somma dei colori e delle intensità di
tutte le magliette che si trovano nell'a¬
rea interessata da quel raggio. Ma un
raggio è una linea, non ha spessore,
quindi non può restituire un'area Le
alternative sono due, o usare più raggi
( supersampling ) rallentando esponen¬
zialmente il tempo di rendering e
senza risolvere il problema, perché
basterebbe allontanare un poco lo sta¬
dio dalla teiera per ritornare alla condi¬
zione di partenza, oppure cambiare
metodo di intersezione, usando ad
esempio dei solidi al posto dei raggi, e
infatti esistono tecniche come il beam
e il cone tracing che invece di usare
raggi usano volumi e integrano tutti i
valori È facile intuire come intersecare
una primitiva con un cono sia più com¬
plesso che non intersecarla con un
raggio: questo rallenta ancora il rende¬
ring, e i benefici sono limitati, perché
la semplicità del ray-tracing scompare
immediatamente, e si creano altri pro¬
blemi. Nel beam tracing, ad esempio, i
raggi (anzi, i fasci di raggi) rifratti devo¬
no essere trattati come un caso spe¬
ciale perché la rifrazione li scompone,
alterandone la coerenza geometrica
Questo ci porta ad un altro punto chia¬
ve, che è quello sovente spacciato per
la "fedeltà'' o "precisione" del ray-tra-
cmg. Il ray-tracing è una approssima¬
zione come tante altre, non è fisica-
mente o otticamente accurato per
qualche particolare motivo.
Semplicemente, è conveniente usare
formule come la legge della rifrazione
di Snell e questo porta a risultati appa¬
rentemente più accurati, ma
nulla vieta (come avviene in
molti renderer) di usare la legge
di Snell per la rifrazione senza
fare ray-tracing. Da ultimo, è
necessario rilevare come il prin¬
cipio stesso del ray-tracing sia
una approssimazione senza lega¬
mi con la realtà: nel ray-tracing le
riflessioni avvengono solo su
Figura 4 - Una
scena complessa,
realizzala in ray-
tracing, con milio¬
ni di lesi di inter¬
sezione
alcuni oggetti,
quelli ai quali è
stato assegna¬
to un valore
arbitrario di
rif lettenza
Eppure, poi¬
ché impiega le
formule stan¬
dard di illumi¬
nazione usate
da qualsiasi
altro renderer,
i colpi specula¬
ri vengono
approssimati
per qualsiasi
superficie
Ora. il colpo speculare è la riflessione,
sfocata, delle fonti di luce presenti
nella scena, e qualsiasi oggetto abba¬
stanza riflettente per poter avere un
colpo speculare sarebbe in grado di
riflettere anche l'ambiente circostante!
In poche parole, il ray-tracing non è
otticamente accurato, contrariamente
a quanto si pensa: è solo una approssi¬
mazione come tante altre.
Le alternative
Come abbia¬
mo descritto
minuziosamen¬
te le mancanze
del ray-tracing,
non manchere¬
mo di parlare
dei difetti insiti
nelle tecniche
alternative. La
maggior parte
di esse si basa
su una assun¬
zione del tutto
ovvia, poiché ci
VVVUpiUiMM VJ ■
Figura 5 - La stessa scena di
figura 4. questa volta con
mappe cubiche di riflessione
e rifrazione La mappa di
rifrazione non è compensata
per evidenziarne il diverso
comportamento Anche in
questo caso le riflessioni
sono quasi identiche
MCmicrocomputer n, 182 - marzo 1997
349
"mappa di ombra" (o di illuminazione)
che possiamo poi consultare molto
rapidamente per ogni pixel, senza
preoccuparci delle intersezioni con i
poligoni. Un pixel è in ombra se la cor¬
rispondente posizione nella mappa
d'ombra ha una profondità minore.
Questo implica alcuni vantaggi, non
solo di efficienza: il primo è che le
mappe d'ombra possono essere filtra¬
te, cioè è possibile addolcirne i contor¬
ni, ottenendo ombre soffici e realisti¬
che mentre questo nel ray-tracing
richiede solitamente calcoli aggiuntivi.
Il secondo è che le mappe d'ombra
sono riutilizzabili: se gli oggetti o la
fonte di luce non cambiano posizione,
le ombre rimangono invariate, e l'os¬
servatore può spostarsi a piacere nella
scena, senza ricalcolare le ombre. Il
terzo, e più importante, è che la
mappa di ombra può essere impiegata
per effetti di luce volumetrica, che
invece richiedono lentissime operazio¬
ni di integrazione nel ray-tracing. Ci
sono anche degli svantaggi, primo fra
tutti la necessità di memoria aggiunti¬
va. Inoltre le mappe d’ombra soffrono
a loro volta di aliasing e possono pro¬
durre distorsioni molto evidenti se non
vengono calcolate correttamente
(oggigiorno tutti i renderer degni di
questo nome adoperano un algoritmo
migliorato rispetto a quello originale
per calcolare le mappe d'ombra e gli
antichi problemi di distorsione sono
scomparsi).
Per quanto riguarda riflessioni e rifra¬
zioni, il discorso si fa piu complesso.
La tecnica comunemente impiegata in
Figura 6 - Un e-
sempio di alia-
sing della mappa
di rifrazione,
calcolala a soli
64x64 pixel
senza filtraggio
per mostrare
l'effetto di pial¬
latura
ambito pro¬
fessionale (il
serpente d'ac¬
qua di The
Abyss, il ter¬
minator di
cromo in Ter¬
minator Il e i
cucchiaini nel
celebre spot
della Yoplait
sono tutti e-
sempi di ri¬
flessioni e ri¬
frazioni otte¬
nute senza
ray-tracing con la tecnica che andiamo
a esaminare) consiste nell'effettuare
una serie di rendering intorno all’og¬
getto da riflettere, allineando la mac¬
china da presa alle sei facce di un cubo
immaginano che circonda l'oggetto
Immaginiamo che le facce di questo
cubo siano le pareti della stanza dove
ci troviamo: togliamo tutti gli oggetti
dalla stanza, dipingendoli accuratamen¬
te sulle pareti Se fotografiamo una
palla di cromo al centro della stanza, le
riflessioni su questa saranno asse 1, \.
mente perfette, indistinguibili da quelle
ottenute nella stanza con gli oggetti
Questo perché la natura bidimensiona¬
le dell'immagine finale nasconde even¬
tuali imperfezioni (è interessante nota¬
re come m migliaia di film si usino
sagome di cartone dipinto per arredare
i set senza che nessuno noti la diffe¬
renza tra una maniglia reale, tridimen¬
sionale, e una disegnata sul cartone).
Bene, se possiamo effettuare rapida¬
mente i sei rendering dell'ambiente (e
possiamo farlo proprio perché non
usiamo il ray-tracing), possiamo anche
far finta che il cubo rappresenti i din¬
torni dell'oggetto e calcolare le rifles¬
sioni o le rifrazioni con una forma limi¬
tatissima di ray-tracing che effettua le
intersezioni solo su sei quadrati, con la
garanzia che almeno una delle sei
intersezioni avrò successo. Per scene
semplici, con una dozzina di poligoni,
questa tecnica è decisamente piu
lenta del ray-tracing. Ma non appena la
complessità della scena aumenta, l'in¬
cremento di velocità cresce esponen¬
zialmente, e non è raro che una scena
realizzata in questo modo venga calco¬
lata dalle trenta alle cinquanta volte più
rapidamente che non con il ray-tracing
con risultati assolutamente eccellenti
(figg. 2 e 3) Naturalmente esistono
degli svantaggi: il primo è la maggiore
occupazione di memoria, ben sei
mappe per oggetto, e ovviamente il
fatto che le riflessioni interne dell'og¬
getto non vengono solitamente prese
in considerazione cosi come le rifles¬
sioni multiple: è possibile simulare
anche questi effetti, ma la complessità
del codice necessario aumenta note¬
volmente. Lo svantaggio maggiore
risiede nel fatto che questa tecnica
non permette di creare specchi piatti,
come ad esempio un tavolo incerato o
la superficie del mare. Si può ovviare
anche a questo, ma richiede la creazio¬
ne di mappe specifiche, dipendenti
dalla posizione dell'osservatore, men¬
tre uno dei punti chiave del sistema di
mappatura è proprio nella sua indipen¬
denza dall'osservatore, come nel caso
delle ombre Per una scena di fly-by,
dove solo l'osservatore si muove,
ombre e riflessioni possono essere
calcolate una sola volta per generare
migliaia di diverse immagini o lunghis¬
sime animazioni. Un ulteriore svantag¬
gio nasce quando si adoperano queste
mappe per la rifrazione anziché per la
riflessione: la legge di Snell ci dice che
la rifrazione è proporzionale al rapporto
tra gli indici di rifrazione del materiale
di ingresso e di quello di uscita In altre
parole, per un bicchiere vuoto, la rifra¬
zione avviene tra aria e vetro all'inizio e
tra vetro e aria alla fine, questo rende il
raggio di uscita parallelo a quello di
entrata. Nel caso delle mappe di rifra¬
zione non c'è nessun raggio di uscita
per cui è necessario aggiustare empiri¬
camente le formule in modo da otte¬
nere un risultato convincente Le figu¬
re 4 e 5 mostrano appunto il problema
la prima è resa in ray-tracing, la secon¬
da con mappe cubiche, e le riflessioni
sono praticamente identiche in
entrambe. La rifrazione della seconda
(calcolata senza formule specifiche per
motivi didattici) mostra come l'indice
di rifrazione apparente nell'immagine
senza ray-tracing sia molto più alto,
perché non è stata compensata Da
ultimo, tutte le tecniche di mappatura
sono suscettibili di aliasing, e l'immagi¬
ne di figura 6 mostra esattamente que¬
sto nella palla di vetro, calcolata con
una mappa di rifrazione di appena
64x64 pixel e senza filtraggio: i pixel
appaiono ben evidenti, ed irreali
Ovviamente, con il costo irrisorio della
RAM, le dimensioni della mappa non
sono più un grande ostacolo. /se
350
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Lit. 10.000.16.000 Europa e Mediterraneo
22.000 altri (via aerea)
Computer People n. 1
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Ut. 10.000
Computer People n. 2
CDROMCP 002
Ut. 10.000
Computer People n. 3
CDROMCP 003
Ut. 10.000
NIC software:
Giocare On Line
MCS 0 5 0
Ut. 25.000
Annuario software didattico
MCS 0 5 1
Lit. 29.000
Monografia OOP
MCM 0 0 1
Ut. 24.500
CD Audio Abend Musik '92
CD/MC001
Ut. 25.000
CD Audio Abend Musik '93
CD MC002
Ut. 25.000
Catalogo Bit Movie '94
BITM94 0 0 1
Lit. 15.000
Argomenti & Eventi ■ Sulla Luna
A4 E
Ut. 29.000
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MCmicrocomputer n. 182 - marzo 1998
Una potane gestione di database or-line.
Un'agile gestione in badi office on-line.
Polla Portese, il più importante giornale ili piccoli annun¬
ci del mondo, ha reso disponibile su Internet la consulta-
_ zinne on-line della sua pubblicazione.
L 'applicazione realizzata è in grado
di gestire più di un milione di an¬
nunci e consente agli utenti di consul¬
tarli facendo ogni tipo di ricerca. I
banner pubblicitari compaiono, se¬
condo una
programma¬
zione predefi¬
nita. nelle
pagine
di risposta alle ricerche create
automaticamente dal siste¬
ma. I dati, che risiedono su
un potente SQL-server connes¬
so a Internet grazie a un ac¬
cordo di housing. vengono ag¬
giornati bisettimanalmente con i
nuovi annunci provenienti da
IBM AS/400.
m
7 —
-
■
■
Un sistema
di (ortografia on-line.
AirOne è in grado di gestire l'orario, le
tariffe, le promozioni
e i messaggi pubblici-
lari direttamente on-line
e il duvet marketing può
interi mire direttamente
per finalizzare le prenotazione ricevute.
Questo è possibile grazie a delle pagine risevate e protette da
password, che immettono di colloquiare di¬
rettamente con il data base. Le pagine pub¬
blicate sono modificale e generate ani orna¬
tici! mente dal sistema. L applicazione è in
hosting sui server di Informedia
e l’accesso ai dati da parie del-
I AirOnepuò esserit effettuato da
tutto il mondo con un L } C. un
modem e un accesso a Internet.
Un effiaentesito per lavendtaon-iine.
li-
Il nostri) knoiv how su sistemi GIS
(Geographic Information Sy-
stemi.ci ha permesso di realizzare
applicativi attraverso cui operatori
ili sedi periferiche possono consul¬
tare su Internet un archivio cartografico referenziato ad
un database, che la sede centrale aggiorna periodicamente.
Il catalogo del¬
la casa disco-
grafica Foni? “
pubblicato su Inter¬
net è a disposizione
degli utenti per effettore gli ordini di
CD. I. utente, dopo essersi registralo, può
scegliere liberamente i suoi acquisti e
chiederne la spedizione a domicilio.
I applicazione è in grado di gestire qual¬
siasi li/x) di pagamento compiesti la caria di credito, l'ufficio
commerciale ha a disposizione un potente strumento per la
consultazione di tutte le statistiche di tendila e può aggior¬
nine automaticamente le giacenze di magazzino.
Hanno dia Dentato a Internet con noi
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